Non ce la facciamo a rassegnarci e per cui ne parliamo, ne parliamo, ne parliamo. Ne parliamo ogni anno. Perché lo sappiamo alla perfezione che la presenza degli ignobili bandoni elettorali è disposta dalla legge nazionale (una ridicola, antiquata, non si sa perché mai cambiata legge nazionale), ma comunque non ci rassegniamo.
Non ci rassegniamo anche perché sappiamo perfettamente che, sebbene in tutta Italia vi siano in ragione della popolazione cittadina questi supporto per manifesti che molti neppure stampano più (PD, M5S...) e sicuramente che nessuno guarda, lo scenario che potete apprezzare in queste foto e godere in questi giorni in tutta la città esiste solo a Roma.
Un conto è, infatti, avere per imposizione statale l'onere di dover piazzare tot bandoni (vanno in rapporto alla popolazione residente), un altro conto è la qualità di questi bandoni. A Roma la parola "qualità" non è di moda e per questo motivo le cose fatte alla carlona non risultano strane, non saltano all'occhio. Così come non saltano all'occhio questi mostri di lamiera arruzzonita, pericolosissimi lungo le strade (ma finché non ci muore ammazzato qualcuno non ci si pensa), orribili, perfetti per generare ulteriore degrado e insicurezza.
Per montarli hanno anche quest'anno spaccato marciapiedi su marciapiedi. Lo hanno fatto anche con marciapiedi che erano stati da poco riqualificati. Senza pietà alcuna. Eppure questo sistema potrà senz'altro avere delle alternative. La faccenda è sfiorata anche dal Prip, il piano regolatore degli impianti pubblicitari, che nelle more dei regolamenti fissa anche la presenza di questi mostri. Mostri che possono essere cambiati, modificati, riqualificati (in attesa che una legge nazionale li elimini, come sarebbe logico) solo in presenza di risorse. Risorse che potrebbero arrivare proprio dall'applicazione del Prip che è stato approvato da mesi (dopo essere stato artatamente ritardato di un anno a causa dei magheggi della Commissione Commercio) ma che giace inattuato, senza bandi, senza concorrenza, senza che nessuno ci creda davvero.
Le conseguenze sono tante e terribili, queste sono alcune.
Per esorcizzare tutto questo vogliamo allargare lo sguardo alle altre città italiane e chiediamo a voi, nostri lettori che non abitate a Roma: com'è da voi? Ci mandate qualche foto? Ci dite come hanno risolto? Ci spiegate perché dopo 20 mesi di governo rivoluzionario dei ragazzi meravigliosi anche questo problema è stato ignorato? Ah no, qui non potete aiutarci...



































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