La ridicola e patetica lagna per la chiusura del Cinema Maestoso

3 giugno 2018
Si perdono 8 posti di lavoro (otto!) e si smarrisce un presidio culturale. Queste sono le contestazioni che si fanno alla chiusura del Cinema Maestoso. Su questa base si catalizza la ennesima insostenibile protesta sempliciotta di politici e cittadini Una struttura fatiscente, marcia, pericolosa, fuori norma, dove nessuno realmente entrerebbe a vedere un film senza rischiare di prendersi il tetano.

"Un tugurio abbandonato e malgestito" come ammettono anche i cittadini che pur raccolgono le firme per evitarne la chiusura. 

Peccato che la chiusura dei cinema - oltre che a situazione di mercato relative alle abitudini dei consumatori - dipenda in larga parte anche dalle situazione ambientali circostanti. Il cinema Maestoso è stato lasciato morire a causa di degrado, abbandono, sciatteria, ambulanti, affissioni abusivi, cartelloni illegali, graffiti sui muri, scarsa illuminazione, arredo urbano da quinto mondo. 
Invisibile dalla strada (e questo ha anche conseguenze gravi dal punto di vista commerciale, è evidente), ricoperto di lamiere di furgoni euro zero dei peggiori ambulanti del mondo, il Maestoso è stato "difeso" dai cittadini quando era troppo tardi. Ovviamente la politica va appresso. Oggi, ultimo giorno di proiezioni del cinema, il PD è impegnatissimo nelle sciocche e tardive proteste. Solo azioni simboliche, inutili se non dannose. Peccato che è stato lo stesso partito a contribuire a far si che la situazione diventasse questa. 




Dove erano i comitati e i politici che oggi protestano a favore del Cinema quando bisognava davvero protestare per far sì che di fronte al cinema ci fosse un'area di rispetto. Perché chi si muove ora non ha raccolto firme per eliminare le bancarelle di pijamas, panciere e mutande che rendevano squallida la zona sconsigliando a chiunque di frequentarla specie la sera? Perché si è consentito per decenni l'umiliazione di questo tratto di Via Appia (noi su Roma fa Schifo invece lo abbiamo denunciato decine di volte con foto e video) e ci si sveglia ora? Perché chi oggi piange per 8 posti di lavoro perduti non si rende conto che una situazione di profondo degrado come quella che vede protagonista questo tratto di Via Appia Nuova determina la perdita di non 8 ma forse 80 o magari 800 posti di lavoro? Quando chiuse l'adiacente negozio di Trony, con decine di licenziamenti, proprio a causa del degrado e dello schifo di cui parliamo, nessuno scese in piazza. Evidentemente un lavoratore vale di più se stacca i biglietti al cinema o se vende bomboniere all'intervallo (forse in omaggio a Di Maio) piuttosto che se vende tv o lavatrici.

Se chi protesta (quelli che frignano oggi sono gli stessi che si stracciavano le vesti quando lo storico teatro\cinema venne riadattato a multisala: sacrilegiooh!) non capisce quali sono le specifiche e peculiari priorità della protesta staremo sempre a piangere sul latte versato come in questo caso. Peraltro ricoprendoci di ridicolo. Se si tiene davvero ai posti di lavoro perché non si fanno barricate contro la merdaglia bancarellara che devasta l'economia della città generando povertà, declino, morte commerciale e depressione? Se si tiene alla cultura perché si lascia che un presidio culturale venga sotterrato di degrado oltre ogni limite e dignità? E perché ci si lamenta solo quando tutto è perduto?

Auspici per la strepitosa struttura di Riccardo Morandi sull'Appia? Un grande investimento immobiliare, una seria società di development, norme facilitate per trasformare questo spazio: appartamenti, negozi e l'obbligo di ripristinare una parte cinematografica sostenibile. Ovviamente con la certezza per gli investitori di avere il marciapiede libero della zozzeria che c'è oggi. Perché in un contesto dove c'è qualità urbana, economia florida, commercio di buon livello, decoro e buon gusto anche un business ormai cronicamente in perdita come quello del cinema può essere un tassello sostenibile e sensato in un mosaico urbano-residenziale eccellenza. Quando invece tutto va a ramengo ed il degrado vince, le prime attività a farne le spese sono quelle culturali.

Normalità in tutto il mondo evoluto, utopia a Roma: avremo in realtà uno spazio abbandonato, che genererà ancor più degrado, che deprimerà ulteriormente i corsi immobiliari circostanti, che massacrerà il già massacrato commercio di prossimità e che magari verrà occupato dalla solita camorra dei "Movimenti per la Casa". Ma tutto, anche un esito così, è considerato a Roma meglio di uno sviluppo economico sano. Perché a Roma lo sviluppo economico è "speculazione". Amen.

23 commenti | dì la tua:

ste ha detto...

parole sante

Anonimo ha detto...

Massimiliano dove sei? Ti stiamo aspettando, alla solita spiaggia a Capalbio sotto la tenda. Ci siamo tutti, c'e' anche Antonio Albanese che ha portato le albicocche. Dopo ci andiamo a fare un aperitivo a piedi nudi alla villa di Flavia. Sei gia' in ritardo, ti aspettiamo almeno per l'aperitivo. Lascia perdere i poveracci.

Anonimo ha detto...

Il tetano non c'entra nulla con la ruggine...

Anonimo ha detto...

Aggiungiamo anche che la produzione cinematografica italiana è ai livelli minimi dal punto di vista qualitativo , in quanto uccisa da sussidi ad amici e parenti per produrre film inguardabili. Sul resto struttura ormai a fine vita, ok su tutto. Del resto anche il buon Nanni Moretti non sembra che sull' esterno del Nuovo Sacher abbia investito un euro.

Anonimo ha detto...

Voglia di cultura, cinema, allegria, architettura, pulizia: dai è finita un'epoca,

rassegnamoci.

Se ne apre una nuova di semianalfabetismo beota e conseguente ringhiosa invidia sociale, disperazione e degrado incontrollato, senza più responsabili e regole.

Si sopravviverà anche nuotando nel letame e, forse, fra decenni qualcuno spalerà le macerie.

Unknown ha detto...

oltre alla sciatteria con cui e' gestito il marciapiede antistante bisogna anche considerare che il cinema e' in crisi e un cambio di destinazione sarebbe comunque necessario.

Negli Stati Uniti avrebbero fatto una valutazione urbanistica (quali destinazioni sono possibili), una strutturale (l'edificio deve essere tutelato oppure puo' essere abbattuto), uno commerciale (se vogliamo che entri un operatore in grado generare profitto senza cedere alle slot machine dobbiamo ripulire i marciapiedi della zona) e poi avrebbero senza indugio aperto una gara per una rapida riqualificazione

Ma da noi per ogni tentativo di evoluzione c'e' sempre una resistenza uguale e contraria in grado di bloccarlo...

Anonimo ha detto...

Miei cari, quando arriveranno i due miliardi che la SindacA otterrà DIRETTAMENTE dal "Governo amico" (perché sia mai che quei "brutti e cattivi" della Regione si mettano sempre in mezzo ad ostacolarla), allora sì che le cose cambieranno veramente! (Spero si sia colta l'ironia)

Anonimo ha detto...

Bravissimo.
Speriamo che qualcuno che ha un'attività nascosta da bancarellari leggendo queste righe apra gli occhi su quello che gli succederà se non si muove per tempo

Anonimo ha detto...

Beh al cinema non ci va più nessuno perché, oltre al fatto che il 90% dei film che fanno oggi fanno CACARE, con 10 euro ci paghi un mese di Netflix invece di una serata passata a sentire gente che parla e schiamazza in sala. Di fatto gli unici cinema pieni oggigiorno sono quelli nei centri commerciali (file di mezz'ora per comprare i biglietti!), dove la gente va appunto ad atteggiarsi e a schiamazzare, non di certo a guardare film.
Detto questo, qualsiasi esercizio commerciale avrebbe chiuso in quel cacatoio di zona. Magari ci apriranno un bel DUBAI CASINO'

Marlene ha detto...

Per dovere di cronaca: Trony ha chiuso non per colpa dei mutandari che stanno lì davanti, ma perchè il proprietario dei Trony di Roma ha fatto bancarotta fraudolenta https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/trony-roma-arrestati-imprenditore-e-commercialista-hanno-sottratto-forti-somme-e-fatto-fallire-la-edom/3465118/

Anonimo ha detto...

Certo crisi del cinema e cattive gestioni della prestigiosa catena di elettronica, ma lo schifo esterno è cmq vomitevole e un senso di degrado senza speranza pervade il rassegnato cittadino

Anonimo ha detto...

Per tanti motivi (affezione, posti di lavoro, cultura etc) la chiusura del Maestoso, come di qualsiasi altro cinema, è un peccato, ma il cinema attrae meno, non c'è che dire, i dati parlano chiaro.
https://agensir.it/italia/2018/01/12/cinema-dati-cinetel-2017-in-negativo-quale-sfide-per-il-grande-schermo/
Però la "polemica" di Tonelli non mi pare fuori posto. Troppo tardi, troppi silenzi sullo stato di via Appia.
E "Perché in un contesto dove c'è qualità urbana, economia florida, commercio di buon livello, decoro e buon gusto anche un business ormai cronicamente in perdita come quello del cinema può essere un tassello sostenibile e sensato in un mosaico urbano-residenziale eccellenza. Quando invece tutto va a ramengo ed il degrado vince, le prime attività a farne le spese sono quelle culturali." mi pare intelligente. Oppure no?
Cordialità

Anonimo ha detto...

Mi spiace per i posti di lavoro e spero siano ricollocati altrove, ma quello schifo di struttura va chiusa e abbattuta perché obsoleta, se poi tolgono i mutandari e chiudono la sede del merdoso PD che tanto male ha fatto al nostro quartiere e alla città c'è da festeggiare per un mese intero.

how to make slime ha detto...

I did not know it until I read your post! how to make slime

Anonimo ha detto...

Ma chi è che scrive questi articoli? Sono tutti uguali! Scrivono sempre le stesse cose, cambiano solo i nomi di quartieri/luoghi/palazzi...
E Di Maio sempre in mezzo! Sempre lui colpevole. O Di Maio o la Raggi.
L'M5S, che fino a pochi anni neanche esisteva, ha, secondo questo signore che scrive su questo blog, la colpa di tutto. Oppure dovrebbe avere la bacchetta magica per risolvere decenni e decenni di politica schifosa. Boh!
Mi sa che bisogna riaprire i MANICOMI in questo paese!

Anonimo ha detto...

Intanto la nuova gestione dovrebbe avere l'obbligo di riassimilare il vecchio personale: gente dal nulla in mezzo alla strada è un gravame per tutti, ed esistono tutele per i lavoratori.
Ciò detto, la paccottiglia di via Appia è dentro i negozi, non fuori. accanto al Maestoso cinesi, cinesi, e ancora cinesi. Più in là il solito, disperante centro commerciale pieno di tutto tranne che di ciò che si cerca, riproduce grottescamente quelle piazze che vengono devastate per costruire i centri commerciali. Oltre, orrore commerciale, del resto degno dell'orrore dei residenti.
E' altrettanto vero che, se non fosse stato accuratamente abbandonato, rappresenterebbe un caposaldo della storia del quartiere.
Tant'è, il pianeta delle scimmie avanza.

Anonimo ha detto...

2:12
invece dei manicomi, basterebbe riobbligare ad andare a scuola, soprattutto ricominciando a far studiare un po' di educazione civica coatta ai coatti. Chissà , forse il populismo becero cazzipropri passato senza troppi problemi emetici da AleDanno alla Virginea Nullità finalmente si vergognerebbe di se stesso e dello squallore in cui ha precipitato questa città.

laura credito ha detto...

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Anonimo ha detto...

Sei davvero un poveraccio. Il Re dei Poveracci.
Pieghi ogni notizia, come sempre, ai beati cazzi tuoi e per salvaguardare sistematicamente il Privato.
Del resto come tu hai scritto tempo fa: Happio è un'oasi moderna.
Ciao disperato era tanto che non leggevo uno dei tuoi soliti deliri del cazzo.

laura credito ha detto...

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Claudio ha detto...

Abitando là da 50 anni posso assicurarvi che questo articolo immondizia racconta solo balle.

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