Forlanini e altri ospedali chiusi a Le Iene. Potrebbero essere fonti di ricchezza, sono villaggi di tossici

3 marzo 2016

"Da quando hanno chiuso tutto hanno iniziato piano piano ma adesso si sta riempiendo". Fa paura il servizio de Le Iene (guardatevelo qui) sugli ospedali romani, sia quelli assurdamente abbandonati che quelli ancora attivi, dove tranquillamente, in locali poco frequentati, si dorme, si mangia e ci si fa di crack. 

Il caso più clamoroso è quello del Forlanini. Ma c'è un livello di clamore che dovrebbe allarmarci ancor più del degrado, del pericolo, dell'assembramento brado di persone non controllate. Il livello superiore di assurdità è quello dell'occasione mancata. Sono i milioni (centinaia di milioni) che la città sta perdendo in termini di investimenti su una partita immobiliarmente strabiliante. Le potenzialità del Forlanini dal punto di vista immobiliare sono incredibili, siamo ai livelli dell'area di Porta Nuova a Milano. Una zona di lusso della città, un'area con tantissimo verde, migliaia e migliaia di mq di edifici di altissima qualità architettonica. Un progetto che può sviluppare qualità urbana, generare migliaia di posti di lavoro veri, produrre servizi in cambio delle concessioni (centri anziani, asili nido, parcheggi), liberare interi quadranti dal degrado e soprattutto versare nelle casse dell'erario decine di milioni di euro di oneri.

Questa operazione assieme al Comune la deve fare soprattutto la Regione di Nicola Zingaretti che invece si è limitata a lasciare tutto nel più totale abbandono, nella più totale mancanza di progettualità. Nei posti normali ed evoluti queste partite si giocano e si vincono prima della chiusura. Sai che nel 2015 un nosocomio tra l'altro dotato di un livello di qualità del costruito deve essere sgomberato? Già dal 2010 ti metti a studiare gli strumenti urbanistici per trasformarlo, inizi a fare road show con gli investitori, fai partecipare il progetto alle grandi fiere di real estate al mondo, trovi il partner migliore che ti garantisca al contempo più denaro, più servizi pubblici e più qualità. E' un lavoro impegnativo, lasciare tutto in abbandono ed alla mercè di disperati (che con progetti di sviluppo veri potrebbero essere assistiti per davvero, grazie alle risorse che ne scaturirebbero) e racket è invece l'unico modo per non lavorare, per non pensare, per non progettare, per continuare a prosperare e a incamerare stipendi imbarazzanti (guardate quanto guadagnano i consiglieri regionali) pur ostentando la propria lobotomia mentale.

24 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Chiedete a Zingaretti:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/22/news/sanita_via_dal_forlanini_7_tonnellate_di_rifiuti_zingaretti_l_ospedale_sta_rinascendo_-119616963/

Anonimo ha detto...

Il presupposto indispensabile per qualunque significativo investimento immobiliare a Roma è la certezza della proprietà.
Chi compra e spende tanto per ristrutturare vuole la certezza di disporre del bene, secondo le leggi ovviamente, ma al riparo dalle "aggressioni" alla proprietà da parte di criminali, abusivi, comitati, associazioni e "benpensanti".
A Roma, in massima parte, ciò non avviene, e non solo per inerzie o carenze da parte dei "tutori dell'ordine", ma principalmente per colpa della cultura dominante, che vede nell'investimento (soprattutto immobiliare) una forma di "speculazione", e che al contrario adotta ogni forma di tutela per chi agisce contro i diritti di proprietà.

Anonimo ha detto...

RACCAPRICCIANTE!!!!
Sig. Zingaretti ma che fai???
C'è da pensare a CORRUZZIONE ed INETTITUDINE, qualità che pare non Vi manchino!!!
Come è possibile "buttare" un enorme tesoro come il Forlanini, non oso immaginare cosa ne avrebbero fatto in altra parte del mondo, certo non lo avrebbero abbandonato, VERGOGNATEVI!!!

Anonimo ha detto...

Abito in zona e come tantissimi altri miei vicini con i quali mi sono confrontato in proposito saremmo FELICI, anzi FELICISSIMI anche della più abietta speculazione edilizia nell'area dell'ospedale storico Forlanini, piuttosto che veder marcire ed occupare le strutture e le aree verdi da tossici, rom e disperati vari.
Qui non c'è alcun problema di cultura, bensì di incapacità pubblica bella e buona.
Cialtroneria, fancazzismo (per dirla alla Sabella) ed ora anche codardia. Perché nessuno dei potenziali decisori vuole esporsi più di tanto. Si parlava di ospitare una caserma dei carabinieri ed un commissariato di polizia. Magari Iddio !!! Finora vedo solo un via vai di relitti umani che trovano riparo lì.
Altro che anticorpi mancanti, come dice qualcuno. Qui bisognerebbe trapiantare nei nuovi nati in Italia qualche gene teutonico o anglosassone !

bat21 ha detto...

Non posso non quotare questo intervento 15:18

Anonimo ha detto...

E' della Regione, perché case popolari no? Una bella ristruturata e comincio a dare un alloggio ai primi della lista....No, troppo difficile...

Anonimo ha detto...

@3:16 PM
Esplicativo l'articolo datato 22 luglio 2015. Proprio oggi ho visto un servizio sui tg rai che parlava di x milioni stanziati per contrastare e prevenire il bullismo nelle scuole senza fare il minimo accenno su COME vengono spesi questi soldi.
Questo la dice lunga sulla disonestà strisciante di un partito marcio fino al midollo...

Anonimo ha detto...

Considerando le liste di attesa per le prestazioni della sanità pubblica , farlo tornare un'ospedale è la cosa migliore da farsi.

Anonimo ha detto...

Chi paga? Forse non ti sei accorto che, come regione, non possiamo permetterci nemmeno quelli che attualmente operiamo.

Anonimo ha detto...

in lombardia c'era chi aveva soldi nel freezer e la regione ha la migliore sanita' d'italia, la domanda sorge spontanea PERCHE' NELLE ALTRE REGIONI NON SI INDAGA ??

bat21 ha detto...

In realtà e' tra le migliori di Italia, non la migliore. Detto questo la domanda che fai me la faccio anche io da tempo...e a questa ne aggiungo un altra, se nonostante le ruberie la Lombardia è tra le migliori sanità italiane quanto grasso si potrebbe risparmiere nelle peggiori?

Anonimo ha detto...

A proposito dell'unione di fatto illegalità-pd, si è chiarita la faccenda della pedonalizzazione di Viale Castrense e di largo Brindisi.
Avete visto chi se ne occuperà, naturalmente senza bando e a spese nostre?
Tutta questa manfrina per ripiazzare i luridi di action e riprendere possesso del territorio nelle aree sgomberate in zona.
In più sostengono di aver fatto un referendum municipale per tastare la volontà dei cittadini, bontà loro.
Avete mai sentito da qualcuno del referendum?
L'esistenza stessa dei un municipio affidato alla fantino è la prova dell'insanabilità giudiziaria del pd.

Anonimo ha detto...

La fantino avrebbe spacciato la scelta di pedonalizzare come esito di una mobilitazione civica. Eh?! ma chi ne ha mai sentito parlare?
E di chi poi? Di quei quattro comitati strapponi di quartiere che, in filiazione con la fantino stessa, simulano la bardegibazzione bobbolare per organizzare l'anarchia del municipio de las pampas, e che fecero firmare i cittadini a favore della non edificabilità del prato di via Cesena al solo scopo di farlo occupare dai soliti sorci di fogna (piano abortito, per ora).
Al forlanini si prospettano le stesse due ipotesi, le uniche due contemplate da questa società anarco-sfascio-imprenditoriale: o lo fanno occupare, o ci fanno un centro commerciale.
Più probabilmente prima l'una e poi l'altra.

Anonimo ha detto...

Sedicenti comitati di quartiere "hanno ragionato in una serie di laboratori partecipati coordinati da Sotto Vuoti – Architettura Senza Frontiere Onlus".
Quattro scemi si svegliano la mattina e decidono che sono il comitato di quartiere e che rappresentano la volontà popolare. Ecco a chi viene dunque affidata l'urbanistica di uno snodo fondamentale come san Giovanni, in due punti nevralgici per il traffico veicolare:
alla SOTTO VUOTI - ARCHITETTURA SENZA FRONTIERE ONLUS.
L'ombelico di Roma viene affidato all'autogestione di un gruppo di amici della fantino, che naturalmente si distinguono per nomi evocativi di tutto un sottobosco ideologico: San Giovanni deve finire in mano a SOTTO VUOTI, e questi sotto vuoti naturalmente sono SENZA FRONTIERE. Se poi uno si vuole fare i fatti propri con la cosa pubblica, rivestendo l'eversione di un crisma di stucchevole buonismo, la ONLUS è un must.
Insieme a metro C, a conferma del fatto che l'anarchia è strumento dell'imprenditoria criminale, stanno cercando di rifilarci questo s-progetto dal 2006, nell'ottica di un mega - occupation -park.
Questo spazio delle disgrazie sociali doveva andare dal Circolo degli artisti all'occupazione di Via di Santa Croce in Gerusalemme, e all'uopo la fantino e i suoi hanno regalato agli amici strapponi tutto il quartiere, tra occupazioni abusive e arbitrarie concessioni di immobili.




Anonimo ha detto...

La partecipazione popolare è garantita in Costituzione dal suffragio universale. Dal momento dell'elezione in poi i politici sono responsabili delle proprie iniziative e soggetti al giudizio dell'elettorato, il che li inibisce dal commettere abusi, almeno alla luce del sole.
Certo, quando poi un gruppo di cittadini si ri-appropria dello spazio pubblico, e insiste proprio per gestirlo, bè, allora, se si dà un po' corda e già che ci siamo finanziamenti, non è mica più un reato, un venir meno al patto elettorale e l'arbitrio clientelare di pochi sui più.
Macché.
E' partecipazione virtuosa.
Ma quanto sono furbi, questi "indignati" permanenti, ma quanto sono furbi.

Anonimo ha detto...

Mi pare, per tornare al Forlanini, che ci sia da mettere in relazione tre elementi, occorsi negli ultimi quindici anni:

- Un ex eccellente ospedale come il san Camillo si è trasformato in un lager, specialmente in reparti delicati come oncologia, gastroenterologia e ortopedia.
- Un ex eccellente ospedale è stato vittima di un gravissimo attentato al sistema di ossigenazione.
- Un ex eccellente ospedale viene abbandonato progressivamente al degrado.

Di solito questa china indica una sola cosa. Forse è il caso di dare un'occhiatina alle ultime assunzioni e agli ultimi appalti.

Anonimo ha detto...

Sicuramente ci sono mire di privatizzazione dei padiglioni del forlanini o piani di acquisizione privata.
Siccome ciò che distingue una nazione civile da un paese del terzo mondo sono i servizi, siamo sempre sul binario di una intenzionale e ideologizzata dismissione dei beni pubblici.
A questo proposito, perché ci hanno fatto sparare a gheddafi:

Sono oramai note – ai più avveduti – le vere ragioni dell’attacco a Gheddafi del 2011 da parte di Sarkozy e Blair e della NATO, al fianco di una titubante ma obbediente Italia, attacco militare che portò alla morte del dittatore libico e all’attuale caos di tipo ‘irakeno’ alle porte di casa nostra. Ragioni che non vengono certo spiegate sui TG e sulla stampa mainstream, in questo vergognoso regime europeo che sacrifica le nostre libertà e i nostri interessi nazionali in nome dell’ideologia e degli interessi di un’élite transnazionale.

Elite che non esitano a scatenare guerre con centinaia di migliaia di morti, a fabbricare prove e creare pretesti per abbattere governi stranieri, a bombardare per lustri popolazioni civili in plaghe remote, a creare imperi del male per procura come Daesh e poi ritirarsi magari a vita privata senza rendere conto a nessun tribunale. Nuove potenze coloniali, ancora peggiori se possibile di quelle ottocentesche.
Le vere ragioni dell’ennesimo disastro geopolitico in terre di petrolio – in sintesi, un attacco all’Italia e ai nostri interessi per mano degli ‘alleati’ francesi e inglesi – sono però note oggi in maniera completa attraverso alcune delle 3.000 email di Hillary Clinton pubblicate dal Dipartimento di Stato il 31 dicembre scorso su ordine di un tribunale.


Anonimo ha detto...

Ci vogliono far litigare con tutti, per isolarci:

Email che delineano con chiarezza il quadro geopolitico ed economico che portò la Francia e il Regno Unito alla decisione di rovesciare un regime stabile e tutto sommato amico dell’Italia: due terzi delle concessioni petrolifere nel 2011 erano dell’ENI, che aveva investito somme considerevoli in infrastrutture e impianti di estrazione trattamento e stoccaggio. Ricordiamo che la Libia è il maggior paese produttore africano, e che l’Italia era la principale destinazione del gas e del petrolio libici.
Non troverete traccia di queste mail, come detto, nella stampa di regime eurocolonizzatrice né in quella eurosottomessa di casa nostra. E nemmeno delle telefonate di Blair, nelle quali Gheddafi aveva messo in guardia del rischio di un nuovo Iraq alle porte dell’Europa in caso di sua caduta. Profezia puntualmente avverata.
Scenari Economici ve ne dà notizia in anteprima italiana.

La email UNCLASSIFIED U.S. Department of State Case No. F-2014-20439 Doc No. C05779612 Date: 12/31/2015 inviata il 2 aprile 2011 dal funzionario Sidney Blumenthal (stretto collaboratore prima di Bill e poi di Hillary) alla allora segretaria di stato USA Hillary Clinton, dall’eloquente titolo “France’s client & Qaddafi’s gold”, racconta i retroscena dell’intervento franco-inglese.

Anonimo ha detto...

La Francia ha chiari interessi economici per l’attacco alla Libia.
•Il governo francese ha organizzato le fazioni anti-Gheddafi alimentando inizialmente i capi golpisti con armi, denaro, addestratori delle milizie (anche quelle sospette di legami con Al-Qaeda), intelligence e forze speciali al suolo.
•Le motivazioni dell’azione di Sarkozy sono soprattutto economiche e geopolitiche, e il funzionario USA le riassume in 5 punti:

1. Il desiderio di Sarkozy di ottenere una quota maggiore della produzione di petrolio della Libia (a danno dell’Italia, NdR),Francia in Nord Africa.

3. Migliorare la posizione politica interna di Sarkozy

4. Dare ai militari un’opportunità per riasserire la posizione di potenza mondiale della Francia

5. Rispondere alla preoccupazione dei suoi consiglieri circa i piani di Gheddafi per soppiantare la Francia come potenza dominante nell’Africa Francofona.




2. Aumentare l’influenza della

Anonimo ha detto...



Ma la stessa mail illustra un altro pezzo dello scenario dietro all’attacco franco-inglese, se possibile ancora più stupefacente, anche se alcune notizie in merito circolarono già all’epoca.


La motivazione principale dell’attacco militare francese fu il progetto di Gheddafi di soppiantare il Franco francese africano (CFA) con una nuova valuta pan-africana.

In sintesi Blumenthal dice:
•Le grosse riserve d’oro e argento di Gheddafi, stimate in “143 tonnellate d’oro e una quantità simile di argento”, pongono una seria minaccia al Franco francese CFA, la principale valuta africana.
•L’oro accumulato dalla Libia doveva essere usato per stabilire una valuta pan-africana basata sul dinaro d’oro libico
•Questo piano doveva dare ai paesi dell’Africa Francofona un’alternativa al franco francese CFA
•La preoccupazione principale da parte francese è che la Libia porti il Nord Africa all’indipendenza economica con la nuova valuta pan-africana.
•L’intelligence francese scoprì un piano libico per competere col franco CFA subito dopo l’inizio della ribellione, spingendo Sarkozy a entrare in guerra direttamente e bloccare Gheddafi con l’azione militare.



SarkoLibia



La nobile dottrina del “Responsibility to Protect” (R2P) diffusa a beneficio del pubblico europeo fu quindi – secondo Blumenthal – solo uno schermo per coprire la vera motivazione dell’attacco a Gheddafi: l’oro delle sue riserve e gli interessi economici francesi in Africa. Si noti infatti che la “protezione di vite civili” è totalmente assente dai rapporti diplomatici. Altra mail rilevante qui soprattutto sugli aspetti militari.

Sarebbe interessante capire dove sono le riserve auree di Gheddafi, insieme a valuta e diamanti.

Per finire con un dettaglio minimo ma significativo notiamo l’accenno di Sid Blumenthal a “l’occasionale emissario di Sarkozy, intellettuale e auto-promotore Bernard Henri-Levy, considerato dagli esponenti della NLC (National Libyan Council, fazione libica anti-Gheddafi finanziata e addestrata dalla Francia, NdR) un personaggio a metà utile e a metà ridicolo”. La triste vicenda del fondatore della Nouvelle Philosophie, auto-proclamato difensore dei diritti umani, come parabola dell’estinzione dell’intellighenzia progressista europea sostituita dagli ideologi del mercato e dell’iperfinanza e degli interessi delle élite.

Pasolini, dove sei?





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Anonimo ha detto...

Ed ecco perché ci hanno ammazzato gli ostaggi proprio adesso.
Un bel pungolo bellico per spingerci in guerra più motivati, da parte dei nostri pseudo alleati per mano degli pseudo terrorristi al loro servizio, visto che noi, non avendo interessi coloniali in africa, non ci siamo organizzati gli attentati in casa per tempo.

Anonimo ha detto...

Siamo partiti dal Forlanini e siamo finiti ai complotti internazionali?
Cavolo questo si che ampliare l'argomento!

Torquemada ha detto...

Ma c'era veramente bisogno di chiuderlo il Forlanini quando nel Pronto Soccorso del S.Camillo stazionano costantemente almeno un centinaio di pazienti perchè non si trova un posto letto in tutto l'ospedale? Quanti posti letto sono stati eliminati con la chiusura del Forlanini? Il risparmio non è consistito nell'eliminazione di uno spreco, ma è stato scaricato sulle spalle di cittadini che, perchè malati, si trovano in stato di bisogno. Fatevi un giro nelle sale dei Pronto Soccorso romani, quello che fanno vedere ogni tanto in TV non riesce a rendere nemmeno un po' della tragedia che vi si vive tutti i giorni e tutte le notti!!!

chenlina ha detto...

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