Foto (raccapriccianti) e considerazioni dal mercatino abusivo della Moschea

9 settembre 2016











Ogni giorno mi trovo a passare davanti alla Moschea per andare in ufficio. Il venerdì, come di consueto, viene allestito il mercatino arabo con stand ove si vendono cibi freschi, inscatolati ma anche altri generi non alimentari per lo più usati.

Da tempo ormai i musulmani condividono il mercato con una marmaglia di nomadi. Questi ultimi, lungo il marciapiede che conduce alla fermata “Campi Sportivi” della ferrovia-carro bestiame Roma-Viterbo, acchittano tutti i venerdì un vergognoso mercatino delle pulci rivendendosi vestiti raccattati dai cassonetti in giro per Roma. Un unicum vergognoso e indecente per una città europea.
Stamattina - 9 settembre - una volante della Municipale ha fatto sgomberare e gli zingari hanno prontamente impacchettato e ricaricato il loro spaccio su automobili e furgoni.
Ci sono, secondo me, alcune considerazioni da fare.

Innanzitutto, come mai la mercanzia non viene sequestrata? In un paese civile così dovrebbe essere. Si dissuaderebbero i rom dallo spostarsi e rimontare altrove e si disincentiverebbe l’assurda pratica dello svuotamento di cassonetti in giro per la città. Da giorni diversi zingari bazzicano il quartiere Flaminio del tutto indisturbati.

In secondo luogo, come è possibile che decine di rom abbiano la possibilità di montare un mercatino per essere costretti a sloggiare solo alle 11 del mattino? Una pattuglia dovrebbe trovarsi sul posto già alle 6 in modo da impedire il set-up di questo schifo.
Una considerazione aggiuntiva andrebbe fatta anche sul mercatino arabo. Io stesso mi sono fermato diverse volte a comperare da mangiare, intendiamoci, ma è vergognoso che la comunità musulmana possa gestire un mercato (chissà se in regola con concessioni/pagamento delle tariffe per occupazione di suolo pubblico…) in condizioni igieniche e di decoro da sembrare una delle peggiori periferie mediorientali. Gente che impasta carne per polpette a mani nude sull'asfalto, dolciumi (tutt’altro che freschi) coperti da teli di plastica o in alternativa di polvere, nessuna compliance con le più basilari norme igienico-sanitarie che invece sono imposte a tutti i commercianti 'normali', tanto che se venisse in mente alla Asl o ai Nas di fare una verifica non abbiamo dubbi che metterebbero i sigilli seduta stante. Per non parlare della totale opacità fiscale: il mercatino è tutto in nero e non c’è traccia di scontrino.
Quello che dovrebbe essere un esempio di civile integrazione si tramuta così nell’ennesimo caso di segregazione e doppiopesismo. L’amministrazione, da anni, baratta con la comunità musulmana: tu non paghi una lira di tasse e te ne infischi delle norme igienico-sanitarie, io non ti offro il benché minimo supporto per gestire una struttura in modo civile e occidentale. E me ne fotto di lavorare seriamente sulla tua integrazione.
Con investimenti - ne siamo certi - piuttosto esigui, sarebbe possibile mettere a norma il mercato costruendo strutture in muratura con tutti gli allacci necessari a garantire illuminazione ed energia elettrica per la conservazione delle vivande. Così quello che dovrebbe essere un angolo multiculturale di una grande capitale europea, atto a favorire l’integrazione, magari beneficiando anche di iniziative culturali sponsorizzate dall’amministrazione e dal terzo settore (l’Auditorium fra l’altro è a due passi e le sinergie potrebbero essere molteplici e virtuose), tutto ciò invece diventa l’ennesima cialtronata romana. Per non dire del potenziale turistico enorme, vicino alla Moschea più grande d'Europa.
E il bello che c’è quasi sempre una volante della municipale a presidiare il mercato dove automobili e camioncini parcheggiano in doppia fila in barba alle norme del traffico. 
Quando - ma soprattutto SE - questa amministrazione avesse in mente di iniziare a governare potrebbe iniziare convocando i vertici del I Municipio per trovare una soluzione adeguata. 
Lorenzo

25 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Articolo interessante, sul commercio in strada, però ti invito a leggere questo articolo: http://www.informagiovanionline.it/emiliaromagna/lavoro-e-impresa/vorrei-aprire../unattivita-come-ambulante/avviare-unattivita-di-commercio-ambulante

Anonimo ha detto...

L'unica cosa utile sarebbe poter distinguere gli ambulanti abusivi da quelli legali ad occhio. E quindi invitare la gente a snobbare i primi in favore dei secondi. Quindi in una seconda fase, quando gli abusivi avranno inteso che non gli conviene più, spostare i legali all'interno dei mercati rionali (edifici fatti a posta) anche perché se stai ogni giorno allo stesso posto che ambulante sei? Io per ambulante intendo quelli porta a porta oppure quelli con carrettino degli hot dog che si vedono nei film (col cibo nostro però). Una bancarella ogni giorno in un posto (anche se col fiorino dietro) è un negozio!

Anonimo ha detto...

"Una considerazione aggiuntiva andrebbe fatta anche sul mercatino arabo. Io stesso mi sono fermato diverse volte a comperare da mangiare, intendiamoci"

Bravissimo! Usufruisci del sistema che vorresti combattere, dunque.
Che esempio di coerenza!

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo, articolo interessante, e sarei molto curioso di conoscere il parere dell'esimio assessore Berdini, per non parlare del consigliere Coia, ed eventuali loro proposte, soprattutto in merito a questo passaggio:

"Con investimenti - ne siamo certi - piuttosto esigui, sarebbe possibile mettere a norma il mercato costruendo strutture in muratura con tutti gli allacci necessari a garantire illuminazione ed energia elettrica per la conservazione delle vivande. Così quello che dovrebbe essere un angolo multiculturale di una grande capitale europea, atto a favorire l’integrazione..."

Anonimo ha detto...

L'altra notte all'EUR di fronte al gay village percheggiatori abusivi organizzati militarmente con torce a 3 metri da camionetta Polizia.

Poliziotti completamente indifferenti rispetto a reato palese di estorsione. Immaginate la stessa cosa a Londra o Francoforte ?

In Italia l'assenza di repressione e' assicurata, perche' credete che in Italia arrivi solo la feccia del Pianeta?

Anonimo ha detto...

Bel Articolo
Purtroppo il paese in fatto di legalità e decoro a fatto un altra scelta e da molto tempo.
Siamo un paese ignavo e preferiamo voltarci dal altra parte per non avere problemi.
Si fa notare che i vigili permettono agli abusi di portarsi via la merce, basta questo a far capire il grado di ignavia e complicità vige in questo paese

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 5.23, hai ragione. Infatti da quando ho ragionato su questa situazione ho smesso di frequentare il mercato come cliente.

Lorenzo

Anonimo ha detto...

In Italia ci sono milioni di persone, parte indigene, parte importate, che "tirano a campare" con lavoretti "semi(il)legali", dal parcheggiatore al lavavetri, dal venditore di paccottiglia al distributore di volantini (quelli che ammorbano cassette della posta e marciapiedi) senza contare quelli che campano direttamente di illegalita' "minore" scippi, furti, borseggi, piccolo spaccio.
Le autorita' (minuscolo) non fanno niente perché non possono fare niente di concreto. Se continuiamo a importare dall'estero decine di migliaia di poveracci senza arte ne parte e attiriamo da tutta europa (minuscolo) tutti quelli che in italia (minuscolo) sanno di poter vivere "impuniti" o diamo loro da mangiare, vestire e dormire a completo carico della collettivita' o li lasciamo "liberi" di sopravvivere, arrangiandosi. In entrambi i casi sono a carico della societa' "onesta" che valora e paga le tasse.
O sperate forse che qualcuno "deporti" milioni di persone o le rinchiuda in una campo di concentramento ?

Anonimo ha detto...

Ci passo tutti i Venerdì conosco bene la situazione. Il fotografo ha dimenticato di immortale l'esilarante presidio dei vigili urbani che guardano a tacciono. Da 2 a 6 agenti, a seconda della cronaca.

Anonimo ha detto...

Mi sa che ha ragione Forchielli quando dice che mezza Italia (il centro-sud) si sta messicanizzando..

Anonimo ha detto...

Ad Anonimo settembre 09, 2016 6:06 PM: Il discorso non è di chiuderli in un campo di concentramento: ci mancherebbe! Il discorso è che le varie leggi, regolamenti, ecc. vigenti si DEVONO far rispettare, a partire dalle piccole cose, e debbono essere uguali per tutti e vanno, appunto, fatti rispettare a tutti. Siccome qui non è così, per i soliti, vari motivi che penso tutti ormai, qui, conosciamo, questi sono i risultati.
Vogliamo vedere se ci mettessimo noi italiani o romani a fare quel casino che succederebbe?! Verremmo tutti multati, arrestati, schedati, ecc. nel giro di cinque minuti. Ma siccome qui a Roma determinati gruppi di gente straniera godono di una certa impunità, e le leggi , checchè se ne dica, non sono qui uguali per tutti ma valgono, appunto, solo per certi cittadini, ecco i risultati.

Anonimo ha detto...

Esatto, e non solo. Qui chi ha una attività regolare viene costantemente sorvegliato, tipo regime da vecchia Unione Sovietica. Viceversa, chi sta nella più totale irregolarità spesso non gli si fa nulla. Questo è il problema. Io ho un amico che lavora ad una bancarella regolare, ed al suo capo continuamente gli organi competenti rompono i coglioni anche soltanto se, ad esempio, sfora di alcuni metri nell'occupazione di suolo pubblico. A questi citati nell'articolo, che evidentemente sono nella più totale illegalità, irregolarità e quant'altro, che gli fanno? Praticamente un cazzo, anche perchè, tra l'altro, con la mentalità del cazzo imperante da noi, passerebbero per razzisti e fascisti, se intervenissero. Quindi, cosa si può fare. Allo stato attuale, niente, secondo me.

Anonimo ha detto...

E non vogliamo parlare, poi, dell'influenza nefasta che esercita un certo stato estero presente qui nell'Urbe?!

Anonimo ha detto...

In Italia l'unico stato estero è la P4, coi suoi minoli, i suoi nastasi, i suoi bisignani, i suoi moretti, i suoi messina denaro, i suoi mezzaroma, le sue boldrini, i suoi previti e i suoi bergoglio.
Poveri coglioni senza dignità, che si ramificano come un virus in replica, e che hanno svenduto l'Italia a cina, arabia e usa.
Tutti gli altri leccano le briciole delle tangenti sotto il tavolo.

Anonimo ha detto...

I Vigili non sequestrano la mercanzia degli abusivi dopo che una.loro collega è stata incastrata dal racket: per avere fatto il proprio dovere si èritrivatw condannata per furto (!!!???).
Se un potere dello Stato impedisce agli altri di agire...

Rocco Pitasi ha detto...

Carissimi la mia idea e che Roma non deve tollerare questo.... Ma se ci sono ambulanti legali e abusivi legati da un comune denominatore di non rispettare regole, forse dovremmo essere noi a smettere di comprare e togliere benzina ai loro introiti... capisco che la crisi non aiuta, ma negozi a costi bassi esistono ancora... cmq il mio consiglio sarebbe il seguente:
1) Eliminiamo la tassa di occupazione suolo fissa che tanto non la pagano..
2) Si trovano aree in città, che già esistono, come ad esempio grandi parcheggi ecc. Si recintano e si mette una sbarra, dove entrano pagando solo chi ha la licenza.... così il comune incassa subito e non si può evadere...
Ovviamente ogni posto camion numerato deve avere delle pattumiere differenziata, palina luce come il camper e palina acqua.( costi inclusi nel ticket di ingresso)
3) Scremati gli ambulanti legali dagli illegali, il resto deve essere bloccato dalla Municipale
4) I furgoni scassati, si applica sul vetro un bollino rosso visibile e anche se revisionato si multa ovunque vada. E se stacchi il bollino, si sequestra, tanto il modo si trova ( consideriamo che non pagano bollo, gomme lisce, fanalini rotti ecc..)
Chi ha il bollino verde è ok....
5) Chi acquista dagli ambulanti legali si applica uno sconto che incentivi l'inversione di tendenza a comprare da chiunque capiti...
Aggiungete idee e giriamola agli assessori.....

Anonimo ha detto...

Scrivere una invocazione al grande Peppe, no?? Solo lui può salvarci

Anonimo ha detto...

Purtroppo no, perchè, come ha detto a Nettuno: "Qualche cazzata, qualche cazzatina la facciamo pure noi..."

Anonimo ha detto...

1035 non hai capito
queste attivita' sono "ammortizzatori sociali": permettono di sopravvivere a un sottoproletariato urbano fatto di poveracci senza arte ne parte, che altrimenti andrebbero "mantenuti" direttamente dalla collettivita', visto che non si possono eliminare fisicamente, anche solo mandandoli fuori dai patri confini. O che altrimenti diventerebbero un serio problema di ordine sociale.
Il nocciolo della questione e' che l'attuale lassismo peloso della nostra pseudo classe dirigente (per motivi ideologici-religiosi se va bene, per puro calcolo di guadagno personale negli altri casi) non fa altro che attirare da tutto il mondo sempre piu' persone di questo genere.
Le leggi che invochi si possono applicare a quanti sono onesti, hanno qualcosa da perdere e temono Equitalia (da cui possono essere rovinati).
Tutti gli altri se ne fregano.

Anonimo ha detto...

Venerdì notte poi si trasferiscono a Marconi dove i nomadi danno vita ad un orrendo mercato abusivo con le forze dell'ordine che se ne infischiano.. povera Roma

Anonimo ha detto...

Che pianto di città

Anonimo ha detto...

E domani i cristiani la visiteranno e magari compreranno o mangeranno qualcosa dal mercato abusivo

Criss ha detto...

Anche gli arabi sono diventati ebrei. Il passo a diventare zingari è breve.

Lanzo ha detto...

è vergognoso che la comunità musulmana possa gestire un mercato (chissà se in regola con concessioni/pagamento delle tariffe per occupazione di suolo

Rassista, direbbe la Boldrini, poi gli accampamenti zingari stanno a linea d'aria a 300 metri dall'altra parte del fiume - fusione perfetta. IMO = nella mia opinione, meglio farli sfogare e "guadambiare" qualche cosa cosi' magari hai qualcuno in meno che ti viene a rubbare (con 2 b) in casa e magari ti spacca pure la testa.
La Marina Militare, invece di difenderci e' il piu' grosso trafficante di immigrati, altro che i gommoni ! Siamo fottuti e ormai e' troppo tardi.

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo. Tutto il resto decade davanti a ciò. Io non compro da bengalesi, cinesi, abusivi, bancarelle e affini, punto. Poi, semmai, parlo. Ma nemmeno quello, ormai. Me so rotto.

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