E gli addetti Atac invece di lavorare si godono il sole e si fanno i selfie sul ponte. Una riflessione su serietà&lavoro

2 marzo 2016


Li ho visti ieri mattina intorno alle 9. Camminavano placidamente su Via Arenula, passo lento, chiacchiere, grande attenzione al cellulare, abitudine ormai consolidata per tutto il personale Atac e non solo Atac, la cosa vale per tutto il personale pubblico e delle municipalizzate. Addirittura un selfie su ponte Garibaldi.

Non ho capito dove fossero diretti, di sicuro non andavano di corsa per andare a iniziare un servizio, o forse si erano alzati solo molto presto. Erano magari in anticipo.

Mi capita sempre più spesso di incrociare personale in divisa Atac e non solo in giro per la città, presumo controllori destinati alla verifica del possesso dei titoli di viaggio degli utenti. 

Si muovono in gruppi di tre o quattro, a volte anche di più. Sostano in prossimità della fermata, chiacchierano, molto spesso a voce alta, ridono a crepapelle, sono ossessionati dal cellulare che controllano in continuazione. L'atteggiamento è quello un po' sguaiato e coatto che, visto in una persona che indossa una divisa o comunque un segno distintivo della professione "pubblica" che svolge, stona un bel po'. Forse sono strano io, ma vedere una persona in uniforme, che sia militare o no, e vederla in atteggiamenti sguaiati, mi da fastidio. Penso ad un decoro che dovrebbe tenere, ad una forma, che spesso è sostanza.

Spiace dirlo ma questo fenomeno è abbastanza esteso presso il personale Atac.
Li vedi alla stazione Termini che si chiamano da lontano a voce alta, parlano in circolo come gli avventori di un bar, non riescono a parlare italiano ma solo lo slang romanesco, quello peggiore, coatto, becero.

Non sono un bello spot per la città, anzi.

Ma non voglio dilungarmi su questo, anche se importante.
Queste squadre di controllori non le vedo mai salire sull'autobus e quando salgono si guardano bene dall'effettuare i controlli. 
A volte presumo perché l'autobus è troppo pieno, a volte perché troppo vuoto, a volte perché semplicemente non gli va  "de mettese a combatte co' a' ggente".

Ecco, questo credo sia il motivo principale.

Ma questi dipendenti prendono lo stesso stipendio degli altri, e quello stipendio glielo paghiamo io  e voi!
Chi controlla che queste persone, stipendiate da noi, svolgano il loro lavoro?

L'Atac ha un sistema di rilevamento delle performance, detto più semplicemente, riesce a capire se quesit signori lavorano o no?

In pratica, l'Atac è in grado di sapere quante linee bus questi signori controllano in un turno di lavoro?

E Atac sa quanti biglietti e abbonamenti controllano nello stesso turno?

E Atac possiede il dato delle loro timbrature? Li fa andare a inizio e fine servizio presso la sede per passare il badge?
O va a fiducia?

Insomma, Atac riesce a capire se questi suoi dipendenti svolgno le loro funzioni o se invece se ne vanno in giro per la città chiacchierando del più e del meno?
Così, per capire...

Pietro

146 commenti | dì la tua:

Bertos ha detto...

Ma non sono quelli delle strisce blu??

Anonimo ha detto...

Basterebbe che controllassero i biglietti, come del resto da funzione stipendiata, e non ci sarebbe bisogno di entrate anteriori obbligatorie o, peggio-follia di riesumare ottocenteschi bigliettai.

Ma (battutina facile, sudai)
Chi controllerà i controllori?

Anonimo ha detto...

A questo sensato e sacrosanto post, al quale dovrebbe seguire una seria riflessione in ATAC, per misurare la povertà mentale del romano di oggi io mi metto qui e aspetto di vedere i primi "illuminati" commenti: "Aho, stai a rosicà perchè nun t'anno assunto all'atac" "aho, ma quelle so guardie" "aho er bijetto nun se paga".
Più si notano comportamenti beceri come quelli segnalati da Pietro, più gli stessi comportamenti aumentano, e aumenta la gente che non capisce, che non s'interessa, che comunque pensa per sè e ammira quei "paraculi" che invece di lavorare fammo i parassiti, e se ne vantano.
Brutto, per uno cresciuto di sinistra come è successo a me, pensare che il massimo del godimento sarebbe una dittatura che possa spezzare questi comportamenti e riportare CON LA FORZA tutte queste teste marce a comportarsi civilmente, lavorare per lo stipendio che prendono e avere a cuore le sorti di questa città che sta sprofondando....

Criss ha detto...

Il bello è che hai scritto questo post proprio mentre dovevi sbrigare quella pratica... non certo nella tua pausa pranzo.

Anonimo ha detto...

Sicuramente ora arrivera qualcuno mafiosamente a dire:
1) ma tu non lavoravi in quel momento?
2) ma voi non vi distraete mai a lavoro?
3) ma voi perche non vi fate una vita invece di farvi i cazzi altrui?
4) ma voi siete tutti perfetti e pagate le tasse e parcheggiate bene e fate la raccolta differenziata?

Il romanaro subumano pensa sempre che gli altri debbano essere subumani come lui. Dimentico del fatto che gli altri finche non sono dipendenti pubblic possono fare quel che volgiono da indipendenti e, se privati, ben controllati.

Insomma il subumano e' parassita per vocazione. Altrimenti non finirebbe all'Atac facendo carte false, mettendosi in affari con un datore di lavoro fallito come ATAC/Comune e a rischio di essere accomunato ad altri parassiti/subumani.

Mara ha detto...

sono inorridita della risposta precedente perchè mai penserei quelle domande e perchè sono certa della professionalità della maggioranza. Se così non fosse l'ulteriore degrado sarebbe difficilmente descrivibile.
Sono romana e pubblica.
Questi fatti, di certi reali, vanno gestiti ma senza caccia alle streghe,
Le azioni di recupero del disfattismo sono molto più lente e lunghe dei tempi in cui il degrado si instaura. Purtroppo
Buon lavoro a tutti

Anonimo ha detto...

Tieni presente Mara che definirsi "pubblica" per una donna non è proprio il massimo visto che una per donna pubblica s'intende normalmente una prostituta. Sicché io scrivere "dipendente pubblico" o P.I. (pubblico impiego). giusto per non essere ambigui.
E no. Il commento sopra al tuo descrive bene la situazione mentale del romano medio che pensa se io lascerò fare loro quel che gli pare saranno più propensi a chiudere un occhio alle mie mancanze. Perché chi non paga il biglietto sul bus (per restare in tema) se riceve la multa pensa di essere stato sfigato perché ha incontrato l'unico pignolo rompicoglioni tra tutti i controllori (e se è donna c'è pure chi commenta che ha il ciclo o una vita sessuale insoddisfacente).

Anonimo ha detto...

Allora stavolta voglio fare un panegirico in difesa dei controllori Atac...
Invero RFS ha tutte le sacrosante ragioni a qualificare come nullafacenti questi controllori, questo è vero e sacrosanto...

Volevo però dire che:
Negli ultimi 10-15 anni la stessa Atac ha fatto saltare dal banco il concetto che il coatto violento debba pagare il biglietto per usare i mezzi Atac.
Questo è invero colpa della stessa Atac, certo.

Ora ci si ritrova nella situazione che:
Il coatto violento se invitato a pagare il biglietto risponde con calci e pugni..
Deprecabile e inammissibile...
Questo è anche conseguenza di non averlo mai chiesto il biglietto nei 15 anni precedenti ad ora.. invero.

Però oggi ci troviamo nella situazione che questi controllori rischiano l'icolumità fisica. Cosa fare?

La cosaa ben vedere è quella di recuperare una situazione che è finita fuori controllo (ossia il fatto acquisito dai coatti violenti che il biglietto è loro diritto NON pagarlo).Ora si può chiedere a dei signori di 50/60 anni di "fare il loro dovere". Giustissimo.
Però a volte il "giusto" è nemico del bene.
I tal signori che non hanno mai fatto il loro dovere potrebbero funzionare in una situazione "normalizzata", poichè sono anziani e no hanno le capacità di affrontare un coatto di 20 anni che li aggredisce.
Quindi si imboscano con l'iphone e evitano di entrare in contato con la "clientela"..

Dobbiamo accettare che non ci sia via di uscita?
Dobbiamo rassegnarci come "romanari veri" (come canta Toto Cutugno?)
Dobbaio fare i democristiani e aceetttare sempre la "provvidenza"?

Però non dobbiamo essere ipocriti e credere ceh questi signori di 50/60 anni da soli possano ribaltare la situazione, da soli.

L'ATAC deve mettere in campo un piano di "normalizzazione" insieme a "guardie giurate" preposte, polizia e altra security che accompagni i controllori a tappeto in una PRIMA FASE di NORMALIZZAZIONE del "riuso" dei mezzi pubblici.
Sapendo che è come un aprire le ostilità con il coattume viaggiante.


E' la stessa ipotesi di un primo assalto al castello.
Dopo 6mesi/1 anno forse la situazione sarà normalizzata e i cittadini saranno meno propensi a aggredire un controllore...
A quel punto i 50/60 enni potrebebro anche contiunare il loro lavoro da soli..

Scandalo?
No. Solo un piano REALISTICO.

Giustificare l'illegalità?
NO. Solo VEDERE IN FACCIA LA REALTA' e agire di conseguenza per normalizzarla.

Anche perchè solo così Atac può dimostrare di essere una azienda seria che seriamente vuole affrontare l'evasione tariffaria.

Per troppo tempo le cose sono state lasciate andare per conto loro e per farle tornare alla normalità servono più sforzi che per gestire una situazione normale..
Ok.
Allora ceh venga fatto.





Anonimo ha detto...

Basti vedere cosa a accade ai capolinea, dove le corse saltano che è una bellezza.
Un normale monitoraggio elettronico evitarebbe allineamenti (gli autobus che arrivano a coppie) rallentamenti (a cambio turno) e cancellazioni (a volte pare che per un minuto di ritardo si perda una corsa, e gli utenti aspettano per venti in mezzo alla strada)

Anonimo ha detto...

Questo post, pur giustissimo, disvela il grado di impreparazione che i cittadini romani hanno - non per colpa loro - nell'affrontare i problemi che li riguardano.
E' palese che non si può ricavare nulla di probante da una (o cento) "storie" raccontate da chi passa per strada, né aiutano le foto col cellulare. Quel personale ATAC potrebbe certamente essere assenteista, ma anche essere fuori dal proprio orario di lavoro e, quindi, legittimamente a spasso per i fatti suoi.
Ciò che farebbe davvero la differenza sarebbe allora la conoscenza, ad esempio, del numero di dipendenti ATAC, divisi magari per funzioni.
Servirebbe conoscere l'orario di lavoro settimanale e i turni, e gli stipendi associati.
Servirebbe sapere la distribuzione per età dei dipendenti (è proprio vero che sono tutti sessantenni? E le tante assunzioni degli ultimi anni?).
Servirebbe sapere il tasso di produttività (quanti chilometri percorsi dai mezzi per ciascun addetto, ecc. ecc.).
Poi, i dati sulle multe effettuate, sui biglietti venduti, sugli abbonamenti eccetera eccetera.
E' da questo insieme di dati che, in qualunque contesto "normale", i commentatori, specializzati e non, ricavano le loro idee.
Io, onestamente, non ho la minima idea se i dipendenti siano troppi o troppo pochi, se siano ben distribuiti fra le mansioni e i turni oppure no, se producono tanto o poco.
E per farmi un'idea, non bastano né i commenti di chi passa per strada, né quello che vedo io di persona, che è rilevante ma per forza di cose parziale.
Questo blog, oltre alla denuncia, potrebbe magari proporre a chi di dovere di realizzare uno studio completo, serio, affidato a centri studi di chiara fama, per rendere davvero pubblica la realtà di ATAC, come di AMA ecc. ecc.
"Conoscere per deliberare", diceva qualcuno, anni fa.

Anonimo ha detto...

1) Il personale ATAC monta di servizio in piazza.
Esce di casa quindi già in divisa ed in divisa torna a casa.
Ingiurie, menzogne e diffamazioni verso persone che quasi sicuramente dovevano ancora montare di servizio oppure avevano già smontato.
2) i bus ATAC sono già monitorati elettronicamente attraverso il GPS.
E quando si va fuori servizio lo si fa' proprio perche disposto dal sistema che li controlla.
3) articolo populista che non trova riscontro nei fatti.

Anonimo ha detto...

ricordo anni fa a madrid il controllore era accompagnato da una o due guardie con manganello......ci vuole tanto ?

d altra parte se si viene denunciati perche il cane ha morso il ladro forse alla prima manganellata (di reazione) ci si rovinerebbe il posto di lavoro......

cmq è vero......anche chi è di sinistra ormai auspica la dittatura......che poi è la peggiore sconfitta

Anonimo ha detto...

5,18 PM

Le statistiche sono state pubblicate: ti rispondevano che erano false

Ma poi scusa: una citta con 13 MLD di debiti, al collasso finanziario, cone le addizionali piu alte d'Italia, con l'ATAC in perdita di 120 milioni di Euro l'anno quando l'ATM a Milano e' in attivo, devo andare avanti?

Ma che cazzo vi ci vuole per capire che fate schifo!? Che cazzo vi deve capitare ancora?

Anonimo ha detto...

Anonimo devo deluderti, ma le linee bus, TUTTE LE LINEE BUS, sono monitorate da una centrale operativa h24, e sanno in qualsiasi momento dove si trova un certo bus. Le linee saltate purtroppo è colpa del fatto ke ci sono circa 1200 autobus ke devono girare per saziare tutto il servizio, ma x assenza di autobus, ne girano all incirca 800. Sai che sifnifica? Che 400 autobus (sempre circa) OGNI GIORNO, fanno un servizio limitato o non escono proprio dal deposito, per guasti più o meno gravi..e di ki è la colpa??? Sempre del conducente!!!

Anonimo ha detto...

@ 5.33
Io credo che serva uno studio completo e affidato a gente competente, possibilmente straniera, che fa questo per mestiere.
Non statistiche raffazzonate, messe insieme da chi è parte in causa.
Sulla base di uno studio scientifico si può poi seriamente ragionare.
Lo dico, fra l'altro, perché è in discussione un provvedimento di legge che innalza la quota di costi del trasporto locale obbligatoriamente coperta dai biglietti.
Io sono favorevole in linea di principio, ma se si dovesse aumentare il costo dei biglietti per coprire sacche di inefficienza, ovviamente non andrebbe bene.
E allora, per "informare", servono informazioni serie e dettagliate.
Se questo studio già esiste, vi prego di segnalarlo.
Se non esiste ancora, vi prego si sostenerne pubblicamente la realizzazione.

Anonimo ha detto...

A quale indirizzo posso mandare le foto degli spazzini AMA che fumano sulle scalette tutti i santi giorni invece di sgomberare il mercato di via dei Gonzaga?

Anonimo ha detto...

Praticamente abbiamo personale che non è in grado di svolgere il mestiere per il quale è pagato e suggerisci di assumere ulteriore personale per accompagnarlo a fare quel lavoro al suo posto.

Le comiche.

Anonimo ha detto...

A quindi i dipendenti ama non hanno una pausa? Fammi capire anonimo...tu ke lavoro fai? Se vuoi fumare una siga o andare a pisciate devi kiede il permesso a qualcuni???

Anonimo ha detto...

Vedete che guerra tra poveri...cerchiamo il sito per pubblicare un dipendente che fuma, un autista che sclera o un poliziotto che parla con una bella ragazza...ce ne freghiamo del 50% dello stipendio che regaliamo al comune di tasse, per NON AVERE un servizio pubblico, sanitario e scolastico...ce ne freghiamo se qualcuno getta una carta per terra o una sigaretta, ma ci importa del lavoratore ama ke pulisce la città, xke fuma una sigaretta...stiamo toccando il fondo...

Anonimo ha detto...

No io mi soffermerei sulla foto in oggetto di 2 persone in divisa...non sappiamo ne se stanno andando a lavoro e ne se hanno finito...è come fotografare un postino al bar 2 ore dopo che ha finito il turno, e dire che non consegna la posta

Anonimo ha detto...

6,04

MA PORCA MADON@@

ma che cazzo di studi stranieri vuoi fare ancora!
1) Ogni anno la Corte dei Conti ha certificato lo sfacelo delle municipalizzate, romane in particolare;
2) Ci sono stati 3 salvaroma in 10 anni;
3) La gestione commissariale indica sprechi a go go nelle municipalizzate;
4) Le Commissioni sulla spending review hanno tutte invidiuato nelle municipalizzate un bubbone

ANCORA TI SERVONO STUDI PER CAPIRE CHE LE MUNICIPALIZZATE (ATAC, AMA, etc) VANNO FATTE A PEZZI?

Anonimo ha detto...

Purtroppo, il mondo e' pieno di babbei che, vedendo un uomo in divisa che prende un caffe' (Atac, Ama, Vigili ecc.), fa una foto e lo espone al pubblico ludibrio perche' STARUBBA'OSTIPENNIO...AMMEERCAPOMECONTROLLA...senza sapere se e' in pausa, se ne ha diritto...l'importante e' puntare il furino verso il cattivone.

Anonimo ha detto...

Infatti questo atteggiamento e' noto a Milano, Bruelles, Berlino, Londra. Li e' noto che poliziotti e autisti non prendano mai caffe/sigarette.
Eppure se lo fanno, stranamente a nessuno viene in mente che siano dei parassiti. Forse perche a Roma la pause durano uan vita? Perche ti rispondono male?
Lo vediamo con quelli nei gabbiotti della metro (niente e' di lro competenza). Siete tutti pronti a giustificare sempre tutto. Ma intanto il conto ve lo sta presentando la storia tranquilli... I nodi vengono al pettine. E affogherete nella merda nelal quale mi siete illusi di poter nuotare.

Anonimo ha detto...

@6.57
dal linguaggio che usa, non credo proprio che sia in grado di leggere una sentenza, o di capirla, tantomeno se della Corte dei Conti.

La cittadinanza, per farsi un'opinione, deve conoscere i fatti. Per farlo, ha bisogno di una presentazione divulgativa, con alle spalle uno studio scientifico.
E' quello che si fa in tutto il mondo civile, e che non viene neppure preso in considerazione in Italia, soprattutto a Roma.
Io vorrei sapere chi lavora in ATAC (età, livello culturale, ecc. ecc.); come sono divise le mansioni; quali sono gli indici di rendimento per dipendente, in relazione al livello culturale, all'età anagrafica ecc. ecc.; quale la struttura dello stipendio, degli incentivi ecc; quale il regolamento interno, gli orari ecc. ecc.
Da questo insieme di dati, ben presentati, si ricavano in genere le proposte per un cambiamento.
Se le cose sono fatte bene, gli aspiranti Sindaco potranno esprimersi su queste proposte concrete, "tecniche" e non provenienti da una parte in causa. E gli elettori farsi un'idea del candidato.
Ora invece siamo a un livello di conoscenza dei fatti pressoché nulla. Le opinioni sono basate totalmente sulla vulgata o, peggio, sulla lettura distratta di articoli che citano Rapporti della Magistratura, senza magarli averli neppure letti.
Così, anche su questo blog, ci si divide immediatamente fra innocentisti e colpevolisti, a commentare una foto!!!
Questo va bene per una partita di calcio, ma certo non per scegliere un Sindaco o una linea politica che governi la città!

Anonimo ha detto...

Ti ha cercato di spiegare, che spesso i controllori vengono aggrediti, perché la loro figura professionale non è riconosciuta, in quanto hanno solo il potere di chiederti un documento, le generalità e redigere un verbale. Non possono fermare a meno che non vengano aggrediti (ma questo vale come per un semplice cittadino) Non possono difendersi (non sono soldati o forze dell ordine). Sono buttati in mezzo alla melma...a cercare di portare un po di "giustizia". Chi vuol capire capisca.

Anonimo ha detto...

ieri per monteverde ho visto controllori atac mangiare la pizza bianca del forno durante il servizio

Anonimo ha detto...

Quando sei in divisa non sei solo te stesso ma rappresenti anche l’azienda (o la pubblica amministrazione) e ti devi comportare di conseguenza, anche se sei in pausa.

Se sia l’azienda che non impone questa regola, o i dipendenti che non la rispettano, non lo so. Ma in entrambi i casi e’ un indice di sottosviluppo e contribuisce al clima di checcefrega che e’ alla base del disastro di Roma.

Io a Londra non vedo MAI personale di TfL (=ATAC) in divisa che va al pub, si fa i selfie, si sganascia dalle risate in capannelli o commenta la gnocca di passaggio. Ne’ vedo poliziotti, o addetti al controllo passaporti, o infermieri, come dovunque a Roma.

Anonimo ha detto...

Nei paesi civili non si vedono in generale gli adulti appesi agli smartphone. Basta prendere una foto qualunque di una piazza di Vienna, di Parigi o di Lisbona, piena di gente intenta a farsi gli affari propri, e poi prendere una foto qualunque di una piazza italiana: un pascolo di ritardati che armeggia con uno schermetto intenta a illudersi di avere una vita.
Voi arzigolate sul comportamento da tenersi in divisa, ma se in un paese non c'è più il senso del ridicolo in generale, come si può chiedere decoro e dignità da un pubblico ufficiale? Questo comportamento imbarazzante, viene fatto passare dal sistema come normale, anzi, come... vincente!
Può essere mai normale che dopo i 12 anni un essere umano passi il tempo a fare il decerebrato su facebook, o a fare e a farsi le foto con un telefono?
Divisa o non divisa.
Il fancazzismo si è semplicemente armato di uno strumento socialmente imposto.

PS Noi adoriamo la corte dei conti, senza la corte dei conti non si può vivere.
Ma se la corte dei conti libera la pa dal pargolo de mamma salvo nastasi, consulenza strapagata da anni per motivi tuttora indecifrabili, allora poi accettiamo che discetti dello sfascio delle municipali.

Anonimo ha detto...

Ma falla finita, si sono fatti una foto, non si stavano iniettando eroina. Che poi tu sicuramente sarai uno di quelli che non rispetta la gente in divisa, mi ci gioco casa.

Anonimo ha detto...

1)Non sono ne controllori ne ausiliari (hanno una divisa leggermente differente), potrebbero essere autisti macchinisti tramvieri operai etc..etc......fuori servizio sicuramente.
2)I controllori, semplici padri/madri di famiglie o semplici ragazzi/ragazze, vengono aggrediti tutti i giorni fisicamente e verbalmente GRATUITAMENTE.
3)Non sono soldati o forze dell'ordine, non hanno poteri di difesa o di arresto etc... possono semplicemente chiedere un documento o le generalità per scrivere un verbale. e nel caso di aggressione (ma questo vale per tutti i cittadini) fermare l'aggressore fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
4)Fanno un tipo di lavoro che può sembrar facile, ma tanto facile non è dato che nessun passeggero interviene mai a difesa di un controllore se viene aggredito. Quindi AVETE PAURA VOI! PENSA NOI!!!! SONO UN CONTROLLORE. Tutti leoni a casa ma all'aperto tutte pecorelle. E posso permettermelo di dire dato che sono più di 10 anni che svolgo questa mansione, con qualche decina di aggressioni fisiche, una volta anche con coltello da un africano alto 1,80 e largo 2. (ho un figlio di 3 anni) E MAI UNA VOLTA UN PASSEGGERO CI AVESSE AIUTATO...anche semplicemente chiamando la polizia.
5)Sapete perchè avvengono le aggressioni? Per svolgere bene il nostro DIFFICILE lavoro! Perchè noi primi risentiamo il fatto che se multiamo una persona civile (perchè errare è umano) VOGLIAMO che venga sanzionato anche il BULLO o il PREPOTENTE! (che sono anche quelli in giacca e cravatta!)
6)Solo quando arrivano le forze dell'ordine diventano tutti "tranquilli", anzi spesso neanche con loro. Pensa con chi abbiamo a che fare...FACCIA A FACCIA...tutti i giorni...fermando centinaia di persone! RISCHIAMO LA VITA! A voi cosa importa, GUARDATE GIUDICATE E VE NE ANDATE!! ...un collega a causa di un aggressione, non potrà più avere la vita di prima. Io per fortuna, fino ad oggi me la sono cavata con qualche contusione e una cicatrice su un braccio. (per 1150 €)...fino ad oggi...domani chissà...
7) NON siamo tutelati, in nessun modo, ma cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio. Noi possiamo prenderci un caffè al bar o un pezzo di pizza SI. Anche perchè dopo una litigata, dobbiamo anche calmarci per riaffrontare il prossimo utente SCORBUTICO e MALEDUCATO.
8)Ci sarebbe molto altro da raccontare, MA SMETTETELA DI FARE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO. LE MELE MARCE SONO OVUNQUE...ANCHE NEI VOSTRI POSTI DI LAVORO. IN TUTTI I POSTI DI LAVORO!
9)NOI SIAMO LI PER VOI! FATE COME NEGLI ALTRI PAESI, SE CI VEDETE IN DIFFICOLTA' AIUTATECI!
10)Buonaserata a tutti! ci vediamo sull'autobus! ...o al bar... ;-p

Anonimo ha detto...

Purtroppo qui il discorso è uno solo: questa gente si comporta così perchè è protetta politicamente e sindacalmente alle spalle, in forme così potenti che, di fatto, nessuno gli può far niente.
Tanto per fare un esempio, uardate la differenza tra gli autisti ATAC e quelli di Roma TPL. Il confronto, in termini di comportamento e professionalità, è sicuramente a favore dei secondi, col tutto che sono pagati meno (non sono autoferrotramvieri, hanno il contratto di lavoro delle autolinee private) e trattati molto peggio dei loro colleghi "ataccari", che godono appunto di maggiori protezioni politico-sindacali dei guidatori di Roma TPL, il quale è un consorzio di imprese private, e non esita a sbattere fuori chi si comporta da stronzo o fancazzista, senza tanti complimenti.
Finchè non si farà così anche in aziende come l'ATAC (che è ormai nulla più di uno squallido carrozzone politico), non cambierà mai nulla. Ma per farlo ci vorrebbe, per dieci anni almeno, un commissario straordinario che abbia pieni poteri, altrimenti non c'è nulla da fare.

Dario ha detto...

ecco il solito Cetto Laqualunque, che visto il comportamento di due fancazzisti ne fa una regola universale "la cosa vale per tutto il personale pubblico"...
Chiacchiere da bar...

Anonimo ha detto...

Non li vedete i politici in parlamento sempre a fare tic tic col ditino?
E i giornali che citano mondiali baggianate estratte da twitter come se fossero stralci del Pentateuco?
E il papa che si deve abbassare a infilare perle di banalità quotidiane, come un gibran qualunque?
E poi la parodia di verdone del medico col cellulare sempre acceso, è anche d'annata.
Il punto è che quella roba una volta inventata va venduta, e la vendita globale di certi prodotti viene programmata attraverso un complesso di sollecitazioni multisorgente, studiate in maniera diabolica per far leva sulle frustrazioni collettive.
Ed è per questo che poi trovano particolare riscontro nei paesi del sudamerica, e in Italia.
Se un'attività idiota viene imposta come uno status sociale, per di più accessibile a chiunque e omologante, diventa lo strumento parificatore del grande soviet consumista.
E se la cretinata comincia a farla il papa, il parlamentare, il medico, il divulgatore, finisce che non ti accorgi più che è una cretinata: è già diventato un delirio di massa, per la gioia della apple.

Anonimo ha detto...

Il comportamento degli autisti non è diverso da quello delle altre categorie sociali, perché l'industria tenta di rovesciare il valore dei comportamenti collettivi.
Attraverso manipolazioni sociali e mediatiche ha finora sdoganato:
- il burino
-la scimmia
- il violento
perché riducendo la popolazione a un esercito di minus habes, se ne riducono anche i bisogni ad aneliti elementari, che si soddisfano in modo elementare, ossia facendo acquisti.
Le nuove tecnologie assumono la valenza di biberon cerebrali per personalità annullate e in cerca di contesto, almeno virtuale.
Non è che poi il politico stia meglio dell'autista di bus.
Un Giachetti, che farebbe il sindaco per modo di dire, visto che tutto è monopolizzato dall'idiota supremo, renzi, la lorda panza della finanza, un Giachetti, può far altro che digitare su un tastierino per sentirsi padrone di sé, mentre simula un'impossibile autonomia politica?
Un Giachetti, come gli altri, intendiamoci.

Anonimo ha detto...

bè la spiegazione è molto semplice, inquietante e stranota: a Roma se ti impegni anche minimamente nel tuo lavoro (specie se ovviamente pubblico) vieni considerato un coglione dai tuoi colleghi fancazzisti.
sei un coglione perché tanto lo stipendio lo prendi lo stesso anche se non fai nulla di nulla, quindi impegnarsi o preoccuparsi del lavoro è qualcosa di fantascientifico.
se non ti vai a prendere 10 caffè al giorno al baretto sei strano... se non te ne vai in giro a fare le spese in orario di lavoro non sei furbo e quindi un po' stupido...
si atteggiano con parlate e risate sguaiate perché pensano così di apparire come dei bulletti dritti e spensierati... ma fanno solo pena.

Anonimo ha detto...

Faccio notare poi che chi li ha fotografati non è migliore, esprime la stessa mesta mania di protagonismo a scapito della dignità propria e del rispetto altrui
Se non è in corso un reato o un fatto davvero degno di essere additato, per me queste continue gogne sono una violenza inaccettabile.

Anonimo ha detto...

Comunque questi due signori mi sembrano garbati, si fanno una foto con un bello sfondo, non disturbano nessuno, forse sono fuori servizio, o forse aspettano di salire sul bus, sono controllori.
Ciò detto.
h. 8, 37 giustissimo.
quando hai ridotto la popolazione alla scimmità (vedi i deficienti di Bologna, o quelli che perseguitano Salvini, così ci vogliono tutti, con la bottiglia in mano a spaccare la testa a chi articola frasi di senso compiuto) , quando hai ridotto la popolazione alla scimmità, la popolazione ha un solo modo per affermare la propria esistenza.
Facendo la scimmia. E che fa la scimmia? Si agita in modo sgangherato e grida versi inconsulti. Nei momenti alti si spulcia.
E' tutto conseguente.

Anonimo ha detto...

A Dario: e no caro amico, non sono chiacchiere da bar purtroppo, è constatazione a posteriori (per chi gira con gli occhi aperti ed obiettivi) di una pura realtà romana. Che poi ci sia anche chi si salva è indubbio, ma sono rondini che non fanno primavera.
Vi racconto questo fatto, narratomi da un mio amico. Da molto tempo attendeva un documento da parte di un ufficio comunale. Stanco dell'attesa, si è recato di persona a vedere come stavano le cose. Entra nell'ufficio all'uopo preposto e che ti vede? Due impiegate intente l'una a fare una maglia all'uncinetto, l'altra a sfogliare una rivista femminile narrandone il contenuto ad una amica al telefono. Quando queste due oche hanno detto al mio amico che il suo documento non era ancora pronto, lui si è arrabbiato cominciando a lamentarsi trascendendo un po' nel turpiloquio (che non è più un reato, tra l'altro, ma una semplice sanzione amministrativa). Beh, queste due cretine non vanno a chiamare i vigili (altra categoria "no comment") che volevano arrestarlo ed ammanettarlo?! Lui però, vedendo come stavano andando le cose, ha chiamato i Carabinieri, che sono prontamente intervenuti dando ragione al mio amico (anche se poi hanno fatto da pacieri). Da notare che, alla vista dei Carabinieri, queste due tizie non hanno minimamente interrotto ciò che stavano facendo, tanto è per loro, evidentemente, prassi normale. Alla vista di ciò, i vigili che volevano arrestare il mio amico, temendo da parte sua evidentemente una denuncia per abuso di potere, se la sono prontamente data a gambe. Altro che chiacchiere da bar; questo è quanto succede qui. E questa marmaglia, poi, sputtana anche li onesti che lavorano, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Ma infatti ha ragione Anonimo marzo 02, 2016 8:37 PM.

Anonimo ha detto...

Ad anonimo marzo 02, 2016 8:40 PM: scusa, ma non concordo molto con ciò che affermi. Perchè chi denuncia queste situazioni non sarebbe migliore? Siccome denunciare queste situazioni a chi di dovere ormai non serve praticamente a nulla (tanto è gente di fatto intoccabile, come già qualcuno ha giustamente detto prima), tanto vale parlarne in siti come questo.

Anonimo ha detto...

Ah, quant'è vero.
Il privato ci salverà.
Eccovi uno dei tanti esempi di efficienza dei privati, in cui si narra di come renzi non sia che il proseguio dei cinque governi precedenti:

[...] in ossequio al nuovo corso mercantilista, l’ex manager McDonald’s Italia, attualmente pure nel CdA della Mondadori, Mario Resca viene nominato “Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale”. Con esperienze pregresse nell’industria zuccheriera e nella gestione dei casinò, Resca non ha mai messo piede in un museo prima. In soldoni, la sua ricetta consiste nel rilancio delle attività di marketing e di merchandising, con campagne pubblicitarie e, soprattutto, la concessione in appalto dei servizi di accoglienza ai privati con l’affidamento separato dei servizi aggiuntivi a società di gestione.
In pratica, i comparti più redditizi vengono presi in concessione dal privato, mentre i settori in perdita vengono accollati al pubblico.
Tuttavia, l’aspetto più interessante dell’intero piano di rilancio, elaborato da Resca e dal ministero, consiste nell’affidare la conduzione dei nuovi poli museali a “commissari, che consentano di accorpare in un’unica figura competenze diverse, e le fondazioni, in grado di coinvolgere privati ed enti locali, responsabilizzandoli nei confronti delle realtà del loro territorio” (27/11/09).
Infatti, proprio nel caso degli scavi pompeiani, con una serie di ordinanze della Protezione Civile di Bertolaso (a partire dalla n.3692 dell’11/07/2008) viene disposto il Commissariamento dell’area archeologica di Pompei, con la nomina del prefetto in pensione Renato Profili, quale primo Commissario straordinario. Con una nuova Ordinanza (la n.3742), il 18/02/09 all’ex prefetto subentra il dott. Marcello Fiori del quale avevamo già parlato.
Fiori (dirigente in aspettativa all’ACEA di Roma) è un sottoprodotto rutelliano, però in pianta stabile nella rete di Gianni Letta e tra i favoriti di Guido Bertolaso alla “sua” Protezione civile.

Anonimo ha detto...

Il privato ci salva e ci salverà veramente quando ci sarà meritocrazia basata sul vero liberalismo (che non esiste in Italia), quando si finirà di assumere per raccomandazioni bensì per meriti, quando i sindacati la finiranno di tutelare i fancazzisti, e così via. Stai tranquillo che poi funzionerà eccome, e mille volte meglio dei settori pubblici, nei quali la politica (specie qui a Roma) regna sovrana.

Anonimo ha detto...

h. 9,20
Figurati. Perché obiettivamente non stanno facendo niente di male. Non sappiamo se fossero in servizio. Se anche lo erano non sappiamo quanto si siano intrattenuti.
Magari sono i migliori dipendenti atac e si sono girati un momento, suggestionati dalla bellezza del panorama.
Non è possibile che i cittadini diventino i secondini gli uni degli altri, questa società sta diventando il grande fratello lungamente preconizzato. Non ci si può grattare la testa, non si può fare una smorfia, non si può piangere o cadere per terra senza che qualcuno non spunti a immortalare il caso facendone oggetto di pubblica reprimenda.
Si finisce per mettere a rischio il lavoro di gente che magari sgobba più di altri per ore e poi si rovina per un momento di pausa.
Comunque almeno hanno il volto oscurato.

Anonimo ha detto...

Ma è già meglio del pubblico, almeno per certi aspetti. Guardate la differenza tra il personale ATAC e quello di Roma TPL, guardate la differenza tra quello Trenitalia e quello di NTV...non notate differenze?

Anonimo ha detto...

Ore 9. 31, il pubblico tornerà a brillare si leveranno dalle balle le sanguisughe private, COME HA GIUSTAMENTE OSSERVATO VIRGINIA RAGGI A PROOSITO DEI PALAZZINARI ROMANI.
Forse non te ne sei accorto perché il tuo padrone non è mai sazio, ma ormai è tutto privato. Ti ho portato un esempio fra mille, proseguo, visto che fingi di non capire (di dove si vede che i sindacati vi danno fastidio quando vi chiedono dove andate a buttare i milioni che vi rubate dalle nostre tasse):

Al commissario Fiori vengono assegnati gli altri 39 milioni. In realtà, il commissario dispone ‘soltanto’ di 21 milioni di euro perché i 18 milioni a carico della Regione Campania, di fatto, non sono mai stati erogati. Dell’intera cifra, solo il 25% vengono spesi in restauri, mentre il grosso rientra nelle spese di gestione e nelle “iniziative mediatiche” di valorizzazione manageriale.
La gestione dei fondi, sotto la delega commissariale di Marcello Fiori, è diventata oggetto di un esposto alla Procura di Napoli (20/07/2010), da parte del sindacalista Gianfranco Cerasoli, segretario generale della UIL per i Beni e le Attività culturali:
«Per quanto riguarda le attività poste in essere dal Commissario delegato Marcello Fiori la scrivente organizzazione sindacale a più riprese ha richiesto informazioni in merito all’elenco dei lavori, forniture e servizi affidati con i relativi sistemi e procedure di assegnazione nonché di conoscere il numero e l’elenco dei nominativi dello staff, le specifiche competenze possedute da ciascuno ed i compensi percepiti. A tali richieste non abbiamo mai ricevuto risposte.»

Anonimo ha detto...

AD Anonimo marzo 02, 2016 9:35 PM: si ma vedi, il punto è un altro. Può darsi pure che sia come tu dici, ma i tre quarti del personale di certe aziende capitoline come quella citata opera così: atteggiamenti sciatti, scarsa professionalità, rozzezza e volgarità regnano sovrane, e così via. Questo è il discorso, E, in questo merdaio, purtroppo talvolta si potrebbe finire per sdditare magari i pochi che onestamente un minimo ci credono e lavorano con coscienza. I distinguo si debbono certamente fare, ma non è nemmeno facile in una città dove la maggior parte della gente lavorante in certi settori pubblici si comporta così. La quale, appunto, è sputtanata proprio dalla numerosa marmaglia rozza e cialtrona.
Guarda come si comporta la maggior parte del personale in aziende come la Trentino Trasporti, l'ARPA, l'ATM di Milano, il GTT di Torino (ma anche l'ANM di Napoli, se è per questo) e così via: altro che quelli dell'ATAC di Roma.

Anonimo ha detto...

Ma infatti l'ATAC non a caso risulta essere, delle numerose aziende di trasporto nazionali, la peggiore in assoluto, sotto tutti i punti di vista.

Anonimo ha detto...

E questo è vero: leggete qui:

http://affaripubblici.org/2015/09/17/atac-il-peggior-servizio-trasporti-ditalia/

e qui:

http://www.futuro-europa.it/14696/politica/atac-il-peggior-servizio-trasporti-ditalia.html

bat21 ha detto...

Spero di vedere l'ATAC in gestione ad una società privata quanto prima con facoltà di licenziare tanti lavoratori quanto crede sia il caso fare. L'unica salvezza è questa e spero che venga fatto per tutte le municipalizzate

Anonimo ha detto...

Basta vedere che qualità offre il personale di Caltagirone nei servizi aggiuntivi dei musei.
Alla cripta balbi un po' di tempo fa due esimie lavoratici private, certo dotate almeno di licenza media, stavano guardando sul pc un video comico di Robin Williams.
Chiedo se abbiano un libro e loro sbadigliano un no senza neanche alzare la testa.
Do un'occhiata e vedo il libro in bella vista accanto alla cassa.
Questo è il privato.
Tu stato garantisci a me imprenditoreun giro di soldi illimitato e io in cambio ti piazzo un po' di scalzacani amici di mafiosi e politici, e non importa di come lavorano e del loro cv, tanto io i soldi li prendo comunque, e tu turista al museo ci devi entrare comunque.

Anonimo ha detto...

Basta vedere che razza di analfabeti vengono mandati dalle ditte private a tenere i corsi, lautamente pagati, per la pa; basta vedere che razza di bestie lavorano negli autogrill; basta vedere di che parterre di vocaboli e di idee dispone uno come sala o nastasi, che hanno come unico incarico quello di dire sempre sì quando si tratta di agevolare le razzìe dei grandi imprenditori sui beni pubblici; basta vedere il livello infimo della media degli avvocati; basta vedere a che razza di groviera ha ridotto le strade il costruttore bonifaci.
Basta vedere che schifo è l'industria cinematografica, discografica, l'edilizia, che succhia il sangue al pubblico senza alcun incentivo a essere competitiva, tanto campa di rendita.
Questo è il privato in Italia, l'inefficienza e la volgarità, che si appropriano del sudore della fronte dei cittadini, espressi dalle tasse, privandoli dei servizi minimi essenziali.

Anonimo ha detto...

Io posso da parte mia raccontarvi questo. Appartengo da ben 30 anni ad una associazione di esperti e studiosi di trasporti pubblici, e come tali abbiamo avuto occasione di visitare i "dietro le quinte" di tante aziende di trasporto italiane. Beh, vi posso assicurare che, a conferma di quanto detto da questo articolo che stiamo commentando, (e mi dispiace dirlo, da romano) che la peggiore e proprio Roma. In nessun'altra azienda di trasporto locale italiana ho trovato pressappochismo, qualunquismo, fancazzismo, disorganizzazione, rozzezza, beceraggine e quant'altro come qui a Roma, nè a nord ma, tutto sommato, nemmeno nel tanto bistrattato sud.
E ve ne dico un'altra: molti anni fa visitammo (o meglio, volevamo farlo) un deposito di treni qui a Roma, insieme anche ad un'altra associazione. Beh, arrivati all'ingresso, non solo nessuno sapeva niente (nonostante fossimo regolarmente autorizzati), ma provammo a contattare telefonicamente almeno un dirigente che desse al deposito la conferma di essere autorizzati. Beh, vi assicuro che, di sabato mattina (manco fossimo di domenica) non c'era un (dico uno) dirigente raggiungibile. Uno cosa semplicemente vergognosa, che ci costrinse ad annullare la visita seduta stante (naturalmente protestammo scrivendo una lettera alla direzione) e a rimandarla tempo dopo. Ora, io dico: posso capire un disguido (si scordarono di avvisare il deposito: succede, per carità...) ma che in un'azienda di trasporto pubblico della Capitale d'Italia non si trovasse, appunto, nemmeno un dirigente raggiungibile è semplicemente una cosa schifosa, e mai successa in nessun'altra azienda di trasporto pubblico di nessun'altra città italiana da noi visitata.

Anonimo ha detto...

Si chiamano privatizzazioni dal verbo "privare": i privati privano i cittadini dello stipendio, che va via in tasse, e dei servizi pubblici; investono i soldi dello Stato e se ci sono perdite le paga lo Stato, se ci sono guadagni sono del privato.
Questo è il liberalismo all'amatriciana.
Lo Stato fallisce e l'imprenditore mafioso arricchisce.
Vorrei sapere da tutti questi Adam Smith del Tuscolano, in quali paesi anglosassoni i privati vengono sostenuti dallo Stato.
donald trump di dollari dallo stato non ne ha preso nemmeno uno.
Io ho lavorato alla trambus e non lo auguro a nessuno. 4. 50 euro l'ora a cottimo e in nero, pagati due mesi dopo. Gli autisti non sapevano che turni facevano da un giorno all'altro; spesso venivano spediti su percorsi mai provati prima; dovevano pagare penali se non rispettavano tempi standard, che quando il personale è così poco si rispettano solo guidando come dei pazzi.

Anonimo ha detto...

Ma infatti la colpa è anche e soprattutto del sottofondo politico, che qui a Roma inquina ogni attività in campo trasportistico e non solo.

Anonimo ha detto...

Sì, però ribadisco che gli autisti di Roma TPL guidano e si comportano, in generale, (salvo talune eccezioni) meglio dei loro colleghi ATAC, nonostante i primi siano pagati meno (mi risulta abbiano un contratto di lavoro non da autoferrotramvieri, ma da conducenti di autolinee private) e sottoposti a turni di lavoro peggiori di quelli "ataccari". Chissà, sarà forse perchè i "RomaTPLllini" hanno meno tutele e maggiori rischi di essere licenziati se si comportano male? Sono stati pure per diversi mesi senza stipendio...

Anonimo ha detto...

Ma quando mai.
E in base a che poi, li prendono a oxford?
Come in tutte le cose c'è caso e caso.
Tpl e atac sono due aziende legate a mafia capitale e a ditte di giù.
Quindi il personale viene attinto dai medesimi discutibili bacini.

Anonimo ha detto...

Si, ma è diverso. Hanno contratti di lavoro diversi, turni diversi e retribuzione diversa. ATAC sono autoferrotramvieri, Roma TPL sono autisti di autolinee private. Non è comunque la stessa cosa, a prescindere.

Anonimo ha detto...

Turni peggiori dell'atac non è possibile, in atac fanno la turnazione in quinta.
Tpl è una ditta in subappalto, lo sai che vuol dire? Troppe tpl avrai, d'ora in poi, renzi ha dato il via libera a questa losca metodica concessoria.

bat21 ha detto...

Gia' chissà perché...infatti mi auguro di vedere un giorno tutta l Atac come la TPL attuale. Magari gestita da società francesi, magari da inglesi, magari da Atm o, perché no, da cinesi con personale cinese.

Anonimo ha detto...

Come ti ho già detto, in una ditta privata ci sono meno tutele di una pubblica o ex pubblica. I contratti di lavoro di autoferrotramvieri danno maggiori garanzie rispetto a quelli puramente privati di autisti di autolinee, appunto, private. Sul privato gli straordinari sono, spesso, quasi un obbligo. E i rischi di poter essere licenziati sono maggiori nel privato. Ed infatti, lo dimostra anche il costo vettura-chilometro, che in ATAC risulta essere di 7,33 Euro, mentre in Roma TPL è di 4,54 Euro. Se si considera che, nelle aziende, l'80 per cento circa dei costi sono dovuti al costo del personale, ti dice tutto...

Anonimo ha detto...

Ed è vero. Da dati abbastanza certi, si potrebbe affermare che se i costi complessivi di ATAC fossero pari a quelli di Roma TPL, i romani risparmierebbero circa 440 milioni di Euro all'anno.

Anonimo ha detto...

La differenza tra Roma TPL e ATAC è che se un autista della prima lavora male o si comporta da cafone può essere facilmente rimosso dal suo datore di lavoro, viceversa il dipendente pubblico può essere al massimo ricollocato altrove (sindacato permettendo).

Anonimo ha detto...

Ogni anno l'industria farmaceutica escogita la sua finta emergenza.
Poiché per truffare e ammazzare la gente si fanno studi pluridisciplinari in grande stile, come per vendere gli smartphone e il loro apparato di social network, anche per le finte emergenze mediche il focus si sposta ogni anno con un ampio grandangolo, proprio per non dare nell'occhio.
Quando un'"emergenza" influenza, quando l'invenzione della neoparola allarmista "pandemia", quando ebola in Africa, quando la suina, quando l'ovina, quando zika, quando la mucca pazza, quando la meningite, e via così.
Fateci caso, ogni anno ce n'è una che viene gonfiata ad hoc a inizio stagione, come se non ci fossero continuamente miriadi di virus, batteri, impicci e imbrogli naturalissimi e conviventi.
Perché questo? Perché la grande industria vuole fare grandi guadagni.
Quindi deve pilotare gli investimenti pubblici orientando le pubbliche paure.
Così invece di garantire scorte sufficienti di medicinali per ogni necessità, concentra gli investimenti su ciò di cui ha delittuosamente indotto la richiesta, in modo mirato.
Questa è l'imprenditoria privata applicata al pubblico, quando va bene furto, quando va male omicidio.

Anonimo ha detto...

Si, ma siamo un po' off-topic, come si suol dire.

Anonimo ha detto...

60 commenti su una foto che, a seconda dell'interpretazione, mostra tutto e nulla. Ora, capisco i marchiciani falliti (vita dimmerda vera eh?) e i senesi pelati testapiatta che sponzorizzano multinazionali illegali (tipo uber, ma solo loro lo possono fare, altrimenti come mangerebbero gli homo inutilis?), ma voi...voi siete il peggio di Roma. Col ditino puntato...sempre verso gli altri, mai verso il vostro buco di culo.

Anonimo ha detto...

Non è un merito venire sottopagati e sotto tutelati, è una vergogna sociale.
Noi li paghiamo come e più dei dipendenti atac, solo che a causa dell'intermediazione aziendale, doppia peraltro, essendo un subappalto, i soldi vanno a una dozzina di papponi della dirigenza invece che al personale.
E i dipendenti atac non sono dipendenti pubblici.
I dipendenti pubblici sono quelli che hanno sostenuto un concorso (la conosci la Costituzione?); i dipendenti atac sono a chiamata diretta, da parte di una dirigenza mista pubblico-privato.
Dipendenti di una partecipata, appunto.

Anonimo ha detto...

Sì, quello della chiamata diretta è vero, ma resta la differenza che l'ATAC è una società di totale proprietà del Comune, mentre RomaTPL è una associazione temporanea di imprese totalmente privata. Quindi, i contratti di lavoro dei dipendendenti sono comunque differenti tra di loro (autoferrotramvieri i primi, autolinee private i secondi), anche se entrambi senza concorso.

Anonimo ha detto...

Io non lo capisco il malato di mente delle 10.51, sul sito di Anonymous o di scup nessuno va a dire che sono dei coglioni.
E' cosa acclarata.
Per questo non è molto credibile uno di anonymous che si agita come un'anima in pena per insultare gente con cui trascorre drammatiche serate - che una volta, a suo dire, erano piene di ragazze in guepiere.
Fattela sta seduta dallo psichiatra, prova a cercarti un lavoro oppure chiudi il becco.

Anonimo ha detto...

Proprio perché, oltretutto, atac non rispetta abbastanza i lavoratori, e tpl non li rispetta affatto, non è possibile difendere il progressivo smantellamento del servizio pubblico in favore di un'aziendalismo che distrugge la sicurezza sociale e la qualità dei servizi.
E lo chiamano liberalismo, negare la libertà, la dignità e la sicurezza di milioni di persone, per consentire a pochi uomini di possedere i cittadini tramite il lavoro, e di accaparrarsi una quantità di denaro che non riusciranno a spendere in cento vite.
Ricordatevi che la libertà del dipendente pubblico costituzionalmente selezionato, che risponde solo alle leggi dello stato e non al palazzinaro di turno, deve garantire i diritti del pubblico dagli abusi del privato.

" Non esiste una sola idea importante
di cui la stupidità non abbia saputo servirsi,
essa è pronta e versatile e può indossare
tutti i vestiti della verità.
La verità ha invece un abito solo e una sola strada,
ed è sempre in svantaggio"

Robert Musil

Anonimo ha detto...

E ricordatevi che il vero motivo per cui la apple, come facebook, fa tante storie a sbloccare gli i-phone dei criminali, tanto che un funzionario arriva a farsi arrestare, non è molto probabile che sia la difesa della nostra privacy.
Ma più con la eziogenesi di questi apparecchi.
A proposito di Anonymous.
Ma magari mi sbaglio.

Anonimo ha detto...

Ehi raga,notizia freschissima: ma lo sapete che Milan l'e' meglio di Roma? Mi son de Milan, ma senza il Tonelli non l'avrei mai saputo. Ue' Max,ven chi su, dai; mi, tu e el bat.

Anonimo ha detto...

La gente che si stupisce del perché i dipendenti pubblici vengono attaccati per una foto o che venga fatto di tutta l'erba un fascio, devono avere gli occhi chiusi o semplicemente sono in malafede (cioè pubblici anch'essi). Chiunque abiti da Roma in giù conosce perfettamente la situazione del settore pubblico e di come esso serva principalmente a togliere gente dalla strada, piuttosto che ad offrire servizi. In certi paesini del Meridione ci sono più impiegati pubblici che lavoratori dei settori produttivi. Dopodiché è chiaro che se assumi personale per via clientelare, difficilmente troverai gente volenterosa e capace.

Anonimo ha detto...

La veneta Bifrangi voleva ingrandire il capannone ma il Comune l'ha reso impossibile: costretta a delocalizzare in Carinzia.

Accanto all'Italia dei proclami retorici e delle estenuanti discussioni sul nulla, c'è un'Italia che a dispetto di tutto cerca di fare e produrre. E così in Veneto, ad esempio, esiste un'impresa come la Bifrangi, che negli ultimi quarant'anni ha conosciuto uno sviluppo formidabile grazie a un imprenditore, Francesco Biasion, che da ex fabbro senza grandi studi alle spalle ha fatto crescere un colosso il quale dà lavoro a 1.000 persone, distribuite in sei sedi in quattro Paesi. Un'impresa che è leader mondiale nello stampaggio a caldo degli acciai e sta reggendo con forza sui mercati proprio mentre molti concorrenti escono di scena.

L'azienda va a gonfie vele, ma l'imprenditore ha deciso: un po' alla volta lascerà l'Italia. Il motivo? La burocrazia. Quella burocrazia che ieri il premier Matteo Renzi ha detto che «non deve diventare il timbrificio alla Checco Zalone, che rinvia sempre. Bisogna smetterla con la burocrazia che ostacola».

Biasion doveva installare a Mussolente (cuore storico dell'azienda) un maglio gigante - 1.500 tonnellate capaci di esercitare una pressione di 55.000 tonnellate - e invece è stato costretto a dirottarlo in uno dei due stabilimenti che ha in Texas. Le varie amministrazioni del comune vicentino - e l'ultima è civica - si sono dimostrate insensibili alle sue ragioni, creando difficoltà a non finire a chi voleva solo sapere cosa doveva fare per poter lavorare in pace.

Gli ostacoli posti dinanzi al super-maglio (il più grande al mondo), che poteva generare 500 nuovi posti di lavoro e circa altri 1.000 nell'indotto, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di conseguenza l'investimento non si è più fatto in Italia e si è pure deciso di svuotare, nel tempo, gli impianti del Vicentino. In soli dieci mesi Biasion ha già costruito un nuovo stabilimento a Althofen, in Carinzia, a tre ore e mezza di distanza: attivo da dicembre con 50 operai. L'idea è di arrivare presto a 300, scendendo a 200 dipendenti a Mussolente, dove gli attivi sono 450. L'idea è di non rimpiazzare chi va in pensione, cercando così di evitare troppe sofferenze.

La somma tra i lavoratori che non saranno sostituiti e i posti di lavoro persi costringendo a collocare il maglio oltre Oceano deve far riflettere. È infatti ormai chiaro che in troppe circostanze gli uomini del lavoro sono costretti a delocalizzare a causa di un atteggiamento pregiudizialmente avverso alle aziende interpretato da un ceto politico e burocratico che è ostile alla libera impresa.

L'azienda di Biasion, che ha tra i propri clienti colossi del livello di Bmw, Caterpillar, Snr-Ntn e altre multinazionali, è stata accolta in Carinzia con tutti gli onori: esattamente come avviene alle imprese lombarde che si sono spostate in Canton Ticino, in Svizzera. Non tutte le amministrazioni sono insomma nemiche di chi lavora.

Tra le ragioni dello scontento di Biasion non c'è solo la difficoltà a intendersi con l'attuale amministrazione di Mussolente, perché più in generale è forte l'insofferenza verso un sistema che premia i lavativi a danno dei lavoratori più seri e coscienziosi, che tassa oltre ogni misura, che moltiplica regole e divieti. E che alla fine impedisce a chi vuole produrre di poterlo fare.

bat21 ha detto...

Esatto come ha dimostrato lo studio fatto dal Bruno Leoni 1044 pm. Quei soldi li risparmierebbe tutta Italia non solo "i romani". Spero che la città verrà costretta prima o poi a queste privatizzazioni.

bat21 ha detto...

Bel caso. Io ne riporto un altro http://www.lastampa.it/2016/02/25/economia/in-cina-la-fabbrica-partita-in-un-anno-a-genova-stiamo-aspettando-dal-I0pZbk8CoZyuyLT9uPf8MO/pagina.html questi preparati dalla PA sono tanti chiodi che chiudono la bara in cui e' contenuta l economia italiana. A prescindere dai casi singoli (chiunque lavori nel privato ha avuto la propria attività danneggiata chi più chi meno da queste disfunzioni) ci sono fior fiori di studi che lo dimostrano. Per questo le narrazioni deliranti di qualche troll su questo blog non fa ridere, fa solo venire il fegato marcio.

bat21 ha detto...

Esatto. Purtroppo la PA in molte parti di Italia e' stato solo un immenso ammortizzatore sociale. I risultati si vedono, chi va ad investire a sud? Comunque al nord va meglio ma non in modo sufficiente per salvarci http://www.lastampa.it/2016/02/25/economia/in-cina-la-fabbrica-partita-in-un-anno-a-genova-stiamo-aspettando-dal-I0pZbk8CoZyuyLT9uPf8MO/pagina.html

Anonimo ha detto...

Come al solito piu della meta dei commenti fa rivoltare lo stomaco.

SORCI ABITUATI A NUOTARE NELLA MERDA. ROMA UNA FOGNA. MA LORO TRANQUILLI, INTANTO SONO SORCI.

IL MONDO VI TROVA PITTORESCHI IN VACANZA, SCHIFOSI SE CI DOVESSE VIVERE

Fracatz ha detto...

commovente l'immaginificità del nostro amato generoso bobbolo, così ben esposta nei commenti.
NOI del partito degli under 70.000 i problemi li risolviamo alla radice, peccato che il nostro programma però non abbia riscontrato i favori del bobbolo.
Nel caso in esame, essendo per necessità contingenti (se spendi i soldi sul telefonino, poi non ne hai per il biglietto in quanto stipendi e pensioni sono quelli del tempo della lira, mentre il biglietto da 1000 lire è triplicato a 1,5 euri) costretti i mortidifame all'evasione, allora si deve tornare ai bigliettai che facevano salire solo chi pagava il biglietto, mentre gli altri si dovevano attaccare all'esterno (il famoso detto attàccati al tramme), peccato che non avete foto da pubblicare a sostegno di questa testimonianza così inverosimile per i nostri cari giovani coll'iphone attaccato alla recchia

Anonimo ha detto...

Se sei un mortodifame che ci sali a fare sul bus? A borseggiare o a passare il tempo? Perché se lo prendi per andare a lavorare, un abbonamento mensile puoi permetterlo senza problemi.

Anonimo ha detto...

a pietro...
fattela 'na scopata ogni tanto

Anonimo ha detto...

ATAC è un carrozzone da chiudere .. poi licenziare tutti e riassumere solo quelli che sanno parlare ANCHE italiano ee, soprattutto, hanno volgia di lavorare

Anonimo ha detto...

Le stupidaggini ripetute in continuazione e rinforzate da qualche scurrilità non sembrano vere a chi le legge.
A fronte della realtà, di un'industria che, unica al mondo, campa di rendita sulle spalle dello stato e con questo enorme potere acquisito fonda il sistema mafioso, siete costretti a trovare esempi isolati del menga, come il caso del maglio a frignano sul pavullo.
Esempi ridicoli oltretutto, visto che la pa in questo caso ha fatto il suo dovere, vietando ampliamenti industriali sulla base delle valutazioni di impatto ambientale.
Ma fatela finita co sta litanìa della fabbrichetta che deve fare aggio su qualunque cosa, leggi comprese.

Anonimo ha detto...

Se poi invece di andare a fare i bauscia all'happy hour leggeste i giornali, sapreste che da anni in atac i dirigenti, nominati, hanno distribuito i soldi che servivano a garantire il servizio fra consulente multimilionarie a DITTE PRIVATE, facenti capo a loro stessi.
Quindi atac è allo sfascio proprio per colpa della mafia aziendale, come il resto d'Italia.

Anonimo ha detto...

Quanto siete stupidi: e' normale che tutti siano privati in ultima analisi. Il privato precede il pubblico per natura. Il pubblico e' un invenzione degli ultimi 100 anni.

I privati pero non tendono a sottrarsi i soldi proprio perche sono gia loro: non si sottrae a se stessi perche nel privato il privato coincide con il privato (tautologico, ma vero).

Nell'ente pubblico invece il pubblico coincide con privati per cui e' naturalmente piu facile che gli interessi tra pubblico e privato si disallineino perche semplicemente non coincidono.

Che l'ATAC abbia perso milioni finiti a ditte private non scandalizza nessuno. E' nella natura delle cose di un ente pubblico che non nasce per fare profitto dal servizio che vende, ma da soldi che le piovono addosso dalla fiscalita generale.

Rimuovi il trasferimento dalla fiscalita genereale (cioe diventa privato) e poi anche gli sprechi saranno rimossi. Ma e' troppo difficile capirlo per voi.

Anonimo ha detto...

Ma quali cento anni.
Gli antichi romani le grandi consolari e il servizio postale le facevano per utilità pubblica.
I musei li hanno inventati i papi.
Gli ospedali e le scuole pubbliche ci sono dal Seicento.
E' impossibile discutere con gente totalmente ignorante.

Anonimo ha detto...

Ah ah, senti chi parla di ignoranza:
consolari costruite per scopi militari con forza lavoro degli schiavi e con risorse depredate alle provincie (tasse clamorose);
I musei hanno costi di gestione neanche lontanamente paragonabili a quelli di una infrastruttura di trasporto comune;
ospedali e scuole da che mondo e' mondo sono privati, il pubblico e' stata l'eccezione e si sono andati diffondendo solo nell'800.

Ignoranza... eh gia...

Sai cosa e' un market failure? Sai cosa e' un SIEG?

Anonimo ha detto...

Ti prego, non ci fare renzi quando fa sordi che fa l'americano, fa il bravo.
La storia produce contesti diversi, ovviamente. Ovviamente per chi ha fatto le elementari, si intende. Il concetto di pubblico esiste da quando esistono le comunità organizzate. Non quelle di scimmie, quelle antropizzate.
Il problema è che a dire ste idiozie ve ce mandano le "menti [che si credono]raffinatissime", uscite da qualche caserma punitiva.
La mafia è un'entità complessa, si definisce più correttamente mafio-massoneria perché è un sistema nel quale confluiscono criminali, meccanismi informativi, rappresentanti istituzionali corrotti e imprenditoria - dal piccolo esercente alla multinazionale.
In questo sistema parte fondamentale ha il lavoro di disinformazione martellante per il quale vengono assoldati milioni di idioti, ciascuno con il suo settore di esercizio, compresi i blog.
Costoro sono addestrati a ripetere all'infinito con metodica da lavaggio del cervello sempre le stesse assurdità, che servono a irritare e divergono l'attenzione dal punto fondamentale, e cioè che per distruggere la mafia bisogna eliminare i monopoli, impedire il parassitaggio dei privati nello stato e far rispettare, senza er dibbattito, col quale si cerca solo di sfinire la legalità.
Resta sempre inteso che se il concetto di stato non vi piace, ve ne dovete andare in mezzo alla jungla, non intavolare discussioni da analfabeti.

Anonimo ha detto...

Il market failure e' un concetto universale: se dico fallimento del mercato non cambia un bel nulla.

Il SIEG e' semplicemente il Servizio Economico di Interesse Generale. Elementare concetto economico-giuridico recepito anche della legge italiana.

Pero naturalmente c'e' la disinformazione martellante coordinata tra milioni di persone che appartengono alla massoneria che va dal piccolo eseercente alla multinazionel... Occhio alle scie chimiche! Mi sa che su di te hanno avuto effetti nefasti

Anonimo ha detto...

Esistono i beni comuni, non i beni pubblici analfabeta.
Leggi qui:
https://en.wikipedia.org/wiki/Tragedy_of_the_commons

Anonimo ha detto...

Uff, che tristezza. In caserma dopo trent'anni non riescono a cambiarlo il repertorio?
Coff coff.
Già che sei un esperto di massoneria, puoi spiegare tu a Roma fa schifo cosa giura di fare il grembiulino in caso si trovi di fronte un "nemico" dei fratelli.
E lo fanno, avoglia se lo fanno.
Coff coff.
Tò, studiati a che e a chi serve privatizzare:

http://www.disinformazione.it/acqua8.htm

Ma chi ve ce manda.



Anonimo ha detto...

Per fortuna che tu sorella e' rimasta pubblica

Anonimo ha detto...

I beni comuni sono roba da rodotà e da centro sociale e da ignoranti spediti da finmec a dire frescacce sui blog.
In italiano e in giurisprudenza si chiamano beni pubblici.
Attenzione che fra un po' vi fanno pagare le bollette della luce bellilli.
Non credo vi basterà lo stipendio da divulgatori del verbo della supercazzola globale.
Buon pranzo, equo e solidale.

Anonimo ha detto...

infatti i giuristi (in generale) italiani (in particolare) non capiscono un cazzo.

Guarda come e' ridotto sto paese a forza di leggi, cause e giuristi (la patria del diritto). Meglio essere figli di padre ignoto se sono questi i risultati.

Anonimo ha detto...

Il concetto di bene pubblico è sicuramente molto antico.

In alcune culture più semplici della nostra (africane se non erro) esiste un fuoco di tutta la comunità, detto fuoco permanente, che è dato mandato ai ragazzi (o allo sciamano, dipende) di mantenere affinché ogni membro del villaggio che abbia bisogno possa ivi accendere un esca e portarla alla propria capanna.

É questo che manca hai romani: il concetto che il bene pubblico non è solo un pozzo da cui attingere ma un qualcosa di cui avere cura a tempo debito.

Nel caso in specie ad esempio ogni famiglia manda i membri più giovani ad assolvere tale compito (oppure lo sciamano che ovviamente non può procurarsi il cibo da se viene foraggiato a rotazione da tutti).

Tradotto: il motivo per cui l'Atac va a rotoli è anche perché gli utenti si lamentano solo a scandalo avvenuto, evadono la timbratura e danneggiano i mezzi. Il che comporta mancati introiti, costi veri per riparazioni ed alibi utili a coprire le proprie mancanze (dell'amministrazione) per incapacità ma anche per dolo.

claudio ha detto...

e vabbè faje pià un caffè in santa pace

Anonimo ha detto...

la meridionalizzazione dell'"itaglia", stato del terzo mondo, anzi italiani gente da terzo mondo...

Anonimo ha detto...

Se studi su disinformazione.it non possiamo certo stupirci delle tue idee strampalate.

Anonimo ha detto...

I romani evadono il biglietto semplicemente perché non c'è nessuno che controlla. Sui bus zero assoluto, nelle metro devi perlomeno scavalcare il tornello. Quando sai che al 100% nessuno ti dirà nulla, nemmeno gli svizzeri pagherebbero.

bat21 ha detto...

Insomma in Austria i tornelli non ci sono...Il gap di civiltà purtroppo esiste eccome

Antonio Savaiano ha detto...

Mi spiace sentire ancora tante affermazioni.... da conducente posso solo esprimere il mio disappunto a certe affermazioni e confermare l ignoranza e accanimento di tanti su la categoria sbagliata....
Molto probabilmente quei miei colleghi ancora dovevano prendere servizio.
Noi usciamo di casa con la divisa e spesso prima di andare a lavoro facciamo le nostre commissioni famigliari e perché no, a volte arriviamo troppo presto a lavoro ( PERCHÉ ANCHE NOI CI MUOVIAMO CON I MEZZI...) e magari ci scappa una passeggiata, poi passa il " fenomeno " di turno e scrive questi articoli per spalare ancora più merda, e scusate il termine, sulla nostra categoria invece di scrivere articoli seri sui veri responsabili.... scusate lo sfogo ma.....

Anonimo ha detto...

Quindi anonimo del marzo 04, 2016 5:54 AM mi stai dicendo che siccome non c'è qualcuno a rimproverarti o a dirti quello che devi fare uno fa come gli pare?
voglio dire se così fosse le nostre madri dovrebbero continuare a dirci sempre le stesse raccomandazioni nel terrore che se non le riceviamo allora le ignoreremo.
Cioè a trent'anni suonati dovrebbe ripetermi ogni volta di guardare prima di attraversare la strada (per fare un esempio)?
Suvvia siamo seri! Se sai che il biglietto va pagato lo devi pagare e non solo perché potresti ricevere una multa ma anche perché si è più soddisfatti di se stessi quando si fa la cosa giusta.

Anonimo ha detto...

Meglio: ci sono gli addetti.

Anonimo ha detto...

Quello che ti voglio dire è che l'uomo non è perfetto e la gente retta e onesta è una minoranza ad ogni latitudine e cultura (chi più chi meno). Quello che fa la differenza sono le regole e l'efficienza che mette lo Stato nel farle rispettare (che non vuol dire olio di ricino e manganello, ma semplicemente un minimo controllo e presenza dello Stato).

Anonimo ha detto...

Antonio Savaiano... dipendente pubblico col cognome napoletano. Chissà perché non mi stupisce.

Anonimo ha detto...

Perdonami se ti contraddico. A Oslo, se un cittadino trova un portafoglio con mille euro all'interno, ce ne aggiunge altri duecento prima di restituirlo al legittimo proorietario.

Anonimo ha detto...

Quello che fa la differenza sono le regole e l'efficienza che mette lo Stato nel farle rispettare

Non ha senso un'affermazione del genere alla luce del fatto che l'onestà di un individuo è frutto di una propria deliberata scelta personale. Non puoi dire una cosa del genere altrimenti stai affermando che gli ex che uccidono le donne abbandonate dallo stato infondo poverini sono stati portati a farlo perché lo stato non era presente a bacchettarli. La differenza in questo caso è solo che lo stato deve sostenere i suoi cittadini, quelli veri, che pagano le tasse, i servizi di cui usufruiscono, che evitano di sozzare la città con discariche semi abusive in ogni angolo, che non ha comportamenti inappropriati che limitano le libertà deli altri.

Anonimo ha detto...

Credo che l'unica parte tutelata dallo stato in una separazione siano proprio le ex. Cambia esempio.

Anonimo ha detto...

Il tuo esempio è totalmente campato per aria nella speranza di arrivare a farmi dire che le donne violentate se la sono cercata. Ma non hai capito un benemerito cazzo. Gli uomini hanno smesso di ammazzarsi e violentarsi a vicenda proprio quando sono subentrate le leggi e un'autorità che le facesse rispettare. Se non ci fossero e da domani non fosse più illegale uccidere, secondo te a Roma come a Oslo non ci sarebbe un'impennata di omicidi? Spiace ammetterlo, ma l'anarchia autogestita è un'utopia.

lellotram ha detto...

Tu sorella

lellotram ha detto...

Tu sei come il demente di Pietro che fa le foto senza sapere che quelli probabilmente non erano neanche controllori. Parli perché hai una bocca.

lellotram ha detto...

Rosica rosica

lellotram ha detto...

Ma dove cazzo vivi?

lellotram ha detto...

A quello de tu sorella sulla colombo.

lellotram ha detto...

Me sa che a te lo hanno già presentato sto conto vero?

lellotram ha detto...

Cazzo bisogna arrestarli

lellotram ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
lellotram ha detto...

Fattela na pelle ogni tanto

Anonimo ha detto...

Credo che l'unica parte tutelata dallo stato in una separazione siano proprio le ex. Cambia esempio.

marzo 04, 2016 12:09 PM


La separazione è un fenomeno. Ex che non l'accetta e ti viene a sparare sotto casa è un altro. Ovviamente il diritto del "maschio" (credo ti riferivi a questo) di non farso spennare come un pollo è sacrosanto.

Il tuo esempio è totalmente campato per aria nella speranza di arrivare a farmi dire che le donne violentate se la sono cercata. Ma non hai capito un benemerito cazzo. Gli uomini hanno smesso di ammazzarsi e violentarsi a vicenda proprio quando sono subentrate le leggi e un'autorità che le facesse rispettare. Se non ci fossero e da domani non fosse più illegale uccidere, secondo te a Roma come a Oslo non ci sarebbe un'impennata di omicidi? Spiace ammetterlo, ma l'anarchia autogestita è un'utopia.

marzo 04, 2016 1:42 PM


No no. Hai capito male. Non ti ho mai attribuito una simile deriva misogina. Quello che volevo dire è che lo stato non può - o non sa o non vuole (non so quale delle tre) - stare 7 dì su 7 24h incollato alle terga di ogni singolo cittadino. Quindi se succede qualcosa non si può semplicemente dire "lo stato non c'era". Sta al singolo cittadino autocontrollarsi. Siamo responsabili delle scelte che facciamo. Scegliamo di farlo, abbiamo il libero arbitrio. Mi riferivo a questo.

lellotram ha detto...

Meno male che ci sei arrivato da solo

lellotram ha detto...

Testina di cazzo i due fancazzisti già avevano dato perché mentre tu ti facevi le seghe nel letto loro erano in giro dalle 3.30

lellotram ha detto...

Bravo ricorda bene questa parola intoccabili

lellotram ha detto...

Esattamente:FUORI SERVIZIO.

lellotram ha detto...

Anche perché portiamo gente come voi

lellotram ha detto...

Magna tranquillo

Anonimo ha detto...

Lo Stato non deve stare attaccato al cittadino non si sa bene a controllare cosa. Ci sono leggi e carcere per chi commette reati, quindi è la certezza (diciamo possibilità) di essere arrestato che impedisce a quella fetta di persone "cattive" di commettere reati. Le persone "cattive" stanno a Roma come a Oslo.

Credi davvero che se in Svezia smettessero di controllare i biglietti, nel giro di 5-10 anni gli introiti non sarebbero dimezzati?

lellotram ha detto...

Un altro rosicare romano che non è riuscito a entrare in ATAC...

Anonimo ha detto...

Tra possibilità e certezza c'è un enorme differenza, e c'è differenza anche tra "probabilmente accadrà" un "probabilmente non accadrà", in questo caso.

Se penso che "probabilmente verrò multato" pagherò il biglietto e immagino che uno svedese pensi questo attualmente.
Oslo, nell'eccezione satirica della città perfetta che facciamo spesso qui (che probabilmente non è ma io non ci sono stato quindi non so) sarebbe una città dove ti multano sicuro a 100%.

I romani pensano che probabilmente non saranno multati visto che i controllori sono percepiti come rari come le mosche bianche e che se anche venissi multato 100€ di molta (50 se concili) sono comunque meno di 250€ circa che vanno pagati per l'abbonamento (per solo Roma). E in molti casi, soprattutto i giovani sperano di farla franca mostrando un biglietto non timbrato che possiedono da mesi, mettendo in risalto il davanzale (visto dal vivo, giuro) e/o cercando di intenerire il controllore.

A conti fatti allora non converrebbe a nessuno visto che la possibilità di essere multato 5 volte in un anno è scarsa (lo stato non c'è neanche nel loro caso però). A questo punto sarebbe d'uopo chiedersi allora chi paga l'abbonamento quale vantaggio riceve. Adesso però attendo la tua risposta.

Anonimo ha detto...

Non sono mosche bianche, ma proprio non ci sono sui bus. Non ho una macchina, uso solamente mezzi pubblici, e non ho mai esibito la tessera negli ultimi 10 anni. Anche in metro direi che è piuttosto semplice entrare senza pagare, anche se (ipoteticamente) più rischioso.

Comunque non ho afferrato bene il tuo discorso, sarà probabilmente la stanchezza, ma il concetto che esprimo è che una fetta della popolazione sarà sempre furbetta, anche a Oslo tra 1000 anni, perché è nella natura dell'uomo. Se a Oslo le cose funzionano meglio è perché lo Stato è efficiente.

Anonimo ha detto...

Comunque l'abbonamento mensile costa 30 euro circa, meno di un biglietto al giorno. Non ho idea di cosa siano i 250 euro che citi.

Anonimo ha detto...

Tutte chiacchiere trite e ritrite da quasi dieci anni a questa parte...la novità è che, stavolta ve lo dico anonimamente, la prossima volta magari mi firmo, la terza volta partirà denuncia e diffida a mezzo avvocato al sig Pietro della situazione e ai responsabili del sito/blog (tra l'altro già condannati per istigazione. Il tutto se dovessi essere io l'oggetto di articoli ridicoli come quest'ultimo, dove il bravo cittadino del caso ha pensato di essersi guadagnato il Paradiso con i soliti commenti gratuiti a sproposito, estendendo valutazioni vergognose a TUTTO il personale Atac. Non vado oltre perchè è pietoso entrare nel dettaglio dei "contenuti". E un ogni caso un po' di pazienza. Col privato le cose cambieranno. Non per me, abituato a lavorare, a fare il mio dovere, ad essere professionale senza vergognarmi. Ma per tutti quelli che dopo dovranno star zitti e rispettare le regole, i primi che oggi si abbandonano a espressioni vernacole. Poi vorrò vedere...il primo che s'azzarderà a parlare. Credo che mi divertirò parecchio. Non vedo l'ora...attendo con ansia. Nel frattempo, continuo, com'è giusto che sia, a fare il mio dovere, mentre la gente parla impropriamente comodamente da casa di domenica o nei festivi, non avendo turni, magari alle 3 del mattino. A proposito, anche gli autoferrotranvieri con le loro imposte ( e non tasse , e sono tante) pagano i vostri "sudati" stipendi. Ad maiora

Anonimo ha detto...

Il mio stipendio non me lo paghi tu e nemmeno la fiscalità generale. Le imposte che tu versi non sono altro che una partita di giro degli stessi soldi che lo Stato chiede ai settori produttivi per pagarti lo stipendio. Non sarebbe un problema, se almeno riusciste ad offrire servizi all'altezza... Invece no, la botte piena e la moje mbriaga, col culo parato dai sindacati. E mo so cazzi vostra.

Anonimo ha detto...

Il fancazzismo ha origini etniche ben precise. Altro che romani, tenerlo sempre presente.

Antonio Savaiano ha detto...

Tanto per puntualizzare..... nato e cresciuto a roma ...genitori di origini abruzzesi. ....ignorante e in ogni caso non credo c entri nulla il mio cognome con la discussione. Mi sembra di essere stato più che civile nel mio commento....al contrario della sua risposta caro " signore" tra l altro sarei curioso di sapere di cosa si occupa lei ... che mi sembra davvero una personcina per bene.....😂

Antonio Savaiano ha detto...

Tanto per puntualizzare..... nato e cresciuto a roma ...genitori di origini abruzzesi. ....ignorante e in ogni caso non credo c entri nulla il mio cognome con la discussione. Mi sembra di essere stato più che civile nel mio commento....al contrario della sua risposta caro " signore" tra l altro sarei curioso di sapere di cosa si occupa lei ... che mi sembra davvero una personcina per bene.....😂

Anonimo ha detto...

Sono romano (purtroppo) e tutto questo rispecchia in pieno la mentalità romana e, più in generale, quella centro-meridionale.
La gente andrebbe "rieducata" con il manganello...

Anonimo ha detto...

Una riflessione che poteva essere risparmiata,chissa forse quelle persone non facevano altro che godersi il sole dopo un turno di lavoro o magari prima di espletarlo, ma e' sempre piu' facile il giudicalismo spiccio, tanto per scaricare le nostre frustrazioni, quell' incapacita' di agire per cambiare le cose , perche piu' facile e' gettare fango su chicchessia, senza conoscere i fatti,ma supporre. Sicuramente un' altra persona che fa' il rivoluzionario comodamente seduto dal salotto di casa.........Io vedo.carabinieri e polizia vigili e finanzieri utilizzare le sirene solo per eludere traffico e incroci, passare con il rosso senza una reale emergenza , ma mai mi sono sognato di giudicare un intero corpo solo per le negligenze di alcuni. Meditare..............

bat21 ha detto...

Non ci arrivano 20:18 a capire il semplice fatto che un euro tolto alla defiscalizzazione delle imprese per darlo a settori statali e pubblici improduttivi e' un euro che ci porta verso il baratro e insostenibilità stessa del sistema fatto di settori pubblici improduttivi. Questo atteggiamento e' quello di chi seduto su un ramo se lo sta tagliando.

Antonio Savaiano ha detto...

Beh fortunatamente qualcuno con un po di sale nella zucca..... e ti ringrazio. Ma sarei proprio curioso di sapere da te romano ( purtroppo. .. ) secondo te quei due autisti ( ammesso che siano tali e non con altre mansioni) cosa stavano facendo , e soprattutto dove , sempre secondo te è l autore dell articolo, abbiano lasciato i loro mezzi visto che a oggi tutti i mezzi atac sono sorvegliati tramite GPS. .... ma sono sicuro che a questo non darai risposta....

bat21 ha detto...

Posto che tutto il parco bus sia gpsato c'è qualcuno che controlla i dati. E posto che qualcuno controlla i dati c'è qualcuno che da sanzioni disciplinari se le cose non vanno? Io ho fortissimissimi dubbi http://www.linkiesta.it/it/article/2014/03/12/le-pastette-degli-autisti-atac-svelate-dagli-open-data/20101/ e non solo io...

Anonimo ha detto...

Ma secondo te tutta questa rabbia è causata da quella foto piuttosto che dall'esperienza quotidiana con i dipendenti pubblici romani? I vigili che passeggiano mentre intorno abusivi vendono merce contraffatta li vediamo tutti i giorni; gli addetti ATAC chiusi nei gabbiotti della metro a leggere il giornale anche; mentre di spazzini AMA sono anni che non ne vedo nel mio quartiere. Evito di parlare di chi lavora al Comune e nei Municipi per pietà.

Ora le cose sono tre: (1) non sei di Roma e quindi non conosci la situazione, (2) sei talmente abituato alla scarsa efficienza e alla cultura del fancazzismo che ti sembra davvero normale, (3) sei dipendente pubblico pure tu e difendi la categoria.

Anonimo ha detto...

Lellotram sei un decerebrato dipendente pubblico leccachiappe del sistema che ti ha defecato

Anonimo ha detto...

Non sono mosche bianche, ma proprio non ci sono sui bus. Non ho una macchina, uso solamente mezzi pubblici, e non ho mai esibito la tessera negli ultimi 10 anni. Anche in metro direi che è piuttosto semplice entrare senza pagare, anche se (ipoteticamente) più rischioso.

Comunque non ho afferrato bene il tuo discorso, sarà probabilmente la stanchezza, ma il concetto che esprimo è che una fetta della popolazione sarà sempre furbetta, anche a Oslo tra 1000 anni, perché è nella natura dell'uomo. Se a Oslo le cose funzionano meglio è perché lo Stato è efficiente.


Diciamo che mi sta bene. Allora mi dici perché tu continui a pagare la tessera se son 10 anni che non vedi un controllore? Sei esattamente non mio esempio. chi paga anche se lo stato non c'è cos'è? Stupido? Solerte? Irreprensibile? Cosa?

Comunque l'abbonamento mensile costa 30 euro circa, meno di un biglietto al giorno. Non ho idea di cosa siano i 250 euro che citi.

Simply annuale. 30 x 12 fa di più.

Antonio Savaiano ha detto...

Sono un autista e cerco di fare al meglio il mio lavoro, era solo ed esclusivamente alla mia categoria che mi riferivo , so benissimo che nell' Atac c'è del personale che fa poco o nulla ma vi assicuro che non si tratta di autisti. Scusate il mio sfogo ma sono stufo di vedere sempre il dito puntato su chi come me è alla guida del mezzo, puntato dai passeggeri in primis ma anche dalla azienda. Ma voi davvero credete che l autista che arriva in fermata dopo svariati minuti che non passa un mezzo ? Ci goda? Beh non è così anzi...
Vi faccio un esempio è vi prego di immedesimarvi un attimo....
Qualcuno di voi conoscerà sicuramente la linea 19,una linea che parte da centocelle a san Pietro, questa linea " dovrebbe " passare ogni 15 minuti.....e già non è poco;
Poniamo il caso che un tram dal capolinea rientri in rimessa per guasto, ecco che il successivo tram si troverà a partire con un " buco " di..... 30 minuti....ok magari in accordo con capolinea e centrale si anticipa la partenza di 5 minuti.... ma resta comunque un buco di 25...
Ok si parte!!!
Beh immaginate quel conducente con che spirito possa iniziare la corsa, consapevole che per un ora e mezza prenderà insulti e spesso rischierà anche qualche schiaffOne da qualche " gentiluomo. .." ecco qualche " ironman. ..😃" riuscirà ad arrivare al capolinea calmo e beato....ma per la maggior parte dei conducenti .

Ps. Ringrazio l autore Dell articolo di aver apportato. .. prontamente. . Delle modifiche... :-)

Anonimo ha detto...

@Antonio Savaiano
Le racconto un episodio al quale ho realmente assistito una sera uscendo dell'ufficio. Lei conoscerà lo 040, un bus di periferia che transita anche sulla Tiburtina. Ebbene quel giorno c'era traffico e per questo i mezzi erano in ritardo. Io comprendo e non mi lamento. Capisco che se la situazione è oggettiva non si può imputare ad un capriccio dell'autista.
Tuttavia sale sul bus un passeggero molto agitato. Il quale inveiva dicendo che secondo lui il biglietto non bisognerebbe pagarlo perché i mezzi non lo soddisfacevano (un po' meno educato per la verità) e amenità simili.

E l'autista che fa? Lo incoraggia! Gli dice che ha ragione, che lo farebbe pure lui, che fa bene. Ma ammutolisce quando io accendo il led del cellulare per fargli credere che lo sto riprendendo. Ecco son queste le cose che fanno arrabbiare. I ritardi capitano: gli idioti pure, ogni giorno purtroppo.

Antonio Savaiano ha detto...

Sono pienamente d'accordo con lei che di idiote c'è ne sono un infinità. ..e sarei ipocrita a sostenere che tra noi autisti non c'è ne siano. ......vede siamo 6000 se non sbaglio... e prima di tutto siamo persone quindi puoi trovarne di tutti i generi. Io personalmente mi ritengo una persona equilibrata ed educata, per me vige una regola... ti rivolgi a me educatamente ed io faccio lo stesò con te, ma se ti rivolgi da cafone avrai solo la mia indifferenza. Sa spesso mi sono trovato a discutere anche con colleghi per il loro modo di rivolgersi a voi utenti , però quando leggo che i mezzi arrivano tardi perché l autista va a prendere il caffè o perché perde tempo non ci sto signora, noi a oggi abbiamo dei sistemi che controllano le nostre soste e le assicuro che non possiamo assolutamente fare come ci pare .nel caso specifico che Leo mi ha raccontato mi viene da pensare anche una cosa però se me lo permette.... a volte per calmare l animo di un passeggero arrabbiato è comprensibile anche se non bello di sicuro dargli ragione... un po come dice quel detto no? Contento e ...... ma questa è solo un mio pensiero. La ringrazio Comunque per l attenzione 😄

Targo Bank ha detto...



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