Telecamera nascosta a Fiumicino. Ovunque tassisti abusivi: i regolari si umiliano scendendo a patti

8 dicembre 2015

Controlli, migliaia di agenti, metal detector e no fly zone. Inizia il Giubileo e, abbiamo pensato, almeno la piaga dei tassinari abusivi agli arrivi internazionali di Fiumicino l'avranno risolta. E così ci siamo messi indosso una rozzissima telecamera nascosta e abbiamo fatto, oggi stesso alle ore 13, il nostro dovere. 
Le immagini che vedete e sopratutto i dialoghi che ascolterete, allucinanti, non sono frutto di ore e ore di montaggio e di appostamento. Sono one shot. Cotte e mangiate. Tempo totale necessario per fare il servizio 7 minuti. A Roma chiunque apra una videocamera diventa passibile di vittoria del Pulitzer tanto è diffuso il malaffare e tanti sono i contenuti squallidi che si possono riprendere comunque.

 

Uscita dai voli internazionali. Sciame di tassinari illegali con al collo finto badge arancione per rassicurare. Accalappiano una famiglia meridionale, i ragazzi di casa sono ingenui e buoni e ci cascano al volo. "Quanto costa", chiedono. Il tizio si spazientisce. "Dai ti faccio lo sconto, sto facendo pratica". Se fate caso ad ascoltare i dialoghi sentite cose assurde tipo queste. "Facendo pratica"??? Intanto scappa con la valigia. Fuori i volontari dei tassisti. Loro devono stare fuori, gli abusivi possono stare dentro. La legalità al contrario di questo paese: se lavori in regola devi osservare le regole, se lavori abusivamente sei avvantaggiato. 

Ad un certo punto uno di loro vede la scena, entra, fa cenno alla famigliola, la salva. Un capobastone degli abusivi va a prenotare, il tassista volontario regolare quasi si scusa, scherza, si abbracciano, si danno di gomito. 

La cosa ci fa specie, andiamo a chiedere spiegazioni al tassista e ci racconta quello che potete sentire nel video. Allucinante. I regolari hanno un servizio d'ordine che è esposto alla violenza ed all'aggressività degli abusivi. Le forze dell'ordine non solo non ci sono, ma quando ci sono si fanno corrompere dagli abusivi. Neppure in Messico, in Colombia o in Venezuela succedono più cose di questo genere.

Domani inizia il Giubileo, come diciamo nel video i servizi d'ordine dei tassisti dovrebbero essere affiancati da forze dell'ordine o dall'esercito. Non è così. Sono soli e abbandonati di fronte ad una mafia che da anni appare inespugnabile, che è diventata imbattibile solo perché chi è pagato per far rispettare le norme si fa corrompere per due spicci. Controlli zero e quando ci sono (lo abbiamo testato noi stessi in prima persona) sono dalla parte degli abusivi. Una situazione che è difficile commentare: lo fa meglio di noi il ragazzo volontario che lavora per i tassisti regolari. "E' umiliante". Punto. 

Poche ore al Giubileo. Ecco la situazione alla stazione Barberini

6 dicembre 2015
















Ecco le foto dell'allucinante stato della fermata metro Barberini... quella delle signorili (un tempo) Via Veneto e Via Sistina. Qui ogni giorno transitano migliaia di turisti e da mesi sono costretti, insieme ai romani e non ad assistere a questo orripilante spettacolo. E si badi bene ho fotografato solo entrata e scale mobili; le banchine non stanno certamente meglio Quella che dovrebbe essere una fermata gioiello, sia per la collocazione storica sia per la vicinanza con le maggiori attrazioni della città, è ridotta in uno stato immondo...ma al Comune e ad Atac non provano un briciolo di vergogna?
Cristiano

*Caro Cristiano, 
c'à da riflettere sul fatto che queste immagini rappresentano un contesto cui siamo perfettamente abituati. Per noi, per i romani, tutto questo è normale. Nessuno più si schifa o considera "anomala" una stazione di metropolitana anche solamente scarabocchiata da quattro vandali vigliacchi. Per i turisti ed i pellegrini che arriveranno non sarà così e ne pagheremo dure conseguenze a livello di immagine e oggi, per una grande metropoli occidentale, l'immagine conta moltissimo.
Ma al di là delle condizioni delle stazioni quello che colpisce è come la nostra città sia riuscita ad ospitare un grande evento globale senza minimamente migliorare il trasporto pubblico della città. Saranno dolori per tutti durante questo anno e lo vedremo. Sarebbe bastato anche solo mettere mano al sistema di corsie preferenziali, per permettere al trasporto pubblico di fluire più rapido e scorrevole: niente di niente! Non è stato fatto un solo metro di preferenziale, un solo metro di ciclabile, nulla di nulla. 
Si tratta probabilmente della prima grande manifestazione mondiale che non viene accompagnata neppure da un minimo miglioramento del trasporto pubblico. Un record.
-RFS

Non bastava lo sciopero e le targhe alterne ieri. Ecco come mi ha trattata un tassista a Via Nazionale

5 dicembre 2015

Ecco la mia storia. Ieri mattina volevo prendere un taxi per andare a lavoro visto lo sciopero. Vado alla fermata di via nazionale e salgo su un taxi, il conducente mi chiede dove vado e io rispondo che vado all'Eur. 
Lui mi dice non può portarmi. 
Gli faccio notare che è un servizio pubblico e non dovrebbe rifiutarsi, lui dice che non sta lavorando... gli chiedo allora perché sostasse alla fermata e perché mi avesse fatto salire, sbuffa e decide di portarmi sottolineando che mi sta facendo "un favore". 
Il tutto si svolge mentre sta parlando al telefono senza auricolare, continua anche quando la macchina è in moto.


Nei paraggi della stazione si ferma per chiedere a delle persone in strada se vanno all’aeroporto, perché, visto che andiamo verso l’Eur avrebbe preso pure loro, loro rifiutano, lui continua a parlare al telefono. Quando finisce la sua telefonata gli faccio notare che non può prendere altri clienti mentre sono a bordo e comunque dovrebbe prima chiedermelo, gli faccio anche notare che non può parlare al telefono senza auricolare. 

Comincia a dirmi che devo stare calma, che sono troppo aggressiva e che non posso scaricare i miei problemi su di lui, che lui ha da fare e mi sta portando a destinazione per farmi un piacere e io non devo fare storie. Mi dà del “tu” per tutta la corsa, anche quando chiedo di non rivolgermi la parola, mi dice che devo sta calma che “so na regazzina”. Arriviamo a destinazione mi dà una ricevuta senza dati della sua licenza o conducente. La sua licenza è la 4205.
Lettera Firmata

Sgomberano il mega accampamento e si ricrea il giorno dopo. Ho fatto denuncia alla Procura della Repubblica

4 dicembre 2015





Vi scrivo nuovamente riguardo a quello che è stato lo sgombero degli accampamenti illegali sorti su Riva Ostiense.
Lo sgombero avvenuto in data 20 Ottobre 2015 è durato due giorni vista la quantità di rifiuti e il numero di baracche abbattute.

A seguito dell'operazione però, non essendo stato previsto il minimo presidio da parte delle forze dell'ordine, già il giorno seguente gruppi di persone ricominciavano a costruire sul terreno appena bonificato dagli addetti AMA.
La cosa è stata tempestivamente riportata con numerose chiamate agli organi di Polizia Competenti tramite telefonate ed email.
Questa è stata la risposta più significativa che si è riusciti a ricevere in data 27 ottobre


Egregio cittadino,
in relazione alla sua segnalazione la vogliamo informare che vietare il formarsi di nuovi insediamenti è di competenza dell ‘ARDIS ossia dell’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo che risiede in via del Pescaccio 96/98  00166 Roma tel. 0651687379 in quanto in possesso di tali terreni che ha l’obbligo di metterli in sicurezza.
Distinti saluti

U.O. VIII Gruppo “Tintoretto”
Sezione Segreteria
Reparto AA.GG
Viale Aldo Ballarin ,102
( 06.67695701 – 5703 )

Risposta che non vorrei commentare in quanto ritengo, forse a torto, che ogni azione criminale come l'occupazione di suolo pubblico, lo sversamento di liquami tossici nel fiume, ma anche i roghi tossici ed il danneggiamento di quella che in teoria è una zona di verde protetto rientri negli obblighi della polizia e della tutela del benessere dei cittadini.

Si è quindi proceduto a fare una denuncia alla Procura della Repubblica in data 28 Ottobre 2015 (allegata la scansione). Ma niente si è smosso.
Comunicare con l'Ardis è altresì impresa quasi impossibile, quando si prende la linea fingono di passarti un ufficio e attaccano il telefono.


Allego foto relative al nuovo insediamento che è sorto esattamente lì dove sorgeva il vecchio.
Segnalo inoltre che attualmente ogni sera verso le 18:30/19:00 con il primo buio, scendendo un poco la riva rispetto all'accampamento vengono accesi dei fuochi, esattamente davanti alle finestre del condominio in cui vivo, fuochi che producono fumi maleodoranti che investono la facciata dello stabile e rendono l'aria acre e irrespirabile.
Adriano 

Bambini in serio pericolo a Monti questo weekend. A Via Urbana qualcuno li salvi dal Primo Municipio

3 dicembre 2015


Sabato e Domenica in Via Urbana è previsto l'evento URBANAMENTE. L'evento sarà soprattutto dedicato ai bambini, alla solidarietà con la raccolta di giocattoli usati per le case accoglienza e ad eventi di carattere religioso in prossimità del Giubileo.
Il Primo Municipio attraverso la presidente Sabrina Alfonsi ha autorizzato la festa ma non ha concesso la chiusura della strada. La Giunta Municipale ha preso questa decisione tenendo conto del verbale della commissione Cultura del primo Municipio di cui fanno parte Yuri Trombetti Anna Lisa Secchi e Nathalie Naim che invitava la giunta a prendere in considerazione la richiesta di tre residenti presenti alla commissione cultura di non far chiudere la strada. Tre residenti, intervenuti in Municipio, sono bastati ed avanzati per mettere a repentaglio la sicurezza di decine di bambini che affolleranno la strada.

Sabato e Domenica si avranno tantissimi bambini a rischio che giocheranno in Via Urbana tra auto e scooter e tantissime persone che sceglieranno di partecipare all'evento messe in condizioni di non sicurezza. Da mandato il primo dovere di chi amministra la città e viene eletto è garantire la sicurezza dei cittadini, ma si assiste solamente ad uno scarico di colpe, cercando di accaparrarsi una manciata di voti. Forse chi amministra il Primo Municipio (uno dei municipi più malati di "maghinismo", anche se gli altri non sono da meno) dovrebbe capire che ormai favorire le macchine fa guadagnare un tot di voti, ma ne fa perdere di più. I consensi da prefisso telefonico del PD dovrebbero insegnare. 

Non interessa di chi sia la colpa, interessa che è stata fatta una scelta scellerata e che creerà problemi di sicurezza e ordine pubblico, proprio in un momento così delicato in cui si dovrebbe più far attenzione a cose come questa. Assistiamo ad una città blindata e allo stesso tempo si prendono decisioni che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e dei più piccoli pur di non toccare le minoranze che rappresentano la vera lobby della città, quella che più di ogni altra umilia e tiene sotto scacco: la maghina.

Chi ha permesso tutto questo dovrà prendersi le sue responsabilità e rispondere ai cittadini.
Via Urbana già è stata vittima in un recente passato di scelte scellerate (ne abbiamo parlato fino allo stremo) e si continua ad operare su una delle più importanti vie del centro storico in ottica elettorale: "i miei elettori possono parcheggiare e passare dove je pare". Amen.

Come esce Roma dal confronto con Dublino? Un'altra utile e costruttiva riflessione









Sono un lettore italo irlandese che ha vissuto sia a Roma che a Dublino, e volevo cercare di fare un confronto tra gli approcci che le due città hanno verso la mobilità*. Le differenze sono certamente profonde ma recuperare il terreno perso, vedremo, non sarebbe poi tanto difficile e non avrebbe bisogno di grandi investimenti, ma implicherebbe un cambio di paradigma nel concepire le soluzioni alla condizione assurda della mobilità romana.

A Dublino infatti, come in tante altre città europee e non, si parte dall'ovvia constatazione che impostare la mobilità sulla macchina privata è stato un fallimento: l'auto ha enormi esternalità che diminuiscono la vivibilità di una città, oltre ad avere delle velocità medie ridicole a causa della congestione. Uscendo dal raccordo si scopre che la soluzione alla cosa è abbastanza ovvia: si disincentiva in ogni modo il trasporto privato (con tasse e restrizioni) e si incentiva quello pubblico (rendendolo più efficiente, anche con i soldi generati dalla tassazione di quello privato).

Venendo al dunque, la prima differenza che si nota arrivando a Dublino, prendendo il taxi o il bus per il centro, è l'onnipresenza di corsie preferenziali per gli autobus e taxi. Se vi è più di una corsia, sembra essere quasi obbligatorio avere una bus lane. Praticamente a costo zero, si incentiva così il trasporto pubblico e si disincentiva quello privato; non c'è bisogno di scavare o inventarsi chissà cosa. Che gli autobus aspettino nel traffico come tutti è considerato, giustamente, una cosa assurda: quando Pearse Street, una delle strade importanti che collega il sud con il centro, ha iniziato a essere congestionata, hanno subito messo una bus lane, facendo un ragionamento inverso a quello che purtroppo viene fatto qui. (E anche li c'è, purtroppo, l'opposizione di un gruppo della popolazione miope - come alcuni miei zii - che si lamenta dell'aumento del tempo di percorrenza dell'auto privata, ignorando la possibilità di prendere il bus e metterci un quarto del tempo rispetto a quando non c'era la preferenziale). Quando in macchina ci si mette il triplo che con l'autobus, anche un convinto maghinaro romano potrebbe convertirsi e, aumentando la proporzione e tipologia della popolazione che usa mezzi pubblici, anche l'interesse politico a garantire un servizio decente diventa più forte.

Ci sono ovviamente anche tantissime bike lanes, e quasi tutte sono semplicemente disegnate sull'asfalto. Non mi soffermo tanto sulla cosa, ricordo solo quanto l'ex assessore alla mobilità Esposito fosse al passo con i tempi quando definiva questo tipo di ciclabili pericolose e non implementabili (ma, chissà perché, presenti in tutta Europa)

Arrivando nel centro di Dublino ci si rende conto che sono in corso dei grandi cambiamenti. Delle arterie principali come (College Green e Dame Street, ma anche Nassau Street e Suffolk Street), sono praticamente chiuse al traffico, o comunque sono aperte solo a determinate ore, per la costruzione di una nuova linea del tram e del collegamento tra le due già esistenti. Dove viene trovato lo spazio per costruire il tutto? Semplice, viene levata qualche carreggiata alle strade che ne hanno più di una, o si chiudono completamente le vie al trasporto privato. In pochi anni, e nel mezzo di una crisi economica, Dublino riesce cosi a collegare le sue due linee di tram (la verde che fa sud-centro, la rossa che fa est-ovest) con la Dart (servizio suburbano che fa la costa da nord a sud) e a costruirne una nuova (la blu che farà da nord a centro) a costi molto più limitati rispetto ad una metro.

Il centro non è ovviamente un ammasso di lamiere come Roma. I parcheggi all'aperto sono pochi, tutti rigorosamente a pagamento(sui 3 euro l'ora), anche in zone non proprio centrali, e chi va a fare spese in centro la mette nei parcheggi al coperto dei vari shopping center, pagando il dovuto. Solo a Roma il parcheggio a pagamento viene visto come un sopruso ai danni dei cittadini: è invece un ovvio disincentivo all'uso e acquisto di auto private, oltre che una fonte di rendita da poter utilizzare per incentivare il trasporto pubblico. (come ho già spiegato qui (si potrebbe mettere link del post sui parcheggi che ho fatto)

Si rimane poi stupiti del numero di taxi in giro per la città. Nel 2000 il mercato è stato infatti liberalizzato e ora la densità di taxi per abitanti è il doppio di quella romana (cercare la cosa su google per credere). Per chi non vuole prendere il taxi in maniera tradizionale, ci sono poi varie applicazioni – Uber, Lyft, Gettaxi o quelle degli stessi taxi– che permettono di fare il tutto con pochi click. Non a caso la sera è difficile incontrare auto private: perché prendere la propria auto per uscire la sera quando posso evitarmi lo stress e costo del parcheggio ed eventuali controlli per l'alcool (assenti purtroppo a Roma)? Chi è a favore di una liberalizzazione del mercato dei taxi non è quindi un venduto alle multinazionali americane che vuole togliere il lavoro a dei poveri (?) tassisti: aumentare l'offerta nel mercato, abbassarne i costi, e migliorarne la qualità rientra semplicemente in una normale ottica moderna di disincentivo all'uso e al possesso della macchina.

E' questo quindi l'approccio di città moderne che devono rispondere alla congestione delle auto e al fallimento del trasporto privato, garantendo trasporti efficienti ai propri cittadini e quindi un normale sviluppo dell'economia. Cambiare mentalità e impostazione non ha dunque grandi costi materiali, ma non è di certo indolore: ci sarà sempre una parte della popolazione pigra, non lungimirante e avversa al cambiamento che si batterà per il mantenimento dello status quo. Nella realtà romana questi costituiscono purtroppo una fetta corposa della popolazione: basti considerare la reazione all'ovvia e sacrosanta pedonalizzazione dei Fori (che è stata, a mio parere, il peccato originale di Marino, visto che da lì è nato l'odio di molti romani verso l'ex sindaco); o ai sit in e piagnistei disperati davanti al Campidoglio che alcuni romani farebbero, in crisi di astinenza da caffeina, perché impossibilitati a parcheggiare in quinta fila davanti al loro bar preferito, dopo l'inizio di un normale uso dello street control. Non c'è da essere quindi troppo ottimisti: se i cittadini (si spera) guidano le decisioni di una città, forse nessuna realtà politica, per quanto innovativa, sarebbe in grado di convincere l'elettorato della necessità di cambiamenti radicali e di resistere alle forti pressioni di chi, per interesse o pigrizia, vuole lasciare Roma nella sua condizione disastrosa.
Erik


*Devo rispondere all'onnipresente commentatore con il complesso per le dimensioni (eh si, sono sempre Erik, quello dei due post -qui e qui -sulla fenomenologia dei commentatori di Roma Fa Schifo), che al leggere il primo paragrafo aveva già aperto wikipedia sulla pagina di Dublino per controllarne il numero degli abitanti. Si possono benissimo paragonare due città con dimensioni diverse; il fatto che Roma sia più grande dovrebbe forzarla ad avere politiche contro il trasporto privato ancora più forti rispetto ad una città più piccola come Dublino. La congestione, e i suoi effetti negativi, sono ovviamente proporzionali alla dimensione di una città: i paeselli in Abruzzo non hanno bisogno di ZTL o corsie preferenziali, mentre New York e Londra si.

Perché Roma è piena di lavavetri e Milano, Firenze e Torino no? Tronca può risolvere con una firma

2 dicembre 2015

Lettera inviata a: francescopaolo.tronca@comune.roma.it

Egregio Commissario, è giusta l'email? Ho provato a indovinare visto che sul sito del comune della sua email non c'è traccia (e questo non va bene). 
Augurandole un ottimo lavoro che so essere durissimo visto lo sfascio in cui si trova Roma ne approfitto per segnalare un problema annoso gravissimo di Roma che ora deve essere risolto, senza se e senza ma: il racket ai semafori.
Non se ne può più: ora basta! Molestie, soprusi, estorsioni vere e proprie. Il senso di disgusto aumenta quando si va all'estero. Infatti fuori delle Alpi non ho mai visto uno, dico un semaforo che sia uno, occupato da questi soggetti. Il problema è che ora anche nel resto d'Italia si stanno svegliando e i comuni seri cominciano a dire basta a questo scempio e lo stanno stroncando. La Roma del prossimo Giubileo assiste pavida e impotente.

Ho saputo dai giornali che prima di essere sciolto il Consiglio Comunale stava approvando il nuovo Regolamento di polizia urbana, già passato per le commissioni consiliari, ed in un suo articolo prevedeva finalmente la messa al bando di questo obbrobrio. Ho letto anche che Lei ha assunto, oltre i poteri del Sindaco, anche quelli della giunta e del consiglio, compreso quello di approvare i Regolamenti.

Allora lo vuole fare questo regalo alla città e ai suoi abitanti e renderla un filino più civile, soprattutto ora in previsione dei milioni di pellegrini in arrivo? In ogni caso, se il prossimo sindaco e giunta non saranno d'accordo con quanto contenuto in questo nuovo Regolamento avranno tutti i poteri per modificarlo.
Su, una firmetta.

Le faccio notare che Roma è rimasta una delle pochissime città italiane, e l' unica metropoli europea, a non aver ancora vietato le molestie ai semafori.
A mo' di promemoria le riporto uno stralcio del Regolamento di polizia urbana di Firenze e di Bologna, i due comuni più 'rossi' d'Italia e quindi teoricamente più 'buonisti', che invece hanno detto basta.
Regolamento di Polizia Urbana comune Firenze

Norme per la civile convivenza in città
Art.15 - Comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere
e) avere atteggiamenti e comportamenti fastidiosi o pericolosi nei confronti degli altri nelle
strade pubbliche o ad uso pubblico, recando intralcio o pericolo al flusso pedonale o
veicolare, come sdraiarsi per terra sul marciapiede o avvicinarsi ai veicoli in circolazione,
ovvero causando disturbo alle persone presenti presso le abitazioni o vicino agli ospedali;
tutto ciò anche effettuando questua con o senza raccolta firme e vendendo merci o offrendo servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri o fari o altre parti di veicoli.
Regolamento di polizia urbana comune Bologna
art. 17 .- Divieto di bivacco e accattonaggio
g) è vietato avvicinarsi ai veicoli in circolazione sulle strade pubbliche o ad uso pubblico al fine di chiedere l'elemosina o offrire servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri o fari o altre parti del veicolo.
Stefano


*Queste e molte altre sono le cose che il nuovo regolamento di Polizia Urbana affronterebbe. Cose che a Roma sembra in qualche modo impossibile punire (il famoso motto "abbiamo le mani legate" che da una parte racconta dell'ignavia di chi deve amministrare e dall'altra della vetustà delle norme) anche solo per il fatto che quando il vigente regolamento è stato approvato (alla fine degli anni Quaranta!!!) a fatica esisteva qualche auto, figurarsi il problema dei lavavetri. Il nuovo Regolamento è pronto, promulgarlo è ordinaria amministrazione. E l'ordinaria amministrazione il Commissario non ce la può far mancare. 
-RFS

Ancora scippi in diretta video. Mancano 5 giorni al Giubileo e nulla è cambiato


Viene sempre spontaneo chiedersi: se le solite e conosciute ladruncole (sono tutti i giorni sempre le stesse) riescono ad accedere e stazionare sulle banchine di Barberini e Spagna per ore, tutti i santi giorni, rubando, bloccando le porte dei treni e minacciando indisturbate ed impunite i passeggeri anche sotto le (inutili) videocamere di sorveglianza… quante difficoltà avrebbe un anonimo e camuffato terrorista per accedere e fare una carneficina mentre vigilantes e militari contemplano i tornelli al piano di sopra?
Quando malauguratamente accadrà qualcosa di ancora più grave di ciò che accade tutti i giorni sulle banchine metro più turistiche di Roma spero che il Dirigente Atac Pierluigi Pelargonio (Responsabile Vigilanza e Sicurezza) e tutti i responsabili ne rispondano di fronte alla legge, oltre che all’opinione pubblica.
Andrea

Perché a Roma i Vigili Urbani lasciano i loro nastri gialli sempre abbandonati in giro? La denuncia di un senatore

1 dicembre 2015






Roma, a Villa Borghese. Le fettucce di plastica usate dai Vigili per delimitare alcune aree, sono abbandonate ovunque. Ma è un'abitudine ormai consolidata. Tutta plastica che non giova né al decoro né all'‪ambiente. Chi le ha "dimenticate" potrebbe porre tempestivamente rimedio? Altrimenti chiamatemi che vado io.   
Senatore Aldo Di Biagio

*Nessunissima dimenticanza,
purtroppo una prassi. Una prassi delle peggiori che dice quale sia il sentimento diffuso verso gli spazi pubblici e le aree comuni. Basterebbe solo questo costume, ripetuto ogni giorno, a far capire molto, moltissimo di questa città.
-RFS

Invece di staccare gli adesivi chiamo il numero e chiedo di smetterla. Ma loro mi minacciano


Ci terrei a segnalarvi quelli che mi è accaduto oggi riguardo le fastidiosissime pubblicità abusive che imbrattano la nostra città. Di fronte alla ormai certezza che questi episodi non verranno quasi sicuramente puniti, vorrei per lo meno rendere pubblico quello che mi è successo.
Abito a La Storta, e da qualche mese a questa parte anche in questa parte di periferia hanno iniziato con l'affissione di adesivi pubblicitarie su (in questo caso) serrande appartenenti ad abitazioni private. Ormai infastidita dal dover togliere i suddetti adesivi li chiamo chiedendogli di smettere. Dai "gentilissimi" signori di ******** ricevo minacce, dicendomi che gli sto rompendo le scatole, che li infastidisco, e che avrei dovuto "lasciarli lavorare". Di fronte alla mia volontà di chiamare vigili urbani mi rispondono che tanto loro "queste multe per pubblicità abusiva non le pagano mai" e che avrei potuto fare quello che volevo, e che anzi sarebbero venuti loro, e di fronte al mio "d'accordo, non appena arriverete chiamerò carabinieri e vigili" ricevo come risposta che tanto loro sarebbero venuti con i loro di vigili.
Sta a voi giudicare in che tipo di città stiamo vivendo, una città in cui chi subisce il torto deve anche sentirsi minacciato se osa alzare la testa.
Francesca

 *In primis ci teniamo a ribadire che cose del genere accadono solo a Roma. Non è che a Parigi, Londra e New York avete cose di questo tipo. Questo a beneficio di tutti coloro che dicono che i problemi sono altri e che queste sono piccolezze. Se sono piccolezze perché da qualsiasi parte del mondo sono state stroncate e vengono punite e solo da noi tollerate?
Detto ciò occorre sottolineare come una delle strade principali per curare questo cancro è il sequestro delle utenze telefoniche: tu abusivo maledetto imbratti la città illegalmente investendo in adesivi e di schiavi che li vanno ad attaccare in luogo di fare inserzioni autorizzate? Bene: fatica sprecata perché oltre a farti multe io ti sequestro anche il numero e faccio in modo che tutti coloro che lo facciano ricevano un messaggio automatico che suoni tipo: "questo numero è stato utilizzato per fare inserzioni abusive, non vi rivolgete a chi fa affissioni abusive per pubblicizzarsi: fa concorrenza sleale ai suoi concorrenti e crea degrado in città. Non vi servite dagli imprenditori illegali".
Avrebbe una grande forza. Sarebbe la normalità in tutto il mondo. Un'utopia in Italia con le nostre leggi scritte su misura per tutelare i fuorilegge.
-RFS

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