Privatizzazione Trenitalia? Prima di investirci leggete come è gestita l'azienda a Roma e come tratta i clienti

4 febbraio 2016

Ore 8.05. Stazione Termini. Sportello assistenza clienti Trenitalia. Richiedo un preventivo per il viaggio di un gruppo di 20 persone.

Si tratta in gran parte di minori. L'addetta ignora le scontistiche previste, chiede a dei colleghi lì presenti e poi si allontana per qualche minuto per saperne di più.


La sua collega nel frattempo dopo una telefonata a "bello de mamma", pur non avendo utenti davanti, apostrofa così una turista entrata senza il suo placet preventivo: "scusi... che allei l'hanno chiamata? Aspetti er turno!". E gli indica il display col numeratore. 


Il primo malcapitato che riceve deve compilare un modulo. Non ci sono penne e lei non ne ha. "Seee so' fregate tutte... aggente è ncredibbile""Medispiace - fa al poveraccio - 
se nun trova na' penna nun so come aiutalla". Quello scuote uno zaino sapendo che la sua unica opportunità per acquistare un abbonamento alle Frecce, quindi come si dice, un servizio "ad alto valore aggiunto" è trovare una penna.
Torna l'addetta che mi stava seguendo. 

Continua a ignorare le scontistiche per i minori, ha sbagliato il numero dei componenti del gruppo, mi sottopone una cifra che non c'entra nulla. Provo a chiedere le percentuali di sconto per farmi il calcolo da solo. Non le conosce. Consulta il terminale e mi ripete quello che legge. 

Gli chiedo una simulazione del prezzo "io a matematica so' negata" e prende il cellulare per fare 60/4.


Si allontana di nuovo. Nel frattempo la sua bionda collega ha deciso di prendere a male parole tutti quelli che osano accostarsi al bancone senza averne diritto. Non gliene importa nulla se gli utenti parlano inglese lei gli risponde in italiano comunque. "Noi nun famo i bijetti... deve anna' più avanti".


Torna la mia interlocutrice. Porta trionfante il biglietto che trovate qui sopra. Lo chiama "preventivo". Cerca di spiegarmelo. Non è per niente impacciata.
Sono un cliente che si appresta a pagare un servizio circa 750,00 euro.


Tra l'altro un servizio la cui puntualità e certezza, trattandosi di un gruppo di minori, è indispensabile.
Ma la mia addetta non ha clienti. Ha interlocutori di cui deve liberarsi prima possibile. Possibilmente dicendo "vada sur sito".


Mentre mi allontano sento "ahhhhhh... v'ho detto che dovete aspetta' er turnoooooo".


Stazione Termini, Roma, anno 2016.

45 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Mi meraviglio che ti meravigli.

Anonimo ha detto...

Inglese??? Ma se no lo parlano neanche i nostri europarlamentari, nè gli addetti al cerimoniale di Palazzo Chigi, nè i Tassisti nè la Municipale nè nessun altro, perchè mai Trenitalia?

antonio ha detto...

Questo è, sinceramente, uno dei post più divertenti che io abbia mai letto.

Ho utilizzato il servizio trenitalia tutte le settimane per 10 anni durante il WE per tornare a Napoli.

InterCity, Eurostar, Regionali, Interregionali, Freccie.... ho visto cose che voi umani.....


Ma la disorganizzazione che ho trovato a Termini non l'ho trovata neanche a Yangshuo nel 2001.


Il bello è che credono di esser pittoreschi e spiritosi....e invece fanno veramente SCHIFO

Anonimo ha detto...

Tutta gente che per anni è vissuta senza far niente spalleggiata dai sindacati.
Se fossero in una qualsiasi azienda PRIVATA dopo 2 minuti sarebbero cacciati a calci in culo.
Invece gli utenti continuano a pagare salato un servizio che fa schifo e loro restano li a fare i loro porci comodi.
Poi ci chiediamo perché non contiamo un cazzo a livello internazionale.

Anonimo ha detto...

La privatizzazione andrebbe a colpire anche questi parassiti.
Se un investitore, che deve fare utile, scopre che il servizio clienti (ossia il contatto diretto con chi ti paga e ti garantisce lo stipendio) è fatto così, vedi quanto ci mettono a prenderli a calci in culo.

Anonimo ha detto...

E così è lo stesso nelle ASL, al Comune, alla Regione, all'ATAC, all'AMA, coi Vigili Urbani, nei ministeri, nelle partecipate, ovunque ci sia da fornire un servizio al cittadino.
NOI PAGHIAMO LE TASSE E QUESTI NON FANNO UN CAZZO !!!

Anonimo ha detto...

oddio mi viene da piangere. Non so se per il disgusto o per le risate.
"ahoooo sammuaaann as stolennn oll penzz"
"aho, a biutiful, uot du iu uont? du iu listen sambadi ghiv yu permise tu approcc the sportell?"

Anonimo ha detto...

ROMA GAMBIONE D'AFRICA

giovanni cancemi ha detto...

No per la precisione peggio dell'Africa là parlano almeno 2 lingue oltre la propria

Anonimo ha detto...


Volete la perfezione? Andate a vivere a Zurigo!

Qui da noi si fa così: si maltrattano i turisti, se magna e se beve ...
è la società dei magnaccioni, no? ... e nun ce piace dà lavoraaaaaaàààà!

Avete capito crucchi?

Anonimo ha detto...


Ahò, ma nun c'avete inderned?

Anonimo ha detto...

Gabriel Garko sarà nella squadra dei conduttori di Sanremo. L'attore, coinvolto nei giorni scorsi nell'esplosione della villa in cui alloggiava - costata la vita alla proprietaria dello stabile - è stato sottoposto oggi ai controlli per verificare le sue condizioni. Lo stesso medico della Asl di Imperia che aveva formulato la prognosi di dieci giorni lo ha ritenuto idoneo, pur con le dovute cautele, a tornare al lavoro. Garko dovrebbe essere già oggi all'Ariston per prendere parte con Carlo Conti, Virginia Raffaele e Madalina Ghenea alle prove del festival, al via il 9 febbraio. La notizia è stata confermata dalla direzione di Rai1.

Anonimo ha detto...

Tanto in Italia se fai bene o male il tuo lavoro, nessuno ti dice bravo o non bravo, quindi meglio non affaticarsi

Anonimo ha detto...

Affitti stracciati a Roma, si muove la procura. Dal Flaminio a Anzio tutte le case con affitto low cost

Non solo centro storico, l’inchiesta si allarga. La Corte dei conti chiama il Campidoglio e chiede gli ultimi elenchi

sono due i procedimenti aperti su Affittopoli: uno che riguarda i criteri e le modalità di assegnazione degli alloggi ai privati affidato al pm Corrado Fasanelli; un altro al vaglio del sostituto Alberto Galanti che riguarda un migliaio di appartamenti per i quali non sarebbe stato pagato alcun tipo di affitto. In attesa che arrivi la documentazione il procuratore Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Francesco Caporale ieri hanno fatto il punto sulle inchieste attualmente aperte a piazzale Clodio nelle quali con ogni probabilità confluiranno le “nuove” carte dello staff di Tronca. Le verifiche partiranno dal 2007 considerato che per gli episodi precedenti sarebbe già scattata la prescrizione. Cammina in parallelo l’indagine della Corte dei Conti. La procura di viale Mazzini ieri ha sentito il Comune e chiesto di ricevere copia del nuovo elenco. Il sostituto procuratore Ugo Montella ha già aperto diversi fascicoli e il nuovo elenco potrebbe quindi portare all’inaugurazione di un quarto nuovo fascicolo. I magistrati contabili stanno lavorando su tre diverse vicende: affittopoli, morosopoli e svendopoli. Non solo i canoni di locazione al ribasso, dunque. Stanno vagliando anche tutte quelle situazioni in cui gli inquilini o i negozianti che hanno avuto in affidamento abitazioni e locali dal Comune hanno smesso da un momento all’altro di pagare l’affitto. Terzo screening sugli immobili venduti in cambio di poche migliaia di euro. Anche in questo caso tutte le verifiche del caso sono state affidate alla guardia di finanza.

Terminato il maxi-censimento, la Corte dei conti si troverà a dover calcolare
il danno patito dalle casse del Comune per la mala gestio del suo sterminato tesoro immobiliare. Nel conteggio finale non dovrebbero rientrare tutte quelle locazioni che riguardano anziani in stato di indigenza. Se alla fine l’affitto, per quanto possa risultare irrisorio, corrisponderà in proporzione alla pensione percepita, l’appartamento sotto indagine dovrebbe essere stralciato dai listoni stilati dal Campidoglio prima sotto Marino e ora con il commissario Tronca.

Anonimo ha detto...

Affittopoli a Roma, l'ex sindaco Marino: "Tronca astuto, il censimento sul patrimonio lo avevamo fatto noi"

Scadenze non ne fissa per scendere di nuovo in campo: "Sto riflettendo su quello che abbiamo fatto in 28 mesi di governo, sono orgoglioso di molti assessori e il motivo per cui sono qui dimostra quanto dirompente sia stato il nostro lavoro. Questo, e non altre questioni (dal "litigio" col Papa sul viaggio a Philadelphia fino alle cene istituzionali sospette, ndr), è l'elemento per cui io sono stato allontanato. Pulizia, trasparenza e nettezza non sono piaciute".

Tanti restano però i nodi dolenti della città. E sono i lettori a sollecitare l'ex sindaco: i rifiuti in primis, poi i trasporti. "Anche io volevo affidare a Marco Rettighieri la gestione dei trasporti pubblici" spiega Marino. "Noi abbiamo trovato, dopo Alemanno, un disavanzo di 874 milioni di euro - racconta - e siamo riusciti a ripianarlo quasi del tutto. La Regione Lazio deve dare però il suo contributo in maniera più consistente, come accade in Lombardia o in Campania".
Marino: "Denunciai a Repubblica Mafia Capitale nel 2013 ed esiste ancora"

Anonimo ha detto...

La scure di Rettighieri su Atac: licenziato un supermanager, via le deleghe ad altri 2
Ritirato anche il badge al titolare del Personale. E il nuovo direttore generale “congela” Servizi mobilità e Affari legali
di CECILIA GENTILE

La scure del nuovo direttore generale comincia ad abbattersi sui dirigenti di Atac. Ieri Marco Rettighieri ha tolto le deleghe al capo del Personale, Giuseppe De Paoli, al direttore della divisione Servizi per la Mobilità Emilio Cera, e a Franco Middei, responsabile della direzione Affari legali, patrimonio e acquisti. Non solo, perché questa mattina De Paoli, ex dirigente Alitalia, è stato licenziato dall'azienda. Ritirato persino il badge. Quando il responsabile del Personale ha provato ad accedere al suo ufficio si è visto respinto. Su di lui, la Procura regionale della Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta: nel mirino le modalità della sua assunzione avvenuta nel settembre 2014 con un contratto da 200mila euro l’anno a tempo indeterminato e senza passare attraverso un bando pubblico.

E' così che Rettighieri, fresco di nomina, ha deciso di cominciare la sua rivoluzione dalla riorganizzazione dei posti apicali, agendo proprio sulle leve operative dell’azienda, quelle che decidono e gestiscono politica finanziaria e gestionale del trasporto pubblico. Emilio Cera, classe 1963, laurea in Ingegneria elettronica nel 1990, assunto in Atac nel 1997, ha cumulato su di sè tante mansioni: pianificazione e gestione della sosta tariffata, sanzioni contro i portoghesi, lotta all’evasione, attività di verifica e controlleria. Un’attività della quale l’ex assessore alla Mobilità Guido Improta non era affatto soddisfatto, visto che l’evasione continua ad essere una piaga del trasporto locale, che l’azienda non riesca a contrastare adeguatamente. Il terzo dirigente depotenziato è Pietro Middei, nato nel 1969, fino al 2009 in Trambus, la società di gestione del trasporto pubblico romano poi confluita in Atac, dal 2010 è dirigente nella ex municipalizzata.

Contro i tre più volte il senatore dem ed ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito ha puntato il dito chiedendo a gran voce il licenziamento. In realtà Esposito aveva lanciato i suoi strali anche contro un altro dirigente, Pietro Spirito. «Pare che sia in part time a 100mila euro l’anno, va in azienda un giorno a settimana, gli altri li passa a Bologna dove è presidente dell’Interporto», aveva dichiarato per esempio su Radio Cusano Campus. Spirito ora non è più in azienda perché ha rassegnato le dimissioni. «Ci
sono dirigenti che non fanno bene il loro lavoro e non si capisce perché stanno ancora al loro posto », aveva detto Esposito sempre nella stessa occasione.

Ora il mandato di Rettighieri è preciso: far pulizia in Atac e far funzionare il trasporto pubblico. E viene direttamente dal commissario straordinario Paolo Francesco Tronca, che ha preparato la strada al nuovo dg azzerando il cda e nominando un amministratore unico, Armando Brandolese.

Anonimo ha detto...

e' un fake, sembra agenzia di Trenitalia "LE FRECCE" ma con Trenitalia non c'entra niente, un vero scandalo

Anonimo ha detto...

Giusto per fare un confronto con una realtà seria

RYANAIR

Numero di dipendenti: 9500
Numero di passeggeri: 90,6 MILIONI
Fatturato Totale: 5,654 MILIARDI DI EURO
Profitto Netto: 864 milioni di euro
Destinazioni: 194
Numero di aeromobili in servizio:321 (ogni aeromobile porta a bordo un equipaggio di 8 persone) costo unitario aeromobile: 70 milioni di euro
Numero aeromobili ordinati : 253
Capacità passeggeri per ogni aeromobile:190

Costo medio biglietto: €45
Distanza media percorsa: KM 1240
costo medio al km: 3,6 centesimi €0.036 TRE CENTESIMI E SESSANTA AL KM!!!


FERROVIE DELLO STATO:

Numero Dipendenti: 69115
Numero Passeggeri: 21,6 MILIARDI!
Fatturato Totale:7.334 Miliardi (1 miliardo dalle regioni)
Profitto netto: -659 milioni di euro

costo medio al km (incluso di sussidi): 13.03 €/KM
PERTANTO LE FERROVIE ITALIANE HANNO 23 VOLTE IL NUMERO DI PASSEGGERI DI RYANAIR E UN COSTO A KM 360 VOLTE MAGGIORE,

FERROVIE ITALIANE E' 8320 VOLTE PIU INEFFICIENTE DI RYANAIR!!!!

(ma come al solito ai politici ghiotti di mazzette non frega nulla, pagate voi!)


Anonimo ha detto...

Finchè la gente verrà assunta in virtù di raccomandazioni e tessere di partito e/o sindacali, non c'è da meravigliarsi.
Le donnne, poi, hanno sempre una marcia in più rispetto ai loro colleghi maschi: spompinano qualcuno che conta, ed eccole assunte! Evviva!

Anonimo ha detto...

Ma perchè, non avete visto che razza di gente hanno messo a fare i capotreni sui servizi regionali? Una marea di ragazzotte anoressiche e/o culone in stile Angela Merkel, talvolta quattrocchi, che sembrano prelevate dal Grande Fratello o da Uomini e Donne, che fino a due giorni prima manco sapevano se il treno ha ruote in acciaio o ha le gomme...e non credo che siano entrate utilizzando virtù teologali e cardinali...

Anonimo ha detto...

Farei lo stesso esperimento di chiedere informazioni a Trenitalia in città come Firenze, Bologna, Milano e Torino per verificare la correttezza delle informazioni e il trattamento ricevuto. Scommettiamo che il problema non è Trenitalia ma le soliti, onnipresenti, inscalfibili e inossidabili cafonaggine e inefficienza romana (in questo caso sotto le vesti di impiegate Trenitalia)? Accetto scommesse.

Anonimo ha detto...

Oltre 80 anni fa qualcuno ha detto "le ferrovie sono lo specchio dell'andamento del paese".

Vale anche oggi perchè le FS dell'Alto Adige sono sideralmente distanti non solo dalla Sicilia ma anche dalla capitale, con l'ovvia equazione che quello stesso paese presenta diffuse metastasi marcescenti anche nel suo principale nodo ferroviario e che accanto all'Alta Velocità c'è un'altra velocità lasciata (volutamente?) allo sbando.

Questo i Ferrovieri (non tutti sono tali tra i dipendenti) continuano a saperlo servendo a diversa velocità questo strano "Paese".

Anonimo ha detto...

Si ci potrebbe fare una sit-com, è pieno di spunti!
"TremiItalia. Prima o poi sarà il tuo turno......."

Anonimo ha detto...

ahaha che spettacolo ! è come essere stati lì con te
ormai anche un cazzo di intellettualoide come me pensa che ci siano solo 6 lettere per commentare..........NAPALM !!

Anonimo ha detto...

Non avevo mai sentito qualcuno definirsi "un cazzo di intellettualoide". E per questo ti stimo, caro amico mio.

Anonimo ha detto...

NAPALM potrebbe diventare il nome di un nuovo movimento politico riformista.

Anonimo ha detto...

Io parto da un assunto molto semplice, che tra l'altro da sempre applico in primis su me stesso: il lavoro NON è un diritto. Bisogna saperselo conquistare o creare e, soprattutto, bisogna saperselo tenere. Il che significa aggiornarsi, dedicarsi, impegnarsi ed evolversi. Questo modo di fare, tipicamente del pubblico, ha ridotto l'Italia quello che è, NON la crisi. Licenziare, così come bocciare a scuola, deve servire proprio a questo, cioè a garantire alti standard. L'italietta del dopoguerra, quella del 'tiriamo a campare', non esiste più. Abbiamo rincoglionito i nostri figli sull'importanza dello studio, della disciplina e del sudore e poi abbiamo analfabeti in posti intoccabili e i nostri ragazzi laureati che puliscono i cessi. È vero che ogni lavoro è dignitoso, ma è anche vero che non tutti possono fare tutto. C'è chi merita di più, c'è chi non può proprio (direi non vuol proprio) ambire ad altro.

Anonimo ha detto...

Beato qualunquismo. Chi vuole intendere intenda.

Anonimo ha detto...

Ad anonimo febbraio 04, 2016 7:55 PM

É vero pure che i maschi fanno più carriera perché se sono un coglione (nel senso di uno che sta li non capendo un cavolo di quel che dovrei fare) allora per "assistente" vorrò un altro come me.

Il problema non è sulla sessualità. Il problema semmai è che si sottovaluta l'importanza di una figura, l'addetto al servizio informazioni, e ci si mette un idiota qualunque. Tanto che fa? Poi ci mettono le donne perché non fanno carriera.

Anonimo ha detto...

Non parlano l'inglese ? Ma se non parlano nemmeno italiano .... CHE SCHIFO ... non se ne può più di questo romanesco sciatto che domina in lungo e in largo ..

Anonimo ha detto...

Ora non è giusto generalizzare, so bene che a Roma non tutti sono così, però questo episodio dimostra come ormai la gente è insoddisfatta, frustrata, incazzata col prossimo, lavora male e spesso non è preparata, proprio perché vengono assunte persone a caso senza minimamente curarsi delle loro capacità e quindi della qualità del servizio.
Molta gente lavora pensando di farti un favore ingiusto, magari loro stessi vengono trattati così dall'azienda stessa e quindi sono portati a fare altrettanto con i clienti. E soprattutto nel trasporto pubblico sono in molti a comportarsi così, peggiorando notevolmente l'efficienza del servizio stesso.
Secondo me la crisi economica e sociale ha favorito molto quest'atteggiamento.

Anonimo ha detto...

3,51

secondo me invece confondi le cause e gli effetti. Se la crisi qui ha colpito piu che altrove e' proprio perche le gente e poco professionale, lavora poco e male, non si aggiorna ed e ignorante. Da quando in qua gli ignoranti hanno fatto progredire un'economia?

Anonimo ha detto...

Gli chiedo una simulazione del prezzo "io a matematica so' negata" e prende il cellulare per fare 60/4.


Ma il concorso per entrare l'ha vinto alla grande!



Anonimo ha detto...

Bel raccontino di come si sono ridotte le ferrovie dell'ex stato dopo la privatizzazione.
I primi zulu si sono visti con il servizio sbobba a bordo di cremonini, privato, no? o mi sbaglio? cremonini, dicevamo, al quale devo una delle colazioni più assurde delle mie mattine, con una buzzicona animalesca che pretendeva che mangiassi un cornetto del dopoguerra, talmente pietrificato che non si tagliava nemmeno col coltello.
Ora, come saprete, le ferrovie dell'ex stato, dopo essere passate per la semiprivatizzazione stragista di mauro moretti (finmeccanica!), SONO COMPLETAMENTE PRIVATIZZATE.
Le assunzioni sono privatizzate da quel dì. Quando erano effettuate tramite concorso c'erano i capotreni e controllori che sembravano ammiragli, non peripatetiche in libertà.
Sveglia.

Anonimo ha detto...

Ferrovie dello Stato Spa è una società ferroviaria italiana di proprietà del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Impiega 83.000 ferrovieri, più di 9mila treni e gestisce una rete di oltre 16.600 chilometri su cui viaggiano ogni anno 600 milioni di persone e 50 milioni di tonnellate di merci. Ferrovie dello Stato Spa è attivo anche con il sistema Alta Velocità Fs.

Le Ferrovie dello Stato sono state istituite con la Legge n. 137 del 22 aprile 1905 assumendo a totale carico dello Stato la proprietà e l'esercizio della maggior parte delle linee ferroviarie nazionali, fino ad allora in mano a varie società private. Nel 2001 è avvenuta la trasformazione di Ferrovie dello Stato Spa in Rete Ferroviaria Italiana Spa. La holding viene ricostituita sulla base di Ferrovie dello Stato Holding Srl, creata da Fs Spa e poi ceduta al Ministero del Tesoro. Contemporaneamente, all'interno di Ferrovie dello Stato Spa è nata Trenitalia Spa (già Italiana Trasporti Ferroviari Spa), ceduta poi a Ferrovie dello Stato Holding Srl. Nel 2001 Ferrovie dello Stato Holding Srl è diventata Ferrovie dello Stato Spa.
(Aggiornato il 24 giugno 2013 )

Anonimo ha detto...

Ti sei scordato di scrivere il passaggio intermedio. Sulla base di una legge di riforma, la 210 del 1985, le Ferrovie dello Stato furono trasformate, il 1 Gennaio 1986, da Azienda Autonoma ad Ente. Ciò voleva dire che acquisivano una loro personalità giuridica, dal momento che, pur continuando ad appartenere allo Stato, ne diventavano giuridicamente distinte. Successivamente, durante la gestione Schimberni, si cominciò a pensare alla trasformazione in SPA, tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta. Poi avvenne, sulla base di direttive europee, lo scorporo della Rete dal puro Trasporto, dando luogo così alla molteplicità potenziale degli esercenti anche nell'ambito ferroviario e creando, così, via via, il concetto di Impresa Ferroviaria. In realtà, però, il gestore della Rete, ossia RFI, fa però parte del gruppo FS, ed infatti si pensava di scorporarla, cosa però, in pratica, non ancora avvenuta.
Purtroppo il discorso del privato visto negativamente è sempre dovuto al privatizzare "all'italiana", ossia in taluni colossi già pubblici le raccomandazioni e le spinte contano mille volte più dei meriti, tanto più poi quando non si entra più superando un concorso, ma questa è un'altra storia.

Anonimo ha detto...

...poi aggiungiamo lo strapotere dei signori sindacati, che non esitano a tutelare anche (e forse soprattutto) i fancazzisti; per loro, la meritocrazia nemmeno si concepisce.

Anonimo ha detto...

Il privato vero funziona bene solo nelle nazioni di stampo liberale, dove vige veramente il libero mercato, la creatività, la competitività e (parallelamente) la meritocrazia. Da noi non potrà funzionare sul serio, finchè perdurerà la mentalità cattocomunista, salvo forse talune eccezioni.

Anonimo ha detto...

Mi pare che siamo d'accordo sul fatto che il livello del personale è precipitato da quando è soggetto a scelta arbitraria e presumibilmente clientelare della dirigenza privata, rispetto ai tempi in cui veniva sottoposto a vaglio concorsuale.
Mi pare altresì che siamo d'accordo che con la privatizzazione sia precipitato anche il livello del servizio e soprattutto della sicurezza, al di là di fuochi e luci che servono a giustificare gli aumenti di stipendio (so' privati).
E allora, ma di che stiamo parlando? di una cosa- lo Stato-che funzionava, e che si sta disfacendo per far contenti quattro papponi e i loro servastri (tipole ciancicagomma descritte in questo post).
"Liberale" è una parola vuota, una di quelle parole usate come grimaldelli in assenza di un ragionamnto, che fanno tanta eco e producono poca sostanza.



Anonimo ha detto...

I vostri sono i tipici s-ragionamenti all'italiana.

Premessa condivisa: il personale di Stato è selezionato secondo criteri obiettivi, fuinziona meglio e costa meno di quello assunto a cacchio dai privati.

Antitesi: il privato ha come fine il profitto e quindi è naturalmente antagonista al bene comune.

Conseguenza naturale: perché lo Stato funzioni bisogna sottrarre i servizi e il capitale agli speculatori e statalizzare qunato si può.

Conseguenza secondo voi: I-taja nu è libberale pecché ancora cestanno i ministeri invesce bisiogna da mettece na bbella cimignera di salini.

Anonimo ha detto...

Romani!

Anonimo ha detto...

Quante stronzate me tocca legge, tutti politici, economisti, paladini delle "vere" privatizzazioni....mi piacerebbe sapere dove lavorate e come siete trattati dai vostri "padroni"

Anonimo ha detto...

@11.16PM, certo, poi dobbiamo essere schiavizzati dalle realtà pubbliche che i soldi delle nostre tasse li prendono e invece di dare dei servizi li buttano al cesso. Ti meriti la corea del nord.

Anonimo ha detto...

Io una cosa posso dire: mio padre e due miei prozii erano funzionari delle Ferrovie dello Stato, cinquanta e più anni fa. Se ne parlava in casa, e spesso.
Erano una struttura statale, statalissima, nondimeno funzionavano. C'era una mentalità quasi militare, con forte orgoglio di appartenenza, senso del dovere altissimo e altrettanto severi provvedimenti disciplinari per chi sgarrava.
Qualcuno ricorda il Settebello, la Tartaruga E444, la direttissima Roma-Firenze o il primo Pendolino della Fiat? Erano realizzazioni di avanguardia a livello mondiale.
Anche lì il tracollo iniziò con il Sessantotto e la sindacalizzazione che seguì. Poi, come in tutti i Ministeri e gli Enti pubblici, i dirigenti di alto - ma non altissimo - livello, furono pre-pensionati con condizioni da favola, nel 1974. In base a provvedimenti presi dal Governo Andreotti-Malagodi, caduto l'anno precedente. Forse fu un provvedimento mirato a far entrare i dirigenti scelti dai partiti.
Quello che è successo dopo lo ignoro, qualcosa l'ho appreso dai commenti qui sopra.
Come siano ridotte oggi le Ferrovie è sotto gli occhi di tutti.
Claudio B

Anonimo ha detto...

Sì, concordo abbastanza con quest'ultimo commento, anche perchè conosco bene le FS e la loro storia, anche dei mezzi ferroviari citati. Va però anche detto che la ex Azienda Autonoma delle FS, che all'epoca era una struttura che non aveva una sua personalità giuridica, ossia non era un'entità distinta dallo Stato ma era semplicemente una direzione generale nell'ambito del Ministero dei Trasporti, veniva gestita con criteri non certo industriali: tantissimo personale anche laddove non occorreva (perchè serviva soprattutto ad assorbire disoccupazione), costi di esercizio astronomici perchè il treno c'era sempre, vuoto o pieno che fosse non importava. Certo, era gestita da ingegneri con i controcazzi, non da menager strapagati che spesso non capiscono un cazzo di ferrovia. Poi, all'epoca si entrava superando concorsi, e si diventava a tutti gli effetti impiegati dello Stato. Oggi è non è più così, e purtroppo le assunzioni non più tramite concorso e, contemporaneamente, senza criteri privati veri e propri, hanno creato la situazione descritta nell'articolo. Purtroppo, si è sfasciata tutta l'Italia da una certa epoca in poi, e le ferrovie certo non hanno fatto eccezione.

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