La assurda sperimentazione dei tornelli sui bus smontata pezzo per pezzo

24 giugno 2018
Inventarsi soluzioni nuove e inutilmente creative per problemi "vecchi" e che altrove si sono risolti da decenni è il modo più infallibile per non risolvere mai quei problemi. A Roma lo sanno bene, è una pratica in atto in città da sempre. 
Esempi? Si muore come mosche sulle strade Uh, cosa vogliamo fare? Come possiamo risolvere? Forse gli autovelox? Forse i dossi? O bisogna "fare cultura"? Peccato che l'incidentalità sia stata risolta dovunque con le ricette che tutti sanno. Ci sono i cartelloni abusivi. Come vogliamo fare? Li rimuoviamo? Facciamo un regolamento? Scriviamo un codice? Peccato che lo stesso problema l'abbiano risolto 20 anni fa dovunque, da Parigi a Napoli. E così via per tutti i problemi che uccidono Roma: non solo non vogliono risolverli, ma per non farlo inventano un teatrino di prese per i fondelli clamoroso fatto di dibattiti, discussioni, polemiche a mezzo stampa e immancabili sperimentazioni. A Roma si "sperimenta" tutto, qualche anno fa sperimentarono perfino il count down per il giallo pedonale ai semafori, una misura che esiste da sempre in tutto l'occidente evoluto. Qui si sperimenta. 

L'ultima folle sperimentazione sono i tornelli dentro ai bus. Avete capito bene: i tornelli. Una tecnologia che non ha cittadinanza in nessuna metropoli paragonabile a Roma (Londra, Parigi, New York) e che tutt'al più è sperimentata in qualche città italiana di provincia a puro scopo demagogico.

A Roma pur di non dire la verità a se stessi (ovvero che l'unico modo per eliminare la terrificante evasione sui mezzi pubblici è far bippare il titolo di viaggio all'ingresso controllati dall'autista), pur di continuare a scambiarsi clientele coi sindacati, pur di seguitare a utilizzare l'Atac come un bacino per raccogliere voti e denari e non come un'azienda che deve erogare servizi (solo a chi paga il corrispettivo), sono stati capaci di montare alcuni tornelli su alcuni autobus. Una sperimentazione probabilmente in realtà utilissima, non certo utile però ad abbattere l'evasione tariffaria (c'è chi parla di 120 milioni l'anno) bensì utile a poter dire "signori, abbiamo provato, ma avete visto che non si può!?". Come la "sperimentazione" dei controllori a bordo; come la "sperimentazione" dei funzionari che si trasformavano in pubblici ufficiali lanciati a controllare i biglietti e così via. Tutta fuffa, tutte prese in giro per chi ci casca.

Ma perché il tornello sui bus è una cretinata? Abbiamo provato a mettere giù qualche punto dispostissimi ad aggiungerne altri su vostro suggerimento, anche se davvero ci pare una perdita di tempo discutere ancora sul sesso degli angeli a questo livello. 

1. occupa spazio. Semplicemente occupa spazio. Il sistema occupa spazio. Spazio prezioso specie su alcune linee affollate. Tra l'altro chi entra può trovare il bus pieno e dunque stazionare sulla pedana pre-tornello così da non bippare e non entrare ma comunque usufruire del servizio. Ma in ogni caso quel tipo di apparecchio sottrae almeno tre o quattro posti-passeggero.

2. non permette una corretta evacuazione. Come si scappa in caso di bisogno (e ultimamente i bisogni sono stati notevoli sui veicoli Atac!)? Il sistema rende più facile o più difficile l'immediata evacuazione delle vetture? Secondo noi un po' più difficile

3. richiede più tempo per l'incarrozzamento. Anche solo i temi di apertura e chiusura tornello sono frazioni di secondo preziosissime nell'ottica di un aumento della velocità commerciale. Un conto è beggiare in ultra rapidità di fronte al conducente, un conto è aspettare che si apra e si chiuda il tornello, riprovare se ci sono dei malfunzionamenti ecc. Si aumentano il tempo di attesa alle fermate.

4. costa molto per l'installazione. Un sensore per fare bip ha un costo, un catafalco con due braccetti ha un altro costo. Perché spendere di più quando in tutto il mondo si utilizza un altro modello? E' spiegabile questa scelta?

5. costa molto per la manutenzione. Tutti i tornelli Atac hanno dei problemi enormi di manutenzione, basta vedere la situazione delle metro. Spesso restano chiusi, spesso restano aperti, spesso sono fuori servizio, l'azienda non ha i soldi neppure per chiamare l'assistenza. E quale è la proposta? Implementare sulla flotta altre migliaia e migliaia di tornelli da manutenere? Che è una follia lo capisce anche un bambino.

6. non permette l'accesso a chi non deve avere titolo. E se salgono forze dell'ordine? E se sale qualcuno ha ha comprato il titolo di viaggio dal telefonino? E se salgono delle persone non dotate di titolo di viaggio ma comunque titolate a viaggiare? Cosa succede? Chi aziona l'apertura del tornello? Quanto tempo si perde? 
Ma non dovrebbe essere normale!?

7. il sistema funziona solo perché i tornelli sono presidiati da due controllori e la porta di uscita da un vigilantes. Sembra una barzelletta ma è proprio così. E' semplicemente ovvio che una volta eliminati questi soggetti si tornerà ad una situazione per cui (come in molte stazioni della metro) la presenza del tornello diventa assolutamente pleonastica. Si passa sotto, si passa sopra, si entra dall'uscita, ci si accoda a chi paga facendo il trenino e così via. Tanto il conducente non è incaricato di fare nulla per cui possono pure spaccare un tornello ogni fermata e lui è autorizzato a fregarsene così come è autorizzato a fregarsene se qualcuno entra dall'uscita, se qualcuno fa trenino, se qualcuno gli intima "aprime er tornello sinnò te gonfio". Dunque delle due l'una, o metti migliaia di persone su ogni bus a controllare i tornelli facendo esplodere un costo del personale già esploso oppure implementi un sistema che non funziona. 

8. la proposta non coinvolge minimamente l'autista. Il conducente Atac continua a fregarsene, in questo modo, delle sorti del suo autobus. Non è coinvolto. La cosa non riguarda lui. Se la gente che sta dentro ha pagato o meno non lo tange, non gli importa. Questo a differenza tra i sistemi più evoluti in questo senso come quello di Londra o quello di New York dove il guidatore è dominus della situazione, autoritario e soprattutto autorevole. E pensare che Il Fatto Quotidiano ha titolato "finalmente a Roma il Modello Londra" e giù tremila e passa condivisioni. Ma quale modello Londra e modello Londra? Nulla di più distante. 

9. il sistema non prevede videosorveglianza. Il funzionamento impeccabile del sistema londinese si basa proprio su questo. Quando entri sul bus hai un riconoscimento facciale che levete! Hai una telecamera cctv puntata in faccia che ti fa molto passare la voglia di  fare lo spaccone, idem su tutto il resto del bus. Ogni angolo è videosorvegliato e ogni eventualmente sinistro o malversazione ha i suoi colpevoli facilissimamente individuabili. Questo è l'investimento tecnologico da fare, non i braccetti del tornello stile anni Sessanta. Ma la nostra sperimentazione di videosorveglianza non parla...


E tutta questa presa in giro viene dopo fior di conferenze stampa dedicate alle digitalizzazione dell'azienda e alle "nuove tecnologie". E poi debuttano col tornello, una tecnologia del 1958, mentre a Londra o a Milano hanno implementato ormai la carta di credito contact less: praticamente non esiste neppure più il concetto stesso di biglietto, entri nei mezzi sfiori il sensore col portafoglio, ti riconosce la carta di credito in modalità sfioro e hai pagato. Fine. 
L'unico metodo conosciuto al mondo per far pagare l'utilizzo degli autobus urbani è il seguente:
-il bus ha due porte
-il bus si ferma in fermata
-il bus incarrozza solo dalla porta davanti (quella dietro non può essere utilizzata per salire in alcun modo)
chi entra bippa il proprio abbonamento o carta di credito sul sensore e va avanti
-in caso di anomalie (passeggeri che entrano dalla porta di dietro o passeggeri che non bippano) l'autista è obbligato a spengere il motore del mezzo e a non ripartire finché tutti non hanno ottemperato
Fine. 
Questo si fa a Londra, si fa a New York, ora si fa perfino a Roma grazie alle scelte di Cotral. Ma Atac non può, Atac non si tocca, i conducenti Atac si rifiutano categoricamente di fare quel che fanno tutti i loro colleghi nel mondo. Se li obblighi nun te votano più. E per salvare la faccia bisogna inventarsi le sperimentazioni. 
Intendiamoci bene: la linea politica data dal Comune è stata ottimale eh. Cioè il Comun e ha detto all'Agenzia per la Mobilità qualcosa tipo: "la gente che sale sul bus deve avere il biglietto, chi non ce l'ha non deve entrare". Poi però si è passati all'implementazione e l'Agenzia per la Mobilità, con una scelta imperdonabile e che l'amministrazione non dovrebbe perdonare, ha inventato un catafalco mai visto e ridicolo contribuendo solo a far nuova confusione e a perdere nuovo tempo. 

63 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Ha molto senso quello che dici. Purtroppo loro vivono in un mondo parallelo.

Bat21 ha detto...

Ottimo articolo. Asfaltate atac e chiedete la gara a gran voce

Anonimo ha detto...

4. costa molto per l'installazione. Un sensore per fare bip ha un costo, un catafalco con due braccetti ha un altro costo.

Vi posso dire anche quanto: da fonti molto ben informate (un amico che all'ATAC ci lavora) ho saputo che il costo è di circa 500 € a impianto.

Anonimo ha detto...

E quindi la colpa non sarebbe dei cittadini? Che aspettano la pappa pronta dal Comune, invece di rimboccarsi le maniche e iniziare loro per primi a darsi da fare per riformare ATAC! Troppo facile stare lì sulla riva del fiume a criticare sempre e basta!

Anonimo ha detto...

3 persone e un tornello del cazzo per far pagare un biglietto... GENI

Anonimo ha detto...

Magari atac ha anche pagato una consulenza per questa bella pensata.

Anonimo ha detto...

Dillo al vostro pupillo Enrico Stefano che se lo vende ogni giorno sul suo profilo fb, se provi a chiedergli conto ti banna.

Questi devono andare via quanto prima.

Anonimo ha detto...

Come si fa a salire con il passeggino??

Anonimo ha detto...

Ma come si fa, nel 2018, a perdere ancora tempo a correre dietro a chi non paga il biglietto? Bisogna essere davvero cretini. I ricavi dell'ATAC derivanti dalla vendita di titoli di viaggio sono, grosso modo, 20 milioni all'anno, vale a dire circa 7 euro per abitante. Se invece dell'attuale sistema si decidesse di far pagare 2 euro al mese ciascuno, quindi 24 euro l'anno, magari arrotondando a 25, si incasserebbero 70/75 milioni. Niente più spese per gestire macchinette emettitrici, obliteratrici, controllori, distribuzione alla rete di vendita, uffici abbonamenti, cause legali per il recupero delle sanzioni non pagate... Aggiungendo 50 centesimi al giorno alla tassa di soggiorno si coprirebbero alla grande anche i turisti. invece stiamo qui a spendere soldi per i tornelli...

Anonimo ha detto...

IO TROVO I TORNELLI UN'OTTIMA SOLUZIONE

il costo lo ripaghi in 4 giorni di introiti che altrimenti andrebbero perduti.

che differenza esista, in termini di rallentamento del servizio, tra un bip e due aste che si abbassano e' tutto da capire

l'autista ha probabilmente un pulsante che permette di abbassare i tornelli in caso di emergenza o presenza di forze dell'ordine

sempre in caso di emergenza gli autobus romani hanno 3 porte, una la si tiene sempre chiusa e la si apre solo x conclamata emergenza.

la soluzione della telecamera come mezzo di dissuasione migliore dei tornelli e' una emerita stronzata. Volete che qualche poliziotto sprechi una giornata nel tentativo di identificare qualche balordo che non ha pagato un biglietto di 1,5 euro? E se anche venisse identificato cosa gli accadrebbe dato che la giustizia italiana nn riesce neanche a perseguire assassini e stupratori?

Anonimo ha detto...

Sono madre di 4 figli che cresco a pane, stecche in faccia e moschetto (forse ci siamo capiti che tipo sono).
Bah, che dire: se io pizzicassi un pargolo a fare il trenino gli direi che è una cosa che ricorda i culattoni. E se passasse sotto la sbarra gli sputerei in faccia!
Il signor Tonelli ha ragione. Serve CULTURA! E non è certo la cultura del mainstream di Soros, o del Saviano (che ha un attico a Nuova York di 10mila metri quadrati) quella che serve.

Rispetto rispetto rispetto! E supportiamo convinti il nostro MINISTRO DELL'INTERNO!

Solo così faremo pulizia da questa feccia... eh sì signori perchè è una vera e propria feccia!

Vi saluto, fierissima e romanissima

Barbarella

Anonimo ha detto...

Cara Barbarella arrenditi. Non scalzerai mai Laura Credito dai nostri cuori.

Anonimo ha detto...

Barbarella, nome da zoccola. Ma zoccola stupida.

Anonimo ha detto...

Nel III Municipio ha vinto Giovanni Caudo.

Anonimo ha detto...

L'installazione dei tornelli può avere dei limiti e dei costi eccessivi ma a mio giudizio non è quello il problema.
Se viene organizzato seriamente, il sistema può funzionare.
Il problema è la sciatteria con cui vengono organizzati i servizi pubblici a Roma, per cui, giustamente, la gente non si fida.
Allora davvero è meglio il modello Londra, che richiede meno costi di manutenzione e non c'è il rischio di danneggiare i tornelli che magari poi non verrebbero mai riparati, perché siamo a Roma.
Tuttavia anche il modello Londra può fallire se gestito male. La gente entrerebbe dall'uscita , ad esempio.

Anonimo ha detto...

La gente entrerebbe dall'uscita e l'autista non arrestera' mai il bus e nessuno rivedra' mai le immagini della videosorveglianza.

Anonimo ha detto...

Sig. Tonelli
Sono figlio di italiani nato in Argentina quasi 70 anni fa, dal 1977 vivo in Italia, residente a Roma. Le racconto brevemente come funziona il sistema pubblico in una città del terzo mondo, Buenos Aires, Argentina.
Per usufruire di qualsiasi mezzo pubblico, Lei *deve* avere con se una tessera (di nome SUBE) che si acquista in tantissimi posti: tabaccai, giornalai e via dicendo. Ha un costo di 25 pesos (meno di 1 euro) più la ricarica per spendere nei viaggi su TUTTI i mezzi, metropolitana inclusa.
Negli autobus si sale solo dalle porte davanti e l'autista controlla che lei appoggi la tessera nel lettore per scaricare l'importo corrispondente (contact less). Della serie: NO TESSERA / NO VIAGGIO. E l'autobus non si muove se lei non ha la tessera o non vuole usarla. E meglio che faccia veloce perché la gente s'innervosisce...
Ha finito la ricarica della tessera? No problema: Il sistema le da un credito di 20 pesos che pagherà alla prossima ricarica, potendo nel frattempo arrivare a destinazione.
Se ne ha i titoli si registra (anche online) ed usufruisce degli sconti per età o frequenza di viaggio (tipo abbonamenti).
Più info può trovarla (Lei e anche i dirigenti ATAC) presso https://www.argentina.gob.ar/redsube
Cordiali saluti

Massimo ha detto...

Anonimo 8:47

D'accordo al 10000000%
Pagare tutti per pagare meno.

Anonimo ha detto...

Finalmente una persona intelligente. Ovviamente la tua osservazione non è stata capita da nessuno e nessuno la commenta. Molto meglio parlare di calcio e tornelli. Il trasporto pubblico gratuito è una realtà a Bonn Monaco Francoforte. E il suo costo è bilanciato dalla mancata emissione di Co2 per cui la Germania rischiava invece multe salate dall'Unione Europea

Anonimo ha detto...

Grande Tonellone, neanche i tornelli ti vanno bene.

Anonimo ha detto...

Mi piace questo sistema. Anche da un punto di vista etico, chi paga i 25 euro per autobus che non utilizza avrebbe comunque dei vantaggi indiretti: strade più sgombere, trasporto più efficiente, aria più pulita, meno incidenti, turisti più soddisfatti e propensi a tornare e a spendere.

Anonimo ha detto...

E basta con questi autobus!! Sono mezzi anacronistici. Perchè invece non consentire anche ai poveri di avere un Suv?? Magari con dei finanziamenti agevolati??
La democrazia c'è solo quando fa comodo a voi....

laura credito ha detto...

Voi che avete bisogno di un finanziamento per la vostra casa, per il vostro affari, per acquisto d'automobile, per l'acquisto di moto, percreazione della vostra impresa, per le vostre necessità personali più di dubbio.
Accordiamo crediti personali che vanno del 2.000 a 3.000.000€ con un tasso d'interesse nominale del 3%.
Email : lauracredito2000@gmail.com

laura credito ha detto...

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Anonimo ha detto...

Le sperimentazioni si fanno per testare il rapporto vantaggi/svantaggi, e se non si fanno non si può capire se una cosa effettivamente funziona o no: è facile per voi chiacchieroni di professione criticare tutto a priori, ignorare completamente una cosa che poi funziona bene, e spuntare dalla sabbia quando una cosa non funziona per esclamare "l'avevo detto io!"

Anonimo ha detto...

Inoltre i bus a Londra hanno un sistema idraulico che si alza o si abbassa in base all'altezza del marciapiede,la mamme con il carrozzino o un disabile in carrozzella entra con semplicità'.

Anonimo ha detto...

Far pagare il costo del trasporto pubblico non al singolo utilizzatore ma a tutta la popolazione sarebbe l'uovo di Colombo. A quelli che subito si metterebbero a strillare risponderei che pur non avendo mai utilizzato un'ambulanza, anche se non ho mai avuto bisogno dei vigili del fuoco, anche se non sono mai stato ricoverato in ospedale sono ben contento che questi servizi ci siano e, dunque, di pagare le tasse che servono a mantenerli.

Anonimo ha detto...

Hahahaha

Anonimo ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo su questo articolo, a partire da fatto che a Roma ogni cosa che in altre parti dìItalia o estere è in vigore da decenni qui richiede "uno studio". Come esperto di trasporti, mi ricordo quando, anni fa, ATAC aveva allo studio il comando degli scambi tramviari di tipo induttivo (anzichè con una slitta posta sulla linea aerea), sistema che a Milano e Torino, ad esempio, era già abbondantemente in vigore.
Circa questa sperimentazione, il problema per attuarla in stile Londra è che, prima di tutto, la puoi attuare solo su linee a scarso traffico. Poi, a parte quanto detto nell'articolo in oggetto (giustissimo) occorre tutto un sistema dietro di dissuasione verso chi vuole fare il furbo. A Londra, ad esempio, se l'autista chiama le guardie queste arrivano in pochi minuti, qui magari dopo ore. Poi, là, è la stessa gente che, avendo un forte senso civico, richiama gli scorretti, e se fai lo stronzo là non la spunti proprio. Qui a Roma, im presenza di storture, tutti se ne fregano, a torto o a ragione che sia, a cominciare dal personale, che non interviene mai un po' per menefreghismo, un po' perchè, obiettivamente, non si sente protetto nè tutelato. Insomma, non la vedo facile la soluzione del problema.
Del resto, che coerenza si può pretendere da una azienda che intende assumere 620 autisti (notizia di questi giorni), quando la stessa ha portato i libri contabili in Tribunale?! Vi sembra normale che un'azienda che ha in atto una procedura fallimentare assuma altra gente?! A me no.

Anonimo ha detto...

"La proposta non coinvolge minimamente l'autista": beh, questo forse per ora. Se l'esperimento dovesse andare avanti, sicuramente all'autista vanno affidati maggiori poteri, quindi intanto deve diventare un Pubblico Ufficiale, e non un semplice Incaricato di Pubblico Servizio come è ora (artt. 357 e 358 Codice Penale), quindi con qualifica di Polizia Amministrativa, così da avere diritto a controllare il titolo di viaggio, e l'esercizio avverrebbe ad agente unico. Però in certe zone "calde", come Tor Bella Monaca o simili, la cosa non mi pare per niente facile. A meno che in quelle zone non mandi conducenti con corporatura tipo Incredibile Hulk, anche senza avere la pelle verde...

Tramvinicyus ha detto...

L'autista che controlla la "beeppata" è una sòla e lo sappiamo tutti....alla quarta "beeppata" da controllare , la quinta "nu je compete..." e finisce tutto con la solita romanellata che è il nostro congenito cancro. Il biglietto lo "beeppa" o lo vende il personale contrattualizzato per questo. L'unica certezza di riscossione del titolo di viaggio è il personale che lo vende in vettura, sennò sei fuori dallo spettacolo Leroy...( a calci in culo però...)

Anonimo ha detto...

Un'altra alternativa potrebbe essere un massiccio incremento dei verificatori, che però devono passare un po' su tutte le linee ed a tutte le ore, perchè se no serve a poco. Io raramente prendo gli autobus nelle ore serali o (peggio) notturne, e quando capita non ho mai visto passare una squadra di verifica. E non va bene, perchè forse è proprio nelle ore serali e notturne che l'evasione è elevata (quasi nessuno lo vedo che timbra). Le quali squadre, in certe zone ed in certi orari, andrebbero coadiuvate da agenti della Polizia Locale, concetto questo che, già applicato in alcune altre città italiane, è evidentemente ancora sconosciuto a Roma. Però, ribadisco il concetto che è anche un po' tutto il circondario che deve cambiare mentalità e capacità gestionale: dai politici e dirigenti in giù, per finire al personale, agli utenti e così via. Ed è quest'ultima cosa che non vedo facile qui a Roma, perchè su questo problema si è lasciato troppo correre, in questi ultimi anni. E quando un fenomeno sociale lo si lascia troppo degradare, poi vallo un po' a rimettere in sesto.
Il problema è che, se in certe zone come ad esempio Tor Bella Monaca, non si riesce (o non si vuole)a combattere efficacemente nemmeno banali fenomeni di vandalismo (come i sassi addosso agli autobus) con interventi rapidi ed efficaci da parte delle forze dell'ordine e con pene certe e dure per i vandali, non credo cambieranno mai le cose, qui a Roma. E finora, negli ultimi anni, non ho visto nessuna giunta, di qualsiasi colore od orientamento politico, voler veramente intervenire su certi fenomeni, per quello che compete o che può fare, qui da noi, una giunta municipale. Si fanno questi esperimenti, questi "interventini" sporadici che poi finiscono e tutto torna come prima.
Io poi dico un'altra cosa. Quante squadre di verificatori ha l'ATAC non lo so, ma cosa costerebbe, ad esempio, organizzare in maniera diversa il loro operato? Per esempio, invece di controllare sempre e solo le stesse linee, ogni tanto le mandassero, magari in massa, a controllare anche linee finora, appunto, mai controllate, della serie, ad esempio: "Oggi, per una settimana, controlleremo tutte le linee in zona Monte Sacro, poi, per un'altra settimana, quelle di Ostia", e senza preavviso (oppure puoi anche avvisare la gente con cartelli esposti sui bus, poi quello si vede). E già argineresti maggiormente il fenomeno, perchè se in un certo quartiere la controlleria per anni non si fa vedere praticamente mai, automaticamente la gente, che qui da noi per cultura, indole e quant'altro è scarsamente dotata di senso civico, si disabitua a fare il biglietto, con le conseguenze che sappiamo.

Anonimo ha detto...

E poi un'altra cosa. La finissero con l'impiegare, nelle squadre di controlleria, ragazzotte anoressiche. Il personale ispettivo deve essere formato da soli uomini, che devono poi anche essere rigorosamente alti due metri e con corporatura massiccia, così da scoraggiare eventuali fenomeni di aggressione.
Mi ricordo una volta, a Parigi, quando su una linea tramviaria servente zone periferiche non molto tranquille salirono, di sera, tre controllori energumeni alti appunto due metri o giù di lì. Il primo ha detto al conducente, con fermezza e decisione: "Fermez toutes les portes" (chiudi tutte le porte) ed hanno iniziato a controllare. Ad un certo punto hanno trovato un tizio, sprovvisto di biglietto, che ha iniziato a fare storie. Beh, lo hanno sollevato di peso e portato fuori dal tram verso una caserma della gendarmeria francese. Così si fanno i controlli, non con (come da noi) ragazzotte anoressiche e ragazzotti collegiali che salgono svogliatamente a controllare, venedno poi spesso aggrediti.

Anonimo ha detto...

Io sono stato controllato più volte (un controllo biglietti a bordo bus + uno al tornello metro + un controllo di polizia alla stazione!) a Napoli in tre giorni che a Roma in circa 15 anni (1 sola volta). Anarchia totale.

Anonimo ha detto...

Ma infatti a Napoli ci sono molti più controlli sui mezzi pubblici rispetto a Roma.

Anonimo ha detto...

Comunque non è del tutto esatto dire che nelle città estere non si usano tornelli su bus e tram. Infatti, nella capitale della Russia (Mosca) quasi tutti i mezzi di superficie li usano.

Anonimo ha detto...

Poi ci sono altri fenomeni da contrastare. Mi capita sempre più spesso di vedere, sui bus, bande di ragazzotti e ragazzotte che fanno il porco comodo loro: grida, schiamazzi, telefonini a tutto volume e, talvolta, fumano pure, per non parlare, poi, dei cani di grossa taglia senza museruola. Ecco qui che servirebbe un massiccio impiego dei verificatori anche per fungere da deterrente contro questi fenomeni, che tra l'altro sono pure perfettamente sanzionabili (Articolo 30 Regolamento di Polizia Urbana).

Anonimo ha detto...

Che poi stanno sperimentando l'acqua calda. Un esperimento di esercizio con conducente che controlla i biglietti e li fa pure venne già fatto, a Roma, nel 1932, dall'allora ATAG. Eccovi i dettagli in questo link:

http://www.tramroma.com/common/tariffe/ag_un32.htm

Anonimo ha detto...

E non solo. Un secondo esperimento fu fatto in occasione delle Olimpiadi del 1960, che si svolsero a Roma. L'ATAC allora decise di acquistare vetture di piccole dimensioni (all'epoca chiamati "microbus", anche per fare l'esercizio senza fattorino sulle linee a scarso traffico, col conducente abilitato a fare anche da fattorino ed a gestire il servizio cassa e ragioneria. Tra l'altro, uno di questi microbus è quello che appare nelle scene iniziali del primo film di "Fantozzi" del 1975.
Ecco un link con i dettagli:

http://www.tramroma.com/autobusroma/rete_urb/autobus/rotabili/autrot_45.htm

Anonimo ha detto...

Mntre qui a Roma si perde tempo con questi stupidi esperimenti, ecco cosa fanno le aziende di trasporto serie:

http://www.ferrovie.it/portale/articoli/7578

Non come qua dove, alla stazione di Jonio, anzichè timbrare anche in uscita il titolo di viaggio, la gente passa dal tornello dell'uscita di sicurezza, sempre aperto perchè a nessuno degli addetti "nun je compete" di chiuderlo...

Anonimo ha detto...

@anonimo 1:32

per amor di verità, questo capita spesso anche a Milano; non tanto sulla metro, ma sul Passante sì (e da lì si può passare nella metro). Comunque è vero che l'obbligo di strisciare in uscita ha abbassato ulteriormente l'evasione, che era già bassa.

Il motivo è semplice: siccome i mezzi funzionano bene e quindi TUTTI li utilizzano frequentemente, dalla casalinga al manager incravattato, la stragrande maggioranza dei passeggeri ha un abbonamento.

Anonimo ha detto...

Ad Anonimo giugno 29, 2018 12:52 PM: sì, quello che dici è giusto, però va precisato anche che trattasi comunque di un'azienda di trasporto, l'ATM di Milano, che è sempre stata più seria e meglio gestita dell'ATAC di Roma, per tutta una serie di motivi che qui sarebbe troppo lungo elencare. Il passante, poi, non è gestito dall'ATM ma da Trenord, quindi è un altro discorso (un po' come da noi le linee FL). Poi certo, un servizio più efficiente è e più invoglia maggiormente l'utenza a pagarlo ed a servirsene. Però è un seprente che si morde la coda: più la gente non paga, più calano le entrate ed il servizio peggiora, a prescindere poi da un'effettiva e cronica carenza nell'organizzazione e nell'efficienza del trasporto pubblico romano, nonostante poi quest'ultimo, in passato, abbia vantato pure dei primati: a Roma, per esempio, per la prima volta in Italia circolò un tram elettrico (1890); fu Roma ad avere la prima metropolitana nazionale (febbraio 1955, metro linea B), oppure i tram articolati tipo "Stanga", ancora circolanti a Roma (quelli usati essenzialmente sul 19, per intenderci), derivano da un modello simile progettato a Roma, nel 1938, dall'ing. Mario Urbinati, che all'epoca fu di assoluta avanguardia mondiale; la ferrovia Roma-Lido fu la prima in Italia (o forse la seconda, dopo la Napoli-Portici) ad avere i marciapiedi all'altezza del pavimento delle carrozze (1924), nonchè i primi treni navetta in Italia con locomotore telecomandato in spinta, e via discorrendo.
Il problema è che, come dice giustamente l'articolo, tutto ciò che nelle altre città italiane ed estere è in atto già da tempo, a Roma, negli ultimi tempi, "è allo studio", e questo è accaduto talvolta anche in campo tecnico (vedasi ad esempio la questione del comando degli scambi tramviari di tipo induttivo, che fino a non molto tempo fa a Roma era "allo studio", mentre in altre parti d'Italia già funzionava benissimo). Purtroppo è andata anche perduta quella competenza tecnico-organizzativa (e storica) che una volta a Roma, nonostante tutto, esisteva.

Anonimo ha detto...

@Anonimo 3:58

conosco bene, perché a Milano ci vivo. Ho omesso di indicarlo, ma il problema del Passante è PROPRIO che è gestito da Trenord, la quale a sua volta si porta dietro in maggioranza personale di origine FS con annessa attitudine "ministeriale" (non che Ferrovie Nord fosse il non plus ultra dell'efficienza, ma quando erano separate la differenza si notava eccome). La differenza si nota in molti dettagli: ad esempio, nelle stazioni del passante ci sono i graffiti, mentre quelle della metro sono in genere immacolate (scale comprese). Lo stesso dicasi per i treni.

Per i milanesi l'ATM, un po' come San Siro o la Scala, non è solo l'azienda di trasporti, è un'istituzione e un simbolo. Quando l'azienda dovette essere privatizzata per legge, anziché cambiarle nome come fecero in molte altre città d'Italia, fecero di tutto perché continuasse a chiamarsi ATM e così l'Azienda Trasporti Municipali diventò l'Azienda Trasporti Milanesi. Nella maggioranza dei casi anche i dipendenti sentono l'orgoglio di lavorare per l'azienda. Penso che per un milanese l'idea di una ATM in liquidazione non sarebbe neanche vagamente concepibile.

Poi, certo, sono due città completamente diverse, Milano è più piccola e compatta, quando scavi non trovi le terme romane ogni due metri ecc ecc (anche se in realtà la M4 è stata rallentata più volte da ritrovamenti archeologici). Se proprio devo dire due fattori che secondo me sono stati dirimenti, direi 1) Milano, prendendo esempio dalle città del Centro Europa cui è sempre stata culturalmente vicina, non ha MAI smantellato i tram come Roma, e 2) anche se lentamente, lo sviluppo della metro ha seguito un PIANO PREORDINATO fin dall'inizio (se guardi le primissime mappe degli anni 30, le direttrici sono quasi identiche a quelle di oggi!), con una strategia che ha puntato a collegare i punti di attrazione e le stazioni ferroviarie, quindi una rete razionale che, anche con relativamente poche linee, copre tutti i punti nevralgici della città.

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Anonimo ha detto...

Ad Anonimo giugno 29, 2018 5:01 PM: Sì certo, concordo totalmente con quello che hai scritto. Tra l'altro, l'ATM non solo ha i conti a posto, a differenza della valanga di debiti ataccara, ma gestisce pure, anche se non proprio direttamente, la metropolitana di Copenaghen. Io poi, come studioso ed appassionato di trasporti pubblici, facendo parte di una associazione di tecnici e studiosi, ho avuto modo di vedere più volte i "dietro le quinte" di svariate aziende di trasporto italiane (ne cito alcune di quelle che ho visto: ATM Milano, GTT Torino, Trentino Trasporti, ANM Napoli, Ferrovie della Calabria, ecc.) e mentre l'ATM milanese è tra le migliori, mi spiace dire che la peggiore è, attualmente, sotto tutti i punti di vista, proprio l'ATAC romana, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Un altro esempio, forse leggermente off-topic. Guardate anche a Napoli cosa si fa per la sicurezza di viaggiatori e personale:

https://www.eavsrl.it/web/sam-e-vera

A Roma proprio di queste cose non se ne preoccupa nessuno. L'ATAC, invece di pensare a contestare qualunque critica le vaga fatta, guardasse ed imparasse cosa fanno le altre aziende di trasorto italiane che hanno un minimo di serietà gestionale e di rispetto verso i propri utenti e verso il proprio personale (anche al sud, come si vede).

Unknown ha detto...

Continuo a non capire perché l'obliterazione del biglietto non venga fatta nella porta anteriore.

Ho vissuto in Inghilterra per tre anni circa, Birmingham per la precisione, ebbene tutti i bus hanno una sola entrata : anteriore.

Il biglietto lo fa l'autista a chi non ce l'ha, se hai l'abbonamento anche in formato digitale , lo si mostra all'autista.
Se non hai soldi non sali.
PUNTO.
Come mai a Roma è così difficile da applicare ?

Anonimo ha detto...

Ad Unknown luglio 02, 2018 11:39 AM: Se è per quello, si fa così anche in alcune città italiane. Ma, come abbiamo già avuto modo di dire più volte in questo sito, a Roma tutto ciò che in altre città italiane ed estere è in vigore da decenni, qui "è allo studio". Certo che si potrebbe fare anche a Roma, però va anche detto che, secondo me, è adatto in particolare su linee a scarsa frequentazione, come ad esempio quelle periferiche, dove magari i verificatori non passano di fatto quasi mai (es. linea 218). Su linee ad alta frequentazione (che a Roma sono la maggioranza, perchè ha poche linee su rotaia) l'unico sistema è, obiettivamente, un massiccio impiego di verificatori. C'è poi un altro problema: come lo applichi questo sistema, ad esempio, sugli autosnodati? E sui tram? Del resto, a Mosca sia autobus che tram hanno tornelli alle porte.
Poi c'è un discorso di natura politica. A Roma applicare le regole alla lettera significa "fare il cattivo, il fascista, ecc.". Finchè non butteremo via questa cultura, dubito che si faranno progressi, anche perchè su certi fenomeni come questo in oggetto per troppo tempo si è lasciato correre, qui a Roma parlo. Quando ero bambino, mi ricordo che, oltre alla presenza dei fattorini, la controlleria passava anche con una frequenza discreta, e di evasione ce n'era veramente poca. Poi i fattorini furono torti perchè costavano troppo, ma continuavano a passare spesso almeno i verificatori. Poi si è cominciato a mollare anche su quelli, ed ecco i risultati. Inoltre, anche sindacati e conducenti sembrano molto riluttanti ad adottare questo sistema, perchè tanto a loro non importa nulla, visto che l'ATAC, nonostante la valanga di debiti che ha, vedremo che tanto non la faranno fallire (sempre per motivi politici, certo non tecnico-economici, valutando i quali la stessa sarebbe fallita da un pezzo). Non c'è, poi, la capacità di tutelare effettivamente il personale, ad esempio attuando iniziative come quella dell'EAV campana (vedasi il link al commento sopra il tuo), e di conseguenza tutto rimarrà così, e secondo me anche questa sperimentazione in atto di cui in oggetto finirà a burro e alici.
Ultima considerazione: in alcune città estere si adotta tranquillamente questo sistema, ma è altrettanto diverso anche il circondario. La gente ha più senso civico, e se chiami le guardie là arrivano in poco tempo. Allora, in queste condizioni si può anche adottare questo sistema. Mettiamo che si faccia così anche a Roma, e supponiamo che qualcuno entri dalla porta sbagliata: che fa l'autista, ferma l'autobus e chiama le guardie, che magari poi manco arriverebbero ("ci avemo artro da fa', e poi mica potemo fa i fascisti..eeeh")? E la gente, qui, a chi darebbe addosso, all'evasore o all'autista? Sicuramente a quest'ultimo, il quale poi, magari, potrebbe pure arrivare a beccarsi una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Pensate, che anni fa, sepre qui a Roma, rischiarono di finire nei guai autisti ed ispettori che volevano far scendere dall'autobus dei barboni, nonostante i regolamenti parlino chiaro al riguardo, cioè che gli stessi non sono ammessi sui bus e tram...quindi di cosa vogliamo parlare? Ma se qui non si riesce nemmeno a far timbrare la gente in uscita ai tornelli nella stazione, ad esempio, di Jonio?!

Anonimo ha detto...

Che il tornello sia una pensata ridicola e' poco ma sicuro ma che la soluzione IN iTALIA sia
"" il bus incarrozza solo dalla porta davanti (quella dietro non può essere utilizzata per salire in alcun modo)
chi entra bippa il proprio abbonamento o carta di credito sul sensore e va avanti
-in caso di anomalie (passeggeri che entrano dalla porta di dietro o passeggeri che non bippano) l'autista è obbligato a spengere il motore del mezzo e a non ripartire finché tutti non hanno ottemperato""
implica la disponibilita' di squadre di intervento rapido che in meno di un minuto intervengano in soccorso dell'autista preso a mazzate prima dai viaggiatori senza biglietto che vogliono salire comunque (davanti, dietro, in mezzo, sopra, dai finestrini) e poi dai passeggeri PAGANTI che vorrebbero arrivare a destinazione e NON aspettare a OGNI FERMATA mezz'ora in attea che tutti paghino o scendano.
Ovviamente, per essere efficace e istruttivo il pronto intervento dovrebbe far assegnare almeno 10 giorni di prognosi ai clienti riottosi ...

Valerio Tavanti ha detto...

Sul Cotral, e io prendo la linea Nomentano, o che dalla stazione di Monterotondo arriva alla mia zona, gli autisti non fanno i controllori, c'è chi apre tutte le porte... Quindi non è che nel Cotral sia molto diverso....
La prima cosa è il senso civico a partire da tutti quei maiali che mettono i piedi sui sedili.
Senza senso civico.... È una battaglia persa.

Anonimo ha detto...

Sì, ma il senso civico si fa anche cominciando a non tollerare più certi fenomeni di malcostume, cominciando ad esempio a far fioccare multe anche a chi si comporta in maniera scorretta. Ma, lo abbiamo detto più volte, a Roma (e forse in quasi tutto il Lazio) non esiste questa mentalità. Però, basta allontanarsi dal Lazio per vedere che è già diverso. A Verona, per esempio, i controllori salgono coadiuvati da agenti della Polizia Locale, e comunque anche là si sta via via applicando il criterio dell'autista-bigliettaio. In Abruzzo, su alcuni autobus della TUA, c'è ancora il fattorino, ad esempio sulla linea Avezzano-Pescasseroli-Castel di Sangro. Scendendo al sud, in Calabria, su alcune autolinee passanti per Soverato (CZ) che fanno servizi paragonabili a quelli del COTRAL Lazio, gli autisti controllano i titoli di viaggio anche all'arrivo (visto personalmente), per verificare che non siano scaduti o che non sei andato oltre la tratta tariffaria che hai pagato. Qui a Roma non c'è volontà reale di farlo, perchè (parliamoci chiaro) le aziende di trasporto romane (ma anche la nettezza urbana, i vigili urbani, ecc.) hanno come missione primaria l'assorbimento della disoccupazione, ma non l'efficacia del servizio che dovrebbero erogare. E questa non è una mia opinione, ma lo ha detto, anzi scritto in un suo libro, un ex vicesindaco di Roma, uno dei pochi seri che abbiamo avuto in passato. E, col passare degli anni, proseguendo su questa politica, tutte queste istituzioni sono via via diventate, all'atto pratico, una sorta di "caste intoccabili", che nemmeno si riesce, dati contabili alla mano, a far fallire. Quindi, figuriamoci quanto gliene frega di combattere realmente l'evasione tariffaria ad una azienda che è null'altro se non uno squallido carrozzone politico. Tanto poi i conti in rosso, alla fine della "telenovela", vengono puntualmente salvati dall'immancabile "decreto salva-Roma" e ciccia al culo. Anche perchè, a Roma, non esistono nemmeno associazioni che si incazzano come bestie per tutelare i diritti degli utenti: quelle che ci sono sono degne compari di chi dovrebbero combattere: si fanno solo gli interessi loro e basta. Pertanto, qui a Roma, il cittadino non conta niente, è solo un suddito, un servo della gleba, e se è onesto, è considerato pure un povero fesso. Tanto i furbi, i disonesti, gli scorretti avranno sempre mano libera.
Qui, per cambiare le cose in campi come questo, andrebbe commissariato tutto il comune di Roma, come disse questo stesso sito tempo fa, con un commissariamento duro e deciso di almeno cinque anni. Altrimenti non se ne esce da certe storture.

Anonimo ha detto...

Per me l'unica soluzione è ripristinare i fattorini. Così si aumenterebbero anche i posti di lavoro, pagati dall'aumento dei biglietti venduti

Anonimo ha detto...

Sì, il ripristino del fattorino potrebbe essere, in parte, una soluzione, teoricamente parlando. Però consideriamo che, in una azienda di trasporto qui da noi, ormai l'80 per cento dei costi sono dovuti alle retribuzioni complessive spettanti al personale, quindi i costi di esercizio salirebbero in maniera vertiginosa se in vettura hai due agenti anzichè solo uno, e non so se, poi, fungerebbero davvero da deterrente sul pagare il biglietto. Poi ci sono altri problemi: gli autobus attuali non hanno più un posto fisso per il fattorino, come una volta (gli ultimi autobus che lo ebbero furono alcune versioni dei FIAT 418 del 1980), quindi dove lo metti? Lo fai girare con la borsa? E sui veicoli a grande capacità, come ad esempio i tram da 30 metri, come quelli del 2 o dell'8, dove lo metti il fattorino? Come potrebbe controllare continuamente chi sale e chi scende?
Come ho scritto prima, il fattorino esiste ancora, ad esempio, su alcune autolinee interurbane abruzzesi gestite dalla TUA, ma intanto parliamo di linee a bassa frequentazione, che poi passano in strade attraversanti zone in aperta campagna o boschi selvaggi (dove non è il caso che l'autista sia del tutto solo), ed inoltre, su quelle linee, il fattorino aiuta anche a caricare e scaricare eventuali bagagli.
Certo, si potrebbe anche valutare questa soluzione su certe linee a Roma, ma con l'incidenza che i costi del personale hanno attualmente nella gestione delle aziende di trasporto, non la vedo una soluzione molto fattibile. Forse, sarebbe a questo punto più fattibile un incremento consistente di verificatori, che vanno mandati in tutte le zone e in tutte le ore, ma anche là devi fare un raffronto nel rapporto costi/convenienza. In altre parole, stante certe situazioni difficili da sradicare, costa di più combattere l'evasione o tollerarla? Ed è su questo criterio che l'idea è di fare l'autista/bigliettaio: a costo praticamente uguale o di poco superiore abbatteresti l'evasione, almeno su certe linee dove ciò è fattibile. Fermo restando che, però, devi dare ai conducenti più poteri e più sistemi di sicurezza atti a garantire la loro incolumità.

Anonimo ha detto...

Ma infatti, se andiamo a vedere un po' la storia del trasporto pubblico romano, già nel 1926 l'allora ATAG (Azienda Tranvie ed Autobus del Governatorato) mise allo studio il tram tipo MRS (progettato poi direttamente dallo stesso direttore di esercizio dell'ATAG, l'ing. Roberto Saglio, altro che oggi...) poichè occorreva una vettura che avesse la stessa capacità di un tram motrice-rimorchio, il quale ultimo, però aveva ben tre agenti (un conducente ed un fattorino per rimorchio), mentre per la MRS ne bastavano solo due, e per l'azienda rappresentava notevole un risparmio di costi.
L'abolizione del fattorino, poi fu resa fattibile tramite un accordo stipulato con i sindacati nell'anno 1971, quindi non è roba di oggi.
Vi posto ora un link dei tram MRS:

http://www.tramroma.com/tramroma/rete_urb/tram/rotabili/urbrot_10.htm

ed un altro link con la storia dell'abolizione dei fattorini a partire dal 1971:

http://www.tramroma.com/common/tariffe/ag_un71.htm

Anonimo ha detto...

Anche a Milano i bigliettai furono progressivamente eliminati negli anni 70. All’inizio furono sostituiti da emettitrici sui mezzi e alle fermate, ma dato che venivano regolarmente spaccate per fregarsi le monete (a proposito di senso civico italico... ma la Milano anni 70 era molto diversa da quella di oggi...), anche queste vennero progressivamente eliminate.

Oggi la strategia dell’ATM Milano per far pagare il biglietto è la più semplice di tutte: incentivare gli abbonamenti. Ovviamente affinché questa strategia funzioni i mezzi devono essere efficienti e quindi utilizzati spesso; di fronte al maggiore rischio di incappare nei controllori, viaggiando spesso, e a fronte di un prezzo contenuto, la maggioranza opta per un abbonamento anche se non utilizza i mezzi tutti i giorni. ATM si assicura così introiti fissi e costanti a fronte di utenti che poi non è detto che utilizzino i mezzi quotidianamente, stressando eccessivamente la rete.

Anonimo ha detto...

Ad anonimo luglio 03, 2018 2:31 AM: Sì, vero e giusto quello che hai scritto. Infatti, a Milano ci sono molti ititoli di viaggio ed offerte varie per scegliere, mentre uno dei problemi di Roma è che anche l'attuale criterio tariffario fa un po' acqua. Ad esempio, dal BIT di 100 minuti si passa direttamente al 24 ore, tra l'altro pure un po' caro (7 Euro) mentre lo stesso titolo a Milano costa solo 4,50 Euro. Tra l'altro, il BIRG da 3 zone, valido per tutta Roma ma anche per la zona B del Lazio, costa solo 1,50 in più, quindi a quel punto conviene quest'ultimo, tanto per fare un esempio. Comunque, anche a Torino ed a Napoli ci sono molte più tipologie di titoli di viaggio di Roma, a prezzi tra l'altro molto convenienti.
Poi a Milano mi ricordo che i verificatori passano con maggiore frequenza rispetto a Roma. Tempo fa, in un soggiorno nel capoluogo lombardo, andai quattro volte a Cinisello con il tram, e mi ricordo che tutte e quattro le volte passarono i controllori. Qui a Roma non mi ricordo nemmeno che aspetto hanno: forse sono entità astratte, come il mega direttore galattico fantozziano?! Boh.

laura credito ha detto...

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Anonimo ha detto...

L' autista continua a fregarsene, Lei come si permette di scrivere un articolo assurdo nel denigrare una intera classe di Lavoratrici e Lavoratori CONDUCENTI di ATAC che operano al massimo della professionalità e competenza!!!

Anonimo ha detto...

Ma quale gara atac deve rimanere pubblica lo stato deve tirar fuori i soldi x acquistare autobus e treni nuovi, il biglietto lo voglio pagare 1,50 no 5 euro, il privato pensa a far cassa alla faccia dei poveri cittadini, oltretutto tagliando molte linee periferiche e centrali che secondo lui non rendono, spero che il prossimo referendum sarà nullo

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