La terrificante abitudine di mettere porre il divieto temporaneo laddove è già divieto. Un caso

29 febbraio 2016



Su Via Innocenzo III, ristretta da 15 anni da un classico cantiere bloccato alla romana, c'è un divieto di sosta&fermata fisso e da tutti ignorato. Forse ricorderete la foto del mio vicino che mostrava il divieto sradicato e buttato nel cantiere abbandonato (autorizzato dalla giunta Rutelli, giusto per dirvi quant'è vintage!): voglio proprio parlare di questa strada abitata da trasgressori impuniti e recidivi autorizzati tacitamente.

Molto prima di Natale sono iniziati dei lavori di 'riqualificazione' (vi prego di nn pensare si trattasse di chissá quale opera!), con scadenza 60 gg. Il cantiere ha procurato non pochi problemi soprattutto ai pedoni che si trovavano ad attraversare pericolosamente senza strisce momentanee che chiunque con buon senso avrebbe messo. Molto lenti e quasi fermi, i lavori sono stati ultimati l'ultimo giorno utile: sabato dalle 7,30 per tutto il giorno sfiancando chi il sabato avrebbe riposato. Il cantiere viene sbaraccato ed ad oggi la segnaletica a terra non è stata rifatta!

A distanza d'un mese pare riprendano i lavori (che dovranno ancora fare?) e vorrei mostrarvi quanto si ripete perché m'indigna un'altra volta e vorrei provare ad avere una spiegazione.

Il divieto di fermata del quale nessuno tiene conto di solito viene nascosto. E viene aggiunto quello di sosta che ha una valenza inferiore. La cosa davvero assurda è che senza dover sprecare tempo (e denaro!) avrebbero potuto rimuovere tutte le macchine (stimerei una 30ina lungo tutta la strada!) senza aver timore di ricorso alcuno. L'avviso stradale non è altro che un cortese gesto che tutti i cittadini che non parcheggerebbero ove proibito hanno offerto a quei fetentoni che se non hanno la macchina sotto le finestre di casa non dormono la notte!

Rimango davvero a bocca aperta di fronte a queste attenzioni e mi chiedo quando smetteremo di pensare che "potemo fa come ce pare perché ci viene permesso"
Marzia



*Marzia,
purtroppo apporre divieti temporanei laddove è-già-divieto è un vizio romano terribile che serve solo ad una cosa: certificare che i divieti "ordinari" non hanno alcun valore. Non si cpaisce in virtù di quale deroga a Roma il Codice della Strada, che è una legge dello Stato, possa essere disapplicata a piacere di chiunque. 
Ogni volta che qualcuno posiziona dei segnali di divieto laddove il divieto c'è già di default dovrebbe partire una denuncia seria, per omissione d'atti d'ufficio. Con la voglia e il tempo (e il denaro) di andare avanti nella causa. Se qualche avvocato appassionato è all'ascolto ci potremmo organizzare e sarebbe cosa buona e giusta. 
-RFS

14 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...


Vietato vietare ...

Era il motto degli anarco/comunisti degli anni sessanta,
vediamo che è ancora molto attuale!!!

Anonimo ha detto...

"Repetita iuvant", penseranno in qualche ufficio tecnico comunale, peccato che il romano medio è una scimmia con poco cervello, quindi puoi mettergli anche un cartello ogni 5 metri ma se ne sbatterà, perchè tanto butterà 'a maghina dove più fa comodo (ovvero davanti al portone di casa / negozio / ufficio, e comunque ad una distanza non superiore a 10 metri). Comunque al livello a cui siamo arrivati, credo che neanche un Pol Pot con i suoi campi di rieducazione riuscirebbe ormai a modificare le tante scimmie che popolano questa città!!!

Anonimo ha detto...

"La malattia di Roma è il fancazzismo". Sabella denuncia: "Provarono a corrompermi"
"Ad culum parandum", logica inestirpabile. E' l'ex assessore alla Legalità Sabella a ribattizzare la logica che governa la Città Eterna. Poi racconta: "Quando iniziò il mio lavoro a Ostia quanti inviti per andare a mangiare pesce..."


"Uno dei problemi di Roma è il fancazzismo di alcuni romani e di alcuni dirigenti. C'è la logica che io ho ribattezzato dell'ad culum parandum". E' Alfonso Sabella, ex assessore alla legalità di Roma Capitale, ha gettare il telo che nasconde i mali della Città Eterna. Il magistrato "cacciatore di mafiosi nella Sicilia di Falcone e Borsellino ha ripercorso i mesi del suo impegno al Campidoglio con la Giunta Marino intervenendo ai microfoni di Radio Cusano.

Sabella arrivato a Roma dopo lo scandalo di Mafia Capitale ha ripercorso alcuni passaggi della sua avventura romana: "Non ho avuto tutto il tempo di cui avrei avuto bisogno, anzi. Appena sono arrivato nella Giunta Capitolina mi sono reso conto che il tempo doveva essere molto diverso. Le questioni che ho trovato a Roma si sono formate nel corso di decenni, non erano collegate nè all'ultima, nè alla penultima nè alla terzultima amministrazione.

Obiettivamente, quello che ho trovato non sempre sono burocrati corrotti, ma gente che non aveva voglia di lavorare o che non era in grado di fare il proprio mestiere, con dirigenti e funzionari non al livello della Capitale. La classe dirigente che ho trovato io non è all'altezza. Anche se, questo devo dirlo, ci sono anche delle eccezioni.
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Qualcuno, racconta Sabella, ha provato a corromperlo: "Come funziona il meccanismo corruttivo a Roma? Iniziano ad invitarti, alle terrazze, ai salotti, alle cene, al ristorante vip. Io grazie a Dio non ci sono mai andato, ma di inviti ne sono arrivati molti. Qualcuno sarà stato in buonafede, ma sono sicuro che qualcuno particolarmente interessato c'era. Quando si iniziò a ventilare il mio lavoro a Ostia, non vi dico quanti inviti sono arrivati per andare a mangiare il pesce in uno degli stabilimenti balneari. Per fortuna vengo dalla Sicilia e so cucinare...".

Anonimo ha detto...

E' più facile trovare un mafioso che estirpare la corruzione, dice Sabella: "Sono stato criticato quando ho detto che arrestare Brusca e Bagarella era stata una passeggiata di salute rispetto a mettere le mani nella macchina burocratica di Roma, ma ho detto la pura verità. E' molto più complicato il lavoro che mi sono trovato a fare a Roma, perché a Palermo cercavo i mafiosi sapendo chi fossero, a Roma non sai mai chi hai davanti".

Anonimo ha detto...

Svendopoli Ater, l’abbuffata. La Regione dimentica la legge
La denuncia del già presidente Ater, Donato Robilotta: "Il patrimonio in zone di pregio viene quasi regalato. La Regione Lazio nel 2008 si era impegnata a cambiare queste norme per impedire la svendita di questo patrimonio ma la legge è rimasta ferma"


"Per capire di cosa parliamo: a piazza Melozzo da Forlì un appartamento da 104 mq venduto a 89 mila euro, in via Perin del Vaga 102 mq a 81 mila euro, a via Oslavia 100 mq a111 mila euro. Ora il problema non è quello di bloccare la vendita dappertutto ma quello di modificare le norme regionali prevedendo che le case popolari nelle zone di pregio vengano vendute a prezzo di mercato".
Racconta Robilotta: "La Regione nel 2008 si era impegnata a cambiare queste norme per impedire la svendita di questo patrimonio, ma la bozza della modifica alla legge, approvata dalla commissione presieduta da Giovanni Carapella, che aveva il sostegno convinto anche dell’allora presidente dell’Ater Petrucci, non fu mai discussa dal Consiglio. Sarebbe opportuno che il Consiglio Regionale riprendesse quel testo e lo approvasse rapidamente per evitare la vergogna di svendere un grande patrimonio e mantenere l’Ater in uno stato di perenne fallimento con i bilanci che vengono risanati con soldi dei contribuenti di Roma e del Lazio che pagano le tasse più alte d’Italia".

Anonimo ha detto...

Vi lamentate tanto di Roma, eppure qualche divieto in più non fa male. Da noi a cassino hanno appena "scoperto" (lo sapevano tutti) rifiuti ad altissimo livello di tossicità. Sono state identificate connivenze con l'amministrazione.
La vecchia giunta è sotto indagine per tangenti già da quattro anni. nel frattempo è riuscita a far pressioni sulla stampa per non pubblicare neanche una riga, e a far rimuovere ogni notizia on line.
Questa è la camorra, credo che neanche obama riesca a fare cose del genere.

Anonimo ha detto...

nun ve preoccupate che ce penserà a praticante de previti a mette tutto a posto no il pd partito dei delinquenti

Anonimo ha detto...

>Obiettivamente, quello che ho trovato non sempre sono burocrati corrotti, ma gente che non aveva voglia di lavorare o che non era in grado di fare il proprio mestiere, con dirigenti e funzionari non al livello della Capitale. La classe dirigente che ho trovato io non è all'altezza. Anche se, questo devo dirlo, ci sono anche delle eccezioni.

È così da decenni e bisogna ringraziare gli immigrati meridionali.

Anonimo ha detto...

Ma che c'entra la Camorra? Questi sono dipendenti pubblici nullafacenti e incompetenti, visto che tanto la pagnotta a fine mese la prendono lo stesso. Se i vigili facessero multe tutti i giorni invece di passare le giornate al bar, nessuno si preoccuperebbe di mettere un cartello nuovo il giorno in cui si fanno i lavori.

bat21 ha detto...

La PA in Italia e' solo un immenso stipendificio che impedisce ogni sviluppo dell'economia. Come dicevo in altro post da Roma in giu' dopo questa cura statale l economia e' distrutta completamente a Nord ci stanno seriamente lavorando. Tempo pochi anni e faremo la fine della Grecia/Argentina.

Anonimo ha detto...

TONELLI E LO SCIOPERO DELLA FAME

Mentre questo governo sciagurato regala soldi a ditte e cooperative mafiose per avvelenarci, farci invadere dai watussi, regalare pensioni a finti coniugi, far accomodare ladri e assassini, la nostra Polizia va in giro in brache di tela.
Non uno di questi farabutti che si stia occupando del fatto che la Polizia deve difendere la nazione senza disporre degli strumenti minimi di protezione e offesa.
Forse perché la Polizia ormai deve rappresentarci come stato sottomesso e che le busca anche dai paesi del terzo mondo, chissà.
Che qualcuno si alzi, almeno nei partiti civili, a promettere a Tonelli e alla nostra Polizia che si prenderanno provvedimenti per rimediare alla situazione, e possibilmente a cambiare i vertici del corpo, ormai completamente sganciati dallo spirito della difesa comune e intenti a conquistarsi prospettive prossime di comando, a costo di vessare i propri uomini e di mettere a rischio tutto il Paese.
La Polizia disarmata costituisce un pericolo per tutti.

Anonimo ha detto...

Con la feccia che abbiamo al governo, alla regione e alla provincia, possibile che tra vendola la boldrini de luca e zingaretti non tirino fuori una ditta dei casalesi pronta a vestire di tutto punto l'esercito previe le consuete tangenti?
Solo per far svernare gli slavi ladri vi date da fare?

Anonimo ha detto...

io ho visto divieti di parcheggio per lavori con tanto di nastro su un marciapiede.. !!! Perchè a Roma si parcheggia dove capita!!!
ROMANI SEMPRE PIU' ROM !!!

Alessandro Pizzuti ha detto...

che vuol dire cantiere bloccato alla romana da un decennio perchè non approfondisci mai? perchè c'entra morassut?

tonelli sei sempre il solito..

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