Incredibile storia da Ponte Milvio. Costruiscono per una volta un edificio interessante, ma tutti protestano

14 marzo 2016

La storia che vi raccontiamo quest'oggi dovrebbe soltanto far cascare le braccia, confermandoci le nulle speranze future di riscatto per questa città, confermandoci il larghissimo solco che ci separa da qualsiasi altra città occidentale. Invece di disperarci e basta, tuttavia, proviamo anche qui a imbastire un ragionamento, chissà che non serva a qualcosa o a qualcuno per aprire gli occhi o per toglierci gli etti di prosciutto che li rendono inservibili.

Ci troviamo nell'area di Ponte Milvio, proprio nelle strade della sempre più sciatta, scadente e squallida movida che affolla queste vie. Antenne, condizionatori, parabole, dehor da vomito, offerta commerciale umiliante, i pochi palazzi storici sfigurati, tende e lampade e palazzi raccapriccianti frutto di un'edilizia casuale e di rapina, palazzinaresimo in cattiva fede. 

Da oltre un anno tuttavia la cittadinanza intera invece di pigliarsela con tutti questi elementi e con gli altri diretta conseguenza dello sconsiderato sfruttamento serale dell'area (leggi: sosta selvaggia) e di prendersela con il mancato sviluppo del territorio (il mercato, la ex area del mercato trasformata in un mediocre parcheggio a cielo aperto...) con cosa si è invece accanita? Con un piccolo edificio in legno alto 9 (nove, non trecento: nove!) metri che un povero cristo di ristoratore ha pensato, stando perfettamente nelle nostre assurde norme, di realizzare per ottenere una sala un po' più particolare e originale per un nuovo locale di qualità che è intenzionato a lanciare.


"La nuova Torretta di Ponte Milvio" l'hanno scimmiottata. E gliene hanno dette di tutti i colori in questi giorni i comitati di quartiere. Guardate la foto sopra, è del Comitato Abitare Ponte Milvio. La pietra dello scandalo è il palazzo a sinistra, edificio "tutelato" che però nel silenzio dei comitati è quasi completamente ricoperto di condizionatori. Sarebbe uno scempio costruire un piccolo edificio in legno al suo prestigioso cospetto. Al centro c'è appunto la torretta ancora in costruzione e tutto intorno una bidonville di palazzi che andrebbero demoliti e ricostruiti a partire da oggi! La torretta potrebbe invece "la devastazione del territorioha scritto Abitare a Ponte Milvio che ha parlato anche di "dilagante e incontrastato degrado" per una costruzione che è uno "scempio paesaggistico causato da un edificio moderno in un contesto ottocentesco di alto valore storico-culturale". Guardate la foto: a noi somiglia a qualche parte povera della Moldavia, voi vedete alto valore storico-culturale? Dove il valore culturale? Nei terrazzini? Nelle palazzine? Nelle parabole su ogni terrazzino pe vedesse a Rioma o a Lanzie? Nelle verande? Nelle tapparelle? Dove?

Ovviamente i giornali sono andati subito appresso e si sono sperticati col solito catalogo di sciocchezze e banalità che viene sfoderato ogni qual volta che, banalmente, vi sia qualcosa di nuovo di cui parlare. RomaToday, che sebbene ultima arrivata si connota spesso come realtà più reazionaria e conservatrice sul mercato dell'offerta informativa della città, ha condito la cronaca sulla nuova "torretta" con tutta una serie di epiteti: "inadatta al contesto" fino a "poco prestigiosa". Ovviamente dando esclusivamente voce ai contrari e alla "protesta" senza cercare di razionalizzare. 

La politica si è fatta prontamente coinvolgere e un rappresentate locale del PD (e come te sbagli!? Ma comunque SEL o Movimento 5 Stelle sono sulla stessa lunghezza d'onda, così come la destra tutta) si è fatto in quattro per ostacolare l'iniziativa privata colpevole di modificare "lo skyline" (lo ha detto davvero) di Ponte Milvio. Uno skyline ributtante, come tutti possono verificare, ma poco importa: l'importante è che non venga modificato. E per un attimo il buon Marco Paccione, questo il nome del democrat, riesce anche a bloccare i lavori, attività prediletta dei politici romani di ogni parte politica: bloccare tutto favorendo l'abbandono. E una volta bloccato il cantiere della "torretta" Paccione esulta: "finalmente un primo importante risultato, una vittoria". Peccato che dopo pochissimo lo stop al cantiere è stato revocato prontamente perché la Sovrintendenza ha comunicato la perfetta liceità del cantiere. 

(Il giorno in cui degli imprenditori potranno rivalersi per il grave danno di immagine sui politici che cercano senza appiglio alcuno di ostacolarli per puro tornaconto elettorale e mero populismo, le cose forse inizieranno a cambiare; idem per quanto riguarda la sconsiderata attività di certi comitati).

Cantiere che ieri sera, dopo l'ennesimo articolo sul tema, ci siamo andati un attimo ad approfondire e grazie all'articolo di Carte in Regola (anche qui sensazionalismo, senza un minimo di raziocinio e di approfondimento) abbiamo scoperto il nome dell'architetto. Ehggià perché in mezzo a mille palazzine "firmate" da fior di geometri, quando va bene, qui abbiamo un progetto di un architetto. Può piacere o non può piacere (andrà giudicato una volta terminato), ma si tratta di un progetto. Pro-get-to. Magari una torre "volutamente sghemba" (???) per dirla con Carte in Regola, ma pur sempre un progetto. Firmato tra l'altro da un professionista che fa il vicepresidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, costui avrebbe dovuto compiere il presunto abuso? Certo se si ha l'occhio abituato alle palazzine dei geometri, un progetto di un architetto può risultare "fuori contesto", è comprensibile. 
E per fortuna che ancora nessuno se n'è uscito con la "colata di cemento", solitamente affermazione parte integrante dell'armamentario retorico di comitati e politicanti. No, perché la struttura in questione (qui tutte le foto della costruzione, in totale trasparenza: caso più unico che raro) è non solo realizzata in legno, ma è seguita dalla più prestigiosa realtà italiana (forse europea) in questo settore, una vera eccellenza: l'altoatesina Rubner (noi avevamo già qui parlato di loro), la società che più di ogni altra punta su sostenibilità e ricerca in questo ambito, la ditta che ha costruito, sempre in legno, mezzo Expo di Milano, con una filiale romana impegnatissima anche in iniziative assieme alle Università. Altro che abuso edilizio, questo cantiere è così importante e significativo che il costruttore invece di nascondersi come fanno le dittuncole romane di costruzioni edilizie quando realizzano qualcosa, ci fa dentro delle visite guidate

Per concludere è successo questo: un proprietario di un terreno ha deciso di fare quel che si deve fare. Ha ampliato degli edifici vecchi in virtù di una legge, li ha realizzati nuovi, a norma, in classe energetica alta e con materiali naturali, rivolgendosi ad una ditta di altissima qualità e facendosi disegnare il progetto non da l'ultimo dei geometri bensì da un architetto. Il quartiere, che vedrà un nuovo piccolo edificio che mai e poi mai potrà essere peggiore degli edifici già esistenti tutti assai mediocri, avrebbe dovuto ringraziare chiedendo ad altri imprenditori di prendere esempio. E invece abbiamo visto cosa è successo e a quale destino va incontro chi prova a realizzare qualcosa. La "anomalia" di cui parla il Comitato di Quartiere riguardo a questo progetto è proprio questa: è un progetto fatto come si deve e dunque, a Roma, anomalo. Meritevole di essere diffamato, bloccato a tutti i costi, preso per i fondelli.

Inutile dire che con questa cittadinanza, con queste norme, con questi organi di informazione, con questi comitati e con questa politica a pochissime persone viene voglia di imbarcarsi in un'avventura come ha fatto il tizio a Ponte Milvio. E così la nostra città viene via via abbandonata visto che, semplicemente, sbattersi a fare qualcosa qui non vale la pena e con gli stessi soldi e un quinto della fatica si fanno grandi cose altrove.

PS. Non conosciamo ne il ristoratore ingiustamente 'incriminato' ne la storica (compie 90 anni!) azienda di Bolzano scambiata per palazzinaro. Dunque non "ci pacano", purtroppo. Semmai volessero farlo il bottone delle donazioni al blog è sempre attivo!

42 commenti | dì la tua:

bat21 ha detto...

Come prova questo prezioso articolo la società romana e' un pessimo guazzabuglio ignorante di illiberali, gente preda del Nimby più squallido e mantenuti di stato. Il pesce puzza dal corpo, la puzza della testa ne e' una conseguenza. La cosa brutta e' che le parti di Italia più produttive sono costrette a mantenere questo schifo, l unica via d'uscita e' il default del comune, non ne vedo altre.

Anonimo ha detto...

Considerato che dal dopo guerra in poi in Italia l'unico stile architettonico che si e' sviluppato e' il "brutalismo", non si puo' che applaudire e ringraziare quei pochi che cercano di introdurre nella Roma provinciale e palazzinara elementi di modernita' estetica.

marco del campanile ha detto...

Complimenti, ottima riflessione perché prende in considerazione molti aspetti della retorica cittadina sullo sviluppo urbano, e sulla pletora di politicanti (generalmente PD con i sodali occupatori seriali di SEL, ma il M5S sta cercando di scalare molte posizioni nella classifica degli sfascisti) che pubblicamente si dicono contro i palazzinari e "le colate di cemento", ma (Albo Pretorio alla mano) lasciano infestare costantemente la città attraverso concessioni edilizie senza definizione dei criteri qualitativi, sia per ciò che verrebbe costruito e sia per le dotazioni minime che dovrebbero avere (case con muro di cinta e cancello sul ciglio della strada, senza marciapiedi né un minimo di criterio di sicurezza ad esempio). Complimenti all'ardito imprenditore, che in un contesto normale sarebbe magari accusato di averlo fatto troppo basso questo palazzetto, ed invece ha scelto di provare ad essere oltre. Con buona pace dello "scailain"

giorgio maria reali ha detto...

Sono anni che parlo di queste stesse cose che oggi con piacere leggo in questo articolo. Perlomeno non sono l'unico e allora forse non sono io quello matto.

Anonimo ha detto...

guardato con google map .... non si capisce cosa sarebbe stato demolito .
A me sembra che non sia stato demolito nulla , sono state levate delle estese coperture , che verranno rimesse probabilmente alla fine dei lavori , ma forse mi sbaglio io , quindi :

CORTESEMENTE vorrei sapere cosa è stato demolito .

Anonimo ha detto...

Sarà pure esteticamente moderno, biocompatbile ed ecosostenibile, ma certo che è proprio brutto. Forse addirittura più brutto delle palazzine circostanti.

Anonimo ha detto...

Giorgio Maria Reali siamo almeno in due.

Visto che se ho ben compreso sarà un ristorante propongo di controbattere alla ritrosia degli abitanti locali andandoci a mangiare.

Anonimo ha detto...

Scusa caro adminne der blogghe. Tu dici che "l'hanno scimmiottato". Io ti rispondo che se fossero stati esseri umani ne avrebbero parlato, discusso, considerato, valutato, obbiettato, arguito. Se l'hanno scimmiottato che tipo di animali sono?

I c.d. "comitati di quartiere" altro non sono che la lunga mano dei palazzinari mafiosi. Qualsiasi tipo di intervento edilizio deve passare tra le mani dei soliti noti. E cosa si fa per bloccare quelli che non ci passano? Nulla di meglio di un "comitato di quartiere" (eletto da chi? boh!) che inizi a rompere i coglioni, con appoggi ben oliati nelle istituzioni, per ostacolare i più testardi, mentre si scoraggiano/intimidiscono altri 100 meno testardi di loro.

Chiamatela col suo nome: Mafia.

PS: fanno parte di questa mafia anche le scimmiette di facebook, che si sono premurate di farci sapere, sotto un articolo che attacca l'ignoranza architettonica dei più, che a loro la costruzione non piace. Le palazzine dietro che farebbero ribrezzo a uno sfollato siriano invece ttttttappoooosto!

Anonimo ha detto...

DOVEMO DA BLOCCARE A GOLADA DE CEM... EHM DE LEGNO!!!
BASTA GO E SBEGULAZZIONI IN DER MEZZO DE UN GUARDIERE GIOIELLO, COME SE PO VEDE DALLE PALAZZINE DIETRO E DAGLI INNUMEREVOLI SPAZI APERTI, PARCHI E AREE PEDONALI CHE POPOLENO ER MAGGICO GUARDIERE!
NO A SBEGULAZZIONEEEE!!!1!

Anonimo ha detto...

io per non sbagliare un salto a quel ristorante ce lo farò, spero anche che sia buono.

Anonimo ha detto...

RFS ha il chiodo fisso del mattone , quando qualcuno costruisce in qualsiasi posto sia un manufatto grande o piccolo , col cemento o col compensato può sempre contare sull'appoggio di rfs .
Purchè siano imprenditori a lucrarci va tutto bene . Perchè il benessere dell'imprenditore è il benessere dell'intera città ... sopostidelavoro

marco del campanile ha detto...

Commento abbastanza sciocco 11.46 AM
Il fatto che si realizzino opere, costruzioni in genere è una cosa normale.
Non è normale farlo senza criterio ne guardando a nuove esigenze (ambientali, sociali, architettoniche, etc...)
Non voglio fare il difensore del blog, ma piuttosto che commentare in modo parziale, a beneficio delle discussioni sarebbe opportuno valutare le cose nel merito.
A Roma, quasi tutti viviamo o lavoriamo in luoghi costruiti da palazzinari, magari ancora stiamo pagando i mutui e quindi secondo la tua logica, che è estrema, dovremmo abbandonare le case e trasferirci su marte.
Sperare che certi scempi non avvengano più e che si riqualifichi la città secondo me non è essere "mattonari" ma esseri umani.

Anonimo ha detto...

Il bello è che ste scimmie opponendosi a qualsiasi cagata si voglia realizzare in città, sono STRACONVINTI di esercitare un ruolo rivoluzzzzionario contro i padroni che opprimono i proletari. In realtà fanno solo un favore a altri imprenditori, i palazzinari mafiosi che manovrano movimenti, movimentini e comitati di quartiere.

Anonimo ha detto...

Purtroppo gli abitanti di Roma Nord sono di molto inferiori al resto dei romani quanto a capacità intellettive. Quindi, figuratevi un po', tutto un programma!

Anonimo ha detto...

Basta! Occupiamolo gratis!

Anonimo ha detto...


1°) La cosiddetta Casina Valadier è stata già scempiata anni orsono.
2°) L'edificio nuovo è bello ed elegante.
3°) La gente protesta per un piccolo intervento di qualità mentre a pochi metri assistono indifferenti allo sfascio di una piazza e di un lungotevere pieno di sorci
4°) L'area 'Valadier' dovrebbe essere espropriata e donata alla cittadinanza per farne un centro culturale pubblico!

firmato: l'utopista visionario

Anonimo ha detto...

"Purtroppo gli abitanti di Roma Nord sono di molto inferiori al resto dei romani quanto a capacità intellettive."

L'altro giorno dicevi che i sardi sono sottosviluppati. Non è che fra poco spunta un nuovo articoletto dinamopresso su quanto siano razzisti i commentatori der blogghe, no?

Tety ha detto...

Che poi ancora non è finito, mica rimane ricoperto di PVC! Non le hanno mai viste costruire le case di legno.

Anonimo ha detto...

(MINI) AGGIORNAMENTO SCIMMIE DA FACEBOOK
=======================================

Leggetevi l'aggiornamento scimmie di ieri sul manifestino abusivo scritto in italiano pessimo. Poi leggete cosa ci regala questa scimmia imperterrita nella ricerca del ridicolo:

Alex Birgi Roma fa schifo ha capito che è ampLiamente più sicuro scrivere in romanesco che rischiare altre figure di merda con l'italiano

MWUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAAHAAH
TeRiBBile!!!

Anonimo ha detto...

Mi spiegate cosa è stato demolito ?

https://www.google.it/maps/place/Ponte+Milvio/@41.9370439,12.466015,50a,20y,37.13h,68t/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x0:0x4913ac036a40106c!6m1!1e1

Anonimo ha detto...

al posto della torre mi pare non ci fosse nulla
https://www.google.it/maps/place/Ponte+Milvio/@41.9379037,12.4668689,98a,20y,37.13h/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x0:0x4913ac036a40106c!6m1!1e1

Gradirei , se possibile, una risposta da parte dell'estensore dell'articolo .
Ripeto forse sbaglio io ....
Grz

Anonimo ha detto...

hahoooooooooooo ma mordasggi vosdrih!!!, ma sdigassi daaa gasedda'e' legnoh!!!! io doo bargheggihah er zuv!!!!

Anonimo ha detto...

OOOOOhhhh, che meraviglia di edificio.
Voi state fuori.

Anonimo ha detto...

Daje.. qui non si dice che sia un capolavoro, di edificio.

Si dice che e' un'operazione legittima in un contesto dove c'e' talmente tanta merda che quello e' il minore dei problemi.
Si osserva anche che tutta la merda attorno non desta alcuna reazione mentre l'edificio solo perche nuovo si.

E il tuo analfabetismo funzionale / mala fede rispecchia esattamente l'articolo

Anonimo ha detto...

E' una merda e voi siete la merda.

PonteMilvio1978 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
PonteMilvio1978 ha detto...

Cara redazione
non posso che condividere pienamente lo spirito di questo post. Sono un abitante di Ponte Milvio e ogni giorno cerco di contenermi verso la totale inciviltà di questa zona che rende spiacevole se non impossibile passeggiare o fare jogging, dovendo lasciare ogni centimetro di spazio ad automobili e motorini parcheggiati ovunque, e a bancarelle del mercato che ormai hanno invaso tutti i marciapiedi della piazza (che saranno pure regolari ma figlie di una incivile pianificazione dei preposti).
Leggendo i commenti critici, mi rallegro (sic!) di aver avuto l'ennesima conferma che la tendenza di dover criticare ogni novità a priori è sempre più moda in questo Paese (mi ci scontro ogni giorno per il mio lavoro), e che magari proprio coloro che criticano la novità dell'iniziativa immobiliare oggetto di questo post, sono spesso i primi a lodare interventi di design moderno in contesti storici all'estero, denunciando arretratezza architettonica dell'Italia degli ultimi 30 anni.
La bella notizia è che a questa moda di immobilismo e avversione di questo Paese c'è una soluzione. Quella di andare avanti sempre e comunque (a patto che si rispettino le leggi), levando quanto più ossigeno ai critici, asfaltandoli nella loro pochezza e bassezza civile.

Anonimo ha detto...

ARTICOLO FANTASTICO!

Purtroppo Roma è affogata di luoghi comuni massacranti e da una mentalità retrograda per cui se qualcuno costruisce al di fuori della merda edilizia che ha sepolto la Città da decenni è uno "speculatore" che fa "a colada de gemendo". Se invece il rapacetto romanello costruisce negli infimissimi standard medi che hanno massacrato Roma , imprimendole un'espansione senza logica urbanistica -visto che l'intervento non da' nell'occhio - allora va tutto bene, tutti boni boni.
VA SEMPLICEMENTE INVERTITA LA ROTTA .

Mc Daemon

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo. Bellissima torretta stile anglo-americana. Roma deve MUOVERSI. E FARLO ORA! La gente mediocre deve essere ignorata quando esprime la propria opinione su cio' che non le compete. E questo lo si riscontra nello stato attuale della citta'.

Anonimo ha detto...

a me sinceramente più che l'edificio colpisce il rudere alla sua destra... degno più della campagna bulgara che della capitale di un paese europeo

La tua casa in legno ha detto...

Premesso che l'opera è incompleta qui potete trovare tutte le foto e i dettagli tecnici della struttura in legno. Tutto trasparente, tutto perfettamente legale, tutto autorizzato da vari Enti, tutto in regola. Tutto vero. http://www.latuacasainlegno.com/2015/12/dettagli-tecnici-rubner-roma-ponte-milvio-legno/

Anonimo ha detto...

Poiché c'è chi impara una nuova locuzione e ne abusa, proponiamo due casi reali di analfabetismo funzionale insiti nel vostro articolo, altresì detto "petizione di principio".
Petizione di principio numero 1.
La catapecchia blu elettrico è opera di eminente progettista.
Bo. Va bè, facciamo finta che sia vero.
Ma se arriva il principe di Danimarca e comincia a vomitare in Piazza di Spagna, non è che in quanto vomito di principe lo recintiamo e lo monumentalizziamo.
Si spazza via.
Quando renzo piano si era messo in testa di fare una porcheria a new york in accordo col comune, c'è stata la rivolta civica, perché andava a intaccare il "centro storico di new york". Sic.
Traduco. L'eventuale e presunto "nome", non può arrivare in un quartiere di Roma e fare il cacchio che gli pare. Questa è una baracca ridicola, degna di un campo rom.
Ma chi l'ha detto che uno debba sorbirsi ste schifezze davanti a casa? Gli esperimenti si fanno nel deserto, non al flaminio.

Anonimo ha detto...

Petizione di principio numero 2.
La via faceva schifo.
Bene. Se la cucina di casa tua fa schifo, già che ci siamo le diamo fuoco? Ci buttiamo una vagonata di sterco? Adeschiamo scarafaggi?
I quartieri storici vanno tutelati nella loro omogeneità, e se ci sono situazioni di degrado, si bonificano e si recuperano gli edifici rappresentativi della nostra storia urbanistica, non ci si mette un mega cassonetto spedito dritto dritto dal tirolo.
Ma che è diventato il flaminio, un cucuzzolo con tanto di maso?
Questa scatolona verticale è veramente la prova della pazzia del captagon di massa che avanza.

Anonimo ha detto...

Quanto alla "illegalità", con detto termine si intende la corrispondenza alle leggi secondo la corretta interpretazione delle situazioni contingenti.
La storia d'Italia è la storia di permessi rilasciati nella più totale malafede e in scorno alle elementari valutazioni storico-paesaggistiche e di sicurezza.
Basta prendere il codice dei beni culturali, se non ci si arriva a buon senso, per capire che un ammennicolo del genere non ha alcuna congruenza con il contesto, che, si ripete a chi sfuggisse, è storico.
Visto che voi non siete "nimby", date il buon esempio e stiate una lista di volontari per accogliere discariche, aziende inquinanti e schifezze della neo-edilizia, nella strada in cui abita.

Anonimo ha detto...

Quanto alla "legalità", con detto termine si intende la corrispondenza alle leggi secondo la corretta interpretazione delle situazioni contingenti.
La storia d'Italia è la storia di permessi rilasciati nella più totale malafede e in scorno alle elementari valutazioni storico-paesaggistiche e di sicurezza.
Basta prendere il codice dei beni culturali, se non ci si arriva a buon senso, per capire che un ammennicolo del genere non ha alcuna congruenza con il contesto, che, si ripete a chi sfuggisse, è storico.
Visto che voi non siete "nimby", date il buon esempio e stilate una lista di volontari disposti ad accogliere discariche, aziende inquinanti e schifezze della neo-edilizia, nella strada in cui abitano.

Anonimo ha detto...

Complimenti all'architetto.

Anonimo ha detto...

"Un ammenicolo del genere non ha alcuna congruenza con il contesto"

Dove il contesto e' composto di casone, casette, strade strette, distanze sanitarie tra immobili non rispettate...

Il giorno che uno bonifichera una discarica gli dirai di no, perche il contesto e' immondizia e tale deve restare: lopera di bonifica non sarebbe congruente con il contesto di monnezza

Massimo Bilò ha detto...

Caro Aldo, perchè la prendi tanto alla larga? Perchè, invece di comunicare la carica attuale del progettista (carica che non garantisce nulla), non hai scritto il nome e il cognome del progettista che apprezzi? Temi un attentato?

Comitato Abitare Ponte Milvio ha detto...

L'articolo, che evitiamo di commentare, quanto meno pecca di totale assenza di documentazione e, ciò nonostante, si lancia in critiche e deduzioni semplicemente gratuite.

Infatti, conosce l'Autore che scrive su “romafaschifo” quale attività svolge il Comitato Abitare Ponte Milvio in nome dei cittadini che rappresenta?
Inoltre, è documentato lo stesso Autore sulla costante attività di controllo e di denuncia che il Comitato porta avanti in relazione a “... sconsiderato sfruttamento serale dell'area... sosta selvaggia.. mancato sviluppo del territorio...ex area del mercato trasformata in un mediocre parcheggio a cielo aperto...scadente e squallida movida...dehor da vomito...offerta commerciale umiliante...palazzi storici sfigurati...”?

Da quanto è scritto nell'articolo, si direbbe di no, a meno che non ci sia una recondita intenzione volta a distorcere volutamente e in malafede la realtà.
In entrambi i casi, disinformazione o malafede, non ottemperando alle buone ed elementari regole dell'informazione.

Quindi, invitiamo l'Amministratore che gestisce questo blog a volere pubblicare per correttezza una rettifica di quanto scritto a proposito del Comitato Abitare Ponte Milvio, come atto dovuto nei confronti di un'associazione di cittadini che svolgono volontariamente un'attività etica di controllo sull'amministrazione dei beni comuni.
Uguale responsabilità addossiamo a questo Amministratore del blog l'avere pubblicato alcuni commenti che addirittuta si spingono ad affermare che il Comitato sarebbe niente altro che “...la lunga mano dei palazzinari mafiosi...” e che si è messo a “...rompere i coglioni, con appoggi ben oliati nelle istituzioni, per ostacolare i più testardi...”, fino ad arrivare a “...Chiamatela col suo nome: Mafia...”.
Infine, continuando con “...gli abitanti di Roma Nord sono di molto inferiori al resto dei romani quanto a capacità intellettive...”.
Affermazioni scritte con il coraggio dell'anonimato.

Sono queste affermazioni estremamente gravi e ci limitiamo, per il momento, a pretendere una rettifica da parte di chi gestisce il blog.

Il Comitato Abitare Ponte Milvio

Anonimo ha detto...

Offendere tramite il blog è diffamazione aggravata
http://www.altalex.com/documents/news/2014/05/05/offende-tramite-il-blog-e-diffamazione-aggravata

Nicola lais ha detto...

Ok, il comitato si sente offeso, e forse pure a ragione... La domanda però è: perché avete contestato come abusivo (da quello che si legge sui giornali) un intervento che abusivo non è? Perché tocca tutte le volte che si fa un intervento sul l'esistenza fare i salti mortali per superare la sindrome di nimby che ormai sembra aver toccato un po' tutti?

Anonimo ha detto...

Comitato aBitare Ponte Milvio qui avete veramente preso una batosta, meditate su quanto scritto da rfs e rivedete le vostre posizioni almeno sul tema in oggetto.

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