Provate a raccontare a qualsiasi cittadino occidentale che a Roma c'è una camorra pure per vendere le mimose l'8 marzo. Provateci...

10 marzo 2013

13 commenti | dì la tua:

Alex ha detto...

Mi hanno detto che anche a Milano sono spuntati come funghi. Però a Roma il fenomeno è più esteso e i milanesi hanno la cultura necessaria per non acquistare da questi soggetti.

Anonimo ha detto...

Ci proviamo da anni a descrivere la bancarellopoli e l'ambulantato ma le risposte sono sempre quelle di default: eh ma so poveri stranieri, eh ma che problema danno, ma di qualcosa dovranno pure campare, rasista, fassissta.

Camorra Rule ha detto...

impressionante l'organizzazione para-militare con cui ogni semaforo, stazione e strada commerciale è stata presidiata per tutto l'8 marzo dai bengalesi al soldo della camorra dei fiori abusivi.
Tutti bengalesi..come i commessi di Tredicine..ma 2 +2 a Piazzale Clodio hanno PAURA a farlo?
Ormai ne sono convinto.

Anonimo ha detto...

Purtroppo per esercizio di vendita illegale non è prevista l'espulsione. Qui tutto gli è permesso, tutto gli è dovuto. E ti credo che continuano ad arrivare (e a fare figli). Il Bangladesh è qui. Grazie politici. Metteremo anche questo nel conto.

Anonimo ha detto...

Bengalesi, cingalesi, arabi, cinesi, africani, turchi, sudamericani, filippini...
Dove arrivano loro è degrado, violenza, inciviltà. Gli italiani sono costretti a farsi da parte e a lasciargli quartieri interi, posti di lavoro, posti negli asili, sanità e servizi, case popolari. Basta. Basta. Basta.
Non se ne può più di questa gentaccia. Che si aspetta ? La guerra civile ? Ci si arriverà prima o poi se non si mette fine a questa invasione.

Giò ha detto...

Che il problema siano i bengalesi, cingalesi, cinesi ecc, ecc mi sembra veramente da ipovedenti. E' così ovvio che dietro ci sia una mafia, immagino italianissima, che ad ogni appuntamento rifornisce con azioni di marketing mirato i venditori di prodotti ad hoc. Le mimose l'8 marzo, le trombette e bandiere quando c'è la partita, le rose a san valentino, e così via.
Giordano

stefano ha detto...

Tutto questo non esisterebbe se in Italia si partisse dal rispetto delle regole fiscali.

Perchè in Italia possono fare un culo tanto alla pizzeria che non rilascia lo scontrino per un euro di pizza, e ignorano volutamente gli ambulanti che possono vendere anche per cinque euro un rametto di mimose senza rischiare nulla ?

Anonimo ha detto...

perché toccare un immigrato non è "politically correct".
E se ti trovi circondato da duecento bengalesi che ad ogni goccia di pioggia si ammassano alle uscite della metro, creando anche problemi di sicurezza, e li inviti a tornarsene al paese loro, rischi pure una denuncia per razzismo ormai. Della serie... cornuti e mazziati.
Belli i tempi in cui si poteva girare per Roma senza essere presi d'assalto al centro, nella metro, ai supermercati, fuori dalle chiese, ai parcheggi, etc, etc.
E continuano a dare permessi di soggiorno come acqua fresca. Ti dicono pure che stiamo aumentando GRAZIE agli immigrati. Capite ? Adesso siamo noi a doverli ringraziare di arrivare in Italia non invitati e prendersi lavoro, case, asili, sanità, etc etc.
O di rendere le nostre città simili al bangladesh.
Occhio però. La gente è stufa. E di brutto.

Anonimo ha detto...

E ogni bancarella ha anche il suo bel furgone (quasi sempre parcheggiato dove non dovrebbe) ed il suo bel generatore per le luci, nonché spesso tiranti per il tendone piazzati come capita ed altre raffinatezze del genere. Proprio quello che ci serviva nelle nostre città d'arte. Ma come abbiamo fatto prima, senza cotanta grazia ?
Che gli venga un colpo, a loro e a chi compra da loro.

Anonimo ha detto...

e un colpo a chi li difende sempre e comunque, solo per il fatto che sono immigrati. Ormai siamo in pieno razzismo è vero. Ma contro i bianchi.

FabioRM ha detto...

Signori, ormai lo scempio è compiuto. Ma cosa possiamo fare ? Come possiamo organizzarci ? Qualcuno ha idea di quale possa essere un'iniziativa pratica e realistica da portare avanti ?
Sono sempre stato un progressista, ma... no, ora non sento più di appoggiare certe idee vaghe e astratte di una comunione ideale tra culture che non sono affatto interessate ad alcuna integrazione, ma che sono anzi antitetiche.

E' facile fare i progressisti quando va tutto bene, quando la situazione non ti rende la vita peggiore, se non insopportabile.

E' facile essere cittadino del mondo e difendere gli immigrati in generale, quando non è a casa tua che urinano in mezzo alla strada appena alle 21:00 di un Venerdì, magari mentre rientri dal cinema con tua figlia.

E' facile essere amico dei popoli quando non è a casa tua che aprono una frutteria che automaticamente ha diritto di vendere H24 anche birra e alcolici attirando i peggiori beoni che si ubriacano, azzuffano e fanno baraonda fino alle 4:00 (dico alle 4:00) di mattina regolarmente.

E' facile essere amico dei derilitti immigrati (perchè "NOI" siamo la causa della loro povertà e quindi dobbiamo accettare questo dazio), quando non è a casa tua che vivono in 10 in una casa di 50 mq in condizioni igieniche pericolose.

E' facile aprire loro le braccia, quando non è a casa tua che occupano tutto il marciapiede con bancarelle abominevoli di robaccia sporca, con un generatore di corrente che inquina aria (puzza di gasolio) e acustica, che non fa scontrini, che lascia sporcizia, che posteggia con un furgone in doppia fila.

NO, sono troppi, troppo molesti, troppo incivili, troppo distanti dal nostro modello sociale. SONO TROPPI.
Fatevi un giro a Tor Pignattara (Little Bangla), sulla Tuscolana, sulla Tiburtina, ecc.
In certi quartieri vedrete molti più bengalesi che italiani.
Ora, un invasione di queste dimensioni per forza NON PUO' ESSERE SOTTO CONTROLLO , il che significa che non vengono censiti, non si sa davvero quanti siano e non possono essere gestiti.
Un fenomeno di questo tipo può diventare davvero pericoloso

Anonimo ha detto...

Siamo ormai al nostro crepuscolo: orde di disperati che aumentano come vermi in un organismo putrefatto: la nostra società pare si sia arresa per farsi sostituire - lentamene ed inesorabilmente - da un'umanità male in arnese, disperata e totalmente aliena alla nostra cultura, senza alcuna speranza (o voglia) di integrazione, cosa tra l'altro davvero impossibile visto il livello socio-culturale degli invasori. Povera la nostra bella Roma ridotta ad un a questua 24 ore al giorno... piena di assurdi negozietti di alimenti e bevande che aprono a poche decine di metri l'uno dall'altro senza che l'amministrazione comunale o la Guardia di Finanza si isospettiscano... di appartamenti di pochi metri quadrati affittati a chi ci vive anche in 18 persone (che "ruotano" nell'arco della giornata)... forse ce lo meritiamo non essendoci ancora incazzati tutti bestialmente... comunque io lo sono e pure tanto!
Saluti a voi tutti da Claudio, nato a Roma e residente a... possiamo chiamarla ancora Roma?

Geologo Lazio Fabio Termentini ha detto...

Furgoni di bengalesi, cingalesi, marocchini, egiziani etc. quasi mai a norma, con fanalini rotti, paraurti che sporgono, specchietti di fortune e fari rattoppati, e nessuno che impedisce la circolazione di questi mezzi pericolosi...che schifo!!
Ho provato a dirlo ad un vigile, ed ha fatto orecchie da mercante, dicendomi che forse me ne dovrei andare dall'Italia!! CHE SCHIFO!!

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