Roma ha un assessore al commercio nocivo e dannoso ma nessuno se ne cura

22 dicembre 2018
Tra le inquietanti lacrime di Lemmetti, la ridicolaggine farsesca di Sora Pinuccia, l'impresentabile Margherita Gatta e i disastri quotidiani di Linda Meleo c'è un autentica sciagura dentro la rivoltante Giunta di Virginia Raggi (la peggiore di sempre, senza tema di smentita) che rischia di passare ingiustamente sotto silenzio e il suo nome è Carlo Cafarotti. 

Carlo Cafarotti, praticamente zero esperienza politica e anonima esperienza professionale nonostante i 45 anni suonati, è stato chiamato a dirigere uno degli assessorati più cruciali della città per sostituire Adriano Meloni. Adriano Meloni aveva una colpa enorme: voleva sistemare (in buona parte in continuità con l'assessore che l'aveva preceduto: Marta Leonori) l'assalto delle lobbies e delle clientele che tiene e teneva in ostaggio l'economia della città specie per quanto riguarda la nodale questione dello sfruttamento dello spazio pubblico e delle relative concessioni: tavolini, cartelloni, bancarelle, stabilimenti e dintorni. Se sistemi queste faccende trasformi Roma da una metastasi cancerogena maligna nella città più ricca del mondo. Ma per farlo devi scontentare un po' di clientele elettorali.

In questo suo progetto Meloni si scontrava un giorno si e uno pure con Andrea Coia, il consigliere comunale presidente della Commissione Commercio il quale era ed è lì con una unica funzione: mantenere le decine di migliaia di voti delle peggiori cricche che hanno permesso al M5S di prendersi Roma, anzi se possibile incrementarli. Dopo qualche mese Meloni prese a chiamare Coia non più col suo nome, ma con il significativo nomignolo di Coidicine o Coiacine. Non lo fece solo in un'intervista che diede la stura al regolamento di conti definitivo tra i due, ma lo faceva con tutti, in ogni chat, in ogni conversazione privata. Meloni la fece grossa: disse la verità e denuncio le connivenze e le collusioni orripilanti tra Movimento 5 Stelle e racket degli ambulanti. Sacrilegio per un partito che esiste fintanto che tanta gente crede alle sue menzogne. Dal canto sui il sempre più allucinante Coia minacciò querele che poi non fece mai, semplicemente perché quello che scrisse Meloni era vero.

Ad un certo punto i nodi vennero al pettine e la sindaca fu messa davanti alla scelta: Meloni che voleva modernizzare la città facendola entrare in occidente o Coia che la voleva tenere nel più levantino medioriente continuando a tutelare le cricche e le lobbies? La scelta la conoscete. Meloni fu liquidato e al suo posto si doveva scegliere una figura marginale che permettesse a Coia di continuare a fare il suo lavoro senza ostacolo alcuno. All'epoca ancora il governo gialloverde non era ipotizzabile, ma oggi le irritanti clientele elettorali che vediamo susseguirsi a livello nazionale sono ostate ampiamente anticipate a Roma a partire dal 2016...

Cafarotti ha preso incarico la scorsa primavera e immediatamente ha messo le cose in chiaro. Il blog Diario Romano, "speranzoso" di avere un assessore per lo meno inutile, si rese conto che in realtà l'assessore era più che altro dannoso. Le dichiarazioni, fin dal primo giorno, furono raggelanti. Tra l'altro in perfetta controtendenza con le battaglie storiche del Movimento 5 Stelle in città negli anni passati. Il nuovo assessore, nel silenzio del resto della Giunta, nel silenzio del resto del Consiglio e nel silenzio delle opposizioni (ergo: tutti d'accordo) si schierò immediatamente dalla parte degli ambulanti con interviste a dir poco inquietanti. Secondo Cafarotti le bancarelle romane - gestite in tutto e per tutto come un racket criminale - sono in realtà "botteghe artigiane" e sono tante non perché negli anni le concessioni sono state assegnate sottobanco da funzionari infedeli e assessori corrotti in cambio di voti, no, ma perché "c'è quel tipo di domanda". Cioè pur di difendere e tutelare le mafiette che si sono divorate l'economia e l'immagine della città negli ultimi 40 anni, si arriva a giustificare e legittimare l'operato ignobile delle giunte precedenti. Se solo i pentastellati avessero un elettorato normale e non una clacque di decerebrati, plagiati e falliti ci sarebbe stata una rivolta coi forconi. Sorprende poi che a fronte di queste parole i commercianti onesti (e i loro sindacati), che magari pagano le tasse per l'insegna e se la ritrovano ricoperta da una bidonville di mutandari, non abbiano mai replicato. Ne si capisce perché abbiano taciuto i veri artigiani che, loro si, meriterebbero tutela da parte dell'amministrazione: forse il personaggio è talmente insignificante che nessuno considera rilevanti le sue farneticazioni.
Nel frattempo altre partite fondamentali come quella sulla riforma dei cartelloni pubblicitari venivano congelate e rimandate a babbo morto per la felicità delle autentiche camorre che gestiscono quei mercati per tacere dell'autentica sciagura sui mercati rionali e della situazione degli stabilimenti balneari: siamo al punto (notizia di ieri) che i Vigili Urbani vanno a fare decine di controlli in stabilimenti  zeppi di irregolarità, ma non sanzionano mai. Pignatone, in Procura, ha dovuto aprire un fascicolo e speriamo che vada a fondo.

Si arriva ai giorni nostri con l'intervista uscita poco fa su Roma Today nella quale l'assessore - per rispondere ad un nostro articolo che ha girato moltissimo e che denunciava la tristezza del mercato di Piazza Navona - spiega che Piazza Navona è in declino per colpa non della qualità infima dell'offerta commerciale garantita da operatori inadeguati-ma-molto-amici di chi ha voluto fortemente il bando e della relativa bruttezza degli allestimenti, bensì per colpa della Sovrintendenza che ha ridotto il numero dei banchi. Inoltre Cafarotti spiega che i Tredicine (una delle dinastie imprenditoriali simbolo del dramma dell'ambulantato a Roma titolari di un monopolio a dir poco vergognoso, tra l'altro coinvolti in pieno in Mafia Capitale) vanno benissimo e semmai sono povere vittime di una campagna di delegittimazione da parte dei giornali. 
Una bottega artigiana secondo l'assurdo assessore Cafarotti

Come abbiamo più volte detto Piazza Navona è una delle più belle piazze del mondo e come tale dovrebbe avere uno dei mercati di Natale più belli del mondo. Roma è piena di eccellenze artigianali nel settore del cibo ad esempio, ma invece di auspicare questi soggetti come operatori nella Fiera della Befana, Cafarotti nell'intervista (la lettura è davvero atroce) auspica che in piazza tornino porchetta e romanelle ovvero pessimo vino 'della casa' da bere senza farsi troppe domande. In definitiva, pur di risponder agli ordini di Coia e di non scalfire di un centimetro le inconfessabili e dannose clientele e collusioni su cui si basa l'intero consenso del Movimento 5 Stelle, Cafarotti fa esattamente l'opposto del lavoro che dovrebbe fare: umilia gli artigiani veri, danneggia i commercianti veri, distrugge l'immagine turistica - è anche assessore al turismo, coi risultati che si possono ben apprezzare - della città. Contribuisce insomma a rendere Roma quello che è e sarà: un posto terrificante da cui scappare via, in cui ti puoi in qualche maniera salvare solo se fai parte di qualche mafietta e nel quale talento, impegno e risultati nono contano e non conteranno mai nulla.

Si parla troppo poco di questa figura dannosa, politicamente tossica e profondamente nociva per l'economia della città e le sue residue speranze, un giorno, di un rilancio in chiave europea e internazionale. Invitiamo tutti - è l'unica arma che abbiamo - a passare parola e a diffondere il disprezzo e la repulsa per questo inquietante personaggio facendo opinione in questa direzione. Questi figuri sentendosi almeno addosso una opinione pubblica contraria potrebbero avere qualche vergogna ad insistere. Ma se tutti stiamo zitti e facciamo finta di niente siamo complici dal primo all'ultimo delle fesserie che Cafarotti dice e fa.

17 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Quando con fiumi di lacrime che mi scendono dagli occhi assisto a fatti di cronaca internazionale come quelli accaduti qualche giorno fa, e mi chiedo cosa mai possa generare nell'uomo tanta crudeltà, l'unica risposta che sono in grado di darmi è che dentro ogni essere umano c'è una cultura, una società e un ambiente che lo porta a generare comportamenti che prevaricano la mente umana che quindi non ragiona secondo quello che dovrebbe essere l'istinto naturale dell'esistenza, e questo vale per tutti i luoghi del pianeta, sia quelli sani che quelli malati. Roma fa parte di quelli malati. Il consiglio che do alla parte più giovane della cittadinanza, quella volenterosa di avere un passaggio esistenziale diverso da quello del romano tipico e non si vuole assimilare alla sua mediocrità, è quello di ottenere una buona formazione scolastica ed un ottimo titolo di studi, perché tra non molti decenni si troveranno a vivere in un posto simile a quelli delle città del sub-Sahara.

Anonimo ha detto...

*Ed andarsene in un luogo migliore.

Anonimo ha detto...


Io sono già fuggito, pur non essendo giovanissimo. Ho lasciato Roma per un paese né vicino né lontano. Non vado a Roma da mesi e ne sono felice. Ho buttato i miei primi cinquant'anni a Roma e per Roma ed ora basta. Vorrei dedicarli a me stesso ed ai miei amici e non regalarli alla burokratzia romana ed alle bande di sanguisughe che impongono i loro diktat a tutto e a tutti, Chiesa di ROma compresa, ovviamente.

Anonimo ha detto...

complimenti per il coraggio... ma io pure credo che farò la tua scelta.... roma è invivibile.... pensavo che coi 5 stalle le cose miglioravano invece sono come i loro predecessori

Anonimo ha detto...

il dissenzo per quello che stanno facendo purtroppo lo potremo esprimere solo alle prossime elezioni, per il resto chiacchiere

Anonimo ha detto...

Non capisco. Dal basso, ma proprio basso basso, di questo sito ci venne detto di votare la sora Virginia, perché essa era il futuro e tutti gli altri il passato.
Poi abbiamo visto che il futuro era peggio del passato. Forse perché il movimento veniva fecondato da spermatozoi (Marra dixit) marci o forse perché i grillini non avevano la minima idea di come si amministra un condominio. Figuriamoci Roma Capitale. Oggi vi chiedo. Non è meglio fare amministrare un pollaio da una volpe che, se vuole continuare a mangiare, limita al 10-20% la predazione, per consentire la sopravvivenza del pollaio; piuttosto che a un cane idrofobo che stermina i polli per il solo gusto di farlo ?

Anonimo ha detto...

Ma notizie di berdini? E poi questo vento che sta cambiando quando se li porta via?

Anonimo ha detto...

"Se solo i pentastellati avessero un elettorato normale e non una clacque di decerebrati, plagiati e falliti ci sarebbe stata una rivolta coi forconi. Sorprende poi che a fronte di queste parole i commercianti onesti (e i loro sindacati), che magari pagano le tasse per l'insegna e se la ritrovano ricoperta da una bidonville di mutandari, non abbiano mai replicato."

eppure io mi ricordo che questo blog, che ,ricordiamolo, sposta scentinaia di mijaja di voti, aveva pubblicamente e caldamente invitato a votare M5S. aveva fatto endorsement come dite voi del blog. si era esposto a favore di un determinato partito, come dice la gente comune. Insomma c'avete la faccia come er culo e la lingua marone come dicheno dae parti mia. io aggiungerei solo un bel mortacci vostra e de chi nun ve lo dice.

Anonimo ha detto...

Rappresentante della vera tragica oscena maggioranza di parassiti incivili furbetti e orgogliosamente ignoranti che ormai ha in ostaggio Roma e la sta facendo sprofondare a livello di baraccopoli disperata, cattiva e vigliacca.
Che schifo, veramente.

Anonimo ha detto...

Madonna mia, sembrano personaggi di Alan Ford ma meno simpatici

Anonimo ha detto...

Tra tre anni a casa !

luca ha detto...

Se mettessero porchetta di Ariccia,carni dell'agro pontino formaggi di caseifici romani e coppiette dei castelli condite con un bel bicchiere di vino laziale non ne vedo il dramma anzi...
Secondo me se si puntasse di più sui cibi e meno sulla plasticaccia questa piazza andrebbe meglio almeno si crea una attrazione turistica per il periodo natalizio perché come se magna a Roma non se magna da nessuna parte e per magna intendo la qualità dei piatti romani

Anonimo ha detto...

la porchetta d'ariccia ma quale, quella de na settimana prima che faceva schifo pure il primo giorno?

non è che "ariccia" allora so tutte uguali. idem il bel bicchier di vino.. me lo immagino, un po' come le castagne a 1euro l'una bruciacchiate nel cartoccio vendute in nero dal finto invalido.

Asip lazio ha detto...

Un attacco personale che non rispetta le regole basilari del vivere civile.
Volgarità, falsità, tentativo di far agire il malcapitato di turno contro i suoi "presunti" protetti. RomafaSchifo é un blog dove vendetta, odio e violenza privata (che instilla anche nei suoi ignari lettori) andrebbe chiuso per il bene di questa città. Perché in vero non è la Città a fare schifo, o i suoi attuali amministratori (anche con molte colpe), ma chi si cela dietro "Anonimo" o identità false per tutte le campagne di "fango" che partono quotidianamente da questo blog.

Andrea Costella ha detto...

Ero scappato da Roma. Poi mi sono trasferito a Milano e la situazione era pure 20 volte peggio tra degrado, sporcizia, corruzione, bruttezza e regresso.
Ora mi trovo a Londra (un mese esatto) e mi piace moltissimo nonostante viviamo tutti come dei topi di fogna, accavallati uno sull'altro in monolocali pieni di cimici. Ma almeno il degrado e la tristezza di Milano qui non ci sono.
A Roma, pero', basterebbe veramente poco per rendere la citta' uno scrigno pieno d'oro e di perle:
VIA LE BANCARELLE
VIA LE DOPPIE FILE
VIA I CARTELLONI PUBBLICITARI
VIA LE INSEGNE ILLEGALI (molte fatte/scritte a mano!) DI ATTIVITA' COMMERCIALI
VIA LE ANTENNE E LE PARABOLE DAI TETTI come pure I CAVI PENZOLANTI SULLE FACCIATE
VIA LA SPAZZATURA DALLE STRADE
VIA I NEGOZI DI SOUVENIR IN CENTRO STORICO
VIA LE SQUALLIDE RETI CAMPAGNOLE E I FILI SPINATI LUNGO LE PROPRIETA' PRIVATE
VIA I GUARDRAIL DA QUELLE CHE DOVREBBERO ESSERE BOULEVARD (C. Colombo, Tiburtina, ecc)
VIA I MIGLIAIA DI SCOOTER PARCHEGGIATI IN LUOGHI BELLISSIMI DEL CENTRO
VIA LE BRUTTE INSEGNE DEI NEGOZI (in centro soprattutto)
VIA LA INUTILE E BRUTTISSIMA SEGNALETICA VERTICALE DA LUOGHI COME PIAZZALE OSTIENSE:
Segnaletica verticale di fronte alla Piramide di Caio Cestio

Questa amministrazione e' capace solo di favorire le mafie e di bloccare i grandi progetti intrapresi da Marino e Caudo.

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