E’ l'appello, quella del titolo, lanciato ieri al sindaco
Ignazio Marino da Davide Tutino, vicepresidente del Consiglio del Municipio
7 di Roma, tramite una dichiarazione pubblica. All'indomani
dell'episodio del blocco e della conseguente deviazione del percorso
dell’autobus 87 di ATAC a causa della sosta
selvaggia in via Albalonga - ripreso ampiamente da tutta la stampa locale a partire dal blog ‘Roma fa Schifo’ - Tutino punta il dito contro il PB, e cioè il
"Partito Burocratico". Secondo Tutino, il Partito Burocratico è ora
rappresentato e sostenuto con forza dagli uffici della Polizia di Roma
Capitale. Nelle ultime settimane, infatti, la Polizia Municipale ha
sistematicamente rifiutato le legittime richieste di accesso agli atti e ai
dati riguardanti l’effettiva attività di controllo e sanzionatoria della
Polizia municipale nell’area di Piazza Re di Roma e in particolare di via
Albalonga, da troppo tempo umiliata e danneggiata dalla sosta selvaggia, da cui
alcuni esercizi commerciali traggono vantaggi e profitti a danno dei cittadini
(in special modo pedoni, mamme con bambini, anziani e ciclisti e automobilisti
civili).
Le richieste di accesso agli atti provengono tanto da cittadini quanto
da consiglieri eletti (tra i quali lo stesso Tutino) che vogliono vederci
chiaro e capire se e in che modo la
Polizia di Roma Capitale stia davvero fronteggiando emergenze quali la sosta in
doppia e tripla fila, l’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte di
imprenditori (che trasformano strade pubbliche in parcheggi custoditi da
dipendenti) e la più volte documentata interruzione di pubblici servizi quali il
trasporto su gomma di ATAC, la raccolta dei rifiuti di AMA, il servizio taxi e
persino il transito di ambulanze.
Inoltre – aggiungiamo noi - è
importante notare come le forze
dell’ordine - che non dipendono certo da Roma Capitale ma dal Prefetto – si
tengano ben alla larga dalla zona di Piazza Re di Roma e non siano di alcun
supporto alla Polizia di Roma Capitale nella lotta e nella repressione di una
prassi odiosa – quello di chi parcheggia o favorisce il parcheggio prolungato
in doppia fila che - secondo la
giurisprudenza recente della Corte di Cassazione - integra il reato di violenza privata.
“Appena iniziati i lavori del nuovo
consiglio, a fine estate 2013, con la LISTA CIVICA MARINO e
l'associazione RADICALI ROMA” – ricorda Tutino – “ho ripetutamente
interessato tutti i livelli competenti affinché si mettesse fine alla
vergognosa tolleranza dell'illegalità in via Albalonga, ove la dignità ed
incolumità dei cittadini ė ostaggio degli interessi di un piccolo gruppo.” A
seguito di tale iniziativa che – come Tutino ha tenuto a sottolineare - ha
coinvolto esponenti di partiti e movimenti diversi, la commissione Lavori Pubblici del Municipio 7
ha immediatamente messo in calendario una discussione sul riassetto della zona
e sul ripristino immediato della legalità. A quanto pare, però, pur
essendo la proposta ampiamente condivisa dai commissari di tutti i partiti, i
tempi per la realizzazione del progetto di riforma della mobilità e di
riorganizzazione del sistema di controlli e sanzioni – sostenuto con forza
anche dalla Presidente del Municipio, Susi Fantino - non potranno essere brevi.
Ciò, sostiene Tutino nella sua dichiarazione, soprattutto per l'incomprensibile
e ingiustificabile “muro di gomma”
eretto dal Partito Burocratico che “da decenni continua a malgovernare il
territorio, partito che non celebra congressi, partito finanziato nostro
malgrado da noi tutti, e che vince ogni elezione”. Tutino non usa mezzi termini
nell’affermare che, in questo contesto deviato e deviante, la Polizia locale si
erge, illegalmente, a “contropotere costituito”.
Riteniamo doveroso sostenere la
battaglia coraggiosa del vicepresidente Tutino, e con lui chiediamo con forza
al sindaco Marino di prendere misure
urgenti a sostegno della legalità: “Come possiamo chiedere legalità ai
commercianti quando le istituzioni, nei loro rappresentanti uniti nel Partito
Burocratico, promuovono e sono a baluardo dell'illegalità?”, dichiara
giustamente il vicepresidente del Municipio 7. A oggi sia le istanze di Tutino sia
quelle di cittadini interessati a controllare l’operato della Polizia di Roma
Capitale sono state rigettate con motivi vaghi e pretestuosi, in palese
violazione del diritto d’accesso civico
agli atti e ai dati della pubblica amministrazione recentemente codificato e
rafforzato rispetto al passato dal c.d. Decreto
Trasparenza (D. Lgs. N. 33/2013, riguardante gli obblighi di pubblicità',
trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni). E’ di fondamentale importanza, ora, capire come Roma Capitale intenda dare esecuzione
al diritto di accesso civico – soprattutto on-line - dei cittadini, obbligando
la propria burocrazia a rispettare rigorosamente la legge. Il Decreto
Trasparenza è e deve essere uno strumento formidabile di controllo e di lotta alla corruzione dilagante, soprattutto
in una grande città amministrata male per decenni come Roma.
I Cittadini di Via Albalonga
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