Qui è il post dove vi spieghiamo perché il movimento delle Sardine (una sorta di populismo grillino di ritorno con 10 anni di ritardo, questa volta con la scusa di "cambiare i toni" della politica) è defunto a Roma nella giornata di oggi, 15 dicembre 2019.
Cresciuto rapidamente grazie ai social, ad un nome azzeccato, ad una situazione politica magmatica e sfidante e ad una oggettiva sebbene molto vaga voglia di partecipazione, il movimento delle Sardine è nato a Bologna con un profilo di indubbia simpatia e grande efficacia. Poi il movimento è cresciuto e si è articolato in altre città italiane con belle manifestazioni gioiose da Modena a Milano. Poi, però, è arrivata Roma. Chi vive a Roma e chi ne sa analizzare le attuali caratteristiche è perfettamente conscio dell'energia con la quale questa città riesce oggigiorno a maciullare tutto ciò che di buono le si para davanti. E fu così che Roma è riuscita a uccidere anche il movimento delle Sardine. Come mai ci è riuscita?
Molto semplice: a Roma si è celebrata e palesata la avvilente connessione tra Sardine e Movimenti antagonisti, gruppi di occupatori abusivi, rappresentanti fondamentalisti e squadristi dell'estremismo romano della "lotta per la casa", centri sociali. Insomma, a Roma le Sardine hanno gettato la maschera dimostrando il niente o meglio il male che c'è dietro la bella faccia allegra di Mattia Santori.
Per carità, il rischio c'era viste le premesse, ma mai ci sarebbe aspettati un suicidio così repentino da parte di un movimento che, ove ben gestito, poteva avere una gittata maggiore e durare un po' di più e magari influenzare le prossime tornate elettorali da una posizione entusiasmante e coinvolgente. E invece lo zero assoluto di contenuti è venuto al pettine immediatamente, dopo poche settimane, assai prima del previsto. Già il nulla su temi, progetti, visioni e programmi espressi in piazza lasciavano presagire il peggio, ma poche ore dopo la manifestazione la morte di questo movimento si è compiuto. Intendiamoci: le Sardine non spariranno subito. Come quei cadaveri che, trapassati da pochissimo, continuano ad avere energia elettrica nelle fasce nervose muovendosi a scatti, le Sardine seguiteranno a muoversi (e magari a far danni culturali più di quelli che stanno già facendo), ma non per molto.
Ma dove si è consumata la morte delle Sardine? Dove si è celebrata la connessione tra questo movimento spontaneo con il peggio della mafietta impiccettara romana?
Spintime Labs è la risposta. Non bastavano le manifestazioni di piazza caratterizzate dalle stesse identiche sembianze dei patetici e inquietanti Vaffaday grillini di 10 anni fa. No. Le Sardine sono volute andare oltre, ma molto oltre. Da una parte hanno assunto la forma del peggior grillismo d'antan, dall'altra si sono praticamente fuse col peggio del movimentismo di estrema sinistra (che oltretutto a Roma assume forme smaccatamente fascisteggianti e squadriste).
Molti simpatizzanti sardini che ancora non lo sanno rimarranno con un palmo di naso, ma è andata proprio così: le Sardine nel giorno subito seguente alla manifestazione di Piazza San Giovanni hanno giustamente deciso di tenere il loro primo "congresso". Un incontro sacrosanto per i vari leader territoriali dei gruppi che non si erano mai sentiti se non su Facebook.
Le Sardine potevano riunirsi dove volevano. Sono il fenomeno politico del momento. Avrebbero potuto optare per mille spazi simbolici. Una azienda innovativa, un locale particolare capace di accogliere 150 persone, un coworking simbolo della nuova classe lavoratrice, magari Talent Garden, Copernico o Spaces. Oppure potevano chiedere uno spazio al Comune grillino che governa la Capitale: si sarebbe celebrata la già evidente sintonia grillino-sardina ma per lo meno sarebbe stato uno spazio istituzionale. Chessò il Macro o la Città dell'Altra Economia.
Nulla di tutto questo: si doveva consumare il suicidio e si è andati dritti verso il suicidio!
Il primo Congresso delle Sardine, riunione magari per decidere se presentarsi o meno alle prossime elezioni con una lista, si è tenuto dentro lo Spintime Labs, tra i banditeschi centri sociali romani il più banditesco di tutti, il più losco, il più subdolo, il più ammanicato, il più paraculato dalla politica a tutti i livelli dal Primo Municipio all'assessorato alla cultura passando per il Papa. L'esatto corrispettivo di Casa Pound. Un enorme spazio pubblico che potrebbe rappresentare una opportunità di sviluppo e di rigenerazione urbana e che invece da anni è ostaggio di un gruppo di prepotenti che utilizza gli alloggi come merce di scambio barattando alloggi con consenso. Un grosso stabile di proprietà dello Stato, quindi di tutti noi, ma privatizzato da un gruppo di prepotenti. Oggi in occasione del congresso sardino all'esterno c'erano i gorilla, che impedivano a chiunque l'ingresso. Una cosa di una prepotenza e di una violenza gigantesca.
In piazza chiedono a gran voce trasparenza e poi nelle segrete stanze, chiudendosi a giornalisti, cittadini e osservatori, si riuniscono nelle sedi della "Bestia" dei movimenti antagonisti. Una "Bestia" che addirittura è arrivata prima di quella di Morisi e Salvini. È il paradosso dei paradossi.
Un movimento che dovrebbe rappresentare il nuovo si è associato insomma alla cosa più superata, passata, triste, prevaricatrice, furba, aggressiva che c'è oggi a Roma. Un movimento che vuole rinnovare la politica ha simbolicamente suggellato la propria nascita in uno spazio che rappresenta il vecchio, vecchissimo modo di fare politica e di imbrogliare i cittadini.
Inutile dire che questa scelta ha un solo vincitore: Matteo Salvini e tutti coloro che le Sardine, solo a parole dicono di voler combattere. Questa scelta assolutamente forsennata - celebrata da un vergognoso manifesto quest'oggi affisso fuori allo Spin Time con addirittura la firma di Action, la inquietante organizzazione che ha occupato lo stabile e che gestisce con metodi meschini molte occupazioni romane - avrà un solo risultato: allontanare dalle Sardine una percentuale considerevole di simpatizzanti. Tutti quelli dotati di raziocinio. Tutti quelli, insomma, che non sono minimamente intenzionati a tollerare illegalità, prepotenze, prevaricazioni, violenze come sono le occupazioni abusive - specie a Roma.
Tutti questi si allontaneranno per forza; molti altri rimarranno delusi e perderanno ulteriormente speranza nella politica semmai ce ne fosse bisogno; altri ancora scopriranno l'ennesimo inganno e non saranno più disposti a credere a nulla e chissà ne farà le spese il prossimo movimento civico che magari sarebbe potuto essere quello giusto e non una nuova cialtronata. Stanno insomma non solo sbagliando, ma anche avvelenando i pozzi.
E così, con le loro scelte imbarazzanti, la loro malcelata ideologia da vecchia sinistruccia da occupazione del liceo, la loro ostentata assenza di contenuti di sostanza al di là della forma, le Sardine avranno contribuito ad apparecchiare il tavolo della stravittoria della peggior destra populista e sovranista che vi sia oggi in Europa. Per aggiungere folklore e tristezza al tutto, alla reunion sardina si è presentata anche Sabina Guzzanti: Salvini e Meloni gongolano oggi più che mai. E la beffa è che la corrente elettrica per la riunione gliel'abbiamo pagata pure noi...
Cresciuto rapidamente grazie ai social, ad un nome azzeccato, ad una situazione politica magmatica e sfidante e ad una oggettiva sebbene molto vaga voglia di partecipazione, il movimento delle Sardine è nato a Bologna con un profilo di indubbia simpatia e grande efficacia. Poi il movimento è cresciuto e si è articolato in altre città italiane con belle manifestazioni gioiose da Modena a Milano. Poi, però, è arrivata Roma. Chi vive a Roma e chi ne sa analizzare le attuali caratteristiche è perfettamente conscio dell'energia con la quale questa città riesce oggigiorno a maciullare tutto ciò che di buono le si para davanti. E fu così che Roma è riuscita a uccidere anche il movimento delle Sardine. Come mai ci è riuscita?
Molto semplice: a Roma si è celebrata e palesata la avvilente connessione tra Sardine e Movimenti antagonisti, gruppi di occupatori abusivi, rappresentanti fondamentalisti e squadristi dell'estremismo romano della "lotta per la casa", centri sociali. Insomma, a Roma le Sardine hanno gettato la maschera dimostrando il niente o meglio il male che c'è dietro la bella faccia allegra di Mattia Santori.
Per carità, il rischio c'era viste le premesse, ma mai ci sarebbe aspettati un suicidio così repentino da parte di un movimento che, ove ben gestito, poteva avere una gittata maggiore e durare un po' di più e magari influenzare le prossime tornate elettorali da una posizione entusiasmante e coinvolgente. E invece lo zero assoluto di contenuti è venuto al pettine immediatamente, dopo poche settimane, assai prima del previsto. Già il nulla su temi, progetti, visioni e programmi espressi in piazza lasciavano presagire il peggio, ma poche ore dopo la manifestazione la morte di questo movimento si è compiuto. Intendiamoci: le Sardine non spariranno subito. Come quei cadaveri che, trapassati da pochissimo, continuano ad avere energia elettrica nelle fasce nervose muovendosi a scatti, le Sardine seguiteranno a muoversi (e magari a far danni culturali più di quelli che stanno già facendo), ma non per molto.
Ma dove si è consumata la morte delle Sardine? Dove si è celebrata la connessione tra questo movimento spontaneo con il peggio della mafietta impiccettara romana?
Spintime Labs è la risposta. Non bastavano le manifestazioni di piazza caratterizzate dalle stesse identiche sembianze dei patetici e inquietanti Vaffaday grillini di 10 anni fa. No. Le Sardine sono volute andare oltre, ma molto oltre. Da una parte hanno assunto la forma del peggior grillismo d'antan, dall'altra si sono praticamente fuse col peggio del movimentismo di estrema sinistra (che oltretutto a Roma assume forme smaccatamente fascisteggianti e squadriste).
Molti simpatizzanti sardini che ancora non lo sanno rimarranno con un palmo di naso, ma è andata proprio così: le Sardine nel giorno subito seguente alla manifestazione di Piazza San Giovanni hanno giustamente deciso di tenere il loro primo "congresso". Un incontro sacrosanto per i vari leader territoriali dei gruppi che non si erano mai sentiti se non su Facebook.
Le Sardine potevano riunirsi dove volevano. Sono il fenomeno politico del momento. Avrebbero potuto optare per mille spazi simbolici. Una azienda innovativa, un locale particolare capace di accogliere 150 persone, un coworking simbolo della nuova classe lavoratrice, magari Talent Garden, Copernico o Spaces. Oppure potevano chiedere uno spazio al Comune grillino che governa la Capitale: si sarebbe celebrata la già evidente sintonia grillino-sardina ma per lo meno sarebbe stato uno spazio istituzionale. Chessò il Macro o la Città dell'Altra Economia.
Nulla di tutto questo: si doveva consumare il suicidio e si è andati dritti verso il suicidio!
Il primo Congresso delle Sardine, riunione magari per decidere se presentarsi o meno alle prossime elezioni con una lista, si è tenuto dentro lo Spintime Labs, tra i banditeschi centri sociali romani il più banditesco di tutti, il più losco, il più subdolo, il più ammanicato, il più paraculato dalla politica a tutti i livelli dal Primo Municipio all'assessorato alla cultura passando per il Papa. L'esatto corrispettivo di Casa Pound. Un enorme spazio pubblico che potrebbe rappresentare una opportunità di sviluppo e di rigenerazione urbana e che invece da anni è ostaggio di un gruppo di prepotenti che utilizza gli alloggi come merce di scambio barattando alloggi con consenso. Un grosso stabile di proprietà dello Stato, quindi di tutti noi, ma privatizzato da un gruppo di prepotenti. Oggi in occasione del congresso sardino all'esterno c'erano i gorilla, che impedivano a chiunque l'ingresso. Una cosa di una prepotenza e di una violenza gigantesca.
In piazza chiedono a gran voce trasparenza e poi nelle segrete stanze, chiudendosi a giornalisti, cittadini e osservatori, si riuniscono nelle sedi della "Bestia" dei movimenti antagonisti. Una "Bestia" che addirittura è arrivata prima di quella di Morisi e Salvini. È il paradosso dei paradossi.
Un movimento che dovrebbe rappresentare il nuovo si è associato insomma alla cosa più superata, passata, triste, prevaricatrice, furba, aggressiva che c'è oggi a Roma. Un movimento che vuole rinnovare la politica ha simbolicamente suggellato la propria nascita in uno spazio che rappresenta il vecchio, vecchissimo modo di fare politica e di imbrogliare i cittadini.
Inutile dire che questa scelta ha un solo vincitore: Matteo Salvini e tutti coloro che le Sardine, solo a parole dicono di voler combattere. Questa scelta assolutamente forsennata - celebrata da un vergognoso manifesto quest'oggi affisso fuori allo Spin Time con addirittura la firma di Action, la inquietante organizzazione che ha occupato lo stabile e che gestisce con metodi meschini molte occupazioni romane - avrà un solo risultato: allontanare dalle Sardine una percentuale considerevole di simpatizzanti. Tutti quelli dotati di raziocinio. Tutti quelli, insomma, che non sono minimamente intenzionati a tollerare illegalità, prepotenze, prevaricazioni, violenze come sono le occupazioni abusive - specie a Roma.
Tutti questi si allontaneranno per forza; molti altri rimarranno delusi e perderanno ulteriormente speranza nella politica semmai ce ne fosse bisogno; altri ancora scopriranno l'ennesimo inganno e non saranno più disposti a credere a nulla e chissà ne farà le spese il prossimo movimento civico che magari sarebbe potuto essere quello giusto e non una nuova cialtronata. Stanno insomma non solo sbagliando, ma anche avvelenando i pozzi.
E così, con le loro scelte imbarazzanti, la loro malcelata ideologia da vecchia sinistruccia da occupazione del liceo, la loro ostentata assenza di contenuti di sostanza al di là della forma, le Sardine avranno contribuito ad apparecchiare il tavolo della stravittoria della peggior destra populista e sovranista che vi sia oggi in Europa. Per aggiungere folklore e tristezza al tutto, alla reunion sardina si è presentata anche Sabina Guzzanti: Salvini e Meloni gongolano oggi più che mai. E la beffa è che la corrente elettrica per la riunione gliel'abbiamo pagata pure noi...





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«Meno recenti ‹Vecchi 201 – 213 di 213 Nuovi› Più recenti»-
Anonimo
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gennaio 15, 2026 2:49 PM
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Robinson
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gennaio 15, 2026 2:52 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 2:53 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 2:54 PM
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Vicky Paul
ha detto...
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gennaio 15, 2026 2:54 PM
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Robinson
ha detto...
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gennaio 15, 2026 2:55 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 2:57 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 2:59 PM
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Vicky Paul
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gennaio 15, 2026 2:59 PM
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Robinson
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gennaio 15, 2026 3:05 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 3:07 PM
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Anonimo
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gennaio 15, 2026 3:08 PM
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Vicky Paul
ha detto...
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gennaio 15, 2026 3:08 PM
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