Reparti nascite dell'Ospedale Grassi di Ostia e del San Camillo. Vandalismi ignobili sponsorizzati dal Corriere della Sera

4 settembre 2015









La Camorra e la Mafia le combatti con la magistratura e con i Carabinieri e a volte riesci per fino a sconfiggerla, la storia di questo paese negli ultimi 50 anni lo dimostra in parte. Questo genere di manifestazioni, invece, non c'è poliziotto che tenga. E il danno di far nascere delle persone in questo contesto regalandogli un ambiente degradato, prepotente, cafone e sozzo a partire dalle prime ore di vita è semplicemente incalcolabile.
Periodicamente pubblichiamo queste immagini in modo da non dimenticarci come sono ridotti i reparti nascite degli ospedali romani. A nostro modo di sapere non esistono altre città italiane in cui il libero sfogo dei cafoni (e l'umiliazione delle persone per bene, costrette in questo schifo) è lasciato impunito in questo modo. Ovviamente solo nella sanità pubblica, pagata da tutti (e non da loro: se pagassero le tasse non si permetterebbero di imbrattare ciò che hanno contribuito a realizzare). Chissà se questi coragiossi neopapà si permetterebbero di fare lo stesso in una clinica privata. Dimostratela, la vostra spavalderia, contro qualcuno che vi risponde a tono. Vediamo se ne siete capaci. Facile contro gli enti pubblici, incapaci e conniventi...


Supplemento culturale "la Lettura" del «Corriere della Sera» del 30 agosto 2015

Il muro dei neonati di Francesco Piccolo
Tutte le attività umane, grandi o piccole che siano, urgenti o banali, utili o inutili, sono un tentativo maldestro di fermare il tempo. Un modo per dire io ci sono, ci sono stato, sono passato. Quando poi ci si trova di fronte a eventi assoluti, come la nascita di un nuovo essere umano, questa necessità di testimonianza è autorizzata, in sintonia con il passaggio cruciale. Quindi, la domanda sbagliata da fare di fronte a queste scritte che da anni stanno ricoprendo l’intero reparto di ostetricia dell’Ospedale San Camillo a Roma, è: perché? 
Partiamo da una prima questione, banale certo, ma che è alla base di tutto questo: l’evento è normale ed eccezionale. Basta assumere i due punti di vista all’interno della sala parto: per una madre che partorisce (e per il compagno, i parenti, gli amici) è un fatto epocale, che cambierà la vita, anche quella quotidiana – soprattutto quella; le notti insonni, non ho abbastanza latte, avrà ancora fame, perché sta piangendo – e poi via via: dovremmo essere più severi, saranno gli ormoni, questa casa non è un albergo, con altre notti insonni in attesa del ritorno notturno dell’adolescente mentre si continua a controllare l’ultimo contatto su WhatsApp e così via, anno dopo anno. Poi basta assumere il punto di vista di chi sta accanto alle madri mentre devono respirare a fondo in attesa della prossima spinta, cioè dell’ostetrico: ordinaria amministrazione, serialità, mamma a posto fuori e dentro la prossima mamma, questo è nato quest’altro è nato quest’altro pure, però dite ai parenti di entrare in stanza non più di due alla volta. E – ancora – basta mettere a confronto la responsabile del nido, che si muove sicura tra culle e respiratori mentre il padre piange dicendo che è incredibile come un essere appaia così all’improvviso nel mondo e quella che ne gestisce venti, di neonati, intanto sta pensando a quando esce dal lavoro, al latte parzialmente scremato che è quasi finito e alla borsa da fare per la palestra. 
Il reparto di ostetricia di qualsiasi ospedale del mondo è così, una comunicazione impari tra l’emozione e la freddezza, tra l’irrazionalità e la razionalità. Gli emozionati hanno bisogno dei freddi per far accadere le cose, e poi vogliono rompere quel muro costruito apposta per far funzionare il mondo. Esigono che i medici siano un po’ sconvolti dall’eccezionalità dell’evento di quel figlio irripetibile. I medici pazienti fanno finta che sì, è vero, è senz’altro irripetibile, ma sanno che la loro forza, la loro utilità sta non nell’indifferenza, per carità; bensì nella distanza. 
Quindi come si fa per violare con un’onda emotiva questa diga di scientificità? Al San Camillo di Roma si è trovata la soluzione. 

Qui tutto ruota intorno al tempo: quello trascorso finora dalla notizia della gravidanza, e più prepotentemente il tempo trascorso dal primo desiderio di avere un figlio. Il tempo che sarà segnato per sempre (la data di oggi – le date sono quasi sempre presenti a testimoniare il passaggio di chi scrive sui muri) come il giorno della nascita; e soprattutto, ora, il tempo che bisogna trascorrere qui fuori, in attesa che accada quel che deve accadere. Quindi a volte i padri – ma ora spesso i padri sono dentro –, i fratelli, gli zii, i nonni... Tutti lì fuori ad aspettare che l’evento si compia, e quindi le scritte che pian piano hanno riempito l’esterno, gli interni, le scale, persino i vetri separatori, sono di chi attende, di chi chiede di spingere di più per uscire, di chi ha appena avuto la notizia della nascita, e a volte anche del giorno dell’uscita (mamy e papy dicono che sei il regalo più bello della vita). 
Si può dire: ma anche al tempo dei social? Certo: questi muri sono una versione in rilievo dei social. Non virtuali, ma è lo stesso. Infatti svolgono la stessa funzione e usano lo stesso linguaggio. Chi scrive «benvenuto bello de zia», potrebbe digitare o sta digitando sul cellulare una frase identica. La comunicazione è esattamente la stessa: il gruppo qui è composto da tutti quelli che hanno vissuto questa esperienza in questo luogo preciso, da tutti quelli che la stanno vivendo, da tutti quelli che la vivranno. È l’esigenza di dire: io ci sono nel mondo, anche come zia, e nel mondo adesso c’è anche mio nipote, ve l’ho detto, ricordatevelo, o dimenticatelo pure, non importa, ma io l’ho detto, c’è testimonianza, si può trovare sulla mia pagina Facebook e sui muri di questo ospedale, se intanto che anche voi sarete qui ad aspettare vi metterete a leggere, nell’attesa, i messaggi di altri. E pian piano vi trasformerete: all’inizio penserete ma che stupidaggine, ma si possono imbrattare i muri di questi annunci scontati, che inciviltà, ma chi se ne frega che sono nati in questi anni Patrizio, Beatrice, Khadim, Thomas e tutti gli altri; e poi questa lettura vi coinvolgerà per similitudine dei destini e delle sensazioni, vi sentirete parte di qualcosa perché quelle cose semplici e scontate che hanno provato gli altri sono le stesse che sentite voi, e così è inevitabile sentirsi parte di una comunità ampia ma speciale, universale ma specifica di persone che attendono la nascita di un essere umano che già si ama, qui, al San Camillo, e allora alla fine si sente la stupidità di sottrarsi, lo snobismo inutile di non lasciare traccia di sé, e che ci vuole, si prende un pennarello e si cerca un angolino libero e si scrive «spingi, ti sto aspettando, daje», e poi «è nato, benvenuto, Rocco c’è, amore de zia». 
Il fatto più evidente, qui al reparto di ostetricia, è che il reparto in sé non è sufficiente a raccontare la sua portata simbolica, la sua retorica di vita. In fondo, basta arrivare qui davanti e guardare negli occhi le persone in attesa – in altri reparti dello stesso ospedale ci sono altre persone in attesa, ma l’angoscia e la speranza hanno percentuali proporzionate in modo inverso; qui invece c’è una spinta verso il futuro, una fibrillazione certo preoccupata, a volte angosciata, ma galleggia un’emotività tutta positiva, gli occhi lucidi sono febbrili, le persone che si toccano il braccio sorridono, si dicono senza dirsi: stiamo producendo futuro. È un evento appunto quotidiano (tutti producono futuro) e allo stesso tempo gigantesco (sì, è vero che tutti producono futuro, ma qui dentro, in uno spazio preciso, c’è il compito unico di produrlo, nella sostanza non si fa altro). Eppure non basta. La scritta «prima e seconda divisione di Ostetricia e Ginecologia» non è sufficiente a montare la portata simbolica di questo pezzo di ospedale – di ogni reparto identico in ogni ospedale del mondo. Evidentemente non basta, almeno qui a Roma non lo si ritiene sufficiente. Quelli che hanno cominciato a scrivere sui muri – tendiamo a dimenticarlo vedendo questa quantità infinita di scritte, ma c’è stato un primo e un secondo e un terzo che lo ha fatto – hanno sentito che stare davanti a questo reparto e aspettare un evento che produce futuro nella propria vita, andava sottolineato e fermato personalmente, in un modo che riguardava la comunità ma in particolare se stessi e la propria famiglia. E poi, a mano a mano, questa imposizione di particolarità, accumulandosi, ha rimesso in gioco l’intera comunità, perché adesso le scritte sono migliaia e migliaia e quindi non si riesce più a isolarle per davvero, ma compongono un quadro generale dell’umanità che ha prodotto un futuro molecolare in questo specifico ospedale.

Infine, c’è la vita là fuori. C’è il futuro che si compie. Quando un genitore scrive con caratteri giganti «Rocco c’è», poi, mentre negli anni altri leggono inevitabilmente che Rocco c’è, Rocco c’è davvero, cresce, diventa un individuo autonomo, produce sentimenti, pensieri, chiacchiere, allegria e dolore; e poi comincia a produrre futuro. Anche Rocco, come gli altri, avrà la tentazione di fermare il tempo, sui banchi di scuola, negli ascensori, sul tronco di un albero, e perfino sui muri di un monumento, perché alle persone non basta che il Colosseo abbia fermato il tempo, ma vogliono fermare il proprio tempo nel momento in cui sono state al Colosseo. Poi, a seconda del loro grado di consapevolezza del mondo (che chiamiamo civiltà) si tratterranno o si lasceranno andare, o si concederanno una monelleria. E forse, chissà, anche Rocco si troverà a camminare nervoso qui davanti, ad aspettare, a leggere i messaggi di molte generazioni, a pensare forse: ma perché lo fanno, e poi a rifarlo per testimoniare agli altri – ma soprattutto a se stessi – la felicità. 
Ecco, è questo il pensiero che arriva qui davanti: si leggono i nomi di neonati appena arrivati nel mondo, e li si immagina un giorno che saranno proprio loro a venire di nuovo a scrivere qua. Chissà perché viene in mente questo. Forse è un pensiero che prova a tenere insieme il più possibile il mondo, a pensarlo con una larghezza visibile, che possiamo contenere e comprendere. Forse questo serpentone infinito di testimonianze gratuite può fermare il tempo. O più probabilmente no, ma che importa.

Naturalmente queste cose si interrompono non per sanzioni o multe (difficile comminare pene per una scrittina in un muro), ma per Finestre Rotte e condanna sociale. Le finestre rotte prevederebbero una pulizia immediata del singolo sgorbio, che invece non si fa. Sulla condanna siamo non a zero ma sottozero se è vero come è vero che il primo giornale del paese può permettersi di pubblicare immondizie simili con tanto di video con musica d'atmosfera. Se noi scriviamo che un cittadino ha fatto bene a prendersela con un cartellone abusivo e pericoloso ci danno 9 mesi di reclusione per istigazione al danneggiamento, se il Corriere della Sera fomenta chi devasta beni pubblici con clamorosi danni morali e economici è una istanza intellettuale...





















87 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Il bello che chi ha scritto si è più o meno autodenunciato, con data e nome del nascituro.

Anonimo ha detto...

Che schifo, non c'è niente di tenero o bello in tutto ciò, c'è solo ignoranza e mancanza di rispetto per il prossimo. Un muro che ben rappresenta la 'romanità' di oggi, becera e zozzona.

Anonimo ha detto...

Se ci fosse qualche dirigente non analfabeta tecnologicamente e con un po' di fantasia potrebbe allestire una lavagna virtuale dove veder scorrere le dediche (anche autografe) dei parenti dei nascituri. Ma questi non riescono neanche a ripulire
3 muri, quindi figuriamoci......

antonio ha detto...

Io credo sia giusto e sacrosanto invece.

E' necessario che i nascituri siano subito coscienti in quale cesso sono capitati.

Anonimo ha detto...

L'accoppiamento 'prenatale' di un essere umano con uno schifo di squadra di calcio la dice lunga sulle aspirazioni e sulla mentalità (inesistente) dei romani che imbrattano muri, ritendendo ciò un loro ridicolo diritto.
Vergogna a tutti, siete solo dei miseri zozzoni che se ne fregano di tutto pur di immaginare la loro identità amplificata da gesti inqualificabili.
Una specie di deficit mentale, un ritardo psicologico li prende ... come si cura tutto ciò?

Anonimo ha detto...

Il problema è che per molte persone quello non è degrado ma una lecita ed elegante manifestazione di gioia. È come quando i writers dicono che i muri e le metro pulite rendono la città monotona e sterile.

Inizio a pensare che sia necessario educare le persone a distinguere il bello dal brutto. Dando per scontato che ciò non sia possibile, bisognerebbe insegnare ai bambini che le proprie cose possono essere "abbellite" come si vuole, quelle degli altri van lasciate come le si è trovate.

Alby ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

E' interessante notare la quantita di riferimenti calcistici nelle scritte: maglie, riferimenti agli ultras, ai nomi, la grafica, la grafia...

Stranamente poi se gli dici che sono bestie si offendono. Pero riescono a dimostrare la loro mancanza di civilta non solo allo stadio, ma anche all'ospedale.

Un po troppe coincidenze...

Anonimo ha detto...

Roba da rom.anisti.

Anonimo ha detto...

Anche oggi caro RFS hai pubblicato un articoletto prendendo spunto da altri tuoi colleghi, pure oggi non sei stato orginale ma il solito scopiazzatore.
I tuoi colleghi ne hanno già parlato il 30 agosto 2015:
http://www.corriere.it/foto-gallery/la-lettura/il-dibattito-delle-idee/15_agosto_27/san-camillo-scritte-muri-bambini-piccolo-d3be3194-4cd8-11e5-9b47-ed94dd84ed07.shtml?refresh_ce-cp
Ormai questo blog non riesce più a dire niente di proprio ma è diventato il riflesso di altri quotidiani o pagine web o altri mezzi comunicativi.
Siete scaduti in modo vertiginoso, meglio che chiudete fate più bella figura.
A parte tutto a livello professionale non è neanche bello che prendete lavori di altri e li appiccicate sul blog per far commentare come se fosse tutto una vostra creazione.
Meglio che chiudete, ormai è chiaro e tante cose lo dimostrano che non avete più niente da dire.
Basta ad essere copisteria ora datevi all'ippica!

Smart

Anonimo ha detto...

A genitori così andrebbero tolti i figli, perchè i nascituri che vivono in certi contesti familiari, diventeranno cloni dei genitori.

Anonimo ha detto...

4,04 PM

Smart di nome, ma non di fatto.

Questo non e' un articolo su un fatto (sul quale peraltro il Corriere buon ultimo, visto che gia se ne occupo l'Unita, nonche gia anni orsono RfS), ma un meta-articolo sull'articolo stesso.

Il fatto qui non e' tanto e non solo l'obrobio dei muri degli ospedali romani.

Il fatto qui e' l'indecenza di una redazione che ne fa perfino un'esaltazione!

In sintensi, anche per te Smart di nome ma non di fatto, il fatto ceh si commenta non e' il muro, ma l'indecenza culturale/sociale/civica dell'articolo del Corriere.

I muri sono solo l'episodio di una tendenza piu ampia della stampa romana, sottosviluppata come il resto della citta.

Anonimo ha detto...

4:13 PM, il messaggio che il corriere voleva trasmetterci è più profondo della vostra solita cazzata esteriore dei muri puliti.
mbè per voi conta solo l'estetica l'apparenza, difatti quando non avete visto nell'articolo del corriere note sulla pulizia dei muri vi è partita la brocca, ma la profondità del messaggio non vi è filata per niente in quelle zucche vuote e cuori insensibili.
meglio meno decoro che mancanza di sensibilità ed espressione di sentimenti.
meglio dei muri sporchi di espressioni calorose di profondi sentimenti che muri puliti e freddi come voi.
voi siete persone da scrivania da tavolino da pc ma non siete da rapporti umani, vorreste ridurre Roma come voi ma non ci riuscirete e per questo Roma vi vomita.

Anonimo ha detto...

Questa è proprio una città di cerebrolesi sottosviluppati mentali ..

justonecaptain ha detto...

potete di quello che ve pare
ma brando è proprio gajardo

Anonimo ha detto...

4,55 PM

Non provare a coprire con il piu mentecatto dei "volemose bene" quella che e' solo meschina sciatteria e attitudine mentecatta.

Credi che sensibilita e apprezzamenti siano monopolio dei ROMani? Altri esseri umani piu civilizzati di questo paese e di questo continente e non solo non sono in grado di provare ed esprimere sentimenti?

Magari in un libro delle firme che potrebbe rimanere davvero a futura memoria (perche presto o tardi quei muri verranno ripuliti o quelli scritte coperte da altre scritte) e senza danno/spesa per la collettivita?

Mentecatti arroganti. Quest'argomento ci mancava ancora: solo il ROMano e' capace di esprimere sensibilita... vediamo se apprezzi un po della piu genuina sensibilita romana: MA VATTENE A FANCULO!

Anonimo ha detto...

Che squisita sensibilità scrivere con l'uniposca su un muro igienizzato: "Ammazza amore de zio quanto sei bello".
Certo che Dante e Petrarca non avevano capito proprio niente, Kant ed Hegel in estetica erano due seghe, in confronto a certe eminenze che intervengono qua, dritte dritte da acrobàcs, meno male che c'abbiamo zerìn calcarau 2.0 che ci spiega cos'è la sensibbbilità.

Lanzo ha detto...

Non ho notato scritte in arabo o sanscrito (Bangladesh) o polacco - pare che ce ne siano na cifra da quelle parti, forse so' piu' educati de noi ?

Anonimo ha detto...

E un paro de lucchetti sensibbili sui letti di nefrologgia, non ce li mettemo?

Anonimo ha detto...

ao RFS che accusa il CORRIERE DELLA SERA di fomentazione nun se può proprio sentì!
proprio RFS, un blog di fomentazione ed istigazione alla ribellione contro le istituzioni tutte - un blog che fomenta ed istiga i cittadini a mettersi l'un contro l'altro - un blog che offende tutto e tutti senza minimo pudore e rispetto alcuno - un blog che crea sempre ed in ogni caso anche in modo inappropriato malumore frai i cittadini e le istituzioni di Roma facendo drammi per tutto compreso situazioni superficiali - un blog che non rispetta nessun tipo di lavoratore - un blog che non rispetta i ceti sociali medio bassi - un blog che non mostra nessun tipo di rispetto per i diseredati - un blog che non rispetta minimamente la tradizione della città di Roma e del suo popolo - un blog che non perde occasione di denigrare agli occhi di tutti la città di Roma e dei suoi abitanti - un blog che sproloquia in continuazione senza interagire minimamente con le varie persone che commentano - ..........., parla di fomentazione e si permette di accusare altri che lo fanno?
dice un detto: IL BUE DICE CORNUTO ALL'ASINO

Anonimo ha detto...

5,40

ti manca la sintesi

Lanzo ha detto...

Comunque vedo un progresso nella scelta dei nomi - Massimo, Chiara,Flavia, Roberto, et cetera sempre mejo de Jason, Deborah, Samantha.
Dai, piano piano, progrediamo.

Anonimo ha detto...

5:22 PM; ti sei qualificato per quel che sei, per lo più da vigliacco visto che hai offeso volgarmente ma non ti sei firmato.
sei una forza per questo blog ma nella realtà conti davvero poco a quanto pare.
un beso!

Anonimo ha detto...

Ariecco l'anonimo#1 che critica l'anonimo#2 per essere rimasto anonimo.

un personaggio tipico del blog.

Saluti, anonimo#3

Anonimo ha detto...

Che squisita sensibilità scrivere con l'uniposca su un muro igienizzato: "Ammazza amore de zio quanto sei bello".
Certo che Dante e Petrarca non avevano capito proprio niente, Kant ed Hegel in estetica erano due seghe, in confronto a certe eminenze che intervengono qua, dritte dritte da acrobàcs, meno male che c'abbiamo zerìn calcarau 2.0 che ci spiega cos'è la sensibbbilità.

lorenzo baruffi ha detto...

Mio figlio è nato pochi giorni fa al san camillo. Il rispetto non fa parte del dna di questo paese. Però secondo me si può fare davvero poco, perchè la grettezza della maggior parte delle persone che frequenta questi posti è talmente grande che questo è solo uno dei tanti casi in cui sfocia il degrado. Quando un individuo cresce senza ideali, senza educazione civica, senza amore per il prossimo, senza spirito di miglioramento collettivo, quando l'interesse personale prevarica sempre quello collettivo il risultato è questo. Le istituzioni sono fatte delle stesse persone. L'involuzione sociale è lenta e inesorabile, avanza a macchia d'olio. Non so se 20/30 anni fa la situazione fosse cosi, ma non credo. Camminando per le scale un giorno ho incontrato un infermiere che alla mia domanda sul perchè non venissero cancellate le scritte mi ha risposto che avevano smesso di farlo perchè pgni volta costava 10 mila euro ripitturare totalmente tutte le pareti. Ecco il risultato dell'involuzione sociale. Se avessi soldi e tempo andrei io li a riverniciare ogni mese per cominciare a rieducare. Solo con l'esempio si può cercare di cambiare qualcosa!

Secutor ha detto...

Sconvolgente dimostrazione di cafonaggine romanara coatta.....ci vuole solo una soluzione IL F A S C I O ...

Lanzo ha detto...

Caro Lorenzo Baruffi - siamo omonimi - io mi firmo con lanzo, nome d'arte, ma mi chiamo Lorenzo anche perche' di Lorenzi ce ne sono tanti.
Vai a riverniciare ? Bravo, li faresti contenti i coattoni - cosi' avrebbero una "pagina" fresca da imbrattare ogni mese.
PS - a me quello che interessa e' che se una volta finito li' dentro esci vivo o morto.
Statistiche di questo genere non le vedo su RFS - Mi spiego meglio: tot malati ammessi vivi - quanti ne sono usciti morti ? Se vado li' che percentuale di probabilita' ne ho che esco morto rispetto - diciamo al Fatebene Fratelli - quello per i VIP si intende a MonteMario, dove vanno anche i Papi.
Meditate.

Anonimo ha detto...

Il fatto che RFS abbia o non abbia pagato multe o quant'altro, non incide minimamente sulla gravità di questa barbara e raccapricciante usanza, di fronte alla quale si vergognerebbero perfino degli oranghi.

Smettiamola di sminuire argomenti legittimi e sacrosanti, tirando fuori altarini o dossier (spesso inventati) solo per screditare chi li sottolinea.

Anonimo ha detto...

grazie romafaschifo.com!!!

Master Evo ha detto...

Stavo distrattamente guardando le foto delle performance dei miei concittadini neo padri (ma forse un giorno anche neo papi) quando mi sono reso conto che tutto cio' rappresenta un vero paradigma del disastro in cui versiamo, un paradigma che si traduce in una domanda sola: CHI E' STATO IL PRIMO A FA' LA DEDICA?
Da questa domanda discende la soluzione: se il primo veniva redarguito e punito dall'ostetrica di turno con l'obbligo a ramazzare i resti delle placente dei successivi 10 parti, oggi quelle pareti sarebbero intonse comw quelle di una clinica svizzera.
Scommetto che la maggior parte dei romani non parcheggerebbero in doppia fila se non trovassero gia' almeno un altra macchina gia' parcheggiata in doppia fila, che non sfilerebbero sulle corsie di emergenza se non avessero gia' visto almeno un altro farlo ipunemente, etc ... Alla fine i veri animali sono in numero molto limitato, ma se li si lascia fare e' impossibile trattenere tutta la mandria, e questo in qualsiasi paese del mondo...

salutissimi

Anonimo ha detto...

"Viola sbrigati a nasce che devi subito parcheggià sulle strisce pedonali"

Anonimo ha detto...

"Checco c'è per lasciare la macchina in doppia fila davanti al tiramisù"

Anonimo ha detto...

"Alessio nasci a mamma tua pe annà nel varco della ZTL contromano"

n@po ha detto...

Mi vergognerei di far nascere mio figlio in un tale schifo!!!

Anonimo ha detto...

30-8-2015 13:45 Amo', sbrighete a cagallo sto regazzino che tra n'ora ce sta lazie chievo oh!

Anonimo ha detto...

6.47 pm, grazie per la tua obbiettivita!
È proprio vero il degrado è solo quello che riguarda gli altri sei stato molto chiaro, della serie FATE QUELLO CHE DICO MA IO FACCIO COME MI PARE.
Grazie per il tuo contributo!

Nessuno però ha risposto alle domande di 5.48 Pm, siamo alle solite.

Anonimo ha detto...

7.19 pm, a te nun se alza neanche come i fai i fiji, cor culo?

Anonimo ha detto...

Anon 7:27 Sarà che non ti rispondono perchè è una domanda senza alcun senso?

Anonimo ha detto...

7.28 pm, Hai ragione le regole sono da rispettare solo per gli altri, state dimostrando palesemente il vostro rispetto ed obbiettività cosa significa.
Congratulazioni.

Anonimo ha detto...

7.38 pm, Hai ragione le regole sono da rispettare solo per gli altri, state dimostrando palesemente il vostro rispetto ed obbiettività cosa significa.
Congratulazioni.

Master Evo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Io ci lavoro, peccato l'articolo non dica che è per volere del vecchio direttore, che trovava la cosa toccante, che i muri non sono stato ritinteggiati e la gente incitata a scrivere...

Anonimo ha detto...

7.47 PM, Quindi 5.52 è uno che prende per culo tutti!

Master Evo ha detto...

Anon 7:34 PM Sii proprio 'n laziale: manco si bono a legge n'orario, eppure tutti li giorni devi da pija er treno pe' torna' a caprarola immezzo all'arbanesi, come fai nun ze sa eh.

Anonimo ha detto...

5.52 pm sarà il solito cazzone che all'improvviso spunta e fa le sue dichiarazioni scioccanti che confermano le teorie di Roma fa Schifo.
Solite combine!

Master Evo ha detto...

Anon 7:58
Suppongo che pagheranno dopo aver perso il ricorso, o che non pagheranno mai se dovessero vincere il ricorso. Alla risposta ci potevi arrivare anche da solo prima ancora di postare il secondo degli n commenti fotocopia pero'...

Cia'

Anonimo ha detto...

8.07 PM, le supposizioni non sono valide, bisogna parlare con certezze altrimenti taci e non fare l'avvocato delle cause perse.
A quanto pare sei un cialtrone.
Il ricorso non c'è mai stato, non esiste notizia a riguardo di quello che dici, non mi dire che te lo sei inventato ora per fare il difensore fallito.

Anonimo ha detto...

Oh, ma quelli del Retake non sono tornati dalle ferie? Un bel Retake Reparto Nascite e abbiamo risolto, no? Ekkeccevole?

Anonimo ha detto...

7.51 alla gente piace parlare e dire cazzate ( mi riferisco all'infermiera). I padiglioni sono stati ristrutturati e ritinteggiati per accogliere i reparti del Forlanini, ormai praticamente chiuso. Ci sarà un motivo se l'unico reparto non ritinteggiato è la maternità, e un po di buon senso e di ragionamento col proprio cervello dovrebbe bastare a far capire che il problema non dovrebbero essere i questionabili 10000€

Secutor ha detto...

Orrenda accozzaglia di cafonazzi beduini .....volevo vedervi a voi coatti durante il ventennio danneggiare il patrimonio pubblico voi ignoranti piteci trogloditi garantito che vi facevano passare la voglia di scrivere quelle minKiate insieme ai vostri sodali writer solo il FASCIO puo ripristinare tre principi sacri RISPETTO, ONORE, EDUCAZIONE anche con la mazza se necessario !

Secutor ha detto...

Mi fate anche vergognare queste immagini sono passate anche sulla tv ungherese che ormai si divertono a fare i reportage su Roma per come é pietosamente ridotta in preda a vandali writer borseggiatori alla meleudacazione piú becera dei romanari borgatari VERGOGNA siamo sulla bocca di tutti a risata dei vari popoli anche in bangladesh si consolano vedendo queste immagini indegne e vergognose !

Anonimo ha detto...

Che bello vedere i sentimenti sui muri, espressi in maniera cosi’ fine poi.

Volete mettere un reparto maternita’ a Copenhagen, coi muri puliti! si percepisce subito la freddezza e la cattiveria dei popoli nordici. Siamo davvero unici noi romani.

All together now - Graaazzie Roooma…

Anonimo ha detto...

Daje è arrivato Secutor il matto, mejo andare a vedere la tv che stare qui a parlare cor scemo ungherese.
Cià

Anonimo ha detto...

Qualcuno che conosca i giornalisti del corriere gli linki l'articolo del blog. Prevedo l'ennesima denuncia-querela contro il sig. Tonelli. Speriamo che dopo questa stia a cuccia.

Anonimo ha detto...

Che schifo i romani. Il popolo più incivile del mondo. Una cosa del genere non accade altrove. Animali. Rimanete nel vostro marciume.

Anonimo ha detto...

Lammerda

Anonimo ha detto...

Non capisco cosa ci sia da stupirsi! Cosa ci si può aspettare da una popolazione mediamente merdosa, abituata da decenni a girare nella merda (da essi stessa prodotta) e che elegge governanti mediamente della stessa risma? A questo punto ben venga l'orda immigratoria da tutte le parti del mondo: visto che difficilmente si può essere più ignoranti e zozzoni, l'arrivo di gente nuova ad es. da Africa e Asia sicuramente non potrà che elevare il livello di civiltà del romano merdoso medio!

Anonimo ha detto...


Anonimo Anonimo ha detto...

Io ci lavoro, peccato l'articolo non dica che è per volere del vecchio direttore, che trovava la cosa toccante, che i muri non sono stato ritinteggiati e la gente incitata a scrivere...

Si certo perché il reparto é proprietà del direttore che decide per l'imbrattamento di un luogo pubblico? Ma che discorsi...

Anonimo ha detto...

orribile e atroce schifo... possibile solo a roma

Anonimo ha detto...

li
problemi
so
artri!

Anonimo ha detto...

Buzzi, Mangiagalli, Macedonia Melloni. Tutti ospedali a Milano senza l'ombra di un graffito.

A Roma fate proprio schifo in tutto.

Daje che vi meritate le olimpiadi, ma non dello sport, quelle dello schifo.

Anonimo ha detto...

Il Corriere della Sera, quello delle "strade-killer".

Anonimo ha detto...

Vabbeh, dài, è per via della teoria delle finestre rotte, no? Cioè, se c'è una scritta, ovvio che tutti si sentono fomentati a farne un'altra. Mica è colpa loro, lo dice pure la teoria...

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
in questo blog si parla alla fine solo del popolino....dei pezzenti mentali, degli analfabeti, dei tifosi, degli zingari.....purtroppo è la conferma che la mancanza di cultura, di opportunità, di libertà di pensiero rendono la persona simile alla bestia che vede gli altri solo come ostacoli al proprio godimento....questi scrivono sui muri del Grassi di Ostia e altri ospedali riservati ai morti di fame che sono costretti a frequentarli....di sicuro se uno ha i soldi va in una clinica privata tirata a lucido....io mi chiedo se la colpa è delle persone che si sono ridotte a questo scempio o del sistema che ci fa nascere tutti diversi e che da a pochi molto e a tanti nulla....
i poveracci cercano una redenzione attraverso i propri figli....non sanno che faranno la loro stessa fine schifosa....costretti ad imbrattare il muro di un ospedale e disegnare come bimbi le maglie della propria squadra del cuore, mentre il riccone di turno ha già pronta e spianata la strada per il proprio rampollo.....popolo pecore

Anonimo ha detto...

Ogni giorno c'e' un medico, un infermiere, un impiegato dell'ospedale che attraversa quei corridpi, quelle scale, quelle sale e... non ha nulla da dire, non una denunca, non una richiesta a chi di dovere di pulire, non una protesta eclatante pur di rendere il luogo dove lavorano un minimo DIGNITOSO. No, operano nello sporco e nella sciatteria senz battere ciglio. Come pensate che nel loro specifico lavoro poi si applicheranno? Precisi, diligenti e rigorosi? Io penso che saranno sciatti, sporchi, menefreghisti e approssimati, inclusi medici e infermieri. E' il luogo che fa gli uomini. Io non sono di Roma ma ho potuto sperimentare personalmente le stesse identiche cose in un altro ospedale del centro sud. Tutti ciechi di fronte alla spazzatura all'igresso dell'edificio, del bengaklese che apparecchiava la sua bancarella all'ingresso davanti alla gurdia giurata, fumatori a circa mezzo metro dall'ingresso dell'ospedale che giravano mezzi nudi trascinando le loro fleboclisi, graffiti all'interno dell'ospedale. E come opensate che il medico che e' intervenuto si sia comportato? Doveva semplicemnete togliere dei punti. Beh ha lavorato senza guanti, ha rimosso i punti prima del tempo e senza una adeguata medicazione. Risultato, ferita riaperta e una leggera infezione. CHI VIVE NELLA SPORCIZIA E' SPORCO DENTRO.

Anonimo ha detto...

1.00 AM, hai fatto messo su l'Apocalisse per dei muri con dei nomi, l'unico vero sporco sei tu ma nel cervello. Curati sei malato!

Anonimo ha detto...

12.26 AM, deduco che tu sia una merda di snob ricco che hai soldi e vai in strutture private a pagamento e che si sente superiore di quelli in condizioni sociali inferiori alle sue, bravo sei adatto a questo blog!
Mi fai schifo come uomo per il tuo commento offensivo e discriminatorio, sei solo un coglione che non vali un cazzo e sei sporco nel cuore!

( sono uno che non sta poi così male economicamente e socialmente )

Anonimo ha detto...

Be i filgi di m......tta si moltiplicano ed i papponi li registrano nel muro invece dell'anagrafe. Cosa c'è di anormale?
sranno quelli che in futuro parcheggeranno la loro auto un doppia fila, sputano per terra, se fanno er tattooo,
se comprano er cane pe fallo caga per tera ecc ecc ecc.. la storia continua fino a quando qualcuno benedetto decide de usa er
BASTONE!

Anonimo ha detto...

9.24 am, finiscila e fai bene a nun firmarte perchè quelli er bastone te lo ficcano ner culo, vabbè che forse te piace pure e te fanno pure er favore.

Anonimo ha detto...

Voi di RFS non avete capito niente! Il muro graffitato non è altro che un indispensabile strumento di imprinting per i neonati, che devono subito capire in quale fogna andranno a vivere e alla quale dovranno tristemente adeguarsi, finendo poi obbligatoriamente per diventare coatti adulti e passando necesseriamente prima per gli stadi di bimbominchia e writer di metro e mura cittadine!

Franco Farina ha detto...

Se i posteri si dovessero fare un'idea del grado di civiltà in cui siamo il reparto maternità del San Camillo (che ho visto da poco) sarebbe un'ottima testimonianza. Questo potrebbe essere l'unico motivo per lasciarli in visibilità. Trovo molto triste che un evento che ha il sapore dell'intimo e dell'emozionale venga banalizzato come se si trattasse di una notizia da trasmissione televisiva pomeridiana e con metodi incivili e di livello infimo, oltre che di cattivo gusto.
Temo che questa situazione sia uno specchio, ci siamo dentro quasi tutti oppure ci siamo arresi.
Molto triste. Risparmio commenti sul fatto dell'assenza di regole e di controlli, per non parlare della falsa "tolleranza" che dimostra solo che il rispetto della convivenza e dell'ALTRO è fumo, o graffiti.

Anonimo ha detto...

Chi sarà stato a mettere il primo segno può ritenersi soddisfatto di quello che è riuscito ad ottenere. Ormai sarà dura togliere quest'abitudine su cui c'è assuefazione.
Delle foto quella che più ha colpito è quella del cartello dell'uscita di emergenza imbrattato.
Lo specchio dell'imbecillità di certi individui e di come si vive in questa città senza regole. Chissà se un giorno non si trovino nella necessità di utilizzarla e ripensino al loro gesto insensato.

Anonimo ha detto...

Pannelli removibili fatti di materiale scadente, che comunque costerebbero sempre una bella cifra agli ospedali ed al contribuente, da buttare e sostituire.
Comunque c'è poco da fare. Imbrattare è diventata una triste moda. Vagoni dei treni, muri, cartelli stradali e qualsiasi cosa dove ci si possa scrivere. Dicono che rendono la città meno triste. Sarà, ma la rendono meno triste solamente quei graffiti fatti bene da gente capace che, come tutto ciò che riguarda questo Paese, sono la minoranza rispetto alla diffusa cafonaggine e mediocrità che imperversa.

Anonimo ha detto...

Esperimento. Provare a scrivere un nome qualunque, chessò, "Giuliano", sui muri di un ospedale o della metro di Stoccolma o dio Londra.
Provate, provate.
Non arriverete a scrivere "Giul...".
Evidentemente i metodi esistono, in paesi meno pacifisti coi criminali, coi prepotenti e coi burini.

Anonimo ha detto...

https://it.wikipedia.org/wiki/Market_Theater_Gum_Wall

Bat21 ha detto...

L autorità ospedaliera come al solito si autoassolve quando invece non dovrebbe consentire che l inciviltà domini. La realtà è che gli incivili generano pa incivili e viceversa in un quadretto tipico del meridione

Anonimo ha detto...

Madonnasantiddio!

Anonimo ha detto...

bleah !!

Anonimo ha detto...

Perchè cancellate le note che avvisano che avete cancellato tanti commenti e così facendo vi state comportano come quei tizi di regime dittatoriale che pilotano l'informazione?

Anonimo ha detto...

Le scritte sui muri del reparto maternità non sono esclusive degli ospedali romani. A Brindisi la asl vorrebbe installare delle maxi lavagne per consentire a padri e parenti vari di sfogare la loro "gioia" per la nascita dei loro bimbi.

Anonimo ha detto...

Mia moglie ha recentemente partorito al San Filippo Neri e, tolti soliti difetti degli ospedali pubblici, sono rimasto molto colpito dal basso numero di scritte nei muri interni. Diciamo che rispetto al San Camillo sembrava una clinica privata.

Le scritte sui muri sono terribili ma trovo che le incisioni sul travertino siano molto peggio in quanto del tutto indelebili.

Anonimo ha detto...

popolo romano, di cui purtroppo faccio parte: fate proprio schifo ! FACCIAMO VERAMENTE SCHIFO ! mi vergogno !

Anonimo ha detto...

Pensavo che una roba del genere non esistesse. Non riesco neanche a trovarla concepibile.
Ogni volta che apro questo sito trovo roba che pensavo potesse esistere solo nelle peggiori favelas. Tolti i narcos con le mitragliette tra Roma e Rio o Citta del Messico non ci vedo molta differenza.
Che tristezza.

Anonimo ha detto...

da quando frequento roma, oltre ad immigrazione e rom....i problemi di roma so i romani....poco da dire e poco da fare,
credo che peggio sia solo napoli

Mr_V ~ aka ha detto...

Ni.
Ossia non è una brutta idea, perché alla fine bisogna condannare una cosa del genere ?
Alla fine può essere anche considerata una cosa bella..
MA! C'è sempre un grosso ma.
Dovrebbe essere adibita una zona specifica per questo.
Un punto dove gli ospedali possano consentirlo. Allora si che verrebbe accettato.

Juliana Martinaize ha detto...


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