"Vota Garibaldi" alla Garbatella: l'Ufficio Decoro ha fatto bene a cancellare la scritta

14 marzo 2019
Nella barzelletta quotidiana che è il Comune di Roma, ieri si è appalesata l'ennesima agghiacciante freddura: i sempre più imbarazzanti operai comunali, in forze all'umiliante e umiliato Ufficio del Decoro Urbano, hanno cancellato un reperto murario risalente a 70 anni fa, una scritta ormai storicizzata che risaliva alle prime elezioni politiche della Repubblica e che invitava a votare per il Fronte Popolare (che per fortuna perse, peraltro). Un pezzo di storia con tanto di insegna commemorativa, restaurato oltretutto con soldi pubblici una quindicina d'anni fa.

Farne tuttavia una colpa agli operai del Comune è ingiusto. Così come è ingiusto farne una colpa in generale alla miserabile amministrazione pentecatta che ci ritroviamo. L'amministrazione infatti, si muove all'interno di uno strettissimo viottolo accidentato tra mentalità bacata e ideologia. Mentalità bacata e ideologia che sono, per contrappasso, presenti in città nella loro massima concentrazione proprio alla Garbatella, patria di un sentimento di sedicente sinistra (qualcuno un giorno spiegherà loro che quella porcheria lì non è sinistra, anzi) che non ha ormai cittadinanza da nessuna altra parte d'occidente. 

Il sentimento per cui la legalità si applica a tutti meno che agli amici, il sentimento per cui lo sviluppo civile, economico, urbanistico di  una città deve essere vissuto esclusivamente come "speculazione" da combattere; il sentimento per cui "muri puliti, popoli muti", vittima di slogan patetici e infantili, coniati una vita fa quando, semmai, avevano dieci volte più significato di oggi. La Garbatella dei centri sociali, la Garbatella delle occupazioni, la Garbatella che accoglie e legittima ogni sistema malavitoso a patto che combaci con l'ideologia imperante nel quartiere. Chi è causa del suo male deve piangere se stesso...

All'interno di questo quadro, il Comune di Roma, con le sue squadre dedicate al Decoro Urbano (non ci viene in mente nulla di più male in arnese), lavora come dicevamo in una strettoia: di fatto le scritte non si cancellano più, assurte quasi a forma di libertà d'espressione per opera di mandrie di vandali decerebrati che però per l'ideologia imperante hanno un pregio: creano un ambiente, un humus, favorevole. Contribuiscono a creare la "magia" tutta romana del degrado diffuso e omnichannel. Quella strana sensazione per cui TUTTO è devastato, per cui non si salva un solo centimetro quadro dai marciapiedi, alle strade, ai palazzi, ai balconcini delle abitazioni fino appunto a tutti le superfici orizzontali inclusi i furgoni, i mezzi della nettezza urbana o i treni della metropolitana. Questo brodo primordiale in cui siamo immersi ci ha per osmosi permeato, fa parte di noi e ci consente di accettare tutto, essere resilienti a tutto: se vivi una esistenza annegato negli scarabocchi di certo non sei portato ad indignarti se dietro casa tua un gruppo di paraculi occupa uno spazio per farci delle "attività culturali" che si potrebbero tranquillamente fare affittando regolarmente lo stesso spazio. Non lo consideri un problema, anzi lo consideri coerente all'ambiente in cui, inconsapevole, galleggi ogni giorno. 

La cancellazione delle scritte vandaliche dunque, da San Lorenzo a Garbatella, è considerata un atto ostile allo status quo poraccista e ideologizzato. Una operazione dovunque ordinaria qui diventa istanza di gentrificazione selvaggia che rischia di minare la pax diffusa tra cittadini e città: tutto fa schifo, quindi nun me rompete i cojoni. Sia mai che qualcuno si svegli da questo stato di trance, di spaventoso torpore permanente e apra gli occhi.

In questo quadro e con questo mood culturale spalmato, sono ormai sei anni che non si cancella più una scritta. Di questo - sotto attacco da parte dei bellimbusti di cui sopra - si occupa solo Retake Roma additato infatti come longa manus delle multinazionali dalla parte peggiore della città che siamo rimasti gli unici e gli ultimi a combattere.

E' invalsa una prassi surreale: gli uffici comunali si limitano dunque a cancellare le scritte "politiche", inneggianti a regimi dittatoriali o razziste. Non mancano casi di condomini o cittadini che pur essendo tutt'altro che nazisti furtivamente disegnano una svastica sul palazzo in modo tale da avere almeno quella parete ripulita dal Decoro Urbano. Guardate la follia nelle foto che hanno fatto il giro d'Italia ieri: la scritta storica l'hanno cancellata, i graffitacci tutti intorno li hanno salvaguardati... Tra l'altro è sempre mediocre per non dir peggio la qualità del lavoro: l'obbiettivo è censurare il messaggio, non restituire decoro e dignità alla città. Mettono toppe di vernice bianca persino sui pregiati muri in travertino e sticaxxi. Perché nell'ansia di andare a coprire i messaggi (non capendo che così facendo si dà importanza ai messaggi stessi che invece dovrebbero essere considerati vandalismi alla stregua di tutti gli altri) conta solo nascondere sotto al tappeto la povere, non certo riqualificare lo spazio pubblico che, spesso, dopo gli interventi di cancellazione è messo peggio di prima. L'atteggiamento dovrebbe essere il contrario: non si considera mai (MAI) il contenuto delle scritte, si cancellano perché sono scritte abusive e punto. Non esiste un abusivismo più tollerabile in base al contenuto dell'abusivismo stesso.

A Garbatella - incuranti di essere immersi in una bacinella di ridicolo o consapevoli loro malgrado - gli operai del Comune erano a caccia di scritte inneggianti, in negativo, Anna Frank. Se fai scritte contro Anna Frank vengono cancellate, se fai scarabocchi giganteschi su un monumento rimangono lì per anni a deturpare il patrimonio culturale più importante d'occidente. Avendo visto quella che secondo loro era - e lo era - una scritta politica, l'hanno cancellata ripulendo il muro. Come biasimarli? Se l'impalcatura metodologica, intellettuale e ideologica di gestione del decoro urbano è questa, il gesto è assolutamente comprensibile e non ha senso fare troppa ironia su operai, dirigenti e Comune. 

Diverso sarebbe stato se lo scenario fosse stato di normale sapore occidentale. Se la Garbatella fosse stata a Londra i muri sarebbero stati tutti (tutti!) puliti, qualsiasi micro atto di vandalismo sarebbe stato immediatamente sanato in pochi minuti senza scomodare squadracce di operai provenienti chissà da dove e ogni angolo sarebbe stato videosorvegliato dalle telecamere cctv del Comune pronte a sbobinare filmati in caso di azioni illecite. In questo contesto una scritta storica ha le perfette sembianze (le perfette sembianze!) di una scritta storica. In un contesto di caos, abbandono, sciatteria e pressappochismo diffuso anche una scritta storica ha le sembianze di uno scarabocchio e questo vale per tutto il patrimonio di Roma, non solo per questo "reperto". 

Ma poi se hai un reperto storico di valore lo devi trattare da reperto storico di valore, o no? Guardate le foto di quella scritta prese da Google Street View. Le maghine sul marciapiede, le maghine in curva che manco ci arrivi a piedi a vederla, la scritta, gli scarabocchi tutto intorno, il marciapiede devastato, il tubbbo dello scarico con gli adesivi dei "traslochi e sgombri" e così via. Cara Garbatella, tieni il tuo heritage di quartiere in questa maniera e poi ti meravigli se qualcuno, che magari è la prima volta in vita sua che mette piede alla Garbatella, scambia un reperto per uno scarabocchio? La verità è che gli operati hanno fatto bene: hanno fatto il loro lavoro.

Basti pensare ritornando al patrimonio - sempre continuando a parlare dei centro sociali, piccolo cancro della città ma se un piccolo cancro non lo curi è capacissimo di divorarti  - che a San Lorenzo c'è un gruppo di persone che ritiene di essere nel perfetto diritto di realizzare (e rinfrescarla ogni volta che si scolora) una scritta gigantesca inneggiante un loro compagno che non c'è più sulle Mura Aureliane, uno dei monumenti più significativi del mondo.

E' del tutto evidente che il problema non è cancellare inavvertitamente un reperto storico, quello può capitare e fa parte delle leggerezze, delle superficialità e degli errori. Il problema è invece tollerare altre migliaia e migliaia di scritte per questioni di pigrizia, incapacità, scarsa lucidità sulla effettiva gravità di queste questioni e squallida ideologia poraccista. Detto ciò, quella scritta in una città normale (Parigi, Vienna, Londra, Madrid) sarebbe stata cancellata settant'anni fa. Subito dopo le elezioni del '48. O forse anche prima.

44 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Per ristabilire veramente il decoro, bisognerebbe cancellare Roma. Pensare di risolvere il problema cancellando le scritte sui muri, e' come pensare di asciugare il Mediterraneo con lo straccio.

Anonimo ha detto...

"patria di un sentimento di sedicente sinistra (qualcuno un giorno spiegherà loro che quella porcheria lì non è sinistra, anzi)"

ci spieghi allora lei cosa è sinistra: sarebbe proprio interessante. Tuttavia ho l'impressione che non sappia proprio di che parla. E che comunque non si degnerà di rispondere.

"che non ha ormai cittadinanza da nessuna altra parte d'occidente"

il che non non lo rende automaticamente sbagliato. Anzi, direi.

"Il sentimento per cui la legalità si applica a tutti meno che agli amici"

la sinistra italiana ha una tradizione di intolleranza verso i favoritismi, con le dovute eccezioni; semmai gli intrallazzi erano più di casa dall'altra parte.

"lo sviluppo civile, economico, urbanistico di una città deve essere vissuto esclusivamente come "speculazione" da combattere"

se fosse così per principio, sarebbe in effetti miope. Il fatto è che spesso il modello di sviluppo quello è: un mettere in moto un flusso di denaro che va a beneficio, diretto e non, dei soliti noti. Combatterlo o no è una scelta, così come irridere chi lo fa. E come tutte le scelte (responsabili), implica una visione del mondo: quella dell'articolista è ormai arcinota.

Sul resto più o meno d'accordo, ma gli operai non hanno fatto bene. Nel post moderno tutto è storia, comprese le scritte sui muri (quelle di 70 anni fa). Poi altro discorso è quello di non prendersela con loro ma con chi li manda.
Un'altra figura di guano di questa amministrazione. Finora avevo evitato di sottolinearlo (ma ci avevano già pensato altri), però l'articolista invitava a votarli, questi incapaci (...nel migliore dei casi).
Cordialità

Anonimo ha detto...


Si dice "ALLA" Garbatella, non "A" Garbatella. Parli di Roma e manco la conosci.

alfredo casella ha detto...

Ho la sensazione che in questo articolo si siano mescolate le pere con le mele, come si dice.
Forse la natura agitazionista paragrillina sta prendendo il sopravvento, spero di no, ma paragonare una scritta del 1948, peraltro restaurata e resa perfino attrazione turistica, oltreché memoria storica, al degrado qualsiasi è davvero come parlare del colonnato del Bernini come di una colata di cemento, di consumo di suolo.
Un paradosso a cui Tonelli non riesce a sottrarsi.

Anonimo ha detto...

Anonimo 1:11 :"la sinistra italiana ha una tradizione di intolleranza verso i favoritismi, con le dovute eccezioni; semmai gli intrallazzi erano più di casa dall'altra parte."
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!
MA CE CREDI ALLE FREGNACCE CHE SCRIVI?

Anonimo ha detto...

Esilaranti gli insulti alla "giunta pentecatta".
Ancora più esilarante è il fatto che voi abbiate aiutato a farla eleggere.

Anonimo ha detto...

forse ti sfugge che accanto alla scritta c'è una targa che spiega perchè quella scritta è lì. bastava leggerla e non sarebbe successo nulla.
stai blaterando davvero a vanvera con questo articolo: retake yourself, tanto per rimanere in tema.

Anonimo ha detto...

ma la scritta a s.lorenzo non pagate le bollette luce gas acqua c'è ancora? di quando era?

Unknown ha detto...

Forse ti sfugge che c'è una targa del comune che ricorda il carattere monumentale e storico della scritta, questo fa il paio con il graffito a Valerio Verbano cancellato uguale, ma certo c'è da capirli, con le migliaia di scritte razziste che invadono roma nn fa pandane, vero rfs?

Anonimo ha detto...

Ma questi, contrariamente a quanto riporta l'articolo, non sono "operai del comune"; questi dipendono da una ditta privata (alla quale è stato scelleratamente affidato il servizio, invece di provvedere con mano d'opera regolarmente assunta dal comune), quindi il comune c'entra solo come pagatore. Vuoi vedere che più metri quadri "puliscono", più incassano?Trovassero un mosaico d'epoca imperiale lo sdrumerebbero in quanto abusivo...

Anonimo ha detto...

Credo che l'articolo doveva essere fatto sul basso o meglio assente livello di chi controlla il lavoro degli operai che sono addetti alla cancellazione. Evidentemente chi doveva guidare era al bar a prendere un caffe o a casa.

Anonimo ha detto...

Abito alla Gararbatella nel mitico Lotto 8. A 55 anni ho solo un desiderio: andarmene da questo quartiere sporco, anzi lurido e degradato, abitato da gente incivile. Io non la chiamo più Garbatella ma Merdatella.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

fai semplicemente schifo devi mori' male

Anonimo ha detto...

rfs sei un demente

Anonimo ha detto...

Io credo che RFS abbia voluto provocatoriamente dire che hanno fatto bene, perchè così si porta all'attenzione un elefante che sta in salotto e si fa tutti finta di nulla. Il fatto che la scritta sia stata cancellata e i graffitacci zozzi intorno no, è la spia che qualcosa non va. Penso volesse dire questo, ma non so, sono una scimmia, per quanto istruita, e non riesco a capire bene le cose di scrittura.

Massimo ha detto...

Io mi chiedo come sia possibile che in 70 anni non sia mai stato pulito quel muro!!! Adesso una scritta su un muro, di qualche ragazzetto idiota di allora, che a tutto pensava tranne di meritarsi una targa "ad honorem", diventa un reperto storico da preservare?!? Ma come stiamo messi male!!!

alfredo casella ha detto...

Se andate a visitare qualsiasi parco archeologico, mi viene in mente Villa Adriana, ma è così dappertutto, oltre ai monumenti si leggono sui muri scritte vandaliche del '700, più recenti, o magari di epoca romana. Se capitate a San Clemente c'è un insulto scritto da qualche ragazzotto scellerato che dà del figlio di puttana ad un altro, il latino maccheronico.
Forse cattivi esempi, ma nel panorama di degrado io non mne le prenderei con le scritte che hanno acquistato un senso anche solo grazie al tempo cui sono sopravvissute.
Secondo me è tenero pure leggere W Roma, Abbasso Lazio, in un epoca di coltellate.

Unknown ha detto...

Con tutto il rispetto tonè ma sei un vero cretino, come fai a definirla una scritta vandalica??!!

Anonimo ha detto...

Tone', non eri neanche nato quando fecero quella scritta. Fu fatta da chi veniva dalla guerra e aveva subito angherie di ogni genere. Al contrario di te, che hai studiato (scienze della comunicazione, una maestra d'asilo in prarica) grazie ai soldi di papa' e che oggi campi sulle donazioni di 10 babbei. Praticamente sei una Wanna Marchi pelata.

Anonimo ha detto...

Ho segnalato piu' volte al comune delle pitture rupestri abusive raffiguranti animali, scene di caccia e pastorizia. Siamo nell'epoca della connessione globale, cosa aspettiamo a cancellarle??/

Anonimo ha detto...

VOTA Partito dell'ombrello ⤴️: mangiare, dormire e fare andare l'uc##llo

Tramvinicyus ha detto...

Scambiare la storia del nostra Patria per un atto vandalico Carloggiulianamente Okkupato è solo da falsi moralisti. Asserire che se la storia è storia, andrebbe tutelata con strade libere da auto (conoscendo bene una città che non muove le automobili neanche parcheggiate a 30 cm dalle scalinate barocche), significa aver perso le vere ragioni di questo blog. Forse è veramente meglio che esso chiuda. La vecchiaia è una gran brutta bestia. Per tutto e per tutti.

Anonimo ha detto...

Infatti, e a nome dei muri, di cui senza vergogna infangate l'intiera categoria, io vi querelo!!

Anonimo ha detto...

@ marzo 16, 2019 11:56 AM Venticinque minuti di applausi, peccato solo l'ingeneroso accostamento del pelatino saccente ad una professionista, al suo confronto, colta, onesta e seria come la Signora Marchi.

Anonimo ha detto...

Purtroppo le scimmie non sanno più leggere

Anonimo ha detto...

SE VABBE' MA A TIBBBURTINA... NOVITA' ??? è come perdere gli occhi ma ci preoccupiamo delle sopracciglia !!!!

Anonimo ha detto...

si potrebbe anche accettare il suo discorso se poi, dalla foto mostrata, non si vedesse che quella è stata l'UNICA scritta cancellata sul muro, i "tag" sotto (che non hanno neanche "valenza storica" se vogliamo chiamarla così) sono rimasti intonsi... diciamo che il sospetto che la cancellazione sia stata "mirata" sussiste.

Anonimo ha detto...

Garibaldi era massone. E Roma la stanbno rovinando i massoni poiche' loro vogliono il crollo dell'Impero Romano (che ancora oggi esiste nell'Occidente).
I veri problemi nacquero quando avvenne l'Unita' d'Italia, ovvero la distruzione degli stati indipendenti sotto il volere dei Savoia e con l'aiuto economico e militare della massoneria britannica.

Anonimo ha detto...

Comunque la bella scritta è stata ripristinata. Bene.

prestito privato ha detto...

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Anonimo ha detto...

RFS Ce lo sai perchè Roma fa schifo? Perchè ce stanno quelli come te!

Anonimo ha detto...

Che commento stupido.
Coglie un errore sintattico per mancato uso del dialetto locale... E dunque, se uno sbaglia una frase o commette un refuso, tutta la sua argomentazione è da buttare.
Ma andiamo!

Anonimo ha detto...

Chiaramente non hai capito un cazzo dell'articolo.

L'argomento di base non è che quella scritta è degrado ora.
1. Era degrado all'epoca
2. Il contesto degradato non l'ha messa in valore... Motivo per cui chiunque non sa un cazzo non dico di Roma, ma di quel quartiere, non l'avrebbe distinta dalle molte puttante scritte sui muri.

Anonimo ha detto...

Ma ti sembra un reperto valorizzato?
Cioè, tu con questo commento stai dicendo che quella targa lì, che sembra dimenticata da Dio e dall'uomo e sembra una specie di nome della strada (te ne accorgi solo se vai vicino) corrisponde a una valorizzazione dell'opera che dovrebbe garantire uno stacco scenico dal circondario... Un qualcosa che la pone in contrasto con il contesto e la valorizza.

Tu stai dicendo questo? Che la scritta era ben valorizzata così com'era?

Anonimo ha detto...

Commento ridicolo. La scritta ha zero valorizzazione. La targa... Booooooooh. Sembra la targa di una strada oppure "qui visse..."

Anonimo ha detto...

Ma ziocane che cazzo era all'epoca in cui la fecero?

Adesso salta fuori che non è vandalismo solo perché tu, nel 2019... Mille anni dopo, ci vedi un valore?

Se vai nelle chiese antiche, troverai i graffiti incisi col coltello da parte dei mercenari del 1500. Disegnavano cazzi o scrivevano "Hans è stato qui". Reperti storici? Sicuramente di interesse per i linguisti. Ma ciò significa forse che non erano atti vandalici? Ovviamente lo erano.

Anonimo ha detto...

Quindi, mi faccia capire...

Stando al suo argomento, poiché a Roma è abitudine lasciar parcheggiare la gente alla cazzo di cane, chi chiede di spostare le auto e valorizzare un reperto è solo un vecchio ammattito?

Bell'argomento da 110 e lode all'università della strada. Se ragionate così, vi meritate la situazione in cui sguazzate.

Anonimo ha detto...

Ma hai letto l'articolo o sei analfabeta forte? Lui dice esattamente quello che hai detto tu.

Incredibile. Il web è pieno di imbecilli.

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