Nominato il delegato alla ciclabilità Paolo Bellino. Hanno imbrogliato anche stavolta

1 settembre 2016
Premessa. Stiamo parlando di una nomina da poco conto (non tanto per lo stipendio, che non sappiamo e che comunque non è un problema per definizione, quanto per i poteri decisionali reali), eppure perfino nelle nomine di poco conto - non solo con i pasticci nelle nomine da 200mila euro all'anno - il Movimento 5 Stelle a Roma riesce a farsi del male da solo, lasciando spazio a soluzione raffazzonate, impapocchiate, incasinate. Che somigliano più alle scorciatoie da sempre adottate dalla politica piuttosto che proposte finalmente innovative e di rottura. Cheppoi nomina di poco conto attenzione a dirlo, visto che si parla di ciclabilità e sulla ciclabilità la sindaca ci si è giocata una bella fetta di campagna elettorale...

Cosa è successo? E' successo che nell'ambito di un incontro in commissione mobilità (ieri), un incontro in cui tante associazioni di ciclisti sono state audite (molte tra queste andavano lì proprio per richiedere la nomina di un delegato alla ciclabilità), ad un certo punto l'assessore ai trasporti Linda Meleo si è presentata e in pochi istanti ha fatto sapere agli astanti che tale Paolo Bellino era stato nominato delegato. La cosa ovviamente - sebbene, si è poi scoperto, decisa dall'amministrazione da mesi - non era neppure nell'ordine del giorno. Apriti cielo. Tanti complimenti, ma tanto gelo. Parecchie persone hanno preso un giorno di ferie per fare meramente da scenografia all'annuncio di una decisione già presa nelle segrete stanze. E se la sono presa malissimo.

Gelo sia nel merito, che nel metodo. Gelo sia sulla scelta della persona che sul modo in cui è stata effettuata, vissuta da tutti come una imposizione calata dall'alto. Probabilmente molto dall'alto visto che, nonostante l'annuncio da lei declamato, Meleo non se l'è sentita di difendere la scelta ne in aula ne successivamente e visto che anche i consiglieri a Cinque Stelle della commissione (il presidente Stefàno e Pietro Calabrese su tutti) hanno faticato non poco a nascondere la loro stessa perplessità. Una nomina addirittura imposta dal sindaco? O da qualcuno di estremamente vicino al sindaco? Senza dubbio l'ennesima trappola e l'ennesimo imbroglio in cui il sindaco è cascato. 

Bollino è una figura meramente folkloristica della ciclabilità romana. Essere folkloristici non è una accusa o una cosa necessariamente negativa, ma cozza con i ruoli istituzionali. Un attivista, un pasionario nel bene e soprattutto nel male, una personalità divisiva cui comunque tutti vogliono bene, che a molti sta simpatico e che a tantissimi sta antipatico, tutto il contrario di come dovrebbe essere un delegato super partes pagato coi soldi delle tasse di tutti. Una persona politicamente aggressiva, schierata smaccatamente con la sinistra estrema, vergognosamente feroce contro i volontari di Retake che osavano pulire gli scarabocchi sulla metro Cavour (ma erano scritte politiche, dunque degne di imbrattare), un uomo organico ai centri sociali, agli spazi occupati, ha fatto campagna elettorale per Fassina (ma si sa, se così non è con questa amministrazione non si ha speranza di essere considerati). Contrario alla TAV, contrario "alle trivelle" (sic.) ovviamente contrario alla Metro C (a lui cosa gliene importa, abita in centro!). A 52 anni non è più neppure giovanissimo e tanto meno aggiornato sulle faccende della ciclabilità internazionale. Sono quelle figure indubbiamente oneste, ma un po' idealiste, un po' incattivite dalle esperienze pregresse, sicuramente alfieri di una ciclabilità di trent'anni fa, vissuta da minoranza carbonara a considerare la bici come un vessillo politico da fotografare, ostentare, chiamare per nome e non come strumento di trasporto (tra l'altro il più efficace in città) per andare dal punto A al punto B. Persone che grondano ideologia non ottengono risultati, non li hanno mai ottenuti e non li otterranno in futuro. 

Ma magari ci sbagliamo noi e Bellino è la persona più preparata su piazza, più pronta a intercettare i finanziamenti europei sulla ciclabilità, più esperto di normative municipali, comunali, regionali, più bravo a trovare sponsor per le iniziative e capace di coinvolgere grandi aziende, mecenati e finanziatori. Chissà, magari sarà così. Ma se è così perché non si è fatto un regolare bando (come si doveva fare anche per la capo di Gabinetto Raineri e infatti s'è visto che fine ha fatto la nomina) e non si è consentito a Bellino, che senz'altro era il migliore, di primeggiare tra ingegneri dei trasporti, tra specializzati in mobilità sostenibile e super esperti internazionali che magari avrebbero fatto la fila per venire a lavorare a Roma? E invece - ecco l'imbroglio di cui sopra - il M5S continua a proporre una narrazione sulla lotta alle vecchie abitudini e sulla meritocrazia a tutti i costi salvo poi comportarsi esattamente come la vecchia politica. 

Cosa ci saremmo aspettati da un vero Movimento 5 Stelle? Un bel bando pubblico (tra l'altro l'incarico è tutt'altro che a titolo gratuito) e il tentativo ossessivo di mettere in quella casella non un amico o un amico dell'amico, bensì la persona più esperta e più brava in quelle faccende a livello quanto meno nazionale. E invece nulla, l'ennesima umiliazione per chi queste materie le studia, per chi ha investito per formarsi.

Ci piacerebbe organizzare quest'oggi stesso una tavola rotonda mettendo assieme i delegati alla ciclabilità di Parigi, di Barcellona, di Vienna, di Londra, di New York. Tutti seduti a fianco di Paolo Bellino. E poi ascoltare il dibattito. E prima di ascoltarlo leggere i relativi curricula degli astanti. Questo non per dire semplicisticamente che Paolo Bellino sia un totale sprovveduto (rispetto a tutti i suoi colleghi europei probabilmente sì, e la cosa non ci va giù): ciò che c'è da fare a Roma più o meno lo sa e per il resto verrà indirizzato da Enrico Stefàno e da Linda Meleo e non avrà che un ruolo consultivo. Tuttavia quello che è molto allarmante è il modo con cui queste persone vengono cooptate. Perché sono amici, sono compagni di scuola, sono simpatici, andavano in bici insieme la domenica. Ma non è così che una città che vuole provare a riscattarsi seleziona la sua classe dirigente. Vi accorgerete che Roma inizierà a cambiare quando metterà "sul mercato" tutti i suoi contratti in via di attivazione - esattamente come questo - e li assegnerà ai migliori o per lo meno farà di tutto per farlo, nella massima e totale trasparenza. 


"Ho un unico rimpianto. Non essermi alzato immediatamente per esprimere a viva voce alla Meleo, Assessore alla Mobilità di Roma, il mio dissenso. Per una nomina che disapprovo. Nel metodo. E nel ruolo. Di un “Delegato alla Ciclabilità”. Per il metodo usato. E per il ruolo indicato. Un metodo di cooptazione, per chiamata diretta. Ignorando e umiliando tanti settori del ciclo attivismo romano".

"In commissione non ci tornerò mai più"

"Il mio tempo lo spenderò meglio altrove"

"E' stato usato un metodo vecchio, stravecchio, unto e maldestro"

Questi sono solo alcuni dei passaggi, e tra i meno duri, dei tanti messaggi che hanno riscaldato l'ambiente delle mailing list ciclabili ieri sera. Nel settore c'è una delusione enorme. Si tratta di un comparto particolarmente frastagliato e litigioso, nulla di più sbagliato poteva fare l'amministrazione che prendere le parti di una tra le mille sigle e affidarsi a quella in toto girando le spalle alle altre. E' un po' come se fai il delegato al turismo e metti a capo un albergatore, cosa penserebbero gli altri? E' un po' come se fai il delegato alla moda (ce ne sarebbe peraltro bisogno!) e ci metti uno stilista. Tra l'altro tutto per chiamata diretta e, appunto, cooptazione. Tutti si sentono umiliati, alcuni lo manifestano e alcuni lo tengono dentro. Ma questa geniale scelta porterà una parte di attivisti a farsi passare la voglia di impegnarsi, davvero un bel risultato non c'è che dire!

Certo non è delusa Salvaiciclisti, che è il raggruppamento di cui fa parte Bellino. Salvaiciclisti è una accolita di divertenti ciclisti un po' estremisti, un po' talebani, che considerano la bici come un vessillo e come uno strumento di guerra (oltre che di visibilità utilissimo a fare carriera politica) invece che come un mezzo di trasporto assolutamente complementare agli altri. Vogliono totalmente cacciare le auto dai centri abitati (i nostri lettori sanno fino a che punto questo blog sia contro le auto private, ma sempre per un ragionamento mai  per una ideologia), vogliono piantare alberi lungo tutta Via Labicana e pazienza se massacri la famosa vista prospettica sul Colosseo, ma almeno "fai ombra ai ciclisti". 

Salvaiciclisti non ha mai compreso, e forse questa è una delle cose più pericolose di questa nomina, la fondamentale importanza del bike-sharing. Secondo questi alfieri della bici, chi la bici non la possiede e la prende quando gli occorre alle stazioni di noleggio è un po' un traditore degli ideali; il bike-sharing considerato come uno strumento del demonio perché fa girare denaro, aziende e appalti attorno al loro mezzo di locomozione che deve restare puro e intonso dalle logiche del profitto brutto e cattivo. Peccato che senza un serio schema di bike-sharing non c'è speranza di innescare una dinamica di ciclabilità che superi finalmente non l'1% attuale, ma il 5 e poi il 10% degli spostamenti. Lo puoi fare solo con un serio schema di bike-sharing e poi tutto il resto può tranquillamente venire a valle, quasi in automatico. Tra l'altro a Roma - la cosa dovrebbe stare a cuore anche a Enrico Stefàno che ha contribuito decisamente - il bike-sharing serve anche per un'altra cosa: completare la riforma dei cartelloni assegnandone l'usufrutto mediante bandi. Esattamente come è successo a Milano saranno i cartelloni (finalmente gradevoli e regolari e finalmente gestiti da ditte serie, non dittuncole romane di quart'ordine) a pagare il servizio di bike-sharing, unica leva (assieme alle ciclabili leggere che però Bellino sembra voler essere intenzionato a fare) per trasformare Roma in una città autenticamente ciclabile togliendo questo settore da un ragionamento di nicchia, di sfigati incattiviti contro le auto. Con il bike-sharing (Milano, Londra, New York, Parigi lo dimostrano) sono le auto ad essere minoranza, sono le auto a dover stare attente a dove vanno. Si cambia completamente la prospettiva, ma poi viene meno la affascinante prospettiva di lotta e di guerriglia urbana tanto cara ai ciclisti romani...

Salvaiciclisti peraltro non esaurisce il suo bottino a Bellino, ma si è aggiudicata nelle settimane passate anche gli assessori alla mobilità di XIV (il famigerato "Municipio delle Vergogne") e VII Municipio. Anni di critical mass e eccessi da ciclo-pride (dannosissimi per l'affermarsi di una seria e moderna ciclabilità urbana, ma utilissimi per la visibilità degli attivisti e il loro percorso di potere) hanno fruttato non poco, ma ora è ovvio che le altre associazioni si sentano, come dicono testuale, umiliate da questo monopolio. Sarebbe un po' come se la Appendino avesse piazzato in diversi posti chiave della mobilità a Torino attivisti No Tav. Non sappiamo se l'ha fatto o meno, in caso affermativo avrebbe sbagliato anche lei. E lo diciamo, sia bene inteso, da nemici giurati non solo di Salvaiciclisti ma di tutte le associazioni ciclistiche romane. Come succede in moltissimi ambiti nella nostra città, le associazioni di cittadini sono parte del problema, non soluzione.

Un bel pastrocchio rispetto al quale quanto meno sarebbe interessante capire il motivo. Perché non si è proceduto con un bando? Perché si è scelto un individuo così contestabile? Perché una singola associazione di ciclisti si sta trasformando in un pezzo di Movimento 5 Stelle? Come mai si continua a circondarsi di gente politicamente compromessa con le estreme? Perché non si sta operando con la dovuta trasparenza? Perché, in definitiva, si imbroglia perfino sull'ultima insignificante nomina invece di marcare un cambiamento rispetto al passato? Come mai l'amministrazione ha deciso di scontentare tutti?

La risposta è che si predilige l'uomo della strada, l'uomo che ha esperienza della città. Noi la pensiamo esattamente all'inverso: al di là delle oggettive doti di Bellino (e al rispetto per le mille battaglie che ha combattuto in questi anni), il nostro sogno è di vedere in questi ruoli professionisti estranei alla città, non compromessi e permeati dalle scorie di decenni di attività qui. Gente nuova, magari meglio ancora straniera, selezionata con bandi trasparenti: un bel 29enne con una bella laurea in Ingegneria dei Trasporti e un master in Mobilità Sostenibile. Che sappia come intercettare i soldi dell'Europa per queste cose, che sia un interlocutore credibile - non un avanzo di No Global - per le ditte globali che vorranno venire qui ad investire, che conosca a menadito le leggi e non che vada in giro a disegnare ciclabili clandestine sotto i cavalcavia o sui ponti. 

Finite le perplessità, che non ce la sentivamo neppure in questo caso di tacere nel metodo e nel merito, la speranza è che il nuovo Delegato alla Ciclabilità possa ottenere dei risultati e qualsiasi buona notizia o buon progetto vedrà tutti i nostri mezzi a sostegno.

45 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

A Tone', te vojo da' na' notizia. Ieri ha crashato l'intero software degli street control e degli smartphone in dotazione ai vigili per fare le multe. Non ne parte piu' nessuno. Sembra che ci vogliano almeno sei mesi per ripristinarlo. Ahahah...come godo.

Anonimo ha detto...

Faccio mediamente 3.000 Km annui in bici a Roma, mi muovo per lavoro e perché l'auto in città non si può oggettivamente più portare tra traffico e difficoltà di parcheggio.

Mi incappai anni addietro con queste associazioni ciclistiche urbane, tra cui salvaciclisti (che sulla carta nasce da ottimi propositi, ovvero preservare la vita di chi in bici si sposta con politiche di tutela dei pedoni e dei ciclisti, appunto).
Purtroppo, mi confrontai con personaggi ideologizzati, a mio parere al limite della nevrosi mentale, dannosi sotto tutti i punti di vista.

Attualmente mi trovo ad essere un c.d. "ciclista urbano europeo", uno che va sempre in bici (uso una pieghevole che metto in metro o in auto) ed è guardato male dai vari automobilisti ma che al tempo stesso guarda con schifo e orrore a questi ciclisti talebani...

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo tutto fino all'ultima riga.
Si tratta di una questione apparentemente marginale, in grado però di farci intuire il modus operandi di questi pentastellati, che mi pento ogni giorno di più di aver votato (non avendo, purtroppo, alcuna alternativa decente).
E anche tutti questi bolscevichi, che stanno riportando alla luce dalle loro catacombe, sono sempre più inquietanti..

Anonimo ha detto...

Ma parlateci del disastro odierno. Non esiste la Giunta di cosa parlate?

Anonimo ha detto...

mah, io non credo affatto che mettere un valente ingegnere berlinese a gestire la ciclabilità romana sia necessariamente garanzia di successo. Conoscere la realtà in cui si vive è fondamentale per prevedere le reazioni e affrontare i relativi problemi.
Quindi siamo d'accordo pressochè su tutto, però finiamola pure con questa apologia delle compentenze straniere, anche questa è una forma di ideologia che fa(rebbe) danni almeno quanto i ciclisti talebani.

Anonimo ha detto...

http://www.dinamopress.it/inchieste/cosa-fa-davvero-schifo-a-roma

Anonimo ha detto...

E' curioso come non ce ne sia uno che riesca a condurre un ragionamento che non si inceppi su qualche castroneria, prova che la parte buona di tutte le argomentazioni non serve che a veicolare la cretinata in cova.
Si deve partire dal presupposto che chi vince le elezioni
1) Dovrebbe rispettare le promesse elettorali
2) Non è a disposizione dei desiderata di tutti, ma ha il diritto e il dovere di fare ciò che vuole per condurre in porto il programma elettorale, qualunque esso sia. Se la maggioranza elegge un partito che promette di sterminare gli aironi, a elezioni compiute il partito sterminerà gli aironi, e non è possibile intavolare un dibattito, un brain storming e una contrattazione sindacale su ogni iniziativa.
Se i risultati fanno schifo, se ne parlerà alle prossime consultazioni.
Questa è la giunta della capitale di una repubblica, non la tribù dei bimin kuskumin.

Anonimo ha detto...

In anzitutto, sarebbe buona cosa correggere le bozze degli articoli dagli errori di italiano, ortografia e battitura, prima di pubblicarli...e magari anche firmarli...Poi vedo solo esposte supposizioni, accuse e idee personali, in nessun caso appoggiate da reali argomentazioni o prove, a prescindere dai contenuti. Quest articolo si limita ad avere la stessa valenza di una chiacchierata al bar tra un argomento di calcio e uno di motori. Ma a quanto pare chiunque può fare il "giornalista", o meglio giornalettista..

Anonimo ha detto...

Eh no tua sorella, per fare il giornalista devi essere un miserabile leccaculo senza alcuna dignità e amor proprio, con imponenti inclinazioni criminali e una vena di alterazione mentale, che ti consentano di accettare di far parte di meccanismi di accaparramento che si basano sull'omicidio, sulla tortura, sulla mistificazione organizzata e sulla diffamazione.
Non è da tutti, solo gente veramente lurida passa le selezioni.

Antonio Privitera ha detto...

All'anonimo delle 2.42 senza alcuna nozione di diritto costituzionale, ricordo che chi vince le elezioni non può fare tutto ciò che vuole, ma è soggetto alla Costituzione, alle leggi e, in modo meno vincolante, alle prassi. I paesi democratici funzionano così almeno, poi se qualcuno ha nostalgie autoritarie, basta che lo dica.

Anonimo ha detto...

"In anzitutto" medico cura te stesso.
Poi non si vede perché si debba avere un referente
- Sotto i 30 anni (??????). Forse perché le giacche di h&m e la barbetta da assiro scimunito, unici requisiti attualmente richiesti a chi abbia ambizioni dirigenziali, gli donano di più.
- Straniero. Straniero?!!!! Su 60 milioni di italiani (italiani, non scimmies di qualsivoglia generazione) non si trova un ingegnere capace di tracciare una striscia coerente per le ciclabili?
E meno male che eravamo l'eden dei cervelli in fuga.
Eccoti una bozza di piano ciclabili a San Giovanni: partenza dal Parco di via Cesena, ove verrà aperto il Museo del quartiere San Giovanni, rigorosamente con personale comunale, e un punto ristoro di privati, così facciamo contente tutte le clientele, con apertura di comando, o caserma o garitta di vigili urbani, onde evitare che diventi una canaia. Alti alberi a chiusura per evitare il disturbo dei residenti. Di lì Via Taranto Via Pozzuoli fino alle mura, donde la pista si collegherà al tratto impostato lungo le mura a partire da Piazza Lodi.
Per far questo serve un ugro-finnico?

Anonimo ha detto...

Antonio Privitera, gli esempi estremi e chiaramente assurdi usati a scopo dimostrativo si chiamano paradossi apodittici. Chi fa il saccente sarebbe tenuto a conoscere i codici espressivi della dialettica.E anche a rendersi conto che non c'è più alcun rispetto della legge, né con la tolleranza dell'invasione barbara né con il lassismo nei confronti delle occupazioni abusive. Lo sterminio degli aironi sarebbe il meno.

Antonio Privitera ha detto...

Ma infatti la mia osservazione non era sugli aironi, ma sui criteri di nomina da parte della Giunta, che mi pare un tema molto più concreto (oltre che l'oggetto del post). Il resto del commento mi pare uno sproloquio generico riferito non so bene a chi o che cosa.

Anonimo ha detto...

Una curiosità sulla nominopoli.
Pensate che anna maria buzzi, sorella del più rinomato imputato di mafia capitale, sia stata sanzionata per il reato corruttivo commesso in sede concorsuale?
Figurarsi. E' stata premiata, secondo le invalse prassi.
Circondata del resto da nomine all'altezza, come la federica galloni, che tra lo scandalo della commode, l'ascensore del Vittoriano e tanti altri episodi gustosi, mangia in testa pure alla anna maria.

Anonimo ha detto...

Questo bellino è l'ennesimo no global, no borders che questa giusta incamera. Giustifica l'imbrattamento dei writers se fanno scritte sui muri a favore dei migranti. un animale che in una città civile verrebbe esposto in vetrina come i fachiri nella Londra del 19esimo secoli e che una volta giustiziato verrebbe sottopposto a sperimentazione, tramite smembramento con asportazione della scatola cranica, per capire se si tratti di anello mancante tra scimmia e uomo.

Anonimo ha detto...

Grazie alle simpatie di cui godeva il fratellone è stata fatta superdirigente del mibac con una laurea in...pedagogia, pure postuma.
Le nomine sono abusi per definizione, e quella di un anarcoide a gestire un settore dell'amministrazione comunale, non fa eccezione.
PS Antonio Privitera, quando dici una sciocchezza, e te lo fanno notare, taci e stacci. Si nota di meno.

Antonio Privitera ha detto...

Guarda solo perché ho un po' di tempo da perdere, esattamente qual è la sciocchezza che avrei scritto? Così la prossima volta posso tacere e starci, come hai suggerito...

Anonimo ha detto...

Questo è il berdini della bicicletta. Un comunista da centro sociale romano che ha sostituito con l'ideologia biciclettara il mito dell'URSS. Nell'URSS vera un coatto, socialmente disturbato e cafone come lui lo mandavano nei gulag.

Addio speranze di avere a Roma ciclabilità lontanamente paragonabile a quella di Vienna, Parigi O Milano. Sto coatto fa le strisce ciclabili abusive sotto i cavalcavia, roba scimmiesca alla romana.

Anonimo ha detto...

La strategia dell'amministrazione è abbastanza chiara: mettere i piedi nel piatto, buttare il sasso nello stagno e smuovere le acque. In questa particolare fase iniziale, e solo in questa, può essere vincente. Il personaggio lo conosco anche io un poco, ed è sanguigno, senza compromessi, pragmatico. Ma non l'hanno fatto assessore, non l'hanno fatto AD di Atac o di RomaMetropolitane. Come ho pure scritto sopra, è una nomina, dal punto di vista amministrativo, di poco conto: non sarà Bellino a firmare appalti e progetti e nemmeno a cercare finanziamenti. Però ha un ruolo politico molto importante. E' un po' come Berlusconi che nomina Ferrara o Elio Vito a ministri dei Rapporti col Parlamento: personaggi irritanti, con una forte personalità, che hanno stampato in faccia un messaggio chiaro: qui si cambia, e chi si mette di traverso o fa melina lo pijo e lo meno. Bellino è uno schietto, che dice pane al pane e vino al vino e che sta sul territorio, e andrà, o meglio tornerà, nelle stanze e negli uffici dove funzionari e dirigenti indolenti schernivano la ciclabilità a far capire che la musica è cambiata. A smuovere quel tanto che basta per fare le prime cose immediate e lapalissiane, che incredibilmente non sono state fatte. Deve fare il cagnaccio. Poi, accanto e dopo, spero, con bando pubblico, arriverà pure il laureato 29 enne col master che pure in mobilità sostenibile che pure io ho appeso a casa. Ma avere al fianco uno come Paolo che sa imporsi, al giovane ingegnere credo che non dispiaccia affatto. Almeno all'inizio; una volta eseguito il suo compito di primo sfondamento della cancrena paludosa che attanaglia Roma, credo che sia anche opportuno fargli passare la mano.

Anonimo ha detto...

...amo questo blog perchè se volesse essere quello che molti hanno ipotizzato, ovvero un blog marchettaro che approfitta del primo treno di potere ci salta su e si arricchisce sparando cazzate, quale treno migliore del M5S con la sua orecchiuta sindaca che non ci sta capendo una beneamata, e sta facendo venir nostalgia di Marino (...). Invece trovo che, per amor di onestà e verità, dopo aver creduto e corteggiato il Raggi Way, si sta rendendo conto, come tutti noi, che questo è un bluff ancora più grave dei precedenti, perchè chi tesse la tela dal backstage aveva la presunzione di rovesciare tutto e rendere l'italia ai suoi abitanti (o-ne'stà...O-ne-stà...)
O forse son solo dei grandissimi sprovveduti che si stanno davvero arrendendo ai poteri forti di questa città....eeebbanghe? Confindustria? Loggia P2? No, sono quelli che 40 anni fa scandivano slogan a pugno chiuso contro il potere mafioso della DC (guarda un pò c'ero pure io quando si rischiava la galera), e oggi occupano grandi spazi di potere in giunta, municipi, regione e sindacati (guarda un pò oggi non ci sono più io e si rischiano belle mazzette...).
Antonio Privitera, io ti conosco e ti stimo molto, non ti preoccupare dei commenti che leggi e che ti attaccano o ti pigliano in giro...sono tutti i troll webeti che godono dello sfascio di questa città e magari ao' più furbi di me e di te, che ne sai magari noi paghiamo il mutuo e loro okkupano...

Anonimo ha detto...

Combattere i coatti servendosi dei coatti perchè si crede che solo i coatti abbiano la personalità per contrastare il coattume rivale? Idea geniale. La resa ai coatti non porterà nulla di buono. Ma se basta una persona mediamente civile per umiliare qualsiasi coatto che sia coatto bellino o coatto anti-bellino. Tra coatto bellino e coatti anti-bellino tifo per il meteorite che cada negli uffici durante le loro riunioni.

Rotamobile ha detto...

La stronzata degli alberi su via Labicana di Paolo Bellino è esemplare, bravi a ricordarlo! Riescono a inventarsi idiozie anche sul più semplice e urgente degli interventi da fare, una ciclabile su via Labicana.

Anonimo ha detto...

Qualunque stupido ormai sa che le br erano uno strumento dell'esecutivo corrotto.
All'osteria di piero il nero anche il più infimo banditello sa che la morte di Moro era legata alle notizie sulle tangenti da lui, uomo onesto, acquisite. Tutti i grandi misteri montati nell'Italietta della commedia dell'arte girano intorno a banalissime spartizioni di quattrini.
Ecco perché gli estremisti di sinistra, chiaviche dell'ex pci, sono nei posti di potere tramite i sindacati: perché ai tempi hanno servito esattamente i piani dei socialisti, dei comunisti e delle autorità asservite ai partiti corrotti.
Tuttora sono i primi strumenti dei piani globalisti delle mafie bancarie e imprenditoriali. Ecco perché hanno lasciato che i 5 stelle vincessero le elezioni, perché sono una costola di questa sinistra serva del cemento.

Anonimo ha detto...

A Via Cesena il palazzinaro tira su una bella baracchetta in legno di cedro in stile giapponese, che ospiterà il museo, con un'ala aperta a mostre temporanee, con possibilità di affitto ad artisti viventi (introiti, Tonelli). un'ala adibita a biblioteca specializzata sul quartiere, per intenditori. Dopo la cinta di bagolari, una seconda cintura di alberi di pesco, a protezione di questo hortus ciclisticus conclusus, e poi rastrelliere, officina per ciclisti, e affitto veicoli, tutto a ridosso del fabbricato museale. Bello, no?

Anonimo ha detto...

Un altro impiccio?
Ma come? Mi avete consigliato di votare la Raggi ed il M5S e ora mi trovo a far fronte a tutti questi guai?
Per fortuna non vi ho dato retta. Lo avrebbe capito pure un celenterato che la Raggi avrebbe fatto solo danni.
Vi rinfaccerò questa cosa per sempre.
La prossima volta, fate un favore al mondo e non andate a votare.
Poi fatene un altro: smettete di scrivere sto blog, che serve solo come ricettacolo di razzisti e fascistoni.

Anonimo ha detto...

Dai che questo strazio forse si autoarchivia http://www.ilfoglio.it/politica/2016/09/01/roma-dimissioni-raineri-minenna-finita-favola-rivoluzione-m5s-in-campidoglio___1-v-146724-rubriche_c303.htm :D pensavano di vincere con l'onestahhhh :D speriamo facciano il botto prima del referendum

Anonimo ha detto...

Processo alle intenzioni.

Anonimo ha detto...

premesso che sia per questo articolo che per i precedenti (olimpiadi, Atac, AMA, ecc.) mi trovo sostanzialmente d'accordo, non posso non ricordare che questo blog ha dato un'aperta e fortissima indicazione di voto al M5S nelle elezioni del Giugno scorso.
E guai a chi vi scriveva (come il sottoscritto): occhio che questo M5S non convince, occhio che si passa dalla padella -anzi dalla PDella- nella brace.
Bè, li avete voluti? adesso ve li tenete (e purtroppo se li tengono tutti i cittadini romani...)

Anonimo ha detto...

Ma questo è Rotafixa!!! Ma dai!! C'è l'ha fatta alla fine...
Il mondo del ciclismo urbano di Roma è una costellazione fatta di bande e corporazioni malate di protagonismo che si odiano tra loro e non si unirebbero nemmeno se scendesse Gesù!

Detto questo, in confronto ai personaggi delle amministrazioni precedenti, Rotafixa è un deus ex machina della ciclabilità!!

francesco ha detto...

questo più che un articolo sembra un vomito nei confronti di Bellino, un attacco molto personale.
è un articolo veramente di bassissimo livello

Anonimo ha detto...

Ragazzi, scriviamo due parole di conforto per la redazione: non hanno fatto in tempo a digerire l'assessorato al comunista Berdini che in un solo giorno si ritrovano uno dei centri sociali al lavoro in Comune e la notizia ferale del blocco di street control e smartphone dei vigili; se per caso dovesse saltare anche iosegnalo Tonelli si suicida...

Anonimo ha detto...

Romafaschifo, il celebre blog dedicato agli orrori della Capitale, è un fatto. Come è un fatto che Massimiliano Tonelli sia il fondatore di Romafaschifo. Alle polemiche con chi lo accusa di mostrare un volto inesatto della città risponde animato da una vis polemica: “Feccia”, “Pezzenti”, “Gentaccia”. Chi lo contraddice viene investito da una serie di epiteti che sembrano più consoni al vocabolario dei “vandali” contro cui si scaglia abitualmente. Quindi adesso parliamo di fatti. Soltanto di fatti.

Massimiliano Tonelli è il direttore editoriale di Art Tribune, rivista di proprietà del signor Paolo Cuccia, che siede nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.

Massimiliano Tonelli è il responsabile dei contenuti digitali del Gambero Rosso, società di proprietà del signor Paolo Cuccia che siede nel nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.

Massimiliano Tonelli è il titolare del sito Romafaschifo.com, che però “non ha una redazione, non c'è un responsabile, non c'è un controllo sui contenuti pubblicati: Roma fa schifo è un semplice blog, un diario, non una testata giornalistica”.

Con un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, Astaldi è il secondo gruppo italiano nel settore delle costruzioni con particolare interesse nelle infrastrutture di trasporto, negli impianti energetici, nell'edilizia civile e industriale. Tra le opere di prestigio in cui Astaldi è coinvolta in Italia figurano il Mose di Venezia, il ponte sullo Stretto di Messina e diverse tratte della Tav. Tutte oggetto di un qualche interesse da parte della magistratura.

La Astaldi è inoltre attualmente general contractor di una delle più costose opere pubbliche della storia italiana: la linea C della Metropolitana di Roma. Ci si aspetterebbe che il più agguerrito blog di denuncia della città eterna abbia a cuore le vicende legate all'opera.

Invece, scorrendo le pagine del sito, non c'è un cenno ai ritardi di sull'apertura, al lievitare dei costi (da 2,7 a 3,7 miliardi di euro), alle infiltrazioni mafiose nei subappalti. Nemmeno una parola, nemmeno quando, nella seconda metà del 2013, scoppia la guerra tra assessorati con lo stop ai pagamenti voluto dall'Assessore Daniela Morgante, lo stop ai lavori da parte del Consorzio guidato da Astaldi e le richieste della Corte dei Conti della documentazione relativa ai pareri tecnici e al sistema di appalti (su questa vicenda peraltro la magistratura ha recentemente aperto un'indagine).

Anonimo ha detto...

Quindi Tonelli, per tutti questi fatti, state zitto, non hai diritto di parola!

Anonimo ha detto...

se hanno scelto come delegato per le bici uno contrario al bike sharing siamo a posto... come berdini all'urbanistica...

Anonimo ha detto...

Romafaschifo, il celebre blog dedicato agli orrori della Capitale, è un fatto. Come è un fatto che Massimiliano Tonelli sia il fondatore di Romafaschifo

ma non ti annoi di scrivere le stesse cose ? almeno riduci la lunghezza di questi interventi, troppo lunghi, ripetitivi e noiosi.

Anonimo ha detto...

Quindi meglio un impersonale tecnico, un esperto di urbanistica e ciclabilità internazionale, piuttosto che una persona che conosce bene, sulla propria pelle, i problemi strutturali di Roma per i ciclisti?
vi siete appellati anche alla casa in centro. Ma per favore..

Anonimo ha detto...

Minchia quanto lo odi sto Bellino!!!!
Che poi te ne esca con frasi "Ma magari ci sbagliamo noi e Bellino è la persona più preparata su piazza" dopo averlo affossato in pubblico con ipotesi personali, non è che ti salvi la faccia e ti faccia passare per opinionista equilibrato, obiettivo e corretto.
Qualsiasi persona ha un regresso e scheletri vari nell'armadio tali da poterlo sputtanare se si vuole. Tutte queste oculate analisi sul passato di una persona non mi sembrano siano state fatte per i personaggi che fino a ieri muovevano i bottoni.
Qualsiasi nomina in qualsiasi campo farà storcere il naso a qualcuno e questo non vuol dire quindi che la persona scelta sia inadatta.
Vediamo cosa proporrà, magari in questo ruolo riesce a produrre qualcosa di migliore rispetto a quanto fatto in passato.
Se fallirà, dovrà essere buttato fuori e sostituito. I processi facciamoli con prove sull'operato, non con presunzioni.

Claudio Mancini ha detto...

Sarebbe bello parlare di ciò di cui si è informati. Informati a dovere, intendo, non alla Tonelli. Per tutto il resto c'è Feltri.

Claudio Mancini ha detto...

Sarebbe bello parlare di ciò di cui si è informati. Informati a dovere, intendo, non alla Tonelli. Per tutto il resto c'è Feltri.

Anonimo ha detto...

Ma la Sindaca avendo 2 anni di esperienza da Consigliera Comunale doveva secondo la mia modesta opionione, ripeto doveva, avere le idee chiare su chi doveva nominare senza ombra di dubbio una volta eletta a sindaco. Non si può leggere che oggi, viste le revoche e dimissioni, sta valutando i Curriculum Vitaee dei prossimi candidati a Capo Gabinetto ecc. ecc.. Non doveva assolutamente accadere. Certamente non è una buona partenza per chi si presenta a governare Roma. Sembra la fotocopia di Ignazio Marino che iniziò con la scelta del comandante dei vigili urbani. Ultima considerazione: come mai non fa fare le scelte agli iscritti romani 5 stelle tra una rosa di candidati che ritengono validi? Sarebbe un segno di scelta condivisa visto che una scelta univoca e personale mi sembra che non ne ha in testa!

Anonimo ha detto...

Se Paolo Bellino non va bene a Tonelli possiamo solo dire che è una buona notizia

Anonimo ha detto...

Ma lo dici tu che chiunque può essere sputtanato. A una disamina lecita, ossia senza intrusioni spionistiche in atti privati, senza manipolazioni deformanti, ce ne sono di persone che non appartengono alla mafia dei no global, che è solo l'altra faccia della medaglia astaldi, se non lo hai capito.
Si stanno solo litigando le poltrone, da bravi fratellini.

Anonimo ha detto...

Alla gente perbene per creare problemi devi mettere le telecamere al bagno, mandare i sicari in casa, minare l'esistenza quotidiana e trovare complici per le calunnie, ossia fare quello che viene organizzato ordinariamente dalla mafia, e allora forse puoi creare l'impressione di qualcosa di confuso: ma nei curricula e negli atti in sé delle persone per bene non troverai nulla di compromettente, a differenza dell'abbondante materiale offerto dai trascorsi di politici e nomine pd, pdl e 5 stelle.

ginetorz ha detto...

come rosichi Tonelli
come rosichi ...

Lanzo ha detto...

Piaccia o non piaccia, almeno ha smosso acque stagnanti. Non sono d'accordo su tante cose MA ha suscitato dialoghi - questo e' il positivo.
Il negativo e' che siamo sommersi da zingari ed immigrati, fra poco ci sbatteranno fuori di casa per ospitarli, (1-2 milioni l'anno).Ma non ci si puo' far niente, tranne che al SUD, il resto dell'Italia e' di fatto disarmata. Tranquilli che in Sicilia o Calabria, non fanno quello che vogliono come nel resto dell'Italia e dell'europa.

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