8 cose che ti fanno esclamare "Roma fa schifo!". Una lettera da Bolzano

3 febbraio 2019
Seguo spesso il vostro sito ed apprezzo molto ciò che fate per Roma. Avete molto coraggio ed ammiro questa qualità in coloro che la posseggono.

Il mio nome è Carlo Zigoti e sono di Bolzano. Mi reco a Roma saltuariamente (per motivi di lavoro) e nonostante il suo stato corrente, la trovo sempre di grande fascino.
Durante la mia ultima visita decisi di recarmi al meeting di lavoro a piedi anziché prendere un mezzo pubblico. Il mio hotel si trovava in zona Nomentano e non distava molto dalla destinazione finale.

Fu proprio durante questa camminata che ebbi l'idea di scrivere a Roma Fa Schifo. Infatti, dopo alcuni minuti di viaggio, ebbi un momento di illuminazione: mi resi conto che nonostante il fatto che i miei occhi apprezzassero ciò che vedevano, il mio subconscio era infastidito da tutta una serie di elementi caotici che in un qualche modo rendevano il paesaggio urbano poco gradevole. In parole povere, divenni conscio del fatto che la mia mente registrava e giudicava negativamente tutti quegli elementi "secondari" che contribuiscono al peggioramento estetico di un luogo e che conferivano alla mia esperienza un'atmosfera a tratti inquietante e a tratti frustrante. 
Decisi quindi di creare una lista di ciò che più mi colpiva per bruttezza e/o sciatteria - lista che avrei poi proposto a Roma Fa Schifo come possibile articolo. Lista comprendente le tante cose che desidererei fossero cambiate e/o regolamentate nella capitale come, ad esempio, tutte le superfetazioni presenti sulle facciate e sui tetti dei palazzi romani. 

Eccovi quindi la lista di quegli errori che alla vista di un forestiero bolzanino come me, dovrebbero essere cambiate senza nessuna eccezione e nell'immediato:
1) La tassativa eliminazione dei condizionatori d'aria dalle facciate di tutti i palazzi - siano essi residenziali, siano essi destinati ad uffici -, di tutte le case e di tutti i condomini di Roma Capitale, e la loro obbligatoria sostituzione con l'uso di condizionatore SENZA unità esterna connesso a due piccoli fori da farsi nella parete perimetrale dell'unità abitativa e/o dell'ufficio interessata.
In una capitale come Roma non si può più accettare di vedere - ancora oggi - vecchi ed ingombranti modelli tappezzare addirittura le facciate di importanti palazzi storici e/o di palazzi che ospitano pure ministeri e altri organi pubblici statali. Uno scandalo vero e proprio.
Certo è che se a dare il cattivo esempio ai cittadini è addirittura lo Stato, non stupiamoci se gli stessi cittadini si sentano autorizzati a copiare il dato esempio e a moltiplicarne la presenza territoriale senza alcun rimorso - se non con un ribelle e distruttivo senso di rivendicazione verso le istituzioni pubbliche.  


2) La tassativa eliminazione di tutte le antenne presenti su tutti i tetti di Roma (dal centro fino ai confini comunali) e la loro sostituzione attraverso l'uso di una sola antenna centralizzata. L'ex sindaco Ignazio Marino ottenne qualche microscopico risultato nel 2015 con la delibera chiamata "Tetti Puliti" la quale stabiliva un finanziamento a fondo perduto dai 3,000 ai 5,000 euro, l'eliminazione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico per i ponteggi e la restituzione del 10% dell'imposta sulla pubblicità (la quota parte solitamente destinata al Comune) per i condomini che riqualificavano le facciate dei palazzi integrando allo stesso tempo i lavori con l'installazione di un'antenna centralizzata e la rimozione di quelle preesistenti (parabole comprese). Ma questa delibera - che scadde nel Dicembre del 2017 - non aiutò Roma ad abbattere il milione e 300mila antenne che popolano (e rovinano) i tetti di Roma poiché OPZIONALE e non obbligatoria. (Qui sul blog questo è stato chiamato in passato Scandalo Antennopoli)
Se non si impongono le regole e non si puniscono i trasgressori con tanto di multa, i cittadini saranno sempre liberi di fare ciò che vogliono. Non dimentichiamoci del fatto che se la giungla di antenne venisse eliminata, non solo si eliminerebbe il dannosissimo inquinamento elettromagnetico da loro prodotto ma verrebbero conseguentemente eliminati tutti quegli abominevoli cavi penzolanti che, deturpando le facciate di migliaia e migliaia di palazzi, sono ancora oggi un motivo di forte imbarazzo per una città percorsa da milioni e milioni di turisti ogni anno.

3) La ricollocazione di tutte le parabole che oggi sono visibili su tetti e balconi. So che c'è una legge nazionale che dà diritto ai cittadini di avere accesso ai canali satellitari attraverso l'uso di parabole, ma Roma deve imporre una chiara delibera che proibisca la loro visibilità e che stabilisca la loro giusta collocazione caso-per-caso. 

4) La regolamentazione di tutti quegli impianti che, inesorabilmente, continuano a sorgere sui tetti della città, deturpando il già compromesso skyline. Parlo dei vari tubi metallici, dei mega condizionatori d'aria, delle gigantesche canne fumarie e di tutti quegli impianti di ogni tipologia che hanno profondamente modificato il profilo di Roma.

5) L'obbligo di tenere tutti i balconi liberi da oggetti di ogni tipo (scope, stendini, ciabatte, materassi, etc) con la sola eccezione di piante e fiori. Una delibera simile è presente in altre città in Italia e all'estero. Città dove è impensabile trasformare il proprio balconcino in un volgare ripostiglio affacciato sulla pubblica via.

6) La regolamentazione delle numerosissime verande. Infatti è molto comune il vedere interi palazzi completamente imbruttiti dalla volgarissima miscela di verande di tipologie diverse e di bassissima qualità (e pure il vedere queste su facciate dove vi sono balconi privi delle stesse). Ma non c'è modo di imporre l'uso di tipologie che siano di alta qualità estetica? Inoltre ogni palazzo (ogni palazzo dove la maggioranza dei proprietari desideri avere la veranda) dovrebbe adottare il medesimo modello di veranda (con medesimo materiale e colore). Mentre per i palazzi dove la maggioranza NON desidera avere la veranda, i proprietari che ne fanno uso hanno l'obbligo di rimuoverla al fine di mantenere l'omogeneità estetica/stilistica dell'edificio.

7) La regolamentazione delle recinzioni dei giardini e di tutte la proprietà private che si trovano all'interno del Comune di Roma. Sono infatti numerosissime le recinzioni comunemente definite "recinzioni da pollaio" che conferiscono alla città un aspetto sciatto, campagnolo (nel senso dispregiativo della parola) ed improvvisato. Parlo delle reti a filo spinato; delle reti frangivista usate per giardini e quasi sempre di colore verde scuro che, oltre ad essere brutte, sono pure infiammabili; parlo delle reti metalliche zincate o delle recinzioni di ferro ondulato le quali, nella loro irreparabile bruttezza, ricordano i tetti di amianto.
Questi elementi - che molto spesso vengono addirittura sovrapposti tra loro in un caos estetico degno forse di una Mumbai - dovrebbero essere sostituiti da recinzioni idonee al contesto urbano e all'uso del terreno che queste circondano. Il Comune di Roma sembra non essere interessato neppure a queste questioni, ma l'uso di inferiate in ghisa e/o ferro di colore grigio scuro (o nero) sembrerebbe la più dignitosa per una città che porta il nome di 'Roma'.

8) L'abolizione di tettoie prodotte in plastica le quali sono solitamente (ma non esclusivamente) di color verde. Queste contribuiscono all'ulteriore involgarimento del paesaggio che negli ultimi anni ha portato Roma ad assomigliare ad una vera e propria favela piuttosto che a sé stessa.

Mi fermo qui. Ci sarebbero molte altre cose da elencare - troppe per una email come questa. Spero solo che Roma riesca a trovare chi sarà in grado di capire i problemi e di poter poi risolverli con tempistica e precisione. Speriamo.

CARLO


*Caro Carlo,
tutto giustissimo e tutto molto molto importante an che se molti, leggendo, si divertiranno a spiegarti che "i probbblemi de Roma so arrrtri". Detto ciò delibere che vadano in questa direzione sono difficilissime da ottenere e, se per miracolo venissero approvate, impossibili da applicare. Difficili da ottenere perché per ottenerle ci vorrebbe una cittadinanza dotata di dignità, senso estetico e buon gusto che richieda a politici lucidi una legislazione di qualità. E noi non abbiamo ne buon gusto (solo cattivo gusto e profonda sciatteria) ne tanto meno politici lucidi. Impossibili da applicare a causa della nostra surreale Polizia Locale ed al farraginoso sistema delle contravvenzioni che lavora con logiche così superate e analogiche che è permesso agli impiccettari funzionari comunali di togliere le multe ad amici o pseudo vip.
Qui come in mille altri casi i problemi sono chiarissimi, risolverli non solo non richiederebbe denaro ma ne genererebbe, ma per questioni intrinseche sappiamo bene che nulla cambierà. Mai. 
-RFS

67 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

<<...il mio subconscio era infastidito...>>
Hahaha e chi sei, Freud?
L'unica è lobotomizzare i romani al compimento del 18esimo anno di età, fidati!

Anonimo ha detto...

TI SEI SCORDATO I PARAPEDONALI BIANCHI E ROSSI ( messi anche sulla nuova ciclabile tuscolana) che dilagano in tutta roma umiliandone le strade, essendo di pessimo design, colore e materiali.
anche quanto a arredo urbano siamo messi bene

Anonimo ha detto...

Ma parliamo anche del marciapiede di Via del corso di misura ridicola rispetto il flusso di pedoni che ogni giorno la percorre.
I condizionatori e tutte le altre cose che deturpano Roma sono brutte é vero ma quale sindaco si metterebbe a fare una cosa del genere? Sarebbe una misura antipopolare,già questa amministrazione che sta facendo ciclabili anche se in maniera timida sta incontrando problemi ed é una cosa utile.
Servirebbe una legge nazionale su questi temi allora si

Anonimo ha detto...

Beh interessante la lettera di questo signore che fa notare numerosi elementi di sciatteria da sempre presenti a Roma con i quali siamo abituati a convivere. E scrive proponendo soluzioni, senza insultare il prossimo.
Quelle elencate sono tutte cose che caratterizzano un po' la sciatteria della nostra amata città a cui forse molta gente non fa caso.
Dei blog come questo sarebbero utili a far notare queste cose se non fosse che le utilizzano per sfogare le loro frustrazioni contro i cittadini romani (che non hanno nessuna colpa, anzi).
Ad ogni modo, ognuno ha il diritto di avere la tv, le parabole e i condizionatori come in ogni parte del mondo, ma occorrono delle leggi per regolamentare la cosa e fare impianti centralizzati. Purtroppo a Roma tutto è bloccato dalla burocrazia, nessuno fa nulla ed il cittadino si deve arrangiare per conto proprio. E questo vale per ogni cosa.

Anonimo ha detto...

Perfortuna che Carlo ha giratp Roma sempre con lo sguardo in alto, pensa cosa scrivera' quando lo volgera' ad altezza d'uomo....

Cicio Snack ha detto...

Ragazzi tutto giusto, ma ve prego levate quella storia delle antenne tv dei condomini che producono campi elettromagnetici che fate la figura di quelli che non hanno finito le medie. Quelle antenne mica trasmettono...

Anonimo ha detto...

I cittadini romani non hanno alcuna colpa se in un condominio da 16 alloggi hanno 17 antenne sul tetto? E chi ce l'ha messe? Un parigino?

Anonimo ha detto...

Un condizionatore esterno con € 600,00/cd si installa mentre per installarne uno interno,tra climatizzatore e opere varie (tra le quali piattaforma aerea ed occupazione di suolo pubblico), occorerebbero circa € 3000,00/cd. Per ora, in estate, mi tengo il caldo

alfredo casella ha detto...

La lista è in effetti infinita. Si citano i parapedonali bianchi e rossi, ma dimentichiamo che da anni Palazzo Farnese è recintato "provvisoriamente" da transenne da stadio? Ammesso che siano quelle a scoraggiare qualche bombarolo, ci vorrebbe una legge del Presidente della Repubblica per far installare dei dissuasori in ghisa nera, ad esempio?
Però una cosa mi fa cadere le braccia più di tutto, è lo scrivere che non c'è speranza, che non esiste un Sindaco capace che possa prendere in mano la situazione e realizzare una politica pubblica efficiente. Come se fossimo condannati a non avere alternative agli Alemanno/Raggi

Anonimo ha detto...

Quello che dice il cittadino bollzanino è verità ma non è facile in Italia cambiare quando interessi economici girano sulle trasmissioni con installatori antennisti e alro come l'installazione di condizionatori che oltre ad essere inseriti verso l'esterno, scaricano anche acqua su strada. Inoltre si ricorda che le famose padelle per il satellite sono state definite se non ricordo male dalla Cassazione, lecita installazione sul balcone in quanto riguardano l'informazione. Quindi penso che siamo in un'epoca IRRECUPERABILE perché non c'è la volontà politica di risolvere. Oggi su un telefonino riceviamo di tutto tv, sport, film. Ecco forse il via etere sarebbe il caso di metterlo OBBLIGATORIAMENTE come hanno fatto eliminando i vecchi tv che non ricevevano più e tutti siamo andati al nuovo. Forse così si cambia altrimenti sono e restano solo consigli per gli acquisti ma nulla cambia.
Saluti

alfredo casella ha detto...

Torno sull'argomento per sottolineare come - al netto di tutte le nostre colpe di romani-in-quanto-tali, e senza aprire polemiche sul razzismo sciocco che c'è dietro questa nuova linea editoriale - il rispettabile cittadino di Bolzano (rispettabile senza ironia: sono bravi davvero) dovrebbe avere un po' più di prudenza a giudicare gli altri, Roma in particolare.
E' vero che nella loro provincia si vedono quattro (4) giardinieri (Moena, con i miei occhi) chini attorno a una piantina di gelsomino, è vero che avrebbero potuto stare imboscati invece di preoccuparsi della sua salute e piantumazione, ma è altrettanto vero che le risorse che riceve Bolzano (da anni e anni al primo posto in Italia nel dare/avere con lo Stato tra chi riceve) non possono esser paragonate alle risorse che riceve Roma (da sempre al secondo posto in Italia tra chi dà allo Stato)

Myollnir ha detto...

Tutto giusto, ma per favore: che le antenne TV producono inquinamento elettromagnetico no, quello non si può proprio leggere.

Anonimo ha detto...

Ciao Carlo
concordo su tutto.

ma...

TE SEI SCORDATO LA LAZZIEEEEEE due volte al mese

Anonimo ha detto...

Ahah

Anonimo ha detto...

Stavo per scriverlo anche io...

Anonimo ha detto...

ahahahah

Anonimo ha detto...

Se non sbaglio all'epoca di Veltroni ci fu un tentativo di centralizzazione delle antenne sui palazzi, cosa per altro decisamente orribile.
Forse con una legge dello Stato, ed adeguata sovvenzione, per un passaggio della TV su rete, si potrebbero eliminare sia parabole che antenne, tutto via cavo.

Anonimo ha detto...

se vabbe' ma a tibbburtina??? novità ??? lavori fermi .

Anonimo ha detto...

La sciatteria che tu e questo fantastico portale lamentale è entropica.
Difatti c'è la sciatteria mortificante di questo portale ti risponde per dirti che non cambierà mai nulla, difatti non fa alcuna proposta né prende iniziativa sulle tue sollecitazioni.
Dall'altra c'è la tua di provinciale sciatteria nordica mio buon amico tipica di coloro che reputano che il problema consista in inezie e questioni risibili per poi, di fronte ai problemi seri, tirarsi sistematicamente indietro.
D'altro canto sono tutti ordinati i palazzi ed i balconi di Rogoredo, a pochi metri dal centro di spaccio più grande d'Italia. Ma di Milano nessuno si prende la briga di dire che fa un po' schifo pure lei; l'importante è apparire, in fondo.
Queste proposte devi inoltrarle al comune di Roma se ci tieni in raccomandata con ricevuta di ritorno, non ad un blog disfattista che prende ogni difetto di Roma e lo amplifica ritenendo che Roma debba adeguarsi all'omologazione imbecille di tutte le città che si tappano gli occhi su problemi reali e vicini. E tanto per restare in tema ho letto che qualcuno parla di parigini; le banlieu sono un altro chiaro esempio dell'idiota omologazione dell'apparire, apparire, apparire. Ed a qualcuno vedere la serie "Ritals" potrebbe fare perfino un po' bene.

Paolo ha detto...

Vorrei correggerti e farti notare la differenza fra quanto hai scritto,Milano fa un po’ schifo mentre Roma lo fa tanto. A Milano ci vado ogni tanto,non mi piace e non mi è mai piaciuta. Però CREDIMI,è migliorata tantissimo negli ultimi 20 anni. È abbastanza ordinata e pulita . I trasporti funzionano.
Riguardo a Roma, non c’è solo questa pagina a DOCUMENTARE lo stato della città. Ci pensano anche gli altri media (Tv,Stampa...ecc).
Qualcosa vorrà pur dire,no?
Milano è molto meglio di Roma ,non c’e altro da aggiungere!

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo. Purtroppo il romanaro medio la prima cosa che dice e' "a milano cesta' a nebbbbia"

Senza mai esserci neanche stato. Il romanaro medio ha pregiudizi su tutto, senza sapere nulla. Pensa che capitali come Varsavia o Bucharest siano "terzeo monno" senza sapere che sono pulite ed efficienti.

Il romanaro medio non puo' farcela. Non sa di non potercela fare perche' pensa che "Reoma e' la gabidale deimperoooo"

Super Hero ha detto...

Salve,
Sono l'autore della lettera pubblicata.
Vorrei in primis sottolineare il fatto che le mie parole sono molto lontane dall'essere sentenziose nei confronti di Roma la quale, come ho scritto all'inizio del mio intervento, trovo sempre di grande fascino. Se ho riportato le cose che ho visto a Roma è solo perché trovo che la capitale sia, senza dubbio alcuno, la più bella città del mondo e che meriti di mostrare il suo bellissimo viso rimuovendo quel velo semi-coprente costituito da tutti gli elementi da me elencati (anche se, come hanno osservato alcuni lettori e come io stesso ho scritto nella mia lettera, la lista proseguerebbe).

Sul fatto delle risorse ricevute e/o i contributi dati allo stato, ammetto di non sapere nulla. E comunque il mio non era un paragone con Bolzano, ovvero con una città 27 volte più piccola in termini di popolazione e 24 volte più piccola a livello territoriale. Sul fatto che questi problemi possano avere a che fare con gli scarsi finanziamneti statali che lei ha menzionato, ho i miei sinceri dubbi. Sicuramente le dozzine di migliaia di buche da dover riparare non certo aiutano la città ad investire denaro per risolvere altri problemi, ma qui i fondi pubblici non contano. Che conta invece è la volontà o meno dei singoli cittadini, di gruppi di persone, di condomini, di comitati di quartiere e di municipi, di avere una visione della città che comprenda anche tutti i dettagli di loro competenza. Ci sarebbero delle periferie anche belle se solo si stabilissero (e si facessero rispettare) dei regolamenti atti a migliorarne gli aspetti estetici-architettonici-urbanistici. Solitamente il comune eserciterebbe il suo potere soltanto sul rifacimento delle strade e/o dell'illuminazione pubblica, ma dovrebbe anche divenire il supervisore di un piano completo che riguarda tutte le parti.

Una cosa che mi chiedo è questa: come si può, nel 2019, tenere o installare una squallidissima tettoia di plastica verde - modello anni '70 - sopra il proprio ingresso di casa? Cos'è che spinge una persona verso tanta sciatteria? E pure ad applicarla masochisticamente?

Boh?

Buona giornata,
Carlo

Anonimo ha detto...

Risposta all'utente del febbraio 04, 2019 1:18 PM

Mi sento un po' ritardato ma cos'è la "LAZZIEEEEEE"?

Anonimo ha detto...

Carlo, torna a Bolzano

Anonimo ha detto...

Milano 181 kmq = guardiere
Napoli 117 kmq = guardiere
Parigi 105 kmq = guardiere
Barcellona 101 kmq = guardiere
Buenos Aires 203 kmq = guardiere
Osaka 223 kmq = guardiere

alfredo casella ha detto...

@Carlo, in breve: parlare di soldi e fondi è solo un modo di mettere a fuoco uno dei bandoli della matassa. Probabilmente il più importante ma non l'unico, ne sono consapevole. Però devi ammettere che se i servizi e i fondi relativi fossero adeguati a quelli di altre capitali europee forse sarebbe più facile essere educati e civili in una città pulita e civile.
Poi certo ci sono il senso civico, la capacità amministrativa, un sistema contrattuale e normativo che reprima abusi, approssimazioni e imboscamenti e mille altri aspetti.
Ma io che sono un maniaco e non butterei mai una cicca per terra, a volte co' sta cicca in mano mi sento un deficiente mentre cammino sui tappeti di sigarette mai rimossi da un'azienda malissimo gestita.
Un blog come questo, ormai notissimo e influente, citato spesso dal Foglio, dovrebbe continuare a denunciare le cause vere dei problemi e a proporre soluzioni, non scivolare ogni giorno in un razzismo tafazziano senza logica

Diego ha detto...

Ma se nulla cambierà, mai, perché tieni aperto questo blog?...

Diego ha detto...

Si una sorta di finto razzismo rancoroso (pensa che in questo modo i romani si sveglino...), un atteggiamento puerile direi.

Anonimo ha detto...

Sydney 12368 kmq = guardierone ?

Anonimo ha detto...

Ha visto solo problemi sopra i 20 metri d'altezza; chi è? superman?

Anonimo ha detto...

Bravo Carlo. Chiara e semplice lettera di un cittadino italiano che vorrebbe il meglio per il proprio Paese. La pensiamo in molti come tu ben hai descritto ma, ormai, Roma eterna è abituata allo scempio civico e morale ed i "romani" se ne fregano! A partire dal Sindaco! Che tristezza!

Anonimo ha detto...

Il problema di Roma è un problema culturale, con radici profonde, e proprio questa cultura ci impedisce di rispettare le regole più semplici del vivere comune. Bolzano è, in qualche modo, fuori dall'Italia, ma basta andare, per esempio, a Viterbo per avere un comune che impedisce di stendere i panni sui balconi che aggettano su Piazza del Teatro. È una questione non solo di estetica, ma di dignità e buon senso, ma Roma ha una cultura egoistica, e i romani medi non hanno la benché minima idea di cosa voglia dire sacrificare un pochino della propria libertà per far star beme gli altri.

Anonimo ha detto...

E poi sarebbe anche ora di finirla con sta storia de "ge stà a nebbia".
La nebbia a Milano negli ultimi tempi l'hanno vista forse 15 o 20 giorni all'anno, e casomai oltre l'estrema periferia ma quasi mai in città.
La nebbia non c'è quasi più, così come non ci sono quasi più i milanesi, come men che meno hanno più senso le macchiette stile anni 80 che ogni tanto qualcuno ritira fuori per convenienza.

Dire che Milano negli ultimi 20 anni è migliorata significa fare un bello sforzo.
Dove sarebbe sto miglioramento? Per aver tirato su quattro grattacieli nell'ex zona fiera, (se si pensa che di opere importanti non se n'erano più fatte dai tempi di Italia 90), e per due pezzi di metropolitana?

Purtroppo anche Milano sta pagando un ventennio di immobilismo. Anche culturale.

Anonimo ha detto...

Aho ma vaffanculo stamo a parla de antenne quanno i problemi so artri. Chisselencula le antenne ce vojono i parcheggi pe e maghine

Anonimo ha detto...

A milano le regole le rispettano, la qualità della vita è migliore e i soldi arrivano perché anche gli stranieri vanno a investire. Non sono solo quattro grattacieli, ma uno sviluppo molto più "europeo" che la rende veramente internazionale. Anche per questo molte aziende non hanno più sede a Roma, dato che è più prestigioso averla a Milano. E poi basta veramente con bquesta cazzata della nebbia, sarebbe ora che i "romani de roma" prendessero il treno o l'aereobe cominciassero a uscire un po' dalla loro amata discarica a cielo aperto (si, perché questa città e diventata uno schifo)

Anonimo ha detto...

AMEN. La colpa è dei cittadini romani, ormai avvezzi a tutte queste schifezze che - giustamente - il Sig. Carlo ha elencato.
Anche la questione antenne è colpa dei romani: dovrebbero PRETENDERE in assemblea condominiale l'antenna unica, e NON ACCETTARE lo schifo che viene montato sul proprio palazzo.

Anonimo ha detto...

Permettimi di contraddirti, ma la Milano accattivante e che rispetta le regole è quella che si estende per un raggio di un paio di chilometri attorno al Duomo. Forse.
Ma non è Milano, è un luogo di cemento che potrebbe essere ovunque, dove la gente "normale" al venerdì scappa verso tutte le direzioni. Fosse pure per farsi tre ore di viaggio per arrivare al mare o in montagna. Provare per credere.
Se parli con dieci milanesi, ma faremmo meglio a definirli semplicemente abitanti di Milano, forse neppure la metà conosce i punti salienti della sua città. Però magari conoscono tutte le spiagge di Cuba o tutte le discoteche di Ibiza.
Non mi risulta neppure che le imprese estere scappino da Roma per Milano. Tuttalpiù qualche impresa europea, (soprattutto tedesche e francesi), per indubbie ragioni di vicinanza; ma ad esempio le filiali italiane di tutte le imprese americane sono stabilmente inchiodate a Roma. Sarà perché ha più fascino storico, sarà perché c'è la politica, o forse perché c'è il Papa e chi lo sa. E comunque sarà meglio separare gli investitori dagli speculatori; che arrivano mordono e scappano, e non lasciano che le briciole.

Anonimo ha detto...

Nessuno pensa di dipingere Milano come il paradiso in terra, ma le differenze con Roma si notano eccome. Rete di trasporti efficente, nettezza urbana efficente, manto stradale decoroso sono le sostanziale differenze; poi lasciando perdere le gang cinesi e latine, il milanese medio ha un senso civico che semplicemente il romano non ha. I grattacieli ci sono e stanno bene in una citta' che ha sempre avuto uno stampo finanziario, Roma ha sempre avuto piu' un'impronta storico-culturale. Poi riguardo le sedi delle multinazionali, sono praticamente tutte a Milano. Saluti

Anonimo ha detto...

Le antenne sui palazzi sono solo riceventi, non trasmettono nulla e quindi non causano nessun inquinamento elettromagnetico.

Anonimo ha detto...

Anche Milano ha comunque le sue pecche.
In una città che si definisce europea alle 9 del mattino non si dovrebbero vedere i camion della nettezza urbana ancora in giro, e neppure le squadre di pulitori a spazzare le strade a quell'ora.
In una città che si definisce europea al massimo alle 7 del mattino le strade dovrebbero essere state già ripulite ed i rifiuti raccolti.

Anonimo ha detto...

Milano si definisce europea ma e' comunque in Italia, e subisce le mortificazioni del sistema Italia. Resta comunque anni luce avanti a Roma, e per una citta' con un bacino d'utenza di 5 milioni di persone, non e' certo poco.

Augusta Taurinorum ha detto...

Milano non è certo un modello da seguire. Graffiti ovunque, problemi di rifiuti, periferie degradate al massimo, inquinamento, degrado, squallore. Certo, hanno costruito tre grattacielini in croce, ma non siamo a né a New York, né a Hong Kong. Non siamo neppure a Londra o a Parigi bensì in una città-capoluogo locale regionale con una rete metro estesa come quella romana (se a Roma contiamo la Roma Nord e la Roma Lido come le linee metropolitane che in pratica sono). Addirittura la rete di ferroviarie metropolitane (le 8 linee FL) è di gran lunga più estesa e più efficiente rispetto a quella milanese.
Se parliamo di sedi internazionali, Roma detiene il primato senza paragoni in Italia, mentre pure la Città Metropolitana (così come il comune di Roma Capitale) raggiunge una popolazione che rende Roma l'unica metropoli italiana in grado di competere con le grandi metropoli mondiali in termini di popolazione e di dimensioni territoriali (dimensioni territoriali che pongono Roma al secondo posto in Europa dopo Londra).

Anonimo ha detto...

Certo la citta' metropolitana de Roma, mezzo Lazio e centinaia de chilometri de campagne. Quale citta' metropolitana ? Qual'e' il signifato de metropolitano, lo sai tu ? Sveja

Augusta Taurinorum ha detto...

●●●Risposta @Sveja di febbraio 11, 2019 alle 12:09 PM●●●

Ma cosa dici? La Città Metropolitana di Roma (popolazione 4,358,738) è enorme, contrariamente a quella milanese le cui esule dimensioni si avvicinano molto più a quelle di una tipica cittadina di provincia italiana.
Roma, da un estremo all'altro, raggiunge quasi 70 KM di diametro senza soluzione di continuità.
Informati prima di parlare.

Anonimo ha detto...

A Taurus, portace du pizze e du bire

Anonimo ha detto...

Ma non e' che Taurus è della lazie ? Me pare n'anticchia ritardate

Anonimo ha detto...

Ma Taurinorum c'è mai stato a Milano prima di scrivere?
A parte che il discorso dimensioni è solo una questione burocratica di confini urbani; di linee di metropolitana Milano ne conta già 4, e la quinta è in costruzione, per un totale di chilometri quasi doppio rispetto a Roma. Con corse che nei giorni feriali passano ogni 3 minuti per senso di marcia, e con i treni che al capolinea a fine corsa passano gli addetti a pulire. Tra metro e tram ormai a Milano in centro e nella prima periferia l'automobile praticamente non serve più per muoversi in città, ed infatti il traffico adesso è scorrevole e molto più rarefatto di 10 o 15 anni fa.
Tra l'altro in giro a rompere i coglioni nel traffico non si vedono di mini-car per adolescenti danarosi, perché i giovani preferiscono piuttosto la bicicletta, (qualcuno anche quando piove), e si vedono pure poche Smart.
Di ferrovie regionali Milano non ha 8 linee come Roma, ma ben 12, e presto saranno 16 perché la richiesta di mobilità è in continuo aumento. Con treni spesso a due piani che nei feriali sono cadenzati ogni mezz'ora e che raggiungono anche città fuori regione come Novara, il Canton Ticino (quindi Svizzera), e prossimamente anche Piacenza. Tra l'altro molte di queste linee in città vengono incanalate nel Passante Ferroviario, che con un treno ogni 5 minuti per senso di marcia è da considerare quindi come fosse la sesta linea del metro.
Se non ci si crede basterà salire su un Freccia rossa o Italo, ne parte uno ogni 20 minuti in direzione Milano, e in 3 ore e si potrà toccare la situazione con mano. Buona gita. E se non "ce sta a nebbia" magari vedrete pure i tre grattacieli in croce!

Augusta Taurinorum ha detto...

Ma quanti milanesi ci sono su questo blog? Uno addirittura scrive in finto romanesco per far finta di essere un romano a cui piace sputtanare la capitale.
C'è il tipo delle 1:28 PM. Dopodiché c'è quello delle 2:41 PM e poi quello delle 5:22 PM.

Oh! Mannaggia! Scusate! Mi sono sbagliato! In realtà si tratta dello stesso anonimo che scrive in 'stili' diversi per nascondersi dietro a false persone.

Augusta Taurinorum ha detto...

●●●Risposta @Anonimo di febbraio 11, 2019 alle 5:22 PM●●●

Informati prima di parlare. Eccoti i dati ufficiali sulle due reti:

ROMA: 8 LINEE - LUNGHEZZA RETE 867 KM
MILANO: 12 LINEE - LUNGHEZZA RETE 403 KM

I treni a Milano non passano ogni tre minuti. Infatti eccoti un articolo apparso su LaRepubblica il 6 Febbraio 2019 inerente i ritardi dei treni pendolari su Milano, Roma e Napoli, dove Milano rivela i dati di gran lunga peggiori tra le tre città:


ALTROCONSUMO: 4 TRENI PENDOLARI SU 10 IN RITARDO. MILANO MAGLIA NERA
(Link articolo: Quattro Treni Pendolari su Dieci in Ritardo. Milano Maglia Nera

«Dall'indagine su oltre 2500 treni locali in arrivo nelle stazioni di Milano, Roma e Napoli emerge un quadro desolante. E in peggioramento rispetto all'ultima rilevazione del 2015» di FEDERICO FORMICA

06 Febbraio 2019


Altroconsumo: 4 treni pendolari su 10 in ritardo. Milano maglia nera.
Quasi il 40% dei treni pendolari che arrivano a Milano, Roma e Napoli è in ritardo di almeno cinque minuti. Di questi, uno su cinque arriva oltre 10 minuti dopo l’orario previsto e il 10% accumula oltre un quarto d’ora. Il 2% sono stati direttamente cancellati. I dati sono quelli pubblicati sul magazine Inchieste dell’organizzazione di consumatori Altroconsumo. Rispetto all’ultima rilevazione, che risale al 2015, la situazione è peggiorata: i treni in ritardo sono infatti aumentati del 6%. Aumentano anche i ritardi più gravi: i convogli arrivati oltre 10 minuti dopo l’orario previsto nel 2015 erano “solo” il 12%, oggi il 19%.


I tempi di arrivo di oltre 2500 treni locali sono stati rilevati direttamente in stazione da sedici collaboratori dell’associazione. Le stazioni sono quelle milanesi Centrale, Garibaldi e Garibaldi sotterranea, quelle romane Termini, Tiburtina e Tiburtina est e quelle napoletane Centrale e piazza Garibaldi. In queste tre città, secondo Altroconsumo, ogni giorno feriale si riversa il 55% dei pendolari del nostro Paese.

Milano. Dall’inchiesta di Altroconsumo si può dedurre che i pendolari più sfortunati siano quelli lombardi. Né Napoli né Roma raggiungono infatti la percentuale di ritardi riscontrata nelle stazioni meneghine: oltre la metà dei convogli (52%) arriva dopo il previsto. Di questi, il 25% dei treni è in ritardo di oltre 10 minuti e il 12% supera il quarto d’ora. Le tratte da incubo sono diverse. Sei volte su dieci la Como- Milano Centrale e la Como-Cantù-Milano Garibaldi arrivano oltre 10 minuti dopo. Da dimenticare anche la Brescia-Treviglio-Milano Centrale e la Varese-Gallarate-Milano Garibaldi. Queste due ultime due tratte - gestite da Trenord - detengono il record di ritardi oltre il quarto d’ora e, in ogni caso, non sono mai arrivate in orario.

Trenord contesta però le rilevazioni fatte a Milano. In una nota, l'azienda parla di "raccolta di dati senza alcuna base né rappresentatività statistica. I dati diffusi da Altroconsumo - raccolti per due ore nei soli giorni dal 5 al 9 e dal 12 al 16 novembre 2018, basandosi semplicemente su una raccolta manuale delle informazioni sui tabelloni in stazione - non possono restituire uno stato concreto e veritiero del servizio".

"Le performance ferroviarie si valutano su numeri assoluti e reali -continua Trenord - per il 2018 si parla di 2200 treni al giorno; l’80% è arrivato a destinazione puntuale"...

Anonimo ha detto...

Io sono nato a Milano e ci vivo tutt'ora. E pur avendo le mie radici, la mia famiglia, i miei amici e il mio lavoro qui, non posso difendere la mia città. Ci sarebbe da scrivere 30 volumi di informazioni per dare solo una vaga idea dello stato allucinante in cui oggi versa l'intera città.
Le televisioni mentono. Milano è nel baratro del degrado più estremo...venite a vedere che razza di babilonia è diventata tra siringhe, prostitute, sporcizia, immigrati clandestini, abbandono e tutto quanto il resto.
Comunque questo è stato un ottimo articolo, devo dire. Non conosco bene come sia messa Roma (dalle televisioni sembrerebbe sia inguaiata fino al collo), ma a me non pare sia messa né peggio, né meglio di Milano. Ma ripeto che giudico dalle immagini che vedo in giro...
Bolzano sicuramente non fa testo con le grandi città italiane perché è come parlare di una città tedesca...e noi italiani al massimo possiamo competere con gli iracheni in quanto a civiltà, a parabole, ad antenne, a bruttezza edilizia.
L'Italia bella l'hanno costruita i nostri antenati. Noi abbiamo solo il (de)merito di averla deturpata totalmente.

Anonimo ha detto...

Altro articolo postato da Taurus, che per confondere le acque stavolta si spaccia per uno con radici a Milano. Velo di pieta'

Anonimo ha detto...

Salve, sono l'anonimo delle 5:22. Taurinorum mi ha beccato, ha scoperto che sono un troll a libro paga del comune di Milano. Anzi, direttamente della società dei trasporti di Milano. Sapete, a Milano hanno "i daneè", e possono permetterselo!

Ma i dati dei chilometri di linee extraurbane da dove li ha presi? Ma posto che anche fossero veritieri, con quali parametri sono stati valutati? Su quelle linee da lui citate con un operazione di "copia incolla", ad esempio, che frequenza e che qualità di treni ci sarebbe mai?
Perché a questo punto anche tra Milano e Bologna, o tra Milano e Torino, o tra Milano e Brescia, c'è un treno in servizio locale ogni mezz'ora. Ma prendere una vecchia littorina e ribattezzarla "ferrovia suburbana" non vuol dire avere un servizio regionale vero e proprio, ma solo uno scassato collegamento ferroviario interurbano, e soprattutto rischiare di fare una gran brutta figura con i veri sistemi ferroviari suburbani.
Quanto ai ritardi dei treni regionali su Milano, a parte che il dato è appunto contestato anche all'interno del suo stesso post, non è da escludere che su un tratto a fermate frequenti in un area dove nel raggio di 50 chilometri vivono 5 milioni di persone un treno possa talvolta avere 5 o 10 minuti di ritardo.
Ed è proprio per quello che attorno a Milano si stanno approntando continuamente nuove linee per un'offerta di treni crescente, visto che con decine di treni regionali che ogni ora entrano in città le linee saranno prevedibilmente super intasate.

Comunque invece di far ballare dei numeri se si salisse sul primo treno utile per Milano, ognuno potrebbe rendersi conto DI PERSONA di quale sia la situazione, e magari farsi un giro a vedere quanti cantieri sono aperti e cosa stiano facendo. Con un bel metro-tour.

Comunque il migliore è quello che scrive di Milano con "le siringhe, le prostitute e la sporcizia...". Costui dovrebbe magari aggiornare anche il calendario, perché saremmo nel 2019 e gli eroinomani con le siringhe sono scomparsi negli anni Novanta.

Anonimo ha detto...

Concordo con quanto sopra tranne che per una cosa. 5 milioni di persone a Milano ci sono in un raggio di 30 km dal Duomo (che e' poi l'area urbana universalmente riconosciuta); nel raggio di 50 c'è ne saranno 7-8, ma poi si sconfina in Piemonte e in Svizzera. Saluti

Anonimo ha detto...

Ma chi sono sti sfigati di milano??? Cazzo ci fate qui?? Andatevene a fanculo! Grazie!

Anonimo ha detto...

Milano in pratica farebbe 30 milioni di abitanti...anzi...facciamo 40 milioni. Basta aggiungere 38,6 milioni di abitanti inventati nella mente e da 1,4 milioni arrivi a 40. Ma poi Milano arriva fino a comprendere pure Parigi e Londra, che di Milano sono solo dei quartieri. HAHAHAHAHAHAAHHAHA!!!!!!! Ridiculous!

Super Hero ha detto...

@ Alfredo Casella

Sono sempre io, l'autore dell'articolo.
Sono pienamente d'accordo che se i servizi e i fondi relativi per Roma fossero adeguati a quelli di altre capitali europee, sarebbe molto più facile essere educati e civili in una città pulita e civile.
Infatti io non penserei mai che il romano sia un incivile. Anzi. Penso invece che qualsiasi persona e/o popolo lo diventerebbe se le leggi non ci fossero e/o se ci fossero ma non venissero fatte rispettare (come nel caso di Roma, appunto). Se in Germania o in Svizzera i trasgressori della legge non fossero puniti come avviene nella capitale italiana (e un po' ovunque nel nostro paese) queste due nazioni all'improvviso vedrebbero regnare l'egoismo e l'individualismo più estremi perché là dove tutto è permesso le persone divengono automaticamente degli opportunisti sempre pronti a sgarrare per servire i propri interessi.

Le leggi vanno scritte e poi fatte rispettare da tutti.

Super Hero ha detto...

Ci mancherebbe altro. Se scrivessi una lettera riguardo a Milano, avrei parole ancor più dure, ve lo assicuro. A parte il fatto di non aver neppure menzionato la parola "Milano" nel mio resoconto, non mi sognerei certo di utilizzare il capoluogo lombardo come un qualche punto di riferimento, un qualche "standard", al quale doversi adattare. Per carità, me ne guardo bene. Infatti trovo che, per molti aspetti, Milano appaia ancor più malconcia della capitale e che, laddove anche non la sia, essa non regge certo il confronto con quello scrigno preziosissimo che è appunto la città eterna. È logico che tutte le città del mondo divengono insignificanti quando paragonate a Roma.
Poi ci sono i problemi da me elencati - problemi esistenti anche a Milano dove però divengono molto meno lampanti grazie ad un contesto urbanistico/architettonico già di sé piuttosto mediocre se non di infame bruttezza.

Anonimo ha detto...

Non vedo perché bisogna dare significati che non esistono. Nessuno mette in dubbio la bellezza e la monumentalità della Città Eterna, il suo fascino e la sua attrattiva unica, e questo lo ammetterebbe anche il più integralista dei milanesi.
Tuttavia anche il romano più romano deve ammettere che da almeno un secolo qualsiasi movimento culturale o moda o tendenza italiana è nata a Milano o si è sviluppata a Milano, mentre Roma è sempre rimasta ai margini. Milano a partire dal Dopoguerra è diventata una delle capitali mondiali del costume, del design, (anche se effettivamente ultimamente con un po’ di affanno), ha lanciato stili e prodotti affermatisi in tutto il mondo.
A Roma invece nulla di tutto questo, zero virgola zero qualcosa, rimasta li a crogiolarsi nella tiepida mediocrità di un glorioso passato e dell’essere una capitale di una media potenza; talvolta nel recente passato battuta in innovazione ed in performance persino da città molto più piccole come Torino o Bologna.
Bologna o Torino che comunque hanno come punto di riferimento molto più Milano di Roma, tanto che se Roma è metropoli allora Milano è megalopoli. Dove il Duomo di Milano è il cuore di una ragnatela urbanistica che si espande più o meno fitta ed interconnessa all'intera valle padana fino al mar Ligure ed all'alto mare Adriatico, una delle aree più vivaci e popolose del mondo intero, ed allora si che si potrebbe davvero dire che Milano ha 30 milioni di abitanti. E chi lo afferma, compresi molti seri urbanisti addirittura romani de Roma, non si sbaglierebbe affatto.
D’altra parte il confine comunale è una questione burocratica, non fisica, anche il comune di Parigi o la City di Londra, a questo punto, sarebbero come quartieri di Roma. Che a sua volta, pur con tutti i suoi estesi confini, sarebbe però un quartiere di Delhi o di Shangai.
Ma non è merito dei milanesi, che tra l’altro praticamente non esistono perché Milano è una città di immigrati, ma demerito dei romani. E non solamente perché hanno sempre preferito il ruolo di “clientes” a quello di “cives”; ma soprattutto perché non hanno fatto nulla per togliersi di dosso quell'etichetta, rilanciata tante volte dai film e dalla televisione, (inclusa la romanissima RAI), fatta di volgarità, indolenza e malcostume.
Eppure, tra centri di produzione televisiva e Cinecittà, la capitale aveva a disposizione un faro illuminante; ma le storie d’ambientazione romana che raccontava non sono mai state comprese al di fuori del Grande Raccordo Anulare, ed anzi l’hanno ancora più denigrata.
Per questo, caro signor Super Hero, che è inutile aumentare i finanziamenti a Roma. E’ una realtà limitata, primo perché solo un italiano su 20 abita a Roma e dintorni, e poi perché sprecherebbero le risorse a priori in mille rivoli senza sbocchi.
E crollerebbe pure il turismo, perché in fondo al turista dal nord o dall'estero piace l’idea di una Roma scassata, in rovina, papalina e bigotta, sporca, chiassosa e degradata. Di una Roma efficiente e che assomiglia a Milano non fregherebbe nulla a nessuno.

Anonimo ha detto...

Milano fa 4,5 milioni di abitanti, lo hanno stabilito svariati studi di istituti come SVIMEZ ed EUROSTAT. L'agglomerato urbano e' costituito oltre che dalla citta' metropolitana (ex provincia), dall'intera provincia di Monza e dall'estremita' meridionale della provincia di Varese, con la zona della Malpensa ed il distretto industriale del Sempione. Altre stime sono fantasiose.

Anonimo ha detto...

PARTE I:

In Italia non si trova città più importante della sua stessa capitale. Roma, infatti, è il polo attrattivo, socio-culturale, storico-artistico, di traffico passeggeri aeroportuale e/o ferroviario più importante d'Italia. Allo stesso modo, Roma rimane il centro politico e religioso del paese, nonché la sede di innumerevoli isituti culturali, museali, medici, scientifici, universitari, medici, finanziari e di ricerca del paese.

Roma, come Capitale d'Italia avente un proprio statuto speciale (quello di Roma Capitale) possiede tutte le più importanti sedi internazionali in quanto ad organismi di primo livello.

Tra le innumerevoli ed importantissime organizzazioni che risiedono a Roma, vi si trovano:

137 AMBASCIATE ESTERE

10 ORGANIZZAZIONI DELL'ONU, le prime tre delle quali formano le cosiddette RBA (Rome Based Agencies):
- La sede della FAO - l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura.
- La sede del WFP/PAM – il Programma Alimentare Mondiale.
- La sede del IFAD - il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo.
- La sede di UNHCR/ACNUR – l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
- La sede di UNDESA-HRIC – il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali - Ufficio Risorse Umane per la Cooperazione Internazionale.
- La sede della ILO/OIL – l'Organizzazione Internazionale del Lavoro - Ufficio per l’Italia.
- La sede del GRUPPO BANCA MONDIALE - Ufficio per l’Italia.
- La sede di UNIDO ITPO – l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale, Ufficio per la Promozione Tecnologica e degli Investimenti in Italia.
- La sede di UNICRI - l'Istituto Internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul Crimine e la Giustizia, Ufficio di Roma.
- La sede di UNHRD/WFP - Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite – Ufficio di supporto.

La sede dell'ASSEMBLEA PARLAMENTARE DELL'UNIONE PER IL MEDITERRANEO.

Anonimo ha detto...

PARTE II

Roma rappresenta un caso unico al mondo di città al cui interno si trova uno stato indipendente, la città-stato della CITTÀ DEL VATICANO, sede centrale del Cristianesimo di ben 1,200,000,000 di Cattolici nel mondo.

Nella città eterna sono situate le sedi del PARLAMENTO ITALIANO, della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA e di tutti i vari MINISTERI ITALIANI.

A Roma fu poi fondato l'importantissimo CLUB OF ROME, un organismo globale di grande prestigio.

La capitale italiana fu anche la culla dell'EUROPA UNITA dove, nel 1957, fu creata la CEE.

Una citazione meritano ache i GIOCHI OLIMPICI tenutisi nel 1960 e mai svolti nel capoluogo meneghino il quale non offrirebbe abbastanza spazi e servizi per adempiere a tale ruolo. La lista proseguerebbe all'infinito con tutto ciò che è compreso tra GIULIO CESARE e CINECITTÀ.

L'area metropolitana di Roma è, secondo i dati ISTAT, il Centro Italia in sé poiché la capitale è l'unica metropoli che vi si trovi. Roma è infatti un gigante circondato da piccole briciole urbane che la contornano in tutto il Lazio fino a giungere all'Umbria, all'Abruzzo e al Molise.
Il Lazio tocca i 6,000,000 di abitanti e Roma li contiene tutti - senza contare i non registrati di tutti coloro che vivono e lavorano a Roma, ovvero:

1) gli ambasciatori e i loro famigliari; i vari membri - e i loro famigliari - di tutte le ambasciate, i consolati e i vari Istituti di Cultura presso l'IITALIA e il VATICANO (Roma è, anche in questo caso, l'unica città al mondo ad avere doppi consolati ed ambasciate)
2) coloro che vengono a Roma per motivi religiosi e vi risiedono senza divenire residenti (preti, suore, teologi, studiosi, cardinali, etc)
3) le decine di migliaia di studenti universitari italiani ed esteri NON residenti ufficiali di Roma, ma che ci vivono tutto l'anno
4) i membri (ed i loro famigliari) delle AGENZIE DELLE NAZIONI UNITE A ROMA:

Food and Agriculture Organization of the United Nations
International Fund for Agricultural Development
UN System Network on Rural Development and Food Security
World Food Programme

5) tutti gli immigrati illegali
6) gli studenti e gli insegnanti della NATO Defense College della città militare nel quartiere Cecchignola

Anonimo ha detto...

PARTE III

Con questi, la sola città di Roma arriva a circa 3,100,000 abitanti - Dati presi da "La Quarta Capitale" di Mario Cutrufo:
LA QUARTA CAPITALE

Al momento dell'annessione al Regno d'Italia il territorio comunale era vastissimo: oltre 213mila ettari, comprendendo gli attuali comuni di Fiumicino, Pomezia e Ardea. La stragrande maggioranza della superficie era agricola e poco abitata: dal censimento del 1871 si evince che ben il 95% della popolazione viveva nei rioni storici all'interno delle Mura Aureliane in una superficie di circa 1.400 ettari. Dai 213.633 abitanti residenti del 1871 si è passati all'oltre mezzo milione del 1911. Da allora l'aumento della popolazione è stato costante e, in determinati periodi (nel primo e nel secondo dopoguerra), addirittura dirompente, tanto che la densità abitativa è passata dai 200 abitanti per chilometro quadrato nel 1901 a quasi 2000 abitanti per chilometro quadrato nel 2001: nel 1936 i residenti hanno superato il milione (1.155.722), nel 1961 i due milioni (2.188.160), nel 1981 hanno raggiunto i 2.873.800. Se negli ultimi 20 anni l'evoluzione demografica ha fatto registrare alti e bassi (come nel 1992 a seguito della nascita, nel territorio della fino ad allora XIV Circoscrizione di Roma, del Comune di Fiumicino), dal 2005 ad oggi la popolazione romana residente è cresciuta quasi del 2%.

Attualmente con 2.864.519 abitanti (residenti iscritti nel Registro dell'Anagrafe a giugno 2010) Roma è di gran lunga la città più popolosa d'Italia e da sola rappresenta il 48% della popolazione della Regione Lazio.

Confrontandola con quelle delle maggiori città italiane, la popolazione residente a Roma è pari a più del doppio di quella di Milano e a circa tre volte quella di Napoli.

A livello europeo, è la quarta città più popolosa dopo Londra, Berlino e Madrid.

Anche a livello di superficie territoriale, con i suoi 1.285 km², il Comune di Roma è il più grande d'Italia e la sua estensione è maggiore della somma delle superfici di 9 tra le più importanti città italiane: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari. In particolare Roma è estesa sette volte Milano e circa 11 volte Napoli.

Anche i diciannove Municipi in cui è suddiviso a livello amministrativo il Comune di Roma sono particolarmente estesi, tanto che alcuni hanno una superficie pari ad alcune città italiane come Milano (il XII Municipio), Torino (il XIX), Napoli (l'VIII) e Palermo (il XIII).

In Europa, il Comune di Roma è per estensione secondo solo al Greater London Authority ed è equivalente alla somma di nove tra le maggiori capitali europee: Amsterdam, Atene, Berna, Bruxelles, Copenhagen, Dublino, Lisbona, Parigi e Vienna.

La Città Metropolitana di Roma è la più popolosa in Italia con ben 4,355,725. La sua popolazione corrisponde alla somma delle popolazioni della Città Metropolitana di Milano e della Città Metropolitana di Catania.

Roma ha la più alta concentrazione di beni storico-artistici, architettonici ed archeologici al mondo, ovvero il 16% dell'intero patrimonio mondiale. Questo significa che all'interno della città di Roma vi si trova oltre un-sesto dell'intera eredità storica-artistica-archeologica-monumentale presente nell'intero pianeta.

Ha il più grande numero di ville storiche, ovvero ben 42.

È la città più verde in Italia e la settima al mondo con 166,47 metri quadri di verde pro capite (Green Cities Index 2018).

È la prima città in Italia per numero di metri quadrati di riserve naturali pro capite (135 metri quadri) e la seconda al mondo dopo Reykjavik.

È la prima città in Italia per numero di turisti con 9,703,200 arrivi nel 2018.

Anonimo ha detto...

PARTE IV

È il primo polo agroalimentare al mondo in quanto sede delle principali organizzazioni delle Nazioni Unite che si occupano di sicurezza alimentare, agricoltura e sviluppo sostenibile come l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Possiede il Centro Agroalimentare più grande in Europa con 140 ettari di superficie dei quali 12 sono coperti.

Possiede il centro storico più vasto in Italia e in Europa con ben 19,91 km² di superficie.

Con quasi 1,000 chiese sparse sul suo intero territorio, Roma è la città dotata del maggior numero di chiese al mondo.

Gli studi di Cinecittà sono i più grandi di tutta Europa con i loro 400,000 metri quadri di superficie (99 acri).

Il centro storico di Roma, che nel 1980 fu riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, possiede oltre 25.000 punti di interesse storico, ambientale e archeologico censiti dalla Carta della Qualità: in virtù di ciò Roma risulta essere la città con la più alta concentrazione di monumenti al mondo.

Con 7,400,000 visitatori nel 2018, il Colosseo è il monumento più desiderato del mondo e quello che incassa il maggior numero di prenotazioni. Secondo Trip Advisor l'Anfiteatro Flavio è incoronato con la prima posizione come luogo più ambito dai viaggiatori e turisti dei cinque continenti. Seguono in ordine i Musei Vaticani, la Statua della Libertà, il Museo del Louvre, la Torre Eiffel, la Sagrada Familia, il Golden Gate Bridge, Stonehenge ad Amesbury, la Reggia di Versailles ed il Canal Grande di Venezia.

Con oltre 2,000,000 di visitatori all'anno, l'Auditorium Città della Musica è il centro culturale polifunzionale più visitato in Italia e il secondo al mondo solo dopo il Lincoln Center di New York.

È la città italiana con il maggior numero di scuole per l'infanzia, primarie, secondarie di I e II grado.

È il primo polo universitario italiano sia per numero di atenei (22 tra statali e privati e 24 atenei pontifici) che di iscritti (228.075 nell'anno accademico 2009-2010).

È dotata della rete stradale più vasta d'Italia e d'Europa con circa 6,000 km di lunghezza.

Ha il più alto numero d'Italia di veicoli circolanti sul suo territorio, oltre 2.800.000 tra autovetture e motocicli.

Possiede la più estesa rete ferroviaria metropolitana in Italia con 2,298 Km di lunghezza suddivisa in 8 Linee FL, 3 Ferrovie Ex-Concesse e 3 linee metropolitane.

È pure il principale snodo ferroviario della penisola.

La Stazione Termini è la più trafficata in Italia e la quinta in Europa con 150,000,000 di passeggeri annui.

L'aeroporto Leonardo Da Vinci è il più grande e trafficato aeroporto italiano con 43,000,000 di passeggeri annui.

Sommando i pendolari giornalieri, gli arrivi complessivi, per turismo o lavoro, con aereo, navi e treni, i parlamentari, il personale diplomatico e quello degli organismi internazionali, i militari, i religiosi, gli stranieri e i senza fissa dimora non censiti si calcola che Roma ospiti giornalmente un milione di persone in più oltre ai residenti, per un totale di quasi quattro milioni di persone (4,000,000 di persone).

Anonimo ha detto...

PARTE V

Milano invece presenta un caso diverso. Di esigue dimensioni sia come città, rappresenta uno dei tanti centri facenti parte di una conurbazione di circa 3,000,000 milioni di abitanti. La città è infatti dislocata nell'area "periferica" della stessa conurbazione, per l'esattezza al suo limite meridionale dove ne delinea i confini con la Pianura Padana. Milano è infatti circondata dai grandi vuoti della campagna padana su ben tre versanti (solo a nord si collega col resto della conurbazione multicentrica, anche se con continue interruzioni del tessuto urbano causate dai vuoti dei campi della campagna).
Infatti, osservando le immagini satellitari, si nota chiaramente che il vero centro geografico della conurbazione è NOVA MILANESE: un paesino totalmente separato da Milano per via dei tantissimi terreni agricoli, ma che dimostra proprio come quest'area della Lombardia (a medio-bassa densità abitativa) non sia per nulla cresciuta grazie/o attorno a Milano - conseguentemente, privando Milano di un' area metropolitana propria in ogni suo significato.

Come puo' Milano possedere un'area metropolitana se ad est, ad ovest e, specialmente, a sud, la città finisce immediatamente in quel solito nulla rappresentato dai campi agricoli della Pianura Padana?
E poi è ridicolo parlare di Milano come una grande città quando il suo diametro è, in media, di 6-7 chilometri totali. ROMA è ben 7 volte Milano.
Infatti, 1285Kmq:181Kmq=7

Pure la "conurbazione "Sesto S. Giovanni-Monza-Brianza-Saronno-Giussano-Milano-Como-Lecco-Bergamo-Rho-Cinisello Balsamo" rimane sempre piccola. Oltre a questa, non vi è una vera "area metropolitana di Milano" poiché Milano rimane al limite sud della conurbazione sopra citata. Milano è solo uno dei tanti centri/paesotti che formano un'area mista fra urbanizzato e rurale.

Le dimensioni esigue del capoluogo lombardo non la mettono in competizione con le grandi metropoli come Roma, Londra, Parigi, New York, Mosca, Madrid o Berlino. Anche sotto il punto di vista della popolazione Milano arriva a malapena a 1.3 milioni di abitanti, mentre la conurbazione raggiunge solo i 2,900,000 abitanti.

Si potrebbe proseguire per ore ed ore, ma il punot rimane saldo nel fatto che Roma sia la capitale italiana, ovvero il centro politico, economico e geografico del paese le cui dimensioni - in termini di popolazione e di territorio - rimangono irraggiungibili a livello nazionale.

Unknown ha detto...

E sticazzi?

Anonimo ha detto...

Commento un pochino volgare ma azzeccato.

Anonimo ha detto...

@ Febbraio 13 10:01

Ma quante cazzate scrive questo sfigato di Milano? Leggi un po' qui!

[.....Bologna o Torino che comunque hanno come punto di riferimento molto più Milano di Roma, tanto che se Roma è metropoli allora Milano è megalopoli. Dove il Duomo di Milano è il cuore di una ragnatela urbanistica che si espande più o meno fitta ed interconnessa all'intera valle padana fino al mar Ligure ed all'alto mare Adriatico, una delle aree più vivaci e popolose del mondo intero, ed allora si che si potrebbe davvero dire che Milano ha 30 milioni di abitanti. E chi lo afferma, compresi molti seri urbanisti addirittura romani de Roma, non si sbaglierebbe affatto....]

Ma di che droga ti sei fatto? Adesso Milano farebbe 30 milioni di abitanti...e Firenze scommetto ne faccia sui 23 milioni. Poi in ordine arrivano Venezia e Sondrio, rispettivamente con 19 milioni e 17 milioni di residenti. Dopodiché troviamo Asti, la più grande metropoli d'Europa con ben 54 milioni di abitanti e poi.....dopo 9305 giganti e non arriva Roma...in ultima posizione con 13 abitanti in tutto (...aspetta...uno sta morendo in ospedale in questo momento, quindi domani saremo in 11).
Fatte dì 'na cosetta: ma chi sono i seri urbanisti di cui manco citi i nomignoli? Saranno mica di tua pura invenzione? Li sono, vero? E certo. Ma infatti pensavo 'ma chi è che si sognerebbe mai di sparare tante cazzate megagalattiche tutte messe insieme quando Milano conta un milioncino di abitanti in città e forse il doppio con la sua area urbana/metropolitana?

Bene. Adesso le cose sono un po' più chiare.

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