Due settimane in Polonia. Il grande reportage (che, manco a dirlo, ci fa vergognare di essere Italiani)

3 settembre 2012
Varsavia, questi sono gli esercizi commerciali nei grandi parchi della capitale. Tali e quali alle nostre 'tredicine' di cui è cosparsa Villa Borghese, no!?


Impeccabile il nuovissimo aeroporto di Poznan


Poznan: wi fi per strada e segnaletica di qualità dovunque...


Poznan. Questo non è un parco, è uno spartitraffico in una strada a quattro corsie. Sì, lì dove noi mettiamo parcheggi alla rinfusa, sterrati polverosi e cartelloni abusivi gestiti dalla mafia. In Polonia ci fanno un giardino lineare...


Poznan. Arredo urbano, orecchie, paletti...


Piazza completamente pedonalizzata. Nuovi arredi, verde, tram...


...a proposito: è piuttosto semplice non fare entrare le auto nei percorsi dei tram. Basta fare delle parti solo a rotaia. A Poznan (ma anche a Milano) lo hanno capito


Poznan, piazza della Libertà. Sopra aiuole e pedoni: le auto stanno sotto, nel grande parcheggio interrato.


Ancora uno spartitraffico a Poznan


Strepitosi e impeccabili i parchi pubblici in tutta la Polonia


Torun, pedonalizzazioni dovunque e segnaletica turistica


Torun: bancarelle per turisti, tutte uguali: stessa forma, stessi materiali. Tutto organizzato


Idem quelle dei fiorai


A Varsavia è l'Astaldi, ditta italiana, che lavora alla seconda linea della metropolitana. E il cantiere è aperto anche di notte


Varsavia, ottima anche qui la segnaletica turistica


La strada più elegante di Varsavia, la loro Via Veneto. Beh, imparagonabile...


...imparagonabile!


...sempre più imparagonabile. Guardate i chioschi!!! E, a proposito, vedete sosta selvaggia, cartelloni abusivi...?


Buona idea, a Varsavia, per ridurre la carreggiata e rendere impossibile la sosta selvaggia: la parte centrale è stata isolata


Arredo urbano, regole (e semafori a led dovunque!). Varsavia


Periferia di Varsavia, quartieri difficili, ma grande decoro e nuovissime tramvie


Un matrimonio e gli sposi hanno chiesto ad un bus di linea di portare gli ospiti, così non c'è lo sciatto asserragliamento di auto


Ad un locale è stata assegnata una aiuola pubblica: se la manutieni e mi paghi, per qualche mese lo puoi pure fare...




Tante ciclabili


Ancora un locale che ha chiesto di gestire e valorizzare una parte di parco pubblico. Da noi sarebbe successo un caso nazionale, avrebbero parlato di privatizzazione, si sarebbe mosso il Capo dello Stato. Per i parchi che affondano nel degrado e vanno a fuoco, però, non si muove nessuno


Ancora l'elegante ristorante e il suo dehor, nei quartieri bene di Varsavia


Cracovia e le sue corsie preferenziali. Che invidia!


In Polonia il parcheggio è dovunque a pagamento -come è ovvio che sia- a Cracovia le belle colonnine sono prodotte dalla Solari, ditta italiana di Udine


L'impeccabile arredo urbano di Breslavia


Il biglietto tranquillamente a bordo con carda di credito


La stupenda sistemazione esterna della Stazione Centrale di Breslavia


Panchine, arredi, aiuole a forma di duna


Bellissimi impianti di illuminazione. Una enorme area pedonale dove è impossibile, fisicamente, avvicinarsi in auto. La stazione è in un'oasi di tranquillità e rispetto...


Di lato c'è l'entrata del parcheggio interrato dove si può entrare sia per posteggiare sia per il kiss&ride


Dove in Italia preferiamo la quarta fila e il volgarissimo tetris di auto, in Polonia fanno giochi d'acqua


A Breslavia la città ti dice dove sono i parcheggi, quanti posti hanno e quanto distano. Ovviamente parcheggi interrati!


Perché in tutta la città è vietato parcheggiare, salvo diversa indicazione. Questo cartello basterebbe a Roma per rendere fuorilegge tutte le auto sugli spartitraffico, in curva, in aree prive di segnaletica orizzontale: si parcheggia solo dove è espressamente consentito farlo, tutto il resto è divieto!

Il semaforo del prepotente, il Brasile e il Rotary (quello loro)

2 settembre 2012
Sta facendo più clic del Pulcino Pio questo video brasiliano. In una città carioca, Blumenau, il locale Rotary ha fatto partire una campagna contro il malcostume di non fermarsi dietro allo stop pur avendo il semaforo rosso. Guardate cosa succede a chi lo fa.
Interessantissimo perché il malcostume, da noi, a Roma, è talmente diffuso da essere diventato invisibile. Invisibile come la quasi totalità delle linee di stop. A Roma fermarsi sulle strisce o addirittura oltre (per i motorini) le strisce è la norma. Quando, avendo il verde, transitano sulle strisce portatori di handicap in sedia a rotelle o mamme col passeggino sempre hanno alla loro destra motorette e scooter che stantuffano tanfo addosso a bambini o disabili. Ogni rimostranza si scontra contro i soliti "ma nun do fastidio a nesssuno", "ma nu rompe er ca**o", "ma fatte li cazzi tua". Gli interlocutori meno volgari, invece, semplicemente rimangono basiti, guardando con gli occhi sbarrati increduli di vedere altri cittadini che li implorano di rispettare le regole del codice della strada e le leggi sovrane della civile convivenza.
Approfittiamo nel ricordare che a Roma il fenomeno è causato dal "semaforo del prepotente". Per scoprire cosa è, cliccate qui. E diffondete.

Questo è il reparto maternità dell'ospedale San Camillo. Questa è la gente che nasce oggi a Roma. In questo brodo viene al mondo e cresce. E poi vi sorprendete nel constatare che non miglioreremo mai...!?










Bambini che, non per colpa loro, sono condannati alla volgarità, alla sciatteria, alla violenza, al sopruso, alla cattiveria fine a se stessa, all'egoismo, al cinismo, alla cafonaggine più profonda e ancestrale. Non mi miglioreremo mai, non cambieremo mai. E non solo a Roma è pieno di gente che considera un diritto devastare un pubblico ospedale per esternare i propri patetici sentimenti in dialetto romanesco, ma altrettanta gente, che magari non arriva a fare questo, è pronta a difendere questi selvaggi. Quando inizieremo a migliorare? Quando, ad esempio, gli ospedali saranno luoghi -almeno loro- dove è garantita la legalità, il rispetto, il buon senso. Si potrebbe partire con più controllo, magari videocontrollo, con più sanzioni, con qualche cartello che spieghi a queste luride bestie quanto è atroce far venire al mondo dei bambini suggellando il loro primo momento di vita con un atto di vandalismo.
E ricordiamoci sempre che tempo fa su Repubblica (e dove sennò!?) una solerte giornalista (Concita de Gregorio, e chi sennò!?) ci spiego in questo articolo l'altissimo valore morale, sociale, etico di questo schifo immondo. Evidentemente in Francia, in Svizzera, in Spagna, in Germania, in Danimarca, negli Stati Uniti, in Giappone, nel Regno Unito, in Austria e dovunque al mondo non sono abbastanza etici, morali, sociali e affettuosi come noi. Mavaffanculova!?

L'arredo urbano da terzo (anzi da quarto) mondo di Via Cavour. Manco la periferia nera di Bangkok è messa peggio

1 settembre 2012



Su Via Cavour a su 100 metro di marciapiede, e 30 metri dai Fori Imperiali, ci sono 27 tabbelle, una vera e propria foresta che fa venire I brividi guardando quel tratto che porta ai Fori.
mnz

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