Ecco perché una fiera a Rimini mi ha fatto capire che Roma non ha speranze

13 novembre 2017


Per lavoro ho partecipato tutta la scorsa settimana ad un’importantissima fiera che si svolge a Rimini ogni anno: Ecomondo.
A questa fiera partecipano le migliori aziende italiane ed internazionali che hanno parte o la totalità del loro business nel settore dei sistemi e delle attrezzature legate alla gestione del riciclo, dell’igiene urbana, della sostenibilità ecologica e della manutenzione pubblica per i comparti rifiuti.
Tante le realtà istituzionali che hanno fatto visita in questa fiera, dalle più piccole alle più grandi, dal Molise ai ministeri, come da qualche screenshot di seguito si può vedere.

Da romano ho sperato fino a venerdì alle 18 che si affacciasse qualcuno della mia città, che avrebbe come minimo dovuto avere uno stand per mettersi lì a sentire proposte, a farsi corteggiare da colossi imprenditoriali (c’erano aziende tipo Veolia e Suez, gruppo Hera, tanto per fare pochi esempi), ma niente, nessuno, vuoto completo.

Hanno partecipato tante realtà pubbliche che da amministrazioni normali (non straordinarie, NORMALI!) sono venute a vedere cosa prospetta il presente ed il futuro per un settore chiave che riguarda economia e qualità della vita.

Presente il comune di Roma? Ovviamente no.

La camera di commercio di Roma? Boh...

Assessori? Macché, i nostri sono impegnati a mettere fiori nelle aiuole e a vantarsi di questo. Oppure a cavalcare indecorosamente un fatto di cronaca per meri fini elettorali (e parliamo di un cavolo di municipio, non delle presidenziali americane)

Ci sono comuni che hanno sofferto per crisi ambientali e ancora oggi cercano soluzioni e si danno da fare.

Mentre il ministero presenta strategie nazionali il nostro comune, è impegnato a chiamare a raccolta dipendenti pubblici per manifestazioni di partito.
Una strategia davvero deprimente.

A Torino va un premio malgrado sia amministrato dalla stessa setta di analfabeti amministrativi di Roma, e nonostante questo riescono a far qualcosa di buono.

Noi deprimiamo i mercati per fare regali ai bancarellari tanto cari a Coia.

Abbiamo non si sa quanto tipi di raccolta della spazzatura a Roma e tutti fatiscenti, inefficienti e inadeguati, mentre il mondo si preoccupa di garantire persino il riciclo delle cartucce dei fucili da caccia e delle capsule di caffè.
A Roma non si capisce dove devi buttare  una scatola della pizza usata.

In Lombardia hai filiere dedite alla ricerca e sviluppo del settore. 












A Roma, parlando con imprenditori che ho incontrato per lavoro, ho ascoltato che non si capisce più quale sia la possibilità di fare business nemmeno con la raccolta dei calcinacci (settore decisamente semplice di una filiera che un tempo si chiamava edilizia ed oggi “lavoretto di ristrutturazione” quando va bene), perché squadracce di abusivi li abbandonano ovunque in cambio di qualche € mentre alle imprese normali è resa impossibile la vita.

C’erano università che fanno studi e dedicano percorsi di studio al settore dell’economia circolare.

A Roma ci sono solo i soliti stramaledetti nastri biancorossi per l’immondizia di un liceo che ha finito l’occupazione.

Ho terminato la fiera, ho incontrato centinaia di imprenditori, visto cose da fantascienza per un romano tipo cassonetti che pesano la tua spazzatura e progressivamente determinato la tariffa.

Mentre venerdì concludevo il mio lavoro entusiasta dei risultati professionali, avevo però in cuore l’amarezza di una città assente dal presente, ed una moglie al telefono disperata per l’ennesimo sciopero di Atac che la costringeva a tardare per l’ennesimo venerdì dal rientro casa.

A Roma la municipalizzata AMA, pur avendo migliaia di dipendenti in ufficio, non ha nemmeno un profilo Twitter dove magari avrei potuto vedere che mi sbagliavo, che c’erano ma lavoravano sotto traccia, che erano venuti a vedere la fiera e che forse una mezza speranza avrei (avremmo) potuto averla.
Niente. Nemmeno quello. O almeno non l’ho trovato ed è comunque grave non essere rintracciabili subito.

Avrei voluto vedere la sindaca Raggi che a Rimini c’è venuta poco tempo fa a dire che la città migliora ma non lo raccontano, magari proprio per dimostrare che ci sbagliamo tutti a considerarli una sciagura. Niente.
Evidentemente abbiamo ragione noi.

L’anno prossimo ci sarà di nuovo questa fiera, e pur essendo molto tecnica e dedicata ai professionisti, invito a visitarla per capire, per vedere con i propri occhi che esiste un modo per migliorare lo stato delle cose, e passa dalla competenza,
dalla visione dell’amministrazione come risorsa economica e non ideologica.

Non nutro speranze sulla città, o ne ho molto poche.
Situazioni e riscontri come questi non ne alimentano affatto altre.

Purtroppo.

Marco Del Campanile

P.S. per I contributi, presi solo da Twitter a titolo esemplificativo, mi sono fermato ad un tratto di venerdì, pensate da martedì a venerdì quanti possano aver visitato la fiera e con quali intenti, quali considerazioni ed articoli sono stato scritti. E provate a trovare traccia di Roma...

27 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Il problema e' che a Roma un politico con una visione viene preso per visionario.....

Anonimo ha detto...

dire "Roma non ha speranza" equivale a dire chiudete questo blog perchè non c'è niente da fare. non sono per niente d'accordo e la storia di altre città che erano decadute e si sono riprese è la dimostrazione che c'è molto da fare - se si ha la volontà

Anonimo ha detto...

in centro il comune di roma ancora tollera che esercenti (ristoratori soprattutto) e cittadini lascino cumuli e sacchi di spoazzatura agli angoli della strada, definendoli punti di raccolta informali.
poi passano a ritirarla con luridi camionicini, ma nel frattempo le scolature sono rivoli lerci sul marciapiede e i turisti che passano buttano sopra cartacce o resti di cibo.
è un malcostume indecente che è tollerato dal comune e che davvero io non capisco

Anonimo ha detto...

Abbiamo non si sa quanto tipi di raccolta della spazzatura a Roma e tutti fatiscenti, inefficienti e inadeguati

le strade non sono lavate , questo è il problema e le immondizie non sono raccolte. cose del genere sono state affrontate e risolte nel resto del mondo : quindi se non lo si risolve vuol dire che a qualcuno conviene che le cose vadano in malora. si indaghi

Anonimo ha detto...

caro Marco, ti invito alla fiera dei rovistatori al campo della barbuta. li troverai tantissime persone preparate sull'argomento rifiuti, sull'intera filiera, sul riciclo e sul recupero, sulla separazione dei materiali e sullo smaltimento finale. Prima di criticare l'amministrazione cerca di informarti su quali soluzioni il comune sta gia attuando e su come la citta sta migliorando. ah per tua conoscenza, il cartone della pizza è un'ottima base per appiccare piccoli fuochi che poi vengono alimentati con stracci e poi copertoni per recuperare metalli e preziosi. cartucce per fucili e capsule del caffè poi si buttano tranquillamente nell'indifferenziato come fanno in tutto il mondo. la prossima volta a rimini vatti a divertire e non ci ammorbare con questa lagna senza capo ne coda.

Anonimo ha detto...

in effetti atac un minimo di presenza social per le segnalazioni ce l'ha, ma ama fino a qualche tempo fa sembrava ferma ai fax... spero che abbiano fatto progressi nel frattempo ed è dovere dell'azionista pubblico fargieli fare.
Mi pare evidente tuttavia il dilagare di disinteresse e la sciatteria : sindaco e assessori dovrebbero invece girare per le strade tutti i giorni, controllare coi propri occhi, appuntare le osservazioni e le critiche, e poi dare disposizioni agli uffici a ragion veduta ma sembrano chiusi - molti di loro - in un bunker dove la realtà non filtra o non viene percepita

Anonimo ha detto...

concordo con chi dice che nel terzo millennio se una cosa non si fa non è perchè non si può fare... ma perché non si VUOL fare

Anonimo ha detto...

Aaaaahhhhhh Tonelli fa i sevizi su Rimini per avere l'ombrellone gratis nel 2018!!!! Vero Massi caro? (Ecco ho anticipato il cerebroleso)

Anonimo ha detto...



https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6334365693244370944

Anonimo ha detto...

alla fiera di Rimini ce stava pure Theresa Williams.

Anonimo ha detto...

parlando di rifiuti ed ecologia (e prescindendo dal decoro urbano), rispetto alle altre capitali europee Roma non sembra così malmessa, la quota di differenziata è al 38%, ovvero più di Londra, Vienna, molto più di Parigi, e poco meno di Berlino:

http://www.expo2015.org/magazine/it/sostenibilita/ecco-quanta-raccolta-differenziata-fanno-le-grandi-citta-d-europa.html



Anonimo ha detto...

La differenza è che il restante 62% a Roma rimane sui marciapiedi mentre a Berlino o Londra finisce nei termovalorizzatori.

Anonimo ha detto...

La bellissima, le grandi aziende, l'efficienza, ma sei matto? Qua se deve magna!!! È soprattutto se deve magna coi voti

Anonimo ha detto...

a me pare che la confusione di competenze tra comune, municipi e municipalizzate sia tale per cui nessuno fa con cura quello che dovrebbe fare al meglio ed il settore della raccolta dei rifiuti, del controllo e vigilanza sulla correttezza dei comportamenti di cittadini e imprese e poi della buona differenziazione rientri in questo ambito, con grave danno economico (altro che "magnà") e per il decoro.

Anonimo ha detto...

ma eliminare quegli osceni mini cestini trasparenti - sempre traboccanti e comunque inguardabili - che hanno deturpato il centro di roma no ?

Anonimo ha detto...


Lasciamo fare alla natura ed alle multinazionali ... quando si compreranno tutta Roma, pezzetto per pezzetto, vedremo cosa sarnno in grado di far.

Io opterei nel frattempo per la legge marziale, soprattutto al lido di Ostia.

Anonimo ha detto...

io invece opterei per la legge di mercato : basta municipalizzate, servizi liberalizzati e messi a gara, scelta tra una pluralità di operatori e corsa delle aziende a conquistarsi i clienti con tariffe o servizi migliori, si tratti di bus o nettezza urbana o qualsiasi altra cosa

Anonimo ha detto...

Alla lettura di "Il sindaco sbrocca..." pensavo avesse sbroccato davvero! :))))

P.S. invece è il cognome del sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca...

Anonimo ha detto...

roma va messa in mano a gente che conosce ilo marketing e completamente rivoluzionata la gestione quotidiana di qualsiasi servizio

Anonimo ha detto...

in effetti sarebbe una bella sfida....ci sono agenzie specializzate nel rilanciare la reputazione di paesi e città al fine di attrarre investimenti. beh roma ha bisogno di recuperare immagine e questo sarà possibile solo recuperando la sostanza, oltre la facciata (ormai sfregiata da Ostia e mafia e monnezza)

Anonimo ha detto...


Mi sembra chiaro che Roma sia destinata ad essere privatizzata, come tutta l'Italia.
AMA privata, ACEA privata su su fino al Campidoglio!

Vabbè ce lo siamo (se lo sono) meritato. Occhio fancazzisti!

Anonimo ha detto...

con tutto il rispetto, le paure per le privatizzazioni sono sicuramente legittime ma per il momento io avrei non la paura ma addirittura il terrore a tenere tutto pubblico così come è ora, in mano a questi politici.
e anche io preferisco liberalizzare a privatizzare.
ma perchè mai un singolo municipio (quelli di roma sono grandi e popolosi come le altre città medie italiane) non può dividere il proprio territorio in zone e quartieri e affidare lavaggio, spazzatura e raccolta a ditte diverse mettendo a confronto risultati e tariffe ?
perchè tutti sono obbligati a servirsi di una sola azienda che pratica le tariffe che conosciamo coi risultati che vidiamo tutti ?
liberalizziamo e mettiamo in concorrenza le ditte cui si affida a tempo il servizio !

Anonimo ha detto...

Io non capisco la differena tra "Pijamose Roma" del Libanese e "Famo pija' Roma all'artri" di Tonelli.

Anonimo ha detto...

Tone', ma tu ogni quanto la fai la pulizia dell'Iphone? Visto che abbiamo ordinato l'Iphone X, ti sei informato come tenerlo sempre al massimo della performance? Ti ringrazio in anticipo se vorrai rispondermi.

Anonimo ha detto...

Hanno ragione! Liberalizza! Il mondo va meglio da quando è tutto privatizzato! Le gare sono una garanzia, basta guardare metro C!

Anonimo ha detto...

A parte il fatto che non si è capita la lamentela (che manchi il profilo twitter a una ditta, è solo un segno di raggiunta maturità aziendale), ma qualunque disfunzione a Roma come nel resto d'Italia, dipende dalla squalificazione organizzata portata avanti dai privati.
Vi dovete innanzitutto chiedere come mai si è arrivati al punto in cui ci si trova.
In settimana a via Emanuele Filiberto ha aperto l'ennesimo grossista bengalese. E' normale? Come ha di recente raccontato Davigo, gli incapaci delle ditte - amiche dei politici - istruiscono i capaci della pubblica amministrazione. E' normale? Sono normali la situazione delle pensioni, il taglio alle garanzie dei lavoratori, gli stipendi sotto le soglie di sussistenza? I manovratori di questo scempio come hanno potuto ottenere una quiescenza del genere?
Hanno fatto un ragionamento di tipo prettamente matematico.
Ossia. Quanti sono i semi-idioti, le capre, i pazzi, i caratteriali, gli inetti, i moralmente lesi, insomma, quanta è la feccia subumana che in un sistema normale -meritocratico- non troverebbe mai lavoro, non vincerebbe mai un concorso, non manderebbe mai avanti un'attività? Sono legioni.
E queste legioni vanno cooptate.
Perché se tu, cambiando il senso alle parole, riesci a infilare in politica, nelle aziende pubbliche, nelle banche, nei giornali, nelle compagnie di danza, dei falliti, consapevoli di esserlo, che sanno benissimo che li stai miracolando e che diversamente starebbero nel migliore dei casi a vangare zucchine, hanno tutto l'interesse non a rivendicare diritti, delle posizioni che hanno rapinato.
Un occupante abusivo infilato a forza nella segreteria di un ministero, può rivendicare il diritto di andare a donare il sangue o di ricevere la tredicesima?
E questo è il grande segreto dei capi - feccia: la feccia non ha alcun interesse a protestare perché vengano rispettate le regole, e perché vengano fatte leggi giuste- e per questo la stiamo importando dai 5 continenti.

Anonimo ha detto...

Nel 2014 roma fa schifo sollevò il problema del Museo Tucci: un ministro spenderà 9 milioni di euro per sfasciare una cosa che funziona.
Può farlo? No, perché, tra gli altri vincoli imposti dalla legge, la raccolta Tucci è vincolata dal d.p.r. della donatrice, che impone come clausola di cessione allo Stato che la raccolta Tucci resti legata a Palazzo Brancaccio.
Tutti lo sanno, ma nessuno lo dice, perché Franceschini nomina...e così di personalismo in personalismo, di sfregio alla Costituzione in sfregio alla Costituzione, questo è un paese di baldracche e cortigiani, non di persone con una dignità professionale.

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