Palazzo Rondinini. Il più importante palazzo di Campo Marzio...

30 settembre 2009

8 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Il solito schifo, dal centro alla periferia, non c'è palazzo storico che tenga.
I writers non riconoscono la bellezza di Roma, per loro i palazzi servono solo a mostrare la propria tag.
Misteriosamente il Comune, le istituzioni non prevengono il graffitismo.
Così tocca a noi volontari pulire i muri con i prodotti appositi, a quando un serio ufficio decoro urbano?

-les

Riprendiamoci Roma ha detto...

In questo caso, essendo l'edificio storico, in teoria sarebbe vietato un intervento di ripristino dell'intonaco con pennello e vernice dello stesso identico colore fatta fare nel colorificio. In pratica questo è quello che fanno gli addetti AMA al decoro urbano. Non si capisce perchè una toppa di vernice praticamnete invisibile perchè dello stesso colore possa essere peggiore di una tag lasciata lì in bella vista per mesi e anni.
Però si potrebbe intervenire in questo modo. Inumidire leggermente la punta di una spugna abrasiva con antigraffiti, passare la punta della spugna sulla tag, cercando il più possibile di seguire la linea del disegno, quindi picchiettare con un panno liscio per asciugare l'inchiostro sciolto ed evitare che scivoli giù. Una volta tolta la tag, verosimilmente sarà venuto via anche un po' di intonaco. A quel punto, si versa un po' di antigraffiti sulla spugna abrasiva, si prende un pezzo di intonaco in basso (a poochi centimetri da tera) e ci si pasa leggermente sopra la spugna, in maniera tale da non sciogliere del tutto il colore ma facendo in modo che ne rimanga un po' sulla spugna. Quindi si passa la spugna col colore sulla zona in cui è stata tolta la tag e con movimenti circolari si uniforma l'intonaco.
Abbiamo provat oquesta tecnica sui contatori dell'Acea verniciati, una volta finito l'intervento sembravano ridipinti di nuovo. Les potrà confermare.

Riprendiamoci Roma ha detto...

Altrimenti, con una èpunta di carta vetrata si toglie la tag seguendo il disegno e con lo stesso procedimento si uniforma l'intonaco.

Alessandro ha detto...

meglio questo che un "muro grigio"...come dicono loro...VANDALI! Io inizierò a sostenere una campagna dal titolo "meglio il muro grigio d'architettura moderna ai writers!"
A Roma i graffitari (che sono dei vandali e basta) sono troppi...si calcola siano 3000.

Riccardo ha detto...

ma non si potrebbe semplicemente punire ciò che è illegale secondo la legge? penso che ad un 13enne gli passerebbe la voglia se lo beccano a fare la tag e si gioca il motorino per la multa da 5000 euro che gli arriva... viva le telecamere

Riprendiamoci Roma ha detto...

Riccardo, la filosofia del "punire chi imbratta" sulla carta non fa una piega. In pratica dobbiamo gfare i conti con quello che c'è: multe ridicole, lassismo totale, zero certezza della pena. Verba volant, scripta manent. Ci sono 3000 writers che scrivono sui muri? Bene. L'unica soluzione è reclutare 3000 persone che puliscono i muri. Con criteri oe competenza, senza peggiorare le cose. Non ce ne sono altre. Abbiamo il vantaggio di poter agire di giorno e di avere il favore del 99,9periodico% dei romani. Tocca dasse da fà, prende in mano la situazione.

n@po ha detto...

In questo caso, secondo quando quanto previsto dall'art. 639 c.p. dovrebbe essere applicata una sanzione che va dai 1.000 ai 3.000 euro all'imbrattatore. Purtroppo troppo spesso riescono a farla franca...

Emma ha detto...

Il problema è riuscirli a riconoscere e poi prenderli. Non è per niente facile. Ma i controlli?

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