Cloaca Maxima. Ecco com'è ridotta l'opera idraulica che ha cambiato la storia di Roma

29 dicembre 2018
Un tempo perfino realizzare semplici fognature non era cosa banale e cosa da poco. Grazie a questa perizia, ereditata in parte dal know how etrusco, i Romani riuscirono ad organizzare una città (e poi tante altre città) che non dovevano stare a pensare a facezie gestionali di basso livello (smaltire le acque sporche, per dire), e potevano dunque concentrarsi sulla conquista del mondo come effettivamente avvenne. Fai una fogna e diventi potente, insomma. 

Nella Roma di oggi fare fognature efficienti appare ancor più complicato di allora viste le condizioni della città dopo ogni normalissima pioggia. Ecco perché una infrastruttura (quelle cose che secondo politici demenziali vanno fatte solo dopo una accurata analisi costi-benefici) come la Cloaca Maxima dovrebbe essere venerata, studiata, visitata e fatta oggetto di pellegrinaggio. E di rispetto.

In effetti questa opera ingegneristica e idraulica ha una tale importanza (e a tutt'oggi una tale imponenza) da poter divenire oggetto di visite guidate, educational e tour alla scoperta della Roma meno conosciuta con contenuti che garantiscono uno storytelling adattissimo a riempire una buona mezza giornata per i turisti più evoluti. Le classiche cose, insomma, che ti consigliano di restare una città non i canonici due giorni per vedere al volo le attrazioni più famose, ma di soggiornare di più, godendoti la faccenda in maniera più approfondita. 


Qualora nascessero questi progetti, tuttavia, cosa troverebbero? Dove condurrebbero i turisti. Un nostro lettore ha simulato un ipotetico tour guidato alla Cloaca Maxima, di fronte a Ponte Rotto, praticamente sotto gli uffici dell'Anagrafe Centrale e la sede del Primo Municipio. Ebbene il filmato parla da solo dunque non vogliamo aggiungere altro. Vogliamo solo aggiungere le nostre simpatiche considerazioni sulla Sovrintendenza Capitolina, organo sempre più inquietante impegnato a bloccare lo sviluppo della città, a dire dei "no" ridicoli magari pregiudicando seri progetti imprenditoriali e che poi tiene in questo stato ("chiusi per motivi di sicurezza", come dice il sito ufficiale) il suo patrimonio che potrebbe essere super valorizzato. E vogliamo anche aggiungere una considerazione sulla storicità di questo stato di degrado e abbandono: abbiamo aperto Google Street e abbiamo guardato le immagini risalenti a qualche anno fa. Ne deriva che nel 2011 il monumento risalente a duemila cinquecento anni fa era ben tenuto, pulito. Successivamente alcuni incivili lo hanno totalmente scarabocchiato e nessuno si è sognato di pulirlo, ma d'altro canto a pochi metri c'è il Ponte Cestio che per anni è stato sommerso di scarabocchi e solo grazie ad una sorta di mobilitazione degli amici di Retake la Sovrintendenza ha aperto gli occhi. Troppo impegnati a bloccare la città e a dire dei ridicoli "no", dai loro uffici nella pedonale Piazza Lovatelli, piena zeppa delle loro autovetture abusivamente parcheggiate...

23 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Trattasi di grande opera, per i 5S perciò da disprezzare.

Bat21 ha detto...

Sovrintendenza...uno scoglio enorme sullo sviluppo del paese.

Anonimo ha detto...

Nel paese in cui i ladri e gli assassini del centro sociale scup, invece di venire identificati, messi alla gogna pubblica e arrestati, vengono prima tollerati e sostenuti, poi premiati con una concessione del comune di Roma, come se avessero a qualche titolo diritto all'esercizio abusivo delle professioni sportive, puoi mai pensare che i centri sociali che sporcano Roma vengano controllati e fermati da qualcuno?
Le soprintendenze servivano a qualcosa fino a che renzi non le ha trasformate in clientela dei tuoi amici palazzinari, per i quali tutto si fa.

Anonimo ha detto...

La sapete l'ultima su Italgas?
La comunità europea ha saconsigliato vivamente l'utilizzo di contatori wi - fi, per ragioni di cautela sanitaria: infatti il wi fi, già sospettato di essere oncogeno, nell'attività di rimbalzo delle informazioni tra edificio ed edificio, amplifica a dismisura il suo effetto cancerogeno.
In Puglia le amministrazioni hanno fatto ricorso contro i cambi di contatori.
A Roma, dopo averci avvelenato con la inutile disinfestazione antizanzara, adesso ci stanno imponendo il cambio dei contatori - che naturalmente paghiamo noi con l'aumento delle imposte - finendo di contaminare l'ambiente già mefitico in cui viviamo.
Ripeto, contro le direttive della ue.
tutto per risparmiare sui controlli e per prendere la solita "regalia" dalla ditta produttrice.
speriamo che qualcuno indaghi su certi inopinati rinnovamenti.

Anonimo ha detto...

Ma il wifi che hai dentro casa inquina dieci volte quello del contatore.
Anch'io sono contrario a tutto questo flusso di dati ma allora vietiamo il 5g e mettiamo un limite nel traffico dati che so ad 1kb/s non come ora che arriviamo anche a 100mb/s.
Se consideriamo 1000 contatori non facciamo l'inquinamento di una singola utenza domestica wifi.
La ue si occupasse di limitare il traffico dati internet e non guardasse ste buffonate

Anonimo ha detto...

cazzate antiscientifiche. da prendervi la testa per le recchie da asino e sbatterle sulla lavagna finchè non imparate a pensare.

Cawdor ha detto...

Lei non sa di cosa parla.
Il direttore della Soprintendenza Capitolina è nominato dal SINDACO. L'attuale soprintendente, Claudio Parisi Presicce, è stato messo lì da Alemanno come "facente funzioni" e mai confermato. Nessuno si è preso la briga di nominarne uno e, in pratica, il Soprintendente a Roma non c'è.

Alessandro Soderini ha detto...

Ecco la nuova supercazzola: il wi-fi dei contatori Italgas fa venire il cancro. Ovviamente sono super preoccupato di questa notizia, di cui Gradirei che l'esimio autore Le pubblicasse le fonti in modo che possa andarle a verificare! Ah no scusate ho chiesto troppo...

Anonimo ha detto...

Caro amico dei contatori italgas se non hai un cazzo da fare tutto il giorno comprati un cane, ti aiuterà.

Anonimo ha detto...

mi immagino le orde di turisti che sarebbero intetessati ad un tour di una vecchia fogna di epoca romana.
e poi basta turismo basta!
il centro e' al collasso,scomparsi tutti i negozi normali in favore di pub e ristoranti turistici.
non dobbiamo fare la fine di spagna grecia e portogallo e ridursi a diventare i camerieri di turisti tedeschi e americani

Anonimo ha detto...

Sanzionati 40 venditori e merce sequestrata ai Tredicine. Chiesta la revoca delle concessioni

di FLAMINIA SAVELLI

29 dicembre 2018

Quaranta ambulanti su sessanta multati in piazza Navona: sigilli per due box e "revoca delle concessioni" . È lunga la lista delle irregolarità contestate ai titolari dei banchi dello storico mercatino natalizio: illeciti amministrativi, difformità sui prodotti in vendita e poca chiarezza sui prezzi.


Il blitz è scattato ieri mattina: i caschi bianchi si sono fatti largo tra i turisti e romani che affollavano la piazza eseguendo controlli sui permessi e sulla merce. Il risultato? Su 60 bancarelle due sono state sequestrate. Altre 40 sanzionate con multe fino a 5mila euro. E per tutti i titolari è stata avviata la procedura per la revoca delle concessioni: "Non hanno rispettato le regole imposte dal bando per la vendita di merci e alimenti. Ed erano chiarissime - spiegano gli agenti - a partire dai prodotti in vendita".

Al posto di oggetti artigianali sugli scaffali c'era di tutto, da quelli esportati dall'estero e dalla Cina a quelli di seconda mano. Di più: non è stata rispettata neanche la percentuale di oggetti natalizi che dovevano essere esposti. In due stand addirittura i vigili hanno trovato merce senza autorizzazione e per questo sono stati chiusi per "difformità totale rispetto alla concessione del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive del Campidoglio " come si legge nel verbale della polizia.

Gli altri invece, dovranno affrettarsi e pagare la sanzione. Anche se potrebbe non essere sufficiente perché la richiesta della revoca dei permessi è stata già inoltrata. Un flop per la manifestazione già ridimensionata nel 2014 dalla giunta Marino che aveva iniziato la sua battaglia contro la holding degli ambulanti, i Tredicine. Un cartello familiare su cui, a vario titolo, da anni indagano magistratura e Guardia di Finanza. Arrivati a Roma vendendo caldarroste, da tempo gestiscono la maggioranza degli spazi riservati ai camion bar davanti ai monumenti più importanti. "Padroni" pure della storica piazza ma ieri i primi a fare i conti con multe e chiusure. Infatti, ancora con l'ultima gara pubblicata a novembre dal Campidoglio, 20 dei 42 banchi sono stati assegnati alla nota famiglia.

E grazie a un cavillo: nell'ultima versione del regolamento per le Attività commerciali su area pubblica, uno dei primi atti approvato dalla maggioranza grillina, quella della Befana risulta essere formalmente una " fiera". Se fosse stata cambiata la forma giuridica, da "fiera" a "festa", gli uffici avrebbero potuto scrivere un bando senza considerare il peso dell'anzianità dei partecipanti. Ma, assegnazioni a parte, è proprio sul lavoro degli ambulanti che si stanno concentrando i poliziotti di via della Consolazione: " Le irregolarità riguardano anche i prodotti alimentari " spiegano gli agenti " in alcuni casi non erano tracciati, in altri mancavano le etichette e si tratta di dolci e caramelle per i bambini". Eppure, dopo gli stop e il salvataggio in extremis dello scorso Natale, questo sarebbe dovuto essere l'anno della rinascita per il mercatino.


https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/12/29/news/roma_blitz_dei_vigili_in_piazza_navona_chiusi_banchi_e_raffica_di_multe-215410818/

Anonimo ha detto...

Meglio diventare direttamente tedeschi o americani essendo costretti ad emigrare ? In alto adige campano di turismo e hanno un reddito altissimo. E poi il centro è pieno di negozi normali di cosa parli ?

Anonimo ha detto...

Tornato ieri dopo molto tempo a Roma. Credo che sia necessario invocare lo stato di emergenza e chiedere all'ONU di intervenire e salvarci......

Anonimo ha detto...

Non serve ipotizzare tour della cloaca massima in quanto basta andare un pò in giro per roma, che ad oggi è una vera e propria cloaca di città.

Anonimo ha detto...

11:13 PM taci.

Alfonso Mariani ha detto...

ma sti cazzi della fogna der 3000 avanti cristo. Roma ha bisogno di un sacco di cose a partire da piú parcheggi e zone attrezzate, altro che ste cazzate. potrebbe pure saltá in aria manco ce ne accorgeremmo dai toné

Anonimo ha detto...

"seri progetti imprenditoriali"??? Ancora fai finta di non sapere cosa sono i prenditori? Ma vai a cagare, servo!

Anonimo ha detto...

C'è solo da piangere; il senso di sgomento pervade maggiormente quando si va all'estero e si visitano le capitali europee, molto meno dotate di reperti storici ed archeologici ma pulite, ordinate e manutenute. L'immondizia ci ha così assuefatto che non riusciamo più a vedere la decadenza morale e materiale nella quale siamo immersi. Complimenti a questo sito che non si arrende. Questo è vero giornalismo. Grazie di esistere.

Anonimo ha detto...

ma i koala massimi stanno in Australia!! lo sa pure mio figlio di 4 anni. notizia fake. sto sito tira sempre e solo merda sulla nostra città. spero che venga chiuso prima o poi.

Gino Cappellotte ha detto...

commento segnalato per diffamazione. attenzione alle parole la prossima volta.

Anonimo ha detto...

Fake news, la Cloaca Maxima è un grande successo introdotto dalla Raggi, prima, col Pd che tanto osannate, i romani cagavano per strada o in grandi secchi che poi svuotavano dalla finestra. La Raggi sta portando la civiltà. Informatevi prima di dire falsità.

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