16 associazioni lanciano l'appello a Tronca: "sblocca subito la riforma dei cartelloni"

25 marzo 2016
(pubblichiamo a blog unificati)

SEDICI ASSOCIAZIONI LANCIANO UN APPELLO AL COMMISSARIO TRONCA: “SBLOCCHI LA RIFORMA DEI CARTELLONI”
Una delibera del commissario può sanare un rilievo formale sollevato dal Tar. L’intero impianto della riforma è passato indenne al vaglio dei giudici. Manca solo una firma di Tronca nelle veci dell’Assemblea Capitolina

Dopo decenni di attesa della città e anni di lotta da parte di numerose associazioni cittadine, la riforma dei cartelloni è una realtà. Il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e il nuovo Regolamento sono stati approvati nel luglio del 2014 e hanno quasi completato l’iter necessario alla loro entrata in vigore.
La sentenza del Tar n. 2283 del 22 febbraio 2016 ha respinto le eccezioni avanzate da alcune imprese del settore, confermando la bontà dell’impianto generale che prevede la riduzione della superficie pubblicitaria a 62mila mq (erano 223mila nel 2013), riduzione del formato massimo a 3x2, divieto di messaggi sessisti o razzisti, garantendo maggior decoro e maggiori introiti per le casse del Comune. Una rivoluzione per Roma, che è stata deturpata da un numero infinito di cartelloni piantati nei luoghi più disparati, causa perfino di incidenti stradali e vittime.
I giudici amministrativi hanno sollevato un solo rilievo, di carattere formale e non sostanziale: alcune parti della delibera 380/2014 e la Determinazione Dirigenziale del 27 luglio 2015 sarebbero dovute essere approvate dall’Assemblea Capitolina e non dalla Giunta. A seguito di questa censura, il percorso di partecipazione popolare, che era in dirittura d’arrivo, si è arrestato e ora la riforma rischia di essere rimandata a chissà quando. Ma il Commissario può sanare questo rilievo.
E’ sufficiente, infatti, che il dottor Tronca ratifichi quella delibera attraverso un proprio provvedimento preso nelle veci dell’Assemblea Capitolina.
Le associazioni firmatarie dell’appello temono che il lavoro svolto in questi anni vada vanificato e Roma perda per l’ennesima volta l’occasione di diventare una città normale. Questa riforma, infatti, una volta approvata porterà ai cittadini bike sharing, toilettes pubbliche, manutenzione del verde e molto altro. Servizi essenziali che in tutto il mondo vengono finanziati dalla pubblicità esterna.
Le associazioni, con l’appello che gli hanno inviato il 23 marzo, chiedono a Francesco Paolo Tronca di non permettere che anni di lavoro e speranza vengano gettati per una firma che può essere apposta in pochi minuti.
Roma 25 marzo 2016
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Aderiscono: Vas – Verdi Ambiente e Società; Ass. Bastacartelloni-Franscesco Fiori; Cittadinanzattiva Lazio Onlus; Coordinamento Residenti Città Storica; Roma fa schifo; Comitato Cartellopoli; Ass. Italia Nostra; Roma Pulita; Osservatorio Ambientale Sherwood; Laboratorio Carteinregola; Diarioromano; Corviale Domani; CILD Centro Iniziative Legalità Democratica; Associazione Parte Civile; Ass. Questione Morale; Amare l’architettura


************************LA LETTERA***************************

Commissario Straordinario del Comune di Roma
Dott. Francesco Paolo Tronca

Oggetto: Sentenza della Seconda Sezione del TAR del Lazio n. 2283 del 22 febbraio 2016


Con la sentenza di cui all’oggetto la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha respinto tutti i ricorsi presentati per l’annullamento, nell’ordine, della deliberazione della Giunta Capitolina n. 425/2013 e delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina n. 49/2014 e n. 50/2014, attestando la bontà e la piena legittimità di questi provvedimenti.

La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha invece accolto le censure relative alle parti della deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014 e della Determinazione Dirigenziale del 27 luglio 2015 in cui è stata rilevata una incompetenza della Giunta Capitolina su una materia che è stata ritenuta invece di competenza esclusiva del Consiglio Comunale.

L’immediata trasmissione per posta elettronica certificata della suddetta sentenza ha provocato la sospensione del 14° e penultimo incontro pubblico sul Piano di Localizzazione del VI Municipio, programmato per le ore 15,30 del 23 febbraio 2016 nell’aula del Consiglio in via Duilio Cambellotti n. 11.

Da voci raccolte a livello informale risulta che anche il precedente 13° incontro pubblico, che dalle ore 16.00 del 22 febbraio 2016 si è svolto sul Piano di Localizzazione dell’VIII Municipio presso la Sala Consiliare in via Benedetto Croce 50, è stato annullato dal momento che la sentenza del TAR è diventata esecutiva prima.

Quanto al 15° ed ultimo incontro pubblico, che avrebbe dovuto svolgersi sul Piano di Localizzazione del XII Municipio mercoledì 14 febbraio 2016 dalle ore 16,00 presso Sala Consiliare “Caduti di Forte Bravetta” in Via Fabiola, 14, da un comunicato pubblicato sul sito del XIII Municipio la mattina di quello stesso giorno si è appreso che “l'assemblea pubblica prevista per oggi è stata annullata e rimandata a data da destinarsi”.

Alla suddetta sentenza si sarebbe dovuto comunque ottemperare in un modo o nell’altro, ma è trascorso ormai più di un mese dalla sua pubblicazione senza che la S.V. abbia approvato nelle veci dell’Assemblea Capitolina i criteri che sono stati dettati invece dalla Giunta Capitolina e che la Seconda Sezione del TAR ha annullato.

Con nota prot. n. 2 del 23 febbraio 2016 le associazioni VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva Le hanno chiesto di voler “ratificare” la deliberazione n. 380/2014 con una apposita deliberazione approvata nelle veci dell’Assemblea Capitolina, in considerazione da un lato del lavoro prodotto dalla S.p.A. “Aequa Roma” e della “proposta” dei Piani di Localizzazione, già approvata dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 425 del 13 ottobre 2015, e dall’altro lato del percorso di partecipazione popolare già avviato che stava per concludersi per poi passare alle successive fasi del procedimento che debbono portare alla approvazione definitiva dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari.


In tal modo si viene ad ottemperare alla sentenza di cui all’oggetto e si consente al tempo stesso di poter continuare senza alcuna interruzione il procedimento in corso che si deve concludere con la approvazione definitiva dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari da parte della S.V. nelle veci della Giunta Capitolina, così come prescrive il comma 2 dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità.

A supporto ed integrazione della suddetta richiesta con nota prot. n. 5 del 27 febbraio 2016 è stata portata la oggettiva considerazione che la contestata deliberazione n. 380 della Giunta Capitolina è stata approvata il 30 dicembre 2014, vale a dire 10 mesi prima dello scioglimento dell’Assemblea Capitolina che in tutto quest’arco di tempo non ha ravvisato alcun vizio di legittimità nelle parti del suddetto provvedimento in cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha riconosciuto invece una incompetenza a “limitare ulteriormente la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi” ed a “prevedere, per gli impianti privati che devono essere suddivisi in lotti, la composizione di ciascun lotto”.  

Nello specifico è stata accolta la censura relativa al contrasto con la disposizione dell’art. 20, comma 1, lett. f), del Regolamento, che contempla un numero di formati notevolmente superiore rispetto a quelli previsti dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 380/2014, che sarebbe quindi viziata per incompetenza, perché nessuna disposizione del Regolamento prevede il potere della Giunta di limitare i formati ammessi.

Alla censura incentrata sull’esclusione di taluni formati per gli impianti SPQR Roma Capitale ha replicato evidenziando che l’art. 20, comma 1, lett. f), del Regolamento si limita ad elencare i formati ammissibili, per cui la Giunta con la deliberazione n. 380/2014, nell’ambito delle possibilità fissate nel Regolamento, ha operato una suddivisione dei vari formati per tipologie di impianti, finalizzata ad omogeneizzare la pianificazione di dettaglio.

Ai fini del superamento del vizio di procedura rilevato dalla Seconda Sezione del TAR del Lazio, ottemperando al tempo stesso alla sentenza n. 2283/2016, alla suddetta considerazione si deve aggiungere quella altrettanto oggettiva sulla totale inopportunità di annullare, differentemente, la deliberazione n. 325 del 13 ottobre 2015 con cui la Giunta Capitolina ha approvato la “proposta” dei Piani di Localizzazione, perché si verrebbe a vanificare il lavoro prodotto dalla S.p.A. “Aequa Roma” e l’intero procedimento successivo fin qui intrapreso, in particolare con le sei Conferenze di Servizio svolte per l’acquisizione dei “pareri” di competenza delle tre Soprintendenze interessate.

Come ulteriore considerazione va fatta l’altrettanto totale inopportunità di annullare il procedimento di partecipazione popolare, che era arrivato al 13° incontro pubblico e che assume di per sé il significato di un implicito riconoscimento da parte della S.V. della piena regolarità dell’intero percorso fin qui seguito.

Le tre suddette considerazioni dovrebbero costituire le premesse che dovrebbero motivare la deliberazione che nelle veci dell’Assemblea Capitolina la S.V. è stata sollecitata ad approvare, senza dubbi e incertezze, quale esplicito atto di “ratifica” dei contenuti della deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014.

Con successiva nota prot. n. 6 del 2 marzo 2016 ci si è voluti mettere per un attimo nelle vesti dell’Assemblea Capitolina, che deve ottemperare alla suddetta sentenza, cercando di capire fino a che punto siano da confermare oppure veramente da modificare i criteri annullati dal TAR, chiedendosi in tale ultimo caso quali siano oggettivamente i criteri da bocciare e soprattutto con quali altri possibili criteri sostituirli.

Ne è seguita una analisi tecnica di ognuno dei criteri di redazione dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari che sono stati annullati dal TAR del Lazio, compiuta proprio con il fine dichiarato di verificare se l’Assemblea Capitolina possa con piena ragione arrivare a decidere criteri e conseguenti scelte in modo diverso dalle decisioni prese dalla Giunta Capitolina.

Le conclusioni a cui si è pervenuti hanno dimostrato ancor più tutta l’opportunità da parte della S.V. di “ratificare” i criteri annullati della deliberazione n. 380/2014.

In considerazione di tutto quanto precedentemente messo in evidenza, si rivolge un caldo appello alla S.V. affinché provveda senza più ulteriori indugi e ritardi ad approvare nelle veci dell’Assemblea Capitolina una apposita deliberazione che ratifichi la deliberazione n. 380/2014, per ottemperare alla sentenza del TAR senza bloccare nessun procedimento, che comporterebbe peraltro un danno erariale, proseguendo senza indugi a completare (e non certo a sospendere sine die) il percorso di partecipazione dei cittadini avviato dalla stessa S.V., adempiendo anche a tutti gli atti successivi fino alla definitiva approvazione dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari.

Distinti saluti,

Rodolfo Bosi
Circolo Territoriale di Roma di Verdi Ambiente e Società (VAS)

Franco Quaranta
Associazione Bastacartelloni-Francesco Fiori

Stefano Maccioni
Cittadinanzattiva Lazio Onlus

Paolo Gelsomini
Coordinamento Residenti Città Storica

Massimiliano Tonelli
Roma fa schifo

Mirella Belvisi
Associazione Italia Nostra

Stefano Miceli
Roma Pulita

Lorenzo Grassi
Osservatorio ambientale Sherwood

Filippo Guardascione
Diarioromano

Anna Maria Bianchi
Laboratorio Carteinregola

Pino Galeota
Corviale Domani

Giuseppe Lomastro
Cild – Centro Iniziative Legalità Democratica

Aderiscono inoltre: Ass. Questione Morale; Ass. Parte Civile; Amare l’architettura; Comitato Cartellopoli

11 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...


Iniziativa importantissima che porterà Roma verso la civiltà.
Speriamo bene ...

Anonimo ha detto...

Fate una petizione su change.org alla quale possiamo partecipare tutti.

Anonimo ha detto...

non firmerà un cazzo.

Fabio ha detto...

Non ha firmato, rinviato alla settimana prossima in attesa di trovare una scusa valida per rinviarlo definitivamente.

Anonimo ha detto...

Ammesso che la delibera venga firmata, chi controllera' cosa?
Anche vendere merce contraffatta abusivamente non e' permesso ma avete visto come viene represso il fenomeno ?
Mi auguro che le ordinanze vengano fatte rispettare e non solo firmate.........

Anonimo ha detto...

E' un grande segnale poter portare Roma a livelli quantomeno di decenza su questo tema.
Un inizio nella lotta al degrado e ai poteri malavitosi della città.
Sarebbe bello se si muovesse qualcosa sul tema manifesti abusivi e relativa pubblicità "adesive".

Intanto un grande in bocca al lupo e grazie!

Anonimo ha detto...

I cartelloni aumentano a dismisura senza soluzione di continuità. A san Giovanni ne mettono uno nuovo al giorno, sta diventando una selva.
Quando i regolamenti si complicano così diventano solo un pantano stagnante, ci vuole la pubblica gogna, foto di cartelloni osceni e boicottaggio di chi se ne serve.
Non c'è altro, si tratta di un circuito che pertiene alle solite lobby mafiose che solo qualche colpaccio della magistratura può far saltare.

Anonimo ha detto...

Da quando in qua un blog assurge ad associazione?

Rolando ha detto...

tronca è un uomo di renzi... Fate un pò voi...

Anonimo ha detto...

Bè, anche cantone è stato scelto da renzi. Mica i delinquenti possono affiancarsi solo delinquenti, devono alternare le cosiddette foglie di fico.

Anonimo ha detto...

TUTTO SCORRE, TUTTO GIA' SCRITTO...

Assessore Marta Leonori
dai cittadini onesti tutti gli onori
hai dimezzato lo scempio de’cartelloni
oscena vergogna di AleDanno e Bordoni.
Insieme al Sindaco chiederan tue dimissioni
non ti faranno finire il lavoro
per ridare a Roma il suo decoro
in nessuna città al mondo di cavallette stuolo
a rapinar bellezza e pubblico suolo

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