Sotto al Campo Testaccio non ci sarà più un parcheggio. Ecco perché è un errore

12 luglio 2017
Fateci caso, quando fanno qualche genialata di quelle serie, la fanno sempre tutti d'accordo. Ieri l'Aula Giulio Cesare ha votato praticamente all'unanimità l'espunzione di Campo Testaccio dal Piano Urbano Parcheggi. Lì, sotto il campo che fu il glorioso stadio della Roma negli anni Trenta, non si farà più un parcheggio interrato.

La Roma ci giocò fino al '40, poi le tribune vennero smantellate, il campo diventò un orto di guerra, poi venne restaurato nel 2000 e poi finalmente messo nella lista delle aree da riqualificare con il Piano Urbano Parcheggi. Come Piazzale delle Muse, come Piazza Gentile da Fabriano, come Largo Vercelli, come Viale XXI Aprile, come Piazza Cavour. Investimenti privati e benefici pubblici, con soldi freschi nelle casse del Comune. Questa è l'opportunità che dà realizzare parcheggi interrati. A Roma questa questione strategica non è chiara e la costruzione di parcheggi sotterranei è subita dai cittadini e dagli amministratori come un male necessario, come un dente dolorante da farsi togliere non appena ce n'è un buon motivo.

Qui si è fatto proprio così. L'area è stata consegnata, la burocrazia si è messa in mezzo, i lavori non sono riusciti a partire e il Comune si è messo a litigare coi costruttori. La storia è ben sintetizzata in questo bell'articolo di Repubblica di 4 anni fa. Ebbene già 4 anni fa si favoleggiava di un nuovo Campo Testaccio presto riqualificato, presto verdeggiante, presto di nuovo attivo finalmente tolto di mano ai cattivi costruttori del parking. Con la solita retorica insopportabile dell'orgoglio del quartiere e dei bei tempi andati. Come se un'area urbanisticamente disperata (non solo Campo Testaccio, ma tutta la zona circostante con la imbarazzante bidonville di carrozzieri, marmisti e "artigiani" che su Via Caio Cestio va da Via Zabaglia a Via Marmorata e che un bel progetto chiamato Urban Ground voleva finalmente mettere in discussione).

La società che aveva ottenuto il permesso di costruire non ce l'ha fatta? Ha subito la crisi? Non ha ottenuto i finanziamenti dalle banche? Non riesce a pagare gli interessi? Non considera l'operazione più economicamente valida? Bene. Non deve capitare (bisogna fare in modo che non capiti e si può fare con fidejussioni e altro), ma può capitare. E se capita si toglie la concessione a chi la ottenuta e la si rimette in palio al migliore offerente: chi vuole realizzare oggi un parcheggio sotto al campo in tempi rapidi e con qualità? Chi offre di più al Comune per farlo? Chi dà migliori garanzie affinché tutto su realizzi non solo a costo zero per l'amministrazione ma con un ricavo consistente per l'erario pubblico e dunque per tutti?

Il primo obbiettivo non dovrebbe essere quello di lisciare il pelo alla retorica cittadina di bassa lega o favorire ideologie e narrazioni facili, il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di ricavare risorse in ogni luogo che risorse può generare. Altrimenti, senza soldi, tutto decade, tutto deprime, tutto muore: dietro a Campo Testaccio, da settimane e a quanto pare fino a Settembre, tutto il grandissimo Parco della Rimembranza è chiuso perché ci sono degli alberi pericolanti e zero euro per controllarli. E le nuove politiche pubbliche a cosa puntano: a nuova spesa, a zero partnership coi privati, a impiegare risorse erariali che, semplicemente, non esistono se non nello storytelling politico di quart'ordine di questi mesi. 

E invece cosa si è fatto? Invece ora dopo una estenuante battaglia legale per decidere di chi è la colpa e di chi la responsabilità di ripristinare i luoghi, ieri l'area è stata definitivamente espunta dal Piano Urbano Parcheggi. Ne ora ne mai qui ci sarà un parcheggio.

Peccato che valorizzare il sottosuolo (i problemi archeologici sono marginali e anzi sono una opportunità, come il grande parcheggio del Mercato di Testaccio dimostra, non certo un ostacolo) sia l'unica e la sola strada per reperire risorse utili a riqualificare la superficie. Oltre che a togliere auto dalle strade stoccandole finalmente sottoterra dove stanno in tutto il mondo e magari usando i soldi ricavati per trasformare le strade circostanti (si pensi a Via Zabaglia) oggi ridotte a autostrade terzomondiali squallide e fatiscenti.

Viceversa il Campo Testaccio o resterà abbandonato per anni e anni ancora. Oppure otterrà dei soldi pubblici per una forzata riqualificazione dirigista con progetti fantasiosi ("facciamoci il Museo del Calcio a Roma" ha chiesto ieri un consigliere comunale di Fratelli d'Italia in spregio del ridicolo) togliendo risorse preziose ad altri cespiti: qualche asilo in meno, qualche centro anziani in meno, qualche manutenzione stradale in meno, qualche potatura o manutenzione del verde in meno per fare degli investimenti che potevano e dovevano essere effettuati da privati. 

Quando ci sono progetti qualificanti e di respiro europeo (come Tor di Valle) l'amministrazione li blocca. Quando le cose sono incanalate su una china assurda e folle, come per Campo Testaccio, l'amministrazione va in totale continuità con le amministrazioni precedenti di destra e di sinistra. 
Per chi aspetta un cambiamento è una trappola asfissiante. E sugli stadi della Roma siamo a due errori gravi su due.

Nuove pedonalizzazioni a Monti. Perché i Radicali non fermano Nathalie Naim?

9 luglio 2017
Difficilmente troverete in rete un organo di informazione indipendente che abbia una diffusione e dei numeri pari ai nostri e che allo stesso tempo sia così favorevole alle battaglie radicali a Roma. Si tratta molto spesso di iniziative impopolari, di nicchia, poco appassionati per le masse informi della sottocittadinanza romana. Ma si tratta di progetti giusti e da perseguire e ai quali cerchiamo di dare il massimo supporto e visibilità. Il referendum sul trasporto pubblico è solo l'ultimo di questi (a proposito, firmate!).

Ma la nostra vicinanza ai Radicali ci permette anche di avere una autorevolezza aggiuntiva e sincera quando siamo costretti (capire di rado per fortuna) ad essere critici nei loro confronti. Riguardo al Primo Municipio siamo stati concordi coi Radicali quando decisero oltre un anno fa di mettere nelle loro liste Nathalie Naim, combattiva consigliera della Lista Civica per Marino che era stata censurata dal PD perché un po' troppo scomoda. Ma se le battaglie di Naim contro ambulanti o cartelloni sono sacrosante, lo sono molto meno quelle contro i tavolini all'aperto o addirittura quelle a favore delle autovetture. 

Qui di seguito, a tal proposito, la mail che Naim sta inviando a tutti i suoi referenti ed elettori in riferimento al progetto di Isola Ambientale del Rione Monti che l'amministrazione sta giustamente portando avanti. Abbiamo deciso di pubblicare tutta la terroristica missiva spedita da Naim e di commentarla parola per parola. Nella speranza però che il suo partito, grazie al quale Naim può sedere in consiglio municipale, si muova e faccia capire alla consigliera che una battaglia anti pedonalizzazioni e pro-macchine è quanto di più lontano dagli ideali radicali ci possa essere. 

***

Informazioni sull’imminente, previsto stravolgimento della mobilità nel Rione Monti con progetto del Comune.
Cari amici di Monti, a  seguito di faticosi accessi agli atti  al Comune sono riuscita ad ottenere copia della documentazione sul progetto di fattibilità  di pedonalizzazione e revisione della viabilità  e sosta del  Rione Monti e sono venuta a conoscenza del fatto che ha avuto luogo il 5 giugno  una riunione convocata dal Comune con tutti gli Uffici competenti  che hanno espresso parere positivo,  in presenza della Polizia Locale, delle Soprintendenze, ATAC, AMA, Dipartimento Mobilità e lavori Pubblici. ecc. 
In allegato l’ultimo  progetto di giugno in questione a firma del Dipartimento Mobilità e Trasporti.  Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. Aspetto vostre considerazioni!
Lascia basiti leggere sul verbale  tali benestare (anche della Polizia Locale che aveva per due volte espresso parere negativo per gravi ripercussioni) a interventi che sono  contro ogni buon senso  e corretta regola della viabilità, addirittura pericolosi in alcune parti. Fra l’altro gli interventi riguardano vie locali  di competenza del Municipio secpondo il Regolamento del Decentramento Amministrativo (solo  pedonalizzazioni , ZTL e sosta tariffata competenza Dipartimento con parere obbligatorio del Municipio).

Stiamo parlando del tentativo da parte della città di porre rimedio a strade caotiche, piene di auto posteggiate alla rinfusa, in cui i pedoni sono costretti a camminare in mezzo alla carreggiata in modo promiscuo a auto che sfrecciano tra bambini in bici, anziani, disabili in carrozzella e mamme col passeggino. Però secondo la Naim mettere a posto questo schifo è "pericoloso"...

Il  verbale della riunione a firma del dirigente del Dipartimento Mobilità  si legge anche che viene riportato agli Uffici presenti nel corso della riunione  che gli artigiani sarebbero favorevoli alla pedonalizzazione di via Madonna dei Monti e limitrofe a condizione  che si apra Via dell’Agnello. Avendo chiesto ai singoli artigiani ho riscontrato invece la contrarietà totale. La stessa Agenzia per la Mobilità avrebbe detto loro che la pedonalizzazione avrebbe comportato la morte delle loro attività.
Il Dipartimento mi ha informata che l’intento è di procedere da subito  con le pedonalizzazioni e rimozione della sosta entro il mese di luglio, l’intervento però  è un po’ slittato nel tempo solo per problemi organizzativi di personale.
Per gli altri interventi quali la ZTL aggiuntiva  e altri invece serve un progetto esecutivo,  una conferenza di servizi. Sarebbero fatti in un secondo tempo.

Il progetto  prevede quanto segue:
1) Via Madonna dei Monti  Via del Pozzuolo, Via dei Neofiti, pedonalizzazione integrale con rimozione di tutti i posti auto.  Le vie interessate dalle pedonalizzazioni e allargamenti di marciapiedi sono quelle in cui  i tavolini vengono regolamentati con i piani di massima occupabilità del Municipio.  In Via di Tor Millina il piano è stato impugnato a seguito della pedonalizzazione e ora la via è piena di tavolini non per niente tali progetto è stato richiesto da ristoratori.

Ammesso e non concesso che vengano date delle autorizzazioni delle osp (speriamo di sì, i tavolini all'aperto sono la norma in tutto il mondo e rappresentano economia sana, posti di lavoro, eccellenti servizi per i turisti e i cittadini oltre che presidio del territorio) la domanda che un amministratore serio dovrebbe fare è che questi tavolini siano belli, paghino il giusto per contribuire alla riqualificazione, che siano regolari, che paghino le tasse, che arredino con qualità le strade, che siano in numero corretto, che rispettino la quiete. Non certo che per scongiurarli si lasci lo spazio alle auto parcheggiate! Via Madonna dei Monti oggi è un volgarissimo parcheggio a cielo aperto e stiamo parlando di una delle strade più belle della città: pensare che possa diventare pedonale con caffe, sale da the e ristoranti ad arredarla con tavolini in ferro battuto, piante, coperture di qualità è semplicemente un sogno. E la lotta va fatta sulla qualità dei dehors (e chi sgarra o fa schifezze deve pagare carissimo), non certo contro ai dehors.

2) Via Leonina, pedonalizzazione  del tratto da Via dell’Angeletto a Salita dei Borgia. Il tratto  da Salita dei Borgia a Piazza della Suburra diventa doppio senso di marcia a vista.  Rimozione di tutti i posti auto, difficoltà di accesso al garage Palatino  centinaia di posti auto e al  parcheggio sotterraneo al civico 23 con 11 box per auto e depositi merci,  impossibilità di lavorare per il riparatore di motorini, per l’albergo Duca D’Aosta.  Follia totale prevedere il doppio senso a vista in un vicolo con traffico di centinaia di veicoli che escono dai parcheggi sotterranei a  pochi metri dalle centinaia di persone che escono dalla metro .  Nessun ragionamento sulla sicurezza è stato fatto con ogni evidenza.

Il "riparatore di motorini"! Questi socondo Naim sono gli "artigiani" del centro storico che vanno tutelati. Da quante centinaia di anni sta lì il "riparatore di motorini"? Naim pur di contrastare la ristorazione (poco importa se di qualità o camorrista, per lei sono tutti uguali) propugna e individua come modello la classica officina romana, er meccanico che occupa intere piazza con distese di auto o moto appena aggiustate o da aggiustare. Un modello di sviluppo economico e di servizio che ovviamente non esiste in nessun centro storico del mondo. Trovateci un "riparatore" di motorini a Vienna, a Londra o in città piene zeppe di motorini come Parigi. Trovatecelo e dateci le coordinate di Google Maps...Il senso unico alternato a vista come è ovvio e notorio è elemento di sicurezza, non certo di insicurezza stradale. E' una delle forme di controllo della velocità più diffuse, mezza Londra è concepita così nelle strade interne. Naim dovrebbe viaggiare un po' di più...

3) Via Urbana pedonalizzata  nel tratto da Via dei Ciancaleoni  a Via Panisperna (guarda caso proprio dove  alcuni firmatari volevano le OSP) e il resto doppio senso di marcia a vista con carreggiata unica!  Rimozione di tutti i posti auto.

E menomale! Tavolini di ristoratori di qualità al posto di auto parcheggiate. C'è da esultare e non si capisce perché  un amministratore non lo faccia. Qui si sta procedendo semplicemente come si è proceduto in tutti i centri cittadini del mondo civilizzato in presenza di vicoli e rioni storici. Dove sta il problema? Forse c'è un grosso equivoco nel chi ha pensato che la pubblica strada fosse il proprio parking privato: ebbene non è così nella maniera più assoluta. La strada serve a fare ben altro e se proprio si vuole possedere un'auto privata abitando a Monti (follia, questa sì) allora ci sono i box da affittare. 

4) Via Panisperna rimozione dei posti auto e palettatura della via, tranne il tratto da Via Santa Maria Maggiore a Via Palermo già gravato da molto traffico di attraversamento nonostante sia classificato come viabilità locale, che è considerato escluso dall’Isola Ambientale e dove per forza di cose graverà maggior traffico per causa della chiusura di Via Urbana.

Ha ragione Naim: anche il restante tratto di Via Panisperna dovrebbe essere risistemato e non tenuto fuori dall'isola ambientale in qualche modo. Ma intanto il progetto riqualifica un pezzo significativo di Via Panisperna oggi infrequentabile, dove è impossibile girare a piedi, dove è impensabile uscire di casa per un disabile. Dove sta il problema di mettere i paletti per salvaguardare i percorsi pedonali di legge? Ce lo può spiegare Naim? Ogni volta che Naim ripete in questa mail fatta su misura per spaventare i cittadini "rimozione di posti auto", si parla di posti auto abusivi. Chiaro? A-bu-si-vi e irregolarissimi. Bene fa l'amministrazione a toglierli e dovrebbe farlo il prima possibile. 

5) Via dei Serpenti, verranno allargati i marciapiedi nel tratto adiacente a Piazza della Madonna dei Monti per proseguire l’area pedonale, ormai  fulcro della movida romana il marciapiede all’angolo di via Cimarra diventerà una nuova piazza.  L’allargamento sarà sufficiente per prevedere il rilascio automatico di occupazioni di suolo pubblico senza soluzione di continuità e probabilmente le attività di somministrazione presenti nella via dove il piano di massima occupabilità ora non prevede tavolini si trasferiranno in questo tratto per ottenerli. Verranno tolti 36 posti auto.  Chiudendo l’accesso a Via Leonina il traffico si riverserà ulteriormente su Via dei Serpenti in cui l’allargamento dei marciapiedi creerà inevitabili  imbuti di traffico.  Parte di Via leonina Via dell’Angeletto e Via del Boschetto con via dei Serpenti diventerebbe il ricircolo di traffico dell’area vista la chiusura al traffico del tratto di  Via Leonina fino a Salita dei Borgia.

Ehggià! Al posto di una strada raccapricciante, caotica, pericolosa, infrequentabile per i pedoni, per le biciclette, per i bambini, per gli anziani e per i turisti arriveranno allargamenti di marciapiedi, percorsi sicuri e piazzette laddove c'erano macchine parcheggiate alla rinfusa. E ci lamentiamo perché arrivano i tavolini? Ma sul serio? La movida a Monti è un problema? Probabilmente sì, ma la soluzione sono controlli, sanzioni, telecamere, presidi oppure la soluzione sono marciapiedi stretti e pericolosi e auto parcheggiate laddove potrebbe esserci del commercio di qualità a creare offerta e ricchezza? Non può essere seria Nathalie Naim a scrivere robe simili: perché i Radicali non intervengono? 

6) Via degli Annibaldi previsti  parcheggi messi  a spina su un lato allo scopo di recuperare qualche posto auto .  Anche qui il traffico divenuto  da autostrada , a seguito della chiusura dei Fori si troverà inevitabilmente  imbottigliato visto che attualmente nelle ore di punta vi sono due file di auto parallele e che il parcheggio a spina ne consentirebbe una sola , qundi  maggior e   congestione del traffico con ripercussioni su quello di via dei Serpenti e via Cavour da cui proviene.

Secondo noi Via degli Annibaldi va "usata" per togliere tutte le auto in sosta e farci passare una corsia preferenziale che permetta la pedonalizzazione totale e completa (dunque anche ai mezzi Atac) dei Fori Imperiali e della Piazza del Colosseo. Per cui anche noi non siamo d'accordo con questa misura ma per motivi profondamente diversi rispetto a Naim che ha paura di una congestione degli Annibaldi a causa del minore spazio in carreggiata, un problema che non esiste o che esiste per pochissimi minuti di rush hour della giornata. 

7) Via dei Capocci, Via degli Zingari Via Clementina , Via Cimarra servirebbero come ricircolo del traffico e come bacini di sosta (anche e soprattutto irregolare) . Proprio queste vie dove fra poco più di un anno dovrebbe aprire la scuola Angelo Mai di cui manca solo un lotto che i dipartimenti comunali si sono impegnati a terminare.

Vero. Anche queste strade andrebbero palettate salvaguardando i percorsi pedonali, allontanando le auto dai palazzi (o aspettiamo che qualcuna esploda e venga giù  un edificio?) e dunque riducendo anzi eliminando i posti auto abusivi. Ma se così è, perché nelle strade in cui si fa esattamente questo la Naim protesta? Ma allora  ha ragione chi dice che è solo una protesta strumentale fatta solo per piantar grane: dove si combatte la sosta selvaggia la Naim dice che è scandaloso far saltare posti auto, dove la si lascia la Naim dice che è un problema perché c'è un bacino di sosta selvaggia...

8) Via dell’Agnello verrebbe aperta per consentire l’accesso- attraversando via Madonna dei Monti- a Via Baccina tramite via del Grifone. Non si tiene in alcun conto il fatto che sia stata chiusa per due motivi, che la stretta via  costituisce un passaggio usuale di centinaia di bambini anche in passeggino o non accompagnati  che vanno o tornano dal quadrante delle cinque  scuola dall’altro lato di Via Cavour  e che a seguito di numerosi incidenti fu chiusa. Fu anche chiusa per evitare il continuo entrare di auto non autorizzate contromano.  Sebbene sia stata installata la ZTL in Via Cavour, la carreggiata è talmente larga che chiunque puo’ aggirare il varco e entrare nel rione da via dell’Agnello.  Quindi comporterebbe pericolo di incidente per i  bambini scolari  e ingresso di numerose auto senza permesso che andrebbero a gravare sulle poche vie già trafficatissime e in assenza di posti auto quindi in divieto di sosta.

Fermo restando che Via dell'Agnello nella configurazione definitiva va riaperta per consentire una trasversale interna alla zona pedonale della Madonna dei Monti, alcune perplessità su questo ambito sono anche nostre, anche perché qui non è prevista alcuna telecamera. 

9) Quadrante  delle scuole dall’altro lato di Via Cavour, la riprova della falsità di ciò che viene spacciato per “Isola Ambientale” è il fatto che gli utenti più deboli della strada ne siano non solo esclusi ma anche penalizzati.  L’area inclusa fra Via Cavour e Via dei Fori Imperiali  e via degli Annibaldi  è esclusa dall’Isola Ambientale. Troviamo qui la presenza di cinque scuole di cui una materna, elementari, medie, e due licei oltre a edifici residenziali,  Gli stretti vicoli di questo quadrante verranno assediati dalle auto in cerca di sosta, un altro progetto pervenuto prevede di togliere tutte le protezioni dei percorsi casa scuola  di tutta la materna, con doppio senso di marcia davanti alla scuola Vittorino da Feltre e rimozione dei parapedonali a protezione della zona pedonale di fronte la scuola materna in Largo Gaetana Agnesi. Cio’ allo scopo di pedonalizzare l’area antistante il Colosseo.  Oltre alla follia di  tali interventi che vanificano tutto il lavoro fatto per mettere in sicurezza gli scolari, basterebbe spostare un varco in Via Salvi per  impedire che quell’area davanti al Colosseo e le scuole siano  un porto di mare con libero accesso per ogni veicolo.

Pedonalizzare Largo Agnesi è un progetto bellissimo e speriamo che questa amministrazione possa portarlo avanti (certo poi se non togli i centurioni e se fai sesso virtuale coi camion bar e i bancarellari tutto diventa molto più complicato, intendiamoci), ma sul resto ha ragione Naim: tutto quel quadrante diciamo "a sud" di Via Cavour va sistemato e l'isola ambientale ci deve essere anche lì.


11) Limite di 30 Km orari nell’area interessata dall’Isola Ambientale:  già vigente dal 2006 mai rispettato e impossibile ottenere verifiche.

Mbe? Facciamolo rispettare. Chiediamo l'installazione di telelaser per questo. Ormai la tecnologia consente anche strumenti molto piccoli e non impattanti. Naim faccia una battaglia su questo e saremo con lei. 

12) Via Salita del Grillo, Via Panisperna diventerebbero ancora di piu’ autostrade.  In Via Panisperna verrebbe rimossa la sosta con apposizione di parapedonali  fino a Via Milano.  Il tratto di Via Panisperna più gravato che porta da via Cavour a Via Milano è escluso dall’Isola Ambientale e vengono previsti numerosi stalli per il carico e scarico merci dei camion che riforniscono i locali delle vie pedonalizzate cosi anche in Via Cavour tratto da Via Santa Maria Maggiore  fino a Via dei Fori.

Si tratta di considerazioni false e terroristiche suffragate da nulla. Tutta il progetto (che anzi secondo noi è molto perfettibile perché lascia tante strade interne all'Isola Ambientale ancora troppo dedicate al parcheggio - sovente caotico - delle vetture private) è volto alla diminuzione drastica del traffico. Nessuna autostrada dunque. Ma d'altro canto dicevano lo stesso quando Marino dopo 40 anni di chiacchiere decise in poche settimane di pedonalizzare i Fori. Voi avete notizie di morti e feriti? Noi abbiamo solo notizie di turisti che, pur in una esperienza atroce che si vive a Roma venendola a visitare, almeno hanno trovato una novità di altissimo livello e indimenticabile. 


13) Va da se che le vie adiacenti a quelle pedonali come Via Baccina diverrebbero più trafficate e subirebbero una  trasformazione commerciale  e sociale.

Va da se un ciufolo! Va da se invece che la gente saprà bene che a Monti non si viene più in auto, che non ci sono posteggi, che non ci sta più "er buco dove fermasse du minuti in doppia fila a Via dei Serpenti" e per cui il traffico sarà inferiore, non superiore. Non dimentichiamo che Via Urbana è stata "pedonalizzata" causa cantiere per un anno e i disastri di cui parla Naim non si sono verificati. Siamo dunque reduci da una lunga sperimentazione. Poi Naim e i suoi pochi elettori parlarono di un disastro dovuto ai paletti e alla perdita di posti auto sulla stessa Via Urbana, ebbene la palettazione è stata poi fatta e nessuna tragedia è avvenuta. Tutta fuffa, signori, tutta fuffa!

ZTL:  è prevista una seconda ZTL  dalle h 20 alle h 3, senza varchi elettronici, accessi controllati dai Vigili che come TUTTI ben sanno non ci sono.   In seguito forse dovrebbero esser messi dei varchi elettronici : è dal 2009 che aspettiamo quello in largo Magnanapoli che assicurerebbe il rispetto della ZTL notturna che di fatto non abbiamo mai avuto.
Sicuramente studiando il progetto possono essere fatte altre considerazioni e vi prego di inviarmele.

Qui ha ragione Naim. Bisogna mettere le telecamere. Pensare che qui vengano i Vigili a controllare è una beffa visto che non viene controllata neppure più la pedonalizzazione dei Fori (entrano cani e porci come abbiamo dimostrato) o l'ingresso di Via del Corso da Piazza Venezia e che non c'è un vigile in giro. 


Io penso che non dobbiamo consentire  questo scempio che devasterebbe il nostro rione, sia sotto un punto di vista di cattiva mobilità  sia facendolo diventare in poco tempo la brutta copia di Trastevere  e delle traverse pedonali del Pantheon con tavolini ovunque, bancarelle, venditori di merce contraffatta degrado di ogni genere e scomparsa di ogni attività che non sia food alcool o souvenir.  Occorre opporsi nel minor tempo possibile con proteste di strada e stendardi da esporre sui palazzi per rendere visibile la nostra contrarietà .
 E’ importante anche che il Municipio alla cui parte tecnica è stato chiesto parere, esprima il proprio dissenso  il prima possibile. Ne abbiamo parlato con l’Assessore del Municipio Anna  Vincenzoni.
Un caro saluto

Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image001.jpg@01D04C31.73972C60
Nathalie Naim
Presidente della Commissione Bilancio, Personale, Regolamenti, Affari Generali, Decentramento.
Componente delle Commissioni Commercio; Contrasto dell’Abusivismo Commerciale e Edilizio; Trasparenza; Elette.
Capogruppo Lista Radicali
Municipio Roma 1 Centro
Via della Greca 5-00184 Roma
Cell 3338993200
Tel 0669601941
Fax0669601940

Naim saluta con un caro saluto grondante terrorismo urbanistico. Come avete avuto modo di vedere con grande onestà intellettuale abbiam sottolineato le cose per le quali la critica ha senso e talvolta ragione, mentre abbiamo smontato senza pietà le parti che senso non hanno, che sono maggioritarie e significative. Speriamo dunque che l'amministrazione non si fermi davanti a sciocche polemiche e che porti avanti con velocità questo progetto. 

Le bancarelle di mutande a Cola di Rienzo bloccano la settimana della moda di Altaroma

7 luglio 2017

Ieri è iniziata la edizione estiva di Altaroma. Si tratta di uno degli ormai pochissimi tentativi che la città fa per essere un posto internazionale. Poco importa se il tentativo riesca o meno, sta di fatto che la città almeno ci prova. E ci prova a dispetto del Comune che praticamente non partecipa più e non è più socio. 
Ma un conto è disinteressarsi della faccenda, un conto invece è ostacolarne addirittura lo svolgimento. Già per evitare caos burocratico ormai Altaroma si svolge ormai tutta dentro spazi privati, nel compound del Guido Reni District dove gli unici a doverti dire si o no sono i proprietari di Cassa Depositi e Prestiti e non gli allucinanti dipartimenti comunali. Ma poi ci sono gli spazi pubblici e qualche piccolo contatto con il Comune rimane. E li sono dolori.


Prendente per esempio la Coin Excelsior di Via Cola di Rienzo. Ne abbiamo parlato tantissime volte, con la vetrina di Tiffany invisibile dalla strada perché completamente oscurata da una bancarella che vende plaid, pigiami, mutande e reggipetti appesi all'ombrellone. Ebbene durante tutte le edizioni di Altaroma, ormai da molti anni a questa parte, Coin riesce - pagando tutto quel che c'è da pagare al Comune - a chiedere lei l'occupazione di suolo pubblico facendo in modo che le vetrine - allestite appositamente per dare visibilità ad Altaroma e agli stilisti suoi ospiti - almeno per soli tre giorni siano visibili e non stuprate dallo schifo bancarellaro romano così tanto caro a chi amministra. 

Già dovete immaginare la tristezza di un grande retailer che in tutto il mondo è accolto con i tappeti rossi e che a Roma deve pagare per poter avere qualche giorno all'anno le sue vetrine libere dalla immondizia ambulante, ma poi aggiungeteci che quest'anno neppure il pagamento sembra essere sufficiente.


Stamani i cittadini che sono andati ad ammirare le vetrine di Coin si sono trovati tutte le bancarelle montate e le vetrine oscurate. Nessuno voleva andarsene. La Polizia Locale è stata contattata ma ha detto che lei non avrebbe fatto nulla perché lo spostamento avrebbe "provocato un danno economico" agli operatori. Poco importa se in questi giorni gli operatori in quel punto non potevano stare perché opzionato da Coin; poco importa peraltro dell'enorme danno economico che, tutti i giorni, quegli operatori arrecano alla Coin stessa. Ribadiamolo: si tratta della stessa procedura che va avanti da 6 anni. Ma per la prima volta da 6 anni a questa parte i bancarellari si sentono padroni assoluti della città! Che la Polizia Locale abbia maggiore interesse a tutelare il "danno" degli ambulanti (che non hanno alcun titolo per vantarlo) rispetto al danno reale e ufficiale di Coin (che invece ha fior di documenti) non è invece assolutamente una notizia purtroppo...


Una situazione del genere ovviamente espone Coin ad un rischio figuraccia: le vetrine per questo luglio erano dedicata a I'm - Isola Marras. Una collezione simbolica perché in qualche modo segna il passaggio di consegne nella maison Marras dal padre al figlio. Ebbene oggi è tutto oscurato da mutande, torri di cinte in finta pelle, furgoni del 1987 color turchese e altre amenità che tutti coloro che seguono il mondo allucinante dell'ambulantato romano conoscono alla perfezione. Possiamo immaginare (l'azienda Coin ufficialmente non è stata interpellata ne ha detto nulla) che la situazione si possa risolvere solo in una maniera purtroppo sempre più diffusa, ovvero: non servendo documenti ufficiali e canoni OSP pagati, l’unica è trattare direttamente con gli “operatori”. E cosa fanno i nostri? Chiedono in cambio di far “rispettare l’occupazione concessa” il pagamento del loro guadagno garantito per il giorno, ovvero diverse centinaia di euro per andare via. Questa è la richiesta di minimo garantito che questa gente considera accettabile per perdere una giornata di lavoro in pieno luglio: vuoto per pieno. Questo ci fa capire quali sono le dimensioni economiche di un fenomeno che massacra, umilia, squalifica, fa perdere credibilità alla città e alimenta racket, prepotenze e distorsione del mercato. Gente che ottiene il suolo pubblico per meno di duemila euro l'anno, gente che mette 10mila o al massimo 12mila euro l'anno in dichiarazione dei redditi poi non si sposta se non per centinaia di euro al giorno. 

Fate la moltiplicazione per tutti i giorni dell'anno e moltiplicate poi per tutte le migliaia di catafalchi che violentano la città su ogni strada. Dopodiché detraete le spese (che però non ci sono perché i dipendenti sono pressoché schiavi, zero bollette, zero affitto, zero insegna, zero burocrazia: solo un po' di cherosene nel gruppo elettrogeno che avvelena le strade e un po' di gasolio nel furgone Euro -6) e verrà fuori l'utile netto. Una cifra capace di comprarsi politici, dipartimenti, funzionari, consiglieri. E di spostare decine di migliaia di voti decisivi. Ma a Roma non succede per fortuna, perché a Roma sono tutti incorruttibili e le forze dell'ordine sono molto all'erta su questo tema. Sì, sì...

Metro C San Giovanni. Non si sa quando apre, ma è già vandalizzata

5 luglio 2017

E questa, insomma, sarebbe la stazione dell'arte di San Giovanni. Quando l'hanno presentata, mesi fa, hanno avuto anche l'ardire e l'impudicizia di paragonarla a Napoli con le sue fermate metropolitane tra le più belle al mondo, tutte studiate, pensate, riflettute, assegnate a grandi architetti che hanno collaborato con grandi artisti al top mondiale. 

A San Giovanni l'appellativo retorico di "stazione d'arte" o di "stazione museo" è stato sufficiente qualche teca di vetro con i reperti trovati durante gli scavi per ottenerlo. Per il resto una stazionciona a dir poco anonima, se non brutta. Non bastava una sistemazione superficiale di Largo Brindisi da gridare vendetta (catrame e maghine), ci si sono messe anche le strutture brutte e deturpanti. Ma di questo parliamo dopo. 

Ora vogliamo parlare dei vandalismi. Non si sa ancora quando la metropolitana aprirà a San Giovanni: si è parlato a lungo di settembre, poi di ottobre. Ora si favoleggia di Gennaio. E siamo già in ritardo di anni e anni tra responsabilità rimpallate e magistratura a lavoro. Magari tutto questo servirà al Consorzio Metro C per ottenere ancora qualche decina di milioni in più rispetto a quanto pattuito. 

Beh, nonostante i tempi incerti sull'apertura, per intanto la stazione si sta esternamente adeguando al panorama romana. La camorra dei "movimenti" ha imbrattato il lato più visibile della fermata in Piazzale Appio, il lato che si vede dai cospicui flussi di auto che arrivano da Via Magna Grecia c che dunque è appetibilissimo per le affissioni abusive selvagge. Specie se non hai (come evidentemente non c'è visto che dall'altra parte della stazione sta uno scarabocchio graffito comparso il giorno dopo della fine del cantiere) un serio piano di manutenzione gestito da Atac o da Metro C non sappiamo. 

Ma oltre ai vandalismi, che sono appena iniziati e che renderanno irriconoscibili queste nuove stazioni in travertino nel breve volgere di pochi mesi se non si porrà rimedio immediato, bisogna parlare un attimo della loro architettura. Del loro ruolo come oggetti urbani. Ebbene l'uscita di fronte al negozio La Cicogna è qualcosa di raccapricciante. Grida vendetta. Non esistono architetture più sciatte neppure nelle menti dei peggiori geometri che hanno congegnato il Sacco di Napoli e quello di Roma negli anni Sessanta. Guardate quale è la visuale di Porta San Giovanni, della Cattedrale, della strabiliante Porta Asinaria. Guardate quegli elementi a pannello in metallo, guardate la forma goffa della stazione in marmo, con quel tetto piatto sopra (che sarà usato come?), guardate gli spigoli i materiali, tutto sciatto, tutto a risparmio, tutto scadente, tutto progettato senza amore, senza cura, senza visione. 

Ogni città del mondo sfrutta l'arrivo di grandi infrastrutture urbane (strade, sottopassaggi, ponti, ferrovie urbane, metropolitane, tramvie) per riqualificare gli spazi comuni e, talvolta (come a Napoli), come formidabile attrattore turistico. A Roma si aggiunge invece sciatteria alla sciatteria già esistente. Rispetto a quelle della Metro C le fermate concepite negli anni Settanta della Metro A giganteggiano quanto ad architettura ed addirittura quelle della Metro B, pensate da Studio Transit e poi da ABDR, sono meritevoli di qualche premio o del Leone d'Oro alla Biennale d'Architettura. 
Chi ha consentito questo? Chi ha permesso a Metro C di realizzare stazioni così brutte, così squalificanti, così fuori luogo, così sciatte, così inutili ai fini del miglioramento degli spazi collettivi? Chi ha accettato queste proposte? Chi ha fatto finta di non vedere?
Oggi i cittadini così subiscono due smacchi: il vandalismo ordinario e il vandalismo urbanistico architettonico. Al primo si può porre rimedio, se si vuole e purtroppo non si vuole, al secondo neppure quello!

Amministrazione succube delle minacce. La scandalosa ulteriore mozione pro-ambulanti

4 luglio 2017
Ieri la protesta degli ambulanti di cui abbiamo parlato nel nostro post di questa mattina. Oggi, nel pomeriggio, durante il Consiglio Comunale, la sorpresa. Invece di condannare la violenza, il blocco stradale, l'aggressività l'amministrazione cosa fa? Scrive in fretta e furia una mozione che impegna Sindaca e Giunta a modificare l'articolo 58 della micidiale Delibera 30 (la Delibera Coia, di cui sentiremo parlare per molti anni fintanto che qualcuno non la modificherà radicalmente).

Praticamente l'amministrazione, in maniera sostanzialmente inedita, ha certificato che basta bloccare le strade, basta creare disagi, basta aggredire, basta occupare le stanze dell'assessorato per spaventare i consiglieri (oggi erano realmente spaventati) e per ottenere quello che si vuole. E' una cosa gravissima. Non sorprendente visto il livello di malgoverno che affligge la città, ma ancora una nuova cosa gravissima: da oggi qualsiasi categoria sa che basta scendere in piazza e bloccare il traffico creando disagi e si viene ascoltati e si ottiene la servile messa a disposizione dei consiglieri di maggioranza. 

Ma è interessante analizzare il testo della mozione buttata giù alla bell'e meglio da un gruppo di politicanti allo sbaraglio completamente succubi delle delle lobbies e delle peggiori cricche di questa città.

La premessa è da manuale. "Facciamo questo perché c'è la crisi economica che ha colpito anche il commercio ambulante". Falso come una banconota da 7 euri! I dati Istat sono chiari: crolla il commercio tradizionale (quello che paga dipendenti, utenze, mutuo, affitti, tasse, insegna, suolo pubblico, burocrazia atroce, controlli) e invece non solo non crolla ma cresce il commercio ambulante. Questi sono dati ufficiali. Nessuna crisi per i mutandari, insomma. O comunque molto meno dei negozianti normali rispetto ai quali però l'amministrazione non si cura, anzi.
Ma c'è di più: "scriviamo una mozione per fare un ulteriore regalo ai bancarellari perché loro sono lì da decenni". Già, verissimo. Ma proprio per questo la gente ha votato in massa il Movimento 5 Stelle. Esattamente perché non ne poteva più di situazione incancrenite da decenni. Proprio perché tutti sanno benissimo come è nata questa situazione, tutti sanno benissimo perché Via Cola di Rienzo invece di essere lusso sfrenato è una bidonville, tutti sanno benissimo quali collusioni, quali clentele, quali corruzioni hanno portato a questo stato di cose. E' uno schifo che c'è da decenni e va debellato, non certo tutelato. E il fatto che tutto stia così da molti anni è una aggravante, non certo un'attenuante. Anche gli autodemolitori - come quello del grande incendio di oggi a Pietralata - sono lì da decenni. E allora? E infatti anche lì il Movimento 5 Stelle ha lo stesso atteggiamento: proroghe, zero meritocrazia, riforme ferme, al massimo qualche controllino in più per poter dire che si è honesti ma guai a toccare il settore che è un comparto industriale fondamentale della città. Lo ha detto il capo della commissione ambiente ieri in Campidoglio: davvero! Si comportano così per tutti i settori, dai balneari ai cartellonari passando per camion bar mutandari e sfasciacarrozze. Sono stati eletti a furor di popolo per cambiare l'aria, hanno deciso che non si può toccare nulla di nulla. Faranno a breve l'albo dei lavavetri e quello dei rovistatori oltre che una categoria, per la quale bisogna difendere i posti di lavoro, per i parcheggiatori abusivi. Vedrete.

Con questa semplice frase, con questo semplice riferimento ai "decenni", l'immondizia amministrativa pentastellata getta la maschera e si disvela per quello che è: un nuovo volto del solito squallido atroce potere romano, messo lì per tutelare chi è già tutelato, messo lì per difendere le rendite di posizione, per tenere lontana qualsiasi tipo di qualità, di merito, di reale miglioria e trasformazione. Una situazione asfissiante.

Ma non finisce qui. Lo scandaloso testo della scandalosa mozione parla ora di posti di lavoro. Tutto si può fare (perfino applicare le leggi vigenti, leggete!), ma non si possono toccare i posti di lavoro degli ambulanti autorizzati. Puoi bloccare l'edilizia, puoi uccidere il commercio tradizionale, puoi bloccare i grandi eventi, puoi umiliare il turismo, puoi paralizzare gli uffici ma non puoi toccare gli ambulanti. In tutti i settori economici si possono perdere posti di lavoro (è una emorragia continua) ma nell'ambulantato questo non deve succedere perché poi gli ambulanti ci vengono a minacciare e noi abbiamo paura. Esponendo così da qui in avanti le istituzioni ad una minaccia continua: passa il concetto che basta urlare e fare casino che puoi portare chi amministra a scrivere atti scriteriati come questo. Mentre dovrebbe essere esattamente il contrario: se fai casino e danneggi il prossimo, non otterrai nulla di nulla.
E' una roba di una gravità siderale. Ma le migliaia di operai che oggi avrebbero potuto lavorare nei cantieri di Tor di Valle, della Ex Fiera, delle Torri dell'Eur, degli Ex Mercati e che invece stanno facendo la fame a casa? Su di loro non è necessario mantenere i livelli di occupazione? I loro posti di lavoro contano meno di un bancarellaro che campa di rendita con un paio di licenze affittate a due indiani? Solo perché l'operaio non ti imbocca in assessorato?

Volevano votarla oggi, fuori sacco, senza ordine del giorno. Per farlo dovevano essere d'accordo tutti i capigruppo. Il PD non è stato d'accordo e Coia se ne lamenta, sul suo profilo Facebook, senza la minima vergogna. "Inspiegabile questa chiusura". Ma lo dice per mandare un messaggio agli ambulanti: "ehi noi ci abbiamo provato a farvi contenti eh, ma ce lo hanno impedito perché non era all'ordine del giorno". Neanche il tempo di metterlo al prossimo Consiglio. Alla gente che chiedeva spiegazioni è stato risposto con la massima sincerità dal Capogruppo di maggioranza Paolo Ferrara: "aho questi ieri hanno fatto casino e mo' gli dobbiamo fare quello che gli abbiamo promesso". Niente paura, lo metteranno all'ordine del giorno al prossimo Consiglio e lo approveranno lì. 
Ogni giorno un incubo maggiore a quello del giorno prima. Come si andrà a finire?

La fasulla protesta degli ambulanti analizzata chiara

Nelle settimane passate lo abbiamo detto e sottolineato più volte: fateci caso, vi dicevamo, in questa città letteralmente in macerie nessuno protesta. Il Movimento 5 Stelle è stato alla fin fine così abile a dare contentini a tutte le lobbies che, nonostante il degrado, l'impoverimento, il declino, la depressione, la disoccupazione, le aziende che scappano non vedi nessuno in piazza a baccagliare. 

Ovviamente chi gestisce la pax cittadina ci segue e ci segue molto molto bene e ha pensato che avevamo ragione. La città aveva appena licenziato un regolamento sull'ambulantato che era stato approvato senza la minima protesta di piazza. Il tutto raffrontato all'epoca Marino quando ogni delibera aveva azzeccagarbugli e casinisti che alzavano la caciara a più non posso. La differenza plastica era abbastanza marcata e bisognava rimediare altrimenti finiva per aver ragione Roma fa Schifo. Detto fatto. 

Visto che la scandalosa Delibera Coia sugli ambulanti pur premiando tutto l'ambulantato (a danni di una città commercialmente devastata) tende a fare maggiori regali alle mega conglomerate dei bancarellari e meno regali ai più piccoli, ecco trovata la scusa: protestiamo noi piccoli e alzamo un po' de casino, bloccamo er traffico, famo finta che l'amministrazione sta a fa le cose contro e bancherelle. E daje. 

Si chiama "drammatizzazione della protesta" e a Roma è una autentica arte nella quale il 90% della popolazione (e dell'amministrazione) casca con tutte le scarpe. Una trappoletta che solo a Roma funziona ma che a Roma funziona benissimo. Oltre che uno squallido teatro. La racconta piuttosto bene Marco Bettini Girella (ufficio stampa di Marino nei primi mesi di consiliatura nel 2013/2014) nel suo nuovissimo libro Roma Kaputt.

Il pretesto dei bancarellari infojati? Un articolo della Delibera riguardante le rotazioni. Ovvero i poveri cristi che hanno solitamente uno o pochi banchi (a fronte delle famigghie che ne posseggono decine per fatturati di svariati milioni di euro) per i quali si prefigurava uno stop nel 2019. Ora, premesso che lo stop delle rotazioni è sacrosanto perché quelle postazioni vanno tolte visto che rendono la città mostruosa come tutti sappiamo (oltre che insicura e contraria a varie normative); premesso che i titolari delle licenze non vanno di certo mandati in mezzo ad una strada - lì ci possono finire tutti gli altri lavoratori privati quando licenziati, ma gli ambulanti no, mai! - e dunque a nostro avviso il Comune può e deve indennizzarli (ad esempio con una licenza taxi); premesso che la data del 2019 è ridicola perché nel frattempo cambierà il mondo, ci sarà la direttiva Bolkestein finalmente in vigore e tutto il resto... Premesso tutto questo c'è da considerare che l'amministrazione (nelle persone sia del consigliere Coia sia dell'assessore Meloni) si è detta immediatamente pronta (e ci mancherebbe, quando i bancarellari chiedono ci si appecorona immediatamente, d'altra parte sovvoti) a modificare l'articolo come pubblicamente scritto da tutti i rappresentanti sui rispettivi profili social e confermato ufficialmente ieri. Praticamente, insomma, stiamo parlando di un mero errore materiale che, nel quadro di una Delibera che regala la città agli ambulanti, aveva appena appena toccato una minima parte dei bancarellari (in piazza ci stanno 100 o 200 persone, su una popolazione monster di 8000 ambulanti) e che verrà corretta prontamente alla prima occasione utile da qui al 2019.

Insomma quale è il punto? Di cosa stiamo parlando? Quali sono i motivi per protestare? Ovviamente nessuno. Ovviamente si tratta solo di "drammatizzare la protesta". Ovviamente si tratta solo di fare un regalo all'amministrazione che così può dire "vedete, gli ambulanti protestano, noi siamo contro le lobbies". Ovviamente è il solito teatro e la solita fuffa che conosciamo da decenni e che abbiamo capito benissimo. Tutto come prima, tutto come sempre. La cosa sorprendente è che abbiamo votato questi signori per cambiare tutto mentre è tutto peggio di prima.

Il dramma del XIV Municipio. Un anno di nulla e di danni nel feudo della Raggi

3 luglio 2017
E' passato già un anno dall'insediamento del presidente Alfredino Campagna ed i suoi sodali nel Municipio XIV, roccaforte ormai arrugginita e scricchiolante dell'accozzaglia grillina che ha dato i natali politici alla Sindaca Raggi.

Un anno che ricorderemo per il nulla più vuoto: delibere, atti, progetti, idee, quasi tutto fermo al palo o intasato da valanghe di ricorsi al Tar (vedere nel sociale il vergognoso taglio ore all’assistenza educativa), cittadini imbufaliti, simpatizzanti ed elettori raggirati pronti alla vendetta, attivisti opportunisti della prima e dell'ultima ora ormai ai coltelli, consiglieri in uscita che scapperebbero da un incubo più grande di loro ma incollati alla poltrona, assessori dimessi o demansionati.

È storia di tutti i Municipi come oggi racconta Il Messaggero, ma nel XIV la storia è più oscura, opaca, triste e assurda.

Il delirio del nulla, una sola certezza: tutto lo squadrone grillino del XIV aspetta pazientemente fine mese per passare all'incasso. Persone che sovente non avevano avuto mai un impiego in vita loro, oggi riescono a arrivare al ventisette e riscuotere fior di migliaia di euro. Un anno di gaffe, di prendersi meriti per iniziative proposte o avviate da altri, non un fondo europeo reperito, niente di nuovo sotto le 5 stelle, non un posto di lavoro creato, ricchezza generata zero, novità niente, solo aspettare la fine del mese e poi ancora quella successiva.

Tutto ciò era stato ampiamente previsto nei precedenti articoli (abbiamo dedicato al XIV Municipio una copertura monstre), una masnada quasi tutta formata da inoccupati e senza reddito, selezionati accuratamente dal triumvirato che gestisce pateticamente le sorti del movimento sul territorio del Municipio XIV come un vero partito dell'Unione Sovietica anni '50: Drakula Maggi in Daga, Marco “me lo magno” Terranova ed Andrea Severini in Raggi, che dopo aver presentato alle ultime elezioni una lista bloccata con l’anomalia di aver inserito soltanto 18 nominativi ci hanno regalato oltre ad Alfredino che è bene ricordare fu compagnuccio di classe ripetente all'Itis Fermi del marito della Sindaca e da dove uscì con un roboante voto tra il 36 ed il 38,  il Presidente del Consiglio Municipale Paolo Morbioli che almeno non si firma più Dott. nei documenti ufficiali dopo che lo abbiamo invitato più volte a pubblicare il suo Certificato di Laurea, la sua vice Roberta Boschetti dal curriculum indefinibile, e la studentessa leccese eternamente fuoricorso alla Lumsa la Capogruppo Francesca Giaracuni, di lei a breve ricorderemo i suoi cabarettistici sfoghi.

In questo penoso panorama di tristezza come non ricordare la squallida vicenda Menna-Salamone e del loro studio tecnico? Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici e Presidente della Commissione medesima, soci da noi smascherati, furbetti ancorati ancora alle loro poltrone comode comode, nonostante l'Anac abbia inviato le carte in procura e la Segreteria Generale del Comune non si esprime per pudore? Ma che aspettano le opposizioni a barricarsi in Campidoglio davanti l'ufficio del Segretario Generale? Per ora una mozione di sfiducia è stata fatta ed è già qualcosa…

Dopo la fuga per inspiegabili “motivi personali” dell'assessorone al Bilancio - il candidato bacciniano Carlo Cini - uno con 6 pagine di curriculum ma un reddito da lavoro nel 2015 appena superiore ai 9mila euro (naturalmente lordi!), da noi sempre svelato il suo legame lavorativo nel mondo delle cooperative con la consigliera Sara Pompili, Alfredino ha ben pensato di tenersi la delega al Bilancio, brividi freddi. Il merito, la competenza, il curriculum, diceva così il caro Beppe, vero?
Tre cose da fare nei primi 100 giorni gli fu chiesto ad Alfredino nell'unica memorabile intervista televisiva concessa in campagna elettorale, la trasparenza ed il sito internet se le ricordava, sulle altre balbettava e non gli venivano in mente. Ora immaginatevelo con la responsabilità del bilancio di un territorio grande come una media città italiana.

Intanto l'Ex Lavanderia continua impunemente ed illegalmente le proprie varie attività, tra cui un bar abusivo di fronte l'ufficio tecnico municipale. Addirittura la sorella del leader storico Massimiliano Taggi, Rita Taggi è diventata coordinatrice Municipale di Sinistra Italiana, Alfredino ed i suoi sodali con Drakula Maggi in testa in questo anno di stipendi a cinque stelle non hanno mosso un dito, anzi stanno cercando in tutti i modi di frenare il progetto di riqualificazione del Santa Maria della Pietà finalmente promosso dalla Asl, lodando in assemblee pubbliche l'esperienza kulturale degli okkuparoli illegali dal cui abusivismo tutto è nato...


E' praticamente morto invece il progetto per il recupero del Forte Trionfale, anche lì tutto sospeso. In un territorio in macerie. E anche qui, più che un anno di nulla, un anno di danni.
Paolo

*Ringraziamo Paolo per l'ennesimo reportage dal suo territorio. Invitiamo altri cittadini come lui a farci relazioni su cosa succede da loro, queste analisi dai Municipi sono illuminanti e interessantissime ma noi non possiamo avere visibilità così profonda su quanto capita. Occorrono antenne attente, come Paolo. Segnaliamo a tutti i lettori interessati l'ampia copertura sul XIV Municipio e le sue peripezie davvero agghiaccianti: si trova tutto qui.
-RFS


[in alto cumuli di monnezza tra il Santa Maria della Pietà e l'Ospedale San Filippo Neri. Zone e territori che potrebbero generare ricchezza, benessere, bellezza, posti di lavoro e che invece vengono lasciati nelle grinfie di occupatori senza scrupoli: le conseguenze sono solo declino, depressione, povertà, disoccupazione, sporcizia, disordine, degrado. E mafia ride]

Ma una funivia può sostituire una metropolitana? Prima tra tante riflessioni sul PUMS

1 luglio 2017
In questi giorni si sta redigendo il PUMS (il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che include tutte le opere in ambito di trasporto pubblico ritenute prioritarie nel breve e nel medio periodo (da qui a 10 anni). Un provvedimento strategico e, come sempre accade a Roma, una delle "ultime speranze" per raddrizzare il poco che c'è di raddrizzabile. 

Iniziamo dunque a riflettere e a ragionare su questo documento nell'attesa che il Comune faccia partire un percorso di condivisione online raccogliendo le indicazioni dei cittadini. Prime domande che ci facciamo: dove sono finiti i prolungamenti della Metro B1 verso Bufalotta e della Metro A verso Casalotti entrambe direzione GRA?

Come accade in tutte le città europee, comprese quelle che sono paragonabili a Roma per patrimonio archeologico, la lotta al traffico avviene adottando strumenti che prevedono lo sviluppo bilanciato di tutti (tutti!) i sistemi di trasporto. Questa Giunta, però, non pare essere di questo avviso stroncando di fatto (non a parole però) l’estensione della rete metropolitana, condizione necessaria affinché la qualità del trasporto pubblico romano possa fare un salto definitivo; metropolitane che come tutte le grandi opere sono considerate “brutte sporche e cattive” invece che opportunità di sviluppo e rilancio economico per la città. Metropolitane che, inoltre, mal si prestano a chi deve far cassa di consenso perché, per le caratteristiche che hanno, sono opere che si progettano oggi ma che poi verranno probabilmente inaugurate da qualche tuo avversario politico tra alcuni anni...

Andiamo a questo link e scarichiamo il programma delle “opere invarianti”; in poche parole nel caso in cui ci fosse la possibilità di cantierizzare e/o realizzare qualcosa da qui a 10 anni sicuramente si pescherebbe da queste opere ritenute prioritarie.

Alla voce “sistemi ettometrici” si può leggere chiaramente che questa amministrazione non si vuole soltanto fermare a compromettere lo sviluppo della rete metropolitana di Roma per i prossimi 10 anni (queste opere necessitano già di tempi di realizzazione lunghi, perché bloccarle e posticiparle ulteriormente?) ma a fatti vuole perfino attaccarsi la coccarda di stroncarlo definitivamente.

Un po’ come in una televendita di Mastrota si scrive nero su bianco che questi prolungamenti verranno sostituiti da sistemi “leggeri” (come le funivie) ritenuti maggiormente sostenibili dal punto di vista dei tempi di realizzazione e dei costi. Peccato che questi non abbiano le capacità attrattive per velocità e capacità di trasporto di una metropolitana: per percorrere il tratto Casalotti-Battistini ci vorrà lo stesso tempo impiegato da una bicicletta (una velocità commerciale di 14 km/h) mentre condizione necessaria per fare in modo che il maggior numero di auto non entrino in città è quella di creare degli scambi a ridosso del GRA tra gomma e trasporto rapido di massa: le funivie possono avere un ruolo, senza dubbio, ma non sono ne rapide, ne di massa.

Scelta così folle che come scoperto dai ragazzi di “Salviamo la MetroC” gli stessi protagonisti della amministrazione grillina interpellati via social assicuravano qualche mese fa che le “funivie non sarebbero state un sostituto alla metropolitana”. 

Così sosteneva Enrico Stefano, presidente della Commissione Capitolina Mobilità ed assessore in pectore ai trasporti. Come appena detto, però, succede, che nel PUMS trovi scritto, alla voce della funivia Casalotti-Battistini, "è alternativa di fatto alla realizzazione del previsto prolungamento della linea A della metropolitana". Stesso dicasi per il fantomatico people mover Jonio-Bufalotta.



Perché oltre al danno, anche le bugie? Nulla di personale contro Enrico Stefano, sia per la “capacità di metterci sempre la faccia” sia perché sappiamo soprattutto che si tratta di un uomo politico appassionato di trasporti proprio come noi. Che il distorto ambiente grillino stia plagiando anche lui?

E' importante tenere d'occhio quanto verrà approvato perché ne andrà del nostro futuro. Del nostro futuro ben oltre alla amministrazione a Cinque Stelle. E soprattutto della qualità della vita dei nostri figli. Se qualcuno deciderà deliberatamente di condannare Roma a non avere più nuove metropolitane sancirà, per iscritto, l'eutanasia della città. E sarebbe il caso di farci sentire...
Alessandro Bianchi

*Pienamente d'accordo con Bianchi, non c'è a Roma nessun buon motivo per non prolungare la A verso il Raccordo (e anche farla arrivare dentro all'Aeroporto di Ciampino, onestamente), nessun buon motivo per non prolungare la B1 fino a Bufalotta e la B2 fino a Casal Monastero, nessun motivo per  non completare la C (magari togliendola ai manigoldi che l'hanno realizzata fino ad oggi assegnandola ad altri costruttori), nessun motivo per non iniziare quanto prima la costruzione della D e la trasformazione in metropolitana della Lido (linea E) e della Viterbo (linea F, con aggiunta di fermate come quella a Valle Giulia). Quanto alle linee G (Togliatti) e H (trasversale di Tor Vergata ad unire A e C) e successive si può pensare a sistemi più leggeri, ma solo dalla G in poi. Con l'aggiunta di un potenziamento totale (anche a livello di comunicazione, di grafica) delle linee suburbane gestite da Trenitalia. Questo è il "nostro" PUMS per quanto riguarda il ferro. E poi ci sono i tram su Tibutina, Marconi, Fori Imperiali ecc...
Problema di soldi? Sono scuse, solo scuse. Basta progettare, pianificare, saper scrivere progetti, recuperare le risorse che oggi vengono lasciate nelle tasche delle mafie e la città sarà perfettamente nelle condizioni di realizzare e per certi versi anche di finanziare quanto necessario. Basti pensare ai soldi che il progetto di Tor di Valle conferiva al trasporto pubblico (soldi ora persi visti i cambiamenti che questa amministrazione ha apportato a quel progetto trasformandolo in una squallida speculazione edilizia che nulla dà ai cittadini). Beh, quanti progetti Tor di Valle potrebbero esserci in città? Quante occasioni di sviluppo economico alle quali chiedere contributi privati per migliorare la città? Certo se si è legati a doppio nodo con stolte ideologie questi soldi non si andranno a prendere mai e rimarranno nelle tasche di speculatori e palazzinari o, peggio, andranno in investimenti fuori dalla città. Intanto, in attesa di poterlo tradurre in atti sul sito web ufficiale, apriamo il dibattito sul PUMS.
-RFS

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