15 foto su Villa Lais. Una volta vi si celebravano i matrimoni, oggi è impensabile anche entrarci

9 gennaio 2016

















Villa Lais si trova nel VII municipio. La Villa è uno dei luoghi di Roma 'considerati' dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali come si evince dal loro sito. All'interno della Villa ha anche sede un centro famiglie per gli attuali municipi V- VII- VIII - IX e c'è anche una delle quattro sale istituzionali di Roma Capitale per la celebrazione di matrimoni.
Le foto purtroppo parlano da sole, la Villa è completamente abbandonata. 
Barbara

31 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Non mi meraviglio. E' notizia di stamattina che, il lievitare dei costi delle consulenze volute da Marino (per cosa poi visto che Roma e' ridotta ad una merda), mette a rischio gli stipendi dei dipendenti capitolini. Scelte sbagliate su tutto.

Anonimo ha detto...

Per cosa poi si sa. La consulenza sono soldi dirottati su ditte che offrono il consulente, o semplicemente è uno dei termini di uno scambio di favori, altresì detta una servitù. Dovrebbero essere pubblicate sui siti istituzionali ma ogni funzionario dispone di un piccolo portafoglio di riferimento che piega agli usi che gli fanno più comodo, con un'interpretazione estensiva dei capitolati.
A Villa Lais c'è anche un centro di igiene mentale, per il recupero sociale delle persone con disturbi psichiatrici. Manca solo il negozio di caccia e pesca. Ho chiesto di fare foto dell'interno per una rcicerca sull'edilizia del quartiere e mi hanno rinviato a una solenne richiesta in carta bollata, perché pare che sugli spazi ci siano delle mire private, che presuppongono una futura ristrutturazione liberté. Non Liberty, proprio liberté, se il privato vuole rimuovere i pavimnti veneziani o gli affreschi, è bene che non restino testimonianze.
La gestione è del VII municipio, della sempre brillante gaucha delle pampas. Non escluderei che stiano facendo disgregare la villa in vista di qualche occupazione abusiva, come fecero nella villa nella traversa chiusa di Via dei Cessati Spiriti.

Anonimo ha detto...

Se esistesse un servizio giardini qui ci starebbe a pennello, come un museo dell'evoluzione storica del quartiere.
Comunque se a capo del VII municipio ci fosse belen rodrigueza farebbe meno danni.

Anonimo ha detto...

Grande Marino, tu eri un genio, hai imposto un contratto ai tuoi dipendenti perche' il MEF bocciava quello di prima. Peccato che ha bocciato anche il tuo ma col cazzo che l'hai detto. Eppure parlavi come un uomo virtuoso.


09/01/2016 06:05
CAMPIDOGLIO
Non ci sono i soldi. Il Comune rischia la paralisi
Il fondo del salario accessorio è irregolare. Per i dipendenti stipendio decurtato fino a marzo



SALARIO ACCESSORIO, IN PIAZZA CAMPIDOGLIO PRESIDIO UGL -FOTO 1
Altri articoli che parlano di...
Categorie (1)
Roma Capitale
Turni di notte, domeniche, aperture pomeridiane, orari lunghi. E ancora serate sacrificate alla famiglia per completare quella pratica, studiare quel provvedimento, organizzare quei servizi. Tutto rigorosamente gratis, per ben tre mesi. Per una «irregolarità tecnica» che ad oggi appare «irrisolvibile». A gennaio, febbraio e marzo i 24mila dipendenti capitolini non prenderanno il salario accessorio, la parte variabile dello stipendio, che si sono guadagnati per le loro prestazioni nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Buste paga di circa 1200-1300 euro che saranno ridotte anche a 800-900 euro. Insomma quasi 30% del salario normale non sarà percepito. E attenzione, qui non stiamo parlando degli «straordinari», ma dello stipendio vero e proprio.
Com’è possibile? La storia ha dell’incredibile e ha lasciato a bocca aperta gli stessi sindacalisti che ieri per tutto il giorno hanno provato (vanamente) a trovare una soluzione insieme al commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca. In pratica, la costituzione del fondo da 153 milioni di euro, derivante dall’atto unilaterale con cui gli uffici alle dipendenze dell’ex vicesindaco Luigi Nieri aveva varato il nuovo contratto decentrato, era avvenuta in maniera «irregolare». Tanto che, pare, nel giugno 2015 il Ministero Economia e Finanze lo aveva fatto notare. Ma nessuno dal Dipartimento Risorse Umane, lo aveva fatto presente a chi di dovere. L’assurdo è che se entro il 31 gennaio non verrà sottoscritto un nuovo contratto decentrato in accordo con i sindacati, i lavoratori rischieranno di perdere il salario accessorio anche per il mese di aprile (riferito alle prestazioni di gennaio). Dito puntato da parte della giunta commissariale contro il direttore del Personale, Laura Benente, che potrebbe essere trasferita in queste ore.
È evidente che urga una soluzione immediata. Il nuovo contratto è il requisito minimo e dovrebbe anche nascere da una condizione di responsabilità da entrambe le parti. Ma servirebbe anche un decreto urgente del Governo nazionale. L’esecutivo guidato da Renzi ha già ignorato gli emendamenti prima presentati e poi ritirati dall’ex vicesindaco e deputato Marco Causi per la legge di stabilità. Successivamente, non è stata rispettata nemmeno la promessa di inserire gli aggiustamenti nel decreto milleproroghe. Il problema è che ora, con il Giubileo che sta entrando nel vivo, si rischia una paralisi completa dei servizi. I sindacati hanno annunciato una serie di assemblee e proteste che accompagneranno la città verso lo sciopero generale del 27 gennaio. Senza il pagamento del salario accessorio, i lavoratori «potrebbero sentirsi in diritto di limitarsi a svolgere le mansioni ordinarie». Questo vorrebbe dire niente più notti e festivi per i vigili, aperture pomeridiane per i municipali e orari lunghi per le insegnanti. Insomma, il black-out. «La situazione è peggio di come ce l’aspettavamo – afferma Giancarlo Cosentino, responsabile della Cisl Fp – Qui non ci sono in ballo solo i diritti di chi lavora, ma anche dei cittadini che devono ricevere i servizi minimi”. ìSiamo alla tragedia dell’assurdo – gli fa eco Francesco Croce, della Uil Fpl – figlia del disastro lasciato da Ignazio Marino».

Anonimo ha detto...

Salario accessorio dipendenti capitolini? Presidio UGL? Chiederei cosa ne pensa in merito il Grande capo.....Estiqaatsiiiii!!!!! (questo giusto per dire che questi argomenti non c'entrano una beata mazza con l'argomento del degrado di villa Lais.)

Anonimo ha detto...

Porca troia come rosichi piccolo nerd. Riesco a farti impazzire ogni volta. Ahahah. Sei piu' divertente di Maurizio Battista, daje cor petto di pollo e sostituisci la foto di Sheldon Cooper che hai nel portafogli, ormai e' consumata.

Anonimo ha detto...


Ahò, sembra proprio Roma ... nun è Pompei?

Anonimo ha detto...

Ah! C'est la decadence! Decadence dimettiti!

Anonimo ha detto...

Tutte le Ville e parchi di Roma versano nella stessa situazione. La responsabile ha un nome e cognome, Estella Marino e il suo ineffabile servizio giardini. Con lei il verde pubblico a Roma è sparito.

Davide Tutino ha detto...

Questo è ciò che da Consigliere Municipale avevo già narrato, la devastazione e l'abbandono delle ville storiche, con la complicità dei consignori locali.

Era il 18 Dicembre di un anno fa....


Comunicato di Davide Tutino – Radicali, Eletto nella Lista Civica Marino
Municipio 7, 18 Dicembre 2014
Il Partito Democratico e Forza Italia in municipio 7 bocciano la richiesta al sindaco Marino di stanziare fondi adeguati per la manutenzione del verde e delle ville storiche, in particolare Villa Lazzaroni, Villa Lais, Villa Fiorelli, Parco di Monte del Grano.
Dalla scelta astensionista del Pd si differenziano Marco Poli ed Eva Carrus, che votano a favore.
Il Consigliere Tutino, nel suo intervento, ricorda al Pd: “Chiamarsi compagni significa spartire il pane, e il pane si fa col grano, non con la grana. Se fate mancare il vostro voto, cambiate anche il nome del vostro Circolo, da Alberone ad Asfaltone”.
L’audiovideo della seduta di Consiglio odierna sarà, come sempre, pubblicato in rete dall’emittente Liberi TV.
Di seguito sono riportate le espressioni di voto.
Favorevoli: Davide Tutino, Francesco Laddaga, (Lista Marino) Monica Lozzi, Eva Carrus, Marco Poli, (Partito Democratico), Emiliano Cofano (SEL), Fulvio Giuliano (FDI).
Astenuti: Antonello Ciancio, Rocco Stelitano, Franco Gugliotta, Stella Caccamo, Christian Lelli, Valeria Vitrotti, Ascenzo Villa, (Partito Democratico) Federica Lenci (GM)
Contrari: Domenico Carlone, Umberto Matronola, (Forza Italia).

Fonte: http://www.radicaliroma.com/wp/2014/12/tutino-il-pd-dallalberone-allasfaltone/
- See more at: http://www.radicali.it/20141218/tutino-pd-dall-alberone-all-asfaltone#sthash.gFnTDX4W.dpuf

Anonimo ha detto...

ci si era sposato un mio amico 10 anni fa... non era la Svizzera, ma almeno la decenza era assicurata. Bello vedere come ogni singola parte di questa città cada a pezzi nel fregacazzo generale...

Anonimo ha detto...

I dipendenti capitolini sono quelli che avrebbero dovuto manutenere la villa di cui sopra. Benissimo mettere a rischio i loro stipendi: fosse per me andrebbero tutti licenziati e sostituiti da giovani volenterosi!

Anonimo ha detto...

Unica soluzione: occupazione, riqualificazione e gestione diretta popolare, prima che qualche privato metta le grinfie sulle ville con la complicità dei politicanti.

Anonimo ha detto...

Il servizio giardini non esiste più da un pezzo. La manutenzione è stata interamente affidata alle cooperative, coi bei risultati che vedete. Per far quadrare i conti hanno scempiato gli alberi di Roma, e ne hanno abbattuti a vanvera la metà, trascurando ogni forma di controllo anche perché in queste cooperative certo non trovate addetti alla potatura degli agronomi, ma degli energumeni raccattati da qualche patria galera.
Mettici pure che una delle sedi del dis-servizio giardini era accanto all'ama di viale Castrense di fronte a due cooperative di mafia capitale, più volte incendiate, e che anche la sede del servizio giardini di Porta Metronia è stata incendiata dopo l'avvio di mafia capitale, desumerai da te che non dev'essere proprio un'isola della buona amministrazione, questo ibrido cooperative sderenati - funzionari scoglionati del comune di Roma.

Anonimo ha detto...

Se pensi che il non servizio giardini fa parte del dipartimento tutela ambiente, ti rendi conto di che eresia sia stata deprivarlo di personale qualificato e interno.
che tutela può dare una cooperativa che deve far quadrare il bilancio assumendo, tra l'altro, scalzacani?
Anche se, vista l'importanza della villa, se ne dovrebbe occupare direttamente la direzione belle arti e paesaggio del ministero, guardate che storia meravigliosa:

http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/ville_e_parchi_storici/ville_della_borghesia/villa_lais_gia_vigna_della_campagnola

Anonimo ha detto...

Quando ci si interrogava sulla destinazione della loschissima area erbosa di Via Cesena, già allora mi sembrò ovvio cominciare a sfruttare le isole verdi in degrado per farne le soste intermedie di un percorso ciclabile lungo le mura e attraverso la città, senza pretendere di fare della ciclabile una possibilità parallela alla viabilità comune, intento costosissimo e impraticabile, ma un percorso piacevole e integrativo.
Voi immaginate che sarebbe una ciclabile che segua le Mura aureliane partendo da Viale Castrense, attraversando luoghi come Villa Lais, adeguatamente rimessi in sesto.
Piccole ville pubbliche da raggiungere a piedi o in bicicletta per graziosi ozi urbani e suburbani (traduzione, piccoli chioschi caffetteria, biblioteche, musei del quartiere, verde e pace, sorveglianza qualificata, no cagnacci, no giochi per mocciosi maleducati e frignanti, no campi da calcetto, no casino, no trucidi co a chitara, no acrobati orfani de qualche okkupazzione).
Per progettare tutto ciò però bisogna avere una visuale politica di lunga gittata, avere a cuore le pubbliche sorti e nessun interesse privato.
Ma mi pare che Gandhi al momento sia incandidabile.

Anonimo ha detto...

Troverebbero un senso all'interno della ciclabile dei sogni anche le tante tristi isolette di verde con panchine sparse nel traffico di Roma: recintate alla parigina, curate con vegetazione varia e rigogliosa da giardinieri qualificati del comune, senza alcun bisogno di stanziamenti speciali, con rampicanti che chiudano la vista al traffico, e consentano una pausa dell'anima tra una bruttura e l'altra della giornata.
Bello, no?

Anonimo ha detto...

porca puttana, così bello che quasi quasi mi candido

Anonimo ha detto...

È la "riqualificazione" popolare che mi fa storcere il naso. Hai qualche esempio da mostrare? Così su due piedi mi vengono in mente i centri sociali, che vengono dopo solo ai campi rom in quanto a degrado!

Anonimo ha detto...

Ma popolare tu sorella, che popolare?
Aristocratica e regolarissima, anzi, all'ingresso dei villini ci voglio la guardia armata, tipo buckingham palace.
Fosse per me ci farei anche l'angolo ghigliottina per strapponi dei centri sociali, spettacolo il sabato, ma non so più i tempi.

Anonimo ha detto...

Una ciclabile turistica è morta in partenza e non serve a risolvere i problemi del traffico e a fare della bicicletta un'alternativa all'auto. Le ciclabili dovrebbero servire per andare a scuola, a lavoro, a fare la spesa, in palestra, dalla fidanzata e via dicendo, come nelle altre città europee più evolute. La scampagnata della domenica è un lusso secondario.

Anonimo ha detto...

Ma sentite le voci. Quale turistica, turistica tu sorella. Anche perché di turisti a Furio Camillo non se ne vedono molti.
Una ciclabile che copra tutta la città è una spesa improba per un risultato devastante, a meno che tu non abiti a Stoccarda o in una micro città orrenda tutta nuova e già devastata da qualche bombardamento.
Si parla di un supporto alla vita quotidiana e a un miglioramento della bellezza ambientale, senza dover pensare sempre al grande raccordo anulare anche quando si parla di biciclette.

landor ha detto...

Esatto

landor ha detto...

Incredibile

Anonimo ha detto...

Mh, bene, un individuo ragionevole e di buon gusto, non disperiamo.

Anonimo ha detto...

Mi sono sposata a Villa Lais dieci anni fa, era stata appena ristrutturata ed era deliziosa (a parte "il parco" che definire tale è già un abuso). Fa male vedere come vanno a finire i nostri soldi

Fracatz ha detto...

la soluzione è semplice, aumentate l'imu sulle case di quel municipio e fatela finita. Se non siete sicuri che poi con i soldi la situazione migliorerebbe, allora cedete la gestione ad un privato che facendo pagare un biglietto ai fruitori della cosa, la terrebbe ben manutenziata.
Son sicuro che entrambe le 2 logiche soluzioni non andranno bene alla cervice dell'immaginifico
bobbolo
thajathano
molto più semplice frignare, frignare e sognare però ricordatevi che non è giusto che municipi dove non esiste nulla debbano farsi carico della pulizia degli altri municipi, come per il centro storico, ogni municipio deve applicare le tasse in base ai servizi che offre a chi ci abita

Anonimo ha detto...

Ma perché, non siamo più in uno Stato? Non deve essere più garantito il servizio di pulizia pubblica? Improvvisamente le finanze sono finite in un grande maiale salvadanaio a comparti stagni? Ah, e soprattutto, i soldi che si danno con le tasse vanno a finire in servizi? Curioso, e da quando? Se è così dovremmo avere i marciapiedi lastricati d'oro.
Come vedete la sporcizia è una tecnica con cui la pubblica amministrazione aiuta le ditte di pulizia e manutnzione in appalto a fare questo: "'zzo vòi, vòi e strade pulite? A metro c? Er bussesse che passa? L'arbiri che nun te cadeno addosso?
Dacce artri sordi."
Facile, no?
Pensa che nel 2005 dovrebbero averla rimessa a nuovo, riqualificando anche l'area per cani (...), "sulla base di un progetto di "restauro storico filologico", che prevede la riduzione e riqualificazione dell'area destinata ai cani, la sostituzione della ghiaia dei viali con un impasto e il trasferimento dell'AMA per rendere il locale disponibile per il Centro Anziani. "
Ci hanno scoperto pure un tratto della Tuscolana antica, pensa che roba potrebbe essere per questo squallido quartiere.
Comunque a Villa Lais già ci sono i privati, la ditta Il clivo , probabilmente se la vogliono inglobare tutta e farci un resort di lusso.

Anonimo ha detto...

Buffoni in malafede Tonelli sei il peggiore !Se la gente ti conoscesse ti eviterebbe come la peste ma il bike sharing di Improta dove ė finito pagliacci in malafede! Siete voi il male di questa citta' ipocriti le piste ciclabili la roma fiumicino

Anonimo ha detto...

Interrogati piuttosto sulla fine di Improta, viste le accuse rivoltegli.
Una bicicletta usata costa 30 euro, bikesharing manco fossimo in burkina faso.

Anonimo ha detto...

Se non lo sai tutta la pulizia delle aree verdi di Roma è stata affidata tramite appalto senza gara alla coop private, cosi come la pulizia dei giardini delle scuole..e consociate. Vedi 29 giugno e Muktiservizi
Quindi il privato tanto acclamato di questi tempi, che dopo aver intascato centinaia di milioni manda in giro per Roma 4 magrebini sottopagati in nero senza scope...e se ne frega di te che scrivi su rfs

ShareThis