6 motivi per cui il bike-sharing a flusso libero può essere un brutto rischio a Roma

18 settembre 2017
Tantissime volte abbiamo ribadito su queste pagine l'importanza del servizio di bike-sharing, specie in una città come Roma che pur con un traffico caotico e alcuni declivi non agevolissimamente affrontabili in bici ha un clima tale da invogliare di molto lo spostamento a pedali. 

Il bike-sharing, inoltre, essendo tradizionalmente un servizio pagato dalle grandi multinazionali delle affissioni (Clear Channel, JcDecaux...), serviva anche a spingere per una necessaria riforma del mondo della cartellonistica pubblicitaria che vede Roma ultimissima capitale occidentale ancora monopolizzata da vecchie dittuncole locali spesso al limite della legalità e della criminalità. 

Purtroppo dopo i grandi passi in avanti effettuati sotto l'amministrazione di Ignazio Marino, la riforma della cartellonistica è ferma da oltre un anno. Oggi oltre alla inattesa ma ormai più che conclamata affettuosità tra il Movimento 5 Stelle che amministra Roma e il racket delle ditte che monopolizzano il settore, c'è qualcosa d'altro che può minare l'arrivo a destinazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari con i relativi bandi pubblici per l'assegnazione dei lotti finalmente a ditte serie e strutturate. Questo ostacolo ulteriore si chiama bike-sharing a flusso libero.

Intendiamoci, in tutti i settori della sharing economy passare da un flusso vincolato ad un flusso libero è sinonimo di evoluzione e di smartness. Pensate alle auto: un conto il car sharing comunale che ti impone di rilasciare l'auto dove l'hai presa, dopo una prenotazione manuale in cui devi prevedere il tempo che la terrai. Altro conto è aprire il telefonino, prendere un'auto per cinque minuti, lasciarla dove ti pare, pagare solo per l'effettivo minutaggio di utilizzo. E infatti il successo è stato clamoroso.

Idem per le biciclette: le vecchie ciclostazioni del bike-sharing rischiano seriamente di essere soppiantate dalle nuove bici del bike-sharing a flusso libero (Mobike ora si chiama l'operatore, ma ne arriveranno altri a Milano e a Firenze): apri il telefonino, fotografi il codice qr della bici, il lucchetto si sblocca automaticamente e si può partire. Poi quando arrivi parcheggi, chiudi il lucchetto e paghi i pochi euro necessari per la corsa. Detta così è una figata e l'espansione sarà probabilmente inarrestabile (già a Milano è boom) facendo apparire il tradizionale bike-sharing come una roba della preistoria, ma la cosa presenta alcuni problemi tant'è che alcune città dopo il primo periodo di entusiasmo sono arrivate perfino a smantellare il servizio di bike-sharing a flusso libero. 

1. LA SOSTA. Ovviamente il rischio di trovarsi bici parcheggiate a casaccio dovunque è enorme. Abituatevi, quando fate manovra con l'auto per uscire dal parcheggio, a dover gestire il fatto di avere dietro attaccata una bicicletta insomma

2. IL VANDALISMO. Al di là del furto, magari poco probabile vista la dotazione satellitare delle bici, il vandalismo rischia di essere molto impattante: senza una ciclostazione le bici sono molto poco controllabili.

3. MANCATO INTROITO. Con il bike-sharing tradizionale il comune incassa (andatevi a leggere quanti soldi becca il Comune di Parigi dal Velib'), con questo nuovo sistema il comune non incassa più niente: regala suolo pubblico agli operatori e basta. Almeno per ora la situazione è questa. 

4. ADDIO PRIMA MEZZ'ORA GRATIS. E' stata per 10 anni il pilastro del bike-sharing, ora salta. Cosa significa? Che conviene meno prendere la bici per spostamenti brevi e concentrati in una zona piccola; ogni volta che si prende si paga qualcosina. E chi fa 10 tratti al giorno che col bike-sharing tradizionale non pagava nulla, qui rischia di essere allettato dal motorino.

5. L'ARREDO URBANO. Addio arredo urbano, addio intere strade riqualificate grazie a enormi ciclostazioni lunghe 50 metri, addio marciapiedi salvati dalla sosta selvaggia grazie alla realizzazione a bordo strada di ciclo stazioni, addio spartitraffico un tempo tramutati in parking e oggi tornati giardini eleganti grazie alle stazioni, addio carreggiate ricondotte ad una larghezza corretta proprio grazie alle bici ancorate. E così via. Da Parigi a Milano passando per Londra le ciclostazioni sono servite molto spesso a dare spina dorsale, ordine e senso a molte strade. Se si passa al flusso libero tutta questa funzione ancillare e accessoria ma decisiva e utilissima va smarrita. E dio solo sa quanto Roma avrebbe bisogno di un intervento simile. 

6. LA STRUMENTALIZZAZIONE
Il quinto punto rimane quello più romano di tutti: la strumentalizzazione. "Eh ma adesso che hanno inventato il bike sharing nuovo, quello previsto nei bandi dei cartelloni non serve più, è superato, cambiamo tutto". Questo stanno già facendo gli avvocati dei peggiori cartellonari a Roma. E rispetto a questa controffensiva, che punta semplicemente a ritardare ulteriormente l'approvazione dei piani e l'avvio dei bandi (con la complicità della Commissione Commercio, che non vede l'ora di fare favori alle lobby così nell'ambulantato come nella cartellonistica), l'amministrazione dovrebbe farsi trovare preparata. 


Nulla contro il bike-sharing a flusso libero dunque (d'altro canto la storia non si ferma e la direzione è quella), ma onestamente lo vediamo più come integrazione ad un bike-sharing strutturale già esistente (come accade a Milano) piuttosto che una sostituzione tout court (come accade invece a Firenze). E solo in presenza di una amministrazione lucida e realmente vogliosa di utilizzare il concetto di bike-sharing come dispositivo per migliorare la città a tutto tondo e non come mero servizio di mobilità. Certo, con una amministrazione che nei mesi passati ha dimostrato di essere di fatto schierata dalla parte delle mafie cartellonare romane è tutto più complicato. 

53 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Personalmente preferisco il bike sharing a flusso libero. A Berlino l'ho utilizzato e funziona benissimo. La prima mezz'ora paghi 1 euro e poi si va a scatti di 1,50 euro ogni mezz'ora. Personalmente preferisco questo sistema anzichè essere vincolato a restituire la bici dove la prendo. Si sfrutta meglio l'intermodalità con i mezzi pubblici... certo, Roma non è Berlino e i parcheggi creativi potrebbero essere un problema (peró penso sia risolvibile)

Anonimo ha detto...

Ma più che altro, dove vai in bicicletta a Roma se non ci stanno le piste ciclabili???

Senza piste ciclabili qualsiasi bikesharing è destinato a fallire!

ezio.t60 ha detto...

Una via di mezzo è lasciare la bici in una "docking station" qualsiasi, non per forza quella da dove è stata presa. A Londra funziona così, e bene. In centro (vedo dalla comoda app), ci sono quasi 800 docking station. Se la si trova piena, si ha diritto a un quarto d'ora extra gratuito per trovarne un'altra (ma appunto c'è l'app che lo segnala). Certo, è probabile che poi bisognerà fare un pezzo a piedi, non mi pare una difficoltà insormontabile.

Anonimo ha detto...

In USA a Chicago ho provato https://www.divvybikes.com/ funziona bene e non bisogna riportare la bici dove è stata ritirata, unico neo può capitare di non trovare posto nelle Docking Station ma poco male perchè il servizio è ottimo e le bici sono sempre meccanicamente a posto.

Ammetto che a Roma è IMPENSABILE, "ce piace troppo a maghina"

Anonimo ha detto...

Articolo molto contraddittorio.

Come lo vogliamo fare 'sto bike sharing?

Anonimo ha detto...

Come altrove, per esempio Parigi.

Anonimo ha detto...

Non ho capito dove è il problema: le bici, private o del bike-sharing, si parcheggiano dove è possibile farlo, non attaccate a un palo dove capita, o tra due automobili. Se la parcheggi scorrettamente, vieni multato, e visto che le bici sono tracciate, la multa addebitata all'ultimo utilizzatore. Nelle città del Nord Europa, dove le bici sono usate, i parcheggi ci sono, a Roma ovviamente no, ovvio che vadano costruiti, o installate delle rastrelliere da parte del fornitore del servizio ma, appunto, è un altro discorso.

Anonimo ha detto...

Le rastrelliere possono essere eleganti e addirittura piacevoli se sostituiscono qualche maghina qui e là in centro o semiperiferia.

Ma il vero scopo di questo "ripensamento" è lampante e lo avete capito benissimo:

Rinviare ulteriormente la riforma PRIP così GLI ZOZZONI CARTELLONARI continuano a degradare e incartare Roma senza pudore e contrasto, tanto meno da questa penosa ed imbelle amministrazione.

Anonimo ha detto...

A Tonè, ma possibile che non te va mai bene un cazzo ????

Anonimo ha detto...

ma tanto a roma c'avete e funivie ahahahahahaahahahahhahhahhahahahh

Anonimo ha detto...

il problema so le bici e gli sfigati impuzzoniti che ci montano sopra. Andatevene a Pechino.

Anonimo ha detto...

Su metropolitana, autobus e tram abbiano fatto da zero a poco (zero metro e bus, poco i tram, qualche progetto e basta) quindi si vede che preferiscono una città intasata e inquinata dalle automobili e basta. Le pedonalizzazioni nuove sono pressochè nulle, quelle vecchie spesso non sono fatte rispettare. Con queste premesse non vedo come possano essere efficienti col bike sharing. nella questione trasporti l'amministrazione è veramente pessima

Anonimo ha detto...

Caro boro, sei in errore
Le bici si diffondono proprio nei Paesi Ricchi e Civili,
a Pechino come in analoghe romane orride periferie disperate, invece, diminuiscono perché crescono i frustrati impotenti coatti che per dare un senso alla loro inutile vita hanno bisogno di maghine e sguderoni con cui degradano ulteriormente la città

Anonimo ha detto...

""" Poi quando arrivi parcheggi, chiudi il lucchetto e paghi i pochi euro necessari per la corsa. """
Pochi euro ? Centesimi di euro, spero. Se paghi "pochi euro" (anche "solo" DUE, ovvero piu' di un biglietto Atac) per prendere una bicicletta con cui devi pure pedalare (per quanto ? 1-2-5 km ??), ovvero sudare (che se lavori NON e' proprio il massimo ... non fosse altro in termini di immagine e odore) giusto qualche fighetto/a che ha tempo e soldi da perdere e/o che cerca di fare "sport" potrebbe usufruirne ...

Anonimo ha detto...

Meglio "fighetto" che immondo coatto su sguderone o smart

Anonimo ha detto...

Riconosco lo stile di scrittura del venditore di pentole in quota PD. Pessimo articolo. Avanti il prossimo.

Anonimo ha detto...

....che poi il segreto del bike-sharing è proprio la prima mezzora gratuita. Se occorre pagare da subito, tanto vale cercare un motorino, almeno arrivi fresco e profumato.

Anonimo ha detto...

Cartellonari graziati
Cittadini Raggi-rati
Ciclisti umiliati
Abusivi premiati
Mutandari esaltati
Disastro pentastellati

Anonimo ha detto...

Ciclista terrorista. Al rosso ci si ferma, non si va contromano e non si transita sui marciapiedi.

Anonimo ha detto...

E direi anche:
Non si apre lo sportello senza guardare
Non si parcheggia in doppia fila
Non si cambia corsia senza freccia all'improvviso
Non si fanno inversioni a U fantasiste

Anonimo ha detto...

Devi marciare a destra ciclista, i tuoi amici lasciali a casa, non c'e' bisogno di fare il gruppo del giri d'Italia. Quando allarghi il braccino per svoltare (se lo fai), fallo con congruo anticipo e non all'ultimo secondo.

Anonimo ha detto...

Esistono anche le bici private. Purtroppo a Roma so di moltissimi condomíni, anche quelli con grandi spazi, che vietano il parcheggio di bici al loro interno, adducendo ragioni di decoro, nonostante siano spesso circondati da buche, sterpaglie e montagne di spazzatura. E' un problema enorme, anche se nessuno ne parla, perche' chi non puo avere un box (che a Roma.costa quasi come un appartamento) in pratica non puo avere una bicicletta neppure di pochi euro, visto che ogni notte e' noto che i ladri caricano tutto, anche i ferri vecchi. Il comune deve obbligare tutti i condomíni a predisporre rastrelliere nei propri spazi. Non esiste solo il bike sharing.

Anonimo ha detto...

Esistono anche le bici private. Purtroppo a Roma so di moltissimi condomíni, anche quelli con grandi spazi, che vietano il parcheggio di bici al loro interno, adducendo ragioni di decoro, nonostante siano spesso circondati da buche, sterpaglie e montagne di spazzatura. E' un problema enorme, anche se nessuno ne parla, perche' chi non puo avere un box (che a Roma.costa quasi come un appartamento) in pratica non puo avere una bicicletta neppure di pochi euro, visto che ogni notte e' noto che i ladri caricano tutto, anche i ferri vecchi. Il comune deve obbligare tutti i condomíni a predisporre rastrelliere nei propri spazi. Non esiste solo il bike sharing.

Anonimo ha detto...

Meno male che ci sono gli zingari, così almeno l'uso della bicicletta viene disincentivato. Oggi pomeriggio mentre lavoravo ne avrò visti una ventina di psicolabili in bicicletta fare le infrazioni più abominevoli non curanti della propria vita e del pericolo che creano agli altri. Ma essere sulla bici è cool, è trendy come avere una barbetta curata e i baffetti da sparviero. Ma se sono gli stessi Romani a salire sulla bici come sulla macchina o sullo scooter come potete pensare che si comportino in maniera civile con uno o l'altro mezzo? I Romani sono incivili anche da pedoni.

Anonimo ha detto...

per l'utilizzo della bici a roma manca l'arredo urbano idoneo.

Servono piste ciclabili invece che interminabili autorimesse stile detroit nel 58 e servono pertanto MOLTI parcheggi interrati.

Anonimo ha detto...

A Roma anche la mobilita' si riduce ad un derby. Noi siamo scooteristi, odio i pedoni, ciclista infame te arroto, chi non salta e' maghinaro, c'e' solo il monopattino, taxi ladri... Nelle citta' normali del mondo l' automobilista usa anche la bici, uber e l'autobus, e magari dopo che ha parcheggiato potrebbe trasformarsi magicamente in uno strano essere in estinzione chiamato pedone. Questo derby infinito in tutti i settori della vita (oggi va di moda il derby grillini/antigrillini) fa finire in caciara distruttiva da stadio qualsiasi dibattito.

bat21 ha detto...

Siamo un popolo di guelfi e ghibellini da secoli e secoli...
Per i cinque stelle il derby non è solo interno però http://www.lastampa.it/2017/09/19/esteri/se-litalicum-resta-intatto-grillo-pu-vincere-le-elezioni-AFxxBlENr1yFxU4WY4huTP/pagina.html chi ha un po' di cervello vede il pericolo enorme che costituiscono settembre 19, 2017 7:04 AM

Anonimo ha detto...

per l'ennesima mattina via merulana completamente bloccata inferno di clacson e sirene ambulanze....complimenti ai cretini che programmano i lavori a metà settembre, anzichè venti giorni prima....che poi lavori...stanno a rifà la colata de asfalto sti ridicoli, che via merulana forse era una delle poche vie senza buche (rifatta tre anni fa)....ma d'altra parte bisogna buttà un po' de fumo negli occhi dei romanari maghinari che hanno votato sto schifo de amministratori. sempre peggio

Anonimo ha detto...

A Roma l'unica rastrelliera ben fatta, anche se per poche bici, è davanti alla Feltrinelli di Largo Argentina. Ma Santo Cristo, ci vuole così tanto?

Anonimo ha detto...

Chi usa la bici molto spesso sono persone benestanti che per motivi ecologici o di piacere preferiscono la bici e Roma visto che é una città povera ha pochi ciclisti invece Milano Londra Parigi Berlino hanno percentuali più alte proprio perché città con redditi più alti

Anonimo ha detto...

Oddio si suda ma non sia ridicolo per fare qualche km in piano a 20 orari non le scende neanche una goccia e poi credo che siano a pedalata assistita queste bici ma lei come molti forse neanche ci pensa ad andare in bici preferisce dannarsi a trovare posto per ore invece che andare in bici e spendere metà del proprio tempo

Anonimo ha detto...

Io me la porto dentro casa non vedo il problema la bici é leggera si e no sono 15kg in strada o nel condominio non la lascerei mai la notte

Anonimo ha detto...

SE VABBE' MA LA TIBURTINA??? NOVITA' .... SIAMO PRIGIONIERI DELL'ABBANDONO

Anonimo ha detto...

Milano, Londra, Parigi (eccetto MontParnasse) e Berlino sono città orograficamente piatte, Roma è collinare non è fatta per l'utilizzo della bicicletta, se non per tratte di pochi metri.

Anonimo ha detto...

Ciclista devi morire, come il pedone. Le due categorie piu' scorrette in strada.

Anonimo ha detto...

Infatti Roma è una delle tappe più temute del Giro d'Italia: dopo il Blockhaus e lo Stelvio c'e' monte dei cocci. Io stesso prima di affrontare Monte Mario mi faccio un'autotrasfusione.

Anonimo ha detto...

L'ignoranza più becera frammista alle cattive abitudini considerate privilegi inalienabili: ecco le vere motivazioni contro il ciclismo urbano.

In tutto il mondo civile in crescita esponenziale per motivi razionali, logici, economici, ambientali. Solo qui ti scompisci a sentire grugnire qualche pitecantropo incistato sulla smart che trova motivazioni dementi contro l'uso della bici per pochi km in città.

Ah, dimenticavo, a parte Il Nord -Ovest per il resto (80% del territorio) anche Roma si può considerare praticamente pianeggiante (da Ponte Milvio a Cinecittà per esempio) visto che i teribbbbili settecolli hanno al massimo un dislivello di 20-30 metri.

Anonimo ha detto...

L'ultima volta che ho vidi un ciclista fu quando sentii il tonfo di una mosca sullo sportello posteriore destro del mio Freelander.

Anonimo ha detto...

Ma prima o poi dovrai staccare il tuo flaccido culo dal tuo feticcio simbolo di becero mutandaro semianalfabeta, vera tragedia della città di Roma.

Anonimo ha detto...

Ahahah. Non credo che lo stacchero' mai. L'eta' va avanti e l'auto serve sempre piu'. Poi per me e' una missione puntare i ciclisti che infrangono il cds. Fin'ora mi hanno ripagato anche i graffi non causati da loro.

Anonimo ha detto...

Contento te... Nessuno si aspetta di trovare degli ideali elevati in uno che non riesce a elevare neanche il suo culo.

Anonimo ha detto...

Oh culo flaccido d'un pitecantropo mutandaro
ti senti sicuro nel carrarmato caro
livello umano e cerebrale nullo
sei un poveretto che gioca a fare il bullo
ma tante volte minacci da dentro il suvvone
però non scendi mai per paura del cazzottone
e tu da vero duro di periferia scappando, sgommerai
ma il ciclista paziente sa che prima o poi ti estinguerai

Anonimo ha detto...

Ohhhh, mi mancava la rima.
Mai minacciato nessuno.
Certo pero' che e' piu' probabile il 6 al superenalotto che prendere il cazzottone da un hipster che pedala. Ma poi perche' sarei un pitecantropo mutandaro con un livello umano e cerebrale nullo?

Anonimo ha detto...

A settembre 19, 2017 7:04 AM
Tutto vero. Ma meglio il bike sharing con gli stalli fissi almeno a Roma.
In alternativa potrebbero andar bene pieghevoli ultraleggere come la A-bike e la IntermodalBike.

Theresa williams ha detto...







Ciao, sono Theresa Williams. Dopo anni di collaborazione con Anderson, lui si è rotto con me, ho fatto tutto il possibile per riportarlo indietro, ma tutto era inutile, lo volevo tornare così a causa dell'amore che ho per lui, Gli ho pregato con tutto, ho fatto delle promesse ma lui ha rifiutato. Ho spiegato il mio problema al mio amico e lei ha suggerito che dovrei piuttosto contattare un incantesimo che potrebbe aiutarmi a lanciare un incantesimo per riportarlo indietro, ma sono il tipo che non credo mai in magia, non avevo altra scelta che provarlo. inviò il cinguettino e mi disse che non c'era nessun problema che tutto andrà bene prima di tre giorni, che il mio ex tornerà da me prima di tre giorni, lancia l'incantesimo e, sorprendentemente, nel secondo giorno, era alle 16.00. Il mio ex mi ha chiamato, sono stato così sorpreso, ho risposto alla chiamata e tutto quello che ha detto è che lui era così dispiaciuto per tutto quello che è accaduto che voleva che io torni a lui, che mi ama tanto. Sono stato così felice e sono andato a lui che è stato come abbiamo iniziato a vivere insieme felicemente felicemente. Da allora, ho promesso che chiunque conosco che abbia un problema di relazione, sarei d'aiuto a tale persona, facendo riferimento a lui o lei all'unico vero e potente cronometro che mi ha aiutato con il mio problema. email: drogunduspellcaster@gmail.com potrai inviarlo via email se hai bisogno della sua assistenza nel tuo rapporto o in qualsiasi altro caso.

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Anonimo ha detto...

Mi mancavano le minacce dello sfigato ciclista, quello che m'ha dato un cazzotto su paraurti ancora sta a piagne.

simone tonelli ha detto...

MoBike Milano, esperienze personali. La prima mezz'ora costa solo 30 centesimi, ma se la uso per 6 minuti mi addebita solo 15 centesimi. Mi sembra un servizio quasi regalato, visto che le trovi nel giro di qualche metro e le lasci esattamente dove devi andare (possibilmente non in mezzo alla strada a creare intralcio)

Anonimo ha detto...

Onestamente preferisco il bike sharing a flusso libero oggi piuttosto che i parcheggi (forse) domani perchè bisogna usarli come pretesto per le opere di decoro urbano.

Anonimo ha detto...

Va bene anche il Bike sharing a flusso libero allora, ma comunque BASTA CARTELLONI a Roma, vera oscenità unica nel mondo civile.
Basta ulteriori alibi per insabbiare la riforma PRIP pronta da 3 anni.
(l'ultimo anno e mezzo di totale paralisi che puzza di bruciato)

Anonimo ha detto...

Dovete fa prima le piste ciclabili!!

Anonimo ha detto...

Sai, se vuoi strumentalizzare qualcosa puoi strumentalizzare tutto. Addirittura l'amore per gli animali. Anche l'onestà può venire strumentalizzata dai disonesti per sentirsi meno pirla.
Per non essere strumentalizzati bisognerebbe essere di plastica. Per questo è importante fare le cose con decisione, continuità e determinazione, affinché arrivino a segno.
La buona riuscita disarma le strumentalizzazioni. O comunque intanto porti a casa il risultato.
La "storia" non si ferma, è un traslato ormai vieto per dire qualcos'altro. Ma vedrai che si ferma eccome.


Alberto ha detto...

Ci sono quelle con pedalata assistita. Ti assicuro che permettono di affrontare tranquillamente l'orografica romana

Anonimo ha detto...

Secondo me bisognerebbe fare un po' come a Siviglia:
- Prima mezz'ora gratuita e dopo si paga.
- Stazioni in luoghi focali,connesse da piste ciclabili, quindi sul Lungo Tevere.

Successivamente se il servizio ha successo, allora forse lo si può diffondere maggiormente.

Poi intendiamoci, secondo me ci sarà sempre caos a Roma, non credo si possa pensare di eliminare questa componente.

Piuttosto promuoverei il piacere di andare in bicicletta sul Lungo Tevere, possibilmente ripulito e tenuto meglio.

Se si pensa solo alla sostenibilità, al traffico, o alla qualità dell'aria e così via, allora è chiaro che scattano le polemiche ed andare in bicicletta appare più un obbligo, o peggio uno stress, che un piacere. La questione dell'inquinamento dell'aria deve ovviamente far parte di una possibile campagna promozionale, però non può essere l'unico punto. Promuoviamo la sostenibilità anche perché è un arte, non solo perché le parti per milione di CO2 sono sopra la soglia costantemente. Siamo più realisti.

Sul lato business, bisogna fare in modo che si costruisca una joint venture con una impresa privata che sia esperta e capace a riguardo.
Di cartelloni ce ne sono già a bizzeffe e soprattutto di imprese o ditte ai limiti della legalità, quindi sono d'accordo che vadano eliminate.

Bisogna sfruttare i punti di forza della città,per migliorarla e per viverla a pieno, non insistiamo sempre sulle problematiche, se no è chiaro che si rimane all'autocommiserazione ed all'indignazione.

Quindi chi abbia idee si faccia avanti e faccia proposte al Comune. Questi sono i veri banchi di prova, sia per l'amministrazione che per i cittadini.

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