"La Metro C a Piazzale Clodio. Certo, ma deve andare oltre, deve andare fino a Farnesina. Intanto qui a San Giovanni è stato fatto un lavoro straordinario. Roma corre e si avvicina alle grandi capitali".
Questa è Virginia Raggi oggi alla stazione San Giovanni inaugurata dopo 7 (!) anni di lavori grazie allo sblocco dei cantieri garantito dal sindaco Marino negli anni 2013/2014. Fin qui tutto bene, le dichiarazioni (a parte la patetica "Roma corre", intendiamoci) sembrano quelle di un sindaco ben impostato. Peccato che, anche questa volta, anche su queste questioni serie e decisive, in realtà è tutto teatro, tutte bugie, tutte menzogne, tutta propaganda. Tutta falsità.
La sindaca e i suoi compagni di partito sono stati per anni i più fieri oppositori non solo della Metro C ma di tutte le grandi opere notoriamente decisive per la sopravvivenza di qualunque area urbana. Nonostante l'opposizione del Movimento 5 Stelle la Metro C è andata avanti lo stesso grazie alle precedenti amministrazioni e oggi, quando si tratta di inaugurare, il Movimento 5 Stelle si prende i merito e rivendica il successo a gran voce. Solo a Roma, con una cittadinanza ed un elettorato ignorante, disattento, disinteressato alla propria città e incapace di analizzare quel che succede, questi raggiri possono andare in porto quotidianamente.
Se fosse stato per la Raggi, infatti, le Metro C poteva anche fermarsi e abortire come progetto. E non si tratta di dichiarazioni politiche e buotade, no, si tratta proprio di atti firmati e controfirmati. Che stanno nella storia di questa città e negli archivi. Come quello che pubblichiamo qua sopra: una mozione presentata nel settembre 2013 in cui i pentastellati chiedevano di fermare l'opera a San Giovanni, una scelta trasportisticamente forsennata e criminale. Tra i firmatari della mozione anche Enrico Stefàno, piuttosto competente in materia e dunque perfettamente conscio della follia dell'atto, ma quando si tratta di fare ammuìna e propaganda evidentemente tutto vale, anche in un movimento politico che nasce esattamente per combattere questo genere di atteggiamento. Così i pentastellati 5 anni fa, oggi non sono purtroppo da meno: tutti i difetti dei vecchi politici senza averne mutuato quasi nessun pregio. Ci sarebbe bastata una assunzione di responsabilità: "chiediamo scusa per aver ostacolato in passato quest'opera, ora ci facciamo perdonare mandandola avanti". Niente, le scuse sono una cosa da sfigati evidentemente.
Per fortuna quella mozione, poi discussa in aula nell'ottobre del 2013, venne sonoramente bocciata dall'Assemblea Capitolina. Gli unici 4 voti favorevoli quelli dei 4 consiglieri pentastellati che oggi si vantano dell'apertura. Apertura avvenuta nonostante loro. No-no-stan-te!
Ma quella era l'opposizione e, si sa, l'opposizione (quando non si chiama PD, beninteso) fa il suo gioco. Vero. Ma dunque una volta al governo i 5 Stelle hanno iniziato a comportarsi seriamente e responsabilmente? Neppure per sogno. In due anni non sono stati in grado di scegliere cosa fare della Metro C (benché grazie a Marino i cantieri fossero stati mandati avanti fino a Colosseo) e ancora oggi la città si trova in ambasce con un sacco di soldi perduti a causa della mancanza di decisioni ufficiali.
Solo nelle ultime settimane, dopo aver visto i risultati della votazione popolare online del PUMS, i 5 Stelle hanno cambiato atteggiamento. Si sono infatti resi conto (ma non ci volevano più di tre neuroni per capirlo anche senza referendum digitali) che quel che vogliono i romani è una seria e ramificata rete di metropolitane. La C completa, la D, la E, i prolungamenti, le metrotravie e così via. Insomma i romani desiderano ardentemente esattamente l'opposto di quel che i 5 Stelle hanno sempre professato avvelenando i pozzi di una città già avvelenata per anni, i cittadini vogliono grandi opere e infrastrutture pesanti e investimenti considerevoli capaci di migliorare la loro qualità della vita e di cambiare volto alla città. A quel punto il cambiamento di Raggi: "investiremo 10 miliardi per dotare Roma di infrastrutture" (a parole ovviamente, poi nei fatti si continua a tenere tutto bloccato). Perché nel populismo si rifiuta di riflettere, pianificare, seguire buone pratiche e darsi dei benchmark, nel populismo si va appresso a quel che vuole il popolo. Ma così a governare sono capaci tutti, mentre i politici sono lì, scelti tra i migliori, proprio per anticipare i bisogni e trovarsi pronti quando le necessità si manifestano. I due anni perduti (e chissà quanti mesi ancora) per dotare Roma di serie infrastrutture non ce li ridarà indietro nessuno, e in queste cose i ritardi si moltiplicano esponenzialmente spostando la conquista di una qualche normalità in questa città nella seconda metà del secolo. Significa che chi oggi è in età matura sta semplicemente perdendo la possibilità di vivere, almeno un giorno, in una città degna di questo nome.
"Questa è una giornata storica, è un'infrastruttura che i cittadini aspettano da anni, festeggeremo con loro questo traguardo raggiunto" ha spiegato Raggi. Se l'infrastruttura era molto attesa dai cittadini perché tu e tutti i militanti a 5 Stelle l'avete combattuta per un decennio spargendo veleno, falsità e menzogne? Riuscire a vantarsi di un progetto che si è stupidamente combattuto: questo è veramente storico e inedito! Come sono incredibili e inedite le schiere di seguaci grullini convinti che davvero il merito dell'apertura di oggi sia di Raggi. L'unico traguardo sarà raggiunto quando a Roma ed in Italia vi sarà una classe dirigente degna degli altri paesi occidentali, e soprattutto capace di vergognarsi quando occorre.
Questi inguaribili ciarlatani oggi sono stati perfino capaci di fare la cartolina della Metro C con lo speciale annullo fitalelico, gliene spediremo qualcuna per raccontare il calvario che da lunedì subirà chi prenderà la metro da A da San Giovanni verso il centro, dalla prossima settimana ancor più congestionata a causa del nuovo interscambio.




















































.png)
.png)
.png)


.png)
.png)
