Ciclabili leggere. Le piste ciclabili che costano zero e proprio per questo a Roma non si fanno

8 febbraio 2010
La ciclabile si ricava tra palazzi e sosta non comportando alcuna spesa, semplicemente si dipinge la segnaletica in maniera diversa
In questo modo la carreggiata si riduce e la doppia fila diventa impossibile. Due vantaggi in uno: piste ciclabili e circolazione non massacrata dalla prepotenza di chi si ferma in divieto, autentico cancro a Roma
Più la strada è larga più si può allargare l'intercapedine ciclabile, sempre a costo zero! E con l'obbiettivo non trascurabile di ridurre le dimensioni della carreggiata per eliminare la possibilità di sosta in doppia fila


Realizzabili anche ciclabili a doppio senso

Non più a costo zero ma con un piccolo investimento le ciclabili leggere possono essere protette con dei semplici cordoli in plastica
Questa è Verona. Ciclabile leggera associata a sosta a spina: si creano corsie ciclabili incoraggiando la mobilità in bicicletta e si riduce la carreggiata rendendo fisicamente impossibile la doppia fila
Dice: "le piste ciclabili non si possono fare perché costano un tot al chilometro e quel tot non ce l'ha nessuno in questo momento". E tutti abboccano, associazioni di ciclisti comprese. Peccato che sia l'ennesima falsità. Guardate come si fanno le piste ciclabili a Bologna o Verona (ma in tutto il mondo è così, si pensi a Parigi): nelle strade che, per dimensioni, lo consentono (e sono moltissime strade), si sposta verso il centro della carreggiata la sosta di circa un metro / un metro e mezzo e si lascia, tra marciapiede e sosta, una intercapedine ciclabile. Si forma così, semplicemente dipingendo alcune righe a terra, una pista che è sicura e protetta perché utilizza a questo fine le auto parcheggiate (le auto si trasformano da problema in elemento di protezione che separa i flussi ciclabili dai flussi automobilistici). Che dà ordine alla strada perché riducendone le dimensioni impedisce, fisicamente, la doppia fila. Che non costa nulla e che quindi non può avere stop strumentali da parte dell'amministrazione, non può generare appalti, corruzione, sprechi (forse per questo non si fanno...).
Un'obiezione potrebbe essere: con della semplice segnaletica le auto a Roma si metterebbero comunque di traverso, sulla ciclabile. Probabile (e gestibile), ma quello che conta è il layout della strada, il suo disegno: con questa suddivisione, una volta accettato il principio, si può anche decidere che la semplice segnaletica è troppo poco e aiutarsi con un piccolo cordolo in plastica come si nota in alcune foto di bologna, il concetto non cambia e gli investimenti rimangono prossimi allo zero. Un lieve cordolo, magari in travertino o in plastica (per risparmiare ulteriormente), così da impedire totalmente l'eventuale invasione. Si tratta di operazioni a costo irrisorio: irrosorio!
Ciclabili leggere un po' più impegnative a Parigi. Ma si tratta pur sempre soltanto di un cordolo in granito. L'investimento è minimo


Questa strada senza la corsia ciclabile leggera sarebbe stata appetibilissima, per dimensioni, alla doppia fila (presente, sebbene in maniera assai marginale, anche a Parigi). E invece con la ciclabile leggera le dimensioni rimanenti della carreggiata a senso unico rendono fisicamente impossibile sostare in divieto. Non servono vigili, non servono telecamere, non servono multe: semplicemente non si può fisicamente. E in cambio hai anche una ciclabile eccellente, sicura, comoda. Una ciclabile vera, dentro la città, non una ciclabile "alla romana" da usare tutt'al più la domenica

Un cordolo più largo riduce il rischio di sportellate

Con un lavoro di una settimana si potrebbero avere in città qualche centinaio di chilometri di piste ciclabili. Senza esagerare. Ma poi piste ciclabili vere, che servono alla gente per andare a lavoro, a fare la spesa, all'università. Non ridicole strisce di cemento lungo le banchine di un fiume o in mezzo ai canneti dell'Aniene o per collegare Roma a Fiumicino o Ostia (assurdità utili semmai in qualche domenica di bel tempo, non per risolvere la mobilità urbana e impattare sugli spostamenti reali). 


Sono migliaia le strade della città dove questo intervento potrebbe essere compiuto immediatamente, senza lavori, senza appalti, senza passaggi in Consiglio Comunale o Municipale. E c'è di più: migliaia di strade della città potrebbero risolvere il loro problema di dimensionamento che è il problema da quale nasce la sosta selvaggia in doppia fila, autentico cancro di Roma. Questa soluzione restringe la carreggiata (quando la strada è a senso unico) fino a 3,5 metri e dunque impedisce fisicamente la doppia fila per mancanza di spazio come si vede bene dalle foto sopra. Insomma a costo zero si riqualifica la strada, la si rende più sicura riducendo la congestione e l'incidentalità (e dunque generando milioni di euro di risparmi sul sistema sanitario regionale) e si ricava un percorso ciclabile il quale di fatto va ad occupare lo spazio che è oggi regalato ai prepotenti della doppia fila.


Quale Municipio si fa avanti per iniziare a trasformare in meglio il proprio territorio? Forse nessuno perché operazioni come queste non interessano visto che non ci si può mangiare sopra essendo praticamente a costo zero? Forse nessuno perché c'è gente che a Roma ha paura a fare azioni che combattano il malcostume micidiale e atroce della doppia fila (e questo 'scherzo' delle piste ciclabili che costano zero potrebbe davvero ridurre la doppia fila massicciamente trasformandola in un ricordo)?

21 commenti | dì la tua:

Antonio ha detto...

Ho riconosciuto subito Bologna dai portici e dalle tag....cmq è una soluzione semplice ma efficace.

Alessandro ha detto...

Ma le sportellate sono rischiose.

Già me le vedo queste piste ciclabili, a Roma, ostruite da 3-4 mezzi che hanno parcheggiato filo marciapiede.

C'è un esempio a Roma: accanto ai fori imperiali. Parcheggi a raso + striscia bianca continua larga un metro che dovrebbe fungere da marciapiede. In diversi punti viene ostruito dai cafoni di turno che neanche se ne rendono conto.

sessorium ha detto...

La sportellata non la si prende perché la pista è in senso unico inverso rispetto alle auto dunque l'automobilista che esce dalla macchina ha DI FRONTE il ciclista che sta arrivando.

Alessandro ha detto...

Ah ecco, bene così.

Anonimo ha detto...

Perchè non linkate questo articolo al comune?

sessorium ha detto...

Il comune sa benissimo e foto di queste piste ciclabili sono state inviate al Tavolo Tecnico sulla ciclabilità, non so con quale esito e con quali commenti.

Bikediablo ha detto...

A Furio Camillo la ciclabile è stata fatta in modo similare, ma sul marciapiedi, ebbene ci sono parcheggiati sopra i motorini, e nei punti di ingresso ci sono parcheggiate le automobili.
Io ci passo quasi tutti i giorni e non ricordo di averla vista mai completamente libera.
Questo nonostante sollecitazioni a Ufficio Bici, Municipio, Comune e Vigili Urbani.

MK! ha detto...

Le piste ciclabili non si possono fare perché costano un tot al chilometro ... nelle strade che, per dimensioni, lo consentono... una pista che è sicura e protetta perché utilizza a questo file le auto parcheggiate...

Scusa ma Se utilizzassimo a Roma lo stesso metodo, dopo qualche ISTANTE vi si parcheggerebbero DECINE di smart per traverso o di motorini e saremmo al punto di prima. I CANCELLI, ci vogliono! :-(

lelefanta ha detto...

Quanto mi dispiace questo atteggiamento rinunciatario dei romani nei confronti dei concittadini "tanto a Roma non si puo' fare questo o quello perche' nessuno lo rispetterebbe..."! Il problema e' che in questa citta' non siamo in grado di applicare le sanzioni. Come per la cacca dei cani...ne vogliamo parlare?
A me invece questa soluzione delle piste ciclabili sembra geniale! E poi, almeno proviamo!

giulia anita ha detto...

Sono d'accordo!
Se il comune ci provasse, almeno!Anche se il rischio di parcheggiatori cafoni è varmente altissimo!

Anonimo ha detto...

Purtroppo mi tocca ammettere che a Roma la situazione è terribile. A Via delle Fratte di Trastevere c'è un percorso pedonale che è fatto nello stesso modo qui raffigurato, e le macchine parcheggiano... accostate al muro lasciando mezza fascia blu scoperta...

Anonimo ha detto...

Io ho da poco comprato una bicicletta e mi chiedo quanta Roma riuscirò a vedere pedalando...speriamo che qualcuno in comune o regione inizi ad interessarsi di questi problemi seriamente!

Bikediablo ha detto...

Se hai da poco comprato una bicicletta e vuoi usarla puoi consultare le informazioni sulle piste ciclabili e confrontarti con altri ciclisti urbani.
http://ciclabiliaroma.blogspot.com
http://ciclomobilisti.forumfree.it

giulia anita ha detto...

Grazie mille!!!!Lo farò sicuramente!

giulia anita ha detto...

A proposito di ambiente vorrei segnalarvi http://www.d-o-c.it,
una bellissima campagna non convenzionale che riguarda il rapporto tra Roma, i cittadini e l’ambiente. Sono stati utilizzati tutti materiali eco-sostenibili come foglie di legno appese ai lampioni e stencil disegnati non con terribili bombolette spray ma con materiale biologico (come l’argilla e l’acqua).

http://www.d-o-c.it 

http://www.flickr.com/photos/giovannicarapella/4431706649/in/set-72157623493637555/

La campagna è stata promossa da Giovanni Carapella, urbanista e architetto nelle liste del Pd per le prossime regionali del Lazio.

Ciao a tutti!

Anonimo ha detto...

certo si fa così in tutta europa.

Anonimo ha detto...

Ho visto alcune città estere, ad esempio Bruxelles, dove le piste ciclabili sono realizzate disegnando le strisce sui marciapiedi. Certo sono marciapiedi abbastanza larghi, però è comunque un'altra soluzione a costo quasi zero.

Uapa ha detto...

Hai ragione, non le ritengono possibili, perché non ci guadagnerebbero con il solito vecchio giro sprco di mazzette e contromazzette.
A tutti quelli che dicono "Ma no, perché tanto ci parcheggiano sopra" dico: è ora di smetterla di girarsi dall'altra parte, quando qualche cafone parcheggia in doppia fila o ostruisce passaggi per disabili o piste ciclabili.
Si chiamano i vigili e si denuncia il veicolo, sollecitando la rimozione.
Basta girarsi dall'altra parte e arrendersi, sennò ci rendiamo complici o passiamo per gli ipocriti che in fondo parcheggiano in doppia fila anche loro, quando gli fa comodo.
Cominciamo a denunciare 'sti incivili!

Alessandro ha detto...

A Monaco di Baviera quasi ogni marciapiede ha uno spazio dedicato alle bici. Provate ad invaderlo con motorini, auto o anche solo a piedi. Altro che vigili, c'è la sollevazione popolare. A Roma è il contrario, c'è la sollevazione popolare se impedisci la doppia fila alle auto.
A Roma l'unica soluzione è una gestione illuminata corredata da repressione e tolleranza zero per 10 anni. Quindi pura utopia in un paese di clown come questo.

RFS ha detto...

E' una cazzata. Andateci in bici in posti del genere. E non solo il giorno della critical mass o dei froci salvaciclisti.

Anonimo ha detto...

Temo anche io che a Roma senza educare il cittadino ci ritroveremmo con auto sulle ciclabili e doppie file anche laddove la carreggiata non lo consente più...

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