Qualche consiglio a Virginia Raggi per smetterla di dire cacchiate sulla ciclabilità

15 marzo 2016

Virginia Raggi gode di una particolare buona stampa nazionale internazionale in questo momento, di una particolare bonomia da parte anche dei suoi concorrenti e anche del favore dei recentissimi sondaggi. Una situazione per certi versi ideale, ma soprattutto ideale per lei, non necessariamente per la città che le auguriamo di amministrare a partire da giugno. 
Eh già perché se vai col vento in poppa, se percepisci di aver già vinto, se non hai difficoltà e tutti ti esaltano, magari hai meno stimolo ad approfondire, a studiare ed a prepararti. E finisce che dichiari che il business park dello Stadio della Roma tutto sommato non serve perché "abbiamo già lo SDO" (che è un vecchio progetto mai realizzato) o che indichi come prima priorità per la mobilità e la ciclabilità una "autostrada ciclabile" per Ostia. Questo è almeno quel che ha detto ieri in una intervista al Corriere della Sera.


Ora, premettiamo una cosa: leggete cosa i candidati sindaco propongono per la ciclabilità e capirete se saranno da votare o meno. Capirete se faranno bene o meno. La ciclabilità è e rimarrà, anche in caso di clamoroso successo, un trasporto di nicchia, ma se un amministratore disegna una città potabile per le biciclette automaticamente sta facendo il bene di tutte le altre forme di trasporto. Ecco perché è così importante. D'altro canto città-metropoli che impongono le tendenze a tutto il mondo (Londra e New York senza dimenticare Parigi), sono da anni impegnate a immaginare il loro sviluppo mettendo centro, assieme a tante altre cose, la bici. Forse solo Roma è rimasta clamorosamente e ingistificatamente indietro rispetto a tutto questo. Anche Londra, ad esempio, ha le autostrade ciclabili (che lo staff mobilità della Raggi non ha mai studiato però), ma ce le ha nel cuore della città, non certo per andare in campagna o a fare una gita.

Ed è proprio questo il punto. In un'importante intervista al Corriere della Sera la Raggi ha indicato come uno dei suoi primi obbiettivi la realizzazione di una corsia ciclabile da Roma a Ostia. Brividi. 

La menata delle ciclabili per andare al mare (Ostia, Fiumicino, lungo la Colombo, lungo il Tevere e mille altri dibattiti sul nulla) è la menata che è stata utilizzata nel mondo della ciclabilità romana negli ultimi anni da tutte le Giunte nessuna esclusa. Perché? Per procrastinare i problemi e per gettare fumo negli occhi (con la complicità, tra l'altro, delle atroci associazioni di ciclisti romane che, in effetti, hanno sempre rappresentato un ciclista talebano volutamente minoritario oltre che il ciclista della domenica).

Invece di fare progetti immediatamente realizzabili e risolutivi, si paventavano progetti impossibili (anche perché costosissimi) e di dubbia rilevanza trasportistica. Così si poteva liberamente promettere e, anche se non si sarebbe realizzato, non ci sarebbe stato un danno per nessuno visto che l'opera in questione risultava all'atto pratico pressoché superflua. 

Roma ha bisogno di una ciclabilità presente con la massima forza nel cuore della città, da utilizzare tutti i giorni per andare a lavoro, per andare all'università, per andare a fare la spesa e per portare i bimbi a scuola. Una ciclabilità che dia delle risposte a chi abita a Monte Sacro e va a lavoro a Prati, per chi abita a Centocelle e va a lavoro a Via del Corso, per chi abita a Monteverde e va a lavoro a Piazza Navona. Tutti questi cittadini con un sistema di ciclabili leggere (che costano nulla e che permettono alle strade di essere riqualificate riacquisendo le dimensioni corrette, non a caso è questo il modello utilizzato dovunque) potrebbero scoprire nella bici il mezzo più conveniente di trasporto. Trasporto (!!!) non di svago. Roma ha bisogno di ciclabili su Viale della Regina, sulla Circonvallazione Gianicolense, su Viale Trastevere, su Via Nomentana come su Via Prenestina e su Viale Parioli come su Viale Marconi dove anni fa i commercianti, trogloditi, riuscirono a bloccarne la realizzazione: nel frattempo, anche a causa di stare in una via che sembra un bulevàr di un paese dell'Est degli anni Sessanta, sono falliti tutti. Chiaro il concetto, Raggi? 
Perché? Semplice. Perché la bicicletta in città (e Roma a dispetto della vulgata è una città ottimale per la bici per mille motivi) è competitiva su tragitti tra i 5 / 7km a scendere. Di più: su quella distanza è il mezzo più competitivo in assoluto, senza paragone e senza partita con mezzi pubblici, mezzi privati, piedi ecc. Il fatto è però che le persone che a Roma hanno un percorso casa-lavoro pari a quella distanza sono la schiacciante maggioranza. Ne deriva che una percentuale immensa di cittadini, in presenza di infrastrutture decenti e sicurezza, potrebbero essere potenzialmente interessati a spostarsi in bicicletta. Ma ci vogliono appunto infrastrutture in città, funzionali agli spostamenti quotidiani di lavoro, non a quelli di svago.

Parlare della bicicletta come un mezzo di svago per andare la domenica al mare significa avere una pericolosissima visione vecchia di 40 anni della ciclabilità urbana. Oggi, e da anni, in tutto il mondo la bici è una reale alternativa di trasporto. Raggi non dovrebbe essere il nuovo che avanza? Dunque perché parla come i politici degli anni Ottanta e Novanta? Potrà esserlo solo se deciderà di circondarsi di persone impeccabilmente competenti e preparate specie sul tema della mobilità. E invece risulta poco preparata, per ora priva di idee nuove, disposta a ripetere vecchie e trite ricette su temi chiave per la qualità della vita di tutti noi come la mobilità. Uscì bene sull'azzeramento dell'evasione sui bus, ma con questa uscita è tornata a perdere punti.

Dice: beh, ma aho una cosa non esclude l'altra. Vero. Magari Raggi pensa alle autostrade ciclabili (sic) ma poi si rende conto anche della necessità impellente di una sana ciclabilità urbana normale e europea. Bene. Ma allora perché avendo poco spazio sulle pagine nazionali di un quotidiano importante (il più importante) non snocciola le vere priorità e parte con le boutade e le 'grandi opere' ciclabili? Non è questo l'esatto contrario dell'impostazione filosofica a Cinque Stelle?

Forse Raggi dovrebbe accorgersi che i cittadini di Ostia per venire a Roma devono essere dotati di una metropolitana-treno dignitoso. Poi una volta arrivati in grande velocità e in grande sicurezza a Piramide potranno aprire la loro bici pieghevole e partire pedalando, su ciclabili protette, per l'ultimo miglio oppure servirsi del bike-sharing che nel frattempo andrà implementato. Ma nessuno al mattino può fare 35km di ciclabile: ne consegue che le priorità ciclabili di Raggi sono piste per turisti e per pedalatori della domenica. Priorità da rivedere con cura e attenzione. Magari una volta trovati dei collaboratori più all'altezza per il settore della mobilità. Magari Raggi potrebbe coinvolgere di più (ammesso che non lo faccia già) Enrico Stefàno, che sul comparto ha idee fresche e europee, mettendo da parte qualche personaggio con idee da Prima Repubblica così come sono inquietantemente (inquietantemente!!!) da Prima Repubblica altri passaggi dell'intervista. Leggete ad esempio dove Raggi dice: "le zone pedonali non ci dispiacciono ma non l'accordo dei cittadini e dei commercianti". Il modo che tutti i politici nei decenni precedenti hanno adottato per non farle, perché se chiedi il benestare ai cittadini per una novità - una qualsiasi novità - avrai quasi sempre risposta negativa, cittadini e commercianti diranno no anche contro il loro interesse, solo per paura e ignoranza. E' alla pancia di questa gente che vuole parlare la candidata grillina? In attesa della prossima intervista...

54 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

L'autostrada ciclabile Roma-Ostia mi sa tanto di cattedrale nel deserto, forse 60 anni di opere "slogan" inutili e ridicole ancora non hanno insegnato nulla.... il nuovo che avanza....

kudas ha detto...

io la chiamo arcaicamente politica cerchiobottista, faccio una cosa (o propongo di fare)finta oppure che non serve e ho accontentato tutti, a quelli che vogliono la ciclabile dirò che ne ho fatti 35 km, agli automobilisti incalliti non avrò tolto nulla. è la stessa cosa con le aree pedonali, formalmente le faccio e posso dire che ne ho creato enne, sostanzialmente le lascio aperte così non ho creato disagi a chi le usa come parcheggio privato

keyshid ha detto...

Perchè non fare un ponte tra DRAGONA e la NUOVA FIERA di ROMA,per permettere ai cittadini di Dragona,Acilia,Dragoncello,di raggiungere velocemente il GRA?
Decongestionerebbe la vetusta Via del Mare.
Costerebbe poco.

Anonimo ha detto...

Quando stavo con i miei a Mestre mi spostavo sempre in bicicletta tanto da non sentire il bisogno fino a 26 anni di prendere la patente.
Ora che abito a Roma da 12 anni la bicicletta l'ho abbandonata ma ne ho nostalgia. Se ci fosse un sistema di ciclabili degno di questo nome subito me la ricomprerei (anche se poi in casa dovrei trovare il posto dove metterla, forse appesa in terrazza).
Unica perplessità. Mestre è piatta. Roma no. Io da Via di Boccea vado al lavoro in centro (con la metro). All'andata è in discesa ma la sera è in salita... Vabbè, vai di marce basse ed è tutta salute... Sogno una bella ciclabile Centro - Prati - Baldo degli Ubaldi - Cornelia. :-)

Anonimo ha detto...

Il fatto purtroppo è che chi non conosce come funziona la bici e lo sportarsi in bici non può capire le problematiche della mobilità ciclabile. Non può capire che a volte si può anche non sudare, che fare salite non è così frequente a Roma come si pensa, che i tempi dello spostamento sono quasi sempre fissi e minori di quelli in auto o mezzi, che non ci si ammala spesso, e che il freddo e la pioggia non uccidono, anzi...

Per loro spostarsi in bici è un qualcosa di esotico e astratto, come guidare un rover sulla luna...

Anonimo ha detto...

Dico, con amarezza, solo 2 parole: ciclabile nomentana.

E come questa, su tutte le artierie che hanno lo spazio per ospitarle.

Massimo ha detto...

Però una cosa lasciatemela dire, Voi pubblicate sempre foto (bellissime per carità) di strade larghissime dove c'è spazio per tutto. Questo sarebbe auspicabile sulle consolari (non tutte) o comunque su strade larghe tipo Corso Francia o la Circonvallazione Gianicolense per esempio. Lì però il problema è di facile risoluzione, ovvero basterebbe FARE SPARIRE TUTTE LE AUTO IN SOSTA COSTRUENDO PARCHEGGI (sotterranei od in silos) OVUNQUE e si otterrebbe spazio per ciclabili e preferenziali. Il problema però rimane laddove esistono strade strette, tipo in Centro, dove comunque TUTTI I ROMANI PRETENDONO DI ARRIVARE IN MACCHINA (eee io c'ho e borse daa spesa, eee io c'ho li regazzini, eee io c'ho pora nonna in cariola!!!). Premesso che io sono per le pedonalizzazioni a tappeto ovunque, non capisco come mai la gente non capisca che è tutto vantaggio fare sparire le macchine (solo dalla vista, alla fine) di salute ed economico perché penso aumenterebbero anche i valori delle case se in zone più pulite e vivibili no?
La mia ricetta:
1- strade al di sotto di N metri di larghezza pedonali e ciclabili punto e basta;
2- laddove ci sia spazio precedenza a corsie per i mezzi pubblici che siano rigorosamente elettrici (tram, navette bus, taxi, NCC, car-sharing etc. Tutto rigorosamente elettrico) e se non rimane spazio per i veicoli privati PAZIENZA!!!;
3- Carico e scarico merci organizzatissimo eventualmente con navette ma rigorosamente di notte o solo alle prime luci dell'alba;
4- Tutto il resto viene dopo.

Anonimo ha detto...

mi costa fatica ma devo dare ragione a RFS...questa e altre uscite recenti non mi sono piaciute.
speriamo che qualcuno le dia consigli migliori

Anonimo ha detto...

queste sono le tranvate che riceveranno quelli che andranno a votare scegliendo la marca, il partito, a prescindere dalle persone.
da una parte i ladri e dall'altra gli onesti...questo lo schemino da II elementare che vi danno da bere e voialtri di rfs ve lo state bevendo alla grande

Anonimo ha detto...

L'uso della bicicletta in città ha senso per percorsi brevi ed abituali, nell'ordine di qualche chilometro, non esiste immaginare che la gente, in massa, ne fa 30 (più altrettanti a ritorno) per andare al mare la domenica.
Oltre i 5 chilometri si riducono le persone interessate, per i tempi che si allungano e per lo sforzo fisico.
Nel nord europa spesso la bici si usa combinata con i mezzi di trasporto tradizionali, in scandinavia molte persone vanno con la bici da casa fino alla stazione della metro o del treno, la caricano sopra (ci sono spazi appositi), poi quando scendono fanno sempre in bici il tratto finale per andare al lavoro.
Naturalmente servono le piste ciclabili "diffuse", non un pezzo qua ed uno là.
Il traffico delle bici e dei mezzi a motore dovrebbe essere separato.
Qualcuno propone di abbassare a 30 kmh la velocità in città per salvaguardare i ciclisti, è una fesseria, il rischio per loro si riduce evitando il più possibile che possano viaggiare a contatto con auto e bus.

Anonimo ha detto...

indubbiamente le priorità di cicliabilità sono altre. Però mi permetto un suggerimento: uso saltuariamente la Colombo da Ostia per andare a lavorare in bici in zona Laurentina metro B. Per non essere "arrotato" passo sulla corsia di emergenza. Ergo, non servirebbero grossi investimenti per realizzare la ciclabile: basterebbero dei cordoli seri per proteggere la corsia e una seria ri-asfaltata poichè le radici dei pini marittimi nel giro di uno-due anni deformano qualunque conglomerato venga steso sulla carreggiata.

Anonimo ha detto...

da aprile a novembre (quando c'è luce sino alle 7:30-8 di sera) uso la bici per andare al lavoro da Frascati a Tor Sapienza, 17 km ad andare e 17 a tornare... Ebbene sì, al ritorno faccio la salita ma per me fortunatamente non è un problema visto che pedalo abitualmente...
Non sono le strade ad essere pericolose, sono i romani ad essere pericolosi. Se la presenza delle ciclabili leggere li costringe ad andare PIANO questo rende la vita più facile a tutti. Devo dire che comunque negli ultimi anni la tolleranza media per noi è migliorata, pensate un po' prima come era la situazione. Roma comunque rimane una delle poche città occidentali dove il trasporto della bici sui mezzi pubblici è palesemente ostacolato. Il famoso "ultimo miglio" a cui si riferisce l'articolo dovrebbe essere realtà, altro che il Grande Raccordo Ciclabile e altre menate.
E poi... anche i datori di lavoro dovrebbero impegnarsi per offrire qualcosa ai dipendenti ciclisti, tipo perlomeno uno spazio chiuso dove riporre la bici in sicurezza

Anonimo ha detto...

Vivo a Londra da anni, e prima di Londra in altre citta' Europee. Roma non sara' mai paragonabile ad una Londra, Dublino, Parigi, Berlino ecc. Roma e' paragonabile alle citta' del terzo mondo punto e basta.

Per modernizzarla, dovrebbero bruciare tutto e cominciare da zero. E' evidente che la metropolitana a Roma non si puo' fare se non aspettando decenni (ogni buco sotto Roma ha qualcosa di antico). Dal mio punto di vista l'unica soluzione sono i mezzi su strada o su binario (elettrici)

Partendo dal centro dovrebbero prendere le principali strade chiuderle al traffico normale e costruire una separatoria tra le bici ed i mezzi dell'ATAC. A questo punto si dovrebbe rivoluzionare l'ATAC per farne una societa' efficiente (altro discorso)

Una volta coperto il centro si va pian piano sempre piu fuori, il raccordo si restringe e si mette usa come circolare con corsia preferenziale per i BUS con cordoli di un metro cosi nessuno li scavalca.

Poi prendi le strade principali che vanno a finire nel raccordo (33) di queste ad esempio la Ccristoforo Colombo che e' bella larga. Una corsia sempre divisa dal cordolo per solo mezzi ATAC e biciclette.


Le macchine se vogliono girare passano su strade secondarie o su strade con corsie ristrette. A questo punto vedrai che una volta che i mezzi pubblici funziona la gente inzia a prenderli.


una volta che hai questa situazione, fare 35Km in bici o piu' si fanno volendo, ho colleghi che lo fanno tutti giorni.

Ma secondo voi un progetto cosi si puo' realizzare in Italia? Se qualcuno avesse le @@ di farlo, andrebbe contro a tutti, per non parlare dei miliardi che si spenderebbero per far mangiare tutti ecc ed i normali tempi faraonici italiani.

Io dico di no, secondo me Roma e l'Italia se non per un miracolo (una guerra) finiranno in uno stato cosi scadente che sarebbe piu facile integrarle all'Africa che all'Europa.

Poi vabbe' fino a che avemo er Colesso, er Carcio, er ber tempo chi c'ammazza

Anonimo ha detto...

Da notare, a questo proposito, che San Francisco, città mooolto più collinosa di Roma, ha gli autobus attrezzati con una sorta di porta bici anteriore per chi appunto è in bicicletta e dalla parte bassa della città deve salire nei quartieri "alti".
Tanto che il sito del trasporo pubblico cittadino scrive che il sistema "welcomes and encourages bicycle riders to use the exterior bike racks provided on our bus routes".
https://www.sfmta.com/getting-around/bicycling/bikes-muni

Anonimo ha detto...

La velocità di 50 Km/h orari è la MASSIMA in città, non certo la minima secondo convinzione diffusa, ma nei Paesi Europei più civili si allargano a macchia d’olio le zone con limiti a 30 (ovviamente fatti rigorosamente rispettare, e dove tutti vivono meglio, e anche il traffico è più fluido).

.
Un pedone o un ciclista investito da un veicolo che viaggia a una velocità di 50 km/h ha solo il 30% di probabilità di sopravvivere.

se l’impatto avviene invece a una velocità di 30 km/h, le probabilità salgono al 90%.,

Ma scendono a 0 (ZERO) se investito a 70 km/h (velocità ritenuta “normale” “giusta” “adeguata ” al feticcio superaccessoriato, “moderna” da migliaia di incivili impuniti che infestano le strade urbane italiane e di Roma in particolare.

Bisogna arginare la mattanza, non cedere alle lusinghe e ai lamenti miserevoli e furboitalici dei potenziali assassini dei nostri bambini anche in passeggino, dei nostri nonni che osano ancora farsi una passeggiata, di pedoni e ciclisti uccisi o paralizzati a decine ogni giorno.

La velocità isterica e impunita è la causa assolutamente primaria di questa vera emergenza nazionale che miete più vittime innocenti della somma di tutti gli altri fenomeni criminali o patologici.

I penosi ricorsi delle sedicenti associazioni dei consumatori (solo in macchina ?), in avida ricerca di visibilità e goloso spazio politico ,
nonché di azzeccagarbugli cavillosi e mestatorbido o peggio
la destabilizzante indignazione anti-Stato delle oscene trasmissioni TV vicine alla
"ggente", dove il gusto demente dell'irrisione a priori di ogni regola è la norma spacciata per "trasgressione,

non spostino di un millimetro il non barattabile rigore contro questo fenomeno dilagante e vigliaccamente violento.

Tutti ululano sdegnati per i propri trascurati privilegi (“acquisiti??)
ma alle maggioranze trasversali antipolidici sfuggono i propri doveri e il senso CIVICO,
ovvero
l'appartenenza ad una società organizzata con tutto quello che ne consegue.
".

In attesa di un improbabile innalzamento del livello civico di questo Paese, gli Autovelox rimangono l’unico baluardo di difesa contro questa barbarie gutturale.

Con l’applicazione rigorosa degli autovelox in Gran Bretagna la Strage degli Innocenti si è ridotta enormemente…e in quel Paese SERIO nessuno si sogna di pretendere di chiedere che gli autovelox siano segnalati prima o peggio implementati sui navigatori satellitari dei secredenti nuoviricchi (=vecchifurbi) e ovviamente nessuna autorità pubblica scende a questo livello di incerta debolezza che si ritorce improvvisamente feroce e fatale proprio sui cittadini più deboli…

Grazie ,

Anonimo ha detto...

Siamo sottosviluppati. Punto. E ci piace esserlo.

Al più ci piace partecipare a manifestazioni.
Partecipare dico.
Perché fare le cose è tutto un altro discorso.

Anonimo ha detto...

CICLODECALOGO (da esperienza di 35 anni S.Giovanni-Cassia in bici….)

1 - LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ CICLISTICA URBANA sia perno di importanti scelte amministrative come in tutto il mondo civile in un ambito di politiche di intermodalità semplificata col mezzo pubblico e soprattutto di MODERAZIONE, allontanamento e disincentivo dei mezzi a motore dalla città consolidata.
Il COMUNE se vuol veramente cambiare modo di intendere il traffico non accampi alibi di tempi incredibili, ma si avviino fattibili piani a breve e medio termine. E' chiaro che si tratta di scelte coraggiose, ma che altre città hanno fatto con benefici evidenti: Si cominci mettendo concrete risorse nel Bilancio, non solo chiacchiere.


2 - RIDUZIONE DELLA VELOCITÀ: zone 30 in tutto il Centro Storico, nelle ZTL e nelle strade interne residenziali. Rigoroso 50 altrove. Solo sotto i 50 Km/h si ha la possibilità di sopravvivere ad un investimento. Oltre all’abisso del dolore, ogni incidente è un costo sociale inaccettabile. Questo deve spingere il Comune a tutelare i cittadini più deboli, senza se o ma.
Gli autovelox e le telecamere sono utili deterrenti: si ignorino le vergognose campagne mediatiche di delegittimazione. Sono ancora troppo rari e comunque da soli non bastano, si deve poter essere protetti immediatamente con soluzioni che costringano a rallentare:

- DOSSI nei tanti “obiettivi” sensibili (scuole, parchi, ospedali, chiese sono così protetti in tutto il mondo senza furbi alibi dell’intralcio ai mezzi di soccorso)
- ATTRAVERSAMENTI PEDONALI RIALZATI (installati senza problemi in molti comuni) per evidenziare l'attraversamento e far rallentare i mezzi anche senza pedoni e bici visibili.
- CONTROLLI preventivi, frequenti e sanzionatori ma non vessatori: non è guerra tra persone che si muovono con mezzi diversi, è una necessità per prevenire lutti e incidenti. I controlli siano fatti da persone che impongono ad altre persone di essere civili e non arroganti, nel rispetto di salvifiche regole comuni. Colpevole non è solo chi beve o si droga, ma chi corre in mezzo ai quartieri, chi “brucia” i semafori o intimidisce i pedoni accelerando sulle strisce: squallida crescente deriva da arginare senza ulteriori indugi.


Anonimo ha detto...

SEGUE CICLODECALOGO

3- ITINERARI (PISTE) CICLABILI e Ciclo-Pedonali dovunque sia possibile, ma che non si ipotizzino quale ghetto e contentino locale, bensì capitolo condiviso di politiche ampie e incisive a favore alla bici urbana. Si sfruttino e valorizzino i superstiti spazi liberi, non disdegnando raccordi e semplificazioni con l’inserimento di parchi e marciapiedi larghi e deserti, ma anche con scelte coraggiose mediante piccole ma a volte strategiche strisce di esproprio e soprattutto superando con fermezza il poco dignitoso piagnisteo per la perdita di posti auto. Non è un diritto (privilegio) acquisito, sancito da Dio o dal Re, si può anche parcheggiare a 500 m. con chiari benefici cardio-“circolatori”.

Non si auspicano percorsi per professionisti della bicicletta ma per muoversi in concordia e condivisione con pedoni, disabili, genitori con carrozzine, anziani desiderosi di camminare, vere e proprie OASI dell’utenza lenta e quindi con limite di 20 Km/h anche per le bici.
Si raccordino le (poche) piste esistenti e se ne progettino nuove con programmazione tecnica di alto livello: ci sono esempi eseguiti magistralmente che hanno riqualificato interi quartieri con documentabile rivalutazione degli immobili. Soprattutto si blocchi la trasformazione di marciapiedi in parcheggi, si riconvertano altresì sistematicamente ad uso ciclopedonale.

SIANO FINALMENTE AVVIATI O RIPRESI I LAVORI PER LE GIA’ PREVISTE CICLABILI a:
- viale Marconi per raccordo Laurentina con Ciclovia Tevere e passaggio nell'area di Roma 3;
- via Nomentana
- Testaccio;
- Mura Aureliane, strategico raccordo tangenziale già semipronto sfruttando il pomerio
- Andrea Doria;
- Laurentina –Torpagnotta – Vallerano -Trigoria
- prolungamento Tevere Mezzocammino - Mare su strategico argine sinistro verso Ostia. Ciò ridarebbe smalto alla Tevere Sud che per quanto spettacolare ha scarso uso pendolaristico



Uno studio di Cycling England www.cyclingengland.org.uk ha evidenziato che se un ciclista va al lavoro 3 giorni a settimana per un anno questo produce un risparmio per la collettività di 600 Sterline che equivale in 30 anni a 10 mila Sterline. 1 solo, un vero investimento in buona politica.

4 - BICIPLAN le mille idee concrete, economiche, semplici, verificate ed elaborate con passione dalle comunità locali municipali SONO PRONTE PER LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA. Si chiede che siano date notizie delle motivazioni dell’incomprensibile blocco.

Anonimo ha detto...

5 - ZTL e ISOLE PEDONALI del Centro più bello e fragile del mondo ritorni strumento serio, duraturo e inaggirabile. La politica incerta e dilatoria ha portato di fatto all’invasione e allo svilimento delle meravigliose piazze Barocche e dei suggestivi angoli Rinascimentali, ridotte a deposito di lamiere o banale scorciatoia di privilegiati e furbetti . Ora le auto oltraggiano anche Piazza Navona. FUORI LE AUTO DAL CENTRO. Roma sia pulita dalle auto almeno nel suo cuore e quelle poche che devono comunque passarci siano rallentate con una Zona 30 rigorosa. Il ritorno economico e di immagine internazionale di un tale annuncio sul Turismo ripagherebbe immediatamente: Roma ritornerebbe vivibile e godibile senza pericoli e disagi oppressivi ed isterici per i turisti, bambini , vecchi e...ciclisti di tutto il mondo!

Si permetta alle bici nelle strade a scarso traffico di andare contromano con chiara segnaletica.


6- STRADE VERDI E PARCHEGGI DI SCAMBIO . Si coordini con i Municipi la gestione delle arterie di traffico, individuando aree commerciali e residenziali senza auto (strade verdi) come si era saggiamente avviato in alcuni quartieri. Insieme a Provincia e Regione non si investa in nuovi quartieri o strade che affluiscono in città senza aver prima previsto punti di scambio con il trasporto pubblico. Si renda l'uso dell'auto nella città meno premiante di altre forme di trasporto mediante una convinta e continuativa politica di incentivi e disincentivi. Da un po’ di tempo non è più così e i Romani si sono convinti che convenga perdere 11 giorni in code piuttosto che prendere mezzi pubblici non sufficientemente tutelati da corsie riservate.

7 - INTERMODALITA' CON MEZZI PUBBLICI con coraggio e rapidità laddove è già possibile allargando giorni e fasce orarie (Metro , Tram e Jumbobus) e sulle nuove vetture tram e bus un consono alloggiamento (interno o esterno - tanti esempi dall'estero) adeguato ad un facile, rapido e sicuro trasporto intermodale delle bici con tariffa compresa nella tessera MetreBus

8 - STALLI E RASTRELLIERE ovunque, come segnale forte e palese invito all’uso della bici . Arredo piacevole ed economico di edifici pubblici, scuole, cinema, teatri, biblioteche e stazioni/capolinea bus, possibilmente in luoghi sicuri e sfruttando ambienti già vigilati. Modello alto che permetta il più sicuro ancoraggio del telaio. Chiedere a grandi aziende di installarli, che siano alternativa e freno virtuoso all’assalto criminale dei cartelloni pubblicitari più o meno abusivi che stanno impunemente degradando la città ed anche per impedire il parcheggio selvaggio e disordinato. A Milano ogni stazione della metro ha il suo punto bici/moto.

9 - BIKE SHARING di standard almeno "milanese" se non parigino, con molte più stazioni e bici e , soprattutto, la consueta prima mezzora gratuita perchè risulti veramente comodo e sinergico con il mezzo pubblico e si diffonda anche a Roma con grandi benefici diretti ed indiretti per tutti.

10 - REGOLAMENTO EDILIZIO cittadino per le bici in condominio. Non si chiedono incentivi per installare rastrelliere, ma di approvare un regolamento che permetta di poterle installare in spazi condominiali senza dover riapprovare il regolamento di condominio. Roma è piena di palazzi con cortili sia in Centro, dove anche i più prestigiosi sono stati sviliti a parcheggi per auto, sia in periferia dove RUBANDO GLI ULTIMI SPAZI AI GIOCHI DEI BAMBINI sono stati compiuti veri scempi edilizi, senza che sia invece possibile installare una banale ma suadente rastrelliera.

AVE caiofabricius VALE

Rolando ha detto...

Quoto al 100% Massimo 10:04 AM e gli anonimi 11:15 AM e 11:46 AM, aggiungo che viaggiando spesso all'estero, ho constatato con i miei occhi che fuori dal belpaese è tutta un'altra musica.
Tanto per fare un'esempio, ad Amsterdam le mamme portare i figli a scuola (a volte due!) con la bicicletta anche con la neve!
Noi consideriamo un diritto accompagnare i pargoli fino in classe con il suv...

Anonimo ha detto...

Davvero un articolo da manuale, godibilissimo, leggibilissimo e molto molto persuasivo. La Raggi farebbe bene a farne tesoro.
Sullo SDO poi, meglio tacere. A chi appartengono quelle aree ?

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda il ciclodecalogo per quanto io sia un utilizzatore di mezzi pubblici quotidianamente e quindi anche pedone, favorevole perciò alla protezione degli utenti deboli della strada, devo dire che mi trova parzialmente in disaccordo.

Racconto una cosa. sto transitando con la mia auto tra Lariano e Artena, verso la seconda. Per chi non lo sapesse è una strada di una certa importanza, dove si va a 70 km/h con facilità che di domenica è oggetto di transiti ciclistici anche "di massa" per intenderci. Ecco io transito con il mio pandino dritto ben tranquillo quando un gruppo di cinque ciclisti davanti a me, quasi del tutto allineati ben bene sulla destra (tranne uno che però stava parlando a turno con gli altri e credo gli stesse dicendo la strada e poi si è posizionato ultimo) decide improvvisamente di rallentare e di tagliarmi la strada per portarsi lungo la linea bianca centrale. E solo la mia capacità di mollare l'acceleratore subito e franare un po' mi fa impedito di falciarli. Ebbene, solo sulla linea il capofila si è ricordato di alzare il braccino sinistro per indicare la svolta alle macchine nel senso opposto.

Ecco voglio dire: ricordiamoci sempre anche da pedoni o in sella a una bici che le regole non sono solo per gli automobilisti e che se ci sono tanti incidenti a volte non è necessariamente una macchina che corre ma un utente sbadato, che attraversa all'improvviso, che non usa le strisce, che non ti fa capire per tempo che lui e i suoi amici vorrebbero svoltare a sinistra...

Per quanto attiene allo SDO non credo sia rilevante il proprietario delle aree, dato che non fu completato proprio perché edificate con altro al cambio di colore del campidoglio. Piuttosto sarebbe interessante capire a chi nuoce l'esistenza di un quartiere dedicato agli uffici ministeriali, regionali e provinciali.

Anonimo ha detto...

Il problema, a Roma, è l'essere umano, che sia al volante o in sella. Ora come ora, i ciclisti sono quattro gatti, ma 90 % di loro non rispetta le regole (ad esempio, passare con il rosso è prassi normale). Se ce ne fosse di più, sarebbe catastrofe

Anonimo ha detto...

Basta vietare l'uso della bicicletta e l'attraveramento delle strade a piedi e si risolve il problema accontentando la maggior parte della cittadinanza.

Anonimo ha detto...

per 2.17 PM
La vera catastrofe è la stupidità come vanto orgoglioso

Anonimo ha detto...

2.17 pm
infatti,
la corruzione e il delinquere sono battibili e cmq meno gravi della stupidità diffusa che traspare da certe frasi senza speranza.
Altro che classe politica...

Anonimo ha detto...

Sarebbe molto piu intelligente, come suggerito da rfs, invece che fare le "autostrade" ciclabili, migliorare il trasporto su ferro dopodichè rendere determinati distretti completamente ciclabili (per esempio ostia si presta benissimo in quanto polo scolastico/balneare)

Anonimo ha detto...

Ancora non hai capito che RFS vuole che si possa attraversare Roma in bicicletta e non solo Ostia perché è "balneare" o "scolastica" (in bici fino a 14 anni e poi mai più?). Stiamo parlando di professionisti che possano fare da casa a luogo di lavoro pedalando, trovando sul posto possibilmente strutture antifurto tipo i parcheggi verticali giapponesi (se non si può scavare facciamo i silos). Se le piste le fai ad Ostia va a finire che ci vanno solo quelli della Domenica.

Certo l'intermodalità è una gran cosa e non dico che sia male migliorare i treni, tra e bus. Infatti RFS parla spesso anche di quelli (vedi il tram della Togliatti per esempio) ma anche permettermi di attraversare il centro in bici se lavoro dall'altra parte non è male, no?

Il problema è che la bici fa concorrenza ai bus Atac. Se devi fare 5km ora li fai col bus e pagando il biglietto ma con una ciclabile li potresti fare gratis in bici. É lo stesso ragionamento per cui si decise di non collegare gli aeroporti romani con termini negli anni '60. Se uno prendeva un treno Milano-Roma si ritrovava veramente dentro Roma; se prendeva l'aereo si ritrovava in un caos di Taxi (a volte abusivi) e bus con la Cristoforo colombo e l'Appia di mezzo e perdeva un sacco di tempo: ed allora i professionisti, quelli che viaggiano tanto e non solo d'agosto preferivano il treno (alla faccia di Alitalia). Ora ti fanno credere che è meglio il bus, così paghi l'Atac invece di metterti in condizioni di andar padalando gratis (alla faccia di Decathlon). Capito!?

Anonimo ha detto...

stiamo dicendo la stessa cosa, il problema è che fare ostia roma in bici sono 30km,
inoltre tanti 14enni (ma in realtà ostia è un polo liceale avente un catchment che va da pomezia a fiumicino e in profondità fino a vitinia) sono portatori sani della "maghena" dei genitori che la mattina e all'uscita demoliscono letteralmente la città.

Così come gli abitanti del litorale quando devono muoversi verso il centro si ritrovano a scegliere tra i carri bestiame atac e la maghena.

La possibilità di fare 30km in bici non risolve il problema, ma arrivare a un quartiere in metro e poi potersi muovere per quei 4-5km pedalando è un grosso aiuto (tanto da fare concorrenza ad atac, che comunque i biglietti dei bus non li ha mai controllati).

SILVERI MARCO ha detto...

Il GRAB è un altro progetto che serve a poco per la mobilità ciclistica, l' articolo spiega bene perchè.

Anonimo ha detto...

la ciclabilità ostia-fiumicino che sono poco piu di 7km non la propone nessuno eppure eviterebbe quei gorghi apocalittici .

GNAA FAMO....

Edgardo Falzone ha detto...

MI PERMETTO DI FAR NOTARE... che la Raggi nell'intervista al C.d.S.non ha mai detto che come "prima priorità" per la mobilità e la ciclabilità ha una autostrada ciclabile per Ostia, ne che sia uno dei suoi primi obiettivi. Poi vedete voi... se vi serviva dirlo per scrivere l'articolo...

Anonimo ha detto...

Non sapete più cosa inventare per gettare fango sulle persone oneste. Il problema di Roma e di tutta l'Italia sono i giornalisti pezzi di merda come voi, al servizio di mafia e politica corrotta. Ma andatevene pure a fare in culo

Anonimo ha detto...

Anonimo marzo 15, 2016 6:43 PM
Scusami avevo frainteso.

Anonimo ha detto...

E' veramente un Paese senza speranze: ciclisti, pedoni, convinti utilizzatori del mezzo pubblico , insomma per quanto minoranza residuale comunque il meglio che possa esserci in quanto a senso civico in questa fogna di città, ebbene (che novità !) invece di coalizzarsi contro il degrado e l'inciviltà degli adoratori del feticcio...CI SI SCANNA FRA NOI !!!

La Roma - Ostia Su un Tevere incredibilmente ancora suggestivo e il GRAB che ricuce e salvaguarda la bellezza vivibile ancora superstite di periferie in attesa di totale scempio territoriale sono UNA PARTE delle proposte che la Ciclabilità potrebbe portare al benessere economico-ambientale di questa città (basterebbe pensare all'appttibilità turistica e quindi di posti di lavoro potenziali di due itinerari di valenza mondiale)

Personalmente uso la bici da molti anni per fare molti km casa-lavoro E BENEDICO E MI COMMUOVO ANCORA quando miracolosamente uso e sfrutto questi CORRIDOI naturali-paesaggistici ANCORA ESENTI da psicopatici frustrati rancorosi automotomuniti PER UNA MOBILITA' ALTERNATIVA QUOTIDIANA .

Ma chi starnazza tanto per dire l'ultima parola di grande amministratore destaceppa che la bellezza e l'aspetto turistico siano inconciliabili con l'uso urbano quotidiano della bici?

Dobbiamo vivere per forza nella merda del degrado periferico?

Ciclabile di caracalla, Appiaantica, Caffarella, Circo Massimo, Banchina del Tevere, piazze e vicoli pedonalizzati del Centro
SONO DA ANNI LE MIE CICLOVIE PER ANDARE SICURO E ORGOGLIOSO DEI MIEI ANTENATI OGNI GIORNO AL LAVORO (18 + 18 km). Felice di scambiare occhiate di condivisione del bello con (rari) turisti e (rarissimi) altri saggi cittadini Romani

O V V I A M E N T E (boni boni, nun rompetercazzo) bisogna implementare queste oasi con il resto caotico della città
VEDI OTTIMO CICLODECALOGO RIPUBBLICATO QUI SOPRA
ma perché boicottare ferocemente questi piccoli tasselli di crescita civile?

Anonimo ha detto...

Non è che non li vogliano, quello che rifiutano è l'idea che il ciclista sia solo quello turista, salutista, sport amatoriale o professionistico o uno a cui piace fare una pedalata per hobby nel tempo libero.

Certo, nel tuo caso è un percorso utile e sono felice per te, davvero.

Però devi riconoscere che il percorso del Grab di fatto inchioda il ciclista a quel ruolo. Una specie di Peter Pan che invece di volare va in bicicletta come quando era troppo piccolo per la patente (che non è). Forse sarebbe il caso di coniare un nuovo termine per chi usa la bicicletta come mezzo quotidiano, integrativo o sostitutivo di altri. Propongo pertanto "draisini" in onore dei primi utilizzatori della bici per i quali appunto, era un mezzo di trasportatore il cui design oggi viene riciclato per i bambini. Che dite quelli della Crusca me lo farebbero passare?

Anonimo ha detto...

N'artra disadattata figlia de papà agiata che non conosce i veri problemi di Roma, propagandista per convenienza, voti ovviamente.
Solo chiacchiere e distintivo, tante belle promesse che non sarà in grado di mantenere.
Tra alti e bassi e vari sindaci la Capitale rimane sempre sporca, piena de buche, senza ciclabili degne di esse chiamate tali ed aree verdi zozze e mal curate.

Anonimo ha detto...

12:04
BAAAAASTA Pippe mentali da primi della classe !
La bici è ANCHE salute, bellezza, salvaguardia e condivisione del territorio
OLTRE O V V I A M E N T E a mezzo universalmente migliore per spostamenti urbani

Mi devo vergognare perché pedalo MIRACOLOSAMENTE in luoghi ancora DEGNI ?

sono 35 anni che mi riempiono il cuore e la mente quando QUOTIDIANAMENTE ci pedalo sopra per andare al lavoro, alla posta, alla banca,a fare la spesa, a prendere un tempo i figli a scuola

E perché mai bisogna vergognarsene ?

La VERA GRANDE VERGOGNA di questa ex bellissima città nata dall'impegno di tantissimi artisti e architetti E' LA SUA ORRENDISSIMA PERIFERIA non a caso solo a misura di maaaaghinamia...

da S. Giovanni a Ponte Milvio non ci vanno solo i draisini (PIANO CON GLI INSULTI DEL C.) ma cittadini e lavoratori SAGGI E Consapevoli, fieri delle superstiti bellezze identitarie (e ciclabili !!!!) di questa città..

Non amo per niente gli appartenenti alla Casaleggio SpA e rabbrividisco al prossimo loro arrivo al Comune, ma La Roma - Ostia Su un Tevere incredibilmente ancora suggestivo e il GRAB che ricuce e salvaguarda la bellezza vivibile ancora superstite di periferie in attesa di totale scempio territoriale VANNO INCORAGGIATE perché PROGETTI DI BUON SENSO volano di riqualificazione e salvaguardia per noi e i nostri figli e nipoti


E BBBASTA cò 'sti conflitti feroci tra ciclisti primedonne... bbasta bbbasta nun ne posso più da decenni

Anonimo ha detto...

Analfabeta funzionale, non era un insulto, questo lo è. Rileggi. Che io dico chiaramente di essere a favore della bici li. Solo che se volete avere più visibilità dovete cominciare a farvi distinguere da quelli che ci vanno per villa borghese. E la draisina è stata la prima vera rivoluzione dei trasporti popolare ti dovresti vergognare te che vai in bici a pensare che possa essere usata come insulto. Ignorante (nel senso che ignori).

Anonimo ha detto...

Comprati la bici elettrica, è stupenda e non ti accorgerai di nessuna salita

Anonimo ha detto...

12.41
"volete avere più visibilità" ????

Ma deche , da chi?
Volete? Eccolo il "voi" schifato del grande intellettuale superiormente diverso che sa il grande significato sociale della draisina( ma va a c.)

Ma chi sei il grande organizzatore delle masse "ignoranti" ?
(RIPETO PIANO CON GLI INSULTI...). Ti ha forse eletto qualcuno? Sei un capetto? Un capocondomino?

I 5s mi fanno ribrezzo ma se dicono una cosa condivisibile (e fin troppo banale) non armo un casino per massacrare con loro la condivisibile giusta e utile per tutti affermazione.

Magari ci fosse la Roma - Ostia Su un Tevere incredibilmente ancora suggestivo e il GRAB che ricuce e salvaguarda la bellezza vivibile ancora superstite di periferie in attesa di totale scempio territoriale, PROGETTI DI BUON SENSO volano di riqualificazione e salvaguardia per noi e i nostri figli e nipoti.

Dai continuiamo a farci del male.

La sacrosanta lotta per una diffusa mobilità ciclistica anche nella fogna invivibile della periferia romana per molti è solo una scusa per esaltare il proprio ego. Triste esperienza ultradecennale

Anonimo ha detto...

Su questo blog si discute lungamente di ciclabili, aree pedonali, zone chiuse al traffico motorizzato, riduzione dei parcheggi e pagamento obbligatorio per tutti gli stalli, in una infinita lotta partigiana. Sullo sfondo c'è sempre il fatto innegabile che TUTTE le altre città europee o comunque occidentali hanno applicato questi principi per le loro trasformazioni urbane negli ultimi venti anni. Il risultato si può vedere a un oretta d'aereo. Ora forse non è il caso che entri nella testa dei romani che il cambiamento anche se radicale non deve spaventare e che la qualità della vita all'interno delle città aumenta per tutti a seguito di questi interventi? Non si riesce a capire, eppure anche i romani se lo fanno il viaggietto in europa e godono delle aree pedonali e dei trasporti pubblici all'estero con grande gaudio. Perchè sono così ignoranti e chiusi da non voler capire e provare a cambiare?

Anonimo ha detto...

Ok, volevo solo fare un esempio d'insulti veri per farti vedere la differenza. Vedo che almeno quella l'hai notata. Quindi mi spiego meglio.

Forse non ti è chiaro ma va avanti chi ha più visibilità perché solo così porti acqua al tuo mulino. Se vuoi continuare a fare il ciclista naif di nicchia sulla Roma-Ostia fai pure. Intanto gli altri cercheranno di farsi fare strutture in luoghi più utili in senso stretto. Ed infatti tra le varie cose del fenomeno di crescita dei trasporti a due ruote a Parigi c'è anche il fatto che si fanno chiamare con un nome tutto loro. Loro sono quelli che la bici la usano e si distinguono, ci tengono a farlo, dai ciclisti per hobby.

E poi io che non so andare in bicicletta eppure la draisina lo so e non è perché mi sento superiore ma perché ho uno spirito curioso e quindi mi sono studiato un po' la storia della bicicletta visto che a quanto pare sarà un mezzo di trasporto importante in futuro. E io sono uno di quelli a cui piace capire bene le cose.

Come ho già detto. Lo ripeto così capisci. Fare pista ciclabile a Ostia, per studenti e balneari, è una bella cosa. Fare il Grab, pittoresco e turistico, è una bella cosa. Fare piste ciclabili che uniscano i quartieri tra loro permettendo a tutti (e non solo a te che sei fortunato, felice per te, ad avercele sul percorso) di andarci a lavoro è decisamente molto più che semplicemente bello: è utile.
Si sta cecando di evitare che facciano le prime due e poi dicano "abbiamo un sacco di km di piste ciclabili a Roma" e poi finisca tutto li.

E draisini non suona neanche male. Mi da fastidio essere accusato d'insultare gli utilizzatori di biciclette quando io sto pienamente dalla loro parte, pur non sapendoci andare. Poi puoi pure non capire, pazienza

Anonimo ha detto...

Intanto occhio che Marchini vuole riaprire Fori Imperiali al traffico, sarebbe la fine, per me è una tratta fondamentale

Anonimo ha detto...

sono tutti progetti interessanti, ma si spera che se eseguiti, vengano fatti e mantenuti in maniera idonea, poichè sapendo come funzionano le cose a Roma,

mi aspetto l'effetto "SKOPJE 1995" gia dopo un paio di mesi al massimo

Anonimo ha detto...

l'effetto "SKOPJE 1995"

E cos'è? Ho provato a cercarlo si Google ma non ho trovato nulla.

Anonimo ha detto...

l'effetto post sovietico di putrefazione e degrado urbano che puoi vedere semplicemente camminando per le strade di Eoma.

Ci si riferisce a periodi post sovietici perchè erano momenti nei quali non si capiva chi governava e pertanto neanche a chi competessero le mansioni di manutenzione e decoro urbano

Anonimo ha detto...

in effetti anche il grigiume post-bellico balcanico è molto simile al degrado romano http://www.newcombat.net/images/for_two_trips/gardens/GardensHrasno.jpg

Anonimo ha detto...

Roma è rimasta tranquillamente 30 anni indietro rispetto a qualsiasi capitale del mondo sviluppato...

Anonimo ha detto...

2:47 PM
vedo che la spocchia incallita non ti fa demordere dal pontificare da scranni autocostruiti.

In tanti anni di ciclismo urbano attivo ne ho sentite tante di primedonne frustrate declamare tonnellate di benaltrismo, ma, la vita è sempre una sorpresa, mai però "una" che pretendesse di indicare l'unica rotta ...SENZA SAPER ANDAR IN BICI ! (Fantastico, me stò a scompiscià...).

Non uso la Roma -Ostia, ma la userebbero migliaia di ciclisti VERI, oltre che per una fantastica opportunità di andare al mare in bellezza e sicurezza suppongo anche molti per uso quotidiano (20 km in pianura sono una sciocchezza per una persona dai 7 ai 70 anni)

Malgrado i beceri luoghi comuni incentrati sulla più colossale delle cazzate ( ..i 7 coooolli!! max dislivello 20m) gran parte del Centro e semicentro di Roma è GIA' CICLABILE e non sono solo io il "fortunato" (destaceppa) che può GIA' USARE Ciclabile Colombo, Mura, Ciclabile di caracalla, Appia antica, Acquedotti-Caffarella, Circo Massimo, Banchina del Tevere, piazze e vicoli pedonalizzati del Centro, Auditorium-Ponte Milvio ma almeno 100 000 mila (letto bene centomila) potenziali ciclisti urbani quotidiani che si muovono dai POPOLOSISSIMI quartieri nel bacino grosso modo SUD-EST-CENTRO-Flaminio T U T T O in PIANO !!!

E Il GRAB lo conosci ??

Io si e ne uso e mi beo di parte dei suoi superstiti itinerari belli e funzionali.

BASTA SPOCCHIA BENALTRISTA.

La Roma Ostia e il GRAB sono conquiste
PARZIALI LIMITATE GOCCE NEL MARE DELL'ORRORE DELLA MOBILITA' ROMANA (lo sanno tutte le persone di buon senso, non c'è bisogno di farci un sermone scassaminchia)
ma pur sempre MERAVIGLIOSE CONQUISTE che ricuciono e salvaguardano la bellezza vivibile ancora superstite di periferie in attesa di totale scempio territoriale
(imparatelo a memoria, va)

Anonimo ha detto...

Ok. Io ho problemi nel senso dell'equilibrio e non so andare in bici. Coglione. Ma te resti stupido il che è peggio, molto peggio.

Anonimo ha detto...

Metropolitane e basta , tutte le chiacchiere stanno a zero .......

francesco ha detto...

Io vado al lavoro in bicicletta da Ostia quasi tutti i giorni, tempo permettendo.
Come me tanti altri.
I miei percorsi sono caricati per l'ECC e consultabili online.
La Colombo è già un'autostrada per la ciclabilità, solo mortalmente pericolosa:

http://www.cyclingchallenge.eu/gps-data-collection?teamid=56fa9fd988c53715287aaac0

Saluti,
CYCOM

otik71 ha detto...

d'accordo su tutto, ragionamento impeccabile. Peccato per l'uso scorretto, da parte dell'autore, del termine "paventare". Si ricorra al dizionario di italiano, oltre che alla bici.

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