Amianto a Villa Pamphili? Se continuiamo così col verde pubblico non sarà che l'inizio

10 luglio 2016





"Villa Pamphili, scoperta una discarica abusiva con Eternit", urlava un dispaccio della Polizia Locale di Roma Capitale lo scorso 6 luglio. In allegato le foto di pezzi di amianto sversati in una delle più incredibili ville storiche d'Europa.
Perché succede solo da noi? Perché sarebbe impensabile da Atene a Lisbona? Perché non potresti mai farlo a Vienna o a Londra? Certo, perché lì le persone sono più civili; certo, perché lì c'è più controllo e finiresti ripreso da una telecamera; certo, perché altrove la legge funziona e magari non ti prendono, ma se ti prendono fanno passare la voglia a te e a tutti quelli che leggono la tua vicenda. Ma c'è un altro motivo: le nostre ville sono abbandonate. Non sono ville urbane, sono tutt'al più derubricabili a riserve naturali. Fatta salva Villa Borghese, che è una villa urbana con tutti i crismi (anche se le riserve sui contenuti sono tantissime), le altre ville cittadine - anche quelle piccole e tutto il mondo del cosiddetto verde non di pregio - sono più adatte ad un safari con qualche jeep piuttosto che ad una normale passeggiata. 
La colpa è l'assenza di attività economiche, culturali, commerciali, ricreative. Non succede negli spazi verdi di nessuna altra città nel mondo. In tutta Villa Ada hai un solo baretto, una specie di chioschetto malconcio. Basta. Il corrispettivo di Villa Ada a Vienna contiene maneggi, aziende che affittano sdraio, ristoranti stellati, osterie, bar, food truck, servizi di nolo di vario ordine, musei, centri culturali, asili nido, orti urbani, centri anziani. 




Insomma un mix di funzioni. Lo stesso discorso si può fare per Villa Pamphili ovviamente dove, oltre alla burocrazia infame e alla mentalità medievale di buona parte della popolazione, ci si mettono anche le associazioni di "difesa" (sono sempre in difesa del degrado e della malavita, solitamente) che mettono i bastoni tra le ruote a qualsiasi attività economica provi a riscattare le nostre aree verdi rendendone finalmente fattibile e sostenibile la manutenzione, il controllo, l'allontanamento di malintenzionati e lestofanti. A Villa Pamphili c'è una attività di ristorazione - ViviBistrot - che tra pregi e difetti ha comunque reso viva una porzione del grande appezzamento verde. Altre esperienze simili stavano per nascere perché la villa è letteralmente disseminata di casali sette-ottocenteschi che possono trasformarsi in piccole residenze per artisti, spazi espositivi, bar, ristoranti. 

Peccato che, in presenza di una burocrazia impossibile, il lavoro di imprenditori onesti e di alta qualità è ostacolato anche da esposti, ricorsi, meschine attività di pseudo associazioni. Del Casale dei Cedrati abbiamo già parlato: posti di lavoro, 350mila euro di investimenti, una offerta di ristorazione di prim'ordine dal cibo fino al caffè ed uno spazio per mostre che stava facendosi spazio in maniera intelligente. Tutto saltato dopo pochi mesi. 
Allo stesso modo è successo al Casale di Giovio, uno spazio stupendo, anche qui un bando vinto da associazioni famose (Uisp, Legambiente, Arci) con un progetto di qualità assieme culturale e gastronomico. 150mila euro investiti, ma poi i vincitori del bando hanno capito dove si andava a parare e si sono fermati prima che fosse irreparabile per le loro finanze. Oggi, come potete vedere dalle immagini sopra, l'area (praticamente pronta per ospitare attività, per dare servizi ad una zona desolata della villa e per dare posti di lavoro) è in abbandono senza tra l'altro che nessuno le parli salvo le associazioni di "tutela" della Villa che esultano per aver cacciato via l'ennesimo "invasore". 

Lo sguardo con cui osserviamo il verde urbano deve cambiare in maniera radicale, altrimenti la notizia non saranno più le discariche di amianto, la notizia sarà quando verrà trovato un po' di verde residuo in mezzo a ettari di pattume e sversamenti abusivi.

23 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

C'ha tre giorni sta notizia Tone'. Da quando il tuo avvocato non ha preso una poltrona stai a scapoccia', non stai neanche piu' sul pezzo. Rilassate.

Anonimo ha detto...

Si ripete quanto già scritto da molti: i professionisti del no sempre e comunque a qualsiasi iniziativa migliorativa dei beni pubblici con attività private sono i grillini. Gli stessi grillini che avete sponsorizzato in maniera -a questo punto lo si può oggettivamente affermare- a dir poco sospetta.
Che cosa è successo?

Anonimo ha detto...

I grillini sono contro il malaffare, non contro le iniziative private.
E' che finora chi poteva fare iniziative nei luoghi pubblici erano solo gli amici degli amici dei politici, ovviamente dopo avere unto le ruote della burocreazia a tutti i livelli.
Ora che questo schifo è stato messo da parte, con l'arrivo di una nuova forza politica non dedita al malaffare, ci sarà più concorrenza e più libertà economica per tutti.
Vedremo se Tonelli sarà contento o si lamenterà per non avere avuto il suo pezzo di torta

Anonimo ha detto...

è la natura che a Roma è ostile e non si fa domare dalla mano dell'uomo.

Anonimo ha detto...

Suggerirei anche un giretto per la Pineta di CastelFusano: Chernobil !!!

Anonimo ha detto...

@ 12.36
Speriamo che sia così, ma in parlamento i portavoce si sono costantemente segnalati per prese di posizione contro l'iniziativa privata.

Anonimo ha detto...

Do una notizia: é tutta colpa del Piddi' il partito dei delinquenti, sono stati loro a sversare l'amianto.....in galera!!!!!11111!!!!!!!1!!!!!!1111!!!!!!!!

Bat21 ha detto...

Infatti se c'è proprio qualcuno da cui non mi aspetto nulla di buono sotto questo essenziale aspetto sono i benekomunisti grillini. Grillini che avete colpevolmente appoggiato. La tragedia è che il romano quadratico medio abituato a campare di stato i giusti concetti elementari qui espressi nemmeno li capisce.

Anonimo ha detto...

Scusa se te lo faccio notare, ma i "grillini" sono al governo da due settimane....chi è che ha governato fin'ora??

Anonimo ha detto...

Secondo me il motivo è sempre lo stesso: quando si parla di migliorie, la gente comune viene spaventata coi soldi. Se si pensa a qualcuno che investendo crea lavoro e miglioramento, la gente subito pensa che poi gli si farà pagare qualcosa. O comunque questo viene fatto credere loro. Che, se anche fosse, sarebbe sempre meglio del degrado in cui versa la villa al momento. In fondo, però, a tutti sta bene così. Vuoi mettere accedere liberamente senza nessuno che ti controlla se il cane scagazza in giro in tranquillità? Villa Pamphili è comodissima, in questo senso. Talmente comoda che Via Ludovica Albertoni -principale percorso pedonale per i 'civilissimi' monteverdini, tanto orgogliosi del loro sempre più degradato e decadente quartiere- è soprannominata 'la via della merda'. Tre negozi in croce, con marciapiedi lordi di merda di cani. In autunno e inverno poi, con le foglie cadute, non solo rischi di scivolare, ma di cadere su un prato di foglie e merda. E io purtroppo lo so bene, dato che ci ho abitato per ben tre anni. D'altronde, perché portarsi dietro i sacchetti quando a due passi c'è Villa Pamphili, dove non serve nulla perché i cani possono fare come credono? E sì che si tratta di un parco MERAVIGLIOSO, in cui con pochissime iniziative, pubbliche o private, potremmo avere uno dei parchi più belli d'Europa, tanto è variegato il terreno, coi suoi laghetti, le colline, i percorsi per biciclette e pista di pattinaggio. Basterebbe pochissimo e invece ultimamente c'è da aver paura in certi percorsi, per via di zingari, ladri, borseggiatori, gente che si prostituisce, ecc. ecc. Non puoi manco più correre tranquillo con un semplice iPod senza la paura di venire aggredito per derubartelo. Belle cose. Di cui a nessuno frega un cazzo. Come sempre.

Anonimo ha detto...

Infatti Tonelli, a Londra e Parigi le dimore storiche sono piene di chioschi firmati, bar ultima moda, ristoranti tre stelle e persino centri commerciali con negozi delle maggiori catene mondiali?
No. Sono manutenute e sorvegliate con soldi pubblici. Pensa te.

bat21 ha detto...

luglio 10, 2016 5:26 PM troppa gente a Roma campa a prescindere di come va l'economia privata e ha rendite di poszione dovute allo stato. Quindi non c'è nessun interesse a sfruttare l'enorme asset delle ville, dei monumenti ereditato e ci si può permettere ridicole posizioni ideologiche come quelle che vede l'intervento privato nelle cose pubbliche come il demonio. Ma le cose cambiano in fretta, la città è ben oltre la soglia della non sostenibilità. Spero solo che non vengano concessi altri osceni salvaroma per prolungare questa agonia.

Anonimo ha detto...

Solo per farvi notare un paio di cose, poi siete liberissimi di pensare quello che volete: quell'eternit da quanto tempo stava lì? Chi è il responsabile dell'abbandono delle ville? Chi è che ha governato fin'ora?
No, ve lo chiedo perché mi risulta essere stato il PD a governare il XII (prima XVI) municipio per 25 anni, quindi prima di prendervela con i grillini, dategli quantomeno il tempo di iniziare a governare visto che si sono insediati appena due settimane fa.

Ah, a proposito, Silvia Crescimanni, presidente grillina del suddetto municipio, appena eletta, ha già preso provvedimenti sul tema qualche giorno fa.
La Maltese, presidente uscente (PD ovviamente) ha avuto tutto il tempo per occuparsene, ma basta fare un giro nel municipio che ha devastato per farsi un idea di come ha (non) lavorato.

Rispetto i vostri dubbi sul M5S ed in parte li condivido pure, ma in questo caso avete solo che perso un occasione per stare zitti.

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=513005292217611&id=134080270110117

Anonimo ha detto...

Ho visitato il Casale dei Cedrati un paio di settimane prima della chiusura: erano 10 mq di libreria per bambini che vendeva le stesse cose di quella sotto casa, però al 30% in più e soprattutto c'erano gli stessi giocattoli del giornalaio al doppio del prezzo,
tutto il resto dello spazio era ristorazione e hanno avuto da ridire perchè in una mattina di pieno inverno con la villa e il casale deserto avevamo occupato il tavolo all'esterno dopo aver preso il caffè al bancone mentre i bambini mangiavano un cornetto di quelli sugelati e cotto in maniera molto approssimativa....

...quale sarebbe l'iniziativa culturale di questo casale ?

ALLORA APRI UN RISTORANTE E PAGA LE TASSE DA RISTORANTE!!!

Al contrario di quanto affermavano gli articoli al momento della chiusura non c'erano tavoli da ping pong e nemmeno area internet, non funzionava neanche il WIFI

Anonimo ha detto...

per continuare il discorso precedente:
La Limonaia di Villa Torlonia è nata come ristorante, dà lavoro a un bel po' di ragazzi ed è sempre piena.... penso che non serve voler fare i furbi a tutti i costi per aprire un'attività commerciale in un contesto "protetto" come un parco cittadino. Della qualità del cibo non so che dirvi perchè non ci ho mai mangiato.

Anonimo ha detto...

Anonimo 6:39 PM, è proprio questo il motivo per cui i cittadini non si fidano più del privato: finora hanno visto solo speculatori che, forti degli appoggi politici, realizzano le loro imprese commerciali appropriandosi a prezzi ridicoli di un bene pubblico... e il cittadino dovrà pagare per accedervi. Esattamente come hai raccontato, la "cultura" è solo un paravento per non pagare le tasse.

Anonimo ha detto...

un sindanco con mentalità manageriale avrebbe gia contattato i grandi player del turismo e avrebbe trasformato villa pamphilj in un bellissimo resort + spa + casinò con infrastrutture primarie rinnovate a spese degli investitori.

Anonimo ha detto...

parafrasando Umberto Eco che diceva che internet ha permesso di dare voci anche agli imbecilli, così certo "associazionismo" ha permesso a deficienti repressi, egocentrici e megalomani, di rompere il cazzo a tutto il globo terracqueo pensando di essere gli unici depositari della verità e del bene

Flanker ha detto...

D'accordo sul controllo del territorio e sulle pene severe per i trasgressori.

Non sono d'accordo sul discorso riguardante il verde "selvaggio": villa Ada è una riserva naturale, e con ciò? Le sdraio mettiamole in balcone e rispettiamo la natura.

Anonimo ha detto...

E va bene, ma che ci vorrà a sistemare i parchi pubblici?
Scusate, la legalità e la trasparenza sono state già recuperate, perché definizione con il M5S non si corrono rischi; mercoledì la città sarà pulita, come ha detto l'assessore all'ambiente, e quindi tempo due giorni abbiamo risolto anche il problema die rifiuti. A questo punto, tra giovedì e venerdì sistemano l'ATAC, e all'inizio della settimana successiva sotto con le ville.

Anonimo ha detto...

m5s periferia roma, 21 giorni: NN nessuna novità.

Ma adesso, con la promessa che mercoledì si pulirà roma, in zone dove ci sono cartacce e monnezza storiche, da anni a terra, si daranno la zappa sui piedi.

Ah no, è vero, per pulire la città, bisogna aspettare che facciano lo stadio, perchè poi i privati pagheranno le tasse, altrimenti non ci sono i soldi per pulire...questo è quello che dice roma fa schifo e molti dei suoi lettori, eh?

Si prosegue affermando che, se non si farà lo stadio , una zona dove è prevista la pulizia ma non si fa, per motivi oscuri, rimarrà sporca, abbandonata e degradata.

Eh, e la tassa sui rifiuti che pago anche per la pulizia delle strade, a cosa serve, allora?

Anonimo ha detto...

I terreni privati non li pulisce il comune.

Anonimo ha detto...

MERCOLEDI' ROMA SARA' P U L I T A !!!!

giovedì non ci sarà più traffico e i bus lindi saranno in orario e comodi
venerdì i mutandari si incamineranno finamente per lo Stige da cui sono usciti
sabato i palazzinari si suicideranno in massa e lasceranno i terreni in eredità al FAI

DOMENICA il RA si riposerà

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