Questo signore qui è il nuovo assessore al bilancio della Giunta della capitale d'Italia. La sindaca è tornata dalle vacanze ieri e oggi, così, come nulla fosse (leggetevi i commenti...), senza manco avvisare il precedente assessore nello stesso ruolo, lo ha nominato al bilancio. Al bilancio...!
Speriamo che l'apparenza inganni, e molto anche.
Si tratta del ruolo più importante del governo di Virginia Raggi. Ma Virginia Raggi non ha deciso nulla. Grillo ha chiesto aiuto al suo cerchio magico, Lanzalone e Nogarin (sindaco di Livorno) hanno consigliato Lemmetti e Grillo ha imposto Lemmetti a Raggi. Anche perché, subito il primo giorno dal rientro delle ferie, bisognava dare un segnale e cacciare via urgentemente Mazzillo il quale, lesa maestà, aveva osato dire la verità: "se andiamo avanti così andiamo a sbattere". Chi dice la verità deve essere epurato. E che sia di dimostrazione agli altri assessori: chi osa dire la sua, chi non si attiene ai diktat, chi esprime una opinione viene fatto fuori senza pietà. Anche a costo di ricoprirsi di ridicolo, anche a costo di cambiare 4 assessori al bilancio in un anno nella città più indebitata del mondo.
Lemmetti arriva, insomma, per ripicca. Per ribadire due cose: a Roma comanda Grillo; a Roma non c'è speranza che qualche persona competente per davvero e prestigiosa per davvero assuma incarichi di governo, al massimo si può pescare nelle "riserve della repubblica grillina", nulla di più. E dopo Livorno tra un po' gli assessori ce li passeranno da Pomezia o da Guidonia. E così dopo le nomine imbarazzanti di mezza estate (vi ricordate della Gatta?), eccoci all'assessore toscano di fine ferie.
Lo stesso assessore che nel 2012, per presentarsi al debutto della sua carriera politica nel Movimento, scrisse "ho fatto tante cose nella vita, se ho competenze verranno fuori, ero titolare di negozio...". L'anno successivo cercò di diventare assessore a Viareggio, in uno strano movimento civico chiamato V2.zero. Poi tanta smania fu ripagata nel 2014 quando diventò assessore a Livorno dopo aver mandato un curriculum anche se sulla sua scelta ci fu mistero: "io non l'ho scelto", disse il sindaco Nogarin. Nel 2015 diventò famoso perché tra le sue tante t-shirt (le colleziona) un giorno in conferenza stampa, giusto per fare il simpatico coi giornalisti, ne calzò una che recitava "vi stra caco in petto". Un detto livornese tra i più educati...
Lemmetti non conosce Roma. Questo può essere un difetto così come un pregio. Abbiamo sempre detto che avere persone che non hanno pregressi in città è positivo. Certo è (come precisa oggi Mauro Evangelisti de Il Messaggero su Facebook) che Raggi con le sue nomine ha messo il sigillo sulla sua ennesima bugia: Roma ai Romani disse in campagna elettorale. Ebbene il nuovo assessore al bilancio è toscano, quello alle partecipate è veneto e fa il pendolare, quella al patrimonio è di Caltanissetta e a Roma nessuno la conosce, pure l'assessore al commercio fa il pendolare e vive a Milano, l'assessore ai rifiuti è di Reggio Emilia, il capo di Atac è veneto, il presidente di Ama emiliano, il direttore generale di Ama lombardo, il presidente di Acea ovviamente di Genova e tutte le decisioni vengono prese in una srl di Milano. In tutto ciò non esiste il capo di Gabinetto, ovvero la figura più importante dopo quella del sindaco. Latitante dopo ben 14 mesi di governo.
Lemmetti è stato uno dei primi grillini indagati e uno dei primi a sottolineare, giustamente, che la idiozia grillina del "ti devi dimettere se sei indagato" non stava in piedi. Infatti ricevette l'avviso di garanzia e lì rimase. Un altro processo, finito con un nulla di fatto, lo subì negli anni precedenti per appropriazione indebita. Ad accusarlo il gestore della discoteca in cui lavorava tra il 2005 e il 2007. Perché all'epoca, dieci anni fa, l'allora 38enne Lemmetti faceva il cassiere in una discoteca (beh che male c'è, pure Mario Draghi a quarant'anni faceva il parcheggiatore fuori dalla Esselunga no!? O no?). Ne uscì indenne e spiegò che quel lavoro lo faceva per pagarsi gli studi, peccato che nessuno riuscì a capire quali studi: la laurea (che Lemmetti ha, per lo meno!) la conseguì sì in ritardissimo, ma non così tanto: la data è il 2001, dunque all'epoca dei fatti (2006) Lemmetti aveva finito l'università da anni.
Tante vicissitudini ma nulla in confronto a quello che lo aspetterà nei prossimi mesi: una città al fallimento, le aziende partecipate alla canna del gas, creditori sull'uscio, investimenti zero, turisti in fuga, capitali che scappano altrove, nessun privato ormai disposto a investire e bilancio che va chiuso considerando le centinaia di milioni di euro che le società private ingiustamente ostacolate dal Comune (Torri dell'Eur, Ex Mercati Generali...) stanno giustamente richiedendo indietro sotto forma di indennizzi e risarcimenti. Mazzillo non lo ammetterà mai, ma le dichiarazioni improvvide le ha fatte per uscire con onore e per non scappare a gambe levate come la situazione richiedeva. Della serie "come faccio a farmi cacciare". Anche se poi le sue affermazioni di oggi farebbero presupporre il contrario e aggiungono follia alla commedia dell'assurdo di questi mesi: "un nuovo assessore? Siamo stati con la sindaca fino a ieri sera e non mi ha detto nulla! Se fosse vero sarebbe assurdo, non si tratta così la gente". Davvero eh!
La sensazione netta è che siamo alle comiche finali: la città è entrata nel mese di agosto con una giunta e ne è uscita con un esecutivo totalmente rivoluzionato. Con Lemmetti al Bilancio (siamo passati da Minenna a Lemmetti, rifletteteci un attimo), la signora Rosalba Castiglione già trombata alle comunali di Caltanissetta (!) al Patrimonio e un personaggio della caratura di Margherita Gatta ai Lavori Pubblici. Posti chiave, decisivi, che in tutte le capitali europee sono ricoperti da figure di altissimo profilo, sono qui da noi in mano ad una compagnia di giro che farebbe ridere se non facesse piangere. Bisogna affidarsi alla fortuna: o alla fortuna che questi figuri si mettano a governare bene, o alla fortuna che questa farsa finisca il prima possibile.






















































.png)
.png)
.png)


.png)
.png)
