Evviva! Il Commissario Tronca firma le ordinanze contro centurioni, risciò e saltafila. Ora vanno fatte rispettare rigidissimamente

25 novembre 2015

Addio Centurioni. Non ci mancherete!
Il Commissario straordinario di Roma Capitale,  Francesco Paolo Tronca, ha disposto oggi, con ordinanza, il divieto di qualsiasi attività che preveda la disponibilità ad essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico (c.d. “centurioni”) in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro. Il divieto si impone ai fini della tutela della sicurezza urbana –  in quanto i soggetti dediti a tali attività agiscono frequentemente con modalità inopportune, insistenti e talvolta aggressive – e del decoro del patrimonio artistico, storico e monumentale della città.

Addio Risciò. Non ci mancherete!
Il Commissario Tronca, con successiva ordinanza, ha disposto, inoltre, il divieto di svolgere in alcuni ambiti territoriali del centro cittadino qualunque attività assimilabile al trasporto di persone, con velocipedi a tre o più ruote, anche a pedalata assistita. Tali veicoli, infatti, potendo essere condotti senza titolo di guida e non soggetti all’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, non dispongono dei requisiti necessari a tutela della sicurezza nella circolazione. 

Addio Saltafila e agenzie truffaldine. Non ci mancherete!
L’ordinanza firmata dal Commissario straordinario stabilisce, inoltre, il divieto di svolgere in maniera ambulante l’attività su suolo pubblico di intermediazione e promozione di tour turistici e vendita di biglietti per l’accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale, in quanto attività lesive anche dei princìpi di leale concorrenza commerciale.

Le ricadute di questi fenomeni, nei confronti dei quali l’Amministrazione Capitolina sta adottando tali provvedimenti, risultano ulteriormente dannose e potenzialmente pericolose per le condizioni che verranno a generarsi in occasione del Giubileo Straordinario, e rischiano di assumere proporzioni tali da creare turbative alla sicurezza urbana, proprio nelle aree cittadine interessate dai flussi turistici connessi all’evento giubilare.
Su disposizione del Commissario Tronca, la Polizia Locale ha già predisposto servizi mirati al rigoroso rispetto delle ordinanze e  monitorerà attentamente la situazione, anche al fine di indicare altri luoghi ove eventualmente estendere l’efficacia delle ordinanze stesse alla luce dell'evoluzione delle situazioni.

*Fin qui il Comunicato Stampa del Campidoglio. Molto molto bene, si tratta della seconda mossa del Commissario (un po' poco in quasi un mese, intendiamoci), ma si tratta di una mossa importante - la prima, altrettanto importante, è stata lo spostamento dei dirigenti - che va a impattare su settori dove, per lassismo ed assenza di regole, stava generandosi un contesto che stava passando dal "normale" (purtroppo) degrado alla autentica criminalità. Ora si tratta di applicare in maniera ferrea le nuove ordinanze firmate. E non sarà facile vista la violenza (pensate ai centurioni) della controparte. Da parte della Polizia Locale, ma anche da parte nostra, grazie al nostro controllo di cittadini, segnalatori, persone appassionate al bene della città. Sarà davvero fondamentale non limitarsi alle mere multe (non le pagano, risultano nulla tenenti e tutto quello che sappiamo), bensì sequestrare la merce: un'arma un po' spuntata per i saltafila (che continueranno purtroppo a prosperare), ma importante contro risciò e figuranti (nella foto infatti i primi sequestri). Va loro sequestrato tutto se si azzardano a presentarsi ancora di fronte ai nostri monumenti.
È una giornata importante. Ogni tanto una gioia, speriamo non sia solo per il Giubileo.
-RFS

Torpedoni davanti ai ristoranti in attesa che i turisti mangino. Una abitudine squallidissima














Via Dandolo, parcheggio in seconda fila di bus, ogni giorno. Hanno  creato da oltre 3 anni una zona di sosta abusiva che non c'è modo di impedire.
Parcheggi disponibili ai quali non si può accedere perché i bus li ostruiscono.
Rumore assordante di aria condizionata, segnalazioni a carabinieri e vigili inutili e inascoltae, autisti aggressivi... può bastare?
Tutto per scaricare clienti di un ristorante li dietro. Se lo facessero tutti i ristoranti?
Alberto

Caro Alberto,
Il fenomeno dei tour operator che si mettono d'accordo con i ristoranti è un fenomeno che ovviamente non riguarda solo questo episodio di Via Dandolo, ma un cancro che ha metastasi sparse in tutto il corpaccione morente della città. Tra i molti episodi ce ne viene in mente uno a Piazza Re di Roma, con bus sistematicamente in sosta in mezzo alla rotonda, ovviamente in divieto. Caro ristoratore, io ti porto la gente e tu mi giri una stecca sui coperti che ti faccio fare. E quella stecca, ovviamente, la storni dalla qualità dei prodotti che somministri. Questo più o meno il patto. 
Quello che fa rabbia, oltre al degrado, al pericolo e alla violazione delle norme, è che decine di migliaia di turisti pensano che la gastronomia di questa città sia rappresentata da questi locali. Un danno di immagine incalcolabile che riguarda ogni giorno tantissime persone. Per carità, chi si muove mediante viaggi organizzati se le va un po' a cercare queste situazioni. Ma a Roma si esagera. Come su tutto.
-RFS

A Roma una nuova metropolitana. Nasce la linea U: 8 fermate. Verrà realizzata in sole 2 settimane


Dopo aver combattuto e vinto la battaglia contro i taxi (che infatti si sono ridotti o ad andare dall'avvocato o a rincorrere producendo app e similia), Uber adesso esagera e punta al terreno del TPL, del trasporto pubblico locale.
Lo fa in maniera sperimentale, ma come può essere sperimentale qualcosa di realizzato da una azienda che a livello globale fattura qualcosa come 25 miliardi di euro. Una sperimentazione, insomma, molto orientata al business, al marketing ed alla progettualità futura.

La piattaforma si chiamava Uber Giubileo, ma poi il progetto ha preso il nome ufficiale di Linea U e i volantini della nuova "linea metropolitana", travestiti da operai e ingegneri, ne hanno distribuito in questi giorni i volantini in giro per la città. 

Di cosa si tratta? Semplice: di un progetto di realizzazione virtuale (ma poi, per due settimane, del 10 al 24 dicembre, funzionerà davvero in superficie con tariffa fissa e pulmini a far da spola) di una linea di metropolitana con, come punto di partenza, una raccolta crowdsourced dei bisogni dell'utenza. 


Ti colleghi al sito della Linea U, ti registri, disegni la tua linea metropolitana e questi dati si sommano assieme agli altri. Le stazioni più gettonate costituiranno la linea che per davvero entrerà in funzione dal 10 dicembre e che proporrà l'idea possibile, alternativa al trasporto pubblico, del contributo che Uber può dare alla mobilità urbana. Ci sono fior di pronunciamenti di Parlamenti e di Authority a favore dell'arrivo di Uber (e di altri operatori simili) a vantaggio di una mobilità più integrata che dia più opportunità agli utenti, ma anche agli operatori. In definitiva le authority, ancor prima dei tassisti, hanno capito che Uber è una opportunità, non una minaccia, per i tassisti stessi. La Linea U è una 'scusa' per trasmettere quali possano essere le chance delle nuove tecnologie rispetto ai trasporti urbani, chance ampiamente ignorate dalla a dir poco pessima gestione di chi amministra il TPL a Roma.

È quello che abbiamo sostenuto noi dal primo minuto sottoscrivendo anche un accordo con Uber: chiunque nuovo utente si registri può utilizzare il nostro codice e partire già con 40 euro (da spendere in 2 corse) sul proprio conto Uber. Una opportunità che ha convinto ad abbonarsi svariate centinaia di cittadini. Provate, qui le istruzioni.

L'Esercito italiano ai tornelli. L'esercito di ladri in banchina. Ancora un video dalla metro Barberini

24 novembre 2015

Nella stazione metro Barberini: ai tornelli l’esercito (militare) e giù in banchina l’esercito (di ladri).
Nel mio video semplicemente passeggiando sulla banchina della metro di Barberini, come ogni giorno, si scorgono circa una decina di ladre e ladri (ma in realtà ce n’erano almeno il doppio).
Viene spontaneo fare una riflessione: se le solite e conosciute ladruncole (sono sempre le stesse) riescono ad accedere e piantonare le banchine di Barberini e Spagna per ore, tutti i santi giorni, rubando, bloccando le porte dei treni e minacciando indisturbate ed impunite i passeggeri anche sotto le (inutili) videocamere di sorveglianza… quante difficoltà avrebbe un anonimo e camuffato kamikaze per accedere e fare una carneficina mentre vigilantes e militari contemplano i tornelli?
E intanto Atac per fare credere ai giornali che sta intensificando i controlli se ne sta uscendo, di nuovo, con la storia delle 3000 telecamere di sorveglianza e con la ricerca di volontari che, aggratis, aiutino i vigilantes (che a loro volta non fanno nulla visto che non è di loro competenza fare altro dal nulla).
Andrea

7 menzogne e 1 verità di Matteo Orfini sul Bando Truffa di Piazza Navona. Perché difende l'indifendibile secondo voi?


I risultati del Bando Truffa della Fiera della Befana a Piazza Navona tiene banco sui giornali, nonostante in giro per il mondo e in città le notizie non manchino davvero, già da due giorni. La sorpresa della stampa e la finta sorpresa di certi rappresentati politici non è la nostra sorpresa che avevamo previsto gli esiti di questa storia fin dai primissimi giorni di ottobre. Oggi stesso i maggiori organi di informazione danno (sempre troppo tardi) ampio spazio alla questione con dichiarazioni tanto forti quanto ridicole di molti protagonisti. La notizia è che le carte sono state acquisite dall'Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone.
Ma il punto, lungi dall'essere meramente amministrativo e relativo alla legittimità degli atti, è squisitamente politico. E attiene alla visione di città che si ha. La visione di città del Primo Municipio, dei dirigenti del Primo Municipio, degli impiegati del Primo Municipio, del personale politico e dei vertici del Primo Municipio è improntata alla continuità. Chi amministra questo fondamentale ente, insomma, non ha compreso la necessità impellente di calare sul territorio una rivoluzione radicale, aprendo le finestre per fare entrare aria fresca.

Su tante scelte - non solo Piazza Navona, intendiamoci - l'organo che amministra sulla parte più centrale della città ha compiuto degli errori madornali non migliorando il mediocre governo della giunta precedente. Anche quando si è cercato di dare discontinuità (si pensi ai tavolini e ai dehors dei ristoranti) lo si è fatto senza una visione, senza una prospettiva, senza un riferimento a buone pratiche internazionali. Ponendo pezze sovente peggiori del danno. Per tacere sui lavori pubblici (grazie a Italgas e ai grandi interventi che sono stati fatti in questi anni si poteva rivoluzionare il centro città, l'occasione è stata perduta) e sul contrasto alla sosta selvaggia, autentico cancro che il Primo Municipio ha lasciato espandersi in decine di migliaia di metastasi invece che curarlo. Così, però, gli organismi muoiono.

Anche per questo è sorprendente leggere su Facebook (emblematici anche i commenti dei cittadini) l'accorata difesa dell'indifendibile da parte di Matteo Orfini. Parlare male in questo momento di Matteo Orfini è un po' scorretto: non si spara sulla croce rossa, non si attacca l'uomo che ha portato il Partito Democratico a Roma a percentuali inferiori al 10% (c'è chi giura che siamo al 7%), non si attacca l'uomo del Golpe Sfigato, del Piano Sòla che ha deposto Marino con modalità che si erano viste prima che qui soltanto in alcuni comuni della Calabria 'Ndranghetista. Ma di fronte alle tante menzogne che il Commissario del Pd romano (nonché, fino a prova del contrario, Presidente del Pd nazionale) è stato capace di inanellare sulla questione di Piazza Navona pur di difendere i suoi uomini che amministrano il Primo Municipio non è possibile tacere, se non altro perché della faccenda ci siamo occupati con attenzione e approfondimento fin dal primo minuto e sappiamo bene le cose come sono andate. Ma andiamo a sviscerare il post.


Su Piazza Navona leggo cose abbastanza strampalate e allora forse occorre anche in questo caso ripristinare qualche elemento di verità: il bando in questione fu fatto ai tempi della giunta Marino tanto che a presentarlo in grande stile furono gli assessori di comune e municipio (troverete facilmente le foto online). 

PRIMA BUGIA. Che doppiogiochismo vergognoso. Che ineleganza politica. Che squallore alla potenza ennesima caro Orfini. I tuoi tirapiedi ti hanno raccontato male. Ti aiutiamo noi: il giorno in cui il bando venne presentato era il 30 settembre. La conferenza stampa era prevista per il mattino. Si svolse. Vennero date ai giornali le linee guida del bando ma NON venne dato a nessuno il bando. Ne ai giornalisti presenti ne tanto meno alle persone "della Giunta Marino" come tu dici (questa prima parte del post punta ad attaccare Marta Leonori, colpevole di essere troppo onesta e preparata per avere la considerazione e il rispetto di Orfini, evidentemente)! Ci fu la foto, è vero, ma solo con le piantine della Piazza, non col bando. Si puntava a far passare la notizia della riduzione dei banchi, ma non si entrò nel merito. Chi ha gestito la cosa, caro Orfini, ha inventato costantemente trucchetti (l'ultimo è stato presentare i risultati il venerdì sera all'ora di cena!) e quello fu il primo dei trucchetti: fare la conferenza stampa senza bando e poi pubblicare il bando al pomeriggio. Ecco perché Marta Leonori prima si fece la foto e invece i giorni successivi uscì con dichiarazioni di fuoco (al Messaggero segnatamente) contro il bando stesso, seguite a litigate furiose (sempre riportate e mai smentite dal Messaggero) tra lei e la Sabrina Alfonsi. Utilizzare questa foto qui sopra per lasciar intendere che la colpa del bando (scritto e sovrainteso dal Primo Municipio, cosa c'entra la Giunta Marino?) sia da attribuire anche a Marta Leonori è una mossa semplicemente meschina, ma lo sai anche tu e soprattutto lo sa alla perfezione chi ti scrive i testi.

Quel bando era vincolato nella stesura da norme superiori (intesa stato regioni e comunali, mi sembra di ricordare). Furono utilizzati tutti gli spazi possibili per aprire il bando e inserire principi che garantissero la qualità. Ma i paletti normativi sono piuttosto rigidi. 

SECONDA BUGIA. Ma cosa blateri, Orfini? Qualità? Il bando era privo di qualsiasi elemento che potesse filtrare i partecipanti grazie alla qualità. E proprio a causa di questo che dal giorno successivo la pubblicazione partì una polemica feroce che, dopo una settimana, portò Ignazio Marino e Alfonso Sabella, assieme a Marta Leonori, a imporre un disciplinare di qualità da integrare al bando. Pagine e pagine di dettagli da integrare al bando cosa significano? Significano che nel bando tutta quella parte mancava. Vai, Orfini, a rileggerti il bando originale e le critiche gli facemmo sviscerandolo pezzo per pezzo: era qualcosa di semplicemente ridicolo e si dovette correre ai ripari per migliorarlo.


Anche perché quella di piazza Navona è una "fiera" e quindi è sostanzialmente riservata a una specifica tipologia di operatori. Se si voleva alzare il livello qualitativo bastava cambiare la natura della manifestazione. Cosa che è nelle competenze del Comune di Roma fare attraverso una delibera. E che però il Comune di Roma - né prima di Marino né con Marino - ha ritenuto di fare.

PRIMA E UNICA VERITÀ. È vero, il Comune (per correttezza l'Assemblea Capitolina) doveva cambiare tipologia a questa manifestazione. Lo poteva fare. Non più una fiera, ma una festa, una manifestazione, qualsiasi altra cosa che non obbligasse a coinvolgere esclusivamente i bancarellari e i gestori di camion bar come poi è capitato. Ci si sarebbe esposti a nuovi ricorsi, ma con una pianificazione seria la cosa era assolutamente fattibile e lo era ancor più dopo l'episodio del 2014 con il "Funerale" della Befana e la Fiera saltata per colpa degli operatori stessi. Qui, sì, la Giunta Marino e Marta Leonori hanno mancato: Marta Leonori lo dice oggi stesso sulle colonne del Messaggero. Ma se questa kermesse non doveva più chiamarsi Fiera perché non gli hanno cambiato tipologia in due anni e mezzo? Ma soprattutto, se Orfini è convinto - come noi - che questa sia la strada giusta perché, in 20 minuti netti, non chiede al Commissario Tronca (che sussume in se tutti i poteri di Giunta, Sindaco e Assemblea) di occuparsi della cosa così, almeno, dalla prossima volta non avremo più questo problema?
 
Quindi non c'è nessuna restaurazione dopo la fine della giunta, parliamo di una vicenda nata e gestita con Marino sindaco. Anche l'anno scorso i Tredicine avevano vinto e non aprirono per protesta contro il municipio che aveva ridotto gli spazi per le bancarelle. 
 
TERZA BUGIA. Orfini cerca di mettere fumo sulla storia dello scorso anno, anche perché non c'era e per sua fortuna si occupava di altro. Lo scorso anno i vertici politici, orfiniani, del Primo Municipio fecero di tutto e il contrario di tutto per prorogare (come fece negli anni precedenti Orlando Corsetti, ex presidente del Primo Municipio, sempre del Pd) le concessioni ai soliti noti. In nome del "aho ma so posti di lavoro". Di più: il Consiglio Comunale, all'unisono, si coalizzò per far passare una norma che annullasse le prescrizioni di Soprintendeza e Vigili del Fuoco e per lasciare la Fiera a 115 bancarelle contro le circa 70 imposte dallo Stato. Grazie ad un nostro articolo in extremis la pastetta venne fuori e, per un soffio, il provvedimento non passò. Proprio questo fu il motivo che fece arrabbiare i bancarellari e fece decidere loro di far saltare la Fiera. È impossibile raccontare la storia in maniera diversa da come si è svolta veramente, si fanno solo brutte figure. 

QUARTA BUGIA. Riguardo al bando dello scorso anno, poi, è vero che aveva le stesse caratteristiche di questo e che aveva portato allo stesso esito (poi vanificato dal non ritiro dei titoli da parte dei vincitori), ma è fondamentale considerare che quel bando si svolse qualche istante prima dello scoppio della bomba di Mafia Capitale. Forse Orfini, visto che la cosa coinvolge tanti suoi compagni di partito, preferisce rimuovere quello che a Roma è successo a dicembre del 2014 grazie a San Giuseppe Pignatone da Piazzale Clodio. E invece la storia è stata riscritta e se nel 2014 il bando era comunque morbido - verissimo - farlo altrettanto morbido anche nel 2015 con i figli e i nipoti degli operatori di Piazza Navona in galera per Mafia Capitale sarebbe dovuto risultare un po' più impervio a livello politico. E invece non si è battuto ciglio. Ecco perché qualsiasi parallelismo con il 2014 e con l'era pre-Mafia Capitale per cercare di dare responsabilità a Ignazio Marino è patetico. Anzi, semplicemente è Orfini-style.
 
Riduzione che è stata non solo confermata ma anche aumentata quest'anno e accompagnata da altre prescrizioni per garantire un miglioramento della manifestazione. Scelte coraggiose che hanno prodotto minacce pesanti agli esponenti politici del Pd del I Municipio. 

QUINTA BUGIA. Le minacce sono episodi risalenti allo scorso anno. In un particolare frangente che, come abbiamo detto, aveva fatto particolarmente saltare i nervi ai bancarellari: prima il Primo Municipio gli aveva promesso una proroga, poi la proroga è saltata nonostante il Primo Municipio fosse assai favorevole a concederla (altro che miglioramento), poi l'Assemblea Capitolina stava salvando capra e cavoli e invece anche lì in extremis si sono rotte le uova nel paniere. A quel punto la Giunta del Primo Municipio si è trovata nella condizione, suo malgrado, di eroe anti-bancarellari. Una condizione assolutamente non voluta. E lì c'è stato l'episodio delle minacce. Minacce dovute ad una fiducia tradita: "ma come, siete dalla nostra parte e poi sfruttate l'onda mediatica di chi è riuscito a fregarci" hanno tra se e se pensato i ras degli ambulanti. Minacce per un amore tradito, altro che scelte coraggiose.


È la giunta del I Municipio ad essersi esposta in prima persona contro lobby e interessi, sono loro che in queste ore si sono per primi dichiarati insoddisfatti dell'esito del bando e hanno giustamente attivato le procedure di controllo per verificare che gli uffici tecnici abbiano correttamente applicato quanto stabilito. 

SESTA BUGIA. Ma cosa dice? Ma possibile che Orfini abbia pubblicato un post neppure verificando le inesattezze dei suoi ghost writers? I vertici politici del Primo Municipio hanno letto il bando venerdì, lo hanno pubblicato venerdì sera 20 novembre, il primo comunicato stampa in cui si rammaricano della scarsa qualità delle bancarelle di Dolciumi (dopo aver letto il nostro post mattutino che metteva in evidenza la cosa) è datato 21 novembre ore 16. Sono passate circa 20 ore. Come si fa a dire che si sono "per primi dichiarati insoddisfatti"? Fino alla sera precedente, ne abbiamo le prove se occorrono, i vertici del Primo Municipio difendevano i risultati a spada tratta, solo nell'inoltrato pomeriggio del giorno successivo hanno dovuto parzialmente ritrattare. Altra brutta bugia insomma.

Questa è la verità. Chi vuole raccontare un Pd servo delle lobby, pronto ad azzerare le battaglie di legalità di questi anni, fa cattiva e scorretta propaganda. Noi continuiamo a lavorare per rendere Roma una città più giusta e più moderna dove legalità e trasparenza non siano considerate un optional.

SETTIMA BUGIA. Non è retorica della "restaurazione". Quello che sta succedendo a Roma in questi giorni è sotto gli occhi di tutti e tutti i cittadini si stanno facendo un'idea dei veri motivi per cui Ignazio Marino è stato malamente prima messo in continua difficoltà e poi cacciato via dal Campidoglio.

Viene da chiedersi perché? Viene da chiedersi, senza retorica, quali interessi (politici, probabilmente, più che economici) stiano dietro a questa questione per spingere un politico scaltro e navigato a mettersi in una situazione così patetica. Se uno come Matteo Orfini, cresciuto a pane e politica sotto gente come D'Alema (strepitoso di per se, ma incapace di generare una scuola all'altezza a quanto pare), arriva a diramare comunicati pieni di bugie facilmente smentibili pur di difendere le terze, le quarte e le quinte linee della sua corrente c'è qualcosa che non va e forse qualcosa da approfondire. Un politico di caratura nazionale, che dovrebbe occuparsi di questioni di una certa rilevanza, si abbassa a farsi scrivere una serie di sciocchezze riguardanti delle bancarelle. Pensateci un attimo...

(Rispetto a queste nostre considerazioni Matteo Orfini ha replicato così su Facebook).

Altroché stazioni presidiate da militari. Barberini è infestata di ladri. Ecco nel video come ho sventato uno scippo

23 novembre 2015

Questo video documenta, semplicemente, ciò che accade tutti i giorni in metro.
Nonostante la presenza dei militari in superficie con tanto di fucile spianato, dove si trovano i tornelli, sulle banchine delle fermate metro più turistiche i ladri continuano tranquillamente le proprie azioni tutti i giorni, anzi ultimamente sono perfino aumentati, ci sono anche nuovi adepti, che in vista del Giubileo fanno pratica tutti i pomeriggi tra le banchine di Flaminio, Spagna, Barberini e Repubblica. Andare a verificare per credere.
Di tanto in tanto qualche vigilante li accompagna fuori, ma poco dopo tornano lì: le nostre leggi impediscono di fatto di punire seriamente questi signori. E fuori dalle stazioni blindati e soldati armati fino ai denti aspettano i terroristi...

Il I Municipio può in extremis salvare Piazza Navona dallo scandalo del bando truffa. Basta controllare le autocertificazioni


A partire da quest'oggi i vincitori del Bando Truffa di Piazza Navona potranno iniziare a ritirare i titoli e le autorizzazioni per occupare per altri 10 anni una delle piazze più belle del mondo durante il periodo natalizio. I frutti del Bando Truffa, da noi facilmente previsti dopo poche ore dalla pubblicazione dello stesso, sono stati micidiali e risultano più orripilanti per la città via via che li si analizzi.

Il Primo Municipio ha finto di voler riformare il settore, si è limitato ad accogliere le prescrizioni esterne (Soprintendenze, Vigili del Fuoco...), ma poi ha consentito che gli uffici confezionassero un bando cucito addosso agli interessi di coloro che stavano su piazza da decenni in barba alla concorrenza, ma soprattutto un barba alla qualità. E qualità in questo frangente significa cibo che andrà negli stomaci delle decine di migliaia di bambini che frequenteranno Piazza Navona a dicembre e a gennaio.



In sintesi? La situazione è peggiorata rispetto a prima. La morsa delle lobbies e delle cricche (è anche il commento di molti operatori, basta leggere l'articolo di oggi sul Messaggero di Camilla Mozzetti oltre che il comunicato dei Cinque Stelle che chiedono giustamente lo stop a tutto mentre, a quanto pare, s'è mosso anche Tronca...) è addirittura superiore, in percentuale, rispetto al passato. Lo dimostreremo più avanti numeri alla mano. Da subito il bando è risultato un insulto al buon senso tanto che sia il sindaco (di allora, Marino) che l'assessore comunale (di allora, Leonori) si adoperarono con sommo scuorno del Primo Municipio per modificare e integrare e almeno inserire un disciplinare di qualità. Una volta saltata la Giunta comunale, il Primo Municipio ha avuto gioco facile a ignorare quel disciplinare e non nominare, contravvenendo alle indicazioni di Ignazio Marino, un esperto di chiara fama alla presidenza della giuria. Risultato: la piazza è stata assegnata alle solite famiglie di bancarellari, con una incidenza percentualmente perfino superiore rispetto al passato.

Dopo il primo articolo di sabato mattina (qui trovate il resto della copertura sul tema) i rappresentanti politici del Primo Municipio, Jacopo Emiliani (assessore al Commercio) e Sabrina Alfonsi (presidente) hanno diramato un imbarazzante e imbarazzato comunicato in cui si accorgono, grazie a noi, del livello infimo di qualità degli operatori che hanno passato le selezioni e pateticamente minacciano "controlli" sulla legalità. Controlli ex post invece che ex ante? Incredibile. Dopo settimane e settimane di attesa e dopo mesi e mesi di tempo che sono stati necessari per partorire un bando ripugnante.

COME FERMARE LE CRICCHE? BASTA CONTROLLARE SE SONO IN REGOLA CON LE TASSE
Eppure a questa strampalata dichiarazione dei responsabili politici di tale zozzata, ci si può appigliare. Volete fare le verifiche? Ebbene fatele: potranno portare grandiose sorprese e, chissà, risolvere la situazione!
È più facile di quanto si creda: nel bando tra i requisiti di partecipazione si legge: punto 1.2, “sono ammessi a partecipare gli operatori commerciali che documentino la regolarità della posizione dell'impresa, sia individuale che societaria, ai fini previdenziali, contributivi e fiscali”. Nelle domande presentate tutta questa “regolarità” è stata autocertificata dai partecipanti con una dichiarazione a norma del DPR. 445/2000. Basterebbe quindi richiedere prima del rilascio delle concessioni che avverrà a partire da oggi (l'amministrazione ne ha facoltà) la presentazione del Durc (Documento di regolarità contributiva), la dichiarazione dei redditi, il modello Iva e Irap. In modo da dimostrare di essere in regola con ogni adempimento dovuto allo Stato, naturalmente alla data del 30 settembre 2015, data di pubblicazione del bando. In caso contrario i partecipanti avrebbero dichiarato il falso nella loro domanda compiendo un grave reato penale. Facendo questo l'amministrazione concederà un bene pubblico per dieci anni a chi ha pagato contributi Inps, Iva e tasse. Insomma magari a gente che venderà cibi non eccellenti, ma per lo meno non ad evasori. Il Municipio continuerà ad assegnare titoli a chi autocertifica o farà controlli reali? Coraggio! Tanto tutti i vincitori saranno senz'altro in regola con il Durc al 30 settembre, che problema c'è! Anche il Commissario Tronca dice che le assegnazioni devono passare ai "raggi x" e che bisogna avviare "immediati accertamenti", no?

IL DISASTRO DELLE ATTIVITÀ ARTIGIANALI
Ma andiamo avanti ad elencare le tante stranezze del bando e dei risultati, stranezze che a quanto sembra stanno convincendo molti osservatori ad adire le vie legali ed a chiedere alla magistratura cosa c'è dietro ad una schifezza di tale portata.
Nella categoria delle attività artigianali per la vendita di addobbi natalizi e presepi sono state presentate solo 13 domande (tutte ammesse con riserva tranne una, quella della moglie del presidente dell'associazione di Piazza Navona, mistero). Di queste 13 due sono state già escluse per mancanza di requisiti e altre due dovrebbero esserlo perché non hanno un laboratorio artigianale al momento della presentazione della domanda, come richiesto dal bando (sono, secondo quanto ci risulta ma siamo a disposizione per pubblicare le rettifiche di tutti gli interessati menzionati in questo articolo, la n. 9 Pasquali Fiorenza e il n.11 Cafagna Rosario). Risultato? Ci saranno solo 9 artigiani di questa categoria. Ma non è finita qui. “In assenza di adeguate professionalità di spicco all’interno dell’amministrazione” (dichiarazione contenuta in un “famoso” comunicato stampa congiunto Marino-Alfonsi) chi ha scritto il bando ha previsto 7 banchi per “giocattoli artigianali” non avendo la più pallida idea del mondo reale: non esistono più artigiani che producono giocattoli, sono troppo costosi e non hanno assolutamente mercato, vista anche la qualità raggiunta da quelli industriali prodotti con materie prime naturali come legno, carta o stoffa. E infatti sono state assegnate solo 3 postazioni su 7 (non sono proprio arrivate le domande) e quelle assegnate non sono certo di artigiani che vendono giocattoli fatti da loro, ma imprenditori astuti che sapevano di non avere concorrenza presentandosi come artigiani e non come venditori di giocattoli commerciali (tra questi c’è chi vende cuscini comprati chissà dove e ci scrive sopra “artigianalmente”, con la colla, frasi tipo “Ciccio ti amo” o “Lo famo strano”: tipici giochi natalizi per bambini, no?). Qui l'amministrazione avrebbe gioco facilissimo nel controllare i documenti su autorizzazioni e laboratori che sono stati solo “autodichiarati”. Sicuramente i vincitori saranno pienamente in regola, ma perché, vista la situazione, non intensificare e fortificare i controlli? 

LA PERCENTUALE DEI TREDICINE AUMENTA. ALTRO CHE RIFORMA DELLA FIERA!
Grazie all'incompetenza di politici e amministratori, quindi, in una delle feste natalizie più importanti d'Italia e più famose d'Europa, ci saranno solo 9 veri artigiani (e non 20). Cade così uno dei pilastri della propaganda del duo Alfonsi-Pescetelli che ancora strombazzano sulla preponderanza delle attività artigianali rispetto al resto delle categorie: 9 su 48, un misero 20%, tanto quanto era prima della loro pretesa “rivoluzione” (20 su 113).
Ma continuiamo a parlare di numeri riferendoci all'impatto che il gruppo imprenditoriale che semplicisticamente viene taggato come "Tredicine" ha oggi sulla festa. Nella graduatoria dei giocattoli, famiglia e parenti hanno 6 banchi su 10 (60%). Prima della “riforma” eravamo al 30%: hanno raddoppiato il loro peso. In quella per i dolciumi 6 su 12 (50%), qui anche prima le percentuali erano le stesse. Nelle attività varie, la vendita dei palloncini, siamo ad un tasso trediciniano pari al 100%. Percentuali addirittura maggiori delle edizioni precedenti. In quella per addobbi natalizi e per attività artigianali non ci sono i soliti noti semplicemente perché non sono artigiani e non hanno mai trattato quegli articoli.

IL GIALLO DELLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE
Il fallimento dell'amministrazione comunale su questo è palese, ma c'è un dettaglio che è sfuggito a tutti: il presidente della commissione giudicatrice nominato all'ultimo momento al posto dell'esperto di chiara fama è Ornella Cherubini, responsabile del V Municipio per le politiche sociali. E chi era nella scorsa legislatura il Presidente della Commissione politiche sociali di Roma Capitale? Naturalmente il rampollo di famiglia ora agli arresti domiciliari nell'inchiesta su Mafia Capitale. Si tratta senz'altro di una pura casualità, ma i veri vincitori di questo bando appartengono proprio a quel ramo della famiglia, mentre gli altri in realtà sono usciti con le ossa abbastanza rotte. Il "Tredicine group", infatti, è tutt'altro che un gruppo imprenditoriale omogeneo. Le modalità sono le stesse, ma da tempo tra cugini e bis cugini non corre buon sangue. Ci sono due schieramenti contrapposti, una contrapposizione non di facciata (hanno fondato due associazioni di operatori della Festa della Befana aderenti a due sindacati differenti e hanno molti conti in sospeso con accuse di scorrettezze reciproche). Uno schieramento è composto dai fratelli Alfiero ed Elio (l'ex consigliere, oggi agli arresti e sotto processo per Mafia Capitale, Giordano è il figlio di Elio e il nipote di Alfiero) e l'altro da Mario e Dino. Guardando i vincitori del bando è evidente come Alfiero ed Elio abbiano avuto nettamente la meglio. Prima possedevano circa 8 banchi mentre Mario e Dino ne avevano circa 30. Ora la situazione si è completamente capovolta e siamo ad 11 contro 5. In particolare la famiglia di Mario Tredicine è uscita malconcia da questo bando (Tania Donatella, la figlia, Cirulli Rina Irene, la moglie, e Cirulli Annamaria, la cognata, hanno perso tantissime postazioni e quelle conquistate sono agli ultimi posti in graduatoria sia nei Dolciumi che nei Giocattoli, e questo vuol dire doversi accontentare dei posti peggiori nella piazza, mentre quelle dell'altro schieramento sono tutte ai primi posti e quindi avranno tutte le scelte migliori, un impatto notevolissimo in termini di "fatturato"). Ma anche quella di Dino non sta messa bene, Stefano (il figlio) ha perduto tutti i banchi che aveva. Per completare il quadro della situazione notiamo che Cirulli Sandro è parente di Elio e Adduocchio Giuseppe è un dipendente\socio\collaboratore di Alfiero. Naturalmente anche qui siamo a disposizione per ogni correzione e smentita, ma i numeri parlano chiaro: i parenti dell'inquisito Giordano Tredicine erano minoritari sulla piazza, ora sono molto più potenti. È un dato che non ha forse alcuna rilevanza penale o amministrativa (non è reato essere parenti di un indagato, e ci auguriamo che Giordano esca pulito da questa storiaccia), ma ha una forte rilevanza politica.
Ma c'è una ulteriore anomalia che salta all'occhio nel lavoro della giuria. Come mai si è deciso infatti di ignorare il disciplinare di qualità nel settore dei Dolciumi (facendo diventare determinante l'anzianità) mentre si è optato per utilizzarlo come una clava nel settore dei Giocattoli? Guardando le assegnazioni si nota che nel settore dei Giocattoli, dove erano tanti gli imprenditori che avevano presentato documentazione anche sulla qualità, il disciplinare (che per i Dolciumi è stato ignorato) è stato adottato eccome dalla giuria. Naturalmente dando il massimo dei punteggi a Alfiero Tredicine ed ai suoi collaboratori e sodali. Pur essendo cosa strana (i Tredicine hanno tradizionalmente affittato queste licenze, non le hanno gestite in prima persona preferendo la parte food), evidentemente i componenti del gruppo imprenditoriale di origini abruzzesi ha presentato le migliori proposte qualitative. Le vedremo poi sul campo, andando ad analizzare i prodotti in vendita tra un paio di settimane in piazza.

LA QUESTIONE DELLA COMPRAVENDITA DI LICENZE IN AGOSTO
Proprio la posizione di Adduocchio, che abbiamo citato prima, ci aiuta a riflettere su un altro aspetto. Si tratta di un vecchio titolare di licenza (con molta anzianità su Piazza Navona) che aveva venduto negli anni il suo titolo ad Alfiero Tredicine. Cosa hanno fatto i due ad agosto 2015? Alfiero ha reintestato la licenza ad Adduocchio, per poter sfruttare la sua anzianità e poter arrivare tra i primi posti nei Dolciumi, come poi si è puntualmente verificato. Questo gioco di cambiare intestatario della licenza è stato fatto da entrambi gli schieramenti della famiglia, evidentemente qualcuno aveva previsto che a settembre sarebbe uscito un bando e che l'anzianità avrebbe giocato un ruolo cruciale. E, oltretutto, che il bando avrebbe vietato più di due licenze nello stesso settore cosa che poi a settembre il bando avrebbe puntualmente vietato. Insomma Alfiero Tredicine, che aveva più di due licenze nel comparto del cibo, le ha distribuite perché altrimenti tutte quelle successive alla seconda sarebbero state inutilizzabili. Qualche angioletto, in sogno, deve aver diramato le caratteristiche del bando in anticipo. Ecco perché le domande dei Tredicine sono arrivate in gran parte al primissimo posto in termini di tempo: erano già pronte da prima perché qualcuno, in una sfera di cristallo, aveva letto fin da agosto quali caratteristiche avrebbe avuto il bando (ovviamente per provare tutto questo passaggio di titolarità di vecchie licenze è sufficiente andare alla Camera di Commercio e al I Municipio e fare delle visure, ma anche qui siamo disponibilissimi a smentire e a correggere in ogni momento): sia chiaro, comprare e vendere licenze è attività perfettamente legittima e legale. Nulla di rilevante in termini penali o amministrativi, solo stranezze da segnalare per spiegarci come si è giunti a questa incresciosa situazione. 
Noi abbiamo sempre sostenuto, fin dal primo minuto, che questo bando e tutti i suoi addentellati era stato scritto dagli uffici del Primo Municipio esattamente per favorire le lobbies dei camion bar, lo abbiamo scritto dal primo istante. E questo si comprova ad esempio guardando la piantina delle postazioni che prevede che i posti più commercialmente appetibili (e in particolare gli angoli che godono di una doppia apertura su due lati) siano tutti occupati dai Dolciumi (la miniera d'oro della famiglia, quella dove si possono fare ampi margini di guadagno vendendo ai bambini prodotti di qualità non eccelsa - non lo diciamo noi, lo dicono i risultati del bando che assegnano zero punti alla qualità dell'offerta gastronomica - a prezzi non certo economici). A riprova di tutto ciò, l'unico genere non artigianale nel quale la famiglia non ha mai avuto interessi, ossia gli addobbi commerciali, sono stati posizionati ai margini della piazza, nelle postazioni storicamente meno remunerative. Eppure alberi e palle di natale dovrebbero avere un ruolo di primo piano in una festa natalizia, o no? Naturalmente anche qui tutto può essere stato deciso per pura casualità ed in perfetta buona fede, non vogliamo fare del facile complottismo.

IL MISTERO DEGLI ORARI DI PRESENTAZIONE
Chiudiamo con un piccolo particolare che avevamo già anticipato in uno dei nostri tanti articoli sulla vicenda: le prime 3 posizioni nella graduatoria dei Dolciumi se le sono accaparrate due Tredicine Alfiero e una il suo collaboratore Adduocchio Giuliano. Nulla di nuovo, ma questo vantaggio, che gli permetterà oltretutto di scegliere stamattina i posti migliori sulla Piazza, è stato ottenuto grazie all’orario di spedizione delle domande (come regolarmente previsto dal bando), perché i primi nove hanno tutti lo stesso punteggio pari a 20 (il mero punteggio di anzianità, essendo zero la qualità). Ma se si guarda l’ora di spedizione delle prime tre domande si vede che sono state spedite alle 7.56, alle 8.00 e alle 8.03. Fa fede il timbro dell'ufficio postale. Sembrerebbe come se l'ufficio postale sia stato il medesimo e le spedizioni siano state effettuate una di fila all'altra. Qualcuno insomma è entrato negli uffici di Poste Italiane verso le 7.50, è andato allo sportello, ha spiegato cosa doveva fare, ha compilato i moduli e dopo cinque\sei minuti ha ottenuto la ricevuta. Poi la seconda e poi dopo altri 3 minuti la terza. Già, peccato che tutte le Poste a Roma aprano alle 8.20. Come si fa a protocollare una richiesta alle ore 7.56 di orologio? Ci sono degli uffici postali che aprono a comando e noi non lo sappiamo? Esistono degli uffici postali che fanno un orario antelucano? Sarebbe interessante farlo sapere ai cittadini che potrebbero utilizzare questo speciale servizio mattutino facendo le loro spedizioni sul presto, senza dover prendere permessi al lavoro. Di quale ufficio postale si tratta? Sarà sufficiente un banale accesso agli atti per saperlo. E comunque si sa, per i veri padroni di Roma tutte le porte sono aperte, figuriamoci quelle delle Poste.


Sta di fatto che a quanto ci risulta qualcun altro si sarebbe accorto di questo particolare e sarebbe intenzionato, se non l'ha già fatto, a denunciarlo alla Procura. Sarebbe solo l'ultima faccenda su cui far luce all'interno di un quadro vergognoso. Vergognoso per colpa, intendiamoci, non certo di una classe imprenditoriale un po' folkloristica (questo accade dappertutto), ma per colpa piuttosto di un personale politico e amministrativo incapace di avere una visione che vada oltre quel che si è sempre fatto con le modalità cialtrone con cui si è sempre fatto. Il PD romano (quello delle "associazioni a delinquere" di cui ha parlato Marianna Madia e che sta ancora tutto al suo posto) ha sempre campato grazie a questo genere di connivenze, in particolare con il settore dell'ambulantato, non più tardi di qualche giorno fa Luca Odevaine lo ha spiegato in un lucido interrogatorio nelle more del processo Mafia Capitale. Il PD romano a quanto pare non ha alcuna intenzione di cambiare verso al di là dei vuoti hashtag di Palazzo Chigi.

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22 novembre 2015

















































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