Ehi ehi un momento, ma non avevamo detto che erano i parcheggi interrati a far crollare i palazzi?

23 gennaio 2016

Il fattaccio di ieri a Lungotevere Flaminio ci dice tante, tantissime cose. In primis si tratta di un fatto simbolico ed emblematico di una città che cade a pezzi. Ora anche letteralmente. Un fatto simbolico che ci conferma, viste le responsabilità del crollo, come la città sia devastata, distrutta, diroccata certamente a causa dei politici, degli amministratori, dei dirigenti corrotti, dei govrnanti, ma che queste entità abbiano una responsabilità che, pur elevata, non arriva mai alla responsabilità dei cittadini che sono, restano e saranno finché le cose non cambieranno radicalmente i veri artefici dell'omicidio di questa città.

A Piazza Gentile da Fabriano hanno fatto tutto da soli. Ma la cosa non sarebbe così grave (un fattaccio può pur succede, beninteso) se non quella piazza e quell'area della città non fossero state così connotate negli anni passati. Connotate da una battaglia che noi, da soli, abbiamo combattuto sul fronte opposto dei cittadini, dei residenti, del bobbolo di questa città. 
Quella battaglia ci racconta di persone che, quando vogliono, sono in grado di mobilitarsi, di partecipare, di fare opinione, di fare pressione verso chi amministra. Peccato che si impegnino a farlo solo per il male pubblico e il bene privato e mai all'incontrario. 

La battaglia di cui parliamo fu quella relativa al parcheggio interrato in Piazza Gentile da Fabriano. La retorica terrorista del "parcheggio che fa crollare i palazzi" ci ha visti contrapporci alla cialtronaggine di comitati e residenti per anni (stiamo parlando del periodo 2010-2012, quando a Roma ancora si costruiva qualche parcheggio sotterraneo). Il parcheggio bloccherà una falda acquifera, il parcheggio distruggerà il verde, il parcheggio farà crollare i palazzi. Erano queste le cantilene. I palazzi della piazza erano avvolti da lenzuola bianche con sopra scritte assurde contro chi stava realizzando il parcheggio. 

Dopo qualche tempo la struttura venne terminata, il verde molto migliorato, al posto del degrado spuntò un parco piacevole, gli alberi aumentarono e la sicurezza per i palazzi fu totale. Certo la conclusione non fu ideale perché la sistemazione della piazza purtroppo lasciava ancora spazio alle vetture in sosta abusiva di residenti e non, ma di certo le immonde fandonie (qui ne avete una sintesi) dei residenti vennero totalmente smentite. 

Con la stessa retorica ignobile e falsa gli stessi cittadini riuscirono più o meno a far saltare altri parcheggi come quelli di Via del Vignola o di Piazza Perin del Vaga che avrebbero permesso altrettante riqualificazioni. Il tutto solo ed esclusivamente per continuare a conseguire tornaconti privati a scapito del bene comune. In primis, lo sapete, continuare a parcheggiare la macchina gratuitamente sotto casa, possibilmente in divieto o in aree pericolose. Il parcheggio è visto come fumo negli occhi perché riduce (seppur troppo poco a nostro avviso) gli spazi destinati alla sosta selvaggia delle tre o quattro auto a famiglia che il romano medio ritiene costituzionalmente garantito possedere. E questo non è accettabile. No è accettabile limitare gli interessi privati per generare un vantaggio comune e pubblico: è contrario alla filosofia di vita (vita?) di questa città. Così come non è accettabile limitare chi vuole trasformare in un loft open space un appartamento di una casa progettata nel 1928 o chi vuole tramutare la propria casa in uno sconfinato giardino pensile fatto di vasi in cemento, metri cubi e metri cubi di terra ovviamente ben annafiata e dunque pesantissima.

Per chi stava devastando il loro palazzo facendogli rischiare la vita al massimo qualche occhiataccia o mezzo esposto, per chi stava banalmente realizzando un parking interrato con procedure professionali e garantite, manifestazioni, convegni, slides e dichiarazioni terroristiche che qui, qui, qui e qui abbiamo raccontato all'epoca.

42 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Ecco perchè dovete chiamare un architetto e non un interior designer, altrimenti vi crolla tutto in capoccia...

Anonimo ha detto...

Il romano non ha alcun concetto di bene pubblico, di collettivita'. Pensa solo ai cazzi suoi. Io, io,io,io,io,io,io,io ed ancora ........ io e sticazzi di tutto il resto.........

Anonimo ha detto...

ho qualche dubbio. Ho sentito che i lavori nell'appartamento del 5 piano erano iniziati da una settimana...com'è possibile che in 7 giorni si siano causati dei danni strutturali e fatto crollare tutto ? Ho letto anche che il palazzo era stato ristrutturato da 2 mesi...! I dubbi restano e aumentano .

Anonimo ha detto...

È colpa di Renzi.

Anonimo ha detto...

Solita storia...per il romano medio è più importante il bene privato (la casa, la maghina, etc.) che il bene pubblico, più importante il proprio singolo orticello che il territorio della collettività, poi ogni tanto ci scappa il morto, in questo caso il crollo, ed ecco evidenziata un'altra delle tante miserie della capitale, ma tanto non vi preoccupate, domani è un altro giorno e tutto sarà presto dimenticato fino al prossimo crollo o morto che sia....

Anonimo ha detto...

"eh ma siete degli sciacalli!!" tra 10...9...8...

Anonimo ha detto...

A piazza Vittorio cambia destinazione un negozio di scarpe per far posto all'ennesimo probabile maleodorante fast food mediorientale. Tralasciando per un momento la questione commerciale, ho notato che nessun cartello è affisso fuori con la specifica dei lavori di ristrutturazione che stanno eseguendo (dal fracasso si tratta di opere di tutto rispetto!), nessuna menzione di eventuali autorizzazioni ecc.ecc. A lavorare un nugolo di stranieri che si serrano dentro...sicuramente coordinati da un ingegnere consapevole della tipologia dei palazzi, del crollo avvenuto venti anni fa nel palazzo contiguo, del rispetto e della delicatezza della struttura!! È il mercato bellezza!!! E allora nella mia semplicità ricordo di aver pensato che la politica, a tutti i livelli, e una amministrazione locale non analfabeta come purtroppo la nostra, avessero il compito di regolare, gestire, limitare con intelligenza il mercato nei suoi lati di pericoloso liberismo. Come fanno in paesi "comunisti"come gli USA, la germania, la Francia ... Altrimenti a cosa servono? Al prossimo crollo!!

Anonimo ha detto...

Mercati contadini, a Milano bando per le onlus che vogliono diventare referenti

Il bando del Comune prevede che l'organizzazione garantisca il rispetto delle norme sanitarie, organizzi la rotazione degli operatori, faccia promozione del mercato e si faccia carico di costi come il canone di concessione di suolo pubblico. Candidature entro l'1 febbraio

A Milano si aprono nuovi spazi per i mercati contadini. Un’opportunità non solo per coltivatori diretti e imprese, ma anche per le onlus attive nel mondo dell’agricoltura e del cibo achilometro zero. Attraverso un bando del Comune, infatti, le associazioni possono candidarsi come referenti di mercato in 40 aree della città, con il compito di garantirne l’organizzazione e il buon funzionamento.


Per partecipare al bando bisogna consegnare tutta la documentazione all’ufficio protocollo del Comune entro l’1 febbraio alle 12. Possono proporsi come referenti associazioni no profit,onlus e imprese sociali, ma anche aziende, cooperative agricoli e confederazioni sindacali. Unica condizione: dovranno avere sede in Lombardia o nelle province confinanti. Ogni referente, però, può candidarsi al massimo per tre aree. E anche i venditori, che possono essere coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, società agricole, dovranno venire dalla Regione o al massimo dalle province limitrofe.

Il referente ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del mercato. Nel dettaglio, per esempio, deve garantire il rispetto dellenorme sanitarie, organizzare la rotazione degli operatori agricoli, occuparsi delle attività di promozione del mercato e farsi carico di costi come il canone di concessione di suolo pubblico, l’energia elettrica raccolta dei rifiuti. Se viene meno a questi obblighi, il Comune può revocare la concessione. Ma a sua volta il referente può sospendere o escludere l’operatore che non rispetta le regole del mercato.

I documenti da consegnare si trovano sul sito del Comune. Oltre al modulo per la richiesta di partecipazione, bisogna portare ledeleghe di rappresentanza degli operatori, una relazione tecnica che spieghi come organizzare lo spazio a disposizione e una proposta di disciplinare del mercato. Questo documento, in particolare, potrà indicare anche eventuali attività didattiche e culturali legate ai prodotti del territorio, oltre che accorgimenti per favorire la tutela dell’ambiente, come l’uso di sacchettibiodegradabili. In caso di più richieste per la stessa area, il Comune opererà una selezione sulla base di criteri come varietà e tipicità delle aziende coinvolte, tracciabilità dei prodotti, trasparenza delle modalità di vendita, forme di promozione, anche culturali e artistiche, dei territori agricoli.

Il bando del Comune sui mercati contadini non è un’azione isolata, ma si inserisce all’interno di un progetto più ampio. L’iniziativa ha preso il via nell’ottobre 2014, con un primo avviso pubblico che prevedeva zone da destinare ai mercati contadini. “Nel primo caso sono state messe a bando circa venti aree – spiega Alessandro Balducci, assessore all’Urbanistica e Agricoltura – Ma poi di fatto ne sono state utilizzate solo sei, perché le altre non funzionavano. In particolare, abbiamo avuto problemi con lo scarso afflusso del pubblico e le interferenze delle auto parcheggiate sui marciapiedi”. Ora il Comune ci riprova, ma con un accorgimento in più. “Il secondo bando è stato fatto con più cura, perché abbiamo fatto una verifica insieme a Coldiretti sulla praticabilità delle aree”, precisa l’assessore.

Anonimo ha detto...

Buche, con i volontari di «Tappami» 
l’associazione che ripara le stradeIntervengono su segnalazione dei cittadini e anche dei vigili, usano un bitume più costoso di quello del Comune: «La nostra è una provocazione, se si vuole si può risolvere il problema»

Anonimo ha detto...

Perfettamente in tema.

Anonimo ha detto...

Ancora piu' in tema, aspettiamo con ansia i dati sulla nullafacenza dell'impiegato comunale romano.

Anonimo ha detto...

Visto l'ot degli ultimi commenti aggiungerei che Spalletti ha detto che domani si fara' una bella gara, che il riso Consilia, nonostante costi meno, tiene la cottura; e che il meteo.it dava sole ma la giornata e' dimmerda.

Anonimo ha detto...

io aggiungo un utilissimo link per i vaccini dei nostri amici a 4 zampe
http://www.bussolasanita.it/schede.cfm?id=1222&vaccinazioni_del_cane_quali_e_quando_effettuarle

Anonimo ha detto...

Bè, un essere umano può essere ucciso da una coltellata o da una rivoltellata.
Non è che se un palazzo crolla per lavori mal condotti non può crollare per un'esplosione di gas o per danni alle fondamenta provocati da scavi.
A questo proposito ricordo che dopo i primi saggi metro c in largo Brindisi, che comportarono la rimozione di alberi secolari, le cui radici concorrono alla solidità statica complessiva, il palazzo che fa angolo tra via La Spezia e Via Taranto risultò pesantemente compromesso. E ricordo anche i lavori urgenti di consolidamento necessari alla scuola Carducci, sempre dopo gli scavi metro.
Quanto li abbiamo pagati?
Quanto ai parcheggi, si discute soprattutto la loro inutilità e il loro consistere in nient'altro che in regali ai palazzinari.
Siamo pieni di parcheggi interrati e il parcheggio a Roma è comunque un casino, ma il cemento continua ad abbeverarsi alle nostr tasse. Questo si discute.
Oltre a questo, sono dannosi per le fondamenta dei palazzi, infatti intorno ai cantieri di scavo c'è un monitoraggio fisso alle pareti dei palazzi, i cosiddetti vetrini.

Anonimo ha detto...

In merito alla negligenza di alcuni pubblici ufficiali, io ho denunciato ai vigili la demolizione di tutti i tramezzi in un palazzo degli anni'20 messo in atto da una malata di mente, memore anche del crollo di un solaio dopo lavori analoghi in via Tirso negli anni '80, ma la pazza non mi pare che sia stata costretta a ripristinare la situazione pregressa.
Dopo di che ho chiesto un sopralluogo ai vigili del fuoco, facendo presente la comparsa di crepe nei solai, e mi è stato risposto che se le crepe non sono ai piani alti non c'è alcun pericolo.
Che je voi dì ai vigili?

Anonimo ha detto...

le crepe ce le hai tu nel cervello.

Anonimo ha detto...

questo malcostume di alterare i connotati originali di appartamenti, d'epoca o meno, mortificando il lavoro progettuale fatto da ingegneri e architetti del passato è la mania tipica di tamarri, burini nonchè bambini viziati e capricciosi e gli sta bene se ora si ritrovano al posto del loro appartamento un cumulo di detriti

Anonimo ha detto...

an proposito de crepe: l'artra sera a ra barduina pe na pizza co ri carciofini, 2 supplì de ieri e na moretti calda m'hanno scucito 20 leuri. mortacci loro se nun è na crepa questa. ce so dovuto stà, ho fatto pippa e ho pagato ma cor ciufolo che ce ritorno.

Anonimo ha detto...

H. 2.17, perfetta osservazione sulla tamarraggine dominante, per non parlare della pazzia non curata, il problema è per colpa di pazzi e tamarri poi il cumulo di detriti al posto della casa se lo ritrovano anche gli incolpevoli coabitanti.

Anonimo ha detto...

E poi ci vorrebbe un istituto di pronto intervento, che non costringa a passare per un tribunale quando si tratta di segnalare modifiche ai palazzi d'epoca.
I vigili, dici? L'ufficio tecnico del municipio, dici? Le soprintendenze, dici?
Provaci.
Roma è piena di giardini che diventano garage, piastre decorative rimosse per inserire un condizionatore (orrore degli orrori), e isterici che spicconano tutta casa nel tentativo di sentirsi arredatori invece che falliti.
Evidentemente il meccanismo di pronto intervento non funziona.

Anonimo ha detto...

Fatti una passeggiata alla inutile asl di Via Monza, e guarda come hanno ridotto i pavimenti veneziani e le decorazioni architettoniche dell'asilo Savoia.
Il meno peggio è il fucsia bordeaux dato alle pareti del primo piano, dove fortunosamente ancora non hanno rimosso le lapidi d'epoca. Ma ai piani superiori, uau, che lavoroni.
Altro che tamarri, cozzaloni ai posti di comando.

Anonimo ha detto...

Da lì la notte sparano ai gabbiani, lo scempio architettonico è il meno.

Anonimo ha detto...

Anonimo 2:21 concordo.

Anonimo ha detto...

Crolla un palazzo? Riuscite a rompere i coglioni con la sosta selvaggia persino qui.
Non pensate che, semplicemente, c'è stato un errore durante i lavori?
Siete ridicoli.

Anonimo ha detto...

Roma Fa Schifo alterna un paio di articoli di spessore a cretinate come questa: come è possibile? Forse l'autore non è sempre lo stesso?

Anonimo ha detto...

In quanto ai lavori interni, si può fare qualsiasi tipo di lavoro che non comprometta la staticità dello stabile. Se io sposto un tramezzo non danneggio nulla, se lo elimino senza sostituirlo va esaminata la situazione con attenzione, non posso mai in nessun modo abbattere i muri portanti. Queste sono le semplici regole. Le piante di case costruite 100 e più anni fa spesso sono folli (stanze cieche senza finestre per esempio) e un'intelligente ristrutturazione, fatta da professionisti attenti e qualificati, MIGLIORA l'immobile e lo rende più idoneo alla vita di abitanti del XXI secolo. Follie fatte da avventurieri che vogliono fare New York Post Industrial in case anni 30 con loft fuori da ogni regola sono atti criminosi che richiedono processi e anni di galera. Non confondiamo per cortesia.
Infine, nota a margine: la legge (perlomeno l'interpretazione che ne dà il comune di Roma) nel caso di una ristrutturazione immobiliare privata di un appartamento, OBBLIGA il contribuente che vuole recuperare il 50% a MODIFICHE della pianta catastale, senza le quali non spetta neanche un cent di rimborso. In pratica, queste trasformano la manutenzione da ordinaria a straordinaria.
Quindi va da sé che i tramezzi si spostano, come minimo. A casa mia spostando un tramezzo di circa mezzo metro per creare più spazio in un bagno altrimenti troppo piccolo abbiamo sistemato tutto, senza rimanere fregati.
Nella prossima casa che compreremo (per investimento) in zona centrale, valuteremo il da farsi con l'ausilio di professionisti scrupolosi. È così che si fanno le cose per bene.
Giorgio

Massimo ha detto...

Io spero vivamente che lei stia scherzando o facendo del sarcasmo. I parcheggi interrati inutili? Non ho parole.

Anonimo ha detto...

Che i tramezzi li puoi abbattere quando ti pare imbecille!

Anonimo ha detto...

i mejo tramezzi so quelli con l'insalata di pollo oppure co tonno e carciofini.

Anonimo ha detto...

Levate, levate i tramezzi, coglionazzi!

On. Cav. Conte Diego Catellani ha detto...

Il suo è culo, la mia è classe. Classe, caro il mio coglionazzo.

Anonimo ha detto...

prendo la vecchia!

Andrea ha detto...

Ma c'è ancora gente che investe in case? Coi prezzi che crollano? Mah!

Dario ha detto...

Mi sfugge perchè l'opinione dissenziente dei cittadini sia "immonda fandonia".
Sono stato ieri sera a Piazza Gentile, e tutto il verde del progetto non l'ho visto.
Ho visto, questo sì, una pubblicità piantata proprio sull'asse del ponte della Musica.

E' invece vero che la mobilitazione dei cittadini spesso trascura le vicende dei propri condomini. Ma finchè si continuerà a considerare la proprietà privata uno spazio dove uno fa quello che vuole... questo è il risultato

Anonimo ha detto...

I tramezzi nelle case in muratura, e in generale nelle case di costruzione anteriore al 1939, non si possono in alcun modo toccare, nemmeno se non sono portanti, perché negli anni si ha un assestamento delle strutture.
Le eventuali eccezioni devono passare per un'assemblea condominiale, una perizia e una richiesta al Comune.
Non diciamo frescacce da abusivisti all'italiana, per favore.
Che poi gli architetti mettano mano senza permesso in modo criminale a tutte le belle case antiche per fare ovunque orridi open space da surfisti del trullo, non cambia le regole, né quelle scritte, né quelle del buon senso.

Anonimo ha detto...

Basta scrivere su google "parcheggio interrato crolla un palazzo" per vedersi spalancare un universo. Scavare fa male alle fondazioni, poi non parliamo delle perizie fasulle sull'edificabilità dei vari ingegneri calabresi, che sono la prassi.
Vedere caso di Cosenza.

Giorgio Franceschetti ha detto...

Ma quali regole scritte? Non si possono spostare i tramezzi? Dico spostare e non eliminare del tutto, è chiaro che c'è un limite. Posta pure la legge di cui parli perché sarbbe interessantissima: nessuno ne ha mai parlato, non la rispetta nessuno da decenni: neanche una delle case che sto vedendo ha la pianta catastale identica a quella originaria tranne quelle "tutti muri portanti". E poi allora la legge che impone il cambio di pianta catastale per poter avere lo sconto fiscale? Quella si che esiste. ESISTE. Stacce.

Anonimo ha detto...

Su Repubblica viene scritto che l'inquilina del sesto piano, tal Lidia Soprani che di mestiere fà la "designer ambientale", aveva realizzato un giardino pensile — «una foresta» così definita chi indaga — nel terrazzo di 85 metri quadri (su Google si può vedere di cosa si tratta https://www.google.it/maps/@41.9263628,12.4607726,114a,20y,90h,41.8t/data=!3m1!1e3?hl=it ),
che potrebbe magari aver causato o contribuito al crollo.
Tra l'altro è scritto anche che l'inquilina avrebbe lasciato l’appartamento abbandonato e alla deriva, occupandosi solo di innaffiare quasi ossessivamente quelle piante, caricando così ancora di più il terrazzo! Certo che se così fosse, trovandoci di fronte ad un esempio di sciatteria, coattaggine e cafoneria di esponente della "upper class", la logica deduzione sarebbe che queste miserabili caratterische (sciatteria, coattaggine e cafoneria) a Roma siano veramente diffusi e trasversali!!!

Anonimo ha detto...

Giorgio Francschetti, rilassati, tutti compiono abusi di ogni genere poi quando li beccano davanti al Giudice non è un argomento valido "così fan tutti".
La Legge è quella del codice penale che fa riferimento al rispetto dei regolamenti edilizi.
Visto che spazi con disinvoltura nelle modifiche non autorizzate sicuramente la conosci meglio di me.
Te lo ripeto ancora, l'abbattimento non autorizzato di strutture murarie, è un reato penale.
Stacce.

Anonimo ha detto...

L'articolo sembra scritto dal costruttore del parcheggio.
I parcheggi sono utili, per carità, perché tolgono le macchine dalle strade, però il parcheggio interrato, specie se di piccole dimensioni e realizzato sullo spazio di una strada circondata da edifici o una piccola piazza (come questo caso), è molto costoso e crea problemi tecnici non da poco. L'ideale sarebbe costruire parcheggi fuori terra multi piano, semplici ed economici, riservando a casi disperati l'idea di scavare in mezzo alla città.
Tutta la faccenda è una bella "paraculata": il comune non fa nulla ma si fa pubblicità (Roma per Roma ecc ...), il costruttore costruisce con un progetto che a lavori finiti lascia il minor numero possibile di posti in strada, per costringere tutti a comprarsi il box, i residenti hanno i disagi del cantiere e le rogne se poi il parcheggio non viene terminato.
Comunque evidente che un parcheggio sotterraneo potrebbe provocare danni in fondazione ma non soltanto ai piani alti di un edificio, infatti i questo caso nessuno sta accusando il parcheggio.
L'idea di costruire parcheggi sotterranei non per aumentare l'offerta di posti auto, ma per eliminare totalmente i posti su strada, costringendo tutti a comprarsi il box è quindi degna di chi costruisce parcheggi.
Rivendico il diritto, in quanto possessore di auto, di parcheggiarla in strada, naturalmente rispettando le norme e la segnaletica e non lasciandola dove capita.
Personalmente possiedo 2 auto, una custodita in un box non interrato che ho comprato a caro prezzo e l'altra parcheggiata in strada, perdendo sempre tempo per trovare un posto regolare.

Anonimo ha detto...

Il ragionamento avrebbe senso se stessimo parlando di parcheggi interrati multipiano aperti al pubblico, ovviamente con una quota sostanziale riservata ai residenti, e non di una manciata di box privati, venduti a carissimo prezzo e sostanzialmente inutili alla collettività, proprietari esclusi.

Anonimo ha detto...

Vogliono fare come gli pare poi quando crollano i palazzi è colpa dei piccioni che facevano il nido sulla gronda.

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