Il naturale e, soprattutto, abituale panorama di Piazza Trilussa

14 novembre 2009

Esiste un'unica azienda romana che non conosce crisi, non conosce riduzioni dei budget, non conosce pagamenti ritardati. E' l'azienda che produce questa rete arancione. La più florida ditta della città.

6 commenti | dì la tua:

Riprendiamoci Roma ha detto...

Al Teatro Marcello ce n'è una abbandonata. Serviva a delimitare un'area di lavori in corso (che però in corso non sono affatto), è stata strappata e ora è in terra da mesi. Nessuna la toglie, ci penseremo noi a breve. E il primo che rompe il cazzo si becca una denuncia. Simili smerdate sono indegne.

Anonimo ha detto...

reti arancioni, pali di metallo, nastri di plastica, transenne...
tutte cose che servono a tenere lo stato "provvisorio" di questa città.
E' pazzesco che per delimitare una buca non trovino di meglio che piantare le aste di ferro nell'asfalto, per attaccarci la famosa rete.
I pezzi di nastro annodati ai pali sono un altra particolarità che rasenta l'assurdo, ce ne fosse uno di operaio/vigile che rimuove completamente i nastri gialli o bianco-rossi.
Troppa fatica.

-les

degradodivarese ha detto...

è vero ! se pima da una parte e poi dall'altra, questa rete c'è praticamente in modo perenne in questap piazza ! ..forse mi sbaglio, ma perfino nel video di giorgia "gocce di memoria" (2003!) si vede !!

PEJA ha detto...

E sì! È proprio vero! Sono ovunque, e ci restano pure dopo i lavori! Incredibile...

Riprendiamoci Roma ha detto...

Se passate per il Lungotevere all'altezza di Ponte Palatino, lato Anagrafe (per intenderci, dal lato di Via del Teatro Marcello), vedrete 1) un pezzo del cornicione del muraglione mezzo devastato, pericolante (rischia seriamente di cadere sulla banchina facendo un volo di decine di metri e sfracellarsi sulla testa di qualcuno) provvisoriamente ricoperto di teloni arancioni e 2) un albero incrinato e "trasnennato" con reti arancioni. Questa è Roma. Ci farò un servizio di fuoco a breve, nel frattempo vi propongo di ornare questo angoletto osceno con foglie e nastri esplicativi. Che spieghino ai turisti come i romani civili superstiti si siano rotti il cazzo delle pecette piazzate a cazzo di cane dai barbari che tengono Roma in ostaggio.

Anonimo ha detto...

nella foto però non sono venuti bene i barbonipunkabbestia (ormai sono rimasti sono a roma...vedi a nche piazza s.maria) che sono lasciati liberi di urinare, defecare e degradare una delle piazze più belle di Roma come se fossero i legittimi proprietari di quella scalinata!!! sono un bel paesaggio per noi e un bel ricordo per i turisti....complimenti a chi permette questo!

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