La tristissima storia della ciclabile lungo l'Olimpica

12 giugno 2019





















Vorrei parlare oggi della pista ciclabile che costeggia l’Olimpica in particolare il tratto compreso tra via Salaria e via della Moschea incrocio via del Foro Italico
Il tratto in questione anni fa è stato interrotto per motivi non meglio specificati. L’interruzione è avvenuta nel silenzio generale e nella disinformazione generale. Per confermare ciò lo stesso giornalista Riccardo Iacona in una puntata di “Presa Diretta” dedicata in parte alla mobilità su bicicletta, raccontava di un piccolo incidente che gli era capitato: ovvero si era schiantato contro la barriera che chiudeva la pista ciclabile nel suddetto tratto, la potete vedere nella foto n.1 abbandonata sul tratto di cliccabile di via della Moschea. Questa barriera era posizionata proprio alla fine di via della Moschea su via del Foro Italico (foto n.2) per cui tutti quelli che si trovavano a imboccare la ciclabile da via Salaria per percorrere via del Foro Italico si trovavano sbarrato il passaggio poco prima di imboccare via della Moschea.
Alcune considerazioni in merito: i cartelli di chiusura della ciclabile ci sono o meglio, ce ne sono almeno 3 (foto n. 3-4-5) su via della Moschea ma indicano un tratto di ciclabile non meglio definito che non è mai stato chiuso perché è anche un passaggio pedonale aperto da anni. Inoltre contestualmente alla chiusura la pista ciclabile è stata “impacchettata” con la famigerata rete arancione. Vi starete chiedendo come si possa impacchettare una ciclabile con rete arancione, beh facile a Roma l’hanno pensata molto bene: “impacchettiamo i parapedonali che separano la ciclabile dalla strada e tutti comprenderanno che quella è zona interdetta” e così lungo tutto il tratto di ciclabile interessata (un chilometro circa) una bella rete arancione.
La pista era ovviamente utilizzata lo stesso e il pannello in foto 1 è stato rimosso più volte per permettere il passaggio alle biciclette. Era anche stato messo un pannello in legno ma è stato rimosso anche quello. Pensiero personale: non è un pannello di legno o un cancello che impedisce l’uso di una ciclabile.
Vi riporto la situazione odierna: I cartelli di ciclabile chiusa sono esattamente dove stavano qualche anno fa, il cancello come detto si trova appoggiato sul tratto in via della Moschea e le foto dalla 6 alla 15 mostrano la ciclabile oggi (credo la parte più bella siano le colate di asfalto che hanno cancellato quel poco che restava del disegno della ciclabile. A onor del vero vi segnalo che i parapedonali nella foto 7 e 8 sono stati sostituiti con quelli nuovi (meno male).
C’è però da aggiungere la ciliegina sulla torta: quando hanno riaperto (?) la ciclabile hanno effettuato (chi?) un’opera di pulizia delle sterpaglie e rimosso la famigerata rete arancione e quale posto migliore per abbandonare il tutto se non dietro al guard rail che si trova sull’uscita di via del Foro Italico direzione Salaria? Le foto, le vedete, sono dalla 16 alla 20...
Lorenzo

25 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

degrado romano tipico : cartellonistica trasandata, arredo urbano da spavento, sciatteria ovunque, rifacimenti dell'asfalto a pezzature, bruttura e confusione. Il tutto in un quadro di stasi e immobilismo
Raggi & Co a casa

Anonimo ha detto...

aggiungerei : immondizia, confusione visiva e bruttura ovunque

Anonimo ha detto...

raggi e romanari feccia.
nulla di nuovo

MARK 74 ha detto...

E poi ha il coraggio la sindaca di andare a Tokio a dire che la città si sta distinguendo in fatto di mobilità.... Vabbè.. No comment

Anonimo ha detto...

@mark 74: certo la mobilità!
è gia scivolata nel baratro anni fa, ormai è in caduta libera, schiantandosi contro gli spuntoni di roccia che fuoriescono dalle pareti e volteggiando senza controllo verso il fondo.
Più mobile di cosi, cosa prentendi?

Anonimo ha detto...

Ero sicuro che la giunta M5S sarebbe stato uno schifo totale, ma pensavo che almeno sulla ciclabilità si sarebbero impegnati. Tra l'altro con pochi soldi si può fare tanto.
Sbagliavo, anche su ciclabilità insufficienza piena.

alex ha detto...

Pista ciclabile sull'Olimpica? Già appena fatta, all'indomani di "Italia 90", era passata agli onori della cronaca come uno dei luoghi più pericolosi della città per i frequenti assalti agli avventori ad opera dei Rom accampati lungi gli argini del Tevere. Personalmente non ci ho mai visto passare nessuno e io stesso non mi azzarderei neanche se mi pagassero

Anonimo ha detto...

la pista ciclabile viene tenuta esattamente come e le strade destinate alle automobili e i marciapiedi per i pedoni : da schifo

Anonimo ha detto...

le immagini descrivono lo sfascio fisico di roma. il comune intanto elenca tantissime strade dove toglieranno i sampietrini (ottimo) e strade dove li metteranno (assurdo) ma pare non ci siano tutti i soldi per l'appalto e i tempi saranno biblici.
nel frattempo crescono le sterpaglie sulle ciclabili e dentro ai parchi in stato di semi abbandono

Anonimo ha detto...

caro amico delle 2:10. ha ragione la Raggi a dire che si sta distinguendo per la mobilità. Roma è diventata un esempio mondiale. di come NON fare le cose

Anonimo ha detto...

il marciapiede sotto casa mia sta molto peggio di quella ciclabile e abito in zona semicentrale. Cartelli piantati in mezzo, che ostacolano disabili e bambini in carrozzina, avvallamenti e dossi causati da lavori rattoppati male, asfaltatura a chiazze (fatta in momenti diversi e mai completata.
Il marciapiede è contornato da strisce blu e strisce pedonali invisibili e allietato dalla presenza di cassonetti per metà rotti e per metà lerci.

Anonimo ha detto...

Non ci sono parole, questa é l'ulteriore conferma della inutilità delle piste ciclabili a Roma....

Anonimo ha detto...

Peccato. L'idea era buona. Una delle pochissime piste ciclabili ad avere un senso a Roma. Unirebbe il Foro Italico, la zona dei circoli sportivi e dell'acqua acetosa con Villa Ada, Villa Glori e Villa Borghese, passando per i Parioli. Si sono tralasciati piccoli dettagli: le sterpaglie che richiederebbero manutenzione e i predatori bipedi che hanno costruito le loro tane nei pressi del percorso.

Anonimo ha detto...

quei dissuasori bianchi e rossi fanno veramente schifo sia come design che come materiale

Madoo ha detto...


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Anonimo ha detto...

Questo sarebbe triste? Vai a vedere cosa ha autorizzato virginia raggi fuori da Largo Passamonti.
Una zingaropoli con le roulotte di Sant'Egidio, piena di drogati, spacciatori e mastini sciolti, gente che si ammazza di botte e che minaccia i passanti, all'ingresso di un cimitero al centro di Roma.
Probabilmente aspettano che i delinquenti finto poveri di Sant'Egidio uccidano qualcun altro, Carlo Macro non è bastato.

Unknown ha detto...

Le piste ciclabili a Roma sono un'utopia, quelle realizzate con le precedenti amministrazioni non hanno fatto una fine migliore... è stato soltanto un business per i vari amministratori.... poi se vogliamo prendiamola sempre e comunque con la Raggi....

Anonimo ha detto...

gli antichi romani - non ci si crederebbe ma è così - oltre 2000 anni fa erano famosi per le loro strade. costruirono strade in tutta italia e in buona parte d'europa, ma persino in asia e africa. strade tuttora esistenti o il cui tracciato era così intelligente da essere usato ancor oggi come base per strade o autostrade moderne.
ebbene, dopo due millenni, i romani contemporanei non sembrano capaci di fare decentemente o mantenere decentemente un marciapiedi, una strada di pochi metri o una pista di biclette. oppure sono solo capaci di lamentarsi ma coi loro soldi di contribuenti continuano passivamente a stipendiare gente che sembra incapace di stendere asfalto, pulire le erbacce e dipingere le corsie. ma che cavolo è successo per un balzo all'indietro tanto grande ?

Anonimo ha detto...

con l'immondizia che straborda sui marciapiedi da quella cosa preistorica che sono i cassonetti - lerci, mezzi rotti e spesso spalancati da chi li fruga professionalmente - ci preoccupoiamo per le sterpagloie su una ciclabile ?

Anonimo ha detto...

A Roma non riescono a tenere aperte le fermate della metro... fare le ciclabili è fantascienza.

Anonimo ha detto...

con le entrate da tasse e tributi che incassa il comune dovrebbe tenere la città come uno specchio, ciclabili comprese

Anonimo ha detto...

Ci sono passato almeno un centinaio di volte su quella ciclabile, per sport non certo perché dovevo andare a lavorare o fare la spesa o altre cose visto che abito molto distante da lì.
Ogni volta sempre peggio,una volta addirittura avevano tagliato dei rami perché probabilmente intralciavano la ciclabile ma invece di raccoglierli li hanno lasciati lì in abbandono ad obbligare i pochi ciclisti a passare sulla strada.
Per me quella ciclabile si potrebbe anche chiudere totalmente perché in primis serve ben a poco fatta così perché manca una segnaletica e se stai sulla Salaria di certo non lo trovi facile l'imbocco.
Quindi o la chiudessero del tutto oppure non la toccassero più che dove il comune mette mano fa danni su questa povera sventurata ciclabile

Anonimo ha detto...

non si capisce perchè quando fanno un lavoro l'asfalto viene sempre rappezzato malamente o a chiazze, creando un effetto visivo osceno e comune dossi per pedoni o ciclisti. esiste un ufficio con un responsabile che deve vigilare su questi interventi ? quale è questo ufficio ?

Anonimo ha detto...

gli antichi romani non hanno nulla a che vedere coi romani di oggi. prima vi entra nella testa e meglio e' cosi' la smettete di vivere di ricordi vecchi di 2mila anni.
sveglia

Anonimo ha detto...

hai ragione ma oggi la tecnica offre opportunità che 2mila anni fa se le sognavano. comunque continuare a parlare di romani per intendere chi abita a roma è fuorviante, visto che la maggior parte viene da fuori.
si tratta solo di far bene le cose e pretendere - suo questo verbo - che gli amministratori amministrino e non chiacchierino solamente. questo sito mette tutti cdi fronte ai fatti concreti, ci sono le foto, diversamente da tanti giornali che fanno polemiche politiche sulle massime teorie. qui si parla di cose pratiche che, come i numeri, hanno la spiacevole abitudine di non poter essere contraddette col bla bla dei luoghi comuni

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