Sgomberare Casa Pound subito! A Roma NON esiste alcuna emergenza abitativa

29 gennaio 2019
Oggi l'Assemblea Capitolina ha approvato con tutti voti positivi salvo 4 imbarazzanti consiglieri di destra e leghisti una mozione (che vale quel che vale una mozione, dunque potenzialmente molto molto poco) sullo sgombero di Casa Pound.
Speriamo che ora ci si muova per davvero: sciò!

In questi giorni si sta ad esempio sgomberando il palazzo vergognosamente occupato a Via Carlo Felice, bene. Ma lo sgombero non deve restare l'unico. Deve partire una serie di sgomberi per riportare la legalità in città in maniera integerrima. Lo schifo inquietante delle occupazioni a Roma è prosperato negli ultimi anni con la scusa e dietro l'invenzione costruita della "emergenza abitativa". Ma si tratta di un plateale raggiro.

Se hai le possibilità economiche di vivere a Roma, sei benvenuto a Roma. Se hai modo di accedere alle case popolari, sei benvenuto nelle case popolari. Se hai dei parenti e non riesci a pagarti l'affitto, vivi dai parenti come fanno migliaia di persone che rifiutano di rivolgersi all'illegalità e al mercato nero degli appartamento.
Se invece non riesci a vivere in centro, vai a vivere in estrema periferia o addirittura nell'hinterland come TANTISSIMA GENTE ONESTA che vive a Gaeta, a Pomezia, a Carsoli, a Cerveteri, a Viterbo (o altri luoghi dove gli affitti sono irrisori) e ogni giorno pendola in città prendendo il treno al mattino presto e tornando la sera verso l'ora di cena dopo il lavoro. Una cosa che a detta di queste finte associazioni benefiche che operano in nome del diritto alla casa appare come una violazione dei diritti umani, una violazione che però è la normalità per svariate centinaia di migliaia di persone che ogni mattina si mettono sul treno a Latina, a Caserta, a Terni e vengono a lavorare a Roma. Potrebbero anche loro prendere con la forza un appartamento a Via Carlo Felice, a Piazzale delle Province, a Via Santa Croce in Gerusalemme o a Piazza Vittorio senza pagare nulla e vivendo alle spalle della società, ma non lo fanno.

A questa gente che si sacrifica ogni giorno stando nella legalità dobbiamo il ripristino della civiltà negli immobili occupati illegalmente nella capitale. Questa gente non solo lavora e fatica il doppio per mantenere anche i paraculi che occupano, ma è costretta anche a pagare direttamente di tasca propria questa situazione incresciosa. I proprietari degli immobili occupati, infatti, stanno maturando il diritto di chiedere allo stato dei cospicui risarcimenti: tu non hai sgomberato? Tu non mi hai tutelato con le forze dell'ordine che io da taxpayer pago profumatamente? Tu, stato, te ne sei inpippato di ripristinare la legalità sperando di poter risolvere problemi di ordine pubblico servendoti del mio immobile? Bene, ora mi paghi. Ma i soldi dello stato sono soldi di tutti noi. I soldi che lo stato dovrà restituire ai proprietari sono soldi tolti ai servizi, agli asili nido, agli ospedali, all'assistenza degli anziani e ai trasporti pubblici proprio di quei cittadini onesti che si spaccano la schiena ogni giorno per comportarsi in maniera retta. Questo è semplicemente inaccettabile. Questo significa mettere gli uni contro gli altri i cittadini onesti che si impegnano a comportarsi seriamente con i cittadini furbi che si impegnano a trovare le falle del sistema per profittarsene. E' una guerra civile nella quale lo stato si mette dalla parte dei cattivi facendo finta di considerare i cattivi dei bisognosi: ebbene non è così, non è quasi mai così.

Al netto di alcuni casi di disagio circoscritti e agevolmente gestibili grazie a Ater e servizi sociali, NON ESISTE EMERGENZA ABITATIVA A ROMA. Si tratta appunto di un disagio indotto, di una narrazione pura e semplice, di una invenzione dei gruppi di potere che utilizzano questa scusa per gestire consenso e sacche di ricatto sulle quale da anni indaga la magistratura. E' un racket che sfrutta persone in difficoltà che in altre città, in luogo di essere sfruttate, si sarebbero organizzate diversamente. Appunto andando a vivere un po' fuori e smettendo di essere ostaggi (ostaggi!) di gruppi criminali indifferentemente di destra e di sinistra.

Purtroppo Roma è un mero paesone da 3 milioni scarsi di abitanti, non ha un mercato immobiliare fuori controllo come le grandi capitali della finanza (Londra) o le città che generano Pil considerevoli (Parigi) e non è manco lontanamente appetibile a compratori, investitori internazionali e speculatori immobiliari come Milano. Ne consegue che il mercato degli affitti è del tutto gestibile per chi lavora, per i tanti invece che guadagnano poco è sufficiente spostarsi fuori dai quartieri più centrali per poter affrontare i costi, ed è quello che tutti fanno anche se sarebbe più comodo abitare a pochi metri dalla stazione Termini come i dritti di Casa Pound o di fronte agli scintillanti parchi del Laterano come i paraguru di Action. Se poi prendete un compasso e fate la circonferenza dei luoghi raggiungibili con un'ora o un'ora e mezza di treno (NON TRE ORE!) scoprirete località dove il costo degli affitti è semplicemente irrisorio. Irrisorio. In virtù di questo parlare di emergenza abitativa serve solo a strumentalizzare il disagio e insultare chi di fronte alle difficoltà si industria invece di lamentarsi.

Non esiste una emergenza casa ma esiste eccome una enorme emergenza legalità che tiene alla larga investimenti e investitori. Gli stessi investimenti che potrebbero dare risposte immediate e risolutive a chi oggi non si può permettere una abitazione dignitosa. Se solo la metà degli edifici occupati fossero rimessi sul mercato con seri progetti di riqualificazione urbana e rigenerazione, i posti di lavoro che si genererebbero (e gli oneri che il Comune potrebbe incamerare, poi direzionandoli all'assistenza dei più bisognosi) doppierebbero il numero di cittadini in eventuale difficoltà abitativa. Rendiamoci conto che follia surreale che è stata creata dalla pessima politica per giustificare l'esistenza di quelle che sono in tutta chiarezza mafiette romane da scalzare e stroncare quanto prima. Aiutateci. Non solo con le mozioni...

13 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Concordo che non esiste nessuna emergenza abitativa, ma il diritto alla casa è un diritto che va tutelato NELLA PROPRIA CITTA' (non nella propria regione!): ogni comune lo deve garantire per i residenti del proprio territorio.

Anonimo ha detto...

@anonimo del 29gen 6pm: lo deve garantire? in base a quali risorse? In base a quali regole? Chi decide qual'è la TUA città? Se c'è disponibilità di case popolari bene, altrimenti mettiti in fila come altre migliaia di persone. PUNTO

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Anonimo ha detto...

Pensate ai zingari prima.
Non fate i soliti communisti.
Ci sono molti soldi buttati ad esempio per i partigiani ma a cosa servono le associazioni dei partigiani ormai rimane solo qualche vecchietto rimbambito di quelle persone.
Casapound ha tutto il diritto di restare dove sta se prima non sgomberate tutti gli stranieri dalle loro case abusive,spesso sottratte con la forza a poveri cittadini che gli spetta la popolare.
Pensa ai casamonica che si sono messi in lista per la casa popolare e lascia perdere articoli contro chi fa del bene agli italiani.
Ricordiamo che siamo un paese Europeo ma si chiama ITALIA

Anonimo ha detto...

Non è "chi fa del bene agli italiani", sono semplicemente ladri. E il paese è in difficoltà perché è pieno di delinquenti, di ladri come quelli di casapound, di mafiosi come gli italiani casamonica o spada, esattamente quanto di ladri rumeni o polacchi o di mafiosi nigeriani. Non c'è una precedenza per nessuno. Se proprio vi piace il salviniano "prima gli italiani" allora si sbattano in galera prima i criminali italiani, come quelli che rubano palazzi e c'attaccano la scritta sopra.

Anonimo ha detto...

Sono certo che la destra romana vorrà dare buon esempio di onestà e di rispetto per le leggi, abbandonando l'immobile abusivamente occupato. A Via delle Terme di Traiano non hanno battuto ciglio e hanno lasciato il rudere che occupavano da anni. Vero ?

antifascista tonelliano ha detto...

ma taci.

Gianni ha detto...

Casapound ha tutto il diritto di restare dove sta se prima non sgomberate tutti gli stranieri dalle loro case abusive.

Unknown ha detto...

Mi spiace ma sta partendo la derattizzazione, dovranno tornare nei tombini

Uno di Milano ha detto...

Gianni vai a cagher... da Milano. Idiota!

Lele ha detto...

E' vero che le situazioni di illegalità vadano debellate. E' altrettanto vero però che una metropoli occidentale, al passo con le migliori politiche pubbliche urbane contemoporanee, potenzialmente ricca di risorse come Roma, debba essere in grado di mettere in piedi delle politiche abitative adeguate, dando la possibilità a chi vuole abitarci di poterci abitare, anche nelle zone centrali o più ricche. Regolazione degli affitti: assente. Programmi di costruzione di case popolari: assenti. Freno al fenomeno predatorio dell'airbinbismo: assente. Politica incentivante all'inclusione di quote di edilizia pubblica o housing sociale nelle trasformazioni urbane promosse da privati: assente. Se la Roma auspicata da RFS è quella di una città che esclude, non è una Roma nella quale mi piacerebbe vivere, perchè sarebbe una Roma che sostituisce il male (le occupazioni) con il peggio (la ghettizzazione delle povertà).

Anonimo ha detto...

È dal 1943 che l’Italia s’è messa dalla parte dei banditi, non vedo dove sta la novità

samaher ha detto...


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geometry dash ha detto...

In questi giorni si sta ad esempio sgomberando il palazzo vergognosamente occupato a Via Carlo Felice, bene. Ma lo sgombero non deve restare l'unico. Deve partire una serie di sgomberi per riportare la legalità in città in maniera integerrima. Lo schifo inquietante delle occupazioni a Roma è prosperato negli ultimi anni con la scusa e dietro l'invenzione costruita della "emergenza abitativa". Ma si tratta di un plateale raggiro.

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