Pianificare il cambiamento della città. Cosa fare delle edicole?

3 luglio 2016

L'edicola è posizionata in maniera strategica, all'angolo tra il Circo Massimo e Viale Aventino. Esattamente di fronte alla Fao. In una città normale una edicola posizionata in maniera simile diventa automaticamente una delle più prestigiose della città, una di quelle edicole che portano tutti i giornali stranieri e le migliori riviste internazionali peraltro quasi impossibili da trovare a Roma. E invece questa edicola, come molte in città, aveva mestamente chiuso bottega e aveva piazzato fuori alla baracchetta di lamiera (chissà perché qui non aveva valso l'obbligo di sostituire con chioschi a norma e approvati) la scritta "vendesi". 

Da qualche giorno l'edicola ha riaperto come la vedete. Non sappiamo neppure se regolarmente o no, non sappiamo neppure se entro le norme o forzandole. Sta di fatto che è diventato un punto di smistamento delle prenotazioni per i tour guidati, una rivendita di guide turistiche e di mappe della città, un quartier generale di saltafila e di accalappiaturisti. Non c'è più lo straccio di un giornale salvo qualche copia di Topolino forse messa lì come scusa. Giusto per dire che c'è. Ma il business è totalmente modificato e la struttura trasfigurata e rifinita nel mondo inquietante della speculazione turistica che uccide Roma. 




Tra i mille problemi che affliggono il suolo pubblico in città (cartelloni, gladiatori, risciò, bancarelle, callarrostari, camion bar), quello delle edicole non è forse il principale, ma è da governare e merita una attenzione e un piano che il nuovo assessore alle attività produttive (a proposito, chi sarà?) dovrà mettere nel conto a breve. Molte altre città italiane, da Perugia a Milano, stanno sperimentando nuovi utilizzi di questi punti vendita che sempre di più non saranno utili alla rivendita dei giornali (che si vendono ormai sui tablet e non in modalità fisica). A Parigi addirittura c'è un grande progetto della città per rendere al passo con i tempi queste strutture.

Le edicole possono diventare tante cose: sicuramente luoghi di servizio per i turisti, sicuramente punti vendita di articoli specifici, sicuramente spazi espositivi, sicuramente merce di scambio per togliere concessioni su area pubblica, sicuramente in alcuni casi possono essere rimosse liberando lo spazio dove sono e sicuramente possono trasformarsi in alcuni casi in graziosi piccoli bar e spazi per la somministrazione. L'unica cosa che non bisogna fare è far finta di nulla rispetto alla loro inevitabile crisi e lasciare che il peggior commercio speculativo sfrutti la mancanza di normative, la mancanza di visione e la mancanza di controllo per farne dei luoghi brutti che dequalificano e degradano ulteriormente la città. Sta già succedendo in centro: da Via del Corso a Piazza Esedra gli speculatori d'accatto che parassitano quel che resta del turismo a Roma stanno sfruttando la mancanza di visione di chi ha amministrato la capitale. Occorre pianificare la città di domani invece di subire il cambiamento e invece di ridursi a far pianificare il futuro da mediocri imprenditori privati.

45 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Al centro trasformeranno Le edicole in luoghi di vendita di cianfrusaglie x turisti ed agenzie saltafila. Ci ficcheranno qualche bengalese, come ringraziamento x tagliarci la gola e Roma sprofondera'sempre piu' nella melma.

Anonimo ha detto...

Buttamoleeeeee, ammazzamo l'edicole. Fanno schifoooooo, non esistono piu' in nessuna parte del mondo.
So' stato bravo Tone'?

Graziano Pellè ha detto...

Ich bin ein berliner

Anonimo ha detto...

http://www.02blog.it/post/90087/edicola-2-0-milano-che-cose

Anonimo ha detto...

Tutte le edicole del centro storico di Roma si stanno trasformando da rivendite di giornali a chioschi di souvenir. La storia che i gestori abbiano dovuto vendere o convertire per carenza di incassi è una menzogna, altrimenti dovrebbero chiudere TUTTE le edicole di Roma (per le quali non discuto le difficoltà sorte dall'avvento di Internet). Trattasi quindi dell'ennesima svendita di punti vendita ai soliti noti, dietro ai banconi son tutti asiatici presumibilmente non titolari. A mio parere nel momento in cui viene a mancare il precedente ruolo di Pubblica Utilità, questi chioschi debbono essere messi fuorilegge e smontati senza esitazione. Stanno deturpando tutte le piazze in cui si trovano perché si allargano tutt'intorno con totem portacartoline ed espositori di ogni genere. Amministrazione se ci sei batti un colpo e non girarti dall'altra parte.

Anonimo ha detto...

3:03 tu si che sei informato. La carenza di incassi è una menzogna, certo. Più o meno 10 anni fa, all'edicola di piazza Sonnino facevamo circa 1000 euro con il turno di mattina (6/14), 700-800 euro il pomeriggio (14/22) e da 300 euro in su, a seconda della vendita di dvd porno, di notte (22/6). Dal 2010 ad oggi è un miracolo se si superano i 300 euro di mattina, la metà di pomeriggio e di notte è chiuso.

Anonimo ha detto...

La squadra di buffoni non é ancora pronta per pija' i primi pesci in faccia..
Attenzione feccia ormai non potete più dire che è tutta colpa del pd

Anonimo ha detto...

3.20 PM. Infatti sono informato, tanto che ho evidenziato le difficoltà connesse con la concorrenza della stampa digitale. Voi che fate proseguite o svendete ai bengalesi?

Anonimo ha detto...

bello schifo, roma.

Hai voglia a cercare lavoro, e mica siamo asiatici, rumeni o bengalesi, noi.

Veramente, bello schifo.

Ancora dite aa città più bella der monno.

Si, come no.

Anonimo ha detto...

se solo i turisti fossero un minimo, dico un minimo, intelligenti, ma questi chiuderebbero in una settimana. Come tutti i finti ristoranti romani, del resto.

Affamarli, come loro affamano te, strafottendosene dei romani.

Manco un euro, solo al supermercato, e nulla al di fuori.

I soldi piuttosto li spendo in umbria, toscana, dove sono certo della destinazione.

Anonimo ha detto...

12 euro per entrare al colosseo? ma dico, siete pazzi o cosa?
E per i romani nessuno sconto.

Ma manco un euro ti do.

Anonimo ha detto...

12 euro per entrare al colosseo? ma dico, siete pazzi o cosa?


Tipico esempio di quanto poco ci capiamo. 12 euro per il Colosseo, che è un monumento vecchio di duemila anni, sono pochi. Semmai, lasciamo che Della Valle completi il progetto con il centro servizi (e ovviamente arriveranno polemiche anche lì: meglio la biglietteria all'aperto, senza nemmeno un bagno), e poi ben vengano anche 20 euro. Mediamente, musei e siti storici in Europa costano molto di più che in Italia.

Anonimo ha detto...

detto dagli stessi che a Londra spendono 30 sterline per il london eye, che è una qualsiasi ruota panoramica....

Anonimo ha detto...

infatti io sono andato a Parigi, ma al Louvre non sono entrato, scherzi?
Mi divertivo anche ad andare a piedi, gratis, nei parchi e nelle vie di Parigi, li è talmente tutto godibile, che non c'è bisogno di pagare ogni respiro.

Anzi, a Parigi è bello e divertente pure prendere la metro.

Si il colosseo a 20 euro...guarda, già sto in fila.

Tanto sai che ti perdi, lo vedi da fuori, 5 minuti e via. Ma lo mettessero 50 euro, no?

Chi se ne fotte.

Anonimo ha detto...

ahahahaha il bello è che il Louvre, che considero mille volte più interessante del colosseo, bucherellato dai furti di pietra negli anni, costa 15 euro!

Ma non glieli darei lo stesso.

Anonimo ha detto...

vedi questa rivendita dell'articolo...a che serve?

- autobus turistici: inutili, la giro a piedi roma, poi in centro tanto meglio, pittosto che inquinare.

- saltafila: inutili, a parte che sono abbastanza mafiosetti come concetto, ma se poi ti pago il biglietto, altro che fila, dovresti farmi entrare subito. Invece, qui si paga anche per non aspettare.

- souvenir made in cina e libretti: va beh, questi inutile pure commentarli.

Una città che offre solo cose a pagamento e rende il resto complicato, anche solo camminare o prendere la metro, per me non vale neanche la visita, e chi se ne importa se i suoi monumenti sono importanti, io non ci vado. Quale è questa città?

ROMA

In tutte le altre città europee, è tutto godibile, non sei costretto a pagare per divertirti o goderti in generale la città.

Poi, se c'è un rivenditore del luogo, tipico, allora magari qualcosa la compro. Beh, assolutamente non è il caso di roma, non è rimasto praticamente nulla di romano, manco la carbonara al ristorante.

Ma se aspettate che ad ogni passo spenda 2/3 euro, allora state bene così.

Sbaglia, e tanto, chi lo fa.

Anonimo ha detto...

3:30 nessuno ha svenduto ai bengalesi. Una volta nessun proprietario lavorava nella propria edicola, si davano in gestione e si guadagnava comunque un patrimonio, e il gestore, a sua volta, piazzava del personale nei vari turni di lavoro. Gli asiatici che riempiono i tuoi incubi non sono altro che il nuovo personale a basso costo di oggi, visto che non è più possibile accollarsi 3 o 4 stipendi italiani, vista la drastica riduzione dei ricavi, iniziata con la sostituzione, imposta dal comune, delle vecchie e capienti edicole rettangolari con quei chioschetti tanto carini quanto inadeguati a contenere e ad esporre materiale.
PS: l'edicola di piazza Sonnino non è mia.

Anonimo ha detto...

Le edicole come rivendita di giornali e riviste sono destinate all'estinzione, con il progressivo passaggio ai formati elettronici. Ma da anni sono come le farmacie. Vendono di tutto e di più. Non solo libri, ma dischi, film, ammennicoli vari (dai vestiti alle borse agli attrezzi da cucina, piu' o meno abbinati a una rivista), giocattoli, biglietti per i trasporti e per spettacoli e chi piu' ne ha ne metta.
Altrimenti sarebbero già chiuse per inedia dei proprietari.
Che poi l'edicolante sia una attività da "subaffittare" a gentili ospiti dalle poche pretese come stipendio, vale per loro come per tutti i lavori scomodi (si apre alle 6,30-7.00 e in genere si sta esposti al caldo e al freddo) e poco pagati.
Anche perchè è difficile che l'archistar di turno (se non pubblicamente pagata) sviluppi un "modello architettonico" di chiosco che migliori l'arredo urbano, magari vendendo poi solo Vogue o il Financial Times

Anonimo ha detto...

Dovrebbero proibire tutti i loro manifesti fuori tutte le edicole in tutta la città. Per combattere il mal decoro occorre iniziare con loro. Spesso si appropriano di un intero angolo, bloccando il passaggio ai pedoni, come se fosse la loro proprietà.

Anonimo ha detto...

Su un quotidiano da 1 euro il guadagno è 17 centesimi, su un singolo biglietto ATAC 3 centesimi. La rovina è arrivata con il crollo del mercato dei dvd (qualche aquila ha notato che Blockbuster, un colosso mondiale, è fallito nello stesso periodo?). I dvd con panorama a 12.90, i porno comprati a 2 euro e rivenduti da 5 a 25 euro, quello era il guadagno.
Spostate la vendita dei giornali da qualche altra parte e chiudete le edicole.

Anonimo ha detto...

4.38pm lo sai che in toscana ho visto mercati di frutta con addetti italiani?
lo sai che in trentino ho visto addetti alle pompe di benzina italiani?
lo sai che in umbria le pizzerie sono gestite e ci lavorano italiani umbri?
vuoi che continuo?
A roma, no.
Tu non mi fai lavorare, per risparmiare, io non spendo neanche un euro da te, lo spendo dove ritengo opportuno.
Il tu è generale, ovviamente.

Anonimo ha detto...

A Bolzano, anomalia, il mercato famoso della frutta adesso impiega immigrati, a differenza di 5/10 anni fa, in cui gli impiegati erano altoatesini.
La stranezza è che a Merano invece, gli impiegati erano anche li locali.

A Salisburgo, Austria, le bancarelle sono gestite da addetti austriaci!
Figuriamoci, in Austria, infatti erano banchetti carini, di legno, messi da un lato della piazza, mica come i mutandari nostrani.

Dai mutandari io non acquisterei manco un calzino, a Salisburgo acquistai un paio di occhiali, e mi fecero lo scontrino.

Ieri pomeriggio, a montesacro ho visto, a distanza di 200 metri, due nuovi negozi alimentari gestiti da immigrati ma, io dico, come fanno a incassare, se sono sempre vuoti, e ce ne sono nell'arco di un chilometro dai 5 ai dieci?
Come è possibile?

Anonimo ha detto...

PADRIDEFA

Anonimo ha detto...

MIJA

Anonimo ha detto...

L'altro giorno in centro cercare un biglietto fra edicole che "non vendiamo biglietti" e tabacchini "non vendiamo biglietti" ho dovuto fare la caccia al tesoro per non fare il "portoghese"... umiliante.

Anonimo ha detto...

Proposta: legalizzare la cannabis ed i suoi derivati e dare in concessione esclusiva alle edicole esistenti la commercializzazione di questi prodotti. Apertura obbligatoria h 24, tabella delle merci vendibili strettamente legata al consumo (cartine, pipe, accendini, oggettistica) con eventuale estensione a bevande analcooliche, addetti alla vendita dotati di apposito patentino e assunti esclusivamente con contratti a tempo indeterminato, tassativa impossibilità di compravendita di licenze che devono essere gestite solo dalle autorità comunali.

Anonimo ha detto...

Anonimo 7:44 ma fatte meno canne...co sto caldo poi...

Anonimo ha detto...

Ma scusa, se il denaro è il principio primo e dirimente, come continuamente affermano i neoliberisti de sta menga che animano i commenti del blog, allora ben vengano modifiche come questa, richieste dal mercato. Anzi, se si inventa uno smartphone che va a letame invece che a batteria, ottimo disporre chioschetti di letame a ogni crocicchio al posto dei castagnari.
Come disse qualcuno, la luna non porta pil? Spegnamola.

Anonimo ha detto...

Lascia perde anche il vino, fidate.

Anonimo ha detto...

Ribadisco il concetto a 4.38 PM. 1) cambio destinazione d'uso. 2) cessata funzione di pubblica utilità. In mancanza di questi due presupposti, i chioschi, disegnati all'uopo per quella specifica funzione, non hanno più alcuna ragion d'essere. Se invece di tirar fuori quattro stipendi ne viene fuori uno ci si accontenta e si va avanti da soli, cosi come è costretto a fare qualunque lavoratore. Se invece si intende speculare con l'avallo della pubblica amministrazione allora è un altro discorso. I chioschi giornali trasformati in ennesime rivendite di chincaglierie e souvenirs, non sono congrui rispetto alla posizione che occupano. Voglio sperare che il nuovo sindaco ne prenda atto.

Anonimo ha detto...

Ma argomentare la contrarietà alla proposta di riconversione delle edicole in un'ottica di mercato che, tra l'altro, contribuirebbe a limitare moltissimo (se non ad eliminare) il degrado dello spaccio? O siete quadrumani sostenitori delle mafie stile Giovanardi?

Anonimo ha detto...

le edicole? obsolete. anche se poi le figurine dei calciatori ndo cazzo le compramo? vanno riconvertite? ok! famole diventare vespasiani e basta. e se proprio vogliamo fare qualcosa di artistico ci mettiamo la faccia di tonelli tipo pop art.

Anonimo ha detto...

Ribadisci quanto ti pare, non me ne può fregare di meno. Non possiedo nè gestisco nessuna edicola, di come stanno combinate oggigiorno mi rimbalza. Quello che ho scritto è stato solo per farti notare che la frase "la storia che i gestori abbiano dovuto vendere o convertire per carenza di incassi è una menzogna" è una stupidaggine colossale, visto che è in realtà l'unico motivo per cui le edicole oggi sono ridotte come già detto.

Anonimo ha detto...

Nel frattempo, qualcuno ha detto a Virginia che adesso è lei il sindaco? Non sono convinto che se ne sia accorta.

Barone Cicala ha detto...

15 euro e' quello che spendete per andare a vedere un film demmerda al cinema, o meno de na partita di calcio e meno di una birra con gli amici...ho capito che maaaiii li spendereste per visitare il Louvre ma almeno non vantatevene...

Anonimo ha detto...

Ancora piu' agghiacciante nelle foto le sottane in bella evidenza vendute dal mutandaro locale:
AVENTINO, QUARTIERE CHIC DI ROMA !!!

Anonimo ha detto...

Cii si mettono dentro rappresentanti del comune, delle istituzioni e delle aziende municipalizzate, cambiati a rotazione ogni mese, e quando qualcosa non funziona si sodomizzano a lungo e con vigore.

Anonimo ha detto...

Al Louvre sono stato due volte senza mai neanche guardare il prezzo del biglietto, tanto vale ogni centesimo. Al Prado si entra gratis...anche se non capisco il paragone fra un museo e un monumento, al Colosseo per come sta messo attualmente non ci entrerei mai.

Torquemada ha detto...

Sarebbe doveroso anche verificare la collocazione di molte edicole, e di chioschi in generale. Molte sono collocate in modo veramente criminale, ostruendo il marciapiede e costringendo i pedoni a camminare sulla sede stradale (vedi edicola di fronte alla Stazione Trastevere o quella su via di Monteverde angolo P.le Dunant od il chiosco bar ed il fioraio di fianco all'entrata principale del S.Camillo.

Anonimo ha detto...

Io francamente non capisco dove sia il problema, dove vivo io, a Londra, il fatto che in un negozio ci possa essere un Pakistano, un bengalese, un curdo, non desta alcun problema... resto basito di come articolisti e lettori di RFS, che a parole vogliono trasformare Roma in una capitale europea, nei fatti siano così terribilmente provinciali ed ignoranti...

Anonimo ha detto...

Scommetti che tutte queste edicole se sta comprando qualcuno molto vicino ai soliti Tredicine e agli urtisti ?

Anonimo ha detto...

Ehm....a Londra in realtà sono abbastanza razzistelli verso gli asiatici......

Anonimo ha detto...

9:45 c'è anche chi gradisce quindi non mi pare una gran minaccia

Anonimo ha detto...

Giusto a Roma possono vedersi merdate come questa! Ma come cazzo state messi???

Anonimo ha detto...

x luglio 03, 2016 5:19 PM che scrivevi "Ieri pomeriggio, a montesacro ho visto, a distanza di 200 metri, due nuovi negozi alimentari gestiti da immigrati ma, io dico, come fanno a incassare, se sono sempre vuoti, e ce ne sono nell'arco di un chilometro dai 5 ai dieci? Come è possibile?"

E' possibile perchè possono essere semplicemente delle strutture utilizzate per il riciclaggio del denaro sporco e/o del nero (ad es. come spiegare altrimenti la caterva di ristoranti cinesi sempre vuoti?), oppure perchè la rete dei fratelli musulmani finanzia l'apertura dei negozietti per fini di propaganda ed espansione dell'Islam e per autofinanziarsi (vedi http://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2013/02/il-bel-paese-dei-fratelli-musulmani.pdf).

E' anche possibile perchè ad esempio una certa parte di questi negozietti e ristoranti, contando sulla totale inattaccabilità dei titolari (nessun bene o immobile da pignorare, vedi ad es. http://www.firenzepost.it/2016/07/04/inps-previdenza-evasi-140-miliardi-e-boeri-guarda-solo-alle-cosiddette-pensioni-doro/ dove si cita il fatto che l'Inps non riuscirà a recuperare 90 miliardi di Euro di contributi) non versano un Euro di tasse e contributi, permettendosi altresì l'occupazione illecita di suolo pubblico (vedi ad es. le cassette di frutta che occupano interi marciapiedi) sicuri del fatto che non pagheranno mai un Euro di eventuali sanzioni amministrative. E comunque, sembra che i titolari ruotino vorticosamente, ogni due o tre anni cambiano titolare, in modo da rendere difficili controlli e sanzioni.

Tutto ciò ha un nome e un cognome, e cioè CONCORRENZA SLEALE, ma al riguardo sembra che i nostri politici abbiano le fette di salame sugli occhi, visto che non approvano, e forse neanche discutono, norme più restrittive per reprimere gli abusi (che so, ad es., se ti becco a non versare imposte e contributi oltre una certa soglia, chiusura immediata dell'attività e non la riapri finchè non versi il dovuto). Una cosa è certa, ormai il "bel paese" è bello per loro, non certo per noi italiani.

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