Recuperare le autorimesse trasformate in altre attività. Un progetto da perseguire

16 settembre 2018
Del resto è quello che ti saresti aspettato da una rivoluzionaria amministrazione grillina. Tornare indietro sulle scelte forsennate e scellerate fatte negli anni passati, quelle scelte che hanno trasformato Roma nella città più sacrificata d'occidente. Su tutto. Una rivoluzione a settimana, seria, ben spiegata. Con strategia.
Purtroppo non è andata così anzi è andata praticamente al contrario.
Ovviamente c'è qualche piccola eccezione perché anche un orologio rotto almeno due volte al giorno segna l'orario corretto. E quando ci sono le eccezioni noi ne parliamo veramente molto volentieri. In questo caso l'eccezione è solo  un pour parler, ma bene che se ne parli.

L'argomento sono sostanzialmente i sotterranei dei palazzi. E la loro destinazione d'uso.

A differenza di quanto i romani pensino, Roma è tutt'altro che una città "antica" e con un costruito "d'epoca" realizzato in anni antidiluviani. Nulla di più falso. Probabilmente fatta la media degli edifici è perfino più antica Milano, per paradosso, che ha un sacco di edifici tirati su nell'ottocento o negli anni dieci e venti. Roma è più "moderna". La porzione antica è piccolissima, tutta la crescita demografica è nuova perché a differenza appunto di Milano (ma anche di Torino, Napoli, Firenze, Genova, Palermo) quando Roma ha iniziato a crescere era microscopica, spopolata, un paesone più piccola di quello che oggi è Guidonia o Pomezia. A parte una infima percentuale di edifici di epoca romana, il centro della città è pressoché settecentesco. come media (c'è qualcosina del seicento, qualcosina dell'ottocento e del novecento). Poi c'è tutta la parte costruita in occasione di Roma Capitale, a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento. Prati, delle Vittorie, Esquilino. Ma stiamo parlando una superficie di costruito che è un nonnulla rispetto alle estensioni attuali della città. Restano altri pochi quartieri realizzati prima della Seconda Guerra Mondiale e poi si passa agli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta. Significa insomma che il grosso del costruito a Roma è stato realizzato già ai tempi dell'automobile.

Sebbene realizzati dai peggiori immobiliaristi del mondo che hanno avuto a che spartire con i peggiori politici locali del mondo in un contesto con la cittadinanza meno civile del mondo, moltissimi di questi palazzi tirati su a migliaia col boom demografico della città avevano nel loro sottosuolo lo spazio per le autovetture dei condòmini. Insomma i grandi problemi di parcheggio, se la progettualità degli edifici fosse stata rispettata e non stravolta, ci sarebbero stati ma comunque molto attenuati rispetto ad oggi. I condomìni avrebbero potuto gestire ciascuno un park interrato (tra l'altro ricavandoci quanto necessario per non chiedere ulteriori rate ai condòmini) e ogni angolo di città avrebbe avuto un'offerta di sosta in struttura a prezzi ragionevoli.

Cosa è successo dunque? E' successo che ad un certo punto ci si rese conto che a Roma era facilissimo posteggiare in strada. Carreggiate enormi e inutili non attrezzate, marciapiedi microscopici per una innata mancanza di rispetto verso i pedoni, zero repressione della sosta selvaggia, zero sensibilità quanto ad arredo urbano e zero disegno delle carreggiate di qualità dunque possibilità di posteggiare in seconda fila, sui marciapiedi, in curva, sulle strisce. E ancora: scarsissima rete di trasporto pubblico di superficie su ferro (tram) e dunque poche corsie preferenziali a limitare la sosta e a dare ordine alle strade. Insomma, invece di pagare il box sotto il palazzo, le persone presero a risparmiare quei soldi e parcheggiare in mezzo alla strada e nelle piazze (si posteggiava anche a Piazza Navona o a Piazza del Popolo, trasformate in parking). Tra l'altro lo stesso potevano fare una volta arrivati - rigorosamente in auto perché quando è facile parcheggiare allora si è incentivati a prendere il mezzo privato - a lavoro perché anche lì, nei quartieri degli uffici e nella city, lo scenario era lo stesso. I parcheggi sotto i palazzi rimasero sempre più vuoti e persero valore e appeal commerciale. Se tutti possono posteggiare dovunque a cavolo di cane senza pagarne le conseguenze, il prezzo di un box regolare deperisce, diventa meno interessante: c'è la concorrenza sleale dell'illegalità e del lassismo. 
Ebbene piano piano i grandi spazi sotto i palazzi si trasformarono a partire dagli anni Settanta in palestre, discoteche, uffici, supermercati, magazzini, cantine, caffè letterari. Pochissime le autorimesse superstiti (peraltro monopolizzate da poche famiglie originarie di Abruzzo e Molise) che facendo cartello tra loro sono riuscite ad imporre prezzi improbabili, specie per la sosta oraria disincentivata a causa del lavoro necessario a gestirla. A tutto questo si è aggiunta, alimentata dalle famigghie di cui sopra, l'indole di molti finti comitati di quartiere ecologisti contrari alla realizzazione di parcheggi interrati sotto le piazze e le strade. La somma di tutti questi episodi ha generato la situazione fuori controllo di oggi. 

Uno stravolgimento urbanistico insomma che è responsabile dello schifo che è oggi Roma, visibile affacciandoci alle finestre delle nostre case. Auto e lamiere dovunque: non avviene da nessuna altra parte del mondo.

Una rivoluzione, dicevamo. Qualcuno nell'amministrazione ne sta parlando e ci sta pensando (ripetiamo: solo pensieri, niente atti; come Raggi ci ha abituato). Speriamo che vi sia il coraggio di concretizzare una azione in questo senso. Molti di questi cambiamenti di destinazione d'uso non sono regolari, in alcuni casi non sono mai avvenuti contando sugli scarsi controlli e sul lassismo. Ripristinando la legalità si potrebbero recuperare decine di migliaia di posti auto in struttura, perfettamente regolari. Per rendere questi posti auto appetibili commercialmente l'azione da fare è però solo una: rendere meno agevole la sosta gratuita in superficie. Dunque ridisegno delle strade, dunque multe, dunque tanto tanto street control per la doppia fila, nuove pedonalizzazioni e corsie preferenziali protette. 
E poi vedrete come diventa molto più conveniente chiudere derelitte discoteche e sale da ballo e rimettere al loro posto autorimesse per togliere le auto dalla superficie pubblica e infilarle laddove stanno in tutto il mondo, ovvero in strutture apposite. Su rivoluzioni (che poi sarebbero la normalità, peraltro a costo zero, anzi con incassi sicuri per l'amministrazione) come queste la speranza è l'ultima a morire...

18 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Parcheggi condominiali a Roma?
Scherzi? poi e' na fatica dover muovere il braccio e mettere la prima per uscire dalla rampa del parcheggio....

Anonimo ha detto...

Mah, sarà pure vero quello che scrivete ma la situazione fuori controllo di oggi si deve innanzi tutto ad un eccessivo numero di auto circolanti dovuto ad un sistema di trasporto pubblico inefficiente. La prima causa è quella.
Ad ogni modo ben venga il recupero di autorimesse e la realizzazione di nuovi parking interrati per togliere e auto dalla strada.

Anonimo ha detto...

Sotto terra ci dovrebbero andare gli abitanti di roma, non le loro macchine... solo allora la città smetterà di essere il CACATOIO che è ora

Anonimo ha detto...

Io tutti questi palazzi con piani interrati d riconvertire non ne vedo... Qualche esempio?

Anonimo ha detto...

a me pare al contrario che alcune ex palestre abbandonate siano state (ri?)trasformate in parcheggi e box.
inoltre la civilissima Monaco di Baviera è un ammasso (splendido) di luccicanti auto parcheggiate ovunque, centro e periferia, certo non la 600 scassata ma belle auto dove la più pezzente è una 206, comunque pulitissima e senza un'ammaccatura. per il resto il paradiso del voyeur fanatico dell'auto sportiva.
non so se a monaco si paghi la sosta, penso che non abbiano problemi a pagarla, ma questo scempio di lamiere non mi sembra un problema urgente di roma.

Anonimo ha detto...

Non mi convince, questo piano, a Garbatella ad esempio, dall'altra parte della Circonvallazione, alcune palestre sono in ex garage: che fine farebbero? Una palestra grande non puoi spostarla nel locale affittato di 30mq, dovrebbero spostarsi in periferia, mentre è chiaro che come servizi devono restare nel quartiere e nel territorio.
Detto questo, mi è capitato spesso di vedere strade sgombre dalle auto, magari per qualche ricorrenza, ed erano più belle, più larghe, più umane, anche strade più anonime, che non avevi mai notato e non gli avresti dato due lire! Spostare tutta la sosta sottoterra sarebbe magnifico, ma come?

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Anonimo ha detto...

Sìsisisisisì, davvero geniale, la tipica genialità pentecatta. Diciamo che si attua quanto auspicato dall'altrettanto geniale estensore del post:
1) censimento di tutti gli interrati (con quale personale?)
2) cernita di quelli potenzialmente agibili come autorimesse (con quale personale?)
3) chiusura coatta delle attività in essere (migliaia di operazioni di Polizia)
4) valanga di cause e contenziosi per i prossimi 89 anni
5) blocco cautelativo di qualsiasi utilizzo delle strutture da parte del tribunale
6) con il tempo, le strutture rimaste inaccessibili e vuote per anni vanno in malora con
gravi danni ai condomini o finiscono per ospitare attività totalmente illegali.
Clap, clap, clap.

Cristina dell'Amore ha detto...

Non puoi decentemente usare il verbo pensare con riferimento a questa amministrazione, da bravo

wings io ha detto...

Your post is great and very interesting.

Anonimo ha detto...

Sono tassista e pertanto conosco pure le pulci di questa città, peccato che una volta che i buoi sono usciti dal recinto si può fare ben poco. Basta farsi un passeggiata a Via Gregorio VII la situazione è cosi grave dal punto di vista dei cambi d'uso, che servirebbe un carcere solo per quelli di Gregorio VII.

Anonimo ha detto...

Rendetevi conto che stiamo parlando di una citta' che e' il doppio di New York, sei volte Buenos Aires, sette volte Milano e ben dodici volte Parigi. E' un'enorme capitale, una megalopoli, che per funzionare come si deve ha bisogno di leggi speciali,come gli handicappati

anonimo romano ha detto...

In altri paesi come Londra si tende ad eliminare gli spazi per le auto visto che un palazzo progettato da Piano ha fatto scalpore sui nostri tg vista l'assenza dei posti auto.
Io non sono d'accordo ad aumentare i posti auto sottoterra ma anzi li dovrebbero aumentare ma tutti blu in tutta Roma riducendo le corsie da due ad una sola sulle strade facendo invece del parcheggio in fila il parcheggio a pettine mi viene in mentre ad esempio via degli Annibaldi ma anche la salaria a cosa servono strade larghe servono parcheggi e le strade dovrebbero essere fatte marciapiede bike lane parcheggio a spina di pesce una corsia auto di non più 3m cosi diviene impossibile la sosta in doppia fila

Unknown ha detto...

Se ci fossero in strada i vigili . Categoria scomparsa.a fare le multe..sicuramente ci sarebbe più attenzione

Unknown ha detto...

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Anonimo ha detto...

Ma infatti dove stanno vigili, giardinieri, carri attrezzi....il debito del pd qui, il debito del pd là, ma sono passati due anni senza spendere un cazzo per i servizi, per la manutenzione, sto debito ancora non s'è appianato???

Harry Carlos ha detto...

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Anonimo ha detto...

la maggiorparte dei garage, specialmente in quartieri residenziali/dormitorio sono vuoti. Se si cominciassero a ridisegnare le strade per una migliore ciclopedonalizzazione allora forse tutti questi garage vuoti avranno un senso, altrimenti e' come chiedere l'hyperloop quando non siamo neanche in grado di fare una corsia riservata per i bus.

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