Ma quale guerra tra poveri!? Ecco i motivi per cui Atac deve fallire il prima possibile

6 luglio 2015

Oggi è molto in voga (tra le tante) la retorica della "guerra  tra poveri".
Io se i cittadini che sono in guerra gli uni contro gli altri siano ricchi o poveri non lo so. Del resto il concetto di povertà o ricchezza è alquanto relativo: rispetto a profugo nigeriano direi che siamo tutti piuttosto ricchi. 
Secondo me la guerra è tra due categorie di lavoratori: chi lavora nel settore privato e chi lavora nel pubblico. Settore, questo, in cui si è completamente perso di vista il rapporto tra costi e produttività. 
Lo scopo principale di un lavoro è produrre un risultato, proporzionato ovviamente al suo costo. Il ritorno economico lo si ha in cambio del risultato, non del lavoro in sé stesso. Tant'è che ciascuno di noi lavora gratis parecchie ore a settimana e lo fa perché è lui stesso a beneficiare del risultato di quel lavoro. 
Un lavoro che non produce risultati apprezzabili è un lavoro che non viene pagato. Che nessuno di noi pagherebbe. In buona sostanza non è un "lavoro".
Non così purtroppo per il settore pubblico. Lì i costi non vengono sostenuti dal fatturato, che consiste nel compenso ricevuto a seguito dei risultati prodotti, ma principalmente da fondi pubblici, cioè da noi. 
Questo partendo dal concetto che un'azienda pubblica, in quanto di solito fornitrice di un servizio pubblico (ovvero di pubblico interesse) possa operare anche in perdita. Questo concetto, che di base è giusto perché costituisce il fondamento del welfare, ovvero della garanzia della prestazione di un certo numero di servizi essenziali anche a coloro che non se li possono permettere, è stato del tutto pervertito. Ed è stato tradotto nell'idea che un lavoro (ed il suo costo) possa essere del tutto scollegato dal risultato che produce. 
Il fatto che un'azienda pubblica possa operare in perdita, perché comunque economicamente sostenuta "da fuori", e dunque in buona sostanza non possa fallire, ha portato a ritenere che essa possa, anzi debba, esistere a prescindere dalla sua effettiva utilità in termini di risultati prodotti in relazione ai costi. Formalmente "perché produce un servizio pubblico". Ma in pratica anche se non lo produce o lo produce in misura largamente inadeguata e insufficiente in rapporto a quello che costa. 
Ovvio che poi lo scopo reale dell'esistenza di quell'azienda, nel tempo, possa diventare altro da sé. Per la politica ad esempio, un bacino di posti di lavoro da distribuire in cambio di voti e, conseguentemente, di poltrone da dirigente da regalare in cambio di favori, a prescindere dall'effettiva necessità o dallo spessore professionale necessario a ricoprire quegli incarichi. O nel migliore dei casi, in passato è successo, lo strumento con cui si faceva fronte a una determinata emergenza disoccupazionale. Vinceva il partito che garantiva assunzioni pubbliche, ve lo ricordate? 
Ma anche per coloro che ci lavorano finisce con l'essere essenzialmente il luogo che ti garantisce uno stipendio, prima ancora che il luogo di "lavoro". Da cui il mito, tutto italiano, del "posto pubblico" quale garanzia di un futuro chiaro e privo di incertezze. 
Com'è altrettanto ovvio che possa diventare il teatro di ogni sorta di ruberie, grandi e piccole, da parte di tutti, utenti, dipendenti, dirigenti. Perché esse non vengono adeguatamente perseguite in quanto non c'è alcun interesse a perseguirle perché non c'è alcun interesse a valutare il risultato prodotto in relazione alle risorse impegnate. 
E i sindacati hanno dato un contributo essenziale a questo stato di cose. Essendosi sempre più evoluti in soggetti politici, oltretutto rivali, e quindi alla ricerca perenne di consensi e dunque di potere (non di "potere contrattuale" che è ben altro), essi hanno trasformato il concetto di "lavoro" in una sorta di monade, snaturandone il significato che in realtà è quello di "attività preposta alla produzione di un risultato". Essi non difendono il "lavoro" (come ben dimostra il fatto che siano del tutto assenti nel difendere il lavoro di artigiani, imprenditori, piccoli professionisti e in generale il lavoro autonomo) ma il "posto di lavoro". 
Cosicché il "diritto al lavoro" diventa "diritto al posto di lavoro", ovvero alla percezione di uno stipendio. C'è una bella differenza.
Perché in questa seconda configurazione l'"attività preposta alla produzione di un risultato" diventa una mera formalità, da soddisfare in modo ormai del tutto discrezionale, collegata alla circostanza  che si ricopre "un posto di lavoro". Lo dimostra ancor più il fatto che i temi della lotta sindacale vertano quasi esclusivamente sui "diritti" del lavoratore, in termini di garanzie, tutele, bonus ecc. e mai sulla problematica del risultato effettivamente prodotto in cambio di tutto questo, o della disciplina e del rigore richiesti al lavoratore nonché del suo codice deontologico. Essi continuano a difendere un lavoro che non produce risultati adeguati e che dunque tale non è. Essi difendono dei rapporti impiegatizi ormai del tutto astratti dal contesto nel quale essi dovrebbero ritenersi "necessari". 
E' chiaro che questa "filosofia" possa crescere, prosperare e diffondersi soprattutto in quelle aziende che operano secondo criteri di antieconomicità (perché le altre chiuderebbero e fallirebbero con buona pace di tutti). E queste sono le aziende pubbliche. 
Lo si evince chiaramente  dal fatto che le organizzazioni sindacali si rivelano assai più propense a sedersi al tavolo delle trattative quando il loro interlocutore è un'azienda privata, la cui dirigenza alla fine della fiera può sempre dire "non mi conviene, perciò chiudo tutta la baracca".
Un'azienda pubblica non può chiudere e non può fallire. Ed ecco le battaglie sindacali tradursi in forme di lotta che rasentano il sabotaggio e l'illecito, quando proprio non lo sono, come pure la netta opposizione a qualunque forma di controllo del "risultato prodotto" che costituisce l'assoluta normalità in qualsiasi ambiente di lavoro che debba autofinanziare la sua esistenza.
Con questo non intendo certo alimentare tutti i soliti luoghi comuni del dipendente pubblico che ruba lo stipendio. Ma un luogo comune se esiste è per una ragione.
Ora a me non interessa stabilire quanti, fra dirigenti e impiegati, in ATAC rubino lo stipendio e quanti invece no. Mi dispiace doverlo dire, ma di fatto lo rubano tutti, volenti o nolenti. 
L'ATAC è allo stato attuale un'azienda inutile. Dovrebbe fornire un servizio di trasporto che di fatto è lento, saltuario e disagevole anche oltre i limiti di quel minimo di dignità che dovrebbe distinguere chi se ne avvale da un animale trasportato al macello. In queste condizioni ogni utente, ogni pendolare, avrebbe le stesse possibilità di arrivare puntuale dove deve andare mettendosi sul ciglio della strada col pollice alzato. E il paragone regge anche in termini di sicurezza. 
Le sempre più frequenti manifestazioni di intolleranza degli utenti sono una conseguenza fisiologica del fatto che noi tutti dobbiamo mantenere in piedi un apparato aziendale che costa e non serve. Ovvero non produce risultati apprezzabili.  
E questo è un fatto, non un'opinione. 
Non voglio entrare nelle meccaniche interne dell'azienda. Anche perché non le conosco e non mi compete valutarle. Come al solito ci saranno responsabilità diffuse e di tutti: politici, dirigenti e dipendenti. E come sempre in Italia, quando tutti sono responsabili di qualcosa, questo fatto costituisce un'ottima scusa per puntarsi il dito accusatore vicendevolmente, rimpallandosi colpe e responsabilità, senza concludere nulla. 
In ATAC (e non solo) si può fare. Ci si può permettere il lusso di fare questioni di principio, anche le più oziose. Perché ATAC non può fallire. 
Penso a tante piccole, medie e grandi imprese colpite da ogni sorta di catastrofe, economica e naturale. Penso ai tanti casi in cui tutti coloro che ci lavoravano si sono rimboccati le maniche, collaborando, sacrificandosi allo scopo di rimettere in piedi l'azienda e continuare, tutti, a lavorare. 
Ma in ATAC nessun sacrificio, o spirito collaborativo e organizzativo è necessario. Perché ATAC non può fallire. 
Mi chiedo come sia possibile che in un'Azienda con dodicimila dipendenti qualcuno possa continuare a sostenere che mancano i macchinisti, o il personale per la pulizia, per la manutenzione, per la sicurezza e la custodia di mezzi e stazioni. Come sia possibile che addirittura ci sia la necessità di ricorrere a ditte terze per certi servizi. 
Penso a me stesso, e tante persone che ho conosciuto le quali hanno dovuto accettare di buon grado l'assegnazione a mansioni diverse, hanno dovuto firmare nuovi contratti, hanno dovuto e devono fare corsi per ottenere attestati e qualifiche, tutto al fine di poter continuare ad essere "utili" alla loro azienda o appetibili sul mercato del lavoro. Perché  "lavorare" vuol dire essere utili, cioè essere in grado di produrre risultati.
Penso a quel tizio che ho conosciuto durante il corso per la patente C. Io la prendevo per il camper, ma lui perché doveva avere la qualifica per poter guidare un mezzo per il trasporto di passeggeri. Era entrata in vigore una qualche normativa che richiedeva l'attestazione di queste competenze ed era molto preoccupato per l'esame perché il suo futuro lavorativo dipendeva da quello. 
Ma quelli delle competenze non sono problemi di chi opera in ATAC. Perché ATAC non può fallire.
Resto basito quando vedo che la mancanza dei titoli di viaggio possa continuare a non rappresentare un problema gravissimo, urgentissimo e che necessiti di un' immediata soluzione. Parliamo, cioè, di un'impresa che non si preoccupa di incassare i compensi dovuti per le sue prestazioni di servizi. Provate un po' a trovare un qualunque commesso di negozio che vi lasci uscire con la merce senza pagare. 
Ma in ATAC si può. Perché ATAC non può fallire. 
ATAC è un carrozzone inutile. Se ne facciano una ragione tutti quelli che ci lavorano, a prescindere dal loro grado di responsabilità in tutto questo. Non servono a niente. I loro stipendi sono di fatto un emolumento che la collettività corrisponde loro a titolo gratuito, ovvero in cambio di poco o nulla. Ne prendano atto. Se ne preoccupino sul serio. Come tutti quei lavoratori che hanno dovuto pagare, e tutt'ora continuano, per scelte imprenditoriali sbagliate fatte da altri.
La vecchia Parmalat contava 36.000 dipendenti. La nuova ne conta la metà. Sedicimila hanno dovuto cercarsi o accettare un altro lavoro. E in quella vicenda non si parlava neanche di scelte imprenditoriali ma di  colpe e responsabilità penali  ben chiare e di sicuro non imputabili a quei sedicimila. Ma Parmalat poteva fallire. 
E allora? Fallisca anche ATAC. Perché se non è giusto che qualche migliaio di dipendenti perdano il lavoro per colpe non loro, lo è assai meno che i romani tutti, debbano continuare a pagare un servizio (essenziale alla vita della città) che non ricevono e su cui nessuno può intervenire perché esistono ATAC e le sue dinamiche folli, che trascendono ogni legge di mercato e di semplice buon senso. 
Quanti sono dotati di competenze e volontà verranno ricollocati, previo accertamento del loro spessore professionale, e superamento di un congruo periodo di prova, in una nuova azienda rifondata. E si preoccuperanno di aggiornare la loro figura professionale in base alle nuove esigenze, come devono fare tutti coloro che non lavorano per un'azienda pubblica e che quindi devono preoccuparsi di produrre "risultati". Gli altri, che siano dirigenti o semplici impiegati di basso livello, se ne stiano a casa perché non è scritto da nessuna parte che debbano campare mantenuti da noi altri.
Del resto non è neanche giusto quel che i romani subiscono ora, e dovranno assai più pesantemente subire durante il periodo di transizione da una vecchia a una nuova realtà del trasporto pubblico capitolino.
Basta!
Francesco Giovanni De Simone

*Alcuni elementi molto calzanti. Quello di Parmalat (decine di migliaia di persone hanno perso il loro lavoro e le persone quando perdono il lavoro hanno due alternative: o minacciare le sommosse popolari come si fa a Roma ogni giorno, oppure trovarsene un altro e farsi una nuova vita), quello della guerra tra poveri, ridicola frase fatta molto romana. Ma anche quello dell'eterno conflitto tra dipendenti pubblici e privati. Certo si rischia di semplificare (i dipendenti privati incapaci non mancano, come non mancano i bravi dipendenti pubblici) ma è vero che oggi i dipendenti privati pagano le loro tasse e in più (in più!!!) pagano le inefficienze dei dipendenti pubblici. Una cosa non accettabile. 
Una cosa sola aggiungiamo: perché nessuno parla di quanto influirebbe profondamente sula produttività della città un'Atac funzionante? Enormemente. Non solo per i turisti, ma ovviamente soprattutto per i cittadini: più puntualità a lavoro, meno appuntamenti persi, meno necessità di far ricorso all'auto. Insomma una Atac funzionante renderebbe tutti noi più ricchi, l'Atac in queste condizioni, al contrario, ci rende tutti un po' più poveri. Un ottimo motivo per arrabbiarsi: stanno di fatto rubando i nostri quattrini. Chi se li è sudati onestamente la smetta di subire.
-RFS

45 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Parole sante.

Anonimo ha detto...

Servizio sulla metro di oggi: http://www.romatoday.it/cronaca/metro-roma-servizio-6-luglio-2015-incubo-caldo.html

Anonimo ha detto...

Diamola ad Astaldi! Lui sì che è la panacea di tutti i mali

Anonimo ha detto...

Non è colpa dei sindacati se fanno il loro mestiere: nei rapporti di lavoro deve esistere un equilibrio: il capo vorrebbe che i lavoratori lavorassero 23 ore su 24, i lavoratori vorrebbero lavorare 1 ora su 24, ecco che ci si sieda a tavolo e si trova un compromesso. Problema è che l'equilibrio è saltato, essendo i sindacati, anche di minoranza, in una posizione di prepotenza e essendo il datore di lavoro - il comune - assente o complice (con tutti i parenti e amici sistemati nell'ATAC...). E chiaro che non si può continuare così ma qualsiasi soluzione sensata provocherebbe lo sciopero dei dipendenti e episodi di luddismo (cioè scasserebbero quei pochi mezzi che ancora funzionano). Insomma, la soluzione applicata al Teatro dell'Opera solo difficilmente funzionerebbe con l'ATAC. Ma non vedo alternative: licenziamo tutti e poi non diamo il servizio in appalto ai privati, ma facciamo un concorso serio per macchinisti-autisti. C'è qualcuno con abbastanza palle per farlo ?

Anonimo ha detto...

Piangono da tanto tempo... chi si ricorda il periodo di Publio Fiori, ad inizi anni '90 dove già all'epoca si doveva operare un importante riassetto dell'azienda e dei servizi, e quando lo Stato cominciò a bloccare l'enorme flusso di denaro pubblico verso Aziende inefficienti e costosissime, con servizi da 4° mondo.
Sono passati più di 20 anni ed eccoci quì, ancora a lamentarci, umiliati come utilizzatori, mortificati, invecchiati, rassegnati... ma niente, l'ATAC è ancora lì.... ancora per poco ormai.

Anonimo ha detto...

articolo da incorniciare ...

Francis Drake ha detto...

L'ATAC sta alla Grecia come l'AMA sta .... all'Italia/Spagna/Portogallo e forse Francia ????
Carrozzoni che rendono la vita di romani e turisti un inferno. Sottolineo: un INFERNO.
Una mia cara amica mi ha raccontato le (incredibili e grottesche)traversie di oggi pomeriggio per raggiungere la fermata di Lido nord da Piramide (treni fermi e temperature interne di oltre 40 gradi). Gruppi di persone (anche anziani) che si sono rifiutati di scendere da un treno diretto ad Ostia che inspiegabilmente ha interrotto la corsa a Magliana e che hanno tentato di linciare l'autista (che ovviamente è sceso scortato dalla polizia). Sono senza parole...
Qui si sta attentando alla salute pubblica di anziani, bambini, donne incinta, malati e comunque di tutti coloro che DEVONO utilizzare i messi pubblici tutti i giorni per preservare - con questa meschina forma di sciopero bianco - qualche misero interesse economico (legittimo o meno, non entro nel merito) di un migliaio di lavoratori ?
Qualcuno intervenga, please.

Anonimo ha detto...

Servizio sulla metro di oggi: http://www.romatoday.it/cronaca/metro-roma-servizio-6-luglio-2015-incubo-caldo.html

Anonimo ha detto...

Servizio sulla metro di oggi: http://www.romatoday.it/cronaca/metro-roma-servizio-6-luglio-2015-incubo-caldo.html

Anonimo ha detto...

Servizio sulla metro di oggi: http://www.romatoday.it/cronaca/metro-roma-servizio-6-luglio-2015-incubo-caldo.html

Anonimo ha detto...

non bastassero tutti i vari motivi per cui ATAC deve FALLIRE, nel 2014 c'è stato un nuovo buco di bilancio e nei primi sei mesi di quest'anno i conti vanno ancora peggio...indovinate dove andranno a piangere aiuti a fine anno? ma in comune ovviamente a spese di tutti noi

Anonimo ha detto...

COME SEMPRE OTTIMO ARTICOLO COME TANTI ALTRI PUBBLICATI SU RFS E PURTROPPO SOLTANTO QUI SE NE POSSONO LEGGERE.

Anonimo ha detto...

Reddito di cittadinanza come c'è in tutti gli altri luoghi d'Europa e non, di cui giustamente portate le città come paragone per Roma (che obiettivamente fa cagare).
Così le aziende pubbliche non potranno più essere bacini elettorali o parcheggi per manager inutili con stipendi altissimi e provenienti dal mondo della politica o comunque ad esso connessi.

Inoltre paga oraria minima stabilità per legge, così il settore delle esternalizzazioni farlocche date in mano ad ex-dipendenti delle aziende pubbliche che poi fanno lavorare a stage la gente sottopagandola, ma prendendo contestualmente appalti che permetterebbero di pagare i dipendenti adeguatamente.

bat21 ha detto...

Articolo PERFETTO!
Complimenti al sig. De Simone ottima e lucida analisi.
Allego l editoriale del Bruno Leoni
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=16887

bat21 ha detto...

Ciao Francis commissariamo il comune e azzeriamo le municipalizzate licenziando tutti e facendo un bando europeo per la gestione del servizio. Odio dire "tanto peggio tanto meglio" lo slogan degli idioti di ieri ma se si può vedere qualcosa di positivo in questo schifo e' nel fatto che forse anche il romano quadratico medio inizierà a pensare che il posto di lavoro del cugggino non vale pagare tutte queste tasse per questo schifo. Finisco dicendo che quando Atac ribatterà cassa al comune, il comune sprecando lo sprecabile con i suoi valenti 60k dipendenti pubblici ritornerà al portafoglio statale, forse questa volta il Salvaroma gli sarà finalmente negato....ed allora l'epilogo sarà lo stesso. Vediamo.

bat21 ha detto...

Una piccola chiosa a questo grande articolo: il danno fatto da questi carrozzoni clientelari assorbirisorse e' doppio: danneggia anche il mondo produttivo che tira la baracca. La azienda media del nord che fa salti mortali per essere concorrenziale deve il suo spread fiscale rispetto ai competitors proprio per pagare questi carrozzoni! Alla lunga l'impresa chiude o delocalizza anche per questo e il risultato e' che quei fenomeni che campano del sangue degli altri stanno avverando la morte del corpo ospite. Lo sapete che i danni al tessuto produttivo stanno raggiungendo valori tali da ridurre il residuo fiscale italiano? Atac (e realta' simili) e' responsabile alla lunga della sua futura morte. Spegniamola prima che questo avvenga in quanto se accadrà saremo pronti per uno scenario greco.

Anonimo ha detto...

Francesco de Simone altro scrittore del blog e della pagina facebook, spara articoli e commenti a raffica.
Uno che dice da una vita che deve andare via da Roma ma sta sempre qui a scrive e lamentarsi ma non si trasferisce mai.
Tutti i cazzi sono i suoi e lui ha sempre la soluzione, altro depresso che trova conforto nel blog e pagina facebook di RFS.
Venite venite signori, su questo blog potete sfogare tutte le vostre frustazioni!

Anonimo ha detto...

dipendente pubblico??...(risposta:no no..io sono libero professionista...io non rubbo lo stipendio....!!) solo chi ha la coscienza sporca può criticare questo articolo.... non fa una piega...è la pura realtà delle cose!.

Anonimo ha detto...

Ma è proprio così sicuro che non ci siano dipendenti pubblici che lo stipendio se lo guadagnano? ed è proprio così sicuro che non sarebbero i primi a essere contenti se i loro colleghi scorretti fossero perseguiti? ed è proprio così sicuro che attaccare la categoria frontalmente affermando che devono pagarla tutti senza alcuna distinzione sia il modo migliore per risolvere la questione? (non mi riferisco tanto all'articolo, sensato nelle affermazioni anche se sgradevole nel tono, quanto a vari commenti). Ed è proprio sicuro che un libero professionista che afferma che tutti i dipendenti pubblici rubano lo stipendio non sia sullo stesso piano di un pubblico dipendente che afferma che tutti i liberi professionisti sono evasori fiscali? io sono dipendente pubblico, e un'affermazione come questa non la farei mai, anzitutto perché non lo penso.
E' questo tipo di affermazioni che intendo come "guerre tra poveri" da evitare, non certamente quella che chi boicotta deve essere perseguito e neanche quella che l'Atac sia virtualmente fallita e tenuta in piedi solo con salassi di denaro pubblico, questa è una constatazione ovvia.
Ieri seguivo in salita un mezzo pubblico che emetteva una colonna di fumo nero spaventosa, è colpa dei dipendenti anche quello? è vero, metà dei dipendenti di Parmalat hanno perso il posto, ma prima di tutto qualche ammortizzatore temporaneo ci sarà stato certamente, poi mi sembra che i loro capi e colpevoli di tutto abbiano subito giustamente serie conseguenze penali.
Claudio

Anonimo ha detto...

Francesco Giovanni De Simone hai scritto un poema pesantisso da leggere ma alla fine in poche parole che cazzo voi di? Dillo a parole tue

Pecora che resta in un gregge ordinato solo grazie al MANGANELLO del pastore ha detto...

Invece di tanti discorsi...

i macchinisti creano volontariamente disservizi: MANGANELLO

l'aria condizionata viene spenta apposta: MANGANELLO

i vertici Atac rubano: MANGANELLO

i sindacalisti difendono i nullafacenti: MANGANELLO

gli utenti non pagano il servizio: MANGANELLO

la doppia fila rende irregolare il servizio: MANGANELLO


Sei mesi così e vedrete che Atac funziona come un'azienda svizzera

L'italiano lo educhi solo con il MANGANELLO, e non a caso quando ha comandato l'unico che aveva capito questo, il nostro Paese ha avuto uno sviluppo economico e industriale che poi non ha più rivisto.

bat21 ha detto...

Care pecore luglio 06, 2015 11:47 PM a me non pare proprio che il dannato mascellone abbia fatto gran bene all'economia italiana
http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2013/02/20130227_JPM1.jpg
Non fatevi ridere dietro dicendo queste sciocchezze fasciste, capisco che avete la missione di conquistare cuori e cervelli deboli su questo gruppo, ma all'idiozia esiste un limite...
Ma potete tornare a scatenarvi sui thread con zingari ed affini invece di inquinare gli argomenti interessanti?

Anonimo ha detto...

Ma bravi, il solito attacco generalizzante a tutti i dipendenti pubblici (categoria alla quale appartengono un bel po' di romani, se non lo aveste notato), in perfetto stile uomoqualunque. Ed infatti, a una ricerca su Google, Francesco Giovanni De Simone praticamente non esiste.

Il disastro di ATAC non deriva dal fatto che è pubblica (l'ATM di Milano è pure pubblica, ma funziona), ma dal fatto che è stata usata dalla politica per sistemare pseudomanagers che hanno assunto di tutto e di più, senza concorsi.

Insomma, se Roma fa Schifo, anche chi ci scrive non scherza...

giggio ha detto...

avete tutti ragione ma vi siete chiesti quanti del personale viaggiante e' rimasto, che venga la privatizzazione noi autisti ne abbiamo le p..le piene di discorsi come questi, dove sono tutti padroni semo rimasti quattro gatti a gira' la ciambella con il contratto fermo al 2007 e trattenute sulla busta paga che continuano ad aumentare, penso che non avete capito che l'italia e' finita, poi i liberi professionisti parlano io ci ho messo 30 anni a pagare casa senza ferie in posti in in come fanno tanti e guarda caso vicini e conoscenti che sono i piagnoni di questo paese case e ville al mare. scusate lo sfogo ma a sto punto non riesco piu' a capire perche sempre ce tutta questa rabbia contro i lavoratori che stanno a tutte le ore al servizio del cittadino poi il signore di cui sopra e firmato l'articolo sara' senza ombra di dubbio il classico che parcheggia il camper per prendere il caffe e a me mi fa fare cento manovre per portare gli utenti al lavoro un po di coerenza non guasta mai chi e' senza peccato scagli la prima pietra.P.S. aricordateve che il servizio di trasporto publico a roma e' un servizio sociale spero che venga il privato tanto per noi del movimento peggio di cosi non si puo stare ma gente che ha girato l'europa dove ci sono i servizi come dite voi il settimanale e di 60 euro a testa un saluto e che atac diventi un azienda seria come dite voi noi autisti lo speriamo gli altri dipendenti non so.

Gianni ha detto...

Giggio, io capisco perfettamente che se l'atac offre un servizio di m.... sicuramente la colpa va al 95% alla gestione (VISTO CHE NON SONO NEANCHE IN GRADO DI FARSI PAGARE I BIGLIETTI)

Purtroppo l'atac costa ben piu di 60 €uro la settimana, e non solo ai romani.

Lo sappiamo bene noi tutti lavoratori ai quali sono state applicate svariate addizionali (tra cui le infamissime addizionali comunali e regionali, sempre per "garantirci" servizi da 4' mondo). Lo sanno perfino i turisti che per risiedere a roma pagano DA 3 a 7 €URO AL GIORNO A PERSONA DI CITY TAX (una imposta municipale che servirebbe a "RILANCIARE IL TURISMO, tassa che è stata aumentata nel 2015)

Abbiamo tasse scandinave per servizi subsahariani, se ce la prendiamo con chi fa l'imboscato è solo per garantire a chi si impegna di essere rispettato.

(ps: se la corsa singola costasse 3 o 4 euro non farebbe un soldo di danno, visto che la pagherebbero quasi solo i turisti, mentre i pendolari si sposterebbero su abbonamenti piu convenienti, ma tanto all'atac cosa interessa, gia guadagna dai contribuenti.... ecco perchè deve FALLIRE ed essere privatizzata.)


Anonimo ha detto...

A pecorè avemo capito che te piace er manganello… fa 'n sarto ar Gay Village che te ne danno a iosa.

Anonimo ha detto...

2.23 AM, sei sempre il solito coatto notturno che dall' 1.30 alle 2.30 lascia il suo commento qualunquista.
State tranquilli che Giovanni de Simone ( autore dell'articolo ) prima o poi si trasferira' da Roma in campagna, quanto mai lo fara' e' un cazzaro ( leggetevi i commenti su diario facebook di rfs, ripete sempre le stesse cose da circa due anni e dice che cerca casa in campagna ) scoppiato e depresso.
Uno che si vuol trasferire in campagna normale che trovi su questo blog l'unico posto dove esprimere la sua solitudine interiore ed incolpare la socita' del suo stato solitario.
Certo che RFS ne attira proprio tanti di tipi alla De Simone, vedete anche Bat21 che soggetto da ricovero.
Il top della giornata pero' e' sempre lui il fedelissimo Bat21, anche ieri ha vinto il suo quotidiano e meritato coglioncino d'oro.

Anonimo ha detto...

È irrilevante.

Falliscono si liquida tutto e si fa una gara per un gestore. Una gara europea.

Si riduce di 5 volte il costo.

Fine del problema.

Anonimo ha detto...

uglio 06, 2015 11:47 PM

pienamente d'accordo .. è l'unica cura adatta in questi casi

Anonimo ha detto...

Articolo privo di fondamento, scritto da chi delle reali vicende non sa un bel niente e si vede. Ma informatevi davvero pennivendoli da strapazzo, invece di scrivere quattro ragionamenti basati su congetture che date per vere senza solide basi!!!Bello sparare a zero dalla propria casetta e scrivere stronzate sulla pelle degli altri, vero?Ma informati da chi si alza alle 3 del mattino per andare a lavorare invece di scrivere sta robaccia!

Anonimo ha detto...

giggio , trovi giusto che i problemi che potete avere con la vostra azienda li gestiate rovinando la vita alla cittadinanza ?
Fate scioperi nelle modalità previste dalla legge , è nel vostro diritto, ma divertirsi con scioperi bianchi a creare apposta difficoltà a chi, in giornate come queste , prende i mezzi pubblici è una cosa indegna.
Ci sono tanti lavoratori onesti in atac ,prendessero a calci nel sedere i colleghi che si comportano da banditi. Il loro comportamento danneggia anche voi , difendete il vostro lavoro anche dal collega disonesto, anche se credo che ormai sia tardi , l'utenza di atac non ne può veramente più

Anonimo ha detto...

Non sono assolutamente d'accordo con quanto scritto.Andate a vedere gli stipendi dei dirigenti: 200-250 mila euro l'anno.Ma scherziamo?Stipendi così per un'azienda in crisi e poi vogliono tagliare stipendi di 1.200 euro?Non vedo la logica. Si abbassassero i loro, no?Dessero l'esempio per primi!Invece, caro Sig. De Simone, è proprio la solita guerra fra poveri!!!

bat21 ha detto...

De Simone e' un grandissimo altro che questa è una guerra di mantenuti de facto (visto che atac in termini reali sarebbe collassata da decenni) contro chi paga le tasse e si impoverisce per questo. Una roba del genere non la chiamerei guerra tra poveri ma ricorda più il conflitto tra borghesi e nobili prima della rivoluzione francese. Aspetto questa rivoluzione che avrà la forma Dell azzeramento di atac e il licenziamento di massa dei suoi dipendenti

Anonimo ha detto...

10:49 PM
""ed è proprio così sicuro che non sarebbero i primi a essere contenti se i loro colleghi scorretti fossero perseguiti?""

SI SONO PROPRIO SICURO!!!

Non si è mai sentito denunciare un collega anzi spesso si è sentito, e visto, di colleghi che timbrano i cartellini ad altri colleghi!

Anonimo ha detto...

Ma qui non si capisce proprio come mai ci sia tutto questo accanimento verso chi lavora e non verso chi si gira i pollici lassù avendo reali privilegi e non diritti acquisiti negli anni a causa di condizioni di lavoro precarie.Non è un rimpallo di responsabilità: è che i VERI responsabili, cioè managers il più delle volte incompetenti e attaccati solo ai propri stipendi milionari, non vengono mai toccati.E' palese eppure...

Anonimo ha detto...

Mo che gli si richiede più controllo e più efficienza tutti gli autisti guardano il pelo nell'uovo e bloccano tutto. Lavoratori anche loro con dei diritti da difendere, ma quando si tratta del traspoirto pubblico ne va delle vite e dello sviluppo economico di un'intera città. Quali che siano le vessazioni che gli autisti possanno subire, malgrado i loro diritti meritino di essere rivendicati, è inconcepibile che tengano in ostaggio tutta Roma, così come lo sarebbe se improvvisamente, per chi sa quale sciopero sacrosanto i poliziottii smettessero di lavorare per la sicurezza, i medici per la salute ecc... Nessuna difesa di un diritto può compromettere quelli altrui!

Per non parlare dei troppi, innumerevoli testa di cazzo che guidano quei mezzi ogni giorno.... per quanto come sempre anche sotto una montagna di cacca fumante c'è chi lavora decentemente, una buona parte degli autisti con la loro spocchia, il loro fancazzismo e i la loro produttività imbarazzante meriterebbero di essere buttati in mezzo la strada con un sonoro calcio nel culo

ah ma verrà il giorno....

Anonimo ha detto...

Mamma mia, a leggere bat21 sembra di aver preso la macchina del tempo e di essere tornati indietro di 20 anni ai tempi della Lega della prima ora.

Se non fosse che oggi è ormai palese a tutti che le aziende private del nord fatturano in tutta Italia, e non certo all'estero visto che abbiamo esportazioni ridicole.

Quindi, si ok, tagliamo tutte le spese al centro-sud e poi su al nord chiudete battenti ma non rompete più il cazzo, dio bono, andatevene affanculo in Svizzera dove sarete visti comunque come italiani —ovvero come qui da noi vengono visti gli zingari se non peggio, e non certo a torto.

Anonimo ha detto...

Bat21, ma non è che tu sia pure gay e su questo blog cerchi un amichetto? tanti tuoi commenti denotano come dell'avances tipiche di chi cerca un approccio sentimentale.
Tempo fa, quando qualcuno fece la supposizione di chi tu fossi, ero andato sulla tua pagina facebook ed avevo avuto l'impressione, chiaramente non ne sono certo, che ti piacessero i maschietti o addirittura i maschioni.
Ora vediamo De Simone cosa risponde alle tue avances.

Osservazione disinteressata di un lettore.

Anonimo ha detto...

Sempre e sempre a dire che l'atac deve fallire. Credete veramente che se venga questo giorno e il servizio affidato al privato la situazione migliori? Attualmente il privato a Roma già c'è, e non è che svolge un servizio migliore rispetto all'azienda Atac. Unico punto a favore sono le vetture nuove. I tempi di attesa del privato sono uguali se non peggio ad Atac. Si fanno molti paragoni con le altre capitali europee e dei loro eccellenti servizi pubblici. Prendiamo per esempio la città di Londra, città tanto amata dal romano per fare paragoni. A Londra sul mezzo pubblico di superficie si entra esclusivamente dalla porta anteriore, obbliterando biglietto o abbonamento sotto l'occhio dell autista, vuoi fare il furbetto e non pagare? Va bene l'autista non si muove dalla fermata e non dice niente, al che sono gli stessi passeggeri che ti lanciano per fare il biglietto o scendere dal mezzo perché gli state facendo fare tardi. Detto ciò perché il italiano/straniero onesto che paga regolamente un biglietto/abbonamento non fa la stessa cosa? Attualmente un autista Atac non è autorizzato a fermare un autobus perchè vi sono a bordo passeggeri non paganti. Però i passeggeri onesti, che pagano un biglietto/abbonamento potrebbero far sentire la propria voce contro i furbi della situazione. Ma no questo non accadrà mai, in fin dei conti questo è il paese dell'omertà, del vedere ma fare finta di niente, però mi posso lamentare dell'autobus stracolmo di persone con aria irrespirabile tanto do la colpa ad Atac mica alle centinaia di persone irregolari a bordo dell'autobus. Detto ciò e nel mentre voi state sempre a criticare l'operatore di Atac il comune ha deliberato con parere favorevole il rinnovo del contratto di servizio per altri anni. Quindi mettetevi l anima in pace che vedrete atac ancora per molto tempo. Solo gli onesti posso far migliorare il servizio erogato. Quindi PRETENDETE IN MODO GIUSTO E CIVICO UN SERVIZIO MIGLIORE.

nicola ha detto...

Certa gente, pagata dal contribuente, conosce soli i DIRITTI. Nessuno parla più di DOVERI (parola ignota ai sindacati che, difendendo sempre i fannulloni, penalizzano i lavoratori onesti) Sono proprio questi ultimi che dovrebbero denunciare i parassiti che vivono rubando lo stipendio. Nessuno paga il biglietto. All'azienda non gliene frega nulla: non è forse punibile di DANNO ERARIALE ? Perché nessuno denuncia ? Sono solo tutti capaci di ruspare porcherie nel letto di BERLUSCONI ?

Anonimo ha detto...

Sì all azienda nn gliene frega nulla... perché dal semplice fatto che l atac è pagata a chilometro percorso e nn a biglietto venduto... quindi se non paghi er biglietto nn gliene frega nulla... I soldi dal comune per i chilometri percorsi li prende uguale... se tu paghi o no

lmagazzeni@gmail.com ha detto...

@ anonimo delle 11.46 - 07/07/2015
E' vero,
In Ammeriga sali solo dalla porta enteriore, dove per entrare devi dare i soldi all'autista o metterli in una macchinetta e si nun paghi nun sali e l'autista ha pure il contatto telefonico diretto con la polizia e magari ha anche una bella S&W 38 in saccoccia. E li se sei minorenne... ti fanno il culo lo stesso !
In Inghilterra, UNA VOLTA si saliva dal retro, parlo dei vecchi tempi quando ancora non era stata invasa, poi passava il bigliettaio a dare i biglietti - aveva una macchinetta - A quei tempi, nella perfida albione. gli autobus scorrevano in continuazione e nessun passeggero poteva entrare una volta che tutti i posti a sedere erano occupati. il posto in piedi era considerato incivile ! Non era concepibile il viaggiare in piedi - Mo' nin zo - co tutti i bengalesi e compagnia cantante che hanno fatto il nido a Londra... Magari avranno sicuramente cambiato le regole.
Volemose bene, Lanzo

bat21 ha detto...

Se leggessi il focus bruno leoni sapresti che i costi per km del servizio offerto dalla tpl e' pari a quanto riesce a fare Londra. Se tutta atac fosse come una tpl a parità di condizioni il comune risparmierebbe cifre mostruose. Proprio questo rafforza l esigenza di un atac privata

Anonimo ha detto...

ATAC non è solo trasporto: gestisce anche molti parcheggi. Avete mai provato a pagare alle colonnine ATAC il biglietto per un parcheggio? Io ora non più: rubano soldi senza stampare biglietti o non danno il resto.
Avete provato a contattare ATAC per chiedere un rimborso? E' una presa in giro, fanno finta di aprire una richiesta di rimborso e se invece lo fanno sul serio, dopo qualche mese rispondono che da accertamenti fatti non riuslta nessun guasto.
Sarò particolarmente sigato io, non lo so, ma mi è capitato 3 volte ed ora non uso più parcheggi ATAC.
E' solo un altro aspetto che conferma quanto già detto: azienda marcia, fatta da brutte persone. Spero che chiuda presto!

Anonimo ha detto...

Tu scrivi cazzate senza informarti bene su tutta la situazione dei lavoratori e facendo di tutta l'erba un fascio : MANGANELLO

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