Roma è una città finanziariamente fallita. Qui vi spieghiamo come ce lo nascondono

11 gennaio 2019

Come in un puzzle, guardando le singole tesserine non si coglie il disegno complessivo, ma collegandole una all’altra i contorni si chiarificano ed appare, passo dopo passo, l’immagine complessiva del quadro.
Le tesserine, fatte di personaggi, di norme di legge, di eventi e di fatti, si sono succedute nel tempo ed ora il disegno si è composto. Enumeriamole insieme, per renderle maggiormente riconoscibili.

·        Testo Unico Enti Locali – Decreto legislativo 18 agosto n° 267 (ed una serie di leggi collegate, non sempre di chiara interpretazione), che contiene delle norme che riguardano i comuni che hanno bilanci dissestati. Questa legge prevede molte limitazioni all’agibilità dell’amministrazione in tema di assunzioni di personale, di pagamenti di fornitori di beni e servizi, eccetera. Ma soprattutto l’articolo 141, lettera c), prescrive che il consiglio comunale può essere sciolto nel caso in cui il bilancio non sia stato approvato nei termini di legge.

·        Carla Maria Raineri, magistrato, nominata dalla sindaca Raggi capo di gabinetto, dopo che aveva rivestito l’incarico di capo dell’anticorruzione del Comune di Roma, su designazione del Commissario Tronca.

·         Marcello Minenna, primo assessore al bilancio della giunta Raggi. Curriculum di tutto rispetto. Profilo professionale suggerito dall’ex capo di gabinetto Carla Maria Raineri.

·         Andrea Mazzillo, dottore commercialista, grillino, assessore al bilancio nominato in sostituzione del dottor Minenna, sul cui curriculum vi furono polemiche. Presentò dimissioni “spintanee”, a seguito di polemiche e contrasti con la sindaca Raggi dopo che aveva osato dire a Sergio Rizzo di Repubblica che «Qui serve una svolta, continuando così andiamo a sbattere. Va a sbattere tutta la città».   Successivamente escluso dalle parlamentarie del M5S. Praticamente epurato dal M5S.

·         Gianni Lemmetti, assessore al bilancio della giunta Raggi: nell’ambito della sua professione ha maturato esperienze nella gestione degli Enti non Commerciali di tipo professionale, culturale e sportivo. Ha fatto anche il cassiere alla discoteca Seven Apples. Grillino doc ritenuto più ortodosso del dottor Mazzillo, proveniente dal Comune di Livorno, giunta Nogarin. Dalla sua l’esperienza del concordato preventivo della Aamps, azienda partecipata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti del Comune di Livorno. Chiamato a Roma forse proprio per gestire il concordato preventivo dell’ATAC.

·         Armando Brandolese, amministratore unico di ATAC, dimessosi a seguito delle dimissioni del capo di gabinetto, dottoressa Raineri, a causa delle ingerenze dell’assessore, da lui ritenute inaccettabili.

·         Marco Rettigheri, ex direttore generale ATAC, dimessosi i primi di settembre del 2016 a seguito delle dimissioni del capo di gabinetto della sindaca, Raineri e dell’amministratore unico, Brandolese, con le stesse motivazioni.

·         Il credito di circa 500 milioni di euro che il Comune vanta nei confronti dell’ATAC e che, se svalutato, come avrebbe dovuto essere svalutato, avrebbe determinato il dissesto finanziario del Comune, paralizzando l’amministrazione grillina.

·         Alessandro Solidoro, noto commercialista milanese, anch’egli con un curriculum professionale di prima fascia, suggerito dalla dottoressa Carla Maria Raineri, primo amministratore unico di AMA sotto la giunta Raggi, dimessosi anche lui ai primi di settembre del 2016 a seguito delle dimissioni della sua sponsor.

·         Stefano Fermante, ex ragioniere generale del Comune di Roma, dimessosi dalla carica a fine settembre 2016, dopo aver consegnato alla sindaca Raggi una relazione di venti pagine sullo stato delle finanze capitoline dopo aver confidato ai suoi collaboratori di non avere un indirizzo politico, essendosi l’assessore al bilancio dimessosi dal 1° settembre, e di non poter sopportare da solo le enormi responsabilità derivanti dal suo incarico.

·         L’OREF (l’organo di revisione economica e finanziaria del Comune di Roma). È costituito da tre professionisti indipendenti (il presidente, dottoressa Federica Tiezzi, ed i componenti, dottor Marco Raponi e dottor Carlo Delle Cese). I suoi componenti restano in carica per tre anni e sono indicati con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina, ma questi sono stati nominati dal Commissario Straordinario con delibera del 12 febbraio 2016, a seguito dell’estrazione a sorte tra i nominativi inseriti in un elenco dei Revisori degli Enti Locali tenuto dal Ministero dell’Interno, svoltasi il 20 gennaio 2016. Sono quindi svincolati dal potere politico ed esprimono i loro pareri sulla base delle leggi e delle norme tecniche e di comportamento dettate dagli organismi internazionali che regolamentano l’attività revisione contabile.

***
L’OREF così costituito, con relazione del 28 settembre del 2017, non approva il bilancio consuntivo consolidato del Comune di Roma dell’anno 2016, esprimendo un giudizio di non veridicità della reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo.
Ciò malgrado la giunta capitolina, con delibera del 29 settembre 2017, lo approva (fatto più unico che raro in presenza di un parere negativo!). L’assessore ortodosso Lemmetti, che aveva risposto con controdeduzioni alla relazione dell’OREF, balbettando qualcosa di imbarazzante circa la mancata riconciliazione dei saldi debiti/crediti tra il Comune e le partecipate,  dichiarò:
“Il Bilancio Consolidato 2016 ci fornisce una rappresentazione veritiera e corretta dello stato del Gruppo Roma Capitale. Non produce effetti sui conti già approvati dell’ente o delle società, ma contribuisce a migliorare l’attività di monitoraggio nei confronti delle partecipate ed è quindi uno strumento importantissimo per fondare le decisioni da assumere per la loro riorganizzazione. Non a caso verrà approvato parallelamente al Piano di riordino e razionalizzazione delle partecipate già varato da questa amministrazione”“


L’assessore al bilancio Lemmetti dichiarò infine che l’OREF fa politica! I revisori indipendenti dell’OREF! Lui no eh! Ma andiamo avanti.
In data 22 febbraio 2018 l’Organo di Revisione, dopo alcune rettifiche apportate al bilancio, emise un nuovo giudizio sul bilancio. In particolare dichiarò che “i dati esposti nel bilancio consolidato dell’esercizio 2016, salvo le riserve espresse circa la riconciliazione dei saldi diretti tra AMA SPA e ATAC Spa, rappresentino l’aggregazione delle risultanze dei conti economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo Amministrazione Pubblica di Roma Capitolina”.
Il 26 aprile del 2018 l’OREF raccomandava di accelerare le procedure di riconciliazione dei saldi con le società partecipate. In pratica, ad esempio, se nel bilancio dell’AMA risulta un credito nei confronti dell’amministrazione comunale di 1.000, nel bilancio del Comune deve risultare un debito di 1.000 verso l’AMA. Se così non è, le risultanze contabili di uno sono contestate dall’altro e viceversa.
La questione non è di poco conto: se l’AMA ha in bilancio un consistente credito verso il Campidoglio e il Campidoglio lo riconosce in misura molto inferiore, i casi sono due: o ha ragione uno o l’altro e, conseguentemente, una delle due parti deve procedere ad una svalutazione del credito nel proprio bilancio, aprendo un’altra falla nei conti che ha conseguenze devastanti, considerati gli importi in gioco.

Dalla relazione dell’OREF al bilancio 2017 si legge:
·         a seguito delle operazioni di riconciliazione tra Roma Capitale e AMA, permangono ancora le criticità sulla corrispondenza dei rispettivi saldi di bilancio tanto da avere determinato la necessità di una riformulazione del progetto di bilancio da parte del cda di AMA SpA;
·         la mancata approvazione del bilancio AMA 2017 da parte del socio unico Roma Capitale alla data odierna non consente di valutare l’impatto sul patrimonio del Gruppo Amministrazione Pubblica.
Ma non solamente per questo motivo i revisori non hanno espresso una relazione positiva all’approvazione del bilancio. L’Organo di controllo ha fortemente criticato l’esclusione dall’area di consolidamento (in altre parole, l’esclusione di alcune società sovra indebitate dal bilancio consolidato) di ROMA METROPOLITANE e di FARMACAP, dichiarando che la deliberazione della Giunta Capitolina n° 161 del 9 agosto 2018 era illegittima, perché adottata in violazione del Decreto Legislativo n° 118/2011.

Per la cronaca, ROMA METROPOLITANE non ha ancora approvato i bilanci del 2015, 2016 e 2017.
Da notizie di stampa risalenti al luglio 2018,  la Procura di Roma ha chiuso le indagini relative all’appalto per la realizzazione della Metro C e sono in 25 a rischiare il processo per reati che vanno dalla truffa (per 320 milioni di euro) alla corruzione e al falso.  Possiamo comprendere le ragioni per cui l’amministrazione M5S (a colpi di maggioranza) ha adottato la delibera di esclusione della società dal perimetro del consolidamento del bilancio in violazione della legge.

Farmacap ha il bilancio 2015 in attesa di approvazione da parte dell’assemblea capitolina. È stato solamente approvato dall’ex Commissario Straordinario “Salvo eventuali e successive verifiche da parte degli organi di controllo”. Da quel bilancio risultano debiti per oltre 22 milioni di euro a fronte dei quali dichiara crediti verso clienti per 7 milioni di euro e crediti verso controllanti per 2,3 milioni di euro circa, più le rimanenze di magazzino per quasi 5 milioni di euro ed altri crediti di difficile pronta esigibilità, come i crediti per imposte anticipate per oltre 3,7 milioni circa.
Non si hanno tracce dei bilanci 2016 e 2017 e della reale situazione patrimoniale e finanziaria.
Per la vicenda FARMACAP la Procura di Roma, ai primi di maggio del 2018, ha chiesto il processo per il suo commissario straordinario, Angelo Stefanori. Quest’ultimo, nominato dalla giunta Capitolina di Virginia Raggi, è indagato con l’accusa di calunnia e minacce perpetrate ai danni dell’ex dg, Simona Laing. Lo scontro tra i due risale a febbraio 2017 quando proprio Stefanori silura la Laing accusandola, con una serie di denunce in procura, di aver favorito nell’assegnazione di un appalto della municipalizzata delle case farmaceutiche. Ma non solo. Stefanori contestava alla Laing di aver di fatto «falsificato» il bilancio di Farmacap per farlo figurare in attivo. Secondo Stefanori dunque l’ex dg sarebbe colpevole dei reati di corruzione e turbativa d’asta. Ma dalle indagini dei carabinieri dei Nas, coordinate dall’aggiunto Paolo Ielo e dal PM Nadia Plastina, emerge un’altra verità: nessuna mazzetta, nessuna alterazione di bilancio e un lavoro trasparente da parte della Laing. Stefanori è dunque ora accusato del reato di calunnia e, da ieri, ufficialmente rinviato a giudizio!


***

Peraltro l’esclusione del bilancio dell’ATAC dal perimetro del consolidamento consente (legalmente) di non inserire l’indebitamento dell’azienda nel consolidato del Comune di Roma. Il credito del Comune di Roma verso ATAC è di circa 500 milioni di euro ed il piano concordatario prevede che sarà soddisfatto per ultimo, cioè dopo il pagamento dei creditori chirografari. La manovra da mesi è vista con diffidenza dal ragioniere generale, Luigi Botteghi (proveniente dalla Ragineria del Comune di Rimini e voluto dalla Raggi), che a gennaio aveva sottolineato il rischio di “riflessi contabili sul bilancio di Roma Capitale” e che “in tal modo si riduce ancora più la probabilità, già minimale, di recupero almeno parziale dell’ingente massa creditoria”.
L’OREF emette la stessa relazione negativa per il bilancio 2017. Il motivo fondamentale è che nell’area di consolidamento del bilancio non sono state inserite tre società super indebitate: Lemmetti (l’ortodosso) dichiara alla stampa di non comprendere le ragioni dell’OREF. Il bilancio 2017 viene approvato malgrado la relazione negativa dell’OREF, e se ne può comprendere la ragione, poiché sulla giunta pende il Testo Unico sugli Enti Locali, con le sue previsioni in caso di bilanci dissestato e di commissariamento.
Quali sono le conclusioni alle quali si perviene? Collegate le tessere del puzzle emerge che col giochino (di dubbia legalità) di escludere società ultra indebitate, delle quali non si conosce neppure l’effettivo ammontare delle passività, dal perimetro del bilancio consolidato e dell’esclusione (legale – perché in concordato preventivo) del bilancio ATAC, che ha consentito al Comune di non svalutare il proprio credito nei confronti dell’azienda dei trasporti, è stata celata la reale consistenza patrimoniale e finanziaria del comune di Roma, per sottrarsi alle procedure previste dalla legge nei casi di dissesto, che possono condurre sino allo scioglimento della Giunta ed al  commissariamento del Comune di Roma.

Il concordato preventivo dell’ATAC, ammesso che sarà adempiuto nei termini che esso prevede (in caso contrario la dichiarazione di fallimento per risoluzione per inadempimento è un automatismo previsto dalla legge fallimentare) ha l’effetto di salvare la giunta Raggi. Che sarà adempiuto verso i creditori e che il Comune incasserà il credito di oltre 500 milioni dall’ATAC, anche se tra 25 – 30 anni, non ci crede nessuna persona ragionevole.

Roma è in dissesto finanziario: questo lo dicono, se non bastasse girare per la città e vedere in che stato è ridotta, le manovre per nasconderlo ed i molti fallimenti di imprese che hanno svolto appalti per il Comune e non sono state pagate. Ma il dissesto finanziario non si può e non si deve ammettere, violando la legge alla faccia dell’onestà sbandierata sui blog e sui social, perché il Testo Unico sugli Enti Locali prevede conseguenze che per la giunta e per il movimento sarebbero gravissime.
Le conclusioni politiche sono persino più gravi. Il M5S, che aveva fatto della legalità la propria bandiera, incaricando inizialmente personaggi di alto profilo professionale che avevano creduto alle intenzioni della Raggi & C., se ne è disfatto quando questi hanno messo la legge avanti a tutto.
Il M5S si è trasformato in una setta esclusiva che ammette solamente chi è fedele alla linea e demonizza chi, al proprio interno, resta fedele proprio ai principi fondanti del movimento.
Non sono come gli altri, sono peggio di chi li ha preceduti, perché la setta prevede il plagio dei propri adepti e la demonizzazione di chi ne esce e l’esclusione da ogni incarico di chi non si conforma alla linea. Siamo amministrati da gente molto, molto pericolosa. E lo dicono le disamine tecniche prima ancora che le constatazioni politiche o di buon senso.

32 commenti | dì la tua:

SF ha detto...

Il M5S si è trasformato in una setta esclusiva che ammette solamente chi è fedele alla linea e demonizza chi, al proprio interno, resta fedele proprio ai principi fondanti del movimento.
Non sono come gli altri, sono peggio di chi li ha preceduti, perché la setta prevede il plagio dei propri adepti e la demonizzazione di chi ne esce e l’esclusione da ogni incarico di chi non si conforma alla linea. Siamo amministrati da gente molto, molto pericolosa. E lo dicono le disamine tecniche prima ancora che le constatazioni politiche o di buon senso.

e ve ne accorgete solo adesso?

Anonimo ha detto...

Fra i commenti al precedente articolo ne risaltava uno che stigmatizzava l'accostamento fra una città (Roma, ovviamente) e "un'azienda", sostenendo che la politica è una cosa, "il mercato" è altro.

Questo post spiega abbastanza bene perché non è vero; spiega cioè perché una realtà straordinariamente complessa, come Roma Capitale, debba operare ed essere organizzata secondo criteri "economici", che non vuol dire "spendere poco", bensì allocare le risorse razionalmente e seguire procedure contabili corrette.

Se così non è, e se cioè la "politica" pretende di distorcere l'economia, la contabilità ed in ultima analisi la legge, il risultato non è il trionfo "del popolo", come pretendono di dire, bensì al contrario la preservazione della casta, rappresentata oggi dai politicanti in carica, che così facendo restano al potere, malgrado la legge ne prevede la decadenza, proprio per il dissesto economico che stanno occultando.

Rispettare le leggi, e le regole della corretta ed economica gestione, è il presupposto per una democrazia reale.

luca ha detto...

Nascondere delle cose a volte fa bene.
Se ammettono di essere a capo di una città fallita non avremmo nessun vantaggio anzi...
Quindi i governi devono dire che le cose vanno bene anche quando vanni male altrimenti si creano le crisi ovvero persone che causa sfiducia nel futuro non spendono e non spendendo non fanno girare l'economia e così va tutto a picco.
In una città che va male non può permettersi di dire che va male altrimenti all'estero potrebbero pensare che é meno sicura di come lo é oggi e quindi perdere il turismo e se la città va male alcuni benestanti che la abitano potrebbero pensare di andare a Milano facendo diventare Roma quello che era nei primi anni 40-50 un enorme borgata fatta di case di lamiera

Anonimo ha detto...

A Roma si rischia di finire come in Venezuela dove gli abitanti hanno assaltato gli Zoo per mnangiare vivi gli animali che vi risiedevano. E' una città che ha sacche di marginalità abnormi in confronto alle altre grandi città europee.

alfredo casella ha detto...

@Anonimo: ecco bravo, non mi veniva il termine: "stai dicendo minchiate" è stigmatizzare.
Non mi veniva proprio, me ne venivano altri.
Comunque io mi riferivo più a una dimensione psicologica che meramente economicistica.
Trovo che lì il senso di competizione (e l'ambizione smodata e scomposta di diventare e sentirsi "capitale" di qualsiasi cosa si muova) sia diffusa ed interiorizzata.
E questo produce sia atteggiamenti minuti sia scelte generali che vanno tutte nello stesso senso costruttivo.

Anonimo ha detto...

l'unica soluzione è andare tutti a Milano.

Anonimo ha detto...

Nessuna sorpresa: per almeno 2 volte Alitalia è fallita ma nessuno lo ha detto. In qualche modo quando i libri arrivano in tribunale c'è una nebbia che neanche a ... Milano.

Anonimo ha detto...

La sintesi di questo articolo così ben documentato è che il partito dell'onestà falsifica il bilancio per restare a galla, poiché la perdita del Comune di Roma sarebbe uno smacco politico troppo grande. Ed anche che le persone valide e per bene che ci avevano creduto, nel momento in cui dovevano applicare le norme, sono state tagliate per salvare la "ragion grillina".
Ma falsificare i bilanci non è da onesti. La storia di questi 2 anni e mezzo a Roma è la storia di un'involuzione di un movimento al quale molti, me incluso, avevano dato fiducia a questa setta, nella speranza di un cambiamento. Sono cambiati: da partito della democrazia diretta sono diventati partito eterodiretto. Nessuno conta un bel niente, per primi i loro parlamentari. La vicenda del senatore Di falco e di molti altri sta a testimoniarlo. Sono il fascismo 2.0. Apriamo gli occhi!

Anonimo ha detto...

Spero tu stia scherzando. Non è possibile, non è possibile che in questo paese debba essere invocata l'ipocrisia e la falsificazione come panacea dei mali !!!!
Basta!!
Siete peggio dei peggiori democristiani !!!

Anonimo ha detto...

Anche Berlusconi lo diceva la crisi é provocata dalla paura generata dalle notizie di insicurezza finanziaria e per combattere la crisi c'è un unico modo non parlarne e dire che tutto va bene.
In un economia in cui c'è il ricco il pizzaiolo e il commerciante se il ricco causa crisi i soldi se li tiene perché ha paura del futuro il pizzaiolo non mangia perché il ricco spende solo per mangiare se c'è la crisi e non si esce più.
Spero che capisci cosa intendo perché lo spiegato cosi facile che anche un bambino lo capisce

Anonimo ha detto...

L'impostazione è semplicemente imbecille.
Una città non è un'azienda. Il governo deve fornirla di tutti i mezzi, e anche di più, perché i servizi siano efficienti e la presentazione elegante, come succede in tutta Europa.
Certo, se i soldi dei servizi vengono convogliati per mantenere africani...

Anonimo ha detto...

Roma è una città che si trova ormai in stato di crisi strutturale, che è ben diverso dall'essere in una situazione di crisi congiunturale (temporanea). Non basteranno né gli artifici contabili dell'attuale amministrazione per evitare il dissesto del Comune (che in realtà è già fallito de facto), né successivi decreti salva-Roma da parte del governo (il cui costo naturalmente ricadrà sui contribuenti di tutto il resto d'Italia, con Milano che come al solito dovrà sobbarcarsi gli oneri maggiori), né eventuali commissariamenti pluridecennali (molto spesso invocati anche da questo blog) per raddrizzarne la sorte. Il declino di Roma è ormai irreversibile, e la cosa peggiore è che siamo ancora in una fase di stand-by: il peggio cioè, deve ancora arrivare. Ma già dagli episodi di cronaca di questi ultimi giorni si può intravedere come la bomba stia per scoppiare. Chi può, scappi, perché a Roma si vivranno situazioni tremende.

Stocazzo gli africani ha detto...

ma non dire cazzate su

Anonimo ha detto...

"Roma è la storia di un'involuzione di un movimento al quale molti, me incluso, avevano dato fiducia a questa setta"

purtroppo concordo

Anonimo ha detto...

come spesso mi capita, capisco (credo) gennaio 11, 2019 2:50 PM ma sono in disaccordo

sgombriamo il campo da moralismi (peraltro forse giusti) tipo "non si dice il falso", ma al contempo rendiamoci conto che non sarebbe affatto una creazione di allarmismi. La situazione è obbiettivamente disperata.
A mio avviso, per quello che vale, sono assolutamente d'accordo con gennaio 12, 2019 10:27 PM tranne forse per l'irreversibilità, per cui cito parzialmente
SE LE COSE NON CAMBIANO (e credo si possa ancora) " il peggio [...] deve ancora arrivare. Ma già dagli episodi di cronaca di questi ultimi giorni si può intravedere come la bomba stia per scoppiare. Chi può, scappi, perché a Roma si vivranno situazioni tremende".
Detto questo, non credo che i benestanti siano quelli che tengono a galla roma, visto che per la crescente sperequazione degli ultimi 20 anni (e in particolare degli ultimi 10, con la crisi mondiale che qui si fa ancora sentire) ormai ne sono rimasti pochi in %.
Il turismo del resto è in caduta libera, stanno chiudendo i B&B al centro, la tendenza è mordi e fuggi al risparmio massimo.
Dire cose diverse peraltro, non incanta nessuno, vedi Berlusconi e i ristoranti pieni...
Cordialità



Anonimo ha detto...

la qualita' dei commenti fa scappare da roma. il contenuto dell'articolo fa fuggire dall'italia. auguroni

Anonimo ha detto...

Allora, arriva il reddito di cittadinanza.
Vi pongo alcune domande.
A Santa Croce in Gerusalemme sul sagrato della chiesa, da circa trent'anni chiede l'elemosina un discreto signore romeno.
Non dà troppo fastidio, se ne sta dentro il sagrato e non su strada: ciò non ostante, da ben trent'anni staziona ozioso con il cappello teso e la seggiola, mantenuto dalla italiana sventatezza.
Risulterà senza dubbio nulla tenente.
E noi da domani oltre a mantenerlo gli pagheremo anche la diaria.
Nota bene.
Per fare ciò è venuto da un'altra nazione.
e' normale tutto ciò?

Anonimo ha detto...

Davanti a San Giovanni in Laterano, sul versante della camionetta militare, dirige il traffico dei posteggi un sudamericano.
A differenza del soprastante romeno staziona sul territorio italiano. Commette plurimi reati. E molesta la gente.
Per scassare la minchia a Roma ha attraversato l'Oceano. La politica ingiunge le forze dell'ordine di non arrestarlo, altrimenti non starebbe là, tra plurime volanti di polizia e gip rinforzate.
La legge non era uguale per tutti in teoria?
La domanda è: perché da domani dobbiamo mantenere questo parassita, questo fetente, questo delinquente che ha attraversato il mondo per contribuire al degrado della capitale d'
Italia?
A chi non voita né pd né m5s l'ardua sentenza.

Anonimo ha detto...

E da quanti anni staziona sul territorio italiano tutto lo zingarame dell'est, che misteriosamente ci tocca mantenere in Italia? E che come italiani non possiamo respingere, mentre romania, bulgaria, cecoslovacchia e russia respingono eccome, pur trattandosi di roba loro?
Qualcuno ce lo sa spiegare?
Però poi mancano i soldi per i terremotati, e se trovano i fondi per i disabili giubilano.

Anonimo ha detto...

Arrendiamoci,ubi maior minor cessat

Anonimo ha detto...

Cosa vogliamo fare?Improvvisarsi civili?Non funziona!Ancora non l'avete capito?Ci vogliono i secoli!

Anonimo ha detto...

Oste il conto!Grazie

Anonimo ha detto...

Fa schifo Roma o chi la frequenta?

Unknown ha detto...

Può un insieme di mattoni,calce asfalto fare schifo o c'è dell'altro?

Anonimo ha detto...

Forse in Romania non ci sei mai andato se parli così di campi rom ne é pieno e la prostituzione dilaga in ogni città.
Solo che i rumeni sono boriosi e parlano sempre bene del loro paese ma io ci sono stato e conosco la verità.
Non fatevi fregare lì é lo schifo totale

Anonimo ha detto...

gennaio 14, 2019 1:37 PM

commento ricorsivo.... (oltre che altamente illuminante e costruttivo)

Cordialità

Bernard Cypher ha detto...

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Anonimo ha detto...

Roma è ormai fallita in tutto: nei trasporti, nella nettezza urbana, in tutto. Non si salva più niente, ormai. Quindi non c'è da meravigliarsi.
Gli unici che ancora credono nella rinascita di Roma sono quegli imbecilli del Movimento 5 stalle (pardon: stelle, ma l'errore non è affatto casuale...), che presto sfasceranno non solo Roma, ma l'intera Italia, se non cascano...ne vedremo delle belle.

Anonimo ha detto...

Il gruppo prevede,giustamente,l'esclusione di coloro che non solo in linea con i principi comuni.
Per la forma.
Per la sostanza sono come il pd, e come te: legati a un gruppo di potere fondato sullo spionaggio,grazie alle agenzie che nel 2001 il pd ha disposto a gestire telecamere e server intercettatori per conto delle Procure.
Agenzie a delinquere,sul tipo di rcs.

Anonimo ha detto...

Articolo da imbecille. Viste le difficoltà facciamo fallire Roma . Ottima analisi Se l'avessero fatta fallire il commento sarebbe stato "questi imbecilli l'hanno fatta fallire " Siete di una pochezza disarmante

Anonimo ha detto...

VIRGINIA RAGGI SEI LA NOSTRA SALVEZZA,ROMA E'STATA ABBANDONATA DA ANNI E SENZA UN CENT NELLA CASSA. QUANTA IGNORANZA. SINDACO HAI FATTO ANCHE TROPPO,NON MOLLARE. IN QUESTI ULTIMI GIORNI HO VISTO MOLTI CANTIERI APERTI,ANCHE PIU'AUTOBUS DELL'ATAC IN GIRO IN RAPPORTO ALL'ANNO PRECEDENTE, OLTRETUTTO I MEZZI DELL'AMA NEL MIO QUARTIERE IN PERIFERIA PASSANO PIU'SPESSO X LA RACCOLTA. I LOVE ROMA

Unknown ha detto...

Tralasciando il fatto che nel 2001 il pd al massimo era una bestemmia, non un partito sicuramente,ma poi di che "gruppo" e spionaggi parli?

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