Caso Cartellopoli. Massimiliano Tonelli assolto perché il fatto non sussiste

22 novembre 2016

Assolto perché il fatto non sussiste.

Revoca di tutte le statuizioni civili a favore della parte civile costituita, la società di cartellonistica e pubblicità DDN srl.

È questa la sentenza emessa dalla I sezione penale della Corte d’appello di Roma il 21 novembre 2016, dopo un’ora e mezza circa di Camera di Consiglio, nei confronti di Massimiliano Tonelli uno degli animatori del blog di resistenza civica “Cartellopoli”.

La Corte d’Appello accoglie così tutte le tesi del difensore di Tonelli, l’Avv. Fulvio Sarzana di S.Ippolito che aveva assunto la difesa dopo il giudizio di primo grado.
Il difensore aveva sollecitato l’assoluzione del Tonelli insistendo sulla impossibilità di attribuire allo stesso una responsabilità editoriale nella gestione del blog.

Come si ricorderà Tonelli era stato condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione per istigazione a delinquere per avere ospitato, secondo la prospettazione fornita dalla parte civile, frasi istigatorie dirette a compiere atti di danneggiamento e di furto nei  confronti degli impianti pubblicitari di proprietà della stessa società pubblicitaria, e di altre concessionarie.

Il difensore in udienza ha ricordato le battaglie civiche compiute dai numerosi animatori del portale antidegrado, prima fra tutte quella per l’emanazione del PRIP, il piano regolatore degli Impianti pubblicitari.
Lo stesso aveva poi richiamato la Giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo che esclude la responsabilità del Blogger per i commenti inseriti da terzi.

IL RUOLO DEL BLOG
Il ruolo straordinario del blog Cartellopoli (e dei suoi lettori, visto che la battaglia legale è stata vinta grazie alle donazioni di decine di cittadini) viene così totalmente risarcito. Non certo una pagina orchestrata da una persona per istigare a delinquere ma, al contrario, un luogo di sensibilizzazione civica su una forma gravissima di degrado urbano che umilia, assieme a tutte le altre, la città di Roma. Grazie al blog Cartellopoli, fin dal 2010, a Roma si è cominciato a parlare di cartellonistica abusiva, grazie a Cartellopoli decine di migliaia di cittadini hanno capito quanto fosse più vicina alla mafia che alla normale imprenditoria l'attività economica in questo settore, Cartellopoli ha dato visibilità alle battaglie di altre associazioni che, nel frattempo, sono nate per combattere questo fenomeno come VAS e Basta Cartelloni. 

I RISULTATI E CHI VUOLE VANIFICARLI
Le battaglie di questi cittadini hanno trovato ascolto durante la passata consiliatura non tanto dal Consiglio Comunale (a capo della Commissione Commercio c'era Orlando Corsetti che semmai ha fatto di tutto per rallentare la riforma del settore) quanto soprattutto dalla Giunta dove Marta Leonori è riuscita in due anni a fare ciò che si attendeva da 30 portando all'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Dopo questi successi, a riprova del fatto che gli scopi erano puramente civici, il blog è stato praticamente chiuso considerando raggiunti i suoi obbiettivi. 
Oggi purtroppo le grandi conquiste colte pochi mesi fa vengono continuamente messe in discussione dalla nuova maggioranza capitolina che sembra ragionare esattamente come si ragionava ai tempi oscuri della Giunta Alemanno. Speriamo davvero che questa sentenza così positiva sia utile anche per cambiare l'atteggiamento di alcuni consiglieri comunali e di consentire alla città, almeno in questo settore, di diventare un posto civile, europeo e occidentale per il beneficio di tutti.

UN RISULTATO PER TUTTI I BLOG
La sentenza è di grande sollievo anche per il lavoro di altri blog. A Roma non esiste purtroppo una stampa che veramente intervenga sui problemi profondi della città. Oggi in parte le cose stanno cambiando ma in passato il consociativismo tra pessima politica e pessimo giornalismo è stato totale. All'inizio degli anni Dieci i blog hanno compensato questa mancanza e si sono esposti in prima persona. Oltre a Cartellopoli, ad esempio, anche Roma fa Schifo e molti altri. Questo ha portato un cambiamento culturale radicale in città, ma ha esposto i fondatori, i gestori, gli amministratori a attacchi giudiziari violentissimi. Oggi la Corte d'Appello di Roma ci ha spiegato che non sarà così facile mettere il bavaglio alle uniche realtà d'opinione che a Roma lottano davvero, e con una efficacia formidabile, contro la cattiva politica, contro l'imprenditoria malata, contro le bugie di chi vuole che tutto resti così.

22 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Contento come se la sentenza fosse per una persona cara. Continua a lottare e grazie di tutto Massimilano. Un amico.

Anonimo ha detto...

Ottimo. Non per rovinarti la festa ma ricordati che siamo in italia...hanno fatto ricorso?

Anonimo ha detto...

Non fossi disoccupato ti farei subito un bonifico..

Anonimo ha detto...

ottima notizia, adesso bisogna che il settore venga finalmente regolamentato a tutela della città

Anonimo ha detto...

Complimenti e grazie per tutto quello che fai per la nostra città.
mnz

Anonimo ha detto...

Complimenti e continui su questa strada senza fare sconti a nessuno.Si miri adesso sul presente e futuro senza rinvangare il passato.Appoggeremo le Sue battaglie,per il bene di questa città.

Anonimo ha detto...

Ogni tanto una rara bella, bellissima notizia. Congratulazioni e grazie per il lavoro svolto.
Adesso chissà se qualcuno di quelle cavallette che hanno lucrato sul suolo pubblico massacrando bellezza, vivibilità e sicurezza (ricordo almeno 4 morti ma forse sono più per cartelloni piazzati "ndò cazzo ce pare") passerà finalmente dalla palese parte del torto con risarcimenti alla cittadinanza offesa e degradata.

Anonimo ha detto...

RAGGI E M5S STANNO AMMAZZANDO ROMA.

Anonimo ha detto...

Il giornalismo romano non era tutto malato, una volta c'era una TV che si chiamava Roma Uno che ha fatto molte battaglie sul fronte della lotta al degrado.
Non a caso è stata fatta chiudere...

Anonimo ha detto...

I problemi di Roma purtroppo sono tanti e di diversa natura, semra superfluo ribadirlo,ma a mio avviso non è mai troppo.Oltre alla cartellonistica,fra le tante cose ci sono i problemi dei negozi di ortofrutta gestiti dagli egiziani che creano un serio degrado per l'occupazione abusiva dei marciapiedi,che nonostante le reiterate segnalazioni e lamentele,non s'è fatto nulla.Eppure basterebbe una elementare e semplice ordinanza per risolvere il problema. E ribadisco a costo zero.

Anonimo ha detto...

"...perchè il fatto non sussiste" = ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA.

Grandissimi! Ma le persone per bene non lo hanno mai dubitato !

Ma quei miserabili che anche qui sibilavano calunnie contro "chi è inquisito", adesso NON DOVREBBERO CHIEDERE SCUSA?

E non a caso che anche MARINO per il fango ben orchestrato su PandaRossa, Scontrini
"....... il fatto non sussiste" = ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA.

NON HO ASCOLTATO NESSUNA CONTRITA SCUSA, eppure il coro vigliacco/decerebrato accodato alla calunnia a fin di linciaggio del nostro Sindaco Galantuomo di M5S Pd e veterofasciume ha elucubrato a lungo anche fra questi commenti

Anonimo ha detto...

Honesta! Honesta!! Honesta!!!

bat21 ha detto...

Sono veramente contento che giustizia sia fatta dott. Tonelli! Ora voglio vedere lei e la redazione più agguerriti che mai soprattutto nel tema fondamentale delle carenze gravissime della pubblica amministrazione romana in tutte le sue forme e nella battaglia per far capire ai tanti zucconi romani che le risorse non si possono ciucciare all infinito da mamma stato, bisogna essere efficienti e creare un ambiente in cui e' possibile investire. Voi potete far molto per renderlo accettabile socialmente a questa società tanto involuta. Grazie per il lavoro prezioso che fate non solo per Roma vista l importanza della città.

Anonimo ha detto...

il giornalismo a roma semplicemente non esiste.

Il giornalismo a roma è solo strumentale a palazzinari e altri rubagalline del genere

Anonimo ha detto...

@7:41 PM Come ha ragione, Signora mia! Non ci sono più le mezze stagioni!

Anonimo ha detto...

E tantomeno a chi addirittura viene denunciato perché compie un dovere civico.
Altro sarebbe per esempio, denunciare chi compie intercettazioni abusive di telecomunicazioni, e poi divulga il materiale a scopo di stalking, irrelato a un circuito di distribuzione occulta del potere.
Ma ora lasciam perdere le "minchiate", anzi, rispediamole a Nassirya, ton è salvo, viva ton.
Adesso puoi restituire i soldi ai tuoi benefattori.

Anonimo ha detto...


https://www.youtube.com/watch?v=VsFdVbb34BU

Anonimo ha detto...

Ottima notizia e che sia da stimolo per continuare a martellare. Non spengete la fiamma, sono molti i cittadini che avete svegliato dal sonno profondo.

Anonimo ha detto...

Anonimo novembre 22, 2016 9:59

"Ottimo. Non per rovinarti la festa ma ricordati che siamo in italia...hanno fatto ricorso?"

Se è stato assolto in appello, anche Tonelli ha fatto ricorso, no?

Il ricorso è legittimo solo se lo presenta chi ti sta simpatico?
Hai studiato diritto insieme a Di Maio?

Giusto, siamo in Italia, la patria del qualunquismo.






Anonimo ha detto...

Una buona notizia.

Anonimo ha detto...

tutto bello, ma i cartelloni sono tutti al loro posto....

Anonimo ha detto...

Io mi chiederei come si fa a intentare un processo per istigazione a delinquere, con circostanze di questo tipo.
Oltre al fatto che nel codice dovrebbe precisarsi quanto è vero in forma implicita ma non viene osservato, ossia che l'esecutore di un creato non può essere tutelato dalla legge nel compimento del reato.
Quindi non solo non c'era traccia di istigazione, ma neppure del delinquere, perché un cittadino che avversi un abuso compie un dovere civico, non un crimine.
L'istigazione a delinquere la fa chi aizza gli occupanti abusivi o chi incita l'accesso clandestino nel nostro Paese.

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