L'umiliazione, il degrado e il disagio di essere disabili a Roma. Un servizio del Tg2

6 maggio 2015

5 motivi perché il servizio IoSegnalo della Polizia Locale di Roma Capitale è da utilizzare e sostenere


La premessa è doverosa: siamo enormemente delusi da come sta andando questa amministrazione e, dunque, da come sta andando la Polizia Locale. Vediamo che le priorità sono enormemente sbagliate (i vigili prendono a calci i tavolini all'aperto, ma tollerano le auto in divieto di sosta che strangolano la città rendendola invivibile), vediamo ripetersi le modalità e i problemi di sempre. L'atteggiamento dei Vigili Urbani non è cambiato neanche un po' e nessuno dei problemi del corpo (e della città) è stato seriamente risolto: Roma versa in condizioni che ormai è diventato anche difficile raccontare per fino per noi che siamo nati per raccontarne il degrado. Detto ciò quando c'è una novità riteniamo che si debba partecipare con determinazione, si debba avere apertura mentale e buona fede, si debba fare la propria parte per essere cittadini per bene e inattaccabile. La novità in questione è il servizio IoSegnalo che oggi verrà presentato ufficialmente e che rende più "ingegnerizzato" il sistema di segnalazioni che, in maniera altrettanto innovativa, la Polizia Locale aveva inaugurato via Twitter. Il servizio permette di effettuare delle segnalazioni ufficiali, non più anonime, ma rigorosamente segrete: segnalazioni di polizia. Ha molti difetti: una grafica superata, sta all'interno del sito del Comune che sembra appartenere ad un'altra era geologica e che è il peggior sito istituzionale che una capitale occidentale possa vantare. Le procedure di registrazione infine sono complesse. Ma ciononostante invitiamo tutti i nostri lettori a provarlo, a sperimentarlo, a dirci la loro ed a partecipare stasera alla presentazione. Qui sotto i 5 motivi per i quali secondo noi è utile sposare l'iniziativa.


1. E' AVANTI
Non c'è nessun corpo di Polizia Locale in Italia che abbia messo su un sistema di segnalazioni di questo tipo. Altrove siamo ancora al telefono e all'operatore che si appunta la segnalazione. Per una volta siamo i primi e, probabilmente, saremo imitati da tutti.

2. PUO' GENERARE BIG DATA INEQUIVOCABILI
L'insieme di tutte le segnalazione potrà scaturire dati molto molto interessanti e a quel punto inequivocabili. Un conto è qualche telefonata (poche) su auto posteggiate a Piazza Farnese o sui marciapiedi di Piazza del Monte di Pietà (per fare due esempi su duemila), un conto è aprire il sistema su Piazza Farnese e scoprire che negli ultimi 30 giorni ci sono cento segnalazioni su sosta selvaggia. A quel punto nessuno potrà far finta di niente e l'amministrazione sarà costretta ad intervenire o, comunque, dovrà scegliere di non farlo pigliandosene le responsabilità. Pensate ad un incidente come quello di Piazza Istria. Il bus si allarga per evitare la sosta selvaggia piazzata in mezzo alla rotatoria e schiaccia uno scooterista. Pensate se, su IoSegnalo, quella sosta selvaggia fosse stata segnalata più volte e pensate se a fronte di queste segnalazioni non fosse scaturita neppure una contravvenzione. Chi sarebbe incolpabile di quella morte? Un sistema come questo può, dunque, inchiodare l'amministrazione (e la Polizia Locale stessa) di fronte alle sue responsabilità. Finalmente e inequivocabilmente. 

3. E' SICURO
Niente paura: l'anonimato è garantito anche se il sistema vi chiederà tutti i vostri dati. Non temete sulla divulgazione degli stessi, quando segnalate qualcosa su IoSegnalo state facendo una autentica segnalazione di polizia che verrà gestita come tale. 

4. FA RISPARMIARE L'AMMINISTRAZIONE
L'obbiettivo dell'amministrazione è eliminare le segnalazioni telefoniche per portare tutto su web (e su mobile). Un risparmio notevole anche in termini di costi e di personale.

5. FA RISPARMIARE I CITTADINI
Infine il servizio fa risparmiare i cittadini. Come? Semplice: se siete tra quelli che sono soliti chiamare il numero di telefono della Polizia Locale per segnalare prepotenze, ingiustizie e infrazioni sapete perfettamente quanti minuti bisogna attendere al telefono, sovente bruciandosi credito telefonico. Ecco, ora questa cosa potrà essere superata. 

Roma infestata dagli scippatori come non mai? Su internet vendono il kit per nascondere soldi e documenti per quei pazzi che ancora vengono a fare i turisti qui

5 maggio 2015



Cerchiamo Agenti, Rappresentanti per vendere nella Città di Roma il Borsello Nascosto, Hidden Bag. L'anno del Giubileo inizierà tra poco tempo, giungeranno a Roma milioni di pellegrini e turisti con l'aumento di borseggi e scippi agli stessi. Abbiamo la possibilità di fornire un prodotto che possa prevenire il borseggio e lo scippo. Si può vendere negli alberghi, pensioni, b&b, ristoranti, negozi souvenir, o dove il turista/pellegrino si trova. Alte provvigioni, chiamare per colloquio. Se volete notizie più dettagliate, su Facebook cercate hidden bag borsello nascosto.


Eccolo l'annuncio apparso in questi giorni su Kijiji a questo indirizzo. Gli altri sistemi urbani nostri competitors cercano talenti, idee, giovani laureati e specializzati per far partire idee, start-up e innovazione. Da noi i posti di lavoro sono per i rappresentanti che vengono la borsetta che evita gli scippi durante il Giubileo. Una roba di una tristezza o di una umiliazione infinita. Cari turisti, c'è un modo impeccabile per non venire scippati a Roma come succede a migliaia di voi ogni giorno: frequentate altre città!

Video. Regolamenti di conti, calci, pugni in faccia sotto la metro. Bande di ladri minorenni si fronteggiano per il controllo del territorio. Scene che manco a San Paolo del Brasile


Giusto ieri pomeriggio, proprio dentro il vagone della Metro A, ho assistito ad un vero e proprio regolamento di conti tra baby gang di nomadi minorenni (sicuramente un gruppo apparteneva alla solita gang che affligge i viaggiatori a Termini, le altre facce erano nuove, ma parlavano la stessa lingua): sono volati insulti, calci, pugni in faccia... il tutto davanti ai passeggeri increduli e spaventati che sono fuggiti. Questi incivili si sono allontanati solo quando è stata chiamata la Polizia.Fermo subito chi vorrà polemizzare sul fatto che abbia filmato: mi sono alzato di corsa per intervenire immaginando avessero commesso un furto, ma quando ho visto che si stavano fronteggiando tra di loro li ho lasciati fare: il problema non è mio. La cosa vergognosa è che fanno queste battaglie dentro un mezzo pubblico. Possiamo vivere così? Basta con il buonismo, basta con la tolleranza a priori! Svegliamoci! BASTA!

Pagina Facebook Quartiere Trieste-Salario

Roma. Continua lo sputtanamento diffuso su tutti i media nazionali. Ecco, recentemente, TG1 e TG5

4 maggio 2015


Video. Domenica 3 maggio alla Stazione Metro di Termini della linea B. Tra ladre e accattoni


Stazione Metro Termini, linea B. Nella prima parte del filmato l'accattone alle macchinette non parla lingue straniere, ma non c'è problema: con simpatica mimica fa capire ai turisti che devono mollare la mancia per farlo mangiare (so cute). Più avanti, in banchina, le solite signorine dei borsoni vuoti e larghi foulard non hanno bisogno di chiedere la mancia, loro cercano di servirsi da sole...

Mafia Capitale e molte altre storie su Roma Kaputt Mundi. Riproponiamo un servizio andato in onda nell'ottima trasmissione Petrolio

3 maggio 2015

Parcheggio di Tor Vergata. Il grande reportage in 40 foto per una situazione completamente fuori controllo






































La situazione del parcheggio della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” è completamente fuori controllo.
Parlo del parcheggio dell’Università, non di quello del Policlinico, dove impazza ormai il parcheggio tipo Tetris, dove dettano legge i parcheggiatori abusivi (e le forze dell’ordine non possono intervenire in quanto proprietà privata), dove il furto delle auto o dei pezzi di Smart ormai è quotidiano e normale, dove il parcheggio abusivo quotidianamente blocca le ambulanze e ritarda gli interventi di emergenza.
No, parlo dell’Università.
Sia chiaro, sparisce una macchina al giorno anche qui, e ci sono anche dei gruppi di denuncia (ma più precisamente di supporto e consolazione) su Facebook, dove giovani studenti che già affrontano le improbe condizioni economiche del soggiorno romani piangono la perdita del mezzo di locomozione che consente loro di sopperire alle deficienze dei trasporti.
Ecco, inizio parlando dei trasporti. La Facoltà di Medicina e Chirurgia è servita dal bus 500, ormai solo quello, visto che gli altri bus sono stati spostati dati i disagi. Quali disagi? La fermata del bus è sede ambitissima di parcheggio abusivo di tutti i tipi, che non risparmia le aree di sosta e svolta del bus, che spesso non riesce a manovrare e si blocca, con effetto a cascata su tutto il parcheggio. Non sono solo studenti pigri ad abusarne, ma anche runner e passeggiatori della domenica, che chiaramente devono risparmiare energie preziose da riservare alla salutare passeggiata, e non possono permettersi di camminare qualche decina di metri in più per parcheggiare regolarmente.
Il parcheggio della facoltà è enorme. Seriamente, enorme. Così grande che molti utenti dell’ospedale hanno imparato quanto è più semplice lasciare la propria vettura nel parcheggio riservato agli studenti. Comunque, come si vede dalle foto, le aree più “periferiche” del parcheggio sono vuote, il posto c’è SEMPRE, anche nelle ore di maggiore affollamento. Questo non impedisce il parcheggio selvaggio, finalizzato a non camminare quei dieci metri in più che rovinerebbero le fragili articolazioni femoro-tibiali dei cagionevoli studenti della Facoltà. Qui c’è un nutrito campionario di sosta irregolare, con delle tipologie particolari ed ingegnose che voglio illustrare nel dettaglio:
  • Il parcheggio “in mezzo”, ovvero al centro del parcheggio nelle aree che prevedono due file laterali di parcheggio “a spina di pesce”. Questo parcheggio consente di parcheggiare con prossimità maggiore alla Facoltà anche quando il parcheggio sarebbe pieno, e presenta il vantaggio aggiuntivo di non rimanere bloccati nei posti parcheggio “a spina di pesce” dalle auto, appunto, parcheggiate “in mezzo”.
  • Il parcheggio “in curva”, con gli stessi vantaggi di cui sopra. Certo, questo tipo di parcheggio riduce la viabilità del parcheggio a “budelli” che nemmeno i centri città alto-medievali. Certo, le vetture di dimensioni maggiori, i mezzi di rimozione, manutenzione, o i mezzi di soccorso e dei vigili del fuoco non riuscirebbero a passare, ma vuoi mettere dover arrivare in orario o fare qualche metro in più a piedi?
  • Il parcheggio “in divieto di sosta” e sugli incroci. Le strade sono larghe, perché tutti questi divieti? Ah, perché non si riesce a vedere altre vetture e si rischia di tamponare? Ma magari mi tamponassero, c’è l’ospedale e l’amico che studia giurisprudenza, chiedo i danni e sai quanti soldi ci faccio?
  • Il parcheggio “sul verde”, per gli amanti della vita all’aria aperta e per i possessori dei SUV, che possono fare sfoggio di tutto il loro potere sociale. Pazienza se l’erbetta si rovina e quando piove tutti diventa fango e finisce sulla strada, è l’occasione per un po’ di rally.
  • Il parcheggio “solidale”, sulle strisce o sulle rampe per disabili. Questo è riservato ai furbi, alla faccia di tutti quei fessi che hanno lasciato liberi questi posti gustosi.
  • Il parcheggio “funzionale”. Perché ben tre varchi di accesso al parcheggio? Tanto le barre di accesso sono state divelte il giorno stesso in cui erano entrate in funzione. Allora bastano due accessi, nell’altro si ricavano almeno tre parcheggi proprio di fronte la facoltà. Utilizzo intelligente degli spazi, no ?
  • Il parcheggio “esibizionista”. La rotatoria di svolta posizionata di fronte l’ingresso del parcheggio è stata riempita di paracarri per evitare il parcheggio abusivo che imperava, in un posto al sole proprio di fronte la facoltà. Questo non ha prodotto nulla, se non ridurre ulteriormente lo spazio di manovra. Quando un furgone, o un camion (che devono portare materiali di ricerca nei dipartimenti) non riesce a transitare, si blocca tutto. TUTTO. In attesa che l’esibizionista di turno si esibisca nella rimozione della sua vettura tra applausi di giubilo e lanci di fiori dagli spalti.
  • Il parcheggio “sostenibile”, ovvero quello che puoi attuare se hai un veicolo a due ruote. Sostenibile nel senso che puoi parcheggiare esattamente dentro la facoltà, proprio sotto la scala dello spiazzo antistante la facoltà. Cerco, se la scala non ci fosse il motorino potrebbe essere portato direttamente in aula… queste barriere architettoniche !!


Discorso a parte merita l’accesso secondario del Policlinico. Questo spiazzo, un tempo accesso primario del Pronto Soccorso, è ormai un accesso secondario che dovrebbe essere riservato ai mezzi della camera mortuaria, agli emodializzati, agli utenti dell’Istituto Mediterraneo di Ematologia e del Day Hospital di Ematologia, alle ambulanze per i trasferimenti con ambulanze dei pazienti, nonché ad alcuni operatori del Policlinico con posti riservati. Dovrebbe, perché questo parcheggio è diventato meta di assalto di utenti del Policlinico in cerca di un parcheggio vicino e “furbo”, alla faccia dei fessi che parcheggiano regolarmente. E qui si crea di tutto, dall’occupazione abusiva dei posti riservati agli utenti in emodialisi, a quelli riservati ai disabili, a quelli riservati ai motocicli. Basta? No, si occupano anche gli stalli delle ambulanze e gli ingressi dei box delle vetture di manutenzione e soccorso. Il posto riservato alle auto mortuarie però è sempre lasciato libero, verosimilmente perché porterebbe sfiga parcheggiare li.

Video. Anche a Testaccio e Mattatoio i grandi lavori di riqualificazione saranno soldi buttati? Un filmato per parlarne

2 maggio 2015


Sul recupero dell'area di Testaccio prospicente il Mattatoio e circostante a tutti i locali che trovano sede nel Monte dei Cocci rischia un grande nulla di fatto. I grandi lavori sulla Piazza Orazio Giustiniani, che hanno tolto tutto lo slargo dalle grinfie di un ben noto parcheggiatore abusivo che se n'era impossessato potrebbero essere vanificati se a fine lavori verranno tolte le strutture in cemento (fatte posizionare dopo una nostra denuncia di qualche mese fa) senza provvedere ad una protezione fissa. 
Ma soprattutto come si vede dal video c'è tutta la parte sinistra della strada che non ha beneficiato di alcun intervento, salvo il rifacimento del fondo stradale, e che così continuerà ad ospitare auto infilate in ogni spazio, in promiscuità coi tavolini e quant'altro. 
Macchine che si infilano tra i vasi, macchine che entrano, macchine che parcheggiano e che escono dal parcheggio. Anche grande pericolo. Speriamo che prima di consegnare questi lavori si provveda a mettere in sicurezza davvero questo tratto di Rione perché altrimenti dovremmo gridare, a gran voce, all'ennesimo spreco di denaro pubblico: si interviene ma non si risolvono i problemi anzi si aggravano...
Il motivo? Il solito: a Roma la sosta abusiva delle auto è considerata un dato di fatto, non un problema. Siamo gli unici al mondo ad avere questa visione distorta. Gli unici al mondo. Dovunque si riqualifichi una strada lo si fa badando a eliminare i possibili spazi di infrazione con apposito arredo urbano. Solo a Roma no. 

Quante sono realmente le persone che evadono il biglietto della metro? Davvero l'uno virgola qualcosa come sostiene Atac?

1 maggio 2015

Negli scorsi giorni l'account Twitter di Atac (l'unica cosa di Atac che funziona!) ha iniziato a divulgare dati e risultati della campagna, con tanto di hashtag, #maipiùsenzabiglietto. I dati ci sono apparsi subito molto strani: secondo i controllori di Atac circa l'1% degli utenti della metro viene multata e non paga il biglietto. (Sui bus il dato è ancora più impensabile: solo il 6% di evasori secondo i dati dei verificatori).

Ci siamo permessi di chiedere chiarimenti ad Atac sugli utenti "salmoni" (quelli che quando vedono i controlli tornano indietro e scendono alla stazione successiva) e su altro. La risposta è stata come al solito esauriente e chiara da parte del qualificato staff social dell'azienda di Via Prenestina. Eccola: 

Dati su "controlli concentrati" sono particolarmente significativi perché flusso viene setacciato e vengono controllati anche i "salmoni" che risalgono la corrente per sottrarsi al controllo; dato evasori è quindi statisticamente rappresentativo. O quelli che si "accodano" non si dirigono mai alle stazioni oggetto di "controllo concentrato" o non tutti non hanno il biglietto e si "accodano" per inciviltà.

Resta il fatto che i dati non ci convincono: basta appostarsi per un attimo in una stazione per vedere scene come quella che potete osservare in questo video. Dunque cosa succede? Succede che in realtà le percentuali divulgate quotidianamente da Atac non sono le percentuali degli evasori tout court, sono le percentuali dei multati. Ma non tutti gli evasori vengono multati. Molti, ne siamo certi, tornano indietro. Altri passano lo stesso ai controlli perché, lo diciamo per esperienza diversa, quando i flussi sono pressanti è sufficiente mostrare rapidamente anche la tessera del supermercato per passare. Quando il controllo è umano capita, ecco perché in tutte le metropolitane dei paesi evoluti solo chi paga davvero entra (con controlli ai tornelli, non con personale nei gabbiotti che non interviene in presenza di ingressi fraudolenti) e quando si esce - modello Londra, ma anche Milano - si timbra di nuovo. Al di là dei dati noi continuiamo ad essere assolutamente persuasi che siano gli utenti stessi a rubare ad Atac quei 100/120 milioni di euro all'anno che farebbero di Atac una azienda se non efficiente, almeno decente...


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