Ecco perché Ponte della Scafa chiuso blocca mezza città e perché non si è fatto il nuovo ponte

21 agosto 2018
Ostia, l'entroterra lidense, e Fiumicino. Prendile tutte assieme, come è giusto prenderle, e hai una delle più grandi città italiane. Roba da quasi top-10. Verona tipo, anche qualcosa di più. Ma stiamo su Verona che ci aiuterà nel ragionamento. 
Questa città, che possiamo chiamare Costa di Roma o Mare di Roma o Roma Marittima, totalizza 300mila abitanti, è dotata di un aeroporto tra i più importanti d'Europa, di un porto, speriamo presto di un porto per i traghetti e di molte altre funzioni. Questa città è percorsa da un fiume che si chiama Tevere. La città Roma Marittima si adagia, come tante città italiane, da una parte e dall'altra del fiume. Questo fiume è attraversato... da un ponte. Uno. Come nelle città medievali: c'è un ponte soltanto. Non si può interrompere, non lo puoi manutenere, non lo puoi bypassare. Perché è uno. Uno solo. Come se Verona, tagliata in due dall'Adige, offrisse a cittadini, auto, bici, merci, mezzi pubblici un solo ponte per andare di qua e di là: in realtà sono una dozzina abbondante, quasi quindici.

A Fiumicino e a Ostia, invece un ponte solo. Perché fare altri ponti altera l'ecosistema, perché fare altri ponti rovina l'ambiente, perché fare altri ponti è gentrificazione, colata di cemento, cattedrale nel deserto e cementificazione. Tutte le idiozie con cui vi hanno riempito il cervello per anni fino a farvici credere. Con la scusa del ritrovamento archeologico o della riserva naturale. Non c'è nessuna civilizzazione al mondo, da quando l'uomo esiste, che ha rinunciato alla propria stessa vita pur di tutelare i resti delle civilizzazioni precedenti. Un suicidio civico e sociale che si verifica invece in Italia, e ancor più a Roma, ogni giorno. Tutelare cosa poi, se gli scavi vengono abbandonati per mancanza di risorse dovuta proprio all'olocausto economico e di sviluppo di cui sopra?!
Astral chiude il Ponte della Scafa

Progetti per nuovi ponti non ce n'erano e non ce ne sono (mentre più a nord, come abbiamo raccontato, i progetti c'erano eccome ma sono saltati), ma per lo meno c'era eccome il progetto del rifacimento del Ponte della Scafa. Proprio per evitare che da un momento all'altro - magari sull'onda dell'emotività nazionale dovuta ai fatti che sappiamo - qualcuno decidesse di chiuderlo per non pigliarsi più responsabilità superiori al dovuto. E invece così è andata: Astral ieri ha chiuso il Ponte della Scafa non si sa per quanto. Per capire l'importanza di questo attraversamento sul Tevere basti sapere che non se la sono sentita di vietare il passaggio delle autoambulanze visto che è l'unica strada per Fiumicino per raggiungere il "suo" ospedale, che sta a Ostia. Aggiungeteci poi che per i motivi di cui sopra (il famoso No a Tutto, alimentato da comitati, urbanisti, finti ambientalisti e teppaglia dei centri sociali e dei "movimendi"), Fiumicino rischia anche di "perdere" l'altro suo ponte, il 2 Giugno, quello che collega le due parti più centrali della città.

Il progetto per il nuovo Ponte della Scafa è stato approvato come definitivo nel 2009. Progetto definivo nel 2009, ripetiamolo. Nove anni fa c'era già il progetto definitivo santo iddio, ribadiamolo ancora una volta perché è per questo motivo che si muore ammazzati, è per questo motivo che sono morti ammazzati a Genova, perché la Gronda di Ponente andava finita vent'anni fa e invece i cantieri non sono manco iniziati grazie all'alleanza tra la burocrazia più ignobile del mondo e la protesta più stupida.

Tra tempi dilapidati per gli espropri, tempi dilapidati per l'archeologia (sono state trovate delle barche romane e vuoi mettere quanto è più prioritario sistemare le barche romane piuttosto che dare una viabilità efficiente e sicura ad un territorio sconfinato?), tempi dilapidati dal Comune di Roma per le procedure, tempi dilapidati per i ricorsi sono passati anni e anni. Solo lo scorso febbraio si è mosso qualcosa con l'assegnazione e la stipula del contratto. Così quando partirà il cantiere (2019? Chi può dirlo) avremo un'opera approvata definitivamente 10 anni fa e pensata 20 anni fa.
E intanto chi è di Fiumicino non può andare all'ospedale e chi è di Ostia non può andare all'aeroporto. E, tra breve, nessuno può andare a scuola. Tutti, però, rischiano la vita su infrastrutture allucinanti. Però abbiamo dato tutto il tempo agli archeologi per studiare le barche romane (qui parte di una tiritera che è iniziata tuttavia nel 2011), siamo stati garantisti con la ditta arrivata seconda e quella arrivata terza, abbiamo dato tutto il tempo agli ambientalisti che non volevano il pilone in quel dato punto e ai proprietari che per questioni d'affetto non volevano mollare quel dato pezzo di terreno necessario per il pilone. Tutto questo è ovviamente ridicolo e crea delle conseguenze micidiali: il paese è stato costruito negli anni Cinquanta e Sessanta (prima fu raso al suolo), il calcestruzzo armato sta morendo perché ha un termine preciso come uno yogurt, nel frattempo - visto che abbiamo deciso di autobloccarci da soli - non abbiamo costruito più niente, quindi verrà nei prossimi anni giù tutto, piano piano, uno stillicidio di "incidenti" che incidenti non sono ma che sono le cause di una ideologia malata e diffusa che non c'è da nessuna altra parte del mondo. L'ideologia che considera la "normalità" una "grande opera" da combattere. Così la capiremo sulla nostra pelle la conseguenza del finto ambientalismo e della burocrazia pelosa. Intanto tra qualche giorno chiude pure il Ponte della Magliana, nel frattempo gli alfieri del No a Tutto si sono concentrati sul nuovo aeroporto, sul nuovo porto per i traghetti, sulla nuova autostrada per Grossetto e chissà cos'altro ancora...

43 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

il ponte della Scafa....un budello ridicolo che è intasato un giorno si e una altro anche....esempio di come i nostri bei governanti se ne freghino altamente di migliorare la vita dei cittadini con opere moderne e sostenibili.....il bello è che passano i governi, passano le amministrazioni e nulla cambia....per questo 20 anni fa ho dato il mio ultimo voto agli ultimi mangia ufo di questo martoriato stivale.....per non parlare poi di come oramai sia ridotta questa chiavica di città.....una mxxxx senza fine

Anonimo ha detto...

Il problema dell' italiano medio e quindi anche dei nostri governanti (oltre che l'onestà) e' che nessuno osa scontentare anche una piccola minoranza (mancano la cultura e il senso civico, vedi Raggi uno stadio fatto bene)che blocca tutto. Chi protesta va manganellato come in Francia. Altro che articoli su Repubblica.

Anonimo ha detto...

Capre illetterate. Un singolo pezzo di legno di quegli scafi vale come voi tutta redazione venduta come schiavi.

Anonimo ha detto...

Lasciamo stare le cazzate di costruire qualche ponticello sul Tevere. Li' vicino la vera questione sara' se i Benetton saranno pronti a papparsi altri soldi con la cementificazione di 300 ettari della rimanente, bellissima campagna romana per poter ampliare l'aeroporto di Fiumicino.....

https://www.avionews.com/item/1213574-aeroporto-fiumicino-ampliamento-a-vantaggio-dei-benetton.html

Anonimo ha detto...

1300 ettari, non 300
rettifico

Anonimo ha detto...

C'è da aggiungere anche che le barche Romane sono state lasciate marcire al lato della strada...

Anonimo ha detto...

Chi non vuole una città moderna torni a vivere nei paesi come negli anni 50, non si può accettare di vivere in una metropoli come Roma e poi sperare di trasformarla in un piccolo borgo. Si a grattacieli, ponti e metro.

Anonimo ha detto...

Bruciamo quelle navi romane del cazzo.

Se non ci fossero stati i lavori del ponte, manco le avrebbero mai trovate.
Le trovano grazie al ponte e poi il ponte non lo fanno.
Poi esonessero le navi romane, le lasciano a marcire.

Risultato: non abbiamo nè le navi nè il ponte.

minion rush ha detto...

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Anonimo ha detto...

si spera che nonostante la chiusura al traffico, sia quantomeno permesso il transito ai pedoni e che venga istituito un servizio navetta dalla sponda di Fiumicino, fino all'aeroporto

Anonimo ha detto...

Due barchette (nemmeno fossero le navi di Tiberio di Nemi) tenute da 6-7 anni sotto 3 metri d'acqua. Stanno li, gli archeologi se le guardano e pensano, pensano, pensano......
a 2 Km c'è un museo, con altre barchette simili CHIUSO DA ANNI!!! Che senso ha volerle salvaguardare se poi l'unico posto per esporle è pure chiuso??????? Possono due barchette tenere in scacco decine di migliaia di persone?
Reinterratele, metteteci una bella targa identificativa a futura memoria e non rompete più il cazzo

Anonimo ha detto...

Quanti cittadini a Roma e dintorni (Ostia - Fiumicino) hanno richiesto, con forza, verifiche su ponti e viadotti (vedi quello della Scafa e quello della Magliana) perché ritenuti insicuri?
E quanti cittadini, magari quelli di cui sopra, si lamentano quando questi ponti e viadotti vengono chiusi?
Vogliamo vivere in sicurezza, ma non riusciamo ad accettare eventuali disagi per ottenere quella sicurezza...

Unknown ha detto...

ma ci sei mai dovuto passare almeno due volte al giorno? ma lo sai dov'è??? e noi saremmo le capre??? ma facci il piacere......

Anonimo ha detto...

Come dovrà fare chi da fregene lavora ad Ostia ?

Marco F. ha detto...

Un nuovo ponte della scafa non ridurrebbe affatto l'inquinamento da automobili, ma soprattutto non serve. Avrebbe molto più senso rifare dei collegamenti "pubblici" come quelli di una volta, vedi http://tips.zona-m.net/it/2011/07/un-esempio-di-opera-pubblica-inutile-il-nuovo-ponte-della-scafa/

Alessandro Soderini ha detto...

Sono di Ostia. Forse per chi non è di queste parti, non è chiaro l'impatto devastante che la chiusura dell'unico, ribadisco UNICO ponte che nel raggio di 20km collega Ostia e Fiumicino causerà soprattutto dal prossimo lunedì, col rientro di gran parte dei vacanzieri dalle ferie. Il X Municipio non è solo Ostia, ma anche Ostia antica, Acilia, Vitinia e zone limitrofe: un trapezio di 150.000kmq che conta quasi 250.000 abitanti. Di questi, circa un quarto (quindi parliamo di numeri attorno alle 60.000 unità) lavora a Fiumicino, per la maggior parte nelle strutture dell'aeroporto (che è il più grande aeroporto internazionale d'Italia) e nel suo indotto. Costoro, fino a l'altro ieri, avevano SOLO il ponte della Scafa per raggiungere da casa il loro posto di lavoro. Per contro, l'Ospedale Grassi di Ostia è il SOLO grande ospedale nel raggio di 20km e che, in caso di una grave emergenza nel maggior aeroporto internazionale d'Italia nonché aeroporto della sua Capitale, è attrezzato a gestire l'emergenza (immaginate solo l'impatto di un eventuale attentato in aeroporto). Per questo motivo hanno per ora deciso di consentire almeno alle ambulanze di transitare sul ponte chiuso. Visto che non c'è nessun altro collegamento, neanche marittimo (nonostante Ostia e Fiumicino siano SUL MARE e abbiano ciascuna località un proprio porto turistico che potrebbe essere messo a disposizione per collegamenti marittimi tra le due località), chi da Ostia o da qualsiasi altra località del X debba raggiungere Fiumicino, è costretto a percorrere la via Ostiense fino al GRA (circa 20KM se parte dal litorale), immettersi nel GRA carreggiata interna, percorrere un tratto di GRA fino allo svincolo con l'A91, quindi imboccare l'A91 in direzione Fiumicino per altri 20km. 40km invece di 5-6 (da Lido centro a Fiumicino aeroporto). Urge dunque una soluzione tampone, senza aspettare i tempi delle verifiche tecniche, il cui esito è tutto da vedere e potrebbe comportare anche la chiusura definitiva di quell'unico collegamento! Non parliamo poi del nuovo ponte, che chi vivrà vedrà. Si parla di un ponte provvisorio realizzato dal Genio Civile: mi sembra cosa buona e giusta! Il Genio fu scomodato per i mondiali di Italia 90, no, dico! solo per poter permettere a chi scendeva dalla stazione di Farneto di raggiungere lo stadio Olimpico scavalcando la via Olimpica. Se lo abbiamo scomodato per un evento come i mondiali, è come minimo doveroso impiegarlo per ben più serie ragioni come questa emergenza gravissima

Anonimo ha detto...

In qualsiasi altro paese europeo si sarebbe costruito un secondo ponte. Si sarebbe realizzato un collegamento tranviario. E si sarebbero salvate anche le "barchette". Perché le barchette è giusto e doveroso salvarle.
Molti avevano profetizzato un "medioevo prossimo venturo". Ci siamo dentro fino al collo. I barbari sono arrivati. Con la cultura non si mangia. Facciamoci un selfie. Panem et circenses....

Alessandro Soderini ha detto...

@Marco F 22, 2018 2:39 PM

ammesso e non concesso che si possa essere d'accordo con l'articolo (che personalmente mi sembra sulla falsariga del solito "benaltrismo" italiano), dove li faremmo passare adesso questi mezzi pubblici dal momento che, da l'altroieri, l'unico ponte che c'era è stato chiuso "sine die"? Come la risolviamo questa emergenza, che è tutt'altro che "locale", in quanto:
1) impatta la logistica dell'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, primo scalo Italiano e fra i maggiori europei, in quanto lo isola dall'ospedale di riferimento più vicino che dovrebbe essere raggiunto RAPIDAMENTE da mezzi di soccorso nel caso di un grave incidente nello scalo medesimo
2) impatta la vita "quotidiana" di uno dei maggiori municipi di Roma Capitale, sicuramente il più grande per estensione, e fra i più popolosi?

Qualora non fosse chiaro, siamo in emergenza, lo è la Capitale d'Italia e uno dei suoi nodi nevralgici e l'impatto è tutt'altro ce "locale"

Anonimo ha detto...

Che oramai si sia alla frutta in questo paese mi pare piuttosto evidente così come è altrettanto evidente che chi minimizza l'impatto della chiusura del ponte della scafa sul X municipio non conosce minimamente la storia e la viabilità di questa parte del territorio di Roma. Ostia ed il suo interland si è infatti sviluppato nei decenni con la caratteristica di quartiere dormitorio caratterizzato da un forte pendolarismo giornaliero verso fiumicino per i lavoratori dell'area aeroportuale e verso roma per raggiungere il posto di lavoro pubblico o privato che fosse. Le uniche arterie su cui si convogliava tutto questo traffico crescente erano appunto la via della scafa verso fiumicino e la via del mare/ostiense unitamente alla Cristoforo Colombo in direzione Roma. Queste ultime due vie, oltre ad essere tra le strade più pericolose d'Europa, nelle ore di punta sono così congestionate che molti ostiensi preferivano affrontare i velox e le code di via della scafa per garantirsi un transito più scorrevole verso Roma attraverso la bretella della Roma Fiumicino. Con il ponte della scafa chiuso tutto questo traffico rischia di bloccare integralmente la viabilità dell'intero quadrante (e pensare che i geniacci volevano pure innestarci il cantiere per il nuovo stadio della Roma) ed è quindi più che mai urgente pensare a delle opere che siano in grado di meglio distribuire il traffico tra le due sponde del tevere. In particolare:
1) per il traffico locale litoraneo dovrebbe essere ripreso il progetto di ricongiungimento dei lungomari di Ostia e Fiumicino e consentire la mobilità tra i due poli mediante apposito ponte.
2) analogamente bisognerebbe rispolverare il progetto del ponte sul Tevere all'altezza di Dragoncello che consentirebbe di collegare tutto il bacino che parte dall'Infernetto e passando da Palocco ed Acilia arriva sino a Casal Bernocchi, con la Roma Fiumicino e con l'area della nuova Fiera di Roma.
3) allargamento della Cristoforo Colombo e potenziamento del servizio pubblico della Roma-Lido per decongestionare il traffico da e verso Roma.
Senza una seria pianificazione di un complesso di opere strutturali, anche una celere riapertura del ponte della scafa o di un nuovo ponte al suo posto non sarebbe risolutiva del problema del traffico.
Ovviamente oltre alla viabilità ed alla fruibilità sia dell'ospedale che dell'aeroporto bisogna anche considerare l'effetto devastante che si avrà sul tessuto sociale considerando la potenziale chiusura di attività (penso in particolare e quelle dell'isola sacra) alla perdita di posti di lavoro, al deprezzamento di case e terreni ecc...
Una vera e propria sciagura da risolvere al più presto.

Anonimo ha detto...

In Cina, dove tutto è saldamente in mano al Partito Comunista (che controlla anche tutte le aziende parzialmente private e quelle straniere), questi problemi non ci sono. Quando capita qualche disastro o si esagera con la corruzione, i responsabili pagano duramente. Ecco perché in soli 70 anni la Cina si è trasformata da Paese agricolo feudale, miserabile e alla mercé di ricchi e potenti in grande potenza. Sacrificio, disciplina e comunismo man mano adeguato ai tempi hanno sollevato una nazione e continuano a migliorare il tenore di vita di circa un miliardo e mezzo di persone.

Anonimo ha detto...

Fino ad oggi bastava che 4 scemi protestassero che tutti si accodassero magari lodando i coraggiosi ragazzi (vedi no TAP, TAP, ecc.. ). Benvenuti nel mondo reale.

Unknown ha detto...

Oh, good grief. Much ado about nothing. The boy went to great pains to hide his weenie with the result of his looking more like an exceptionally ugly woman than a man. It's hot, boiling hot, and this photo only proves the old adage that only fools and Englishmen go out in the midday sun. Much ado about nothing.

Anonimo ha detto...

7:55 tu sì che sei un genio eh? hai capito tutto, bravo! Metti via il fiasco che troppo poi ti fa male davvero. Dove sarebbero i "tutti" che si accodano ai no tav e no tap??? Sono movimenti importanti, ma piccoli, con poco seguito fuori dai loro territori (cioè tra chi non è direttamente danneggiato), proprio perché i babbei che costituiscono la maggioranza dei cittadini non si rendono conto che buttare in tasca ai prenditori privati che costruiscono le sedicenti "grandi opere" i miliardi che servirebbero alla manutenzione dell'esistente e alla messa in sicurezza del territorio li espone al rischio di passare su un ponte pericolante. Ma tanto che importa? di solito tocca a qualcun altro rimetterci la vita, la famiglia, la casa...

Alessandro Soderini ha detto...

Anonimoagosto 22, 2018 5:53 PM

Hai centrato il punto. Il che mi fornisce lo spunto per una ulteriore riflessione. In questi 80 anni di dopoguerra, non è vero che il Paese è rimasto immobile: in un certo senso mi verrebbe da dire, Magari lo fosse stato. Invece è cresciuto, ma in maniera disordinata, caotica, senza la guida di una oculata pianificazione ma alla mercé della pura speculazione edilizia. Il decimo Municipio che 80 anni fa era solo Ostia, terra di bonifica strappata alla palude, Ostia antica con il suo borgo medioevale, e Acilia una delle prime Borgate romane, ora è un continuo abitativo. La popolazione è perlomeno quintuplicata. È stato costruito a ridosso dei canali che secondo il progetto urbanistico originario dovevano drenare proprio le acque piovane che prima stagnavano proprio perché c'era una palude laddove era sorto il lido di Roma. Tutto questo è accaduto negli anni senza che i soliti psuedoambientalisti, NIMBY e compagnia alzassero un dito. Contemporaneamente a questo sviluppo incontrollato e speculativo, non c'è stato il benché minimo sviluppo delle Infrastrutture di collegamento, atto a supportare la aumentato carico trasportistico, o quantomeno ad inseguirlo a distanza. Le strade sono rimaste esattamente quelle fatte dal fascismo: la via Ostiense e del mare e la Cristoforo Colombo, con la ferrovia Roma Lido che si è guadagnata il primato di peggior ferrovia regionale italiana. Il collegamento tra il decimo e l'ex municipio di Fiumicino ora comune, è rimasto il solo Ponte costruito negli anni 50, questo nonostante che anche sull'altra sponda del Tevere ci sia stato uno sviluppo urbanistico notevole, con la nuova fiera di Roma e il quartiere Parco Leonardo. L'unico ponte che ora è stato chiuso non si sa per per quanto tempo. Fiumicino e il decimo sono diventati ormai un tutt'uno urbanistico, con una frattura lunga 20 km costituita dal Teverese, frattura interrotta solo da un'estremità tramite il ponte della Scafa, e dall'altra tramite il Gra. Saltato il primo, è rimasta come una grande città con una lunga frattura nel mezzo lunga 20 km. E qui la sintesi della mia riflessione: è paradossale come gli stessibsiggetts che sono sempre pronti a strapparsi le vesti di fronte a qualunque proposta di sviluppo infrastrutturale nel paese, financo quelli necessari ed improcrastinabili, tacciano di fronte alla pura speculazione edilizia dei palazzinari de' Noantri, che è stata perpetrata senza ostacolo dal dopoguerra ad oggi sotto la supervisione di tutte le forze politiche immaginabili

Anonimo ha detto...

Capra illetterata taci.

Anonimo ha detto...

Sí ma le due barchette di legno ? :-(

Anonimo ha detto...

Mamma mia quanto siete noiosi voi romani, sempre a piangervi addosso. Nel medioevo stavano peggio eppure non si lamentavano tanto, si riproducevano, lavoravano e non stavano sempre a rompere il cazzo!

Anonimo ha detto...

to ad Ostia Antica dal 200...in 18 anni sono stati stanziati x ben due volte, se non di piu', dei fondi x il raddoppio/rinnovo del ponte della Scafa....per piu di quattro volte ho visto fare i "prelievi" e "sondaggi" tra il pratone vicino a Cineland e il pratone dopo il ponte della Scafa ...senza pero risultato.....anzi....nel pratone dopo il ponte hanno lasciato una sorta di piscina, ovvero una buca squadrata e molto profonda che con le piogge si riempie e sembra una piscinafaidate...inoltre i fondi economici stanziati si sono persi nel NULLA POLITICO che si avvicenda negli anni...x cui al solito, NULLA DI FATTO, FONDI FINITI NELLE TASCHE DI CHISSA' CHI, PONTE UGUALE A PRIMA.
ora purtroppo, bisogna ringraziare la immane disgrazia di Genova o la paura di chididovere , per la chiusura del ponte attuale della Scafa?
Si deve sempre far accadere una disgrazia , condannando le persone ad una morte certa,per incuria di chi si attiva solo x il danaro... e poi poi ci si attiva???
a questo punto, se è vero il detto"chi rompe paga..." ben venga....chi non effettua manutenzione e viene scoperto....DEVE PAGARE UNA MULTA SALATA E GLI DEVE ESSERE TOLTO L'APPALTO X INCURIA....E DEVE RISULTARE POI ANCHE NELLE SUCCESSIVE GARE D'APPALTO....IN EVIDENZA.

Anonimo ha detto...

Il nuovo ponte della Scafa e' già finanziato. I soldi ai privati non centrano nulla.

Anonimo ha detto...

Me ne frego se sono fuori tema, ma, se cominciando l'articolo sento parlare di 'Roma Marittima', mi si ritorcono le budella e mi tocca tirar fuori quel che penso.

Si parla di 'Roma Marittima'. Ebben, Roma Marittima al ca..o!
Io sono di Ostia e la amo veramente, malgrado abbiano fatto di tutto per rovinarla e denigrarla. Da sempre. Come non ricordare le molte volte che il romano di spot e film parlava della città lidense sempre sminuendola, all'interno di comiche battute; come poter dimenticare il romano comune che, pur riversandosi in massa nelle nostre coste nelle giornate di calura estiva, se ne usciva con cose del tipo: 'E che vai ar mare a Ostia?!?'.
Ostia ha la sua storia; Ostia ha la sua identità; Ostia ha le SUE risorse, sempre depredate, mai valorizzate.
Ostia deve mantenere il suo nome.
Fanculo Roma, che ha solo rovinato la mia bellissima città.

Roma Marittima al ca..o!

Anonimo ha detto...

è sotto gli occhi di tutti che sul litorale bisogna creare una sinergia forte tra ostia e Fiumicino, ma evidentemente i balneari pagano abbabbasta bene perche tutto ciò non accada. Ad oatia c'è stata la politica di qualsiasi colore e questa è la prima volta che qualcuno si mette in contatto col sindaco di Fiumicino, dopo il blocco di un ponte, roba da yugoslavia anni 90...

Anonimo ha detto...

Ma si lasciali parlare tanto poi sempre qui vengono, sai il romano comune è un po' tonto.

Rick Chaser ha detto...

Lo sai dove te lo devi mettere il pezzo di Legno !?
E non pubblicare come anonimo , siamo tutti bravi ad insultare dietro a una tenda.

Anonimo ha detto...

Ecco bravo...raccogliolo e portatelo a casa. Magari mettilo in una teca e guardatelo di giorno e di notte....ed a noi capre lasciasci pascolare tranquillamente per le strade.

Anonimo ha detto...

Il vostro articolo di qualche tempo fa sul litorale già diceva tutto... http://www.romafaschifo.com/2017/10/le-ridicole-elezioni-ostia-che-e-la.html?m=1

Anonimo ha detto...

Le reazioni - ridicole - che si vedono adesso in tutta italia - controllo dei ponti, chiusura dei ponti, ecc. ecc. - sono l'atavico "fuochi e luci" congegnato dai think tamk della politicsa.
Cade un vaso in testa a un bambino e lo ammazza?
Indignazione per dieci giorni, controlli serrati e sanzioni per 5 e poi si riparte coi vasi in bilico e i viggi che fumano sotto.
Stupro alla Caffarella da parte di un romeno? Voce grossa dei vari salvini, annunci di sgomberi fenomenali, e dopo una settimana alla Caffarella è meglio che ci vadano solo coppiette di marines e legionari.
Crolla mezza amatrice per un terremoto?
Articoli sulla speculazione edilizia per tre giorni, titoloni sull'inchiesta di 4 anni prima, e poi gli abruzzesi ricominciano a costruire con lo sputo i tetti delle scuole dei propri figli.
E così coi ponti. Mò pare che la mafia, l'incuria, l'ipocrisia, le tangenti, in Italia creino danni solo alle strutture dei ponti.
I palazzi non crollano per mancate verifiche?
I meccanismi psicologici congegnati dal crimine in giacca e cravatta sono questi: vi fanno sfogare mentre loro incassano sorridenti e anche innaturalmente mansueti, poi quando avete sfogato le energie, tutto riparte come prima.
Per questo non ha torto chi dice che la rabbia va coltivata, e che la giustizia si gusta fredda.
Mai dimenticare le vittime, e i colpevoli, soprattutto.

Anonimo ha detto...

Capre.

federico ha detto...

Si boom mo tutti quelli che abitano ad Ostia lavorano all'aeroporto,io ci lavoro lì e vengo da Roma città(dentro il gra) e come molti altri colleghi che conosco non sono di Ostia,questo non toglie che per varie esigenze c'è chi deve passare sul ponte però è meglio che casca come quello di Genova o forse non rompe er c...zo per qualche settimana che lo riparano e si ritorna alla normalità?

federico ha detto...

La Cina é un paese che si è sviluppato in fretta per via del basso prezzo della manodopera e della crescente globalizzazione che permette gli scambi,guarda qualsiasi cosa tu hai e vedrai che la fanno in Cina perché si risparmia,il loro tenore di vita non è nemmeno paragonabile ai nostri poveri infatti i cinesi se la passano veramente male nonostante ci siano una piccola fetta di popolazione 1% che é molto ricco.
Ricorda 1500 milioni sono 25volte l'Italia e ti risulta che il loro Pil sia 25 volte il nostro? No é solo 6volte il nostro,poi ricorda il comunismo non fa bene ai popoli li rende tutti uguali ma tutti poveri i paesi ricchi sono i paesi liberali o dove le dittature sono di destra,vedi Hitler con la sua Germania o Mussolini con l'Italia che crescita esponenziale del pil altro che Cina.Comunque io ho votato 5stelle se vi interessa

federico ha detto...

Quando fecero la bonfica dell'agro pontino gli ambientalisti ammesso che c'erano cosa dovevano salvaguardare una palude piena di zanzare che portavano la malaria? A quei tempi c'era il duce a far tutte queste opere e con lui Roma conobbe una grande espansione poi ci fu la guerra l'errore di allearsi con Hitler ma ormai è successo e Mussolini viene ricordato solo per i suoi errori e non per le cose buone che fece

Anonimo ha detto...

L'avete postato anche su Fiumicino fa schifo? Quel ponte e' roba loro.

PRESTITO VELOCE FRANCESCO BONI ha detto...

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Cordiali saluti. Maria Porretta









































































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Buongiorno
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Cordiali saluti. Maria Porretta

duck life ha detto...

The bridge is beautiful and solid. a monumental work.

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