La vera storia di Farmacap dopo gli arresti di Francesco Alvaro. Per la prima volta una storia bella

6 settembre 2016
Tutti parlano di Muraro e Raggi e noi, che come è noto non partecipiamo al tiro al piccione sulla Muraro, oggi parliamo di tutt'altro. Ehggià perché se ieri non fosse successo l'ennesimo pandemonio dovuto alle sciocche bugie della Sindaca, la notizia della giornata sarebbe stata l'arresto di Francesco Alvaro, commissario di Farmacap, l'azienda municipalizzata che gestisce quasi una cinquantina di farmacie comunali, immobili e asili nido. 

Purtroppo sta passando, semplicisticamente, il fatto che è stato arrestato "il manager messo da Marino". Ecco, le cose non stanno proprio così e noi approfittiamo di questo evento per raccontare un attimo cosa è successo in Farmacap negli ultimi mesi visto che si tratta di una storia incredibilmente virtuosa.

Francesco Alvaro era già stato nominato da tempo commissario di Farmacap (si tratta di un vecchio marpione comunale che già aveva avuto fior di incarichi, di quelli che non puoi cacciare via e che devi gestire: ovviamente questo non giustifica Marino che gli ha dato questa responsabilità ai tempi dell'assessore Rita Cutini nel marzo 2014) con il mandato di risollevare una azienda che artatamente era tenuta nel più totale dissesto economico per dare aggio a chi voleva svenderla. 

Anche l'allora assessore al Bilancio (e alle partecipate) Silvia Scozzese era favorevole alla vendita (d'altro canto non si capisce perché il Comune debba occuparsi di fare il farmacista, condividiamo), ma l'assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese (in quella circostanza d'accordo con i 5 Stelle) si oppone e spiega due cose: la prima è che una azienda pubblica se la vuoi vendere prima la devi risanare, altrimenti ti tocca regalarla (ovviamente i destinatari dell'eventuale regalo non hanno gradito); la seconda è che alcune di quelle farmacie facevano un lavoro di presidio sociale che i privati non avevano mai fatto.

Restava fermo tuttavia lo stato comatoso delle finanze delle farmacie. Forse le uniche farmacie del mondo a perdere soldi invece di guadagnarne: dipendenti che rubavano farmaci, assunzioni facili, personale inadatto. 

Cosa si fa? Come usava all'epoca Marino (come sembrano lontani oggi quei tempi...) si fa una call, si raccolgono curricula per il ruolo di direttore generale, si fanno colloqui (con 5 personalità) e alla fine si sceglie Simona Laing che aveva fatto questo mestiere con profitto nella città di Pistoia. 

Francesca Danese non conosceva prima di vederla al colloquio la Laing. Non c'erano amicizie o raccomandazioni. Non sono intervenuti studi legali di Roma o studi di comunicazione di Milano a caldeggiare la nomina. Ha vinto solo il cv e il colloquio: dopodiché sindaco e assessore di competenza hanno incaricato la professionista e le hanno dato mandato di risanare l'azienda. Fine. Marino sì che era un vero "grillino"...

Attenzione alle date: tutto accade in pochissimo tempo. Silvia Scozzese, che aveva la delega su Farmacap, se ne va a luglio 2015 (quando la Giunta Marino inizia decisamente a smottare). Solo a quel punto Francesca Danese, assessore al sociale, riceve la delega e inizia a muoversi. Nel frattempo scade il contratto del vecchio direttore generale di Farmacap messo lì da Alemanno - e inamovibile a causa del solito contratto capestro - e allora si procede al bando.
Laing inizia a gestire, tra minacce, insulti e difficoltà (in parte provenienti dallo stesso Alvaro, che restava comunque suo commissario e tale è restato fino agli arresti di ieri, disarcionato anche grazie ad un esposto in Procura della stessa Virginia Raggi in piena campagna elettorale), una azienda che non era mai stata gestita. Col supporto politico e operativo di Francesca Danese l'azienda viene rivoltata come un pedalino. Prima di Laing non si faceva chiusura cassa la sera, non si sapeva chi vendeva cosa, non c'era codice a barre (i sindacati, che hanno sempre ostacolato il lavoro della nuova DG, non volevano). Prima della Laing le farmacie restavano chiuse per lunghe settimane d'estate, non c'era nessuna farmacia che faceva orario continuato 365/24. Tutto questo cambia e si inizia a fatturare, sacrilegio per chi voleva distruggere l'azienda per poi divorarsela. Addirittura, per spalmare meglio il personale in eccesso (restano le farmacie meno produttive al mondo) si sono aperte nuove farmacie, gli psicologi che non si sa perché fossero stati assunti sono stati tolti dalla scrivania che riscaldavano e messi a fare gli psicologi di quartiere. E poi si è lavorato sugli affitti, rinegoziandoli. Per la prima volta una azienda pubblica viene trattata come azienda privata: non con l'obbiettivo di fare chissà quali utili, ma di dare servizi di eccellenza e di chiudere in perdita non chiedendo soldi al Comune. 

Ma si va avanti. Grazie alla tigna di Francesca Danese (che intanto a quanto pare continua a portare carte in procura e alla Finanza) la Laing porta a termine dopo una quindicina di anni (si andava tranquillamente in prorogatio alla romana) un bando per i farmaci da banco che erano acquistati a cifre assurde. Crollano i costi per l'approvvigionamento dei farmaci che ora sono tra i più bassi d'Italia. I vecchi fornitori rimangono con un palmo di naso. Aumentano le minacce a Laing e Francesca Danese - anche e soprattutto per altre questioni - finisce sotto scorta. Da considerare che, per massima sicurezza e trasparenza, Francesca Danese invia prima di pubblicarlo il bando alla Segreteria Generale Serafina Buarnè (poi fatta secca ai tempi di Tronca) che pur di portare a casa la partita lavora durante il mese di agosto 2015. Altri tempi, altre competenze, altro livello. Eppure è passato soltanto un anno...

Il bilancio 2015 viene chiuso dall'azienda per la prima volta in pareggio. Pur essendo il nuovo corso partito soltanto a luglio. E' un caso così eclatante che si fa fatica ad approvarlo, anche perché il solito Alvaro non facilita certo la vita al direttore generale. 

E con i 5 Stelle? In realtà le cose sono continuate in maniera virtuosa: l'assessore Minenna, che però oggi non c'è più, capisce la situazione e appena la prende in mano rinforza ulteriormente le deleghe di Laing in modo da darle più armi per contrastare Alvaro.

Ora Laing ha altri due anni di mandato durante i quali, se ben sostenuta, potrà fare grandi cose vincendo una sfida che tutti (a partire da Alvaro, e ci sono fior di lettere un cui le dava della pazza...) consideravano folle. Vediamo se l'attuale amministrazione riuscirà a pasticciare anche qui... Ma soprattutto vediamo se l'attuale amministrazione - quando la smetterà di dire menzogne e di farsi del male da sola - sarà capace di mettere in pratica delle filiere di qualità e di discontinuità come quella di Farmacap. Che oggi, anche se non si può dire perché la cosa destabilizza, è una partecipata che funziona e che funziona bene.

41 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

>d'altro canto non si capisce perché il Comune debba occuparsi di fare il farmacista

Gioco. Partita. Incontro.

Anonimo ha detto...

Non conterei sui 5s, sono paralizzati come un coniglio, in mezzo alla strada, nel cuore della notte, accecato dagli abbaglianti dell'auto in arrivo.

Anonimo ha detto...

Perché il Comune debba occuparsi di fare il farmacista è presto detto: per la stessa ragione per cui deve occuparsi di gestire elettricità, acqua, gas, trasporti pubblici. Naturalmente deve fare bene questo lavoro, perché se i bilanci vanno in rosso e le aziende vengono regalate, poi ne risentiamo tutti. Infatti ormai un po' di queste cose non sono più gestite dal Comune e i risultati si vedono benissimo. Privatizzate, spesso in regime di quasi monopolio, queste aziende funzionano peggio di prima e in compenso agli utenti costano di più.

Anonimo ha detto...

Solo il lanciafiamme puo' essere uato per risollevare questa citta'....

bat21 ha detto...

Bhe io avrei azzerato tutto senza aspettare di risanare alcunché. Ora che si ha il pareggio si potrebbe vendere questa roba ma si sa che i cinque stelle sono per i benikomuni quindi i poveri contribuenti lombardo/veneti/romagnoli dovranno sobbarcarsi anche questo fardello. Magari potessimo commissariare la città azzerando tutti questi benikomuni che non sono altro che ammortizzatori sociali

Anonimo ha detto...

Ricordiamoci di queste persone, per la prossima giunta. Non dovrebbe mancare molto.

Anonimo ha detto...

"che pur di portare a casa la partita lavora durante il mese di agosto 2015. Altri tempi, altre competenze, altro livello. Eppure è passato soltanto un anno..."

GUARDATE CHE MARINO ERA IL PRIMO CHE SE NE ANDAVA 2 SETTIMANE IN VACANZA IN AMERICA!

Anonimo ha detto...

>d'altro canto non si capisce perché il Comune debba occuparsi di fare il farmacista

Gioco. Partita. Incontro.

sì, d'accordo l'incontro....ma tutto il resto è noia...
meno male che alle 9.41 ha scritto qualcuno che ha il cervello collegato.
A bat 21 rispondo che gli ammortizzatori sociali possono essere utili con il 10% della popolazione italiana (ma a roma temo sia di più) sotto la soglia della povertà....
Certo che se uno ha i soldi e se ne vuole sbattere le OO....è tutto un altro paio di manicotti...
ma sperando non paia fuori posto citerò Croce dicendo (peraltro da agnostico) che "non possiamo non dirci cristiani".
Cordialità

bat21 ha detto...

Non credo che utilizzare il posto pubblico come ammortizzatore sociale sia il modo più efficiente per perseguire gli scopi tipici di un ammortizzatore sociale...sarebbe tempo di rivedere tutto ma con questi fenomeni e' impossibile (non che lo fosse con gli altri partiti politici ma con i 5 stelle non e' solo il solito immondo clientelismo e' anche ideologia).

Anonimo ha detto...

GUARDATE CHE MARINO ERA IL PRIMO CHE SE NE ANDAVA 2 SETTIMANE IN VACANZA IN AMERICA!

Andava in ameriga per lavoro e contatti internazionali, ma seppure fosse andato in ferie 2 settimane ad agosto dov'è la grave colpa?

E tu quante vacanze ti fai e dove ?
Ma il sindaco è per caso tuo schiavo?
E Tu chi sarai mai?
Pensa che andava al lavoro in bici e a volte con una Panda Rossa ma il becerume in SUV gli contestava pure questo....


GRANDISSIMO MARINO, perla tra i porci

Anonimo ha detto...

moh speriamo che i grillini lascino lavorare questa signora senza fare casini

Anonimo ha detto...

ALVARO NON SI POTEVA CACCIARE PER IL SOLITO CONTRATTO BLINDATO ?
E quanto saranno mai state queste penali ?
Un comune che ha 13 miliardi di debiti lo caccia, mette le penali in coda ai 13 miliardi e forse tra 20 anni paga. Intanto il beneficio di non avere più questi dirigenti corrotti sarà, nel medio periodo, sicuramente superiore alle penali da pagare.
Pagare poi fino a un certo punto perché oltre a cacciarlo a calci in culo si fa una bella azione di responsabilità richiedendo i danni provocati in anni e anni di malgestione. E, forse, facendo i conti tra danni da pagare e penali da incassare, alla fine sarà proprio i dirigente corrotto a dover scucire soldi.

Antonio ha detto...

Marino perla fra i porci. E i porci l'hanno cacciato!

Antonio ha detto...

Marino perla fra i porci. E i porci l'hanno cacciato!

Anonimo ha detto...

CONDIVIDO IN PIENO IL COMMENTO DI ANONIMO DELLE 9: 41 AM. CI SONO SERVIZI CHE DEVO RESTARE PUBBLICI, DEVE CAMBIARE IL MODO DI GESTIRLI QUINDI LA MENTALITA' DELLE PERSONE. QUESTO E' UN ESEMPIO CHE UNA BUONA GESTIONE E' POSSIBILE...

Anonimo ha detto...

chiariamoci: io per ammortizzatore sociale non intendevo i posti di lavoro nelle farmacie, anche perché se si vogliono fare le cose fatte bene, dovrebbero presupporre studi universitari etc per cui ammortizzerebbero magari, sì, ma per pochi...
Io intendevo farmaci a costi bassi, servizi aggiuntivi all'utenza, disponibilità h24 etc
E non necessariamente in perdita, tra l'altro, come l'esperienza della Laing insegna.
Poi ripeto, se uno "sta bene" e se f*tte....
Aricordialità

Anonimo ha detto...

@bat21

Se è in pareggio non è più un fardello.

bat21 ha detto...

Una rondine non fa primavera. Tornerà sempre in passivo in quanto come le sorelle maggiori (atac, ama, in misura minore Acea) serve solo per distribuire posti di lavoro e benefit clientelari diretti/indiretti. Infatti le farmacie che in mano privata sono redditizie qui possono ambire al massimo al pareggio (se va bene ma generalmente va male). Privatizzare e basta! Intanto http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2016-09-06/se-roma-anche-farmacie-comunali-sono-perdita--163432?fn=swipefeed&id=N_PRPAMAIN/ADBK7sFB&p=8

Anonimo ha detto...

Le farmacie private sono redditizie perché aprono dove conviene loro e offrono i servizi che convengono a loro, quelle comunali, che ci sono in buona parte d'Italia, non sono mica esclusiva di Roma, coprono anche zone svantaggiate offrendo servizi che al privato non convengono. E per questa società vedremo al prossimo bilancio. Se in pochi mesi hanno pareggiato i conti saranno sicuramente in attivo.

Anonimo ha detto...

mi pare che a bat21 il concetto di utilità sociale non interessi, visto che non credo serva scomodare keynes per capirlo
forse è uno di quelli che sta bene e se ne sbatte, o peggio ne ha introiettato la "logica"...
mamma mia...gli auguro sinceramente di non aver mai bisogno di certe cose.
A tutti gli altri pure, ma nel caso, speriamo che si sbagli lui.

bat21 ha detto...

Su e' Roma non Roccacannuccia sul Pollino. Questi hanno conti disastrati semplicemente perché fanno quello che fanno tutte le municipalizzate in un contesto involuto come quello romano la catena di trasmissione tra politica e gente che vota.

bat21 ha detto...

Ma quale utilità sociale quello che abbiamo di fronte e' semplicemente l inefficienza ed il clientelismo fatto sistema, quello che ha affossato l Italia e che ha creato un aborto di sistema che non cresce ed anzi declina. Questo stesso contesto non potrà sostenere a lungo le pretese "sociali". O torniamo a produrre o regrediremo in modo irreversibile e non potremo permetterci lo schifo delle pensioni al 17% del pil o questo elefantiaco ed inefficiente pubblico.

Anonimo ha detto...

Credo che vi sfugga la differenza tra bene pubblico e bene comune.
Bene comune è una formula inventata per ratificare furti e abusi.
I beni pubblici invece sono la sostanza dello stato. Bene pubblico è roba mia, tua, e sua. Roba che manteniamo pagando le tasse, e da cui abbiamo il diritto di attenderci un servizio. Se elimini i servizi pubblici, devi eliminare la tassazione, l'autorità pubblica e l'amministrazione stessa. Quando vendi i beni pubblici ti privi di una disponibilità, di una ricchezza, che dovrai comunque compensare con una spesa superiore, per esempio affittando ciò che vendi, o svendi.
Il motivo per cui esistono ovunque farmacie a gestione pubblica, è che la turnazione delle farmacie deve coprire le ESIGENZE SANITARIE DEI CITTADINI.
Non stiamo parlando del mc donald.
I beni pubblici dovrebbero essere INALIENABILI, da codice civile e da buon senso.
Un'azienda pubblica deve funzionare, non deve fruttare. Ma un'azienda con un manager privato NON E' UN'AZIENDA PUBBLICA, è una partecipata, il che vuol dire un'azienda privata a partecipazione pubblica. Quindi una porcata per definizione.
Quando il pd ha deciso di regalare terreni a parnasi per fargli fare speculazione in borsa, ha commesso un atto illegittimo perché il suolo è un bene di pubblica proprietà, che la gestione comunale poteva decidere di far fruttare in borsa al posto di parnasi, ma che certo non poteva regalare.
E' come se io regalassi la macchina di tonelli a mezzaroma.

Anonimo ha detto...

A Milano dove vive bat21 ci sono gran parte di farmacie comunali che forniscono un servizio egregio.

E queste funzionano anche per tenere il prezzo basso dei farmaci.
Quindi qui il pubblico funziona egregiamente.

Non è che forse il problema è proprio il modo alla romana di fare le cose?
Ovvero delinquenziale fottendosene degli altri?
Ovvero tutta quella impostazione subculturale del furbetto del quartierino?
Ovvero tutta la subcuktura del fottere gli altri per i propri interessi?
Ovvero tutte quelle cose che il romano medio impara già al liceo?
E che in altri posti tipo Milano non Impara?
Ovvero tutta la subculturale di mafia capitale etc etc?

In fondo non a caso uno onesto a Roma viene percepito come marziano...
Ossia alieno...

E all'opposto uno come alvaro è uno sgamato etc etc che solo a Roma ha unaccezione di stampo positivo

Anonimo ha detto...

la risposta di bat21 "ma quale utilità sociale" mi ha finalmente aperto gli occhi...il signor bat21 se ne strafotte intimamente. Poi, abbastanza correttamente fa discorsi di efficienza.
Ai quali bene hanno risposto gli ultimi due utenti: non c'è molto da aggiungere.
Tra l'altro mi pare che finora la Laing abbia risposto alle (sue) aspettative, sicché non si capisce che cosa piffero egli voglia, una volta tanto che c'è una buona notizia per il bene di tutti.
Ah già, lui del bene di tutti se ne sbatte, anzi quasi gli spiace mi sa...
Se ne faccia una ragione, per il resto mi pare maalox (anche se lui probabilmente preferirebbe mastercard)
Cordialità

Anonimo ha detto...

PUNTATA DEL 01/10/2000 Torna alla lista puntateFARMACIE COMUNALI IN VENDITA IN ONDA IL 01.10.00 DI Bernardo Iovene

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In Italia le farmacie comunali, sono 1600, e sono dislocate, per la maggior parte nel centro nord.

In ogni quartiere i comuni hanno il diritto di precedenza sul privato.
La farmacia comunale e' stata considerata un obbiettivo prioritario da sindaci molto amati negli anni 50 come LA PIRA a Firenze, DOZZA a Bologna: si forniva un servizio e si garantivano i farmaci alle fasce piu' deboli della popolazione nelle periferie delle citta'.
Queste farmacie, oggi, sono una realta', sia come qualita' del servizio, sia dal punto di vista commerciale: sono tutte in attivo come aziende municipali, anche se c'e' qualche farmacia in perdita, come e' il caso della farmacia N. 14 in un quartiere periferico di Firenze che perde 80 milioni all'anno. Ma anche la numero 14 e' un servizio per la popolazione anziana del posto e puo' esistere proprio perche' e' comunale e perche' il bilancio attivo delle altre farmacie riesce a coprire il disavanzo di quelle con bilancio passivo.
In media le farmacie comunali sono il 20% del totale delle farmacie, ma citta', come Cremona su un totale di 20 farmacie hanno 14 di proprieta'. A Milano le farmacie comunali sono 84 e hanno un attivo di 7 miliardi all'anno.
Dunque un patrimonio pubblico, che funziona, offre un servizio e porta soldi nelle casse dei comuni, eppure tutti i comuni le stanno dismettendo, cosa vuol dire?


Da report del 2000

Anonimo ha detto...

Naturalmente gli 80 milioni e i 7 miliardi sono in lire.
Cosa vuol dire che le vendevano? Beh, dal 1992 è partita una raffica di privatizzazioni di aziende che spesso, come Telecom in quel periodo, erano ai vertici mondiali per capacità tecnologiche. Naturalmente oggi secondo le idee di Bat21 tutte le aziende privatizzate funzionano meglio di quando erano pubbliche e il paese ne ha tratto beneficio. Conta poco poi che la maggior parte delle aziende sono finite in mano francese (dove il pubblico è invasivo come e più che da noi e si guardano bene dal vendere a privati stranieri) o tedesca (dove le aziende sono per lo più in mano a dinastie familiari legate a doppio filo con i governi del posto, e pure qui si guardano bene dal vendere all'estero). Sempre secondo Bat21 oggi l'Italia dovebbe avere enormi vantaggi dal fatto che si è privatizzato in parte o in torale quasi tutto ciò che fino al 1992 era pubblico. Infatti lo vediamo tutti i giorni con servizi al top e tariffe basse, vero?

Anonimo ha detto...

Perché invece non dovrebbe? In un'economia mista pubblico/privato non vedo nulla di male. Anzi ha un sacco di vantaggi per ambo le parti.

Anonimo ha detto...

Infatti.

La differenza non e’ pubblico e privato. E’ gestione onesta con criteri aziendali (che e’ possibile anche nel pubblico, in certe condizioni improbabili a Roma) contro chi mira solo a fregare i soldi al contribuente (che succede anche nel privato, in certe condizioni molto probabili a Roma).

Per questo sono scettico sulla privatizzazione come soluzione. Nel contesto di Roma, senza una cultura di mercato, di trasparenza e concorrenza, rischia di peggiorare ulteriormente le cose.

bat21 ha detto...

Secondo me se non ci fosse stata quella campagna di privatizzazioni (malfatta quanto volete) l Italia sarebbe messa ancora peggio, con aziende monopoliste di stato a ciucciare dalla mammella di mamma stato. Troppo poco e' stato fatto, troppo c'è da privatizzare/liberalizzare da allora.

Anonimo ha detto...

Caro bat21 purtroppo l'asse varoliale con il quale giudicare una buona economia non è
Pubblico Vs. Privato
MA
Onesta e merito Vs inciviltà mafiosita italianità e corruzione

Tanto nel pubblico quanto nel privato
Ricordati sempre lilva di Taranto tanto privata quanto i profitti che ha portato all'estero facendoli pagare ai cittadini italiani...

Mentre in nordeuropa lo stato guadagna ed è l'eccellenza.

Laddove la cittadinanza è mafiosa alla romana tutti fottono sia pubblici che privati,
Come i privati che costruiscono casette che crollano alla prima scossa...

Rileggiti il libro di macroeconomia 1.
Oppure un testo di economia politica sul concetto di bene limitato di un mercato in condizioni di monopolio o oligopolio.

bat21 ha detto...

Secondo me non stiamo dicendo cose troppo diverse. Io non sono contro il pubblico tout court, infatti non ho nulla da dire contro Atm che funziona e non e' un buco nero. Dico che in contesti involuti come quelli romani-meridionali in cui la municipalizzata e' solo un fornitore di posti di lavoro diretti ed indiretti non puoi che obbligare alla privatizzazione chiudendo i rubinetti dei finanziamenti statali. Voglio vedere cosa capita di fronte ad un servizio costoso, con l obbligo di pagare il biglietti quanto può diventare esigente la clientela....bisogna mettere utenza e fornitori di servizi in contrasto! Rimango fermo nelle mie posizioni sarebbe win-win per romani e non romani. Gli unici che perderebbero sono coloro che sfruttano questa situazione come un enorme ammortizzatore sociale (non sono ovviamente pochi intendiamoci). Con lo stesso principio andrei come una ruspa (ecco l'unico caso in cui mi piace usare il termine) contro tutto ciò che e' pubblico e parapubblico e che non funziona.

Anonimo ha detto...

Senti Bat, forse dovresti rileggerti ogni tanto perché hai certe uscite sull'argomento che fanno sembrare moderato un talebano. Ora che dopo mesi di affermazioni apodittiche hai scritto finalmente che non sei contro il pubblico tout court fai un ulteriore sforzo e comincia a ragionare sulla funzione sociale del trasporto pubblico, che non è quello che pensi te come ammortizzatore ecc. Tanto è vero che il trasporto è finanziato in parte dallo stato anche in realtà come Londra.
E fai un ulteriore passo avanti per capire che se chi deve controllare è lo stesso che non riesce a garantire il servizio perché corrotto inevitabilmente la privatizzazione sarà pessima, perché il privato non è San Francesco che vuole il bene degli altri ma pensa solo a mungere la vacca che gli mettono davanti e se non è ben controllato fa il bello e il cattivo tempo. Come le privatizzazioni di grandi industrie pubbliche in questi 20 anni dimostrano, altro che miglioramento dei servizi.
In questo articolo si parla di una municipalizzata che dopo anni di passivi, dopo che si stava praticamente per regalarla, in pochi mesi è stata portata in attivo. Se è in attivo e tutto lascia presumere che lo resterà perché ancora governata da chi l'ha risollevata perché cavolo dovrebbe essere venduta a privati?

Anonimo ha detto...

@bat21
Si siamo d'accordo sul corpo e contesto romano corrotto poco civile e in giù. Esattamente.

Solo che alla tua conoscenza di macroeconomia manca un pezzo.

Ossia il concetto di servizio antieconomico e/o beni monopoli naturali.

1.Se mettessi ai privati un servizio come i trasporti pubblici che è antieconomico per eccellenza questi farebbero pagare i biglietti 10 euro a fermata.

2.stessa cosa per i monopoli come le licenze di farmacia.
Sarebbero poi inoltre presenti solo dove conviene loro aprire.

Ma queste cose già le sai.
Tendenzialmente sono anche io per non far gestire in rischio corruzione dentro lo stato però ci sono questi due ambiti macroeconomici oggettivi naturali in tutto il mondo da rispettare.

1. Servizio antieconomico comunque necessario
2.mercati di servizi prodotti in ambiti di oligopolio o monopolio naturale o seminaturale

Integra la tua teoria economica
E pretendiamo che il pubblico sia come i nostri soldi.

bat21 ha detto...

Qui mi vuoi però far dire cose a cui non posso convergere. Io dico che in realtà involute come Roma il trasporto pubblico (e il pubblico in generale) e' solo un enorme ammortizzatore sociale improprio (guarda che io non ho mai cambiato idea in merito, quello che ho scritto prima l ho sempre pensato) a spese di chi i soldi li produce e tira avanti la baracca. Una situazione da troppi anni oltre la soglia di sostenibilità. Per Farmacap visto che non vedo in realtà reali premesse di cambiamento di lungo termine sono sicuro che ridiventeranno lo schifo che e' sempre stato ergo occorre privarcene privatizzandole ora che miracolosamente sono in pareggio.

bat21 ha detto...

Per 1) facciamo come Londra appunto. Metti la gente nella necessità di pretendere un servizio decente (pagandolo caro) e vedi che la politica si dovrà regolare di conseguenza. , 2) liberalizziamo tutto e facciamo vendere i farmaci nei supermercati come gli stati uniti. Io risolverei cosi il problema farmacie

Anonimo ha detto...

Infatti si se vuoi essere liberale devi liberalizzare le licenze dei farmaci anche nei super. Daccordissimo. Ma le cose a metà ci guadagna solo il privato. Facciamolo.
Sul vendere le farmacie si può anche fare una volta in utile.
Gli ammortizzatori sociali devono essere altri.mGari diretti come il reddito di cittadinanza e non per favore indiretto di chi ti trova posto e riceve riconoscenza. Perfetto.

2.atac. servizio pubblico anche quello più efficiente è per natura stessa sua non profittevole.quindi se lasciassero fare solo al mercato questi farebbe le corse solo parioli centro villa Ada perché solo su quella tratta si può guadagnare.

E i lavoratori lorenteggio piazza Firenze chissenefrega.

Lo sai anche tu.
Ciao bat21.

Servizi non profittevoli.
Come la sanità,trasporti, protezione civile,etc

Tagliamo via tutti quelli impropri usati AL POSTO DI vero Welfare vero ammortizzatori sociali vero stato sociale NON INTERMEDIATO.

reddito di cittadinanza non ideologico.
Ciao

Anonimo ha detto...

Comunque bat per me Atac andrebbe non privatizzata ma fatta andare chiusa in bancarotta per corruzione.
E i romani medi lasciati senza servizio pubblico.
Così si potrebbero accorgere che la corruzione è un problema che li tocca da vicino.
Fatti andare a piedi

Oppure tutti in macchina così voglio anche vedere gli intelligentoni che se ne escono dicendo che me frega a me io vado in auto. Code come a capodanno sul lungotevere.
Ahahahah.

È, unico modo per farli svegliare e smetterla di difendere sempre i corrotti.
Assaggiano la loro cultura del chissenefrega.

Forse andranno a vedere le cause DENTRO le cose e i motivi interni del disastro di Roma.
Altro che privatizzare.
Toglierlo proprio il servizio pubblico per apprezzare l'onestà.

bat21 ha detto...

Non sono d'accordo. Vuoi svegliare i romani (cosa che mi auguro avvenga al più presto magari con la troika alle porte)? Fagli capire che non esistono free lunch e che le risorse non sono infinite. Quindi si privatizzi e si metta l'asticella del biglietto ai livelli di realtà che hanno questi sistemi (ovviamente con i dovuti sussidi per le linee "svantaggiate"). E lo stesso principio farlo su tutto. Come fare? Semplice si impone il residuo fiscale zero (nella differenza di quanto si produce e consuma non deve esserci alcun aiuto esterno). Questa sarebbe la vera lezione da imporre (bada che e' la stessa da somministrare alle realtà a sud di Roma).

Anonimo ha detto...

Ecco, adesso diciamo le stesse cose.

Anonimo ha detto...

"Anonimo ha detto...
"che pur di portare a casa la partita lavora durante il mese di agosto 2015. Altri tempi, altre competenze, altro livello. Eppure è passato soltanto un anno..."

GUARDATE CHE MARINO ERA IL PRIMO CHE SE NE ANDAVA 2 SETTIMANE IN VACANZA IN AMERICA!
settembre 06, 2016 11:19 AM"

Cazzarola, 2 settimane di vacanze in 2 anni e mezzo, che fannullone....

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