Quadruplicati i cassonetti per le strade. Roma invasa dai bidoncini ma nessuno ne parla

5 dicembre 2018




Se hai un esercizio commerciale, non importa se di qualità o meno, e metti fuori dalla tua attività uno zerbino, una tenda, un tavolino, un vaso con una pianta, arrivano in un nanosecondo i Vigili Urbani e o ti intimano di togliere tutto pena multe da migliaia (migliaia!) di euro. E nello stesso identico posto dove volevi mettere una pianta metti invece un bidone della monnezza nessuno ti dice nulla, puoi farlo liberamente.



Questo è solo uno dei paradossi di questa storia. Se abbellisci la città e dai servizi vieni vessato in maniera atroce. Se invece la umili e la riempi di bruttezza vieni tollerato nonostante tua sia platealmente fuori legge.

La faccenda dei bidoncini della raccolta differenziata di bar e ristoranti è allucinante. Da quando sono stati consegnati la città ha cambiato aspetto senza che nessuno se ne curi. Già lo spazio pubblico soffriva enormemente pieno com'è di superfetazioni che sarebbero inaccettabili in qualsiasi altra città del mondo (ettari consegnati alle auto, cartelloni abusivi, ambulanti e i bidoni gialli - altra geniale operazione dell'Ama a 5 Stelle - degli abiti usati), ora la situazione è peggiorata radicalmente. Dove c'erano ancora i cassonetti, lo spazio occupato da queste mini discariche è quadruplicato, con una coesistenza surreale di cassonetti e bidoncini. Dove invece i cassonetti erano stati tolti (e la raccolta porta a porta veniva fatta dai condomini tenendosi all'interno i bidoncini), ora sono ritornati e le strade si sono riempite di nuovo di contenitori di monnezza.



Cittadini e turisti non conoscono la vera natura di questi bidoncini e il loro utilizzo, per loro sono secchi della spazzatura. Cercano di metterci alla rinfusa i loro rifiuti e quando li trovano chiusi (perché per evitare di trovarsi roba buttata a caso i commercianti quasi sempre li lucchettano) li appoggiano sopra contribuendo alla sporcizia del tutto. I bidoncini stanno iniziando a riempirsi di adesivi dei traslocatori e dei serrandari, di stickers e di graffiti. Presto inizieranno a puzzare.




I bidoncini dovrebbero essere tenuti dentro, questo dice il regolamento. L'Ama li consegna e il negoziante deve occuparli di tenerli dentro salvo nel momento in cui Ama passa a ritirarli. Ma l'organizzazione di Ama (una azienda alla canna del gas) è talmente insensata che ogni negoziante si sente in qualche modo giustificato a tenerli fuori. Per i ristoranti - che magari sono aperti solo la sera dalle 18 in poi - gli orari di ritiro sono, ad esempio, dalle 6 alle 11 di mattina e così via. Naturalmente se ci fosse una motivazione i commercianti potrebbero organizzarsi per evitare questo scempio (scempio tra l'altro nelle stesse strade dove loro operano e dunque dove sempre meno persone andranno a passeggiare e spendere, innescando il circolo vizioso della sciatteria che sta uccidendo definitivamente Roma e la sua economia), potrebbero ad esempio accordarsi coi condomini per trovare spazio all'interno dei cortili - così si è fatto a Milano - o potrebbero consorziarsi per affittare piccoli fondi e affidare a qualche associazione o cooperativa apposita l'onere di mettere al mattino fuori e rimettere dentro dopo il ritiro i bidoncini.




Questa motivazione può venire solo a seguito di sanzioni. A Milano tutto questo già si fa (da 20 anni) per il semplice fatto che si è certi di essere sanzionati se non lo si fa. E allora quando sai che un comportamento errato ti comporta una multa, eviti di metterlo in pratica inventandoti alternative. Qui le sanzioni non esistono benché previste. Chiedete ad Ama quante sanzioni ha fatto per esposizione dei bidoncini fuori dall'orario di ritiro. Zero.

La cosa più inquietante di tutta questa storia è la reazione della cittadinanza. Nulla. Zero. La tua strada, il tuo marciapiede, il luogo dove hai investito acquistando un appartamento, aperto una attività viene riempito di decine di secchi della monnezza lasciati fuori da chi non potrebbe farlo e tu taci, muto, zitto. La gente prende il cappuccino seduta su tavolini con vista bidoncini e zitta. Chi ha passeggini o carrozzine per disabili non passa più su alcune strade ma sta zitta. Abituata e assuefatta al brutto. 
Si riconferma il rapporto malato tra i romani e il suolo pubblico. Questa è l'unica città d'occidente dove lo spazio pubblico smette di essere la terra di tutti e diviene la terra di nessuno, il luogo dove tutti possono fare quello che vogliono liberamente. C'è anche una significativa parte di cittadini, che è molto emblematica, che quando parliamo di questo problema ripete frasi tipo "eh ma meglio così che la monnezza per terra". Come se i bidoncini evitassero la monnezza per terra (anzi, la incrementano). Come se l'invasione di rifiuti fosse ormai lo standard e la moltiplicazione di contenitori per rifiuti fosse il male minore. Ecco, una città che ragiona in termini di male minore infischiandosene di leggi, regolamenti, legalità, best practices internazionali e buon senso. Una città totalmente incapace di accettare le riforme di civiltà (guardate la storia delle strisce blu a pagamento anche per i residenti) ma capacissima di adeguarsi all'inciviltà, alla sciatteria, al degrado. Dalle piccole cose alle grandi questioni. Su tutto. E' pur vero che chi è abituato a far scempio dello spazio pubblico (basta vedere come si comportano i romani con le loro autovetture), è ben poco propenso a rimproverare o biasimare altri che fanno altrettanto. Se un romano vede suolo pubblico rubato per fini privati non grida allo scandalo ribellandosi, ma pensa quale è la strada più breve per fare altrettanto. Ci stiamo suicidando, veniteci a salvare.

29 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

A me un ristoratore ha spiegato che l'ASL non permette che vengano tenuti rifiuti dentro il locale; con rischio di chiusura del locale nel caso si venga scoperti. Tra una multa dei vigili (si, si come no...) ed un verbale dell'ASL, meglio la prima ipotesi (ma proprio ipotesi).

Unknown ha detto...

Non credo che sia così facile tenere questi "bidoncini", che tanto "-ini" non sono, tutti stipati negli spazi di un locale e non tutti hanno un cortile interno da sfruttare. Le soluzioni sono: adibire delle aree adiacenti per i bidoncini (che comunque rimangono a vista), oppure tornare ai secchi grandi della differenziata ed eliminare la porta a porta.

Anonimo ha detto...

Drobbo grandee... Barcellona e' un guardieree

Anonimo ha detto...

Ciascuno si organizza come può e deve, l'unica cosa che deve essere certa è che se metti i bidoni fuori prima ti becchi la multa e poi - dopo due o tre volte - chiudi. tra l'altro questo spingerebbe i titolari a ridurre i volumi degli scarti, sia per pagare meno che per ridurre gli ingombri.

Anonimo ha detto...

Ma fare una raccolta notturna pro-ristoratori no?

Alessandro Soderini ha detto...

"scempio tra l'altro nelle stesse strade dove loro operano e dunque dove sempre meno persone andranno a passeggiare e spendere": è qui che ti sbagli! A Roma siamo oramai talmente assuefatti a pattume, sciatteria e monnezza, che chi vuoi che faccia caso a qualche bidoncino in più? Suvvia, è solo un0altra goccia nel mare della decadenza che affligge questa città oramai più simile ad una metropoli indiana (con tutto il rispetto per queste ultime) che ad una capitale europea, e non solo per colpa dei cinquestelle

federico ha detto...

La mondezza con la raccolta porta a porta non va bene,questo é il risultato strade invase dai cassonetti senza che nessuno multi anche perché se passano a ritirarli alle 6 chiaramente nessuno si sognerebbe di far alzare le persone alle 5 per mettere la mondezza fuori quindi o lasci i cassonetti fuori h24 oppure li metti la sera prima.
Ovviamente la prima scelta é più pratica perché mettere i cassonetti dentro i condomini o dentro le attività di ristorazione spessi é impossibile causa pochi spazi o se lo spazio c'è il locale peggiora vista la puzza che i cassonetti chiaramente fanno.
Quello che sarebbe da fare invece sarebbe per prima cosa mettere il vuoto ogni volta che compri qualcosa tipo una bottiglia d'acqua la paghi il suo prezzo più 15cent di vuoto,questo prezzo del vuoto uguale per tutti gli articoli e poi predisporre grandi aree in cui portando questi contenitori puliti ripagare il prezzo dei vuoti in buoni pasto così nessuno o quasi si sognerebbe di buttare più 15cent per ogni bottiglia o incarto in tetrapak che sia,nel caso qualcuno poi butti a terra questi contenitori ci potrebbero essere i zingari che lo raccolgono per portarlo alla differenziata per prendere i buoni pasto ed usarli loro

Anonimo ha detto...

aridaje..

i grossi secchioni gialli per gli abiti usati ci sono da più di 10 anni, fecero pure inchieste dicendo che poi i vestiti li gestisce la camorra mettendoli nelle bancarelle o spedendoli in africa dietro compenso.

possibile che tu non li abbia mai visti ?!

Anonimo ha detto...

a me fanno ridere quelli che dicono che Garibaldi è stato la rovina del centro sud. la rovina del centro sud sono gli abitanti del centro sud.

Anonimo ha detto...

La prima foto rapprsenta Roma in pieno: marciapiede stile beirut....muri imbrattati dai taggari...tristissimi tavolini all'aperto a due passi da un muro di lamiere di maghine....vomitevoli bidoni per la raccolta differenziata a impreziosire il tutto....

Anonimo ha detto...

Si dice che l'unificazione italiana sia stata voluta dai Rothschild che erano creditori verso il governo di Camillo Benso di Cavour e quindi togliendo il denaro ai borboni il debito dei piemontesi si sarebbe risolto.
Questa é la storia dell'Italia e di come l'unificazione é stata una speculazione finanziaria.
Dopo la mia risposta visto che é totalmente fuori argomento gradirei che finisce qua anche perché io come voi non so quale é stata la verità e potrei sbagliare io o potreste sbagliare voi che sostenete Garibaldi come un eroe

Anonimo ha detto...

Drobbo grandee... Buenos Aires e' un guardieree

Anonimo ha detto...

I secchioni gialli erano stati levati sotto Marino.
Poi sono tornati, evidentemente per oliare qualche business.

Anonimo ha detto...

Ma invece di fare le foto non potevi farli sparire nel tuo culo con un numero di prestidigitazione?

Antonio ha detto...

Erano stati tolti, i 5 stelle li hanno rimessi. Informati.

Anonimo ha detto...

chiedo venia allora. ma che li hanno rimessi esattamente allo stesso posto di prima allora?

proprio non mi sono accorto della loro temporanea assenza.

o magari nella mia zona marino non li aveva tolti..non è che mi giro la città a censire i secchioni.

Alessandro Soderini ha detto...

temporanea assenza???? per tre anni sono spariti, ma dov'eri tu?

Anonimo ha detto...

magari guardo altro per strada? quello della mia zona è nel posto dove è sempre stato. se per 3 anni è sparito non me ne sono accorto, o magari quello non l'hanno rimosso.


Anonimo ha detto...

Comunque pare che al contrario di quanto scritto nell'articolo, i bidoncini non siano gestiti dall'AMA ma da quattro ditte private che hanno partecipato a un bando grazie al quale si pappano 131 milioni di euro, in pratica oltre 1500 euro a utenza servita!!! Eh già, perché questi privati non sono remunerati in base a quanti rifiuti raccolgono, ma in base al numero di utenze servite. Geniale! Forte il privato eh?

Anonimo ha detto...

allora sarebbe giusto che questo blog dica chi sono queste 4 ditte e se esistono legami privati con membri dell'attuale giunta, o altri ex.

Anonimo ha detto...

Abbiamo le strade piene di spazzatura, materassi, elettrodomestici, divani ed i lbello è che ci stiamo pure abituando a tutto questo.
C'è poco da fare il bilancio su questo argomento è stato fallimentare ed ogni giorno va sempre peggio.
Persa ogni speranza ormai

Fedora Rigotti ha detto...

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Anonimo ha detto...

I marciapiedi della mia zona sono pieni di foglie dall'anno scorso che insieme alla monnezza fanno una poltiglia schifosa.. Non ci sono più parole..

Anonimo ha detto...


Posto già pubblicato qualche settimana fa. RFS sta raschiando il fondo del barile.

Anonimo ha detto...

SE VABBE' .. MA I LAVORI SULLA TIBURTINA ??? NOVITA' ???

Unknown ha detto...

Sia chiaro, Virginia Oldoini ci mise del suo.

Anonimo ha detto...

A proposito del confronto con Milano... vivo a Milano e confermo che qui le multe sono frequenti e salatissime. Gli operatori dell’AMSA (l’AMA locale, che però qui macina utili....) sono dotati di fotocamera e fotografano qualsiasi abuso. Se c’è un minimo indizio che permette di risalire al singolo utente (ad esempio, una busta o un’etichetta con nome e indirizzo) viene multato l’utente, altrimenti il condominio.

Tutti i condominii hanno Sacchi gialli per plastica e lattine e tre bidoncini (verde = vetro, bianco = carta e cartone, marrone = organico). Le nuove costruzioni hanno un “locale spazzatura” dedicato mentre negli altri i bidoni stanno nelle cantine o in cortile. Per i rifiuti ingombranti basta chiamare il numero verde e fissare un appuntamento, e vengono a prenderli gratis a casa.

Anonimo ha detto...

"sono frequenti e salatissime. Gli operatori dell’AMSA (l’AMA locale, che però qui macina utili....) sono dotati di fotocamera e fotografano qualsiasi abuso"

Quindi, come da norma, non viene chiesto alla polizia locale di farlo ma a "chi e' preposto". Sai qui a Roma il cittadino medio ha tutte altre idee. Ciao lostbattle.

Anonimo ha detto...

Per 10:36, scusa ma chiedo per capire: se un estraneo utilizza male i bidoncini buttandoci la spazzatura sbagliata e non si riesce a risalire al colpevole o in caso di condomini disgraziati che se ne fregano e magari sono pure prepotenti e provocano l'emissione di sanzioni, magari difficili da cogliere sul fatto, chi si comporta bene come può tutelarsi? Non credo che chi si comporta da zozzone semini materiali in buste a lui riconducibili...

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