L'importanza dimenticata a Roma dei percorsi pedonali. Cosa ne pensano i due candidati?

12 giugno 2016

Spesso si tende a pensare che i problemi della mobilità in una città si riducono alle metropolitane sottoterra e alle buche in superficie. Dobbiamo invece spostare l'attenzione dalle metro alla superficie dove i problemi non sono costituiti dalle sole buche. La vivibilità di una città e la sua mobilità si risolvono essenzialmente in superficie. Le metro sono utili e importanti ma non devono farci perdere di vista i veri problemi della mobilità o peggio diventare un alibi per non affrontarli lasciando la città abbandonata al traffico ingovernabile.
Il paradosso è che in questo caso una visione superficiale è al contempo la più profonda.

Come rendere una città più vivibile, sicura, eco-mobile e maggiormente attrattiva per residenti e turisti?
È universalmente noto e convenuto che tali obiettivi vengono raggiungono con una riduzione del traffico privato, una maggiore pedonalizzazione, un maggior uso dei mezzi pubblici.
Ma soprattutto e prima di tutto occorre ripensare le città a misura di pedone e non di automobile.
Fondamentali a questo disegno sono, a mio parere, i "percorsi pedonali" che consentono ai cittadini di riappropriarsi della città ritrovandovi appartenenza e identità. L'esatto contrario di quanto produce l'auto che ci allontana dalla città, dilatandola in maggiori spazi e consumo di suolo, e non ci permetta il contatto con essa rinchiudendoci in personali bunker di ferraglia inquinanti, rumorosa e pericolosa.

I PP (percorsi  pedonali) sono funzionali al trasporto pubblico consentendo scambi e raccordi fra le varie modalità: tram, bus, metro, piste ciclabili. Anche quest'ultime necessitano di connessioni pedonali con i mezzi pubblici.

I PP sono elementi essenziali per la vivibilità di una città. La loro cura e attenta progettazione dovrebbe costituire uno dei maggiori impegni del Comune e dei vari Municipi. Sono l'unico filo in grado di ricucire la città in un disegno organico funzionale alla mobilità e alla sicurezza. Un loro maggior uso e frequentazione li rende infatti più sicuri e meno esposti al degrado e alla microcriminalità. Potrebbero contribuire a far crescere e diffondere uno spirito civico fra i cittadini avvicinandoli alla città.

Insomma i PP sono al centro di quell'urbanistica che vede la città e la ricrea a misura di pedone rovesciando la visione delle precedenze: prima i pedoni e i mezzo pubblici poi le auto le cui autorizzazioni saranno opportunamente disciplinate.

Quindi riassumendo:
Le città vanno ripensate a misura di pedone e non di automobile iniziando dalla progettazione dei Percorsi Pedonali integrati alla rete del trasporto pubblico.

Facciamo qualche esempio concreto tratto dall'esperienza e dalla realtà dei fatti:
In un quartiere periferico i marciapiedi vanno ampliati vincendo le resistenze di negozianti e parte dei residenti che vogliono mantenere tali spazi per il traffico e il parcheggio delle auto. Ne guadagnerebbe la vivibilità del quartiere oltre che il commercio stesso come poi spesso si accorgono ricredendosi gli stessi negozianti, altrimenti l'auto parcheggiata diventa il trampolino di lancio per i supermercati.

Un altro esempio alla stazione metro del Pigneto quando venne inaugurata la metro C:
Il percorso pedonale fra la metro e la fermata della navetta 50 era di fatto reso impraticabile in un tratto di marciapiede da una postazione di cassonetti dei rifiuti che obbligava gli utenti del trasporto pubblico a invadere la sede stradale con evidenti rischio per la sicurezza dei pedoni. In seguito i cassonetti vennero spostati forse  grazie a qualche protesta dei cittadini compresa la mia.

Sempre al Pigneto lo scambio fra il trenino della Casilina e la metro è reso tutt'ora difficoltoso e rischioso dall'inesistenza di un valido percorso pedonale. D'altra parte a Parco di Centocelle non esiste neanche lo scambio tra la metro e il trenino dismesso nel tratto Giardinetti-Centocelle con grande lungimiranza del comune di Roma che sempre più attentamente guarda alle migliori esperienze delle grandi capitali europee in tema di mobilità traendone esempio.

Ma la città offre tantissimi altri esempi di quella mancanza di visione d'insieme e al contempo di cura del dettaglio che spesso fa la differenza con altre città che non fanno schifo.
Sono anche queste le negligenze che fanno sentire il cittadino estraneo alla città dandogli la percezione che la classe politica sia altrove.

Le domande che rivolgerei ai candidati sindaci per il ballottaggio:

  1. Qual'è la vostra opinione in merito alla visione di una città a misura di pedone?
  2. Quale ruolo attribuite ai percorsi pedonali?
  3. Sulla visione di una città turistica ed in riferimento alla definizione di uno standard di servizi, infrastrutture, qualità ambientali e urbanistiche a supporto sia del turismo che della qualità della vita dei residenti quale valutazione date?

NOTA: Nella terza domanda i parametri considerati per la definizione e il raggiungimento di uno standard qualitativo e infrastrutturale della città sono:

  1. Carte turistiche valide anche per il trasporto pubblico
  2. PIT, segnaletica fisica e digitale
  3. Km di linee tram, filobus e di corsie preferenziali in rapporto all'estensione complessiva della rete di trasporto pubblico
  4. Km piste ciclabili in rapporto all'estensione della città
  5. Percentuali di asservimento semaforico (semaforo tranviario) sulla lunghezza complessiva della rete tranviaria e filoviaria 
  6. Velocità commerciale dei mezzi pubblici di superficie
  7. Orari e frequenze diurne e notturne dei mezzi pubblici 
  8. Tasso di motorizzazione
  9. Numero giorni/anno di sforamento dei limiti di qualità dell'aria
  10. Numero limite annuo di scippi, rapine e borseggi
  11. Quote di verde, isole pedonali e ZTL

Roberto Luffarelli
http://turismosenzauto.jimdo.com/blog/roma-tpl/

22 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Ci vorrebbe qualcuno che li sorveglia, manutenzione, attenzione da parte di tutti, macchinari che non parcheggiano a cavolo, motorini che non li usano come corsia preferenziale, netturbini che non li adoperano come deposito di cassonetti perche' tanto non c'e' posto....praticamente fantascienza a Roma

Anonimo ha detto...

Fino a che avremo un corpo dei vigili spesso assente e non a tutela dei diritti dei più deboli c'è ben poco da fare. Io Segnalo andrebbe ristrutturato. Così come impostato non può funzionare perché fa passare il cittadino che segnala, identificato, come l'infame di turno.
Qualche esempio di scempio autorizzato: Via Domodossola davanti a Pompi, Largo Spartaco la sera dopo le 22, tutta la zona adiacente intorno a Piazza Re di Roma con gente che parcheggia sopra i passaggi per gli ipovedenti. Tra parcheggi inesistenti e gente che non vuole fare cento metri il caos è assoluto. Troppo ci sarebbe da fare ma ormai è tolleranza assoluta. Tutti soldi buttati se non si rispettano le regole.

Anonimo ha detto...

La citta' è disegnata completamente intorno alle automobili, basti vedere che persino nel centro, oltre che in periferia si trovano strade da 4 corsie e marciapiedi dove ammalapena passano 2 persone. La priorità dev'essere ristrutturare tutte le strade con percorsi pedonali adeguati e aggiungere su TUTTE le strade la pista ciclabile (infondo si tratta di tracciare una linea). Ovviamente è fondamentale la collaborazione dei vigili urbani

Anonimo ha detto...

Ma facitem o favore

Anonimo ha detto...

Roma è la città degli estremi e delle esagerazioni.
Non troverai mai un candidato che ti dice "faremo un piano ragionato di percorsi pedonali": o estremismo in un senso (macchine ovunque) o nell'altro (pedonalizziamo tutto perché sì).

Anonimo ha detto...

E comprati un suv e nu sta a rompe er ca'!!!

Anonimo ha detto...

Dimenticàta, e a ragione.
Le città nascono per il traffico veicolare, sennò non sono città. Per camminare ci sono apposta i marciapiedi.
I percorsi pedonali servono solo a concentrare traffico nelle adiacenze e peggiorare la dose generale di smog. E peraltro è solo un incomodo. Da turista la baraonda e la scarpinata delle pedonalizzazioni mi piacciono anche meno che da cittadino che lavora.
Aggiungiamoci poi il fatto che in questo paese, che è ormai il pianeta delle scimmie, l'esistenza di uno spazio transitabile in lungo e in largo in area urbana equivale a lasciapassare per questuanti, venditori abusivi, bivaccanti, "artisti", caciaroni vari.
Vedere l'inutile via dei Fori Imperiali, ma vedere anche cosa è diventato il parco delle mura di Via Carlo Felice, stercaio per canari disperati, campo da calcio per bertucce in erba, mercatino per futuri italiani (...), dormitorio per i medesimi.
Non siamo a Parigi, no, dove al parco leggono, fanno tae ken do e non scocciano il prossimo, no, questo è il paese dei babbuini, al massimo si possono chiedere marciapiedi muniti di liane e banana bar, bisogna farsene una ragione.
Quindi l'unico motivo per proporre cotanta assurdità è fornire per l'ennesima volta strumenti di scasso delle pubbliche finanze ad asfaltatori e cementari.

Anonimo ha detto...

basta con questi commenti che fanno cascare le palle

Anonimo ha detto...

Anonimo 2:56 smettila con le sostanze psicotrope, non vedi cosa ti stanno facendo?

Anonimo ha detto...

classe politica mediocre x cittadini mediocri

Anonimo ha detto...

ASBEGU

Anonimo ha detto...

LAZZIONE

Anonimo ha detto...

Le strade alla romana sembrano piste da atterraggio, a quattro corsie anche in centro storico. A fianco uno spruzzetto di marciapiede per la fila indiana di pedoni. La cosa più ridicola sono i commercianti che a quanto pare sono contrari ad avere un bel marciapiede trafficato, come se avessero paura delle famiglie e dei turisti che potrebbero approfittarne per fare shopping.

Anonimo ha detto...

Metteteci una pietra sopra, a Roma si deve vivere male!

devi avere quella sensazione che qualcosa sia fatto a cazzo di cane sennò che gusto c'è?

Anonimo ha detto...

Si, però noi romani semo li mejo, c'avemo er colosseo e tutto il resto. È merito nostro se ce l'avemo. E volemo parla' der clima e de come se magna? Eddaje...

Anonimo ha detto...

Per il Giubileo della Misericordia il Vaticano ed il Commune di Roma hanno preparato e tracciato fisicamente sul posto ( le palle colorate che tantissimi romani ancora non sanno che sono) 4 percorsi pedonali!!!!!!
Per puntiglio li ho voluti fare a piedi tutti e 4.
Pura mondezza puro spreco di soldi per fortuna il tempo e la pioggia stanno cancellando i cerchi colorati per terra

Anonimo ha detto...

Il tempo è un gran dottore.

Anonimo ha detto...

E pensare che per accedere dall'aurelia a villa panfili, per tutta la sua lunghezza, non esiste un solo percorso pedonale: pedoni costretti a condividere la carreggiata con le auto in transito e che per non essere arrotati devono spiacciccarsi contro le auto parcheggiate in divieto. schifo più totale

Anonimo ha detto...

Patrimonio dell'UMANITA' , MA quale?

Tristi parcheggi aggrovigliati dove ci si accoltella pè piazzà aaaAAA maghinamiaaaa ( esinnò ndò a metto?)

Piazza della Cancelleria
(capolavoro di fine '400)

Piazza S. Agostino
(prima chiesa della Rinascenza Romana, custode di capolavori, fra cui Caravaggio)

Piazza de' Massimi
(palazzo rinascimentale con facciata dipinta capolavoro, caposaldo della storia dell'arte)

Piazza e Arco de'Cenci
(suggestivo angolo medievale del palazzo che fu di Beatrice Cenci)

Nell'indifferenza di una città IGNORANTE E ARROGANTE.

Aridatece METTERNICH

Anonimo ha detto...

tra sciami di turisti e macchine fotografiche e l'imponente mole del colosseo appena rimesso a lucido, sferraglia da qualche giorno una sgangherata pala meccanica che scava proprio sotto il fazzoletto di terra dove a natale piantano l'albero (per capirci). un nastro avverte che sono i lavori della metro c ma a me pare una robba da peracottari che manco l'italgas.
nessun accorgimento per un mezzo che provoca vibrazioni e scuotimenti a due passi dal monumento simbolo della cultura e civiltà occidentale e mondiale, nessun cazz..o di sopridentendente a sovrintendere e controllare almeno le cose che vengono tirate su dallo scavo... io non so come si fa ma è possibile che una cosa del genere venga fatta in quel modo? lo vedo ogni volta che esco dalla metro e me piglieno li bbrividi

Anonimo ha detto...

La questione è messa in ombra dalla scelta del pd di buttarla in caciara, con le olimpiadi e lo stadio. E così delle cose concrete e sensate di parla pochissimo

amc stars ha detto...

Microeconomics (from Greek prefix mikro- meaning "small" + economics) is a branch of economics that studies the behavior of individuals and firms in making decisions regarding the allocation of scarce resources and the interactions among these individuals and firms.[1][2][3] One goal of microeconomics is to analyze the market mechanisms that establish relative prices among goods and services and allocate limited resources among alternative uses. Microeconomics shows conditions under which free markets lead to desirable allocations. It also analyzes market failure, where markets fail to produce efficient results. While microeconomics focuses on firms and individuals, macroeconomics focuses on the sum total of economic activity, dealing with the issues of growth, inflation, and unemployment and with national policies relating to these issues.[2] Microeconomics also deals with the effects of economic policies (such as changing taxation levels) on microeconomic behavior and thus on the aforementioned aspects of the economy.[4] Particularly in the wake of the Lucas critique, much of modern macroeconomic theories has been built upon microfoundations—i.e. based upon basic assumptions about micro-level behavior.
Source
https://www.facebook.com/codetoolsir/posts/712056159421661/

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