Anagrafe di Roma e PEC. Cronaca di giorni di ordinaria follia

26 novembre 2016
Come a tutti i cittadini residenti in città può capitare di richiedere un certificato all’anagrafe: cosa normalissima ma a Roma anche questo può diventare un’impresa.

Nell’era della digitalizzazione e della posta elettronica certificata non dovrebbe essere un grosso ostacolo in quanto l’utilizzo di tali strumenti consente al cittadino ed alla PA un notevole risparmio di tempo e di denaro.

Sul sito istituzionale di Roma Capitale in effetti il Comune viene incontro al cittadino che identificandosi sul portale può richiedere una serie di certificati senza recarsi all’ufficio di appartenenza.

Su questo link troviamo infatti scritto che per alcuni certificati il cittadino residente a Roma “Utilizzando la casella di posta certificata, dopo aver scaricato dal portale il modulo di richiesta, dovrà allegarlo all'e-mail certificata da inviare all'indirizzo anagraferoma@postacertificata.gov.it. Entro 24 ore l'Anagrafe invierà digitalmente alla PEC del cittadino il certificato richiesto “

Favoloso! Entro 24h ricevo il documento! Nella mia mente ingenua penso “i cittadini in questa città si lamentano sempre ma il vero problema è che non si informano in maniera adeguata“. Bene scarico il modulo in pdf, lo compilo e allego tutto con la mia PEC. Dopo un giorno l’email torna indietro:

<anagraferoma@postacertificata.gov.it>: connect to
smtp.postacertificata.gov.it[94.86.40.185]:25: Connection timed out

C’è qualcosa che non va. Chiamo al centralino all’URP e un impiegato dopo aver ascoltato quanto accaduto mi invita ad usare un nuovo indirizzo: anagrafe.statocivile@pec.comune.roma.it sostenendo che quello usato in precedenza “è da quel di’ che non è più in funzione”... bene allora perché non avvertire il webmaster e farlo sostituire?

Scrivo ed effettivamente questa volta il messaggio viene consegnato e ricevo una ricevuta di avvenuta consegna. Bene, penso, un piccolo disguido ma tutto sommato poco male. Naturalmente passano giorni e giorni non ricevo nessun certificato né tantomeno una risposta di qualunque tipo.

Scrivo alla PEC dei responsabili del dipartimento e nessuno mi risponde. A questo punto mi reco all’Anagrafe di persona e non posso richiedere il certificato perché mi devo prenotare con il servizio “tupassi” il quale mi da appuntamento nei 4gg successivi.

Richiedo il documento di persona e dopo 7gg mi reco nuovamente a ritirarlo.

Risultato? Ho chiesto 3 permessi dal lavoro, ho contribuito 3 volte al traffico di Roma inutilmente, ho inquinato la città ed ho perso un sacco di tempo. Ho chiesto come mai le informazioni sul sito fossero errate e perché non fosse possibile avere certificati via PEC e le risposte naturalmente sono state le più variegate “ahò quà non se capisce niente, è meglio che venite qui direttamente, lasciate perdere a pec!”

Bene allora mi sono chiesto quanto guadagna un dirigente del Comune di Roma e quiho trovato le info utili. Dalla tabella (anno 2012) si evince che tra stipendio, indennità di posizione + indennità di risultato stiamo in una forbice che indicativamente va da 94.000 / 120.000 lordi beh niente male equiparabile al trattamento di un dirigente di una grande azienda privata..il quale però se non porta risultati o se il suo reparto funziona così viene mandato a casa o non riceve nessun premio di risultato.

L’indolenza che affligge questa città è ben rappresentata da questo episodio. Il servizio PEC non funziona o al momento non è attivo, bene il dirigente di turno responsabile del dipartimento ha l’obbligo di informarsi e di far aggiornare la pagina del Comune di Roma altrimenti è responsabile quanto tutti i suoi sottoposti che danno risposte evasive e contraddittorie. Il cittadino scrive facendo notare in maniera educata e costruttiva il disservizio, bene bisogna rispondere!

Si lo so “i problemi so altri”, bene ma saranno anche i vostri quando scoprirete che la carta d’identità vostra o di vostro figlio è scaduta e non la potete rinnovare se non prenotandosi a “tupassi” aspettando 2/3gg per prendere appuntamento e magari vi è saltata la vacanza.


In conclusione perché il servizio PEC non funzioni e perché sul sito istituzionale del Comune di Roma sia riportato un indirizzo non più funzionante rimane ancora ad oggi un interrogativo inevaso.

43 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

E'semplice..il comune di Roma (o Roma capitale, come lo si voglia chiamare) è un ente che NON esiste..

Anonimo ha detto...

Si sono adeguati alla Raggi e compagnucci vari: dicono di no. E' più facile e non ci sono responsabilità. Un comportamento simile è inammissibile nel Paese delle leggi sulla trasparenza, sull'accesso agli atti, sulla informatizzazione della P.A., sulla responsabilità dirigenziale, ecc.: tutte leggi in vigore, ma non da Roma in giù.

Anonimo ha detto...

Ma che je frega tanto gli hanno pagato anche fino a 600 euro di salario accessorio...

Anonimo ha detto...

Usare quel tono presuntuoso vi fa sentire più intelligenti?
No, perché non è così.
Anzi, è vero il contrario, visto che avete invitato a votare la Raggi, pur sapendo che era un'incapace ammanicata con i poteri occulti di Roma.

Licurgo ha detto...

Colpa delle amministrazioni precedenti, lo diranno anche fra 5 anni ( quando verranno cacciati fra le pernacchie).

Anonimo ha detto...

Per il relatore dell'articolo: bastava rivolgersi ad un'agenzia di servizi, 15 euro e passava la paura. Sopratutto non c'attaccavi sto pippone.

Anonimo ha detto...

@Anonimo novembre 26, 2016 12:25 PM
Questo è il problema di Roma: gente come te che la pensa così. Grazie a dio non abito più in quella fogna e non ho più a che vedere con amebe come te.

Anonimo ha detto...

12:25

Bravo, per te andremmo ancora a dorso di mulo. La rivoluzione informatica per te serve solo a perdere tempo sui social.
Invece no, il suo scopo è proprio quello di semplificare, risparmiare tempo e denaro, ridurre l'inquinamento.
Chi crede di avere l'opportunità di sbrigarsela online e invece scopre che credendo ai siti istituzionali perde il doppio del tempo e viene ricompensato da beffe e battute di dubbio gusto, si arrabbia doppiamente.
Dai 5stelle mi aspettavo più attenzione a questo tema, invece anche per loro il web serve solo a diffondere un verbo antiscientifico o a far diventare virali notizie di scarsa attendibilità.
La verità è che la nostra burocrazia è marcia e, dato che non si può sostituire pensionandola o licenziandola, non resta che attendere che si formi un'altra generazione di impiegati più sveglia e volenterosa.
Lo so che è un'illusione.
Che tristezza.

Quasi vent'anni fa, dovendo iscrivere mia figlia alle elementari - era sindaco Rutelli - ho ricevuto a casa una lettera del Comune che mi spiegava come all'atto dell'iscrizione non ero costretta a presentare nessun certificato, ci avrebbero pensato le scuole a collegarsi con il sito del Comune.
Magnifico!
Mi sono recata alla scuola che avevo prescelto e la segretaria mi ha chiesto i documenti. Le ho risposto che non ero tenuta a presentarli. Sospirando, mi ha detto che ci voleva troppo tempo a collegarsi con il cervello e del Comune, quindi...
Ho compreso che prendendola di punta e rivendicando i miei diritti avrei fatto un buco nell'acqua.
Quindi l'ho gentilmente pregata di iscrivere mia figlia, promettendole che sarei passata in segreteria con i documenti la settimana seguente.
Non ho mai consegnato quei documenti e mia figlia è stata iscritta regolarmente. Con un po' di vergognosa furbizia ho ottenuto quel che era mio diritto.

Sono passati quasi vent'anni e i dipendenti comunali sono peggio di prima.
Che dire?

Anonimo ha detto...

Allora che cazzo scrivi a fare qua sopra? Rilassati, hai una vita migliore ora. Goditi la tua pace, ormai i nostri problemi non ti riguardano. Stai bene.

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo delle 12,25. Mi fai un sunto per favore?

Anonimo ha detto...

Ma che c'entra in questo caso la Raggi.Stiamo diventando veramente ridicoli,come se la P.A.l'avesse portata da casa.

Anonimo ha detto...

io non capisco questa continua aggressività da parte di tutti tutti si scagliano contro tutti quando hanno idee diverse anzichè usare il detto: non condivido quello che dici ma mi batterò fino alla morte per difendere il tuo diritto ad esprimerlo...
il relatore del testo ha solo fatto notare un disservizio che comporta dei sacrifici economici e di stress per l utente finale e la signora che parla del caso di sua figlia scuola dice la sua iniziate a essere piu calmini senno la fogna ci sommergerà tutti a beneficio dei potenti teoride della guerra nel libro l arte della guerra

Anonimo ha detto...

12.25 Che fai lavori al comune (minuscolo) o per un'agggenzia di servizi ?
Come dire l'Atac non funziona ? Chettifrega prendi un taxi, anzi meglio una auto di Uber con l'autista ?
Il pronto soccorso e' intasato, il medico di famiglia latita ? Paghi 150 euro e trovi un primario che ti visita subito
Giusto per fare qualche esempio.

Anonimo ha detto...

La colpa principale è di chi dirige, che è (stra)pagato per dirigere, organizzare e far funzionare un ufficio, le colpe secondarie, da attribuire in varia misura, sono invece dei semplici lavoratori, la maggior parte dei quali hanno una profonda mancanza di cultura di buon funzionamento di un servizio pubblico e tirano avanti lavorando in modo pressapochista e senza alcuna attenzione e sensibilità nei confronti dell'utenza.
Comunque siamo sempre lì, questo succede a Roma e al Sud mentre a nord di Firenze le cose vanno mediamente molto meglio, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.

Anonimo ha detto...

Da questi "piccoli" episodi si dimostra come Roma sia una città non evoluta, e non solo dal punto di vista infrastrutturale. Il funzionamento tecnologico nelle varie P.A. di Paesi o metropoli mondiali, nell'era del dominio della rete, e' un grado di giudizio di come sia sviluppato o no un popolo. Roma non è mai stata una città al passo con i tempi, in primis a causa della mentalita' retrograda della sua gente, poi perché e' sempre stata amministrata da gente che rispecchia l'esatto essere del romano medio : la prosecuzione ad secolorum della burocrazia fatta connotazione di una citta'. A Roma in pochi hanno la carta d'identità elettronica, la larga maggioranza usa ancora quella arcaica di carta materiale : ai romani non frega neanche farla (molti non sanno neanche che esista), si ha una amministrazione come quella attuale della Raggi e del M5S che fa del passatismo e dello status quo la sua politica ideologica, ma al romano tipico sta bene così. Il mondo va avanti, Roma arretra sempre di più, chi si vuol salvare (vedi le nuove generazioni) ha come unica possibilità quella di andarsene, se vuole avere una vita migliore e degna della qualità generatasi nel terzo millennio.

Anonimo ha detto...

Quelli che ostinatamente chiamate dipendenti comunali sono al 75 % dipendenti di cooperative (privati) e di aziende in appalto (privati).
Quello che non funziona nel caso suesposto è la ditta che gestisce la comunicazione on line.
Il problema invece è interessante, e la dice lunga sulla pretestuosità dei richiami ai presunti vantaggi della digitalizzazione.
Con i protocolli informatici si sono già verificati una serie di danni giganteschi, e taciuti, nelle pa. Per esempio la sparizione di anni di documentazione fiscale, per intervento di qualche colpevole ditino, richiesta ai fini delle verifiche della Corte dei Conti, per dirvene una.
Il famoso "cancella il debito-oh".
Una volta toccava incendiare tutto, adesso basta una svista.
Inoltre, sebbene i dati di ogni genere siano incamerati a livello informatico, e le pa debbano essere in relazione, quando si tratta di partecipare a concorsi pubblici, richieste interne alle amministrazioni, e domande ufficiali di ogni tipo, ancora vengono richieste le digitalizzazioni di documenti che dovrebbero essere accessibili agli enti di riferimento.
I cittadini debbono ogni volta attestare, anche all'interno della propria amministrazione, i titoli di studio, gli anni lavorati, le aspettative prese.
E allora i badge, a che servono? E le dichiarazioni pregresse? E l'incrocio di dati fra gli enti?
Immagino quindi che ciò dipenda dal fatto che questo lavoro non viene compiuto dai dipendenti pubblici, ma a comparti stagni dalle varie ditte a cui si appalta la gestione informatica.
Infine, la digitalizzazione degli atti giudiziari, tanto invocata, è solo una maniera gentile per agevolarne la sottrazione.
Mi spiace per voi, ma tempo che la carta sia irrinunciabile, qui come a Singapore.

Anonimo ha detto...

NB La Pec ha valenza legale. Fai un reclamo. Se non una denuncia.

Anonimo ha detto...

"Lasciate perde a PEC". Parole sante.

Anonimo ha detto...

Nel mondo solo l'Italia e la Tanzania hanno adottato la pec. Fatevi una domanda e datevi una risposta.

Anonimo ha detto...

E a te piace dover spendere 15€ quando è un tuo diritto averlo gratis sul pc di casa tua? Se si allora ti piace pagare IRPEF +alta in Italia e il ticket regionale più alto ogni qual volta compri un farmaco o una visita specialistica.

Anonimo ha detto...

che fogna di merda

Dario ha detto...

Disfunzioni se ne troveranno sempre, ma bisogna dire che i servizi IT del comune sono mediamente più avanzati delle normali PA. Per esempio ho mandato una pec ed ho ricevuto subito un numero di protocollo automatico; per esempio la app Tupassi per saltare le file.

Anonimo ha detto...

Per anonimo 12:25
Il sunto te lo fai da solo, occorre solo applicare un po' le cellule grigie

Anonimo ha detto...

Altro piccolo esempio della burocrazia italiana a tutti i livelli:

Ricevo una lettera che mi invita a partecipare a uno screening gratuito (per i privi di cellule grigie, un esame medico) dalla mia ASL. Mi vengono forniti tre numeri di telefono o un indirizzo mail per fissare l'appuntamento.
Provo a telefonare. Eternamente occupato oppure non risponde nessuno.
Invio la mail.
Risposta alla mail: per l'appuntamento deve telefonare ai numeri indicati, gli stessi.

Qualcuno ha letto Il Castello di Kafka?

Anonimo ha detto...

È per questo che abbiamo votato per gente pulita e fuori dal potere: per rompere questo sistema di gente piazzata a destra e manca per "amicizia", che non solo non sa fare il proprio lavoro, ma se ne lava proprio le mani. È un sistema incangrenito e purtroppo non si può risolvere facendone tabula rasa, altrimenti bisogna cacciare tutti e tutti rientrerebbero dalla finestra coi ricorsi al Tar. Bisogna collaborare e segnalare intanto queste inefficienze, come è stato fatto nel post, ma anche alle sedi competenti, altrimenti restano lamentele e basta.

Anonimo ha detto...

Quanti sono a conoscenza che QUALUQUE certificato di anagrafe / stato civile può essere richiesto da qualunque parte del mondo H24 / 365 giorni l'anno direttamente attraverso il sito web del comune ( http://www.comune.roma.it/pcr/it/serv_anag_ecao.page ) ? Ha lo stesso valore legale di quello rilasciato "de visu" perché riporta il Timbro Digitale che ne garantisce l'autenticità, avendo all'interno la firma elettronica del funzionario incaricato.
Quando ci sono le soluzioni tecnologiche, vanno sfruttate.

Anonimo ha detto...

le riforme del lavoro - a cominciare dal famoso superamento dell'articolo 18 - le applicano solo al settore privato, figli e figliastri.

Anonimo ha detto...

Intanto, anche Repubblica finalmente certifica i "valori" delle strade e l'importanza della riqualificazione. Caso "via del Babuino" ...
http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/11/27/news/roma_babuino_strade_di_lusso_classifica-152924856/

Anonimo ha detto...

Nel 2014 renzi ha ridotto di un paio di euro gli stipendi dei dirigenti pubblici = manaovra scenica per lo scilinguagnolo elettorale
Nel 2014 renzi ha moltiplicato esponenzialmente il numero dei dirigenti nel settore pubblico attraverso le nomine = manovra sostanziale onde garantirsi clientele, voti, e scambio di favori, in relazione ai gravi carichi pendenti
Nel 2014 sull'huffington post è comparso un articolo che dovrebbe chiarirvi le idee sulla differenza che c'è tra i dirigenti e i dipendenti assunti per concorso, come esige la Costituzione, e i privati infilati a forza nella pa tramite nomina diretta o mediata da società, che servono ai politici come cortigiani, esecutori di ordini fuori legge, manipolatori in conto terzi della cosa pubblica, e capri espiatori in caso di inchieste.
L'articolo 18 è una garanzia per il lavoratore, che non è lo sciuscià del datore di lavoro, ma un cittadino che in atto di prestazione è tenuto dalla legge su un piano di parità, e non doveva essere tolto a nessuno.

Anonimo ha detto...

NB L'inserzione di emeriti carneade nei quadri professionali, a tutela di un ruolo politico abusivamente conseguito, malamente condotto, e giudiziariamente minacciato, di fatto come tangente camuffata, non riguarda solo il settore pubblico.
Cos'è, pensate che nei giornali o nei management delle grandi aziende lavorino neo-dottorati selezionati a Oxford?
Non è evidente in questo senso la cattiva coscienza di certi petulanti molestatori a mezzo stampa, che rivelano il debito con padroni e padroncini, nel dover costantemente fare le suocere alle spalle di qualcuno?
Da quando c'è travaglio Il fatto quotidiano ha visto dimezzare le vendite. E' stato rimosso il signor travaglio, nel nome della meritocrazia del privato? ma per carità, il suo compito non è vendere, ma fare lo sgherro di don Rodrigo.
Quando un politico colloca nella dirigenza di un comparto ministeriale un signor nessuno, che sa di dovere a una persona, e non al proprio merito, la posizione conseguita, potete immaginare quanta coscienza professionale regoli le sue azioni, e quanto interesse riponga nella buona conduzione degli uffici.
E' questo il vero problema della pa e anche del resto. La marmaglia inserita iniquamente nei ruoli lavorativi, che rende conto esclusivamente al proprio beneficiario, che spesso è colluso coi poteri criminali.
E per lo stesso motivo la prossima mossa di renzi vorrebbe essere la destituzione dell'autonomia dirigenziale.

Anonimo ha detto...

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/renzi-manager-pubblici-_b_5265838.html

http://ilfangoquotidiano.it/vendite-in-forte-calo-per-il-fatto-quotidiano-il-fango-non-paga

Secondo le sue ordinarie modalità, renzi racconta un sacco di balle anche sui presunti, ma inesistenti, risparmi che derivano dalla conversione del Senato ad appendice del sistema clientelare delle Regioni.
Eppure, il motivo per cui, FORTUNATAMENTE, al referendum costituzionale vincerà il NO al 100 %, è che quei gran papponi di senatori hanno Artiglio sul sedere, e una sequela di clientes ramificati in tutta Italia, isole comprese, che tremano all'idea di far perdere la poltrona al proprio benefattore.
Quindi, come al solito, si otterrà una buona cosa (il mantenimento della già scempiata Costituzione) solo grazie a una pessima volontà (la rete di mafia che si diparte dagli scranni del Senato).

Anonimo ha detto...

Magari qualcuno il problema lo avrà incontrato davvero (ma vallo a capire, con tutte le cazzate che scrivete), ma io ho fatto certificati on line e non ha avuto alcuna difficoltà. Sarò stato fortunato, forse; ma più verosimilmente, voi speculate su ogni minima questione per guadagnare soldi sfruttando l'insoddisfazione delle persone. Uno dei problemi di Roma, senza dubbio.

Anonimo ha detto...

Qualche intimo si faccia spiegare come mai Tonelli abbia aperto il post con una foto che non c'entra niente, sull'oltraggio al pubblico ufficiale.
Gli si spalancheranno le porte dell'agnizione, e fors'anche di art tribune.
La prossima volta apri un post sui cartelloni abusivi con una bella foto di un piumone arancione.

Anonimo ha detto...

Avrà sbagliato a fotografare con tutte le scartoffie che si ritroverà, immagino! O forse vuole entrare nel PD? Ma in questo caso io lo rimanderei a settembre!

Anonimo ha detto...

La storia delle nomine è verissima. Ad Aosta è diventata una barzelletta il caso del responsabile "Unita' Operativa Territoriale di Certificazione Verifica e Ricerca Aosta", che manco è residente nella regione.
Ormai nemmeno vanno a lavorare, percepiscono solo l'emolumento-tangente.

Anonimo ha detto...

Ad un mio amico, tempo fa, è successo questo fatto, raccontatomi da lui. Essendo in attesa di alcune pratiche da parte di un ufficio comunale , e vedendo i tempi lunghi decide di andare di persona a controllare. Beh, che ti vede, dentro l'ufficio preposto alla sua pratica? Una scena tipo film di Fantozzi: un'impiegata che faceva tranquillamente un maglione all'uncinetto; un'altra, invece, leggeva una rivista femminile e parlava al telefono con una amica. Vedendo questa scena, il mio amico si è giustamente incazzato. Beh, l'impiegata del maglione, con una faccia di bronzo incredibile, che fa? Invece di scusarsi, chiama i vigili urbani, con la scusa che ll mio amico la stava insultando. Quest'ultimo, vedendo che la situazione stava diventando critica, molto saggiamente ha chiamato i carabinieri, che sono regolarmente intervenuti (anche se poi credo che, all'atto pratico, non abbiano poi fatto molto neanche loro: non ricordo bene, lo chiederò a questo mio amico). I vigili, nel frattempo arrivati anche loro, vedendo i carabinieri se ne sono andati via. Capito? Queste due stronze, pagate con i soldi dei contribuenti, non solo passavano il tempo a non fare un cazzo, ma pretendevano pure di aver ragione.
La soluzione? Commissariare Roma in modo duro e deciso, e licenziare in tronco questa gente, facendola ruzzolare per le scale a calci in culo. Non c'è altra soluzione, temo. Voi ne vedete un'altra?

Anonimo ha detto...

Bho a me questo articolo mi sembra un po' "montato"...
Io sono autenticato sul sito del Comune di Roma e senza problemi qualche settimana fa in 10 secondi ho ottenuto un certificato di stato di famiglia.

Poi il tu-passi (così come l'analogo servizio delle Poste Italiane) è veramente una svolta. Prenoto con l'app e non faccio alcuna fila in municiipo. Arrivo e mi servono.

Tra l'altro quando vedi che l'appuntamento te lo danno dopo un po' di giorni (capita), se provi altri municipi direttamente con l'app di solito ne trovi uno che te lo da in giornata.

Per una volta che qualcosa funziona...

Anonimo ha detto...

Ad Anonimo novembre 28, 2016 1:40 AM: scusa, ma non hai letto l'aneddoto di anonimo
novembre 28, 2016 1:37 AM, qui sopra il tuo?
Per una volta che qualcosa funziona, altre 99 non funziona niente qua.

Anonimo ha detto...

"Ricevo una ricevuta" però non si può proprio leggere...

Ale ha detto...

Quando ho provato a rinnovare la carta d'identità al municipio di Tor Bella Monaca mi hanno risposto che loro non fanno più quel servizio a tempo indeterminato e di recarmi alla sede di San Vittorino...

Anonimo ha detto...

Le risposte sembrano ignorare la denuncia di fondo di questo articolo: La sciatteria di un ufficio comunale che non aggiorna il suo sito istituzionale , un indirizzo di posta elettronica certificata che non funziona, la scarsa informazione dei dipendenti che in questo ufficio ci lavorano ed infine la strafottenza dei dipendenti che non rispondono alle segnalazione di tali disservizi. Aggiungo x i sostenitori del servizio tupassi.Si è vero esiste e funziona anche molto bene ma in ogni caso costringe il cittadino a recarsi 2 volte all'anagrafe x presentare e per ritirare.....se funzionasse la PEC come prevede il sito(sono essi che scrivono che il servizio è in funzione) il cittadino potrebbe ricevere comodamente i certificati sul proprio PC di casa come pubblicizza anche il comune di Milano.
www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/amministrazione/trasparente/organizzazione/telefono_posta_elettronica/posta_elettronica_certificata_pec
Allora ti chiedi perché a Milano si è Roma no?

Anonimo ha detto...

X anonimo delle 2:11 forse non hai mai avuto la necessità di chiedere un certificato x estratto (es. Matrimonio) xchè il servizio che dici tu non lo consente...mentre la pec sì.. Se funzionasse

Anonimo ha detto...

Quel cartello lho visto anche io all'anagrafe centrale evidentemente la gente andava in escandescenza nel vedere tanto lassismo.

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