Le lotte tra gabbiani e topi. Metafora di una città ridotta come è difficile raccontare. Tutte le foto

23 ottobre 2015







Abbiamo pubblicato una di queste foto sul nostro profilo Facebook. Mai avremmo pensato ad un "successo" simile tra migliaia e migliaia di like e condivisioni. Evidentemente le persone hanno visto in queste immagini una metafora della città. Con bestie da discarica o da fogna a lottare per la sopravvivenza divorandosi a vicenda. Emblematico, no?
Come emblematica è l'esistenza dell'autore di questi scatti. Si tratta di Fernando Gonzàlez, un architetto spagnolo che lavora a Roma da precario da oltre due anni. Se la Spagna è in crisi l'Italia è cento volte peggio e Fernando se ne andrà via da Roma il 2 novembre: destinazione Inghilterra. Finalmente a lavorare invece che a fotografare uccellacci che sbranano pantegane.

32 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Come ve siete sbrigati a sommergere di post il blog per far dimenticare le giuste osservazioni dei vostri lettori.
Ignazio Caltagirone ve ne sarà grato, e anche azzurra marino.

Anonimo ha detto...

Predatori che si predano a vicenda ... davvero il simbolo di Roma oggi.

Anonimo ha detto...

Si dice aver raschiato il fondo, ma cio' a Roma e' avvenuto da tempo. Cosa c'e' dopo il fondo ?

Anonimo ha detto...

Secondo voi che ci stava sull'agenda rossa di Paolo Borsellino?
Ovviamente la organizzazione della zona grigia, ossia i servizi segreti della mafia organizzati dalla p2 e infiltrati nei vari settori sociali:
forze dell'ordine (evoluzione di gladio, golpismo, caso, ecc. si tratta sempre della stessa rete);
lavoratori (quello che attualmente è affidato ai centri sociali, ai centri di accoglienza e ai sindacati) organizzati dai primi;
potere finanziario e imprenditoriale (massoni) al vertice dei primi e dei secondi, ma in continuità;

E quando Falcone per prudenza negò l'esistenza del ventilato terzo livello (grave errore perché ormai si era capito che aveva capito), e poi provò a tornare a parlarne riferendosi a un sistema troppo radicato e folle per poter essere riferito ai cittadini senza sconvolgimenti, a questo si riferiva.

E' un sistema "segreto" che si propone di STRUTTURARE la società sovrapponendosi allo Stato, e ricorrendo all'omicidio quando si tratta di farne fuori dei pezzi.

La sinistra è consustanziale a questo orrore. Marino ne è il classico servastro, tirapiedi di ogni mafia, che sia quella dell'immigrazione come quella del cemento o finanziaria.

Anonimo ha detto...

Chi compra il messaggero, chi ha a che fare con gli immigrati, chi è iscritto al sindacato e chi tiene i soldi all'unicredit, è un infame.

Anonimo ha detto...

Eccovi le nomine di marino:

trivelle e aurelio regina,potentissimo lobbista.chi (è)era costui?Segnatevelo.
.19 giugno 2012 alle ore 1:33REGINA AD HORAS....Ha prposto e fatto entrare nel decr sviluppo LA TRIVELLAZIONE DELLE COSTE ITALIANE ,ANCHE IN AREE MARINE PPROTETTE.



Se Polillo è l uomo di Berlusocni nel Governo,un tal Aurelio Regina è responsabile dello sviluppo economico di Confindustria 2012 , è contro le rinnovabili, a favore petrolio..vediamo..la breve sintesi..di queste ore.

Nel decr sviluppo è rientrata la trivellazione al largo delle bellissime coste italiane, anche in aree marine protette,In un momento difficile, e nell’oppio del calcio europeo e della crisi ,passerebbe come un golpe ecologico,a scopi petroliferi,dove in Italia il PETROLIO DOVREBBE ESSERE IL TURISMO e il volano della ns Economia DOVREBBERO ESSERE LE RINNOVABILI che ocme dice Rifkin farebbero dell’Italia L’Arabia Suadita delle Rinnovabili.

Chi ha poposto cio’ è il n 1 di Confindustria Lazio ,un tale AURELIO REGINA, forse sconosciuto al WEB ma uomo, del 1963 foggiano, potentissimo a Roma .. e oltre,uno che tesse tele, network politico affaristico istituzionale.

Nato a Foggia nel 1963.

Laurea in Scienze Politiche a Roma.

Master in Scienza e Tecnica della Legislazione presso l'Istituto Superiore di Studi Legislativi.

Master in Advanced Finance presso l'INSEAD di Fontainebleau.

Presidente di Manifatture Sigaro Toscano SpA.

Presidente di Sistemi & Automazione SpA.

Presidente Credit Suisse Italy SpA.

Presidente della Fondazione Musica per Roma.

Presidente dell'Agenzia per l'internazionalizzazione di Unioncamere Lazio.

Consigliere di Amministrazione del Gruppo Il Sole 24 Ore.

Consigliere Delegato di British American Tobacco Italia.

Consigliere di Amministrazione Valentino Fashion Group.

Vice Presidente esecutivo dell'OPCE - Organizzazione delle Associazioni Imprenditoriali delle Capitali Europee.

Vice Presidente del Centro Studi Americani.

Ricopre attualmente gli incarichi di:

Membro di Giunta e del Consiglio Direttivo di Confindustria;

Presidente Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo;

Presidente Confindustria Lazio.

Un uomo che nel 2010 ha visto il suo vero BOOM in piena epoca berlusconiana.

Martedì, 25 maggio 2010 - 11:08:00

di Fabio Carosi

Roma ha i conti in rosso? Aurelio alza il telefono e parla direttamente con Giulio (Tremonti). Il Comune non paga le aziende? Ecco che spunta una società di factoring, la Sace Factoring, pronta a prendere i crediti del Campidoglio. E la Polverini è nei guai con la voragine della sanità? Sempre Aurelio detta alle agenzie di stampa la ricetta: “Niente nuove tasse ma un diminuzione dell’ospedalizzazione e la telemedicina”.


.

Anonimo ha detto...

Manager internazionale, progettista di qualità, cacciatore di teste. Ora anche spin off della politica comunale e regionale. La nuova Roma che conta, quella che ha deciso di dare un taglio con la vecchia politica e di trasformare la città seguendo non più il destino di Capitale assistita ma costruendo una nuova industria, ha un solo nome: Aurelio Regina.

Pugliese classe 1963, dal 2008 è ufficialmente a capo degli stanchi industriali romani, sottoposti per oltre un anno ad un singolare processo di formazione. Via la cultura della famiglia e degli intrecci con la politica e largo al management, alla progettualità. Il segreto di Regina si chiama network. Un piede anche in Procter&Gamble Italia come responsabile della comunicazione e delle Relazioni istituzionali, successivamente è divenuto consulente della società di super recruiting, Egon Zender, collocando manager, uffici stampa e pierre nelle principali aziende, mentre nel board dell’Aspen Institute, presieduto proprio da Giulio Tremonti, tesseva la trama iniziata nel 1991 con l’ingresso in Philip Morris. Oltre ad essere presidente degli industriali romani di nuova generazione, è anche consigliere d’amministrazione de Il Sole 24 Ore e grande sponsor dell’edizione romana del quotidiano di via Monterosa, nella quale compare quasi tutti i giorni.



Se non bastasse è anche vicepresidente esecutivo dell’Opce, l’Euro Confindustria che riunisce il tessuto imprenditoriali delle Capitali. Ammesso che abbia tempo libero lo deve sacrificare per dedicarsi anche alla presidenza del cda delle Manifatture Sigaro Toscano dove il 20 per cento del pacchetto azionario è controllato da Luca Cordero di Montezemolo a quella della Sistemi&Automazioni, un piccolo gioiello di società con sede a Roma, che dal 1996 si occupa di ingegneria dei sistemi e che vende soluzioni informatiche a privati e pubblici.

Ancora un network, come quello che Aurelio Regina ha creato nella Uir. Intanto il progetto per Roma. La visione non poteva essere che quella della ragnatela con una trama fitta che avvolge il Campidoglio e la Regione, gli enti pubblici costretti dalle “vacche magre” ad invocare sempre più l’aiuto privato. Presi per la gola prima Alemanno e presto anche la Polverini, a forza di gridare al project financing si sono affidati alla “cura Regina” che ha prima ha infilato le banche nella Uir, poi ha convinto Terna (l’ad Flavio Cattaneo è nel board della Uir con delega alle Politiche energetiche e ambientali) a costruire la Roma digitale, mettendo in moto 600 milioni di euro di investimenti privati per superare entro e fuori il Raccordo il muro dei 100 megabit.

Anonimo ha detto...

Visto che poi la rete – quella elettrica stavolta – di Acea e Terna era ormai datata, sempre Regina ha spinto i due gestori a mettere 500 milioni di euro sul piatto. Due gli obiettivi: fare le manutenzioni dimenticate nel passato e togliere una quantità industriale di tralicci al fianco di palazzi per i quali sono in corso centinaia di cause.

Quindi si è dedicato alle Olimpiadi, scrivendo la candidatura e portando a casa la vittoria su Venezia. I più maliziosi dicono che la trattativa sia stata fatta proprio con Tremonti con il quale divide il disegno di Roma. A dare una mano anche quel Luca di Montezemolo che non vedeva l’ora delle Olimpiadi per cancellare il tormentone del Gp a Roma. Sarà per questo che Regina si è distinto per diplomazia. Il sogno della Formula 1 lo ha fatto cullare al Campidoglio, anzi, al vicesindaco Cutrufo, così ha avuto modo di occuparsi di cose serie.

Al grido di infrastrutture, infrastrutture, Regina ha messo persino mano alla crisi della traffico e delle buche. Intanto ha dato speranze, supporto e idee all’Agenzia per la Mobilità che ha iniziato a parlare di nuove tecnologie e reti; è in attesa che l’Atac lasci l’associazionismo dei trasporti per iscriversi alla Uir, poi ha messo uno come Giuliano Amato ad occuparsi anche dei lavori per le buche, in modo tale da programmare i futuri scavi per la posa della fibra ottica e mettendo ordine al caos che regnava negli scavi per i pubblici servizi.

Contento? No, la strada è lunga. Ora si dedica alla politica, partendo dai consigli a chi in 2 anni non ha brillantemente amministrato Roma. Una saggezza dispensata gratis che è un vero commissariamento e per il quale Alemanno ha chinato la testa. Ieri ha avvisato: “Se non fossero confermati i 500 milioni del contributo annuo per Roma Capitale, salterebbero il progetto di bilancio e le Olimpiadi”. E poi ha aggiunto da buon manager: “Bisogna intraprendere azioni concrete per riportare il debito a zero, stabilizzando il contributo per Roma Capitale e blindando la gestione commissariale”.

E nel futuro? Per uno che è alla presidenza del sigaro toscano, e neanche fuma, al termine della remata c’è solo la successione alla Mercegaglia. Per far questo la romana Uir deve fare numeri e puntare a superare Milano. Ecco perché Roma città delle reti. A partire dalla sua. Gli unici a capirlo sono stati i finti ingenui del Rotary Club Tevere che gli hanno consegnato il premio 2010. La motivazione? “Per il concreto impegno dimostrato nel sostegno alle numerose iniziative ed ai progetti di lungo respiro, al fine di dotare Roma di quelle moderne infrastrutture e servizi che consentiranno alla città di svolgere con maggiore efficacia il proprio ruolo nazionale ed internazionale”.

Dunque Aurelio Regina è uno che ha le idee chiare. E la rete giusta

Anonimo ha detto...

Naturalmente d'ora in poi è un infame anche chi va all'auditorium.

Anonimo ha detto...

Un idiota come renzi, uno che parla da idiota, ha l'espressione da idiota ed esegue gli ordini del Programma "democratico" di annullamento dell'individualità del cittadino con tutta la inamovibilità che solo un idiota sa avere, e che nessuno si è mai sognato di votare, viene supportato da franco caltagirone.
Vorrà pur dire qualcosa.
E' poi così evanescente questa "zona grigia" di vertice, questa p2?
Ma proprio no.
Si tratta di venti obesi che muovono milioni di burattini.
Il gabbiano col sorcio scuoiato e sanguinante è il perfetto simbolo di questi imprenditori abituati a rimestare nella spazzatura, col loro corteo di parassiti e cannibali di fogna.

Anonimo ha detto...

No, almeno la Topa non ce la toccate....

Anonimo ha detto...

oggi anch'io ho visto un bel gabbianone... domanda: perchè hanno invaso Roma?
Risposta: perchè è l'unica città dove i bidoni dell'immondizia non hanno il coperchio, o se ce l'avevano è rotto. Il gabbiano ci plana sopra e banchetta... rimettete i coperchi, e spinti dalla fame se ne andranno altrove.

Anonimo ha detto...

Tutti questi inglesismi buttati a casaccio lo fanno sembrare un buffone. Detto da uno che con l'inglese lavora quotidianamente.

Anonimo ha detto...

Quando non si sa piu' che scrivere si ripetono le cose. Daje Tone', io posterei qualcosa sui Tredicine e sui vigili a capodanno, cosi'...pe' sta sul pezzo.

Anonimo ha detto...

a giorni uscirà lo scoop sulla festa daa befana.

Anonimo ha detto...

OGNI PAESE HA QUELLO CHE SI MERITA, NON è COLPA DEL POLITICO SE VIENE VOTATO E RIVOTATO DA MILIONI DI ITALIANI SENZA MEMORIA, BEN VI STA'!

Anonimo ha detto...

Lo dici come se Roma fosse governata dallo stesso partito da decenni. Alle ultime elezioni la scelta era tra Marino e Alemanno... e non aggiungo altro.

Anonimo ha detto...

Quindi quando Marino voleva restituire i € 20.000,00 ( cene, vino e trallallelo e trallallà ) voleva farlo in questo modo
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_23/roma-sindaco-polizza-assicurativa-che-marino-voleva-stipulare-prima-dimettersi-22c124d2-7901-11e5-95d8-a1e2a86e0e17.shtml?cmpid=SF0201R03COR
Hai capito il benefattore sincero, chissà che ha proprio pigliato per ...... i 55.000 pellegrini che hanno firmato la petizione.

Anonimo ha detto...

In particolare sono da non perdere le stupende Lettere luterane, non a caso quasi eliminate dalla bibliografia più citata dell'autore.
Sulla comodità dell'attribuzione di ogni crimine ai fantomatici "neofascisti", è l'autore stesso a rispondere, in contropiede alla sua stessa morte, nel capitolo: "Due modeste proposte per eliminare la criminalità in Italia".
Capitolo esemplare da leggere per intero, con il libro tutto.
Libro in cui Pasolini mise in luce tutti i punti neri della società artificialmente modernizzata dell'Italia di allora, e della politica. Vale tutto anche oggi. Più che un libro è un faro.
In particolare in questo contesto sottolineerei la profonda comprensione che ebbe Pasolini del ruolo della droga nei nuovi meccanismi psicologici, sociali e criminali.

Anonimo ha detto...

E' con la droga che si innestano nella complessità che connota la contemporaneità tutti i meccanismi di legame internazionale tra crimine, economia e politica, e che il bieco agglomerato comincia ad acquisire una ferocia legata sia al consumo di stupefacenti sia all'avidità proporzionata ai flussi di denaro e di potere legati al narcotraffico.
La morte di Pasolini è dovuta non solo alle sue critiche politiche e sociali (leggere cosa scrive CON PRECISIONE sul mondo che circuita intorno al pci e alla dc, per esempio, abbondantemente sufficiente a spiegare l'omicidio), ma anche a un sistema di reazione colelttiva che è quello organizzato e permeato nelle classi sociali ben descritto ieri da anonimo pomeriggio.
Prendere per esempio il libro di Oriana Fallaci, di recente ripubblicato, Pasolini un uomo scomodo, alla p. 67.

Anonimo ha detto...

La Fallaci racconta un episodio apparentemente stravagante, casuale e insieme inquietante come una chiosa del fato.
La giornalista ha appena ricevuto la notizia della morte dell'amico. "In mezzo alla piazza un giullare coi pantaloni verdi suonava un piffero lungo. Suonando ballava alzando in modo grottesco le gambe fasciate dai pantaloni verdi, e la gente rideva."
Attenzione bene.
""L'hanno ammazzato a Ostia, stanotte" aggiunse Miriam. Qualcuno rise più forte perché il giullare ora agitava il piffero e cantava una canzone assurda. Cantava: "L'amore è morto, virgola, l'amore è morto, punto! Così io ti piango, virgola, così io ti piango punto!"
Notare bene, il grottesco che capita con precisione chirurgica all'annuncio di una notizia tragica, il grottesco che mischia le carte, ridicolizza la morte, irride chi è stato incastrato, infierisce dopo il delitto, "la risata nel tunnel degli orrori" che si fa stridula come una violenza perversa sul sangue.

Anonimo ha detto...

Lettura poetica da parte di una scrittrice di una circostanza casuale?
Andiamo avanti. Nel libro si continua con la trascrizione delle drammatiche interviste a testimoni terrorizzati e reticenti. "Dove c'è la droga ti sparano in bocca".
Si capisce benissimo dall'intervista, ci fosse stato bisogno di conferma, che si tratta del solito omicidio "di Stato", dove per Stato si intende qualche delinquente affiliato della mafia del narcotraffico, legato all'area "atlantica" (articolata mafia statunitense e sudamericana, di vertice imprenditoriale e militare, a braccetto con la nostra, vedi anello lasciato in macchina) e inserito ai vertici dello Stato.
All'incontro con un collega della Fallaci il testimone si guarda continuamente intorno, per il timore di essere scoperto a parlare dell'omicidio.
Ed effettivamente, al quarto incontro, quello risolutivo, non arriva.

Anonimo ha detto...

Il territorio italiano almeno dagli anni'60 è presidiato al centimetro dalla criminalità, evidentemente con una centralina di controllo che è in alte sfere, per necessità di accentramento e di strumentazione adeguata insita nel coordinamento sofisticato e continuo dei movimenti di massa.
I due episodi riportati dalla Fallaci testimoniano entrambi di questo controllo, ma il primo - che non fu affatto casuale - è di rilevanza speciale, perché attesta le dinamiche ante-litteram del gang stalking del narco-traffico, rivelando l'aberrazione innescata nelle masse dal consumo di droga e la pura PAZZIA che organizza le azioni criminali, arrivando alla gratuità del male per il male, alla follia del sadismo, al satanico delirio di onnipotenza del drogato, tanto peggio se in tenuta militare o in redingote.
Perciò non cè niente di innocente in chi agevola gli abusivismi e i monopoli su imprenditori già a dir poco border line quanto a legalità.
Ci sono meccanismi di perversione di massa e di delitti a catena che per essere spezzati richiedono l'intransigenza assoluta contro ogni infrazione alla norma.

Anonimo ha detto...

Tutto quello che sta succedendo oggi in Italia, il disfacimento di ogni garanzia e di legalità, è legato a questa organizzazione crimino- politica pervertita dalla droga, che produce masse pervertite dalla droga, una droga che non manifesta i suoi effetti in maniera eclatante e consente di condurre una vita apparentemente "normale", ma che innesca un'assenza di qualunque inibizione morale quando si tratta di commettere, agevolare o coprire crimini immondi, pur di difendere il proprio ruolo nel sistema del consumo.
Chiunque difenda una sinistra cialtrona, anti-italiana e anti-regole, e una pseudo - destra anti - Magistratura, entrambe integrative e in perfetto accordo, fa parte del sistema.
Vedete voi da che parte stare.

Anonimo ha detto...

La droga. LA DROGAAAAAAA...

Anonimo ha detto...

Bisogna spalare tanto letame, immigrati, imprenditori, politici, occupanti abusivi, calabromafiosi e spacciatori.
Indirettamente uscirà fuori la verità anche su Emanuele Orlandi, rapita sicuramente da questo giro, che purtroppo coinvolge paesi stranieri, rendendo un semplice processo improponibile. Ma la verità uscirà fuori sicuramente, tanto sempre lì stiamo.
E tifo sfrenato davanti agli sgomberi - intanto svuotata via Assisi, Appio Tuscolano libero!

Anonimo ha detto...

Tutti i gli uomini di Legge uccisi o perseguitati sono quelli che hanno scoperto i gangli dell'organizzazione nella socità civile.
Se arresti un mafioso "semplice" nessuno ti disturba.
Da Carlo Alberto Dalla Chiesa a Falcone, che ne raccolse l'eredità investigativa, a Borsellino che raccolse il testimone, fino al meno noto Rosario Livatino che, oltre a essere in sé stesso un modello pericoloso per il tipo di società debosciata che vanno costruendo, aveva pronunziato concetti pericolossissimi nelle sue magistrali conferenze, soprattutto in relazione alla "macro-economia"...sempre lì stiamo...

Anonimo ha detto...

Scommetto che vieni a scrivere queste cose su un blog che si occupa di Roma perché garantisce anonimato e così sei al riparo dai sicari dei rettiliani.

Anonimo ha detto...

Marino e le bufalate: http://m.ilgiornale.it/news/2015/10/24/la-petizione-pro-marino-una-bufala-costruita-a-tavolino/1186504/

Anonimo ha detto...

No, le scrivo perché oltre a voi quattro coglioni, che cercate disperatamente di salvare la faccia ai vostri padroni, prossimi alla galera, lo legge gente che con le informazioni sa farci qualcosa.
Quando metro c sarà saltata probabilmente vi gestirà Libera o qualcosa del genere, quindi stai tranquillo,
Il lavoro da sguattero della mafia lo perdi solo dopo, quando le indagini arrivano a grattare il fondo del barile, quindi dai padroni ai servi rimesta calcestruzzo.
Prosit, ai coglioni e ai rettiliani.
Quanto a marino, può stare tranquillo. Se non bastava pittsburgh, San Lorenzo, affittopoli, il favoreggiamento alle cooperative malavitose e il magna magna a spese nostre, ora con le nomine ai re del ceemento può star tranquillo che tutta la mafia del regno è dalla sua.
E vai di petizione.

Anonimo ha detto...

Anche all'anas non hanno trovato la ndrangheta, hanno trovato i rettiliani.
Mettetevi l'anima in pace, uno a uno vi stanno finendo, signori nulla vestiti di niente che pensavano di essere diventati qualcosa lucidando le scarpe a don carmelo.
Ridicoli.

Anonimo ha detto...

A mosca non scrivono solamente su blog, si organizzano e vanno a cercare i prepotenti ...

https://www.youtube.com/watch?v=pgYtCGXTvSI

Pattuglioni di cittadini contro l'illegalità diffusa anche a Roma , la riscossa della città deve nascere dai cittadini in prima persona .
Il magna magna governa tutti gli apparati del comune , se sperate che con iosegnalo si risolva qualcosa siete degli illusi.
Anche le persone per bene che lavorano nel comune hanno bisogno di un sostegno concreto contro i colleghi lazzaroni

ShareThis