Chi decide di tenere i mercati rionali come bidonville? Il caso di San Giovanni di Dio

24 settembre 2018




Sono moltissimi i mercati rionali a Roma. Incredibilmente ancora utilizzati (per quanto?) da un pubblico che però sta andando in smaltimento. L'età media dei clienti è altissima e questo significa che via via questi luoghi pittoreschi andranno morendo vittime della loro pittoreschezza.

Si salvano soltanto pochissimi luoghi che hanno saputo rinnovarsi, a partire dal Mercato di Testaccio che è stato capace di trasformarsi in un'attrazione turistica senza però snaturare il suo spirito verace. Un autentico miracolo che fa onore a chi lo ha gesto (anche se in gran parte non lo ha gestito nessuno ed è stato spontaneo).
Uno dei mercati più grandi, a servizio di uno dei quartieri più popolosi, è quello di Piazza San Giovanni di Dio. Attualmente una immensa favela maleodorante dove è semplicemente assurdo e impensabile considerare che si venda cibo. Se l'Italia fosse un paese normale, dove le regole si rispettano, questo mercato sarebbe chiuso da deceni: contravviene a decine e decine di norme e gli operatori vivono a contatto con degrado, sporcizia, volatili in un contesto che sarebbe inaccettabile per una discarica, figurarsi per una rivendita di alimenti.

Tutti sanno che bisogna fare qualcosa ma nessuno fa niente. Stupidità e ideologia anche qui vincono. Un progetto di riqualificazione pesante in finanza di progetto è evidentemente mal visto dagli operatori così come dal pubblico (la gente, a Ponte Milvio, quando il mercato venne riqualificato, iniziò a frequentarlo malvolentieri, perché aveva perso il suo sapore: i romani vivono troppo a loro agio nel degrado non c'è niente da fare) e così come la politica non vogliono risolvere il problema.

Ogni nuova edificazione è considerata speculazione e allora si resta in strutture che marciscono ogni giorno di più. La cosa fa particolarmente rabbia perché il mercato di Piazza San Giovanni di Dio sarebbe facilissimo da riqualificare. La grande piazza, infatti, è esattamente divisa in due. In una parte c'è un caotico parcheggio di auto e furgoni buttati alla rinfusa, nell'altra metà i banchi del mercato. Una eventuale partenza dei lavori terrorizza gli operatori che temono di dover interrompere per mesi o anni l'attività. Ma basta guardare la piazza dall'alto per capire che si potrebbe tranquillamente ovviare a questo. Gli operatori potrebbero lavorare nei loro box durante il cantiere che interesserebbe l'altra metà della piazza; una volta terminati i lavori potrebbero traslocare in poche ore macchinari, banchi, merce e attrezzature. 

Non si perderebbe neppure un giorno di lavoro e in più il mercato si troverebbe finalmente sul fronte di strada, esattamente di fronte alla fermata del tram (grande bonus) e la piazza - come come moltissime "piazze" a Roma piazza non è, perché è solo uno slargo polveroso e puzzolente - finalmente non costituirebbe più l'interruzione urbanistica al percorso pedonale di Circonvallazione Gianicolense. Oggi chi proviene a piedi da Largo Ravizza e va verso il Casaletto passa in un vuoto urbano che sarebbe colmato dal nuovo fronte di mercato proprio sulla strada. Coadiuvato poi da un parcheggio interrato e da edifici sopra (modello mercato di Testaccio, che sopra i banchi ha un albergo e altri servizi). 
Come dite? Non ci sono i soldi? Ah, allora non avete capito: il progetto in questione non chiede risorse al Comune o al Municipio, bensì le elargisce. E' un progetto che fa guadagnare la parte pubblica, non le richiede di investire. Poi, al posto dell'attuale mercato, una piazza vera (vera!) non una bidonville come oggi. Un giardino vero, con delle attrezzature vere, con dei chioschi di ristoro veri al servizio del mercato stesso e del quartiere. Dunque si possono fare nuovi posti di lavoro, si può fare urbanistica di qualità, si può fare un oggetto di rilevanza architettonica per dare dignità e identità ad un quartiere che non ha in questo momento dignità ne tanto meno identità. Oppure si può lasciare tutto così, mercati rionali dalle sembianze di slum indiani, come non avviene neppure nel Terzo Mondo.

33 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Ma con quello che sta avvenendo a livello nazionale, come potrebbe essere diversa Roma? Come potrebbe vivere e crescere sulla base di programmi, progetti, migliori prassi, competenze, cultura?
Roma è stato il primo laboratorio di sperimentazione del governo del Paese.
Altro che pianificazione e prospettive future. Tutto si giocherà sullo spostamento delle rendite, dai percettori attuali a quelli di domani.
Non serve studiare un progetto urbanistico, per i mercati o per altro.
Serve studiare chi, domani, riceverà in regalo le risorse (pubbliche e private), togliendole a chi le riceve oggi.
Amen

Anonimo ha detto...

Mi pare che è stato già pagato un progetto irrealizzabile, fatto senza procedere a preventivi carotaggi. Sotto c'è acqua, tanta acqua. Quindi parcheggio interrato no. I banchi sono lì da decenni ma non sono in regola quindi niente bagni, niente acqua, niente tettorie. Hanno fatto una romanella con l'asfalto punto. Dovevano ridipingere le strisce ma non s'è visto nulla fino ad oggi.

Gianni ha detto...

Ho visitato il mercato del Testaccio,molto bello.

Anonimo ha detto...

che accollo cosmico che siete. uscite e divertitevi!

Anonimo ha detto...

Roma deve puntare su questa sua qualità dieseere terzomondo, la terzomondezza!
È qesta la chiave del futuro, proporsi come una sorta di Cotronou europea!! E vedi come fioccano i turisti in cerca del brivido!

Anonimo ha detto...

Cotonou...

Anonimo ha detto...

Finchè Roma continuerà ad essere governata da una giunta di imbecilli, c'è poco da sperare.

Anonimo ha detto...

Tutto vero.. ma la "pittoreschezza" non si può sentire, anche perché è un termine che non esiste

Anonimo ha detto...

R O M A 1287 kmq


Milano 181 kmq

Parigi 105 kmq

Barcellona 101 kmq

Buenos Aires 203 kmq

Osaka 223 kmq

Manila 230 kmq

Taipei 272 kmq


Gesdire Roma non e' gome gesdire dei guardieri; Roma avrebbe bisogno di leggi sbegiali, gome gli handigabbati

Anonimo ha detto...

per quello che vale, trovo l'istanza dell'articolo fondamentalmente giusta. Il modello del mercato con i banchi è prono per definizione alla scarsa igiene in esercizio. Ma un conto è un modello di mercato dove gli spazi sono pensati per poter essere facilmente puliti dopo l'orario di apertura (piazza Gimma, rione Monti, via Magna Grecia, il nuovo mercato dell'esquilino), un conto è - come dice giustamente T. - una bidonville di prefabbricati. In piccolo basta andare a largo colli albani...ed è uno dei meno fetenti...
Sul piazzamento vicino al flusso di traffico invece sono assai meno d'accordo, per ragioni facilmente intuibili.
Cordialità

Anonimo ha detto...

madonna che schifo

Anonimo ha detto...

Ebola & colera subito!

Anonimo ha detto...

Perfettamente d'accordo, toglierei anche quello schifo di mercato sulla Portuense altezza Forlanini, che copre delle palazzine carinissime tra l'altro.

Anonimo ha detto...

La PITTORESCHEZZA? Ma dai, un munimo di decenza nell'uso dell'italiano.

Anonimo ha detto...

mi spiace ma siete dasvvero e totalmente disinformati.
quasi 15 anni fa (vado a memoria) il comune aveva deciso di ricostruire il mercato con due o più piani sotterranei, un piano mercato a livello terren, un piano negozi al primo piano, un giardino sul tetto. gli assegnatari (sottolineo assegnatari, non proprietari) dei banchetti si sono sentiti chiedere un "contributo2 per i lavori in cambio di poter restare "assegnatari" a lungo. i soldi, da quanto ho sentito dire al menrcato, sono stati versati (e si è trattato anche di cifre elevater) ma i labvori mai fatti. risultato? il comune ora ha le mani legate perchè non puo fare un bando di riassegnazione delle licenze dei banchetti a prezzo di mercato: se lo facesse si ritroverebbe in mezzo secondo in tribunale per, penso, truffa o peggio. e il comune non ha i soldi per fare i lavlri e i soldi versati all'epoca chissà per cosa sono stati spesi.
quindi rassegnatevi. quel mercato resterà cosi PER SEMPRE

Anonimo ha detto...

qualcuno ha scritto
<>

altra informazione errata.
io ho visto di persona i carotaggi fatti per giorni bucherellando tutta la piazza. mi ricordo che ero rimasto incuriosito dal colore argilloso delle carote estratte e ne avevo toccata anche una, terra argillosa friabilissima e molto umida, quasi zuppa d'acqua.

altro discorso è sapere che fine hanno fatto le carote e i risultati delle loro analisi.....

comunque è vero che la piazza è un lago d'acqua. probabilmente c'è un asorgente. quanti sanno che sotto via donna olimpia c'è una conduttura che ha imbrigliato un torrentelleo che veiva già da san giovanni di dio? quanti sanno che a piazza delle salette c'è un palazzo che da 30 anni ha installato una pompa ad immersione che periodicamente svuota la piscina d'acqua che si forma nella tromba dell'ascensore , filtrando dal terreno sottostante?
quanti sanno che la scuola a via fabiola è in pratica una immensa costruzione stile palafitta che galleggia su una piscina d'acqua?

Anonimo ha detto...

Il mercato di Monteverde gode inoltre della fortuna di avere un'utenza composta da gente piuttosto evoluta, che saluterebbe con giubilo la riqualificazione del mercato e che finirebbe per frequentare ancora di più.
In altre zone di Roma la coalizzazione tra esercenti e pubblico rende inattuabili questo tipo di progetti.

Anonimo ha detto...

ma la bolkenstein che fine a fatto?

Anonimo ha detto...

Senza dimenticare chi l'ha governata prima.Non hanno certamente brillato per lungimiranza.A differenza di Milano,che in un quindicenni di buone amministrazioni,ha fatto un salto di qualità stratosferico.

Anonimo ha detto...

Ma invece d fare tutte queste stupide foto inutili, potevi radere al suolo tutto e costruire un mercato super moderno ed ecosotenibile!! Sempre lamentarvi e poi non alzate un dito, perdete tempo a postare le fotine sul blog ebsu FB!

Anonimo ha detto...

Con poco si potrebbe fare moltissimo. Ma tenuto conto del basso livello dei nostri gestori dei banchi, occorrerebbe una spinta dal Comune (quando mai). Banchi standard tipo edicole esagonali del centro (ci sono già) un po di pini marittimi e possibilità di somministrare cibo fino alle 21,30. Si perderebbero circa un terzo dei parcheggi.

Miriam Lavoretano ha detto...

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Cordiali saluti



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Anonimo ha detto...

Buongiorno,

il mio nome e' Andrea Masciadri, ho una ferramenta a Meda in provincia di Monza e Brianza, sono stato denunciato perche' garantisco il posto di lavoro ad un down, invece che fare lavorare la gente.
Ho la faccia che assomiglia al culo della gente ed il corpo pieno di malformazioni, sono riconoscibilissimo.

Anonimo ha detto...

romano subbumano.

Anonimo ha detto...

Attenti, Miriam Lavoral'ano è grande mignotta

Anonimo ha detto...

che cacatoio... in un paese civilizzato questi luoghi li bombarderebbero da lontano coi missili balistici

Anonimo ha detto...

Fico 'sto mercatino, pare proprio un market di uno slum africano o una favela brasiliana! Per favore lasciatelo così com'è perchè da un punto di vista turistico potrebbe avere una forte valenza per turisti in cerca di veracità, anzi, proporrei di segnalarlo ai curatori delle Lonely Planet e Routard, e inserirlo anche su Tripadvisor.

Anonimo ha detto...

veramente indegno. E non è l'unico, segnalo anche quello di via urbano II, zona Boccea

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