Autista-bigliettaio per azzerare l'evasione. Verona, prima città italiana, entra in Europa. Atac quando copierà?

3 febbraio 2016

Seguiamo con attenzione l'evolversi di questa questione perché la consideriamo centrale e strategica non solo nel processo - che interessa non solo Roma, ma Roma in primis - di riqualificazione economica delle società di trasporto pubblico locale (quasi tutte in disavanzo anche e soprattutto a causa dell'evasione), ma anche nel processo di riscatto civico generale e diffuso: consentire alle persone di evadere significa costruire delle brutte persone oltre che pregiudicare la sicurezza degli spazi pubblici. A Verona lo hanno capito e la città scaligera è la prima grande città italiana ad adottare questo sistema. Copiamo qui sotto l'articolo de L'Arena uscito ieri perché tocca tutti i punti.
Per prevenire le solite sciocche obbiezioni diciamo che:
1. la questione non presenta rischi di rallentamento
2. la questione non presenta rischi di sicurezza (non più dei rischi che gli autisti corrono già ora)
3. la questione non è fattibile solo in medie città come Verona ma è la norma a Londra o a New York, centri urbani da decine di milioni di abitanti

***

Entro la fine di febbraio, su tutti gli autobus Atv della rete urbana sarà attivato il servizio di vendita dei biglietti a bordo e di controllo visivo da parte dell’autista. Lo hanno comunicato questa mattina, in occasione della firma per l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente tra Comune, Atv e organizzazioni sindacali, gli assessori alle aziende partecipate Enrico Toffali e alla Mobilità Marco Ambrosini, insieme al presidente di Atv Massimo Bettarello e al direttore generale Stefano Zaninelli. Presenti i rappresentanti sindacali dei lavoratori: Stefano Ferrari della Faisa Cisal, Mario Lumastro Filt Cgil, Gaetano Iannuzzi Uil Trasporti, Luca Dal Dosso Fit Cisl e Giuseppe Antolini di Sul Ct.
“Si tratta per un certo verso di un ritorno al passato, quando su tutti i mezzi c’era il bigliettaio – ha detto Toffali - ma con uno sguardo proteso al futuro e, soprattutto, a quanto avviene all’estero. Questo accordo si è reso fondamentale per combattere l’evasione e disincentivare i furbetti e allo stesso tempo per garantire un servizio migliore a tutti gli utenti”.
“L’amministrazione comunale – ha spiegato Ambrosini – si impegna a favorire la percorribilità e la sicurezza lungo i percorsi degli autobus, attraverso un tavolo politico che si incontrerà ogni quattro mesi per suggerire possibili miglioramenti alla viabilità e un tavolo tecnico che si occuperà di macroquestioni e allo stesso tempo di microinterventi condivisi anche con la Polizia municipale”.

“Questo nuovo servizio – ha aggiunto Bettarello - è stato regolamentato grazie all’accordo
siglato lo scorso 11 gennaio da Atv e dalle organizzazioni sindacali che rappresentano il 95% degli iscritti, e sarà operativo dopo l'approvazione da parte delle assemblee dei lavoratori, che si terranno nei prossimi giorni". 
“Si tratta di un traguardo importante – ha concluso Zaninelli – che ci porta ad essere la prima azienda in Italia ad attivare questo servizio. L’attenzione di Atv continuerà ad essere concentrata sulla tutela degli autisti, per questo sono state predisposte squadre di pronto intervento e speriamo di poter presto aumentare il numero di vigilantes privati”.

Dopo la sperimentazione avviata lo scorso giugno sulle linee 31 e 32, il nuovo servizio partirà entro il mese di febbraio sulle linee 30, 31, 32, 33, 51 e 52 e sarà esteso, entro fine marzo sugli autobus 21, 22, 23, 24, 41 e sulle linee serali e festive, entro aprile sulle corse 61, 62, 70, 72, 73, ed entro maggio sui bus 11, 12, 13, 81. Seguendo le modalità operative già sperimentate, i passeggeri saliranno esclusivamente dalla porta anteriore e il conducente controllerà visivamente la validazione del titolo di viaggio.

A quanti saranno sprovvisti di biglietto o abbonamento l’autista proporrà di acquistare il ticket maggiorato da 2 euro, con validità oraria di 90 minuti, mentre nei casi in cui l’utente si rifiuterà di pagare la corsa, saranno avvisati i controllori per l’eventuale sanzione. Nella fase di avvio, sugli autobus sarà presente personale Atv in veste di “facilitatore” per informare l’utenza e agevolare le operazioni di acquisto, mentre una seconda fase prevede l’intensificazione della presenza di verificatori lungo la linea.

68 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Scommettiamo che se controllo scopro che Verona è più piccola di Roma e ha meno abitanti?

Anonimo ha detto...

In Welschtirol e Südtirol è già in vigore da molto tempo questa metodologia di riscossione istantanea e di verifica della vidimazione del biglietto o dell'abbonamento elettronico, tramite chip RFID.
Qui anche per aprire il bidone del pattume per il residuo secco è necessaria una smart card o una chiave elettronica, come in tutte le località civili e impianti di videosorveglianza controllano i conferimenti.

Anonimo ha detto...

Vabbè ma a Verona il comune è retto da quei nazistoidi della Lega, qui a Roma siamo accoglienti e poi abbiamo il Papa, il PD ed i centri sociali che si opporranno a queste novità reazionarie.

E poi i nostri fratelli migranti come farebbero a viaggiare ? No agli autisti-muri leghisti !!!

Roma città aperta !

Hasta la victoria ! W la Boldrini ! W Fabio Fazio ! W la Gruber e W la Parietti !!!

Andrea Rossi

Anonimo ha detto...

Anonimo 3.33 PM scommettiamo che sei ridicolo ?
hai dimenticato quella piccola città che è LONDRA ahahahahaha

A ridicolooooooooooooooooooooooooo, aripijateeee

marco1963

Anonimo ha detto...

Sono favorevole all'autista-bigliettaio...
ma la schifosa realtà è ... scommettiamo che se un soggetto picchia il conducente perchè si rifiuta di pagare il biglietto, a Roma l'aggressore si becca una denuncia a piede libero mentre a Londra lo rinchiudono in una cella per diverse settimane?

Anonimo ha detto...

NO, stavolta non sono d'accordo con RFS
e lo dico con l'esperienza di chi usa il bus tantissimo da tantissimi anni e ne sta subendo il progressivo degrado qualitativo del servizio.

Innanzitutto sono contento che non si sproloqui come pensionati incazzosi ma inconcludenti sul "FU caro" (appunto) BIGLIETTAIO (costo annuo 40 000 €, incassi maggiori/dipendente max 5000 €, facile calcolare la ennesima voragine in perdita)

INVECE però dell'autista bigliettaio i più volte individuati ESUBERANTI amministrativi "costretti" tra un torneo di freccette e un quesito con la Susi NON DOVEVANO ESSERE RICONVERTITI A CONTROLLORI? (facile aumento degli incassi a costi contenuti se non nulli visto che sono già in busta paga).

A molte fermate entrano DECINE DI UTENTI e le inevitabili operazioni di acquisto e/o controllo in vettura rallenterebbero INEVITABILMENTE la già modesta velocità commerciale.

Vista la convenienza , moltissimi utenti hanno la metrebus ANNUALE e per questo POCHI TIMBRANO (come immancabilmente i soliti PENSIONATI INCAZZOSI INCONCLUDENTI ma supponenti PARALEGHISTI fanno rimarcare ogni 2/3 gg)
Non per questo c'è un 'EVASIONE, ma solo una comodità a prezzo agevolato che spero continui. Infatti le STATISTICHE VERE parlano di un'evasione in linea con le altre metropoli europee (mi sembra fra il 5 e il 10%).
Ovviamente da debellare con forza ma con costi non superiori al monte recuperabile. PER QUESTO CONTROLLORI !!!

Ma per il debito ATAC non si risana certo recuperando la pur deprecabile ma MINORITARIA EVASIONE.

Anonimo ha detto...

Comunque a roma nun ze poffà
Poi sennò l'autobusse perdeno troppo tempo
E sì che mo invece correno ahah
Marco1963

Anonimo ha detto...

Questa e' quella dichiarata.
Molto piu' alta e' quella reale..........

Anonimo ha detto...

Roma non ha nulla in linea con le altre capitali europee
Tanto meno l' evasione tariffaria

Anonimo ha detto...

Leggo questo blog perché gli articoli e, soprattutto, i commenti sono uno specchio della tragicomica società italoromana; riesco sempre a stupirmi quando leggo un po' di buon senso come nel commento delle 4:44.

Anonimo ha detto...

Andrea ROSSI anche se il PD non brilla certo per efficienza e onestà, Le ricordo che le peggio nefandezze DILAPIDATORIE contro l'ATAC da spolpare con infornate di costosissimi quanto superflui parenti/dirigenti sono state opera della sua parte (eufemismo) politica.

Anonimo ha detto...

Ecco, bravi, facciamo un bell'appalto per riempire i bus di vigilantes privati (su alcune linee e in certi orari ne servirebbero almeno 3 o 4 su ogni mezzo), tanto per dare il colpo di grazia alle casse dell'ATAC. Vorrei vedere voi cialtroni a fare gli autisti e pretendere il pagamento del biglietto da certi energumeni o rifiutarsi di partire in caso di rifiuto: al primo coatto che vi sibila un "fatte li cazzi tua e guida" lordereste il sedile...

Anonimo ha detto...

Il controllore è inutile ed è una spesa in più. Se invece si progettano bus con l'entrata solo davanti e una specie di tornello, ecco che il problema è risolto.

Anonimo ha detto...

L'autista bigliettaio è praticabile in piccole città, oppure in grandi città in cui la gran parte dei passeggeri usa la metro (come Londra).
A Roma la vedo dura, per non parlare del fatto che gli autisti già rischiano le botte senza fare nulla, figuriamoci se provano a chiedere il biglietto a certe persone.
Dovremmo prima far rientrare la situazione nella normalità, a suon di controlli, sanzioni e legnate se la gente non ne vuol sapere.

Anonimo ha detto...

In giro c'e' tanta delinquenza specialmente di notte, l'autista bigliettario??? Non lo farebbe nessuno.

Anonimo ha detto...

E certo, i coatti ce stanno solo a Roma, nelle altre citta' sono tutti buoni e calmi gli utenti del servizio bus.

Daje su, se arriva un coatto che alza la voce si chiamano le guardie e fine, che tanto la stragrande maggioranza dei coatti romani sono solo gran chiacchieroni. Non so bravi manco a farse rispetta' dagli zingheri, figuriamose.

Anonimo ha detto...

Non arriverà mai, perché con l'autista sull'autobus è impossibile far circolare i biglietti falsi.
Dura lex, sed lex, a Roma comanda l'illecito, fieramente.

Anonimo ha detto...

Un dramma in corso! E qui stiamo a pettinare le bambole.
Scampato al primo processo per fallimento fraudolento della società acquamarcia, finanziata a strafottere da banca etruria, bellavista caltagirone celebra oggi il fallimento fresco di giornata, e, digiamogelo, ampiamente programmato, dell'altra società attiva al porto di Imperia, denominata acqua azzurra, capitale sociale...10000 euro. Manco il barbone di Termini.
Questi sono messaggi subliminali, non sono fallimenti.
"Io...io...voglio essere arrestato. Vi prego...lo Stato mi ha abbandonato. Ma che devo fare perché la legge si accorga di me? Truffe ai danni dello stato e ai privati, accordi con la ndrangheta, accordi con i trafficanti di petrolio, associazione segreta, delitti vari, mio fratello ci mette il carico da undici, che devo fare ancora?".
Nota di merito, per fallire ha prima concordato i soliti finanziamenti imbroglio con la solita gelliana banca etruria, e così ora il comune di Imperia, che sta in Italia, quindi in realtà tutti noi, nei panni del comune di Imperia, gli dobbiamo pagare i debiti, che sono miliardi di euro.

Anonimo ha detto...

Begghé i brivadi gi fanno arrisscparmiare!
Brivadizza subito!

Anonimo ha detto...

Nuova scure sul porto di Imperia. La Acquamare Srl, società del gruppo Acqua Antica Pia Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, che detiene il 33% della Porto di Imperia S.p.A. (di cui sono soci al 33% anche il Comune di Imperia e l’Imperia Sviluppo della famiglia Carli, ndr) è fallita. A decretare il fallimento è stato il Tribunale di Roma che ha convocato per il prossimo 18 maggio l’adunanza dei creditori. L’Aquamare Srl, dal capitale sociale di 10 mila euro, ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione, non terminata, del porto turistico di Imperia. Infatti, subentrò nella compagine societaria della Porto con il compito di realizzare lo scalo turistico che sarebbe dovuto divenire il più “bello del Mediterraneo”.

Così non fu e una mala gestione portò al blocco dei lavori e delle conseguenti inchieste giudiziarie che portarono all’arresto di Caltagirone, poi scarcerato e assolto, a seguito del processo tenutosi a Torino, dall’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Rimarrà dunque onere del Comune di Imperia e della Final, società della famiglia Carli che controlla Imperia Sviluppo, fare i conti con la richiesta di fallimento della Procura di Imperia della Porto di Imperia S.p.A. oggi all’attenzione della Corte di Cassazione a seguito della sentenza della Corte di Appello che ha annullato il provvedimento.

Inoltre il prossimo 20 ottobre il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi in merito al ricorso contro la decadenza della concessione alla Porto S.p.A. a seguito del pronunciamento del T.A.R. che ha dato ragione al Comune. Oggi il porto turistico di Imperia è affidato alla Go Imperia che paga un affitto di azienda alla Porto di Imperia S.p.A. malgrado quest’ultima non sia più titolare della concessione demaniale marittima.

Sindaco di Roma, subito!

Anonimo ha detto...

Riprende questa mattina la requisitoria del Pubblico Ministero Giancarlo Avenati nell’ambito del processo sul Porto di Imperia parlando delle figure chiave di questo processo. Analizza infatti Francesco Bellavista Caltagirone e sostenendo che sia un truffatore sia in tribunale che fuori; si passa poi all’ingegner Castellini e in ultimo Carlo Conti, ex direttore generale della Porto di Imperia Spa.

LA REQUISITORIA

“Non esiste una contabilità dell’opera. Ora valutiamo anche l’operato della Commissione. L’operato si inserisce nell’alveo della normale prassi di una commissione di questo tipo. Il collaudo è l’esito finale, mentre la vigilanza è costante. Non esiste un abbinamento Stati di Avanzamento Lavori e lavoro pubblico. Anche con le opere private sono necessari i Sal. Lo ha confermato anche l’imprenditore Vitelli in sede di deposizione, con il porto di Varazze. Tutte le richieste di Boni erano condivise dagli altri membri della commissione. Le richieste della commissione erano legittime e sacrosante. Questa è la base da cui partire. La commissione ha fatto il suo lavoro, ha chiesto quello che doveva chiedere, ha correttamente operato.

Anche Carlea (ex direttore Autorità Vigilanza Lavori Pubblici, ndr) conferma che l’Acquamare avrebbe dovuto tenere i Sal. Lo stesso ha fatto Carlo Conti. ‘La commissione ha ragione’. Leone, assessore, amico del porto, uomo di Scajola, una persona con la quale Scajola si lascia andare a commenti sulla Magistratura, lui stesso dice che non c’è una ragione per non dare questi dati alla Commissione. E Leone non è un mio test, non è un amico della Procura. Infatti non c’è una ragione.


Anonimo ha detto...

La ragione è che non li hanno questi dati. Non esiste una contabilità. La Commissione chiede quello che è giusto chiedere. Gode dell’approvazione di tutti. Chiede i dati dal 25 settembre 2008. Nel verbale del 25 settembre 2008 si vede già che la commissione chiedeva notizie sui costi. Come è possibile che nel settembre 2010 ci si faccia trovare impreparati dopo due anni che la stessa richiesta viene reiterata dalla Commissione? Il processo è questo. Dovete entrare in camera di consiglio e chiedervi, se costruiamo in buona fede, magari anche con arroganza, superficialità, con tutti i difetti dell’italiota, possibile che dopo due anni non abbiamo nulla? Ti vengono chiesti i documenti perché è fondamentale per collaudare l’opera in cui tu investi 160 milioni di euro. Possibile che tu ti faccia trovare impreparato?

Prima possibilità. Non hanno capito, incertezza e equivoci. Solo nel 2010 hanno capito cosa volessero. Lunghi la esclude. Ma Lunghi lo sappiamo, non piace. Anche Matarazzo era uno bello pompato per il porto, ma non può difendere l’indifendibile. Lui stesso ha detto che non ci volevano grandi spiegazioni sulla documentazione contabile richiesta dalla commissione. Conti dice che non sapevano quale documentazione volesse la Commissione. Un bugiardo vergognoso. Si vedevano tutti i giorni con la Commissione, possibile che non si fossero capiti? Qui ci sono testi che vengono smascherati dalle intercettazioni, poi arrivano qui in sede di deposizione e si rimettono la maschera. Voi (rivolto ai Giudici, ndr) dovete tenere conto di questo! La stessa Beatrice Parodi in sede di deposizione ha affermato che le richieste della Commissione erano giustificate. Era la compagna, fidanzata, di Caltagirone, non glielo avrà mai detto? Lo ha detto solo a noi volete farmi credere? Equivoco non ce n’è. Poteva esserci equivoco fino al 30 settembre 2008. Perché una volta preso atto delle domande della Commissione, Acquamare non ha iniziato a tenere la contabilità? Che equivoco c’è se anche il tuo direttore dei lavori (Alborno, ndr) ti dice che manca la contabilità? La realtà è che la contabilità non si poteva tenere, perché se no si scopre che ho mentito. Se ho detto che è stato fatto l’80% e poi si inizia a tenere la contabilità e si scopre che non è così cosa succede?

L’Acquamare non solo non tiene la contabilità, ma fa qualcosa per non tenerla. Impedisce al direttore dei lavori di tenere la contabilità. Hanno dovuto attrezzarsi per essere inadempienti alle domande della Commissione. Per non dare la contabilità alla Commissione. Altroché incapaci. Morasso, direttore dei lavori, dice lui stesso al telefono che non saprebbe ricostruire i costi, che non saprebbe ricostruire i valori della permuta. Caltagirone è un truffatore che non esce dal suo cliché.

Anonimo ha detto...

Capisco dire che ho perso i documenti contabili, che me li hanno rubati, avesse almeno detto che la contabilità era sul porche Cayenne che ha regalato a quella bella signora… Ci ha detto che i Sal sono a nostra disposizione. Per questo io parlo di oltraggio alla corte. Non si può fare il truffatore anche in aula. Se l’ha detto a noi che hanno la contabilità, figuriamoci cosa avrà detto alla Commissione. Ha del grottesco questa impostazione. Ci sono dei documenti, dei rilievi, degli appunti presi da Castellini. Solo delle opere a mare, però. Castellini però la definisce contabilizzazione, non contabilità. Ci fidiamo di Castellini? Non ho nulla contro Castellini. Però la Commissione poteva dire, sto alle parole di Castellini? Castellini venne allontanato perché la SOA ottenuta da Save Group per le opere a mare non è farina del suo sacco. La SOA viene ottenuta con la certificazione della direzione lavori preposta. In questo caso, invece, viene firmata da Morasso. Le imprese subappaltatori non possono avere la certificazione perché la Save non ha mai denunciato i subappalti. É come se non esistessero.

Vi rendete conto che non c’è una delle cose che analizziamo che sia stata fatta per bene, seguendo le regole? Castellini sembra dunque pienamente attendibile. Però Castellini ha qualche conflitto di interessi. Perché suo figlio Lorenzo lavora con la sua impresa nel porto di Imperia e in una telefonata si fa riferimento alla certificazione, da parte di Castellini, delle fatture del figlio senza passare dalla Commissione. È dunque attendibile? Quindi la Commissione ha fatto bene a non accettare la contabilità ex post di Castellini tenuta con alcuni appunti.

A Castellini venne richiesto di fare la contabilizzazione dalla Porto di Imperia per un importo pari a 120 mila euro. La contabilizzazione di Castellini, però, deve coincidere con i 145 milioni fatturati da Acquamare verso la Porto di Imperia. Questa è l’enorme difficoltà della contabilizzazione richiesta a Castellini. Caltagirone infatti attacca pesantemente al telefono Conti per aver consegnato a Castellini le fatture prima che lui firmi il contratto per stilare la contabilizzazione. ‘Ma non capisci che se glieli dai finiscono nelle mani della Commissione?’. Ma come? Non volevano proprio darli alla Commissione tramite Castellini? Conti cerca sempre di dare ragione a tutti. È il personaggio più invertebrato di questo processo”.

bat21 ha detto...

Grande Verona! A Roma si potrà vedere solo dopo aver privatizzato l atac (spero presto) licenziato il licenziabile e riassunti lavoratori a cui e' messo in testa che il loro stipendio ed il loro posto di lavoro e' legato tra le altre cose le al basso tasso di evasione. Pazientate che ci arriveremo vista la caduta verticale di questa incivilissima città

Anonimo ha detto...

Ve piace eh, il calta?
Homo italicus centus per centus.
Io direi di privatizzare anche la produzione dei biglietti dell'autobus.
Tanto atac sta passando a ferrovie dello stato e ferrovie dello stato è stata interamente privatizzata. Caltagirone fonderà una società con capitale sociale di venti euro, si farà finanziare da banca zagarolo e frignano sul pavullo, che poi falliranno ad hoc e i debiti li pagheranno i correntisti.
Nel frattempo la società ales sta sostituendo il ministero dei beni culturali.
O meglio, il ministero la finanzia in toto, ma gli introiti vanno alla ales, pure in toto. Alla guida di ales c'è giuseppe proietti, sindaco di Tivoli, amico fraterno dei mezzaroma, vandalo del teatro di Pompei in combutta con nastasi, il ben noto panzone della cerchia di mario resca, che a sua volta appartiene alla cerchia mondadori, che a sua volta rientra nell'orbita caltagirone.

Anonimo ha detto...

Atac è già privatizzata, essendo stata assorbita da fs.

Gabriele Malaffo ha detto...

Che c'entra la grandezza della città? E Londra....?

Gabriele Malaffo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

leggo un sacco di scuse del tipo a Roma non si puo fare perchè blablabla, poi succede blablabla, peccato che a Parigi, città molto piu grande e importante di Roma, sia la norma. Ogni scusa è buona per non pagare il biglietto...

bat21 ha detto...

Ovviamente anche a Verona i sindacati ostacolano ciò che e' sacrosanto http://www.veronasera.it/cronaca/ugl-no-accordo-autisti-bigliettai-atv-3-febbraio-2016.html

PADANIA LIBERA ha detto...

Altre città in Italia hanno già gli autisti che vendono i biglietti: Cremona, Bergamo, Padova,...

Anonimo ha detto...

A Capri si paga al bigliettaio.

Anonimo ha detto...

DIAMO AGLI AUTISTI DEI SACCHETTI DI ASFALTO PER RIPARARE LE BUCHE CHE TROVANO SULLA STRADA , DELLE LAMPADINE PER I LAMPIONI (POSSONO SALIRE SUL TETTO DEL BUS) DELLE SCOPE PER RIPULIRE AL CAPOLINEA L'AREA DELLA FERMATA.ECT ECT. 1 LAVORA 1000 CHIACCHIERANO E SCRIVONO AH AH AH

Anonimo ha detto...

Ma poi l'hanno trovata la mamma di Andrea Rossi?

Mario Pellegrini

Anonimo ha detto...

Giusto per fare un confronto con una realtà seria

RYANAIR

Numero di dipendenti: 9500
Numero di passeggeri: 90,6 MILIONI
Fatturato Totale: 5,654 MILIARDI DI EURO
Profitto Netto: 864 milioni di euro
Destinazioni: 194
Numero di aeromobili in servizio:321 (ogni aeromobile porta a bordo un equipaggio di 8 persone) costo unitario aeromobile: 70 milioni di euro
Numero aeromobili ordinati : 253
Capacità passeggeri per ogni aeromobile:190

Costo medio biglietto: €45
Distanza media percorsa: KM 1240
costo medio al km: 3,6 centesimi €0.036 TRE CENTESIMI E SESSANTA AL KM!!!



ATAC

DIPENDENTI: 11882
NUMERO DI PASSEGGERI: 1 MILIARDO 148 MILIONI
FATTURATO TOTALE: 864 MILIONI (570 da fondi comunali e regionali, 279 da biglietti e soste)
PROFITTO NETTO: DEBITO DI 1,5 MILIARDI
Numero mezzi in servizio:171 treni, 2700 autobus , 30 filobus, 165 tram
capacità passeggeri treno: 1212 POSTI PER CONVOGLIO!
Costo Medio al KM: 7 €uro al km


ATAC COSTA AL KM QUASI 200 VOLTE RYANAIR! ed ha 10 volte il numero di passeggeri.

ATAC E' PERCIO' 2000 volte piu inefficiente di Ryanair, ma continua ad essere sovvenzionata da una casta di politici avidi di mazzette.

Anonimo ha detto...

Quesito: pure se si disponesse la salita dalla porta anteriore per il pagamento del biglietto, come la metteremmo con quelli che salirebbero dalle porte centrali e posteriore di discesa? Già ora tutti se ne fregano bellamente delle regole salendo e scendendo da qualsiasi porta, non credo che disponendo l'entrata dalla sola porta anteriore dopo cambi qualcosa! Come si affronta questa problematica?

Anonimo ha detto...

semplice, ci vuole un bel periodo di retate dove in ogni bus trovano una squadra da 5 controllori (chiaramente in borghese)....

Anonimo ha detto...

@Mario Pellegrini
No, è stata vista l'ultima volta mentre veniva abbordata da un cliente sulla Colombo, poi è come scomparsa nel nulla.

Stefano Agresti

Anonimo ha detto...

A roma è terzo mondo mai si farà l'autista bigliettaio,impresa ardua per il diktat sindacale,boicottaggio del personale,rischio di aggressioni,spesa mostruosa per la modifica delle cabine guida. Il problema è la totale anarchia che regna nella città degrado,inciviltà,zingari ladri sono visibili ormai dappertutto

Anonimo ha detto...

Ad Amsterdam, sui tram, c'è un gabbiotto in cui c'è un bigliettaio/controllore. Entrando (si sale solo da determinate porte, davanti al controllore), si deve badgeare su un rilevatore che emette un suono al passaggio di un titolo valido. Senza, sei costretto a passare dal bigliettaio, protetto dal gabbiotto. Per scendere, solo da alcune porte, devi nuovamente passare il titolo, o il fornello non gira. Se per caso sfuggi all'entrata, non sfuggi all'uscita. Negli altri paesi, o passa il controllore (tipo a Praga), o passi il badge elettronico, o paghi all'autista. A Londra, se non hai il biglietto, l'autista spegne il bus. E far tardi non è concepibile. Sono gli stessi passeggeri a farti il culo se non paghi. Ora, dico io, vista la tecnologia, non sarebbe il caso di fare abbonamenti tramite smartphone oltre a una card con chip? Invece di usare 'sto cazzo di telefoni per le cazzate, potremmo anche utilizzarli per altro. Un rilevatore NFC renderebbe facilissimo passare il cellulare davanti per far vedere di avere un titolo valido. Chi non ce l'ha, autorizzerà l'autista a non partire. Vedrete che anche qui la gente si farebbe sentire. Io ultimamente compro l'abbonamento mensile tramite un'App, valida anche a Roma (MyCicero). Se sale il controllore, basta mostrare un documento e il cellulare. Per salire in metro, basta passare il cellulare al tornello. Non ci sono scuse per non avere sempre un titolo valido, non ti devi portar dietro tessere e tesserino, non devi impazzire per trovare un biglietto. Il problema è che no si vuole cambiare. Punto.

Anonimo ha detto...

* tornello, non fornello

Anonimo ha detto...

Mah, battute e battutacce a parte, il discorso è abbastanza complesso. Secondo me si potrebbe forse fare anche a Roma, ma inizialmente solo su linee a scarso traffico. Sarebbe difficile farlo su linee di forza perennemente sovraffollate, come ad esempio il 40 o il 64. Poi ci sono da considerare diversi altri elementi. Intanto, Verona non è Roma, non solo per le minori dimensioni (lo fanno a Londra, tanto per dirne una...) ma soprattutto per la differente mentalità degli abitanti. Poi, ci sono da considerare diversi altri elementi. A Verona è diverso anche l'ambiente da un punto di vista di efficienza, nel senso che, se qualcuno dovesse fare storie, magari là i vigili urbani interverrebbero subito. Qui a Roma chi interverrebbe, la polizia locale che se la chiami ti rispondono che non possono intervenire perchè altrimenti "farebbero i fascisti"?! (è successo ad un mio amico, non è una battuta). Supponiamo poi di usare questo sistema in zone "calde", tipo Tor Bella Monaca, per esempio: lo si potrebbe forse pure fare, ma mettendo non certo come autiste queste quattro oche anoressiche che vediamo condurre autobus oggi, ma dovresti mettere autisti-armadi tipo Lou Ferrigno o che sappiano menare tipo Chuck Norris. E poi, se l'eventuale buzzurro non paga, l'autista, a prescindere dalle dimensioni o dalla capacità di difendersi, che potrebbe effettivamente fare? Potrebbe non farlo salire, o magari ci passerebbe i guai lui stesso, perchè "passerebbe da cattivo", stante la mentalità bacata del romano medio, qualunquista e cialtronesca? Forse si potrebbe incominciare mettendo inizialmente controllori a bordo dei mezzi (come faranno appunto a Verona), ma prendendoli dove? Assumendo altra gente, che costa? Non so, l'idea in sè stessa non sarebbe male, ma Roma è un caso particolare (e patologico) sotto molti aspetti, questo incluso.
Purtroppo, qui a Roma con il passare degli anni si è assistito ad un progressivo incremento della mentalità lassista, iniziando via via a tollerare di tutto e di più, ed arrivati a questo punto, è difficile rimettere le cose a posto. Prima si sono tolti i fattorini perchè costavano troppo, poi via via anche i controllori sono sempre più diminuiti... ora, che si fa? A parte poi il fatto che, evidentemente, non c'è una vera volontà a livello politico di risolvere certi problemi, un po' per timore di perdere consensi, un po' per mancanza forse anche di coraggio e volontà da parte di chi ci "governa".

Anonimo ha detto...

* bordello, non tornello

Anonimo ha detto...

Comunque Verona non è la prima città italiana di dimensioni medio-grandi a farlo. Anche Torino fece qualcosa, almeno nel 2011, come si legge qui:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/03/15/news/il_bus_cambia_le_regole_per_frenare_i_portoghesi-13613042/

A Milano, invece, si sta facendo questo:

http://www.ferrovie.it/portale/leggi.php?id=1762

Come si vede, praticamente (come al solito) solo a Roma non si fa un cazzo al riguardo.

Anonimo ha detto...

Ah, dimenticavo: anche a Napoli si sta facendo qualcosa al riguardo: ecco esattamente cosa:

http://www.ferrovie.it/portale/leggi.php?id=1621

bat21 ha detto...

Spettacolare questo post 21:29 pm. Infatti atac dovrebbe scomparire e ricomparire come Atac newco di qualche cazzutissimo gruppo estero che gestisce tpl libero di licenziare chi vuole e riassumere personale non necessariamente romano o italiano.

Carlo Argentato ha detto...

Dalla foto sembra che l'autista bigliettaio sia costretto anche a dare un eventuale resto, a Miami non c'è quel "pianetto", ma un imbuto nel quale l'utente versa le monete, che deve avere pronte prima di salire, e che vengono automaticamente contate dallo strumento che poi stampa il biglietto. Tempo risparmiato e minor impegno contabile per l'autista.

Anonimo ha detto...

Rispondo a marco1963

A Londra sono inglesi mica italiani. Ripigliate tu che è meglio.

Anonimo ha detto...

A Madrid il sistema autista - bigliettaio funziona da quando si è creata la EMT Empresa Municipal de Transportes(http://www.emtmadrid.es/Home). Se non hai il biglietto (valido per 1 corsa) lo puoi acquistare sull'autobus. L'autista ti da il resto, ma al massimo puoi pagare con 5€ oppure 10€(si evita di lasciare l'autista senza resto). Se sali sull'autobus con un banconote>10€ non ti darà il resto quindi, non potrai acquistare il biglietto. Per evitare situazioni del tipo: salgono 15 persone che devono comprare il biglietto, esistono tariffe che economicamente convengono: cioè, invece di comprare biglietti singoli a bordo, è molto meglio se acquisti un biglietto per 10 corse.Il biglietto per 10 corse si compra ai tabacchi, giornalai, stazioni metro,.... E se usi i mezzi al meno 3 volte al giorno, ti conviene l'abbonamento mensile. Gli autobus hanno 2 porte: una accanto l'autista da dove UNICAMENTE si sale sulla vettura. La seconda nella parte centrale, da dove SOLTANTO si esce (http://blog.emtmadrid.es/wp-content/uploads/2013/03/Linea-Universitaria-U.jpg). La gente sa che ciò che deve fare quando sale sull'autobus è andare verso il fondo della vettura. Se porta addosso zaini, si mettono sempre giù fra le gambe.

L'interno dell'autobus ha pure posti per bambini piccoli (https://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjz1qL8393KAhUC1hQKHdSZD9sQjRwIBw&url=http%3A%2F%2Fwww.fotobus.es%2Fimg-interior-noge-cittour-de-la-emt-de-madrid-6817-56588.htm&bvm=bv.113370389,d.d24&psig=AFQjCNEY-7IiazyJSmEOFyULUMYfJ6hmvA&ust=1454662954306052) Le poltrone riservate alle persone anziane o con problemi di mobilità hanno un colore diverso (http://www.fotobus.es/data/media/17/100_5095.JPG) (http://www.fotobus.es/data/media/70/DSCF3103.JPG)

Come vedete, se il comune volesse, si potrebbero fare tante cose per migliorare l'ATAC.....

Anonimo ha detto...

Io consiglio a tutti i frequentatori del blog di viaggiare di più, si accorgeranno che all'estero si fa così da sempre, dalle piccole città alle grandi metropoli, e in quella direzione anche Roma dovrà orientarsi se vuole considerarsi una capitale europea. Il resto sono solo chiacchere, fuffa e rumore di sottofondo.

Anonimo ha detto...

Ma che stai a di, io viaggio molto, so stato a sharm e nun ce stava er biettaro. E nemmanco a ibiza.

Anonimo ha detto...

I controllori non servono, agli zingari anche se gli fai la multa non pagano

Unknown ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Unknown ha detto...

Ma se non sbaglio a Roma alcune linee sono stracariche, e altre hanno costretto a creare cabine blindate per proteggere l'autista dalle aggressioni.
Ogni città a le sue articolari condizioni.
Inoltre al capolinea l'autista sarebbe costretto a rimanere sul mezzo anche in caso di necessità fisiologiche.
Sarebbe meglio mettere un vero bigliettaio.

Anonimo ha detto...

“A Londra sono inglesi” – “a Londra l’autobus si usa poco”

Si vede che un autobus a Londra non l’avete mai preso.

Gli autobus a Londra si usano eccome (doppio di viaggi in autobus rispetto alla metro: https://tfl.gov.uk/info-for/media/press-releases/2015/june/record-passenger-numbers-on-london-s-transport-network). E si prendono molto nelle zone non servite dalla metro (periferiche o Londra sud) che guarda caso sono anche le piu’ povere. Si prendono anche perche’ costano meno della metro (tariffa fissa indipendente da quante zone attraversi). Quindi la composizione etnica e sociale dei passeggeri ve la potete immaginare, non e’ proprio principe Carlo e Camilla Parker-Bowles. Per non parlare dei notturni in cui si aggiunge il fattore ubriachi.

Eppure l’autista controlla il pagamento del biglietto, e se qualcuno non paga si ferma e non riparte.

Anonimo ha detto...

Leggendo l'articolo mi è venuta in mente la stessa cosa che scrive l'utente Carlo Argentato alle 9:08.
Si potrebbe munire l'autobus di quelle casse automatiche (uguali a quelle che si trovano da Leroy Merlin o Conad) dove tu infili i soldi spicci o di carta e automaticamente la macchina ti da il resto e in questo caso la stampa del biglietto al posto dello scontrino.
Ovviamente l'ingresso al mezzo sarebbe solo dalla porta anteriore come del resto in tutti i paesi che non siano l'Italia.
A tutte quelle persone che dicono che non è fattibile usare una porta laterale per salire e quella in mezzo per scendere, io ricordo benissimo che a Roma negli anni 80/90 era esattamente così. Si saliva ai lati e si scendeva al centro.
Poi nel tempo vuoi l'integrazione, vuoi la maleducazione, vuoi il papa, vuoi il buonismo, vuoi i rom e tutto il resto, tutti fanno come gli pare. Proprio stamane 3 zingari muniti di carello pretendevano di salire dalle porte centrali prima di far scendere la gente..... chissà se avevano la tessera, perchè il biglietto non l'hanno vidimato.

Anonimo ha detto...

in Inghilterra tutti gli autobus che ho visto hanno la stessa configurazione:
- gabbiotto/cassa per l'autista, chiuso e ben protetto, con finestrella da cui prende e da' i soldi
- si paga in contanti ma anche con carta contactless, l'eventuale resto viene distribuito in pochi secondi tramite una specie di cartuccera dotata di monete di tutti i formati, lautista deve solo premere i bottoni giusti e il resto viene magicamente cagato senza troppo impegno
- si entra e si esce dall'unica porta anteriore: chi deve scendere si mette gia' in fila da prima, chi non scende si leva dal cazzo e fa passare. chi deve salire e' gia' in fila alla fermata e pazientemente aspetta che scendano tutti e poi uno alla volta si sale. se non hai il biglietto scendi, se fai er matto l'autista spegne il bus, si chiude nel gabbiotto , preme un bottone e arriva la polizia, intanto le telecamere ti fanno un bel primo piano. Sempre che gli altri passeggeri non ti abbiano mandato a fanculo visto che stai facendo perder loro tempo prezioso.
-per qualsiasi altra situazione in cui si disturba, si da di matto, si alza la voce, si aggredisce VERBALMENTE o FISICAMENTE un altro passeggero o un dipendente l'autista spegne il bus, si chiude nel gabbiotto , preme un bottone e arriva la polizia, intanto le telecamere ti fanno un bel primo piano.
ci vuole tanto?

Anonimo ha detto...

@7,44 am
il bello è che ho calcolato l'inefficienza solo sul costo/km
non ho preso in considerazione le interruzioni/ritardi/scioperi, ne il fatto che atac possiede una grande una grande quantità di immobili che potrebbero contribuire ai suoi introiti

Anonimo ha detto...

Eh ci vuole tanto si’.

Perche’ l’autista deve prendersi una potenziale rogna in piu’, la polizia pure, la telecamera deve funzionare, insomma un bel po’ di gente deve fare un lavoro che al momento non fa.

Purtroppo qui speriamo che le cose si aggiustino da sole, senza che costi niente a nessuno (salvo qualche non meglio definito capoccione). Quando invece c’e’ tutta una popolazione che sull’indolenza e il menefreghismo ci ha costruito uno stile di vita.

un tizio basito ha detto...

A Londra sono inglesi???

Anonimo ha detto...

Il 37% degli abitanti di Londra e' nato all'estero:
https://en.wikipedia.org/wiki/Ethnic_groups_in_London

E venendo i passeggeri di autobus dagli strati piu' poveri, e' molto facile ipotizzare che piu' del 50% non sono inglesi. Eppure l'autista (non inglese anche lui) gli fa pagare il biglietto.

Poi vabbe' gli italiani andando in vacanza a Londra pensano che tutto funziona perche' "sono inglesi, e' piu' facile", o magari che in autobus incontreranno la contessa di Bedford che li invita per il te'. Per carita' dovesse essere che gli inglesi lavorano di piu', che gli autisti non guidano guardando le partite sul tablet, che la polizia monitora le telecamere ecc... nooo. E' che "sono inglesi".

Anonimo ha detto...

Chi va a vivere in città come Londra, di qualunque etnia possa essere, è chiaro che viene fatto adeguare al loro sistema, basato (come in tutti i paesi civili) sul rispetto delle regole.
Qui a Roma invece, dove vige la mentalità del "fate quello che cazzo vi pare" e nessuna regola, norma o simile viene fatta rispettare, è chiaro che la situazione che si crea da un punto di vista generale è del tutto diversa.
Come ho già detto in precedenza, si potrebbe forse fare anche qui il sistema del pagare all'autista, ma non è facile, e richiederebbe delle modifiche progressive a tutto il sistema, a cominciare dal modificare il contratto di lavoro degli autisti, ai quali spetterebbe forse l'indennità del maneggio denaro. Ma non credo che tutto questo si farà mai, probabilmente la soluzione potrebbe essere, almeno per ora, incrementare la controlleria in modo serio, facendola in alcuni casi affiancare da agenti della Polizia Municipale.

Anonimo ha detto...

Sono appena tornato da Valencia. lì i biglietti si fanno sull'autobus (come in tante altre città europpe) e la cosa funziona tranquillamente. Chiaro, non ci sono i romani buzzurri o gli zingari che se ne infischiano delle regole, ma se si vuole far pagare i biglietti a tutti questa è sicuramente una strategia da tenere in considerazione.

Anonimo ha detto...

caro Anonimo del febbraio 04, 2016 2:19 PM, il tuo racconto, visto da Roma, sembra scritto da un pianeta con una civiltà aliena più progredita della nostra ;-)

Il mondo è pieno di soluzioni a cui ispirarsi... peccato che qui sembri tutto così difficile.

Anonimo ha detto...

A Londra l'autista non vende biglietti, li controlla solo. E comunque anche li ho visto furbi salire dalla porta infondo per non pagare, sopratutto sugli autobus più lunghi.

Anonimo ha detto...

Pienamente in accordo con lei. Far vendere i biglietti agli autisti é impensabile. A Londra, che molti stanno citando, ci sono le biglietterie e l'autista controlla solo che chi sale convalidi il ticket o la tessera. Inoltre questa pratica funziona solo sugli autobus a due piani che hanno solo 2 porte, si sale avanti si scende in mezzo. Anche li come si passa a autobus con 3 porte iniziano ad esserci furbetti che salgono da dietro. La realtà è un'altra il servizio pubblico romano è carente per via dei costi ridotti che ha. A Londra la metro ha un costo stratosferico che non tutti possono permettersi. Basta parlare con chi ci ha vissuto per anni anche con stupendi alti per capirlo.

Anonimo ha detto...

A Londra l'autista il biglietto te lo vende.....

Anonimo ha detto...

A quel che ho visto, a Londra gli autisti si limitano a controllare che ognuno passi la tessera sul lettore.
Inoltre, essendo gli autobus, mediamente meno pieni di Roma è facile salire tutti da una porta e scendere dall'altra.
A Roma spesso mi trovo costretto a salire dal centro altrimenti non riuscirei più a scendere dove devo.
Ad ogni modo, un simile sistema si può pensare anche a Roma.

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